SALTA

19 Mar

CLASSIC ROCK, i VAN HALEN e PALERMO- MILAN

E’ stata un mattina impegnativa, come d’altronde quasi tutte le mattine dei miei sabati.

Ore 06,30 sveglia

Ore 06,45 doccia

Ore 07,00 colazione

Ore 07,15 in macchina (Greatest Hits n.1 dei Queen,…non faccio altro che ascoltarmi i Queen in questo periodo)

Ore 08,00 appuntamento a Modena con Julia per parlare di un certo progetto.

Ore 08,50 nell’edicola sotto la Ghirlandina: La Repubblica, l’Informazione con allegata La Stampa e il nuovo numero di CLASSIC ROCK MAGAZINE con Van Halen in Copertina. Guardo meglio la busta cartonata che contiene la rivista:è leggermente strappata nella pattella che la richiude. Che faccio, lo prendo o non lo prendo? Se lo prendo poi me ne pento, non mi toccherà mica poi comprarne un altro solo per quella sciocchezza? Allora? Penso e ripenso freneticamente nel mio cervellino…non ho tempo, oggi sono di corsa…non lo prendo, anzi sì lo prendo…troppo bello un numero di Classic Rock con i Van Halen.

Ore 09,15 da Brian. Aiuto l’ottantunenne a farsi la doccia e a vestirsi. Lo guardo controllare per la sedicesima volta se ha preso le chiavi, il cellulino e le giocatine da fare al superenalotto. Sbuffo, lo butto in ascensore. Come tutti i sabati, lo porto a Nonantola a fare colazione.

Ore 10,00 Entro al Minibar “Ciao Tirelli” mi fa Angelo il barista e mi allunga due cornetti alla crema mentre prepara due caffè. Una letta alla Gazza e intanto Brian parla fitto fitto con un suo amico di cui non ricorda più niente, nemmeno il nome. Mah.

Ore 10,30 Farmacia: cinque ricette. Brian mi aspetta in macchina.

Ore 10,45 Cup: prendo il numero 121, stanno servendo l’87. Guardo l’ora, alle 12,00 devo essere dal veterinario a Campogallo con Fidel. Rifiato un minuto, mi metto il numerino in tasca e corro a prendere Fidel.

Ore 11,00 a casa di Fidel. Brian mi aspetta in macchina leggendo il giornale davanti al cup, ed esce a fare due chiacchiere con Vasco (entrambi i giovanotti sono del ’29) davanti a casa Fidel.

Ore 11,17: di nuovo al Cup, stanno servendo il numero 112. Mi seggo nell’unico posto, molta gente è in piedi dietro ai seggiolini.

Ore 11,19 mi alzo per far sedere una signora un po’ in là con gli anni (“Mo che brev zuvnòtt”).

Ore 11,45 tocca a me, prenoto 7 (sette) esami per me e per Brian.

Ore 12,00 lascio il vecchio davanti a casa sua a Modena.

Ore 12,17 sono da veterinario. Iniezione a Fidel.

Ore 13,30 sono davanti ad un buon piatto di gnocchetti.

Passo il pomeriggio combinando poco. Apro il cartonato di CLASSIC ROCK, estraggo la rivista e NOOOOOO! E’ PIEGATA ANCHE LA COVER DEL GIORNALE. Mi stramaledico. Sapevo che non dovevo comprarlo.Tengo la rivista tra le mani con compassione e disperazione. Sfoglio il giornale e mi cade l’occhio sulla recensione dei due album dei RAINBOW appena usciti in Deluxe Edition che son già nel mio carrello Amazon…Peter Makowsky – mica uno scriba qualunque – non ne parla bene! Dai pur, cosa altro mi deve capitare?

La sera arriva e mi porta in regalo uno di quei blues feroci che ti prendono la gola. Arriva dall’ altra stanza un brusio lontano… sky col posticipo. Non mi interessa, mi metto in camera, una lampada accesa e mi leggo l’articolo su 1984 dei Van Halen.

Sono a metà quando mi viene in mente che ne scrissi la recensione 27 anni fa non appena il disco uscì su un giornaletto undergrourd chiamato FRED. Vado in soffitta, devo ancora sistemare molte delle mie cose ma riesco a recuperarne una copia, ecco cosa scrivevo nel febbraio del 1984:

“Il disco si avvale di una bellissima copertina e di una moderna grafica interna, ma cosa più importante è che EVH si cimenta con decisione alle tastiere, con risultati felicissimi. Okay, metto sul piatto il vinile e subito vengo rapito da una atmosfera tipo “1999 Fuga da New York” con la tittle track suonata con soli sintetizzatori. L’effetto è grande. Segue JUMP, che sarà l’hit single a 45 giri. La scelta è perfetta: su un ritmo massiccio e malizioso la chitarra si innesta sopra ad un tappeto di tastiere suonate magnificamente, messe insieme da un senso armonico stupendo. Molti sconfesseranno questo pezzo rifugiandosi dietro alla scusa del “troppo commerciale”, ma la verità è che si stratta di un pezzo della madonna. PANAMA invece è un rock metallico ad ampio respiro, sottolineato da un ritornello che ti entra in testa fin dal primo ascolto…..TOP JIMMY è un rock and roll vanhalenizzato a puntino…DROP DEAD LEGS  è un eccitante tempo medio costruito sulla base della sensualità che solo il rock espande così bene…si evolve in uno spregiudicato heavy metal dove David Lee Roth grida di essere “caldo per la maestra”. Gran pezzo questo HOT FOR THE TEACHER…”

Beata ingenuità.

Ma a proposito cosa sta facendo il Milan?

Controllo il cellulino

sms di Dennis: Tremo

Vado di là, sono gli ultimi minuti e il palermo vince 1 a 0.

Ostento distacco, ma sento che mi palpita forte il cuore. Soffro durante gli ultimi attacchi del Milan, maledico il Palermo che sbaglia il facile 2 a 0, mi tengo stretto, mi tengo calmo, ma quando l’arbitro finalmente fischia mi libro nell’aria con un gran salto…

I get up, and nothing gets me down.
You got it tough. i’ve seen the toughest around.
And i know, baby, just how you feel.
You’ve got to roll with the punches to get to what’s real
Oh can’t you see me standing here,
I’ve got my back against the record machine
I ain’t the worst that you’ve seen.
Oh can’t you see what i mean ?

Might as well jump. jump !
Might as well jump.
Go ahead, jump. jump !
Go ahead, jump.

Aaa-ohh hey you ! how said that ?
Baby how you been ?
You say you don’t know, you won’t know
Until we begin.
Well can’t you see me standing here,
I’ve got my back against the record machine
I ain’t the worst that you’ve seen.
Oh can’t you see what i mean ?

Might as well jump. jump !
Go ahead, jump.
Might as well jump. jump !
Go ahead, jump.
(guitar solo)
(keyboard solo)
Might as well jump. jump !


SALTA

Mi alzo, e niente mi butta già
Ce l’hai duro, ho visto il più duro della zona
E lo so, baby, come ti senti
devi lottare con I pugni per ottenere qualcosa di vero

Oh, non mi vedi in piedi qui davanti
Ho la schiena contro la macchina registratrice
Non sono il peggiore che hai visto
Oh, non vedi cosa voglio dire?


può anche saltare. Salta!
può anche saltare
Vai avanti, salta. Salta
Vai avanti, salta

AAA-ohh Ehi tu ! Chi ha detto questo?
Baby com’eri?
Hai detto non lo sai, non vuoi saperlo
finché non iniziamo

Bene non mi vedi in piedi qui
ho la schiena contro la macchina registratrice
Non sono Il peggiore che hai visto
Non capisci cosa voglio dire?


può anche saltare. Salta!
Vai avanti, salta
può anche saltare. Salta!
Vai avanti, salta

ASSOLO

può anche saltare. Salta!
Vai avanti, salta

può anche saltare. Salta!
Vai avanti, salta

(Nella Foto: il retro del cartonato di Classic Rock – evitiamo di mostrare lo strappo della pattella per non urtare la sensibilità dei lettori)

(Nella foto: la I di copertina con la piega… cazzo, lo so già… dovrò comprarne una altra copia…povero me.)

PS:

sms di Doc n.1: Serse Cosmi vicepresidente dell’Inter.

sms di Doc n.2: Akouah presidente del Ghana.

sms di Doc n.3: Miccoli uno di noi.

sms di Mario: Grazie Palermo.

sms di Picca: Siamo tutti palermitani.

(Palermo – Milan: un cannolo siciliano, mizzica… – Courtesy by Picca)

Una Risposta to “SALTA”

  1. Avatar di Sara Crewe
    Sara Crewe 24/03/2011 a 18:42 #

    Capisco il dramma della busta strappata… mi è successo lo stesso poco fa con Classic Rock Prog di marzo. Avevo aspettato a prenderlo, non ero sicura, poi oggi mi sono decisa, più per la busta che per i Jethro Tull…bella grafica, nero-blu di prussia-oro, lettering psichedelico come piace a me…Sembra perfetto, ma quando il giornalaio me lo dà, noto che la busta ha uno strappo di lato. Lo prendo lo stesso, più che altro per la rabbia. La copertina, invece, è perfetta, ma ovviamente non è la stessa del cartone: quella che ho di fronte è una brutta immagine a colori che scimmiotta una vetrata di cattedrale. L’ho buttata lì, la sfoglierò più tardi… ma che nessuno si permetta di dire che siamo dei fissati! ;-)

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