L’angolo della posta: RIFF e gli ELP

29 dic

 

Scrive RIFF: “Zio porc! Mi stai attaccando la febbre ELP. Sono costretto a chiederti WORKS Volume 1 e 2. Sob. I’m sorry. Gavassa…goodnight!”

Risponde l’esperto: “Vieni confratello, cadi definitivamente nella rete anche tu, lascia che impressioni, fughe, piano improvisations,  melodie di altri universi e arditi passaggi strumentali riempiano i tuoi sogni, affinché l’animo stremato si arrenda definitivamente a quell’aria sonora che è il nostro piacere massimo.Come cantava il piccolo Roberto Antonio “let the music be your master”. ELP o muerte”

 

Una Risposta to “L’angolo della posta: RIFF e gli ELP”

  1. Clod_60 31/12/2011 a 11:48 #

    Ti dirò, Tim, gli EL&P sono stati il mio stargate per il mondo del rock, un secolo fa. Poi sono cresciuto e ho scoperto il resto dell’universo, musicalmente parlando: loro nel frattempo sono passati di moda e di recente li ho anche sentiti bollare come “kitsch” per via dell’uso della classica. Ammetto che, con le orecchie ormai educate al jazz, per certi loro esiti sono pure stato d’accordo. Ma poi, non so perchè, certi album me li sono ricomprati in CD e li sento ancora con soddisfazione. Alcuni però, non tutti: già con Brain salad surgery comincia secondo me lo scivolone nel mero effetto. Ma il Primo, Pictures, Tarkus e finanche Trilogy hanno quel qualcosa di unico e irripetibile che ti fa cantare con loro e ti accompagna anche dopo, when the music’s over. E poi la grande stupenda voce di Lake… ma che fine ha fatto? Un saluto

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