RICK DERRINGER “JOY RIDE – SOLO ALBUMS 1973-1980” ( 4cd box set – 2017 Cherry / Sony) – TTT½

21 Giu

Anche stavolta con un po’ di ritardo, parliamo dell’ultimo cofanetto dedicato a RD uscito per la HNE/Cherry Red/Sony sul finire dell’anno scorso. Questo è dedicato agli album solisti del decennio più significativo di RD (come abbiamo visto, chitarrista & produttore per Edgar e Johnny Winter). La Cherry Red, lo abbiamo scritto più volte, sta facendo un gran lavoro nel riproporre – in cofanetti più che dignitosi e a buon mercato – album degli anni “buoni” di musicisti magari scivolati nell’oblio, ma che negli anni settanta fecero fuoco e fiamme.

DISC ONE
ALL AMERICAN BOY: 1973- TTTTT
1. ROCK AND ROLL, HOOCHIE KOO
2. JOY RIDE (INSTRUMENTAL)
3. TEENAGE QUEEN
4. CHEAP TEQUILA
5. UNCOMPLICATED
6. HOLD
7. THE AIRPORT GIVETH (THE AIRPORT TAKETH AWAY)
8. TEENAGE LOVE AFFAIR
9. IT’S RAINING
10. TIME WARP
11. SLIDE ON OVER SLINKY
12. JUMP, JUMP, JUMP

BONUS TRACKS
13. ROCK AND ROLL HOOCHIE KOO (SINGLE EDIT)
14. ROCK AND ROLL HOOCHIE KOO (MONO)
15. TEENAGE LOVE AFFAIR (MONO)

E’ l’unico disco di successo di Rick Derringer (sia come solista che come leader della banda omonima), raggiunge la posizione 25 della classifica americana, ed è il capitolo più significativo del nostro. Disco senza dubbio riuscito, alcuni momenti sono davvero ottimi. La copertina risente delle suggestioni glam dell’epoca e non è niente male. Collaborano tra gli altri Bobby Caldwell (J.Winter, Captain Beyond, Armageddon) alla batteria, Joe Walsh alla chitarra, Edgar Winter al piano, organo e clavinet, David Bromberg al dobro, e Joe Vitale (CSN, Stills-Young, Eagles).

Rock And Roll Hoochie Koo è il pezzo che Rick scrisse per Johnny Winter nel 1970. E’ ormai un classico dell’Hard Rock americano ed dura proporla qualche anno dopo la versione definitiva apparsa su Johnny Winter And, ma in definitiva l’inclusione in questo album pare doverosa. Joy Ride è uno spettacolare strumentale che funge da ouverture al pezzo successivo. Rick alla chitarra e al basso e un grandissimo Bobby Caldwell alla batteria. Teneage Queen si rivela subito un gran pezzo, presentato alla maniera degli anni settanta. Qui Joe Walsh dà il suo aiuto alla chitarra e Joe Vitale lo fa alla batteria. A parte di questo pezzo si ispirò David Coverdale per We Wish You Well.

Cheap Tequila è la canzone che apparve qualche mese prima (All American Boy uscì in ottobre 1973) nell’album di Johnny Winter Still Alive And Well (marzo 1973). Sono versioni un po’ diversa, questa è più ricca ed ha il dobro di David Bromberg. Joe Walsh torna per Uncomplicated, un rock veloce che vibra trai parametri standard del rock adolescenziale tipico di RD. In Hold si risente Edgar Winter. E’ un pezzo lento, sembra un paradosso ma lo scatenato Rick Derringer sembra esprimersi al meglio in questi momenti più riflessivi. Bella scrittura.

La stessa formazione (Derringer, Caldwell, E.Winter) è presente anche nel pezzo successivo The Airport Giveth, altro lento ma forse meno incisivo. Con Teenage Love Affair si torna al rock adolescenziale. Il momento più interessante è il break dedicato all’assolo di chitarra con tanto di uso dell’effetto talk box. It’s Raining è molto carina, un quadretto all’apparenza frivolo che però ha un senso mica da ridere. Bello l’assolo di armonica cromatica.

Time Warp è il secondo strumentale dell’album, accenti jazz rock e grandi prove dei musicisti: Bobby Caldwell, Derringer (chitarre, basso, sitar elettrico, maracas) e  E. Winter (organo).

Slide On Over Slinky sembra un pezzo di Johnny Winter, stesso approccio, stesso tocco, d’altra parte con Derringer, Caldwell e Edgar Winter (tutti componenti in un modo o nell’altro del gruppo di Johnny) questo risultato era da mettere in preventivo. Secondo me parti di questo pezzo sono state di grande ispirazione per Huey Lewis al momento di scrivere I Want A New Drug (poi plagiata dalla colonna sonora di Ghostbusters). Jump Jump Jump chiude l’album in maniera impeccabile. Caldwell, E. Winter e Rick Derringer ancora insieme per un ultimo momento musicalmente meditativo.

Gran album dunque, se se ne deve avere uno dell’artista in questione questo è quello che consiglio.

DISC TWO
SPRING FEVER: 1975 – TTT½
1. GIMME MORE
2. TOMORROW
3. DON’T EVER SAY GOODBYE
4. STILL ALIVE AND WELL
5. ROCK
6. HANG ON SLOOPY
7. ROLL WITH ME
8. WALKIN’ THE DOG
9. HE NEEDS SOME ANSWERS
10. SKYSCRAPER BLUES

BONUS TRACKS
11. HANG ON SLOOPY (MONO)
12. DON’T EVER SAY GOODBYE (MONO)

Il disco non suscita l’interesse sperato e si ferma al n. 141 della classifica Usa.

C’è da chiedersi cosa passasse per la mente a Rick quando ha permesso o voluto una copertina come questa. D’accordo che da giovane Derringer aveva un faccino carino, ma guardando la foto uno si chiede se si tratti di un uomo o di una donna. A me ricorda Debra Winger. Voglio dire, uno che ha fatto parte di gruppi delinquenziali come i Johnny Winter And, gli Edgar Winter’s White Trash e l’Edgar Winter Group, non può presentarsi acconciato come una mammoletta, mi chiedo se siano mai esistite nuffie nel midwest americano (Rick è dell’Ohio)

Debra Winger

All’album partecipano Johnny Winter, Edgar Winter, Dan Hartman, Chick Corea (moog) e David Johansen.

Gimme More è uno dei suoi soliti rock da scordare in fretta, Tomorrow invece è più articolato ed è arricchito dal moog di Corea.

Don’t Ever Say Goodbye è un lento un po’ scontato che si trasforma nel solito rock sempliciotto e adolescenziale. La differenza tra il batterista presente in questo disco e Bobby Caldwell si sente, in Spring Fever tutto è più rigido purtroppo. Still Alive And Well è il gran bel pezzo che RD scrisse per Johnny Winter nel 1972 e pubblicato per la prima volta sul disco del 1973 dallo stesso titolo del Texas Tornado. Difficile per Rick eguagliare l’esplosività della versione di Johnny. In Rock fa capolino il sitar elettrico e malgrado il moog di Corea, nulla di speciale sembra differenziare il brano. Hang On Sloopy è la riproposizione del vecchio successo anni sessanta dei McCoys di cui Rick era il leader (e che nel 1970 diventarono il gruppo di Johnny Winter). Motivetto e giro musicale così abusato da essere ormai inascoltabile. Roll With Me fu scritta da Rick nel 1974 per l’abum John Dawson Winter III. Segue una cover vagamente psichedelica di Walking The Dog. He Needs Some Answers e Skyscraper Blues chiudono il disco senza sussulti. Da citare la slide di Johnny Winter in quest’ultima.

DISC THREE
GUITARS AND WOMEN: 1979 – TTT½
1. SOMETHING WARM
2. GUITARS AND WOMEN
3. EVERYTHING
4. MAN IN THE MIDDLE
5. IT MUST BE LOVE
6. DESIRES OF THE HEART
7. TIMELESS
8. HOPELESS ROMANTIC
9. NEED A LITTLE GIRL (JUST LIKE YOU)
10. DON’T EVER SAY GOODBYE

Album prodotto insieme a Todd Rundgren. Personalmente non amo questo tipo di produzioni poco chiare. Tra i musicisti vanno citati Neil Geraldo e Kenny Aaronson. Something Warm è un rock melodico piuttosto interessante. Guitars And Women è un di quei deliri un po’ sopra le righe tipici dei chitarristi come Rick. Everything invece è un ottimo pezzo. Gran lavoro di chitarra di Derringer e pezzo scritto con le dovute doti musicali, la mistica di Derringer al suo zenit.

Man In The Middle: sbaglierò ma in questo periodo Derringer ascoltava Al Di Meola, nel pezzo precedente l’apertura chitarristica richiamava l’asso di Jersey City, e anche certi riff di questo rock sembrano arrivare dai primi lavori di Al. It Must Be Love è un rock piuttosto anonimo. La parte dove canta “I love you honey but I hate your friends” potrebbe essere stata ripresa l’anno successivo dai Cheap Trick nel brano I love you honey but I hate your friends appunto. Desires Of The Heart proviene dal versante disimpegnato,Timeless fa più o meno lo stesso. Hopeless Romantic si apre col piano di Neil Geraldo, ballata gnocca un po’ in stile Styx. Need A Little Girl ricorda i Cheap Trick, Don’t Ever Say Goodbye (dall’album precedente) è qui riproposta e non si capisce il perché.

Copertina già proiettata verso gli anni 80. L’album non entra nella Top 200 Usa.

DISC FOUR
FACE TO FACE: 1980 -TTT
1. RUNAWAY
2. YOU’LL GET YOURS
3. BIG CITY LONELINESS
4. BURN THE MIDNIGHT OIL
5. LET THE MUSIC PLAY
6. JUMP, JUMP, JUMP
7. I WANT A LOVER
8. MY, MY, HEY HEY (OUT OF THE BLUE)

BONUS TRACK
9. LET THE MUSIC PLAY (MONO)

Produzione piuttosto povera, sembra quasi un demo tape.

Runaway, nei momenti veloci, pare scritta con I Want You To Want Me dei Cheap Trick in testa, You’ll Get Yours è un misto tra Crossroads versione Cream e gli ZZ Top. Big City Loneliness apre un varco blues in senso lato nell’album, è quel tipo di pezzo da cui personalmente mi sento sempre attratto. Brano un po’ alla Paul McCartney. Con Burn The Midnight Oil si torna all’heavy rock da centurioni, Let The Music Play non lascia tracce. Segue una versione live di Jump Jump Jump, e pure quiu non si capisce bene il perché, I Want A Lover è un rock and roll tutt’altro che speciale, chiude il disco un altro brano live. Trattasi di My My Hey Hey (Out Of The Blue) di Neil Young.  E anche qui non si capisce la ragione.

Disco dunque non a fuoco, impreciso nell’atteggiamento. Certo, Rick Derringer rimane sempre un gran chitarrista e spesso è una gioia ascoltarlo, ma come sappiamo solo questo non può bastare

Copertina anonima. L’album non entra nella Top 200 Usa.

Cofanetto dunque all’apparenza solo per fan ma, visto il costo, alla portata di chiunque voglia scoprire di più il mondo di RD.

L’altro cofanetto sul blog:

https://timtirelli.com/2017/04/06/derringer-the-complete-blue-sky-albums-1976-78-box-set-cherry-red-sony-2017-tttt/

Una Risposta to “RICK DERRINGER “JOY RIDE – SOLO ALBUMS 1973-1980” ( 4cd box set – 2017 Cherry / Sony) – TTT½”

  1. Giovanni Loria 21/06/2018 a 12:19 #

    un piccolo grande eroe Rick Derringer, molto versatile, ma sempre con l’idea della Canzone davanti a tutto il resto, sempre apprezzato moltissimo.
    bei ricordi di dischi acquistati nelle vaschette dell’usato a due soldi e di entusiasmo giovanile nel correre a casa per ascoltarli a tutto volume.
    me lo hai un po’ massacrato ‘Guitars And Women’, quel pezzo, ‘Timeless’, è davvero senza tempo per me, quel riff così semplice, quelle melodie vocali, mi hanno sempre colpito con forza… anche quella ballata riproposta, ‘Don’t Ever Say Goodbye’, semplice, se vuoi ruffiana, in mano a qualcuno più conosciuto sarebbe stata un pezzo da far venire giù gli stadi, l’avrei vista bene nelle mani di Tom Petty, del Boss, magari anche dei Def Leppard anni dopo.
    quel giro di musicisti era davvero straordinario, mi fa piacere, ma non avevo dubbi in proposito, il tuo apprezzamento per Bobby Caldwell.

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