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Led Zeppelin – “Please Please Me” 28/09/1971 Osaka, Japan – Previously Unreleased Soundboard – Empress Valley 2020

9 Mar

ITALIAN / ENGLISH

Di questo soundboard ne discuto con il mio amico – illustre LZ live recording collector e high level Led Head Amduscia – ormai da diversi anni, da quando insomma ci arrivò la notizia – tramite le nostri fonti – della effettiva esistenza nelle mani della Empress Valley di questo gioiellino e finalmente oggi possiamo godere di questa registrazione soundboard mai sentita prima. Ah, se penso ad alcuni lustri fa quando scambiavo cassette live dei LZ tramite la rete esoterica che avevo tessuto in tutto il mondo e mi accontentavo spesso di registrazioni audience con qualità assai discutibile quando poi negli ultimi anni la Empress Valley Supreme Disc (la mitologica etichetta bootleg nipponica) ha pubblicato parecchi sounboard subito messi a disposizioni della rete dai più generosi… che cambiamento … ormai anche un soundboard di questa portata ci sembra normale amministrazione. Questo nuovo bootleg non è completo, ma poco importa visto che contiene una larga porzione del primo show tenuto alla Festival Hall di Osaka il 28/09/1971. Quello del 1971 in terra giapponese è un tour ritenuto leggendario dai fan dei LZ, il gruppo era probabilmente all’apice delle sue potenzialità, Robert Plant cantava come forse mai nessun altro cantante hard rock aveva mai cantato, il gruppo era coeso, spiritato, divertente, LZ IV stava per essere pubblicato, insomma si era nel periodo d’oro non solo del gruppo ma anche della musica Rock.

AVVERTENZE: per assaporare appieno un bootleg occorre mettersi nella giusta predisposizione d’animo e creare l’atmosfera adatta. Leggo i primi commenti di altri fan (?): “Carino“, “niente male” etc etc…e rimango basito. Non è sufficiente sentire la cosa a pezzi e bocconi, è indispensabile mettersi di buona voglia, preferibilmente in cuffia, riservarsi uno spazio di tempo adeguato e precipitare laggiù negli anni settanta al cospetto di sua maestà il Rock!

La registrazione inizia con la coda dell’assolo di Page in Heartbtreaker (manca dunque la Immigrant Song e la prima parte di HB appunto). Il secondo assolo (quello in cui JPP è accompagnato da Jones e Bonham) è la solita tormenta elettrica. Non appena rientra Plant non ci si può che accorgere della potenza vocale del cantante.

RP: Arigato. Tonight, tonight you will be happy. And so will Phil Carson. This is, uh, this is indeed a pleasure. We had a wonderful, we came from Hiroshima yesterday and, uh, your glorious train was really far out. Long big train with many sleeping and things like that and such. Good milk. And, uh, so we’re in top spirits and, uh, to avoid walking in more bullshit, we’ll go straight on. This is called ‘Since I’ve Been Loving You.’

Ascoltare la batteria d John Bonham in modo così chiaro in Since I’ve Been Loving You è una cosa meravigliosa. Tutto è ben bilanciato, piano elettrico/organo e pedaliera basso perfettamente udibili. Bonham è incontenibile e la voce di Robert Plant è una lama al calor bianco che ti entra il cervello. Il Dark Lord è ispirato e bravo, molto bravo, seppur a tratti un po’ sporco (ma lo sappiamo, è una delle sue caratteristiche). Durante l’assolo di chitarra John Bonham non sta fermo un attimo.

RP: Arigato. I have a terrible problem with my shoes nightly. They keep coming undone. But we, uh, tonight you’ll be more than happy and, thank you. This is one from many moons ago. It’s called, uh, no, I’ll leave you to guess. Mr Jones? Good evening. Right on. This is a thing, in about three weeks time we’ll have a, a new LP coming out, by the fourth album, and, uh, this is one of the tracks from it. It’s called ‘Black Dog.’

LED ZEPPELIN IV non era ancora uscito in quei giorni e chissà cosa ne pensava il pubblico dei nuovi pezzi. Out On The Tile  intro/ Black Dog è suonato con la cazzimma tipica dei LZ del 1971. Semplicemente magnifici!

RP: Wait a minute. Um, this is one from about the same time as that. When we, uh, this is the guy, him. Totally different, right. John Paul Jones.

Dazed And Confused live è musicalmente il consueto portento occulto, 30 minuti di interazioni elettriche atte ad evocare il suono delle profondità cosmiche. Nel finale magmatico fuoriesce anche Third Stone From The Sun di Jimi Hendrix.

RP: Yeah goodevening, you must wake up, wake up. This is indeed a great and most honorable pleasure. Far out, man. This is another track off the fourth album, uh, and, um, this, uh, takes on an entirely different mood, really, to anything that we’ve ever done before. And, uh, it’s called ‘Stairway To Heaven.

Stairway To Heaven è eseguita con una purezza ed un candore commoventi.

 

Col secondo disco inizia l’avanspettacolo: cazzeggio, improvvisazioni di pezzi altrui, la gioia di vivere … un portento insomma.

RP: Arigato. Good evening! You are too quiet. Much too quiet. Dishonorably quiet. It’s not cool. Not far away to the East there is, uh.

Plant sta ancora parlando e Page accenna a Please Please Me (Beatles), Robert non si fa pregare e abbozza il pezzo dei Fab Four. Non contento si butta in From Me To You (Beatles) presto seguito da tutto il gruppo. Uno spasso. Jimmy poi parte con l’intro di Celebration Day e il piombo zeppelin pieno di groove prende di nuovo il sopravvento. Che schianto di band! John Paul Jones superlativo.

Il set acustico inizia con Bron-YR-Aur Stomp a cui è collegata That’s The Way. In quest’ultima Robert a volte si lascia andare a strilli calibrati che ti capovolgono.

LZ Osaka sept 1971

RP: Arigato. Thank you. Thank you. Um, this, this next song is, um, another one from the fourth album. And, uh, this is, uh, no, it’s nothing to do with that at all, man. No, no, now listen, you’ve got to wait. …, there’s no more use saying that. That’s all you know in English. I know a little bit more, you see? Now this is off the fourth album and it’s a sitting down one. ‘Cuz I must have sat through about thirty times for us at two each. If I have spoken more English over here than I ever did in America, it just means I’m happier here, no … ever the same way out. So this is called, uh, ‘Going To California.’ Which is, California being, uh, somewhere between here and the lost continent of Doom (?) and, uh, Atlantis, and, uh, the British Isles. Nevertheless, some people go there. In fact, in California, there is a place called San Francisco and, uh, San Francisco is, uh, I mean, uh, I really wish it could be …, promise they’re not on stage, but it was a wonderful place, so, ‘Going To California.’

Page cambia accordatura – on stage, in diretta, aiutato dal mandolino di Jones – per Going To California. La versione del pezzo è estesa, oltre 8 minuti, parecchi i momenti strumentali sostenuti da chitarra e mandolino; è chiaro che il pezzo in versione live è ancora in divenire, i due musicisti provano e improvvisano, cercano le vie giuste per rendere al meglio questo celestiale quadretto acustico.

RP: Arigato.

Page cambia chitarra acustica, controlla e aggiusta l’accordatura e quindi parte con un bel giro di fingerpicking. Poi Robert si lancia in We Shall Overcame, momento da brividi che continua con Tangerine, versione chitarra voce con Jimmy che nel ritornello canta insieme a Robert. Altro accenno al fingerpicking e quindi i due partono con Down By Th Riverside. Trattasi di spiritual della metà del 1800, pubblicato per la prima volta sembra nel 1918 in una raccolta di canti delle piantagioni. Canzone tra l’altro dai toni pacifisti.  Nel corso del pezzo Jones aggiunge l’organo e quindi la pedaliera basso. I LZ non smettono mai di sorprendere.

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Altro siparietto country prima di ripartire col Rock di What Is And What Should Never Be. 

RP: Good evening! It’s our greatest and, uh, most honorable, uh, pleasure, as often as possible, and, uh, I don’t know how you say it in …, but in English, ladies and gentlemen, it’s your old friend, for a summer season, ladies and gentlemen, John Bonham, ‘Moby Dick!’

Moby Dick chiude il bootleg con la sua inesorabile carica percussiva.

RP: John Bonham! ‘Moby Dick!’ 

All’appello mancano: Whole Lotta Love (+medley) / C’mom Everybody / Hi-Heel Sneekers / Communication Breakdown.

Original Festival Hall – Osaka.

Registrazione dunque da avere a tutti i costi per tornare a sognare e per potersi rendere conto una volta di più di che cosa era la musica Rock e i Led Zeppelin nel 1971. BEST BAND EVER!

 

La porzione soundboard inizia al minuto 21:20

https://www.youtube.com/watch?v=pLkRU9SH0wM

(broken) ENGLISH

I am discussing this soundboard with my friend – illustrious LZ live recording collector and high level Led Head –  Amduscia for several years now, since in short we got the news – through our sources – of the actual existence in the hands of the Empress Valley of this little gem and finally today we can enjoy this soundboard recording never heard before. Ah, if I think of a few decades ago when I was exchanging LZ live recordings on cassettes through the esoteric network that I had woven all over the world and I was often satisfied with audience recordings with very questionable quality when then in recent years the Empress Valley Supreme Disc (the mythological Japanese bootleg label) has published several sounboards immediately made available to the network by the most generous … what a change … now even a soundboard of this magnitude seems routine. This new bootleg is not complete, but it does not matter since it contains a large portion of the first show held at the Osaka Festival Hall on 09/28/1971. Japan 1971 is a tour considered legendary by LZ fans, the group was probably at the peak of its potential, Robert Plant sang like perhaps no other hard rock singer had ever sung, the group was cohesive, spirited, funny, LZ IV was about to be published, in short it was the golden age not only of the group but also of Rock music.

WARNINGS: to fully enjoy a bootleg, you need to put yourself in the right frame of mind and create the right atmosphere. I read the first comments of other fans (?): “Cute“, “not bad” etc etc … and I am disgusted. It is not enough to hear the thing in pieces and bits, it is essential to put yourself in good will, preferably with the headphones on, reserve an adequate space of time, surrender and  precipitate down over there in the seventies in the presence of his majesty Rock music!

The recording starts with the solo of Page in Heartbtreaker (therefore the Immigrant Song and the first part of HB are missing). The second solo (the one in which JPP is accompanied by Jones and Bonham) is the usual electrical storm. As soon as Plant returns, one cannot but notice the vocal power of the singer.

RP: Arigato. Tonight, tonight you will be happy. And so will Phil Carson. This is, uh, this is indeed a pleasure. We had a wonderful, we came from Hiroshima yesterday and, uh, your glorious train was really far out. Long big train with many sleeping and things like that and such. Good milk. And, uh, so we’re in top spirits and, uh, to avoid walking in more bullshit, we’ll go straight on. This is called ‘Since I’ve Been Loving You.’

Listening to John Bonham’s drums so clearly in Since I’ve Been Loving You is a wonderful thing. Everything is well balanced, perfectly audible are electric piano / organ  and bass pedal. Bonham is uncontainable and Robert Plant’s voice is a whitewashed blade that enters your brain. The Dark Lord is inspired and good, very good, albeit at times a little dirty (but we know, it is one of his characteristics). During the guitar solo John Bonham does not stand still for a moment.

RP: Arigato. I have a terrible problem with my shoes nightly. They keep coming undone. But we, uh, tonight you’ll be more than happy and, thank you. This is one from many moons ago. It’s called, uh, no, I’ll leave you to guess. Mr Jones? Good evening. Right on. This is a thing, in about three weeks time we’ll have a, a new LP coming out, by the fourth album, and, uh, this is one of the tracks from it. It’s called ‘Black Dog.’

LED ZEPPELIN IV had not yet come out in those days and who knows what the public thought of the new pieces. Out On The Tile intro / Black Dog is played with the typical LZ “cazzimma*” of 1971. Simply magnificent!

*(Napoletanity is something difficult to explain – as the famous “cazzimma”, they are feelings more than simple words, untranslatable terms, guttural sounds, soul assonance. Anyway think about something like cocky/badass attitude. ED)

RP: Wait a minute. Um, this is one from about the same time as that. When we, uh, this is the guy, him. Totally different, right. John Paul Jones.

Dazed And Confused live is musically the usual occult wonder, 30 minutes of electrical interactions designed to evoke the sound of the cosmic depths. Jimi Hendrix’s Third Stone From The Sun also emerges in the magmatic ending.

RP: Yeah goodevening, you must wake up, wake up. This is indeed a great and most honorable pleasure. Far out, man. This is another track off the fourth album, uh, and, um, this, uh, takes on an entirely different mood, really, to anything that we’ve ever done before. And, uh, it’s called ‘Stairway To Heaven.

Stairway To Heaven is performed with moving purity and candor,

 

With the second disc, the vaudeville begins: fooling around, improvisations of other people’s songs, the joy of living … in short, a portentous.

RP: Arigato. Good evening! You are too quiet. Much too quiet. Dishonorably quiet. It’s not cool. Not far away to the East there is, uh.

Plant is still talking while Page mentions with the guitar Please Please Me (Beatles), so Robert sing a small bit of the Fab Four’s song. Not yt happy he throws himself in From Me To You (Beatles) soon followed by the whole group. A real treat. Jimmy then starts the intro of Celebration Day and the zeppelin leaded groove takes over again. What a band! John Paul Jones is superlative.

The acoustic set begins with Bron-YR-Aur Stomp to which That’s The Way is connected. In the latter Robert sometimes lets himself go to calibrated shrieks that turn you upside down.

LZ Osaka sept 1971

RP: Arigato. Thank you. Thank you. Um, this, this next song is, um, another one from the fourth album. And, uh, this is, uh, no, it’s nothing to do with that at all, man. No, no, now listen, you’ve got to wait. …, there’s no more use saying that. That’s all you know in English. I know a little bit more, you see? Now this is off the fourth album and it’s a sitting down one. ‘Cuz I must have sat through about thirty times for us at two each. If I have spoken more English over here than I ever did in America, it just means I’m happier here, no … ever the same way out. So this is called, uh, ‘Going To California.’ Which is, California being, uh, somewhere between here and the lost continent of Doom (?) and, uh, Atlantis, and, uh, the British Isles. Nevertheless, some people go there. In fact, in California, there is a place called San Francisco and, uh, San Francisco is, uh, I mean, uh, I really wish it could be …, promise they’re not on stage, but it was a wonderful place, so, ‘Going To California.’

Page changes tuning – on stage, live, aided by Jones’ mandolin – for Going To California. The version of the piece is extended, over 8 minutes, several instrumental moments  by guitar and mandolin; it is clear that the piece in live version is still in progress, the two musicians try and improvise, looking for the right ways to make the best of this celestial acoustic picture.

RP: Arigato.

Page changes acoustic guitar, checks and adjusts the tuning and then starts with a nice fingerpicking sketch. Then Robert begins We Shall Overcame, a thrilling moment that continues with Tangerine, guitar/vocals version with Jimmy who sings with Robert in the refrain. Beautiful. Another hint of fingerpicking and then the two start Down By Th Riverside. This is a spiritual from the mid-1800s, published for the first time in 1918 in a collection of plantation songs. this song, among other things, has pacifist tones. Jones adds the organ and then the bass pedal. LZ never cease to surprise.

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Another country tease before What Is And What Should Never Be.

RP: Good evening! It’s our greatest and, uh, most honorable, uh, pleasure, as often as possible, and, uh, I don’t know how you say it in …, but in English, ladies and gentlemen, it’s your old friend, for a summer season, ladies and gentlemen, John Bonham, ‘Moby Dick!’

Moby Dick closes the bootleg with his relentless percussive charge.

RP: John Bonham! ‘Moby Dick!’

The missing tracks: Whole Lotta Love (+ medley) / C’mom Everybody / Hi-Heel Sneekers / Communication Breakdown.

Original Festival Hall – Osaka.

Live recording therefore to have at all costs to be able to return to dream and to be able to realize once more what Rock music and Led Zeppelin was in 1971. BEST BAND EVER!

 

La porzione soundboard inizia al minuto 21:20

https://www.youtube.com/watch?v=pLkRU9SH0wM

Led Zeppelin,Tokyo, Budokan 23/09/1971 new sensational footage

8 Mar

All’improvviso qualcuno carica su youtube un filmato amatoriale dei Led Zeppelin ripresi a Tokyo il 23 settembre 1971 in qualità mai vista prima e tu a momenti non ti ribalti sulla sedia. Mi meravigliano sempre queste novità, quando meno te l’aspetti escono audio-video fino a ieri impensabili. Che meraviglia i Led Zeppelin nel settembre del 1971!

Suddenly someone uploads on Youtube an amateur footage of Led Zeppelin filmed in Tokyo on September 23, 1971 in a never seen before quality and you almost fall on the ground. I am always amazed at these news, when you least expect it, audio-videos of this calibre come out out of the blue. What a wonder the Led Zeppelins in September 1971!

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The Dark Lord Tokyo 23/09/1971

Carouselambra / Live from Ye Olde Absynthe House …

17 Gen

Un paio di mesi fa è stato pubblicato su Youtube questo video dei The Secret Team, trattasi di una versione supersonica di CAROUSELAMBRA dei Led Zeppelin, suonata da una grande band il cui video è stato filmato in un posto per noi mitologico: Ye Olde Absynthe House di New Orleans, il bar da cui il visual di In Through The Out Door fu tratto. Per me tutto davvero esaltante.

 

https://www.youtube.com/watch?v=NECfRohWNWw

LED ZEPPELIN at Knebworth: 40th anniversary blues

4 Ago

L’estate del 1979 è quella che considero la “mia” estate: ancora adolescente, ero in piena fustinella per il Rock; certo il “mio” Rock era sotto attacco, l’odiata disco music, il punk e la new wave stavano minando il dominio della musica più bella e colorata del mondo, ma io imperterrito continuavo a vivere per quel concetto musicale, per quel sound, per quegli ideali. Naturalmente ero già consapevole che gli anni cosmici di quella musica erano forse (appena) passati e che io non li avevo colti appieno vista la tenera età. Il 1969, il 1970, il 1971, il 1972, il 1973 e via discorrendo erano gli anni dei dischi con cui plasmavo il mio essere, ma sembravano anni appena passati e gli album relativi appena usciti … era come poter attingere dal pozzo dietro casa acqua freschissima mentre il ruscello che scorreva davanti a casa continuava imperterrito – seppur in modo discontinuo –  la sua corsa.

Nel 1979 erano già usciti o stavano per uscire dischi comunque formativi per il giovane Tim, album che contribuirono a modellare la mia struttura ossea, molecolare e spirituale. Desolation Angels dei Bad Company, Muddy “Mississippi” Waters Live, Nights In The Ruts degli Aerosmith, Cheap Trick At Budokan, Van Halen II, The Long Run degli Eagles, Breakfast in America dei Supertramp, Discovery della ELO e ancora Broken English di Marianne FaithfullDamn the Torpedo di Tom Petty and the Heartbreakers, Rust Never Sleeps di Neil Young and Crazy Horse, Joe’s Garage di Frank Zappa etc etc.

Naturalmente ero anche attento alla musica del momento: Reggatta De Blanc dei Police me lo porto cucito addosso tuttora … quel disco fu uno shock musicale fortissimo, lo stesso dicasi per Machine Gun Etiquette dei Damned, poi Sex Pistols, Clash, Joe Jackson, Ramones, Blondie. Facevo poi i primi tentativi col Jazz Rock, assorbivo i cantautori italiani e continuavo nella scoperta del blues nero.

Ma il 1979 è naturalmente l’anno di In Throught The Out Door dei miei adorati Led Zeppelin, album che – come se ce ne fosse bisogno – mi spinse ancora di più verso il mio gruppo preferito.. Sì è vero, era un album di transizione e forse non esattamente a fuoco ma, vista la mia predisposizione per gli album obliqui, diventò uno degli album fondanti di quel mucchietto d’ossa che chiamano Tim Tirelli. Qui di fianco le riflessioni fatte a proposito quando uscì la deluxe edition: https://timtirelli.com/2015/09/16/led-zeppelin-deluxe-editions-presence-ittod-e-coda/

Qualche giorno prima dell’uscita dell’album i Led Zeppelin suonarono due date al festival di Knebworth, il 4 e l’11 agosto. Fu il ritorno ufficiale del gruppo dopo due anni di fermo dovuto alla morte del figlio di Robert Plant. Per anni si è parlato di 210.000 spettatori la prima serata e 110.000 la seconda, ma in realtà furono poco più di 100.000 la prima e poco oltre i 40.000 la seconda. Tutto sommato niente male per un gruppo fermo da due anni e che ritorna in un momento – musicalmente parlando – ad esso assai poco favorevole. Non erano più i Led Zeppelin dell’immaginario collettivo, il chitarrista faceva regolarmente uso di pesanti sostanze stupefacenti e le sue performance non erano certo più le stesse. Meglio dei concerti di Knebworth furono le due date warm up a Copenhagen il 23 e il 24 luglio 1979 …

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Nonostante questo le date di Knewborth (discreta quella del 4, slabbrata quella dell’11) sono un dolce ricordo per i fan dei Led Zeppelin. Segnarono il loro ritorno, si pensava che avrebbero ripreso a correre e che quindi si avrebbe avuto la possibilità di vederli finalmente dal vivo. La sera del 4 agosto di 40 anni, me ne stavo sul balcone di casa con lo sguardo e l’animo volto a nord pensando a loro. Non sapevo che un ragazzo 17enne di un paese non troppo lontano dal mio – ragazzo che sarebbe diventato uno dei miei più grandi amici (yes, Riff, it’s you!) – fosse partito all’avventura insieme ad un paio di suoi sodali qualche giorno giorni prima a bordo di una Dyane 6 e stesse, in quel momento, guardando i giganti del Rock. Averlo conosciuto prima forse adesso potrei dire di aver visto i Led Zeppelin a Knebworth.

Qualche settimana dopo, il resoconto di Ciao 2001; comprai il settimanale di prima mattina ed eccitato lessi l’articolo prima di andare al lavoro (dove arrivai con un ora di ritardo). Il giornalista – parlando di Page – scriveva che (cito a memoria) “mostra qualche incertezza sulla mano sinistra, il peso di questo ritorno è enorme e Jimmy lo sta sentendo tutto su di sé”.

Chi avrebbe pensato che di li a un anno sarebbe finito tutto? Ma oggi è giorno di festa dunque al bando le malinconie … celebriamo il ritorno dei grandi Led Zeppelin a Knebworth 40 anni fa!

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Led Zeppelin, Knebworth (UK) 1979

Led Zeppelin, Knebworth (UK) 4 august 1979

Led Zeppelin, Knebworth (UK) 4 august 1979 Photo © 1979 Ove Stridh

Led Zeppelin, Knebworth (UK) 4 august 1979

Led Zeppelin, Knebworth (UK) 4 august 1979

Led Zeppelin, Knebworth (UK) 4 august 1979

Led Zeppelin, Knebworth (UK) august 1979

 

La copertina di The Song Remains The Same & il nuovo video amatoriale dei LZ al Kezar Stadium il 2 giugno 1973

15 Lug

La Copertina di The Song Remains The Same

Avendo scoperto i LZ con il doppio live The Song Remains The Same, la copertina relativa mi è sempre stata molto cara, e non ho paura di affermare che secondo me si tratta di una delle più belle copertine di un disco live di musica rock. Per anni ho fantasticato su quel teatro riprodotto sulla cover, immaginavo vecchi edifici americani presi a modello ed invece, ecco che viene svelato un altro piccolo grande segreto della storia dei Led Zeppelin, una minuzia per un essere umano medio, una notizia fondamentale per uomini di blues come noi.

La copertina fu creata da George Hardie della famosa Hipgnosis, che prese a modello il vecchio cinematografo Scala di Brixton, quartiere londinese; il teatro fu aperto nel 1911 e chiuso 1957, dopo di che venne usato per gli usi più disparati.

I due link riportati qui sotto spiegano bene la storia. E’ sempre curioso come ognuno di noi costruisca castelli immaginari su fondamenta che spesso sono ben poca cosa. Ma questo, lo sappiamo, è il potere del Rock.

http://www.brixtonbuzz.com/2019/07/brixton-history-led-zeppelins-live-album-and-a-closed-theatre-on-brixton-hill/?fbclid=IwAR36vlYSLVrRmFWfnGOQDNw7mVHEObvtRtMcy1MufiwDEXiv-HyAlh6rV0c

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http://www.brixtonbuzz.com/2013/06/the-old-south-beach-barscala-cinema-on-brixton-hill-looks-in-a-terrible-state/?fbclid=IwAR1TvAy2t2ufbznW8ZcV0zMx-XTBWnZ2SLKnTh4G9RqAt6py9lLFhRE9iDg

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LED ZEPPELIN, San Francisco Kezar Stadium 2/6/1973

Nuovo video caricato su youtube attinente allo show dei LZ al Kezar Stadium di San Francisco il 2 giugno 1973 (sì, il concerto da cui fu tratto quel famoso poster di Robert Plant con la colomba bianca in mano). Frammento filmato da un fan presente al concerto a cui qualche volenteroso ha sincronizzato l’audio soundboard del bootleg esistente di quella data.

Naturalmente la qualità è amatoriale, ma per noi fan è un gran bel vedere.

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Aggiungo questo link visto che si dice che la qualità della sincronizzazione sia migliore.

https://drive.google.com/file/d/1Khgcc6Bl7ehYBKDAToGL8eDfZpX7pPag/view

 

 

BOOTLEGS: The Firm – Kongreßhalle, Frankfurt, Germany, December 3rd 1984

31 Mag

ITALIAN/ENGLISH

The Firm – Kongreßhalle, Frankfurt, Germany. December 3rd 1984 (upgrade 2016)

LABEL: no label

TYPE: audience

SOUND QUALITY:TTT½

PERFORMANCE: TTT½

ARTWORK: no artwork

PACKAGING: no packaging

BAND MOOD: TTTT

COLLECTION ZEP FAN: TTT

COLLECTION CASUAL FAN: T

Jimmy Page impiega più o meno 4 anni per riprendersi dal drammatico delirio dell’ultimo periodo dei Led Zeppelin. La morte di Bonham, il frantumarsi del suo progetto, l’uso feroce di sostanze chimiche pesanti, la mancanza di volontà riguardo l’essere di nuovo il magnifico musicista che era, il radicale cambiamento musicale che avviene tra i due decenni fan sì che i primi anni ottanta siano per lui un periodo di confusione. Una colonna sonora (per la verità ottima) nel 1982, la discutibile partecipazione all’ARMS tour a supporto della ricerca per la sclerosi multipla nel 1983, le sghembe apparizioni come ospite e un disco interlocutorio con Roy Harper. Page non troverà mai più la forza e la lucidità per modellare un proponimento concreto e duraturo ma all’epoca il progetto Firm sembrava l’inizio di una nuova era per il nostro. Il 16 luglio 1984 me ne stavo in piazza Duomo a Pistoia in attesa della sua apparizione per il tributo ad Alexis Korner. Ricordo chiaramente che già ero al corrente del suo sodalizio con Paul Rodgers. In quanto fan dei LZ, della Bad Co e dei Free, ne ero entusiasta. Si vociferava di Cozy Powell alla batteria, ma come sappiamo la sezione ritmica sarà poi formata da Tony Franklin (conosciuto grazie alle recenti collaborazioni con Roy Harper) e Chris Slade (figura nota tra le seconde linee del rock inglese e a quel tempo batterista piuttosto richiesto e in auge).

Sul finire del 1984 la band parte per un mini tour europeo, tour che anticipa l’uscita del primo album prevista per febbraio 1985 (disco che arriverà nella top 20 americana, diventando disco d’oro).

1984
11.29 Gota Lejon, Stockholm
11.30 Falkoner Theatre, Copenhagen
12.01 Olympen, Lund
12.03 Kongresshalle, Frankfurt
12.04 Pfalzbau, Ludwigshafen
12.05 Audiomax, Hamburg
12.07 Town Hall, Middlesborough
12.08 Hammersmith Odeon, London
12.09 Hammersmith Odeon, London

A quel tempo i bootleg sono persino stampati anche in Italia, poco dopo infatti riesco ad acquistare nel negozio di dischi da cui mi fornivo regolarmente (nel centralissimo Corso Canalchiaro angolo Piazza Grande di Mutina) il doppio Live in Frankfurt da fonte audience.

Black Cover – The Firm – Kongreßhalle, Frankfurt, Germany. December 3rd 1984 – photo TT

Black Cover – The Firm – Kongreßhalle, Frankfurt, Germany. December 3rd 1984 – photo TT

Dello stesso bootleg ne stampano anche una versione con la copertina rossa.

Red Cover – The Firm – Kongreßhalle, Frankfurt, Germany. December 3rd 1984

34 anni dopo mi decido a cercare un upgrade, cosa non certo impossibile nell’era digitale dove tanto è condiviso in rete. Sono al corrente che ne esiste già una versione uscita …

Versione precedente su cd

Versione precedente su cd

ma riesco a trovare una buona versione del 2016 e mi ci butto sopra.

A dir la verità, non è che il miglioramento sia poi così evidente rispetto al bootleg in vinile in mio possesso, ma la tecnologia di oggi non può che migliorare – in fatto di pulizia – vecchie registrazioni live prese dal pubblico, cosicché questo nuovo transfer risulta molto gradevole per un fan dei Firm quale sono.

Il concerto inizia con la classica introduzione usata dal gruppo in quel periodo, la maestosa Jupiter di Gustav Holst da i Pianeti (1914)

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Il riff di Closer (The Firm – first album – 1985) apre le danze, nonostante sia solo il quarto concerto il gruppo pare coeso e in palla. E’ il periodo in cui Page suona quasi esclusivamente la Telecaster con lo Stringbender, un Page in discreta forma, lontano certamente dallo zenit raggiunto con i LZ, ma – per un fan – tutto sommato niente male. Finito il pezzo il pubblico si di mostra molto caldo e lo sarà per tutto il concerto. Questo è curioso, sono anni in cui il classic rock degli anni settanta non è certo di modo, punk, new wave e in parte NWOBHM la fanno da padroni, il gruppo propone brani da un album non ancora pubblicato o dai recenti dischi solisti (non certo di successo) di Page e Rodgers e si rifiuta di giocare facile inserendo in scaletta qualche pezzo dei LZ o della Bad Co.

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Segue City Sirens (Jimmy Page – Death Wish II soundtrack 1982). Slade  e Franklin formano una ottima seziona ritmica. Quest’ultimo suona un basso fretless, strumento molto in voga negli anni ottanta (e venuto alla ribalta nella seconda metà degli anni settanta grazie a Jaco Pastorius), apparentemente non adattissimo al rock di questo tipo, ma Tony riesce ad essere assolutamente convincente con esso, il lavoro che fa è entusiasmante. La carica del gruppo è contagiosa.

Subito dopo l’ incedere quadrato di Make Or Break (The Firm – first album – 1985) il pubblico inizia a gridare “Jimmy Jimmy” segno che, a dispetto del periodo, l’amore per lui e per i LZ in Germania è ancora forte. Morning After The Night Before (Paul Rodgers – Cut Loose – 1983 album) è un po’ caotica e fuori fuoco ed è seguita da Together (The Firm – first album – 1985). Questa la presenta Jimmy, quando si avvicina al microfono il pubblico si infiamma ancor di più. Con Together il gruppo torna compatto, è evidente che Page sia più a suo agio con i brani a lui direttamente collegati.

The Firm – Kongreßhalle, Frankfurt, Germany. December 3rd 1984

Cadillac (The Firm – Mean Business album – 1986) è una outtake del primo album che verrà pubblicata l’anno successivo sul secondo. Il pezzo ha un vago sapore new wave. Prelude (Jimmy Page – Death Wish II soundtrack 1982) è la controversa versione di Page del preludio in MI minore Op 28, n. 4 di Chopin, nemmeno due minuti di musica strumentale con la solista che esegue la melodia in un arrangiamento non certo indimenticabile. Classiche atmosfere Rodgersiane in LA minore per Money Can’t Buy (The Firm – first album – 1985), discreto assolo di Page con l’ausilio del wah wah. Radioactive (The Firm – first album – 1985) è il singolo tratto dall’album. Un tempo sostenuto guidato dall’acustica di Rodgers. Ennesimo sviluppo in minore. Il riff dissonante che rese famoso il pezzo in studio fu suonato da Rodgers (quando tutti per anni pensammo fosse Page) e in ambito live naturalmente da Jimmy Page. Live In Peace (Paul Rodgers – Cut Loose – 1983 album /The Firm – Mean Business album – 1986 ) è il quarto pezzo in minore consecutivo e mi chiedo a cosa pensassero Jimmy e Paul quando buttarono giù la scaletta. Sei giorni più tardi i Firm ne faranno una grande versione all’Hammersmith Odeon di Londra, versione poi pubblicata nel Maxi Single contenente il remix di Radioactive, con in evidenza uno dei più riusciti assoli di Page degli anni ottanta. Qui a Francoforte l’assolo non sembra essere della stessa qualità, ma rimane ad un livello certamente buono; il pubblico applaude convinto. Midnight Moonlight (The Firm – first album – 1985) proviene dalla prima metà degli anni settanta. Page infatti la registrò insieme a Bonham al tempo delle session di Physical Graffiti col titolo provvisorio di Swan Song. I LZ non ne fecero nulla e così Page usò la base per scrivere il pezzo insieme a Rodgers poco prima del tour americano dell’Arms  del dicembre 1983, a cui parteciparono entrambi. Brano molto bello, articolato, profondo e per certi versi epico. Rodgers qui a Francoforte la canta molto bene. Nella parte centrale dedicata alla chitarra, Page gioca con l’accordatura aperta, cita White Summer e Black Mountain Side. Quando rientra la band è facile intuire che i Firm avrebbero davvero potuto essere una grande band se solo Page fosse stato più concentrato e volenteroso. La versione live You’ve Lost That Lovin’ Feeling ((The Firm – first album – 1985) dei Righteous Brothers non ha mai convinto del tutto e quasi scompare dinnanzi a quel piccolo capolavoro che è la versione registrata in studio. Qui a Francoforte però l’intenzione è quella giusta e il pezzo fila.

Promo shot 1984 - The Firm

Promo shot 1984 – The Firm

La sezione dedicata agli assoli dei singoli musicisti è un po’ fine a se stessa, erano anni in cui certe cose andavano evitate. Inizia Tony Franklin; tre minuti e mezzo di assolo per poi unirsi al gruppo per lo strumentale The Chase (Jimmy Page – Death Wish II soundtrack 1982). Quattro minuti insieme per arrivare al momento in cui Page prende l’archetto di violino per un esoterico momento zeppeliniano. Il pubblico naturalmente apprezza molto. Nel finale Jimmy aggiunge anche la parte con l’effetto usata nel tour americano del 1977. Segue assolo di batteria. Full Circle ((The Firm – first album outtake) è un’altro inedito del primo album e che mai verrà pubblicato. Hard Rock grintoso seppur senza brividi particolari. Curiosità, sembra contenere, nella parte finale, il giro di accordi poi usato da Jimmy in Over Now dall’album Coverdale-Page del 1993.  Someone To Love (The Firm – first album – 1985) chiude il set con la sua consueta carica. Durante l’assolo di Page la chitarra smette di funzionare. Franklin, Slade e Rodgers continuano (con un grande lavoro di basso) sino a che la chitarra di Page torna in vita. Il pubblico risponde alla grande alla richiesta di feedback da parte di Rodgers.

I bis sono costituiti da Boogie Mama (Paul Rodgers – Cut Loose – 1983 album) e Everybody Needs Somebody To Love di Solomeon Burke in una versione molto simile a quella che erano soliti fare i LZ nella tournée europea del 1973. Boogie Mama è un bis niente male, un bluesaccio che si sviluppa in uno scatenato rock and roll. Rodgers, Franklin e Rodgers (voce/chitarra) in alcuni momenti sono incredibili, Page non è male. ENSTL invece non funziona, sarà forse perché non ho mai gradito quell’arrangiamento ma il pezzo non decolla. Dopo circa 5 minuti la band lascia il solo pubblico a cantare il ritornello e se ne va per un paio di minuti, poi ritorna e riprende il pezzo da dove lo aveva lasciato. 11 minuti non certo indimenticabili.

The Firm – Kongreßhalle, Frankfurt, Germany. December 3rd 1984

Concludendo, una registrazione audience buona per avere una testimonianza (insieme al soundboard di Londra 9 dicembre 1984) del primo mini tour dei Firm.

The Firm – Kongreßhalle, Frankfurt, Germany. December 3rd 1984

 

Artist: The Firm
Source: Kongreßhalle, Frankfurt, Germany. December 3rd 1984
Time: Disc 1: 59:33
Disc 2: 57:11
Disc 1:
1. Intro (1:30)
2. Closer (4:09)
3. City Sirens (5:03)
4. Make Or Break (5:25)
5. Morning After The Night Before (4:55)
6. Together (4:21)
7. Cadillac (5:28)
8. Prelude (1:51)
9. Money Can’t Buy (4:20)
10. Radioactive (4:28)
11. Live In Peace (6:37)
12. Midnight Moonlight (11:27)
Disc 2:
1. You’ve Lost That Lovin’ Feelin’ (6:17)
2. Bass Solo (3:26)
3. The Chase (4:07)
4. Guitar Solo (6:48)
5. Drum Solo (5:28)
6. Full Circle (4:50)
7. Someone To Love (6:48)
8. Boogie Mama (8:07)
9. Everybody Needs Somebody To Love (11:21)

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(broken english)ENGLISH

The Firm – Kongreßhalle, Frankfurt, Germany. December 3rd 1984 (upgrade 2016)

LABEL: no label

TYPE: audience

SOUND QUALITY:TTT½

PERFORMANCE: TTT½

ARTWORK: no artwork

PACKAGING: no packaging

BAND MOOD: TTTT

COLLECTION ZEP FAN: TTT

COLLECTION CASUAL FAN: T

Jimmy Page takes more or less 4 years to recover from the dramatic delirium of the last Led Zeppelin period. The death of Bonham, the shattering of his project, the ferocious use of heavy chemical substances, the lack of will to be again the magnificent musician he was, the radical musical change that takes place between the two decades, make the early eighties a period of confusion for him. A soundtrack (excellent, after all) in 1982, the questionable participation at the ARMS tour in support of the research for multiple sclerosis in 1983, the crooked appearances as a guest and an interim record with Roy Harper. Page will never find the strength and lucidity to model a concrete and lasting purpose but at the time the Firm project seemed the beginning of a new era for our man. On July 16th 1984 I was in Piazza Duomo in Pistoia waiting for his appearance at the tribute to Alexis Korner. I clearly remember that I was already aware of his association with Paul Rodgers for his new adventure. As a fan of LZ, Bad Co and Free, I was thrilled. Cozy Powell was rumored to be on drums, but as we know the rhythm section will then be formed by Tony Franklin (known thanks to recent collaborations with Roy Harper) and Chris Slade (a well-known figure among the second lines of English rock and a drummer in vogue at that time).

At the end of 1984 the band left for a European mini tour, a tour that anticipated the release of the first album scheduled for February 1985 (a record that will arrive in the American top 20, becoming a gold record).

1984
11.29 Gota Lejon, Stockholm
11.30 Falkoner Theatre, Copenhagen
12.01 Olympen, Lund
12.03 Kongresshalle, Frankfurt
12.04 Pfalzbau, Ludwigshafen
12.05 Audiomax, Hamburg
12.07 Town Hall, Middlesborough
12.08 Hammersmith Odeon, London
12.09 Hammersmith Odeon, London

At that time the bootlegs were even printed in Italy, shortly afterwards in fact I manage to buy at my local record store (in the very central Corso Canalchiaro near Piazza Grande in Modena) the double lp live in Frankfurt from audience source.

Black Cover – The Firm – Kongreßhalle, Frankfurt, Germany. December 3rd 1984 – photo TT

Black Cover – The Firm – Kongreßhalle, Frankfurt, Germany. December 3rd 1984 – photo TT

They also print a red cover version of the same bootleg.

Red Cover – The Firm – Kongreßhalle, Frankfurt, Germany. December 3rd 1984

34 years later I decide to look for an upgrade, which is certainly not impossible in the digital age where so much is shared on the net. I am aware that another version already exists …

Versione precedente su cd

Versione precedente su cd

but I find a good version of 2016 and jump on it.

Actually, it’s not that the improvement is so obvious compared to the vinyl bootleg in my possession, but today’s technology can only improve – in terms of cleaning – old live audience recordings, so that this new transfer is very pleasant for a Firm fan as I am.

The concert begins with the classic introduction used by the group at that time: the majestic Jupiter by Gustav Holst ‘s Planets (1914)

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The Closer riff (The Firm – first album – 1985) gets it on, although it is only the fourth concert the group seems cohesive and on the ball. It is the period in which Page plays almost exclusively the Telecaster with the Stringbender, Page is in discreet form, certainly far from the zenith reached with the LZ, but – for a fan – all in all not bad. Once the piece is ended, the audience appears very hot and it will be so for the whole concert. This is curious, these are years in which the classic rock of the seventies is certainly not trendy, punk, new wave and in part NWOBHM are the masters, the group offers songs from an album not yet published or from recent (and obscure) solo albums of Page and Rodgers and refuses to play easy by inserting a few pieces of LZ or Bad Co. into the setlist.

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City Sirens (Jimmy Page – Death Wish II soundtrack 1982) is the second number. Slade and Franklin form an excellent rhythm section. The latter plays a fretless bass, a very popular instrument in the eighties (and came to the fore in the second half of the seventies thanks to Jaco Pastorius), apparently not very suitable for hard rock, but Tony manages to be absolutely convincing with it , the work he does is exciting. The drive of the group is contagious.

Immediately after the square run of Make Or Break (The Firm – first album – 1985) the audience began shouting “Jimmy Jimmy” a sign that, despite the period, the love for him and for the LZs in Germany is still strong . Morning After The Night Before (Paul Rodgers – Cut Loose – 1983 album) is a bit chaotic and out of focus and is followed by Together (The Firm – first album – 1985). This is introduced by Jimmy, when he gets closer to the microphone the audience gets even more crazy. With Together the group becomes solid again, it is clear that Page is more at ease with the songs directly connected to him.

The Firm – Kongreßhalle, Frankfurt, Germany. December 3rd 1984

Promo shot 1984 - The Firm

Promo shot 1984 – The Firm

Cadillac (The Firm – Mean Business album – 1986) is an outtake of the first album to be released the following year on the second album. The piece has a vague new wave flavor. Prelude (Jimmy Page – Death Wish II soundtrack 1982) is Page’s controversial version of the prelude in Minor MI Op 28, n. 4 by Chopin, not even two minutes of instrumental music with the lead guitar performing the melody in an arrangement that is certainly not unforgettable. Classic Rodgersian atmospheres in A minor for Money Can’t Buy (The Firm – first album – 1985), with a good enough solo by Page with the help of wah wah. Radioactive (The Firm – first album – 1985) is the single from the album. and its driven by Rodgers acoustic guitar. Yet another minor music development. The  famous dissonant riff in the studio was played by Rodgers (when for years we all thought it was Page) and in the live set is obviously played by Jimmy Page. Live In Peace (Paul Rodgers – Cut Loose – 1983 album / The Firm – Mean Business album – 1986) is the fourth minor piece in a row and I wonder what Jimmy and Paul thought when they scribbled down the setlist for the tour. Anyway six days later the Firm will make a great version of it at the Hammersmith Odeon in London, a version later published in the Maxi Single containing the Radioactive remix, highlighting one of the most successful solos of Page in the eighties. Here in Frankfurt the solo does not seem to be of the same quality, but it remains at a certainly good level; the audience applauds convinced.

Midnight Moonlight (The Firm – first album – 1985) comes from the first half of the seventies. Page in fact recorded it together with Bonham at the time of the sessions for Physical Graffiti with the working title of Swan Song. The LZs did nothing with it and so Page used that almost complete sketch to write the piece with Rodgers shortly before the Arms US tour in December 1983, in which both took part. Very beautiful piece, articulate, deep and in some ways epic. Rodgers sings it very well here in Frankfurt. In the central part dedicated to the guitar, Page jokes with the open tuning, he cites White Summer and Black Mountain Side. When the band rejoin in it is easy to see that the Firm could really have been a great band if only Page had been more concentrated and willing. The live version You’ve Lost That Lovin ‘Feeling ((The Firm – first album – 1985) by Righteous Brothers has never completely convinced me and almost disappears in front of that little masterpiece that is the studio recorded version. Here in Frankfurt though the intention is the right one and the song flows.

Promo shot 1984 - The Firm

Promo shot 1984 – The Firm

The section dedicated to the solo spots is a bit of an end in itself, they were years when certain things had to be avoided. Tony Franklin starts the thing; three and a half minutes of soloing and then he joins the group for The Chase (Jimmy Page – Death Wish II soundtrack 1982). Four minutes of intsrumental music together to arrive at the moment in which Page takes the violin bow for the esoteric zeppelinian moment. The audience naturally appreciates a lot. In the final section of his solo spot Jimmy also adds the part with the guitar effect used in the American tour of 1977. Then we have the drums solo. Full Circle ((The Firm – first album outtake) is another outtake of the first album and it will never be released. Gritty Hard Rock without any particular thrills. It seems to contain, in the final part, the chords section used by Jimmy in Over Now for the 1993 album Coverdale-Page. Someone To Love (The Firm – first album – 1985) closes the set with his usual charge. During the solo Page’s guitar stops working. Franklin, Slade and Rodgers coolly continue (there’s a great bass work at that point) until Page’s guitar comes back to life. After that Rodgers request some feedback from the fans, and the audience explodes.

The encores are Boogie Mama (Paul Rodgers – Cut Loose – 1983 album) and Everybody Needs Somebody To Love by Solomeon Burke in a version very similar to what LZs used to do on the 1973 European tour. Boogie Mama is an good encore, some badass blues that develops into a wild rock and roll. Rodgers, Franklin and Rodgers (vocals / guitar) are incredible at times, Page is again a bit out of focus. ENSTL on the other hand does not work, it may be because I have never liked that arrangement but the piece really does not take off. After about 5 minutes the band leaves the public alone to sing the chorus and leaves for a couple of minutes, then returns and picks up the piece from where it left it. 11 minutes certainly not unforgettable.

The Firm – Kongreßhalle, Frankfurt, Germany. December 3rd 1984

In conclusion, a good audience recording that serves for an account (along with the London 9 December 1984 soundboard) of the first Firm mini tour.

The Firm – Kongreßhalle, Frankfurt, Germany. December 3rd 1984

 

Artist: The Firm
Source: Kongreßhalle, Frankfurt, Germany. December 3rd 1984
Time: Disc 1: 59:33
Disc 2: 57:11
Disc 1:
1. Intro (1:30)
2. Closer (4:09)
3. City Sirens (5:03)
4. Make Or Break (5:25)
5. Morning After The Night Before (4:55)
6. Together (4:21)
7. Cadillac (5:28)
8. Prelude (1:51)
9. Money Can’t Buy (4:20)
10. Radioactive (4:28)
11. Live In Peace (6:37)
12. Midnight Moonlight (11:27)
Disc 2:
1. You’ve Lost That Lovin’ Feelin’ (6:17)
2. Bass Solo (3:26)
3. The Chase (4:07)
4. Guitar Solo (6:48)
5. Drum Solo (5:28)
6. Full Circle (4:50)
7. Someone To Love (6:48)
8. Boogie Mama (8:07)
9. Everybody Needs Somebody To Love (11:21)

 

NEWS: nuovo bootleg soundboard dei Led Zep (LA 1975), nuovo video degli ELP a Fresno nel 1977, nuova biografia di Robert Johnson

23 Mag

LED ZEPPELIN

La famosa etichetta bootleg Empress Valley qualche giorno fa ha reso noto che a metà di giugno farà uscire (per la prima volta in assoluto) una registrazione soundboard di uno dei tre concerti che i LZ tennero al Los Angeles Forum il 24,25 e 27 marzo 1975.

Ancora non si sa di che data si tratti ed inoltre il concerto non sara completo (il bootleg in questione sarà composto da un solo cd), ma per un fan dei LZ l’uscita di un nuovo soundboard mai apparso prima è sempre un piccolo avvenimento, a maggior ragione sei si tratta di Los Angeles, “LA” città dei LZ.

Led Zeppelin – LA Forum marzo 1975

Dei tre concerti di Los Angeles del 1975 esistono come sappiamo le registrazioni da fonte audience (grazie al grande e mai compianto abbastanza Mike the Mike Millard), abbiamo parlato tempo fa qui sul blog di una delle tre:

https://timtirelli.com/2015/11/30/bootleg-led-zeppelin-los-angeles-forum-2531975-mike-the-mike-tribute-series-winston-remasters-2015-ttttt/

ma naturalmente poter godere di un soundboard è sempre molto eccitante.

Nuovo capitolo dunque per la cosiddetta Soundboard Revolution della Empress Valley che pubblicherà questo nuovo cd col titolo di The Night STalker e al contempo farà uscire anche una nuova versione (pubblicizzata come huge upgrade) dei tre concerti audience col titolo The Pareidolia Paradox, versione che conterrà anche il cd soundboard come bonus disc.

Nell’attesa godiamoci questo videoclip amatoriale di youtube:

EMERSON LAKE & PALMER

Quasi dal nulla appare un nuovo video degli ELP alla Selland Arena di Fresno il 5 agosto del 1977. 28 minuti di magnificenza rock in ottima qualità video. Una vera meraviglia.

ROBERT JOHNSON

Il 4 giugno verrà pubblicato Up Jumped the Devil: The Real Life of Robert Johnson, nuova biografia in inglese di RLJ. Sembra che sarà lo studio più approfondito mai apparso sino ad ora sul nostro padre putativo preferito. La sinossi qui sotto è molto promettente e io non vedo l’ora di averlo tra le mani.

SINOSSI:

Robert Johnson is the subject of the most famous myth about the blues: he allegedly sold his soul at the crossroads in exchange for his incredible talent, and this deal led to his death at age 27. But the actual story of his life remains unknown save for a few inaccurate anecdotes. Up Jumped the Devil is the result of over 50 years of research. Gayle Dean Wardlow has been interviewing people who knew Robert Johnson since the early 1960s, and he was the person who discovered Johnson’s death certificate in 1967. Bruce Conforth began his study of Johnson’s life and music in 1970 and made it his mission to fill in what was still unknown about him. In this definitive biography, the two authors relied on every interview, resource and document, most of it material no one has seen before. As a result, this book not only destroys every myth that ever surrounded Johnson, but also tells a human story of a real person. It is the first book about Johnson that documents his years in Memphis, details his trip to New York, uncovers where and when his wife Virginia died and the impact this had on him, fully portrays the other women Johnson was involved with, and tells exactly how and why he died and who gave him the poison that killed him. Up Jumped the Devil will astonish blues fans who thought they knew something about Johnson.