Classic Rock presents THE BLUES MAGAZINE (Blues Issue 1 Summer 2012)

16 lug

Quelli di CLASSIC ROCK dopo aver cassato AOR, immagino per vendite insufficienti, ci riprovano con una nuova sfida, THE BLUES MAGAZINE. Dovrei essere contento della cosa visto che la parola blues compare di frequente nel mio lessico e nella mia vita, ma non so cosa pensarne.

Probabilmente è giusto il punto di vista dei Beppe Riva quando mi dice che tutto sommato è un bene che escano speciali di UNCUT sui LZ , numeri – seppur costosi – di PROG con gli ELP in copertina e via dicendo, sono io che forse ho un atteggiamento discutibile, il non essere mai contento è un problema personale e non dovrebbe condizionare sempre quello che scrivo.

Cerco dunque di essere credibile nel parlare di questa Blues Issue 1 Summer 2012, ma so già che non lo sarò. Buddy Guy è l’artista di copertina e già qui ci sono problemi perchè è un artista che non mi piace. Io penso che Guy sia come Ron Wood, una personcina sciocca, molto fortunata che si è trovata al posto giusto nel momento giusto. Chitarrista sopravvalutato che personalmente trovo quasi fastidioso e personaggio che nel corso degli anni è diventato la macchietta di se stesso.

Sfogliando poi il giornale mi viene il dubbio che poi alla fin fine a me il blues non piace, sì perché il CD allegato lo trovo noiosissimo, la maggior parte dei nomi trattati all’interno della rivista non mi interessa, mi soffermo con sufficienza su articoli (brevi) che parlano di nomi che una volta mi erano cari.

Forse però ha ragione Picca, tolta dal suo contesto storico e culturale, certa musica non riesce più a conservare il nucleo espressivo, essenziale ed umano. E’ un po’ così per tutto, anche per il blues. Come posso ascoltare Eric Bibb, Walter Trout, Warrem Haynes dopo aver ascoltato ROBERT JOHNSON, MUDDY WATERS, JOHN MAYALL e DUANE ALLMAN?

Poi però c’è un lungo articolo su ETTA JAMES scritto da David Ritz (mica uno qualunque) e finalmente mi appassiono. Etta è la mia cantate nera preferita di sempre e l’articolo – per una volta – è fatto come si deve.

Grazie a questo scritto mi riconcilio con la rivista.

Il blues delle ultime  decadi non fa per me, è pieno di chitarristi preparati e bravi, a volte anche dotati dal punto di vista emozionale, ma che non riescono a dare una scossa ad una musica ingabbiata nella sequenza I IV V. Nessuno che riesca o che tenti una deviazione, un fiotto di pazzia all’interno di una formuletta che nel 2012 rischia di diventare musica per supermarket.

Basti guardare i festival CROSSROADS organizzati da Clapton… che il diavolo mi salvi da quel blues.

Va beh, resto in attesa dei prossimi numeri…vediamo un po’ che strada prende questa rivista. Nell’attesa ricordiamo cos’è il blues in compagnia di Son House…

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2 Risposte to “Classic Rock presents THE BLUES MAGAZINE (Blues Issue 1 Summer 2012)”

  1. Lorenzo Stefani 16/07/2012 at 23:09 #

    E’ morto Ion Lord, boia d’un (ham)mond leder!

  2. Sara Crewe 17/07/2012 at 10:49 #

    La rivista mi ha incuriosito, la tua recensione pure, come sempre, quindi penso che darò un’occhiata. Hai ragione, il blues staccato dalle sue radici diventa qualcosa di diverso… è sempre uno stato dell’anima, ma ha bisogno di qualcos’altro attorno, che a volte c’è ma molto spesso non c’è più…

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