A proposito di Musica Rock …

2 Ott

Cosa sia (o cosa sia stata) la musica Rock per me non è un mistero, lo so benissimo, e so benissimo anche che, pur non volendo, continuo a fare disamine su di essa. Giornali e riviste non leggo più, trovo noioso e stantio il 95% degli articoli odierni, la solita lagna, le solite iperbole, la solita lingua italiana usata in maniera mediocre. Ogni tanto però qualcosa che leggo sui social o mi giunge all’orecchio fa sì che il mio sconfinato amore per tale musica non mi permetta di infischiarmene e passarci sopra, e visto che ho un blog non posso fare altre che cercare di scaricare questa zavorra mentale su di esso.

Jimmy Page sentence

IL ROCK É MORTO A CAUSA DI …

Un tizio su un social scrive che il rock è morto a causa di Pearl Jam e Foo Fighter e sotto decine di persone commentano. Ognuno può lanciare le boutade che desidera, anche Ittod lo fa, e voi – a quanto mi scrivete – gli siete molto affezionati, ma la cosa mi ha fatto tornare a galla un pensiero che cerco di tenere nascosto e di conseguenza innescare l’ennesima elaborazione di concetti e ipotesi. A me Pearl Jam e Foo Fighter dicono poco, non mi arrivano, è una musica che non mi prende per come è scritta, confezionata, eseguita e cantata. A me servono (anche se non sempre) architetture musicali più ardite, ma riconosco in loro (soprattutto nei primi) etica, contenuti, tematiche universali e una grande capacità di toccare le corde di una intera generazione.

70sSongs

Per quanto mi riguarda credo che la fine del Rock sia dovuta all’Heavy Metal, quella deviazione che ha generato un tipo di musica caratterizzato da suoni metallici, violenti, con ritmica d’effetto. Ora, non è facile scrivere certe cose, ci sono legioni (per quanto sempre meno significanti) di adepti che hanno una fede cieca in quel genere, pronti a difenderla a spada tratta e con scarso senso critico, ma resta il fatto che è una convinzione che ormai si è radicata in me. Il metal ha ingoiato il Rock, ne ha compromesso la complessità, ne ha inglobato il nome e il concetto, e per quanto mi riguarda ne ha declassificato il valore. Per Metal non intendo certo AC/DC e Van Halen ad esempio, ma tutto quel mondo forgiato nelle fonderie. Pochissimi i nomi che hanno da dire qualcosa di davvero rilevante benché la  narrazione del genere in questione trascritta sui giornaletti musicali ad esso dedicati o su spazi del web parli di continuo di capolavori o di gruppi seminali. Poi, ognuno la vede come vuole, magari le (sottili ai più) differenze tra Hard Rock e heavy metal potranno apparire marginali, ma per un uomo come me sono invece basilari.

ROLLING FACES

Un amico giornalista musicale sui social scrive pressappoco che nel periodo 1973-75 i Faces erano meglio dei Rolling Stones. Nei commenti quasi tutti sembrano d’accordo, curioso però che l’unico pezzo dei Faces citato sia Stay With Me.

Anche qui, ognuno ha le sue idee e preferenze, personalmente penso che la cosa non stia in piedi. Nel 1973 i Rolling Stones erano al massimo delle loro potenzialità, il tour del 1973 sta lì a dimostrarlo, il live Brussels Affair (per lustri interi disponibile solo come bootleg, poi negli ultimi tempi finalmente pubblicato ufficialmente dalla band) è uno dei più bei live della musica Rock. La band gira a mille e il Rock fluisce limpido (e al contempo torbido).

Nel 1973 il gruppo pubblica Goat’s Head Soup, nel 1974 It’s Only Rock And Roll e nel 1975 lavora a Black And Blue. Mi paiono anni fertili e stupendi. Capisco che i Faces possano piacere o comunque apparire divertenti, ma non avevano i pezzi, diosanto (e per dio sapete chi intendo), ripeto non avevano i pezzi! Se ci si accontenta di giri standard di musica rock and roll e un approccio da band che pensa solo a far festa, benissimo, ma le canzoni e la fighinaggine di Mick & Keith i Faces se le sognavano, anche nel 1975.

Mick & Keith american tour 1975

Mick & Keith american tour 1975

PS: inutile ripetere che l’arrivo di Ron Wood nei Rolling non fu certo un evento positivo per la band di Jagger & Richard, che con quella scelta abbandonò ogni velleità artistica e di crescita per quanto concerne la musicalità.

INSEGNANTI DI CHITARRA

Un amico riprende dopo anni ad andare a lezione di chitarra, si guarda in giro, spigola le varie ipotesi e infine sceglie quella che gli pare più consona. Sapendo che suono la chitarra mi riporta i vari passi di questa nuova avventura.

“Come è andata la prima lezione?” gli chiedo.

“Bene, mi ha fatto improvvisare un po’ è poi mi ha detto che sono troppo blues”.

Il mio amico è uno che di musica ne sa, nei suoi anni formativi ha suonato, ha formato band, e non ha mai smesso di seguire il mondo della chitarra, se vede un amplificatore Marshall 1962 ci mette un secondo ad esclamare “il bluesbreaker!”, sebbene sia molto più giovane di me e sia cresciuto con i Dream Theater.

Marshall 1962 bluebreaker

Vado a vedere un po’ di video che questo insegnante e musicista professionista ha postato sul web e dal primo clip mi accorgo che ha una tecnica sopraffina, una facilità di azione sul manico della chitarra impressionante, una talento vero, un chitarrista sul genere Steve Vai. Continuo la visione dei suoi video, e arrivato al quarto stacco e mi dedico ad altro. Nonostante il cambio di base, di chitarre e di mood, l’assolo sembra sempre lo stesso, tecnicamente impressionante ma gamma espressiva sempre uguale.

E allora mi chiedo che senso ha dire ad un allievo “sei troppo blues” alludendo al fatto che l’uso della scala pentatonica sia da scartare quando tu con la tua preparazione e con il totale controllo di decine di scale alla fine dici sempre la stessa cosa con la chitarra.

E poi noi cosiddetti chitarristi “blues” non usiamo mica solo la pentatonica, ma fa comodo catalogarci come tali. Capisco che i trio rock blues hanno fatto il loro tempo e che c’è bisogno di immettere qualcosa di nuovo in quel tipo di lessico musicale (e il vero uomo di blues lo fa) ma non è sufficiente saper giocare su triadi e rivolti per dire qualche cosa con la chitarra.

ALTRE PERLE ASSORTITE DAL WEB

  • Quelli che si dicono super fan del rock (e alcuni sono musicisti vecchia scuola) e poi scrivono Van Hallen, Jimy Hendrix e Freddy Mercury. (James) Van Allen era un astrofisico statunitense, il gruppo di Eddie erano i Van Halen con una solo L, Jimi con due i, Freddie con la i e la e finali, per dio!
  • Il tipo giovane che scrive su un social postando una foto di ragazzi anni settanta con le capigliature e i vestiti dell’epoca “ma che tipo di problemi avevate negli anni settanta per andare in giro con questi vestiti e quei tagli di capelli?”. Scusa ragazzino, vogliamo parlare di come andate in giro voi oggi? Sembrate tutti dei cretinetti!
  • Quelli che amano gruppi Rock degli anni andati che affrontavano temi etici e che avevano in formazione musicisti neri e di etnie non certo caucasiche ma che poi sostengono con forza posizioni reazionarie, razziste, sovraniste e populiste. E sterzando un momento dalle tematiche Rock quelli che amano i gatti e poi sono iscritti a al gruppo Gun Rights, o quelli che odiano i “negri” e poi in camera hanno ancora il poster di Gullit. 

E niente, non c’è pace per l’uomo di blues. Meglio cercare conforto nella musica …

We can make it in the end,
We must make it, yeah!
We can rise above it all,
We can rise above!
Rise up!
We can rise above all!
We can overcome all!

 

13 Risposte a “A proposito di Musica Rock …”

  1. Tom 02/10/2021 a 12:16 #

    Ennio Morricone ti direbbe, forse, che come avviene per tanti altri generi musicali, anche per il Rock è stata esaurita la quasi totale disponibilità del pentagramma, salvo – forse – per la musica meno sperimentale.

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  2. Tom 02/10/2021 a 12:18 #

    Pardon….più sperimentale

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  3. lucatod 02/10/2021 a 14:20 #

    Per quanto mi riguarda vedo la musica Rock come una “corrente artistica” che ha viaggiato di pari passo alla situazione sociale del paese nella quale si è sviluppata (Stati Uniti e Inghilterra). Ingenua (ma razzista) e di facile ascolto nei primi anni tra il ’54 e il ’64, più ardita e sperimentale tra il ’65 e ’67 e finalmente la piena maturità tra il ’68 e ’73. Poi il declino , che a mio avviso non avviene imminente ma graduale. Se punk e new wave riportano tra il ’76 e 80 il rock verso la semplicità e la fusione di nuove sonorità (Reggatta De Blanc , Sandinista! , Remain In light) con la rabbia e il nichilismo del periodo è anche vero che la nascita e diffusione di mtv ha sminuito buona parte dei grandi nomi del decennio precedente tornando al banale formato dei tre minuti e mezzo. Ecco perché non riesco a prendere sul serio i Nirvana (che da ragazzino apprezzavo) o simili. Come si fa a prendere seriamente un gruppo (o solista) che posa davanti alla telecamera cantando in playback (con tanto di scene di variabile disperazione) quando si è cresciuti ascoltando musicisti che nemmeno apparivano nelle copertine dei loro dischi.
    Quindi ritengo che il rock , come lo intendo io , sia morto nei primi anni anni ’80 quando è diventato un prodotto da videoclip per ragazzini seguito da un revival per i baby boomer.
    Non ho mai pensato al metal come la causa della sua fine , ma di certo l’atteggiamento sguaiato che è arrivato ai nostri giorni (gesto delle corna , lingua fuori) è la cosa che ritengo più lontana dal concetto di Rock.

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    • Giacobazzi 02/10/2021 a 16:44 #

      Sei cresciuto con Crass, Indigesti e compagnia?

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    • lucatod 02/10/2021 a 17:46 #

      In realtà ho prestato maggiore attenzione al punk , post punk e new wave solo in un secondo momento. Quando ero ragazzino io c’erano i Nirvana , Soundgarden , Nine Inch Nails e via dicendo ma a me a parte i primi piaceva tutt’altra roba , Led Zeppelin , Pink Floyd , King Crimson , Genesis …

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      • Giacobazzi 02/10/2021 a 20:23 #

        Ho frainteso “quando si è cresciuti ascoltando musicisti che nemmeno apparivano nelle copertine dei loro dischi”. A mia memoria l’unica scena in cui sistematicamente gli artisti non apparivano sui dischi era quella del punk più politicizzato ( poi HC) e la frangia più estrema e intellettuale della new wave. Ma da quel che scrivi sei più giovane di me… e comunque io sono partito con ascolti di dischi vecchi di qualche anno… born too late

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  4. Tom 02/10/2021 a 21:56 #

    Mi sembra di capire – magari sbagliando – che quasi tutti i fenomeni musicali non durano molto a lungo, 6-7 anni max. Es il Blues di Chicago dal ’48-50 al 54-55, soppiantato pian piano dal Rock & Roll, a sua volta travolto dal Beat 63-68, trasformatosi poi nel Rock classico migliore fino al 72-73-75 (fate voi)….poi il Punk, la New Wave, il Grunge, etc. etc. Oggi ditemi voi, magari i Maneskin!!! Buona Notte !!!

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  5. bodhran 03/10/2021 a 10:13 #

    sono sempre divertenti queste chiacchierate e mi ci infilo volentieri. Già nei commenti il concetto di Rock si allarga, mentre penso che nella mente di Tim sia “il Rock anni ’70”. Questo finisce inesorabilmente con sè stesso, con i grandi concerti negli stadi, con il gonfiarsi dei soli (e degli ego) e con una formula che, corsi e ricorsi della storia, dopo un po’ ha annoiato quel pubblico che si è rivolto ad altro. Come dire, chi l’ha fatto l’ha distrutto (mi viene mentre scrivo il profilo di un certo chitarrista inglese che in pochi anni si è ritrovato da genio innovatore a parodia di sè stesso più preoccupato di trovare la posa giusta con una doppio manico a tracolla che a suonare bene). Tralascio la deriva di quel rock negli anni 80, personalmente credo sia il peggio sfornato da quel genere.
    La new wave inglese è rock? Sì, in senso lato, quindi bene che abbia rivitalizzato quello che c’era prima. Il rock anni ’90? Forse più della new wave (era musica di chitarre elettriche).
    Tutto sommato mi trovo d’accordo con le opinioni di Tom, la citazione di Morricone e la durata di un fenomeno musicale, ma non elimina la possibilità di bella musica di quel genere (più o meno allargato) anche in tempi successivi. Ovvio che chi è arrivato prima e il genere l’ha creato ha avuto un indubbio un vantaggio, ma non sono d’accordo con chi per questo motivo cassa per principio quello che viene dopo (le mie orecchie hanno sentito dire che quella musica è morta con i Beatles ed Hendrix, e allargando i generi che LA musica è morta con Bach). Mi attirerò le ire di molti ma trovo che, ad esempio, i Soundgarden siano molto molto (ho scritto MOLTO) meglio dei Black Sabbath (a cui sono stati spesso paragonati per la pesantezza/lentezza di certi riff). O che i primi album dei Sigur Ros, per passare al decennio successivo, siano un esempio di “psichedelia” che tiene tranquillamente botta a gloriosi nomi del passato.
    Se posso fare una polemica non mi pare corretto criticare i Nirvana per l’atteggiamento di artista bello e dannato in playback. I Doors con Jim Morrison non facevano altrettanto? Vista la fine che hanno fatto Morrison e Cobain bisognerebbe credere che la loro disperazione fosse sincera (sono ragazzi di 27 anni crepati in malo modo) ma questa musica, con la vitalità, la rabbia e lo spirito di ribellione che si porta dietro, è nata per i ragazzini, quindi messaggi semplici per menti semplici. A quest’età mi riesce difficile individuare in un ventenne, magari strafatto, un faro del pensiero, altra cosa però è il business che la circonda (e che bene non le ha fatto e non le fa). Al solito scusate la lunghezza.

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    • lucatod 03/10/2021 a 12:19 #

      Secondo me anche i Doors apparendo alla tv e suonando in playback sminuivano la loro mistica (se così vogliamo chiamarla). Lo stesso vale per gli Stones e Who. Ma erano anche altri tempi, poi sono arrivati i Led Zeppelin e (in parte) i Pink Floyd che hanno fatto a meno del formato promozionale a quarantacinque giri evitandosi bellamente di andare fare le belle statuine a TOTP. Non dico che personaggi come Cobain non fossero sinceri , anzi , semplicemente non apprezzo il videoclip come mezzo di promozione. Ci sono delle eccezioni , Michael Jackson che ha portato il video ad un altro livello e i Pink Floyd di Another Brick in The Wall che nemmeno appaiono. Sempre a mio parere , negli anni ’80 si torna musicalmente indietro rispetto al decennio precedente , semplicemente perché si va alla ricerca della hit trascurando la qualità del formato LP. Ecco perché il rock mainstream ha esaurito la sua vena propulsiva finendo per campare di generi sempre più derivativi e lasciando a mtv e simili il compito di promuovere i musicisti.

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  6. Paolo Barone 05/10/2021 a 19:19 #

    Mah. Forse un altro motivo per cui le cose hanno preso questa piega è la specializzazione di generi e nicchie di pubblico.
    Ma credo che oggi non esista più neanche quello. Volano tutti in streaming da una cosa all’altra. Non lo so, non ho più idee o intuizioni sul perché la nostra musica stia attraversando un momento così. Passerà….?

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  7. Paolo Barone 06/10/2021 a 18:39 #

    I cari vecchi amati Faces….
    Il paragone con gli Stones viene sempre fuori, ma logicamente non regge.
    Loro hanno scritto una bellissima pagina della storia del Rock, e vanno ricordati come un grande gruppo live che ha fatto anche dei dischi molto validi, in un arco di tempo piuttosto breve. Quanta passione, quante emozioni, pensando a Ronnie Lane, ai suoi pezzi romantici, alle performance di Rod Stewart, agli abiti di scena, a quel modo di fare e di essere che traspare in ogni video e in ogni foto.
    Ce li dobbiamo tenere stretti i Faces, per quello che sono, niente di meno e niente di più.
    Con le loro cover, i colori e l’allegria.
    Ce li dobbiamo tenere stretti nel cuore i Faces, per ogni volta che ne abbiamo bisogno.

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  8. Giacobazzi 07/10/2021 a 10:55 #

    Torno in tema: “Il metal ha ingoiato il Rock”? Ingoiato forse no, ma ha contribuito a dargli una spallata. Il metal quello “forgiato nelle fonderie”, quello dei capelloni borchiati e del denim&leather parte con la NWOBHM, quindi ‘78-79. Il rock classico era già in crisi per conto proprio, la sua stagione d’oro era ormai alle spalle: il rock l’aveva vissuta a cavallo delle due decadi, diciamo dai Beatles progressivi di Sgt Pepper ai fulgori di metà seventies… poi i nomi storici entrano in crisi e non emergono epigoni davvero all’altezza dei founding fathers (indipendentemente da quello che può dirci il gusto personale)… Arriva invece una musica nuova, di cui il metal è solo una delle sfaccettature. E’ questa musica nell’insieme a ingoiare il rock classico

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  9. Tom 08/10/2021 a 19:31 #

    Io non credo che un fenomeno di bassa lega (!!!) come il metal abbia rovinato e distrutto il rock anni ’67-7??, così come una gallina non può rovinare il volo di un falco o di un’aquila. Il rock forse non è morto, magari è ibernato per cause naturali….d’altra parte dopo tanti capolavori creati in quegli “anni formidabili”, che altro poteva rimanere agli sfortunati eredi??

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