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D.Lewis – M.Tremaglio “Evenings With Led Zeppelin – The Complete Concert Chronicle” (Omnibus Press 2018)

15 Dic

D.Lewis – M.Tremaglio “Evenings With Led Zeppelin – The Complete Concert Chronicle” (Omnibus Press 2018) – TTTTT

ITALIAN/ ENGLISH

Omnibus Press continua a pubblicare ottimi libri, lo fa sempre con professionalità e competenza, condizioni essenziali per centrare l’obbiettivo. Questo nuova uscita a nome Dave Lewis & Mike Tremaglio è curata da Chris Charlesworth e questo è un bene; Charlesworth con la sua esperienza e le sue capacità rende questo libro il meno ostico possibile e fa sì che il gran lavoro di Tremaglio e Lewis risplenda nella maniera più chiara.

Questo è un libro “tecnico”, gira infatti intorno alla lunga (?) lista dei concerti fatti dai Led Zeppelin. Detta così può sembrare una faccenda noiosa, ma il libro intrattiene più del previsto.

Naturalmente è un tomo per i fan dei Led Zeppelin in senso più o meno stretto, un libro a cui fare riferimento quando si sta ascoltando una registrazione dal vivo e si vuole approfondire, ma ripeto è più scorrevole del previsto. Per ogni concerto vengono proposte scaletta (quando possibile), note generali, note sul luogo del concerto, registrazioni live disponibili, recensioni dell’epoca apparse sulla stampa.

Queste ultime sono forse una delle cose più interessanti del libro, si passa dai leggendari resoconti dei primi anni (sebbene anche nel 1969 ci fosse chi proprio non sopportava – e non capiva – la proposta del gruppo) alle recensioni meno positive relative agli ultimi grandi tour, 1975 e 1977 in particolare. Pur essendo grandi fan del gruppo, Dave e Mike hanno lasciato per intero anche gli articoli più sprezzanti e denigratori nei confronti del gruppo, per questo plaudo alla loro onestà intellettuale. Dal punto di vista del fan quale sono, è molto chiarificatore leggere cosa scrivessero i giornalisti musicali a proposito dei grossi problemi alla voce di Plant nel tour del 1975 e della pessima forma “chimica” e chitarristica di Page ad esempio nel tour del 1977.

Nel libro però c’è anche altro, molto altro. Sfogliando le pagine una volta di più mentre scrivo queste righe mi saltano agli occhi alcune faccenduole che ho imparato dal libro e che vale la pensa sottolineare, tra cui, ad esempio:

  • Page chiese a Terry Reid di unirsi agli Yardbirds già nel marzo del 1968 (nei giorni che andarono dal 3 al 16)
  • Reid consigliò Plant a Page il 17/03/1968 dopo che Band Of Joy (con Robert alla voce) aprì un suo concerto.
  • la prima prova fatta dai Led Zeppelin nell’agosto del 1968 potrebbe non essere stata fatta in Gerrard Street a Londra, bensì a Lisle Street.

Possono sembrare quisquilie, ma se si è studiosi e appassionati del gruppo di Page, sono cosette assai succose.

Il libro poi offre, come ho anticipato, la storia dei locali che hanno ospitato i LZ, quella del Fillmore West ad esempio è molto gustosa.

A pag. 414 c’è la tabella riassuntiva relativa ai pezzi che sono finiti nell’album ufficiale The Song Remains The Same, con specificato all’interno della stessa traccia da che concerto/i  essa proviene (tabella improntata sul gran lavoro fatto da Eddie Edwards).

Sono poi presenti le date del tour estivo del 1975 annullato e i fatti relativi… questo e naturalmente molto altro. Mi tolgo il cappello davanti alla Omnibus press che ha avuto il coraggio di pubblicare un titolo così particolare e di averlo fatto in confezione davvero encomiabile: il tomo pesa più di 2 kg, è di grande formato, è cartonato e ha 576 pagine.

Prima di finire è bene precisare che sono amico di Dave Lewis (lo seguo dai primissimi anni ottanta, quando misi le mani su uno dei primi numeri della sua fanzine Tight But Loose, diventammo amici poco dopo quando iniziai la mia di fanzine) e anche con Tremaglio ho avuto qualche contatto nel corso degli anni, ma sapete che di solito sono schietto e sincero quindi scevro da qualsiasi carineria dovuta, posso tranquillamente concludere dicendo che – se ci si considera fan dei Led Zeppelin – questo è un libro da avere ad ogni costo. Dave e Mike hanno davvero fatto un lavoro straordinario.

 

(broken) ENGLISH

Omnibus Press continues to publish excellent books, it always does so with professionalism and competence, essential conditions to achieve the goal. This new release written by Dave Lewis & Mike Tremaglio is edited by Chris Charlesworth and that’s good; Charlesworth, with his experience and abilities, makes this book the least difficultas as possible so the great work of Tremaglio and Lewis may shine in the clearest possible way.

This is a “technical” book, it is centered around the long (?) list of concerts made by Led Zeppelin. This may seem a bit of a boring affair, but the book has more than expected.

Of course it is a tome for Led Zeppelin fans in a more or less strict sense, a book to refer to when you are listening to a live recording and you want to deepen it, but I repeat it is smoother than expected. For each concert it is offered the songlist (when possible), general notes, notes on the concert venue, live recordings available, reviews of the time that appeared in the press.

The latter are perhaps one of the most interesting things of the book, we pass from legendary reports of the early years (although even in 1969 there were those who just could not stand – and did not understand – the proposal of the group) to the less positive reviews of the last big tours , 1975 and 1977 in particular. Despite being big fans of the group, Dave and Mike have left in full even the most disdainful and disparaging articles against the group, so I applaud their intellectual honesty. From the fan’s point of view as it is, it is very clarifying to read what music journalists wrote about Plant’s big problems in the 1975 tour and Page’s bad shape for example on the 1977 tour.

But there is also something else in the book. Little things like these for example:

_Page asked Terry Reid to join the Yardbirds as early as March 1968 (in the days from 3 to 16)
_Reid suggested Plant to Page on 17/03/1968 after Band Of Joy (with Robert on vocals) opened one of his concerts.
_the first Led Zeppelin rehearsals in August 1968 might not have been on Gerrard Street in London, but on Lisle Street.

They may seem trifling things, but if you are scholars and enthusiasts of Page’s group, they are very juicy.

The book then offers, as I anticipated, the history of the venues that hosted  LZ, the Fillmore West’s one for example is very tasty.

On page 414 there is a summary table of the pieces that ended up in the official live album The Song Remains The Same, with song breakdown by concert (a table based on the great work done by Eddie Edwards on his web site The Garden Tapes ).

Then there are the dates of the 1975 summer tour canceled and the related facts … this and of course much more. Hats off to Omnibus press that had the courage to publish such a particular book and to have done it in a truly commendable package: the tome weighs more than 2 kg, is big sized, has hardcover and has 576 pages.

Before I end this review I must clarify that I am a friend of Dave Lewis (I have been following him since the early eighties, when I put my hands on one of the first numbers of his Tight But Loose fanzine, we became friends shortly after when I started my own fanzine Oh Jimmy) and also have had some contacts over the years with Tremaglio, but you know that usually I am a straight shooter so free from any cuteness due, I can safely conclude by saying that – if you consider yourself a Led Zeppelin fan – this is a book you must have. Dave and Mike really did an amazing job.

ELP “Fanfare 1970 – 1997” (2017 BMG) – TTTTT

12 Mar

ITALIANO / ENGLISH

Vista la recente uscita di questo box set cogliamo l’occasione per riesaminare gli album di un gruppo che qui sul blog amiamo davvero tanto.

Ho letto critiche a questo cofanetto e anche amici miei mi hanno riferito di non essere soddisfatti dalla operazione della BMG. Io invece sono entusiasta. E’ vero, con i vari cambi di etichetta degli ultimi anni i dischi ufficiali degli ELP sono stati ripubblicati più volte, troppe volte per meglio dire, ma se si decide di fare un cofanetto come questo i dischi ufficiali li si deve inserire, per me anzi è un peccato che non sia stato incluso anche In Concert del 1979 (live 1977 con l’orchestra poi trasformato in Works Live negli anni seguenti). Il materiale bonus ad ogni modo è eccellente ed oltre ad esso sono inclusi anche un paio di 45 giri e un bel booklet.

ELP A Fanfare 1970-97 box set

ELP A Fanfare 1970-97 box set 036042

ELP A Fanfare 1970-97 box set

CD1  – Emerson, Lake & Palmer (1970) [2012 Remaster] – TTTTT

1. The Barbarian 
2. Take a Pebble
3. Knife-Edge (2
4. The Three Fates (i) Clotho ii) Lachesis iii) Atropos) 
5. Tank 
6. Lucky Man

Recentemente il mio giovane amico Marco Priulla – autore di alcuni libri musicali – ha definito il primo album degli ELP “sconfinata magia, poesia dell’aria, architettura dell’immaginazione “. Già, è di questo che si tratta. Scremate le prime serie pulsioni serie con i loro gruppi precedenti (Nice, King Crimson, Atomic Rooster) i tre, seppur giovanissimi, riescono a produrre un disco già maturo, completo, definito. The Barbarian è una trasposizione di Allegro Barbaro di Bartòk preceduta e chiusa da clamori elettrici di derivazione hendrixiana. Take A Pebble è un prodigio poetico, piano, melodie, prova d’insieme, testo … musica contemporanea ai massimi livelli.

Just take a pebble and cast it to the sea,
Then watch the ripples that unfold into me
My face spills so gently into your eyes
Disturbing the waters of our lives

Shreds of our memories are lying on your grass
Wounded words of laughter are graveyards of the past
Photographs are grey and torn, scattered in your fields
Letters of your memories are not real

Wear sadness on your shoulders like a worn-out overcoat
In pockets creased and tattered hang the rags of your hopes
The daybreak is your midnight, the colours have all died
Disturbing the waters of our lives,
Of our lives, of our lives, lives, lives, lives
Of our lives

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Knife Edge è costruita sulla Sinfonietta di Janáček da cui poi si scosta per far posto a Allemande dalla French Suite In D minor BWV812 di Bach. Come altri gruppi traevano spunto da vecchi blues, gli ELP sviluppavano temi della musica classica (e contemporanea) dei grandi compositori. The Three Fates è un brano diviso in tre movimenti intitolati alla mitologia greca, organo a canne e piano si danno il cambio, sul finale Palmer accompagna Emerson, il tempo tenuto dai due è difficile da decifrare, così come le ardite espressioni musicali. Tank è costruita sul clavinet di Emerson e sui botta e risposta tra la coppia Emerson/Lake e Palmer. Tank contiene l’immancabile assolo di batteria e nel finale un riff di moog e clavinet famoso per quelli della mia generazione perché scelto dalla Rai di quegli anni come sigla del programma di approfondimento del telegiornale “Stasera G7”. Chiude il disco Lucky Man, la ballata più celebre del gruppo. Inutile aggiungere altro per un brano così leggendario, ricordiamo – senza voler nulla togliere a Lake autore del brano – lo storico assolo di moog di Emerson nel finale, mai moog fu immortalato meglio nella storia dell’umanità (e pensare che a quanto si dice fu intesa da Keith Emerson solo come una take di prova).

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La copertina è opera dell’artista britannico Nic Dartnell.

L’album arrivò tra i primi 5 nel Regno Unito e nei primi 20 negli USA. 20esimo in Italia

Rimasterizzazione del 2012.

CD2 – Tarkus (1971) [2012 Remaster] – TTTT

1. Tarkus (i. Eruption, ii. Stones of Years, iii. Iconoclast, iv. Mass, v. Manticore, vi. Battlefield, vii. Aquatarkus)
2. Jeremy Bender 
3. Bitches Crystal 
4. The Only Way (Hymn) 
5. Infinite Space (Conclusion) 
6. A Time and a Place 
7. Are You Ready Eddy? 


Da un articolo del 2012 preso dal blog:

https://timtirelli.com/2012/10/08/riletture-emerson-lake-palmer-tarkus-island-records-1971-tttt/

I 20 minuti di Tarkus sono divisi in 7 sezioni:

A) Eruption: un 5/4 schizoide con un riff e una prova d’insieme magnifica

B) Stone Of Years: si lascia alle spalle la frenesia e si adagia su una maestosa melodia in puro stile ELP cullata dal “vento del tempo”.

C) Iconoclast: un minuto spaventoso di furia iconoclasta, appunto.

D) Mass: altro riff che si  innesta sulla trama tessuta l’intermezzo con l’organo che cerca di spezzettare il ritmo; la chitarra elettrica si inserisce su un contesto di controllata confusione.

E) Manticore: altra sezione piuttosto complicata; botta e risposta tra il riff ed Emerson, che con la mano sinistra tiene una figura musicale delle sue e con la destra emersoneggia alla grande.

D) The Batterfield: tutto si fa più epico…di nuovo la bella voce di Lake attraversata da sfumature sinistre. La chitarra acustica accompagna una solista quasi psichedelica.

F) Acquatarkus: chiusura strumentale della suite riprendendo, per gli ultimi colpi d’ala, il riff iniziale.

Jeremy Bender è quadretto simil western, di quelli emersoniani che tanto mi piacciono. Lo stacco di atmosfera con la suite di TARKUS è notevole…un po’ di leggerezza dopo tempeste musicali violentissime. Con Bitches Crystal si ritorna sui territori consoni al mood principe di questo secondo album degli Elp. Riff strumentali frenetici e costanti a cui risponde la voce di Lake. L’assolo di Emerson al piano è bellissimo. The Only Way (Hym) incastonato sulla Toccata E Fuga in Fa Maggiore BWN 540 di Bach, è un momento imponente e sublime. Ancora sfumature sinistre nella voce di Lake. Testo dalla ironia tenebrosa su tematiche anche religiose.

Infinite Space è uno strumentale modesto, sembra un riempitivo con improvvisazioni su un giro un po’ monotono. Certo però che quando Emerson suona il pianoforte partono comunque vibrazioni profonde. A Time And A Space altro brano non particolarmente interessante pur mantenendosi in linea con il tenore e lo spessore dell’album. Are You Ready Eddie è un momento ludico dedicato all’ingegnere del suono Eddie Offord. Stravagante rock and roll pianistico che ho sempre trovato gustoso, basato su The Girl Can’t Help It scritta nel 1956 da Bobby Troup e cantata in origine da Little Richard

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Tarkus è un album complesso, difficile, ricco e pulsante, concepito nel cuore del periodo più straordinario per la musica del genere umano da tre giovani ragazzi inglesi in un momento di estasi creativa.

William Neat e David Herbet, graphic designer dell’epoca, avevano preparato un schizzo con un armadillo per la copertina di un altro gruppo che però non gradì la cosa. Lo scarabocchio fu notato da Keith Emerson che si disse entusiasta dell’idea, l’idea fu sviluppata e l’armadillo carro armato diventò un punto fermo dell’iconografia della band.

Il disco arrivò al primo posto nel Regno Unito e nella top 10 Usa. Primo anche in Italia e nei primi 10 in tutta Europa.

Rimasterizzazione del 2012.

CD3 – Pictures At An Exhibition (1971) (Live At Newcastle City Hall, 26.3.71)[2016 Remaster] – TTTT

1. Promenade 
2. The Gnome 
3. Promenade 
4. The Sage 
5. The Old Castle 
6. Blues Variation 
7. Promenade 
8. The Hut of Baba Yaga 
9. The Curse of Baba Yaga 
10. The Hut of Baba Yaga 
11. The Great Gates of Kiev 
12. Nutrocker 

L’idea di fare una propria versione dei Quadri Di Una Esposizione di Modest Musorgskij venne a Emerson dopo aver assistito ad una messa in scena della composizione per pianoforte con gli arrangiamenti per orchestra di Maurice Ravel. Lake e Palmer accettarono di buon grado. Il gruppo iniziò a lavorarci sopra sin dai primissimi giorni della sua formazione. Visto la lunghezza della suite evitarono di registrarla in occasione delle session per il primo album ma l’idea di metterla su disco restò. Il 9 dicembre 1970 filmarono l’esibizione della loro versione di Pictures At An Exhibition London Lyceum Theatre, l’esibizione fu un successo, il gruppo suonò benissimo ma a causa di fastidiosi rumori di sottofondo dovuti a problemi tecnici la registrazione fu ritenuta inutilizzabile, tuttavia il filmato fu trasmesso dalla TV inglese (disponibile ora in DVD), filmato per buona parte poco godibile a causa degli effetti psichedelici dell’epoca, ma la parte che riprende il gruppo dal vivo alle prese con Musorgskij fa capire la grandezza della proposta.

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Grazie ai progressi della tecnologia l’audio del 9 dicembre 1970 è stato pubblicato ufficialmente nel 2007 nel cofanetto From The Begininng e nel cd bonus della deluxe edition dell’album del 2008.

La registrazione audio ufficiale è quella che avvenne alla City Hall di Newcastle il 26 marzo 1971. Il gruppo arrivò al mattino alla City Hall e provò varie volte la suite tanto per far capire bene a tutti i tecnici con che cosa avevano a che fare, nessuno volle più avere problemi durante la registrazione della sera. Come ingegnere del suono fu naturalmente scelto l’affidabile Eddie Offord.

Abbiamo scritto più volte qui sul blog che il connubio musica classica/gruppi rock è spesso sinonimo di ostentazione fine a se stessa, di forzature, di proposte kitsch, quasi nessuno è riuscito ad essere credibile nella riproposizione di tematiche classiche in versione rock. Quasi nessuno, appunto, perché se c’è stata una band capace di rendere credibile questa relazione è quella degli Emerson Lake & Palmer.

La maestosa introduzione d’organo di Promenade promette grandi cose, tutte mantenute. The Gnome rende chiaro sin da subito il tenore dell’arrangiamento rock e l’abilità del gruppo. Si torna a Promenade con il limpido cantato di Lake. The Sage è uno dei momenti originali aggiunti e scritti dal gruppo. Il solo Lake con la chitarra acustica e la voce, semplicemente divino.

The Old Castle è stravolta rispetto all’originale, Palmer e Lake tengono la base di Tank mentre Emerson fa di tutto per rendere irriconoscibile la melodia pianistica di Musorgskij. Tutto poi sfocia in Blues Variation, variante blues scritta dal gruppo con un grande Emerson all’organo sospinto dalla solita magnifica sezione ritmica. Torna poi il tema di Promenade, seguito da The Hut Of Baba Yaga, altro strumentale portentoso. The Curse Of Baba Yaga è un supplemento musicale da giorno del giudizio scritto dal gruppo. Il riff di basso al minuto 0:53 è eroico, il cantato di Lake demoniaco, l’orgia di tastiere paurosa. Si rientra poi in The Hut Of Baba Yaga  per confluire nella solenne The Great Gates Of Kiev, a cui il gruppo aggiunge cantato e testo. Chiusura magniloquente.

Come forth, from love’s pyre
Born in life’s fire,
Born in life’s fire
Come forth, from love’s pyre
In the burning, of our yearning
For life to be
And in pain there will (must) be gain
New Life!Stirring in salty streams
And dark hidden seams
Where the fossil sun gleamsThey were, sent from (to) the gates
Ride the tides of fate
Ride the tides of fate
They were, sent from (to) the gates
In the burning of our yearning
For life to be

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Chiude il disco una spassosa e furibonda versione di Nut Rocker (lo Schiaccianoci insomma), un adattamento della marcia di Tchaikovsky arrangiato nel 1962 da Kim Fowley, produttore del singolo omonimo che in quell’anno arrivò primo nel Regno Unito e nella Top 30 americana.

Copertina commissionata a William Neal.

PAAE arrivò al terzo posto della classifica UK, al quinto di quella italiana e si posizionò nella Top 10 in Usa e in quella dei maggiori paesi europei

Rimasterizzazione del 2016.

CD4 – Trilogy (1972) [2015 Remaster] – TTTTT

1. The Endless Enigma, Pt. 1 
2. Fugue 
3. The Endless Enigma, Pt. Two
4. From the Beginning
5. The Sheriff 
6. Hoedown 
7. Trilogy 
8. Living Sin
9. Abaddon’s Bolero

Trilogy è forse il disco più melodico del periodo magico del gruppo, ed era il preferito di Lake. Produzione (di Lake) impeccabile, grandissimo suono di batteria. L’album è di una bellezza stupefacente, ricco di melodie non sprofonda mai nel romanticume, nella melassa, il concept melodico è scevro da formule per mammolette, tale aspetto qui è intenso, maschio, virile, anche quando è poco più che un sussurro.  The Endless Enigma, Pt. 1 è una meraviglia, il rincorrersi tra organo e basso, il gioco di grancassa di Palmer, il gran cantato di Lake

 Please, please, please open their eyes
Please, please, please don’t give me lies

Fugue  di Emerson è uno dei passaggi musicali che più amo al mondo. Keith con il suo piano, accompagnato a tratti dal basso. I 15 secondi tra il minuto 1:40 e il minuti 1:55, toccano le mie corde come solo pochi altri momenti musicali sanno fare. Vibro, tremo, cado preda di un fervore mistico, Emerson è il mio pastor, nulla mi può mancar nei suoi pascoli…  The Endless Enigma, Pt. Two  chiude questa mini suite di 11 minuti. From the Beginning è una delle splendide ballate che Lake scrisse per il gruppo, una delle tre più belle. Da ricordare l’assolo finale di Emerson.

The Sheriff è un gran impasto, uno strano modo di conciliare quadretti western e grande musica euro-americana. Un trionfo.

Di Hoedown avevamo già scritto nel 2014. Il brano è una cover dell’omonimo pezzo del 1942 del compositore contemporaneo Aaron Copland, che a sua volta si ispirò ad un brano del 1892 che prese poi diverse strade.

McLEOD’S REEL (la danza scozzese di McLeod) – traditional scozzese del 1700 circa…

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BONYPARTE aka BONAPARTE’S RETREAT  (Bonyparte era il nome di un cavallo da corsa) – William Hamilton Stepp 1937 (recorded by Alan Lomax)

(probabilmente scritta nel 1892 da James Thornton col nome di O’BRIEN’S HORSE, BONYPARTE)

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HOE-DOWN from RODEO (l’Hoe-down è una festa campagnola dove si balla. Hoe significa zappa/ dare addosso/ andare all’assalto/ sarchiare / togliere le erbacce) – Aaron Copland 1942

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HOEDOWN  – Emerson Lake & Palmer 1972

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Trilogy inizia in maniera soave con il piano di Keith e il canto di Greg, poi dal minuto 3:00 diventa un brano duro costruito su un tenace riff che va a trasformarsi in articolate varianti. Living Sin è un po’ demoniaca mentre Abaddon’s Bolero è un sinuoso e riuscitissimo bolero.

L’album arrivò nella top 5 americana, secondo in Italia e in UK e nella top 5 di tutti i principali paesi europei. La copertina è della famigerata Hipgnosis, raffigura i busti dei tre musicisti e, all’interno della versione apribile del long playing, i tre ritratti nella foresta di Epping nel nord est di Londra.

Remaster del 2015.

CD5 – Brain Salad Surgery (1973) [2014 Remaster] – TTTTT

1. Jerusalem 
2. Toccata 
3. Still…You Turn Me On 
4. Benny the Bouncer 
5. Karn Evil 9 1st Impression, Pt. 1 
6. Karn Evil 9 1st Impression, Pt. 2
7. Karn Evil 9 2nd Impression 
8. Karn Evil 9 3rd Impression 

L’album con cui fui iniziato agli ELP. Non dimenticherò mai l’impatto che un visual del genere, la musica ad esso collegata e la confezione della copertina ebbero sulla formazione dell’adolescente che ero. Mi si aprirono porte che nemmeno pensavo esistessero. BSS è un disco forte, non facile, conturbante, una cattedrale musicale dove l’aria sonora si snoda attraverso ombre, paure e riflessi del sole. In altre parole un’opera degna di questo nome.

E’ cosa nota a chi si interessa a questo gruppo e chi ama approfondire le proprie conoscenze musicali che Jerusalem è la messa in musica da parte del compositore inglese Hubert Parry di un poemetto di William Blake, pittore e poeta della Perfida Albione. Nel corso degli anni Jerusalem diventò per gli inglesi un chiaro inno patriottico, tanto importante quante l’inno nazionale God Save The Queen. Gli Elp ne danno uno versione fluida e vibrante.

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Toccata è la rivisitazione del 1st piano concerto, 4th movement del compositore argentino Alberto Ginastera che Emerson aveva in testa già da un po’. Uno strumentale che ribolle di magma musicale bollente. Le tastiere demoniache di Keith Emerson, la batteria trattata elettronicamente di Palmer e il basso pulsante di Lake. Musica per cuori forti.

Still…You Turn Me On per me è la ballata più bella di Lake. Il tipico modo di arpeggiare di Greg, la voce più sofferta del solito, le tastiere che rendono l’atmosfera una favola.

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Benny the Bouncer è un altro momento di straordinaria follia, un intervallo che sa di musica western e di risse da saloon. Per me gli Elp sono anche questi, sorprendenti e irresistibili quando alle prese con la musica americana. Karn Evil 9 è una suite di 30 minuti. Nell’LP era ed è divisa tra l’ultima parte del lato A e il lato B. Ardite architetture tastieristiche, sezioni musicali articolate, ricchi spunti compositivi. La 1st Impression, Pt. 2 è uno dei momenti musicali più classici e conosciuti del gruppo.

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La 2nd Impression è costruita sul piano ed è molto suggestiva.

2° posto nelle classifiche del Regno Unito e Top 10 per Usa e Italia. E’ risaputo che con questo disco da studio si chiuse il periodo più proficuo e fertile degli Emerson Lake And Palmer. Magnifica e gotica copertina a cura di HR Giger. Per chi non lo sapesse Brain Salad Surgery è uno slang (di New Orleans, vedi Dr John) che sta a significare fellatio. E infatti sotto al mento dalla donna biomeccanica creata da Giger era previsto un fallo che poi fu fatto sfumare in un getto di luce. Il titolo in principio sembrava dovesse essere “Whip Some Skull On Ya” dal medesimo significato del titolo definitivo. Concludendo, uno dei capolavori della musica rock.

Remaster del 2014

CD6 &7 – Welcome Back, My Friends, to the Show That Never Ends ~ Ladies and Gentlemen ELP (1974) [2014 Remaster– TTTT

1. Hoedown 
2. Jerusalem 
3. Toccata (An Adaption of Ginastera’s ‘1st Piano Concerto, 4th Movement)
4. Tarkus (i. Eruption, ii. Stones of Years’ iii. Iconoclast, iv. Mass, v. Manticore, vi. Battlefield (including Epitaph), vii. Aquatarkus)
5. Take a Pebble (Including Still You Turn Me On and Lucky Man)

1. Piano Improvisations (Including Friedrich Gulda’s Fugue and Joe Sullivan’s Little Rock Getaway)
2. Take a Pebble (Conclusion) 
3. Jeremy Bender / The Sheriff 
4. Karn Evil 9 (i. 1st Impression, ii. 2nd Impression, iii. 3rd Impression)

Convention Center, Anaheim, 10 febbraio 1974, il gruppo si avvale del personale del Wally Heider Studios di Los Angeles per registrare il concerto che finirà (non tutto però) sul triplo Welcome Back, My Friends, to the Show That Never Ends ~ Ladies and Gentlemen ELP. Si sa che il gruppo suonò anche Pictures At An Exhibition ma sfortunatamente sembra che la registrazione non si sia salvata. Il gruppo parte in quarta con la solita furiosa versione di Hoedown, i ragazzi sono in forma e ben oliati e si sente. Il ritmo rallenta un po’ con Jerusalem ma l’intensità rimane alta. La voce di Lake è così rotonda e potente da incantare. I tamburi pieni di effetti di Palmer contraddistinguono Toccata. Con Tarkus inizia il viaggio nei tempi dispari e nelle sontuose divagazioni musicali. La voce di Greg ancora magnifica in Take A Pebble che include anche Still You Turn Me On, Lucky Man e le Piano Improvisations. I due momenti di Lake con la chitarra acustica sono come sempre speciali. Cantare due ballate con la sola chitarra davanti a 22.000 persone nel bel mezzo di un uragano musicale non è lavoro per tutti, ma Greg riesce a farsi seguire con attenzione. Fastidiosetto il rumore di sottofondo che a tratti altera la registrazione. Alla fin fine non è che i tecnici del Wally Heider Studios abbiano fatto poi un lavoro eccellente. Le Piano Improvisations sono spettacolari, come sempre. Quando Emerson suona il piano in quel modo sembra di essere ad un passo dalle risposte alle domande insite nella metafisica. Il finale in trio è semplicemente superlativo. Il velocissimo walking bass di Lake, i contrappunti ritmici di Palmer e quella musica che esce dal piano, un ibrido meraviglioso di jazz, blues, rock and roll e arte emersoniana. Chiude la parte finale di Take A Pebble.

Jeremy Bender / The Sheriff  sono proposte l’una attaccata all’altra. Un momento di sintesi  melodica che scende dalle altezze di una sorta di Olimpo western-europeo.

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Il lungo momento dedicato a Karn Evil 9 (con tanto di assolo di batteria) impressiona: 35 minuti di musica impegnativa e piena di varianti e stacchi suonati con una precisione che sconcerta. Non tutti i gruppi negli anni settanta suonavano bene, e forse nessuno come questo, ma è indubbio che mai decennio fu più importante e fruttuoso in campo musicale nella storia di questo piccolo pianeta sospeso nell’Universo.

Copertina senza infamia e senza lode. Il triplo album arrivò nella top 5 USA e nella TOP 10 di UK, Italia, Austria e Canada. Remaster del 2017

CD8 & CD9 – Works Volume 1 [2017 Remaster– TTTT

1. Piano Concerto No. 1 (i. 1st Movement: Allegro Giojoso; ii. 2nd Movement: Andante Molto Cantabile; iii. 3rd Movement: Toccata Con Fuoco;)
2. Lend Your Love to Me Tonight 
3. C’est La Vie
4. Hallowed Be Thy Name 
5. Nobody Loves You Like I Do 
6. Closer to Believing 

1. The Enemy God Dances With the Black Spirits 
2. L.A. Nights 
3. New Orleans 
4. Two Part Invention in D Minor 
5. Food for Your Soul 
6. Tank 
7. Fanfare for the Common Man 
8. Pirates 

Con il triplo live di cui abbiamo parlato qui sopra si chiude il periodo d’oro degli ELP. Le scelte fatte dal 1975 in avanti sono per certi versi discutibili. Emerson impone che album e tour siano affrontati con l’ausilio di una orchestra, Lake non crede sia una buona idea, timoroso com’è di perdere il senso e l’unità del gruppo, l’approccio rock, l’essenza stessa degli Emerson Lake & Palmer. Emerson è irremovibile, “o così o continuo con un progetto tutto mio“, al di là dell’ego sono i pruriti del compositore a dettare il cammino. Pur di non rinunciare agli ELP Lake accetta. Works viene concepito come un doppio album con un lato per ogni musicista e il quarto dedicato al gruppo. Prima della sua pubblicazione escono due fortunatissimi singoli: I Believe In Father Christmas a nome Greg Lake e Honky Tonk Train Blues a nome Keith Emerson.

Fu davvero una mossa azzardata far uscire nel 1977, con il Punk e la Discomusic padroni della scena (perlomeno europea), un disco doppio con un piano concerto di oltre 18 minuti, cinque pezzi di Lake uno di seguito all’altro e un lato lasciato ad un batterista. Works si comportò bene nelle classifiche ma è indubbio che vendette meno dei precedenti e di quello che si aspettavano tutti.

L’album tuttavia contiene pezzi monumentali, una ricchezza compositiva indiscutibile e un affascinante tocco di grandeur. Piano Concerto No. 1 è stupefacente, tre movimenti di genio pianistico assoluto. Sarà perché sono un grande fan di Keith Emerson, sarà perché sentirlo suonare il pianoforte è una delle sensazioni più belle che provo in questa vita, ma considero Concerto uno dei migliori momenti composti da un musicista rock. Sussurri di solo pianoforte alternati da intricati passaggi al piano sospinti dal maestoso respiro dell’orchestra. Lend Your Love to Me Tonight  è una discreta ballata giocata sul rapporto non proprio riuscitissimo tra gruppo rock e orchestra. C’est La Vie è in puro stile Greg Lake con quel modo di arpeggiare tipico del gigante del Dorset. Fu fatto uscire come singolo ma non ottenne il successo sperato sebbene ricevette grandi applausi ogni volta che fu proposta dal vivo. Nella sua recente biografia Lake scrive che fu Keith Emerson a suonare il leggendario passaggio di fisarmonica, ma più volte lo stesso Emerson disse che fu un session man e non lui a registrare l’intermezzo di fisarmonica, intermezzo da lui stesso suggerito a Lake. Hallowed Be Thy Name ha un ritmo più sostenuto, è un pezzo discreto ma niente di particolare esattamente come Nobody Loves You Like I Do. Closer to Believing invece è un brano di livello superiore che beneficia dell’apporto al contempo riservato ed imponente dell’orchestra. Ricorda un po’ il Greg Lake dei King Crimson.

Il lato dedicato a Palmer inizia con The Enemy God Dances With the Black Spirits che è una rilettura niente male – in chiave ELP –  del secondo movimento della Scythian Suite di Prokofiev. L.A. Nights è registrata con Emerson alle tastiere e Joe Walsh alla chitarra. Inizia con una specie di jazz rock funk che si tramuta in un rock swingato condotto dalla slide guitar di Walsh. New Orleans cerca di ricreare le vibrazioni creole del French Quarter. Al basso il grande Colin Hodgkinson, al sax Ron Aspery (anch’egli proveniente dai Back Door) e alla chitarra Snuffy Walden. Two Part Invention in D Minor è un esercizietto su tema di Bach. Food For Your Soul sta tra il jazz e la Big Band, mentre Tank è la riproposizione del pezzo tratto dal primo album. Piuttosto interessante l’arrangiamento costruito con l’orchestra.

Gli ELP in quanto gruppo compaiono finalmente sul quarto lato con due grandi pezzi. Fanfare for the Common Man è la loro versione del brano che Aaron Copland scrisse nel 1943 e fu Lake a lanciare l’idea. Quasi 10 minuti di possente cavalcata attraverso le immense praterie della grande musica musica contemporanea americana. Emerson riadattò il tema principale per l’uso con basso e batteria e dedicò la parte centrale alle improvvisazioni. Una versione ridotta venne pubblicata come singolo che nel Regno Unito raggiunse il N.2 della classifica.

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Pirates  nasce come progetto solista di Emerson ad uso di colonna sonora per un film poi accantonato, così che Keith fece sentire la cosa a Greg. Lake e Pete Sinfield lavorarono sulla melodia e sul testo che incentrarono sul tema dei pirati. La scelta fu azzeccata, basta ascoltare la lunga parte introduttiva per immaginare galeoni solcare l’orizzonte dei mari. Con questo pezzo il gruppo dimostrò di poter ancore scrivere musica superlativa insieme. Tutto funziona: le tastiere di Keith, l’orchestra, il basso di Greg, la batteria di Carl, la splendida voce di Lake e il testo evocativo.

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Facile riflettere sul fatto che con questi due brani finali uniti ai momenti migliori contenuti nei tre lati precedenti si sarebbe potuto creare un album singolo più coerente e di grande impatto, ma la storia come sappiamo andò diversamente e non resta che godere comunque di un album che seppur un po’ spezzettato rimane ad ogni modo di ottimo livello.

Works arrivò tra le Top10 e le Top20 di Europa e Nord America, in Italia salì fino alla Top5. Copertina semplice ma egualmente elegante e funzionale, così come il titolo, ma certo fuori sincrono con il mood dei tempi che si stavano vivendo. Remaster del 2017.

CD10 – Works Volume 2 [2017 Remaster– TTT½

1. Tiger in a Spotlight 
2. When the Apple Blossoms Bloom in the Windmills of Your Mind I’ll Be Your Valentine 
3. Bullfrog 
4. Brain Salad Surgery 
5. Barrelhouse Shake-Down 
6. Watching Over You 
7. So Far to Fall 
8. Maple Leaf Rag 
9. I Believe in Father Christmas 
11. Honky Tonk Train Blues 
12. Show Me the Way to Go Home

A causa dei grossi problemi e i debiti del tour del 1977 con l’orchestra il gruppo tra la fine del 1977 a marzo 1978 intraprese un nuovo tour – come trio –  per rientrare nelle spese e nel novembre del 1977 pubblicò Works Volume 2 con lo stesso intento. Per molti fu una mezza delusione, dopo un progetto magari non centratissimo ma comunque imponente come Works Volume 1, far uscire una raccolta di scarti di album precedenti e di singoli usciti a nome Emerson e Lake a molti non sembrò una gran mossa. Oggi è un album che può essere rivalutato senza troppi problemi, è spezzettato, ma la varietà proposta e la bontà di alcuni momenti lo rendono un disco di un certo spessore.

I nuovi pezzi furono due, So far To Fall e Show Me The Way To Go Home. La prima è una composizione a firma Emerson, Lake e Sinfield, uno swing un po’ schizzato con un buon lavoro dell’orchestra che riascoltato con attenzione acquista più valore di ciò che si potrebbe pensare, il secondo è la rielaborazione di un vecchio standard del 1925 scritto da “Irving King”(pseudonimo del duo duo di autori Reginald Connelly e Jimmy Campbell). L’inizio è a cura del piano di Emerson e la voce di Lake, quindi entrano la London Symphony Orchestra e il gruppo. Quadretto molto carino. Questi due pezzi sarebbero potuti comparire nel quarto lato di Works Volume 1 se “Fanfare For The Common Man” fosse stata declassata e non giudicata idonea (e quindi relegata a Works Volume 2) come sembrò in un primo momento. Tiger in a Spotlight uscì come singolo nel 1977 ma è un pezzo registrato nelle sessions di Brian Salad Surgery. Si dice che sarebbe stata inserita nell’album se Ginastera non avesse dato il permesso per Toccata.

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When the Apple Blossoms Bloom in the Windmills of Your Mind I’ll Be Your Valentine proviene anch’esso dal sessions di Brian Salad Surgery, è uno strumentale meno inutile di quel che sembra. Bullfrog è una outtake delle sedute di registrazione di Works dedicate a Palmer, registrata anch’essa insieme ai Back Door, Ron Aspery (sax e flauto) e Colin Hodgkinson (basso)  seppur non presenti nelle note di copertine (tra l’altro il brano presenta una sovraincisione di tastiere con tutta probabilità ad opera di Emerson). Brain Salad Surgery è il terzo brano proveniente dalle session del 1973 ad essere incluso. Barrelhouse Shake-Down è un gran bel honky-tonk scritto da Emerson che apparve per la prima volte come lato B del singolo Honky Tonk Train Blues. Per quelli della mia generazione fu un 45 giri importantissimo perché divenne la sigla della fortunatissima trasmissione della RAI “Odeon”. Honky Tonk Train Blues è una meraviglia. Ne abbiamo parlato qui sul blog un paio di anni fa:

https://timtirelli.com/2016/03/14/addio-a-keith-emerson/

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Watching Over You è la dolce ninna nanna che Greg scisse per sua figlia, mentre I Believe in Father Christmas è la versione del gruppo del fortunatissimo singolo di Lake, versione che preferisco a quella originale con l’orchestra. Anche Maple Leaf Rag  diventò la sigla del programma Odeon e anche esso sarà un singolo di gran successo qui in Italia.

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Works volume 2 diventò comunque disco d’oro in USA (entrò nella Top 40) mentre in UK arrivò fino alla Top 20. Remaster del 2017.

CD11 – Love Beach [2017 Remaster– TTT½

1. All I Want Is You
2. Love Beach 
3. Taste of My Love 
4. The Gambler 
5. For You 
6. Canario 
7. Memoirs of an Officer and a Gentleman: i. Prologue / The Education of a Gentleman, ii. Love At First Sight, iii. Letters from the Front, iv. Honourable Company (A March) 

Terminato il tribolato ma grandioso tour legato al progetto Works, il gruppo avrebbe gradito una pausa di qualche mese, ma il contratto con la Atlantic prevedeva un ulteriore album da studio così, dopo un meeting con i loro discografici, i tre furono convinti ad iniziare le fasi di preparazioni per il nuovo disco. Fu loro suggerito di seguire linee musicali più semplici da tramutare in brani che potessero essere trasmessi in radio. L’idea era quella di seguire il percorso intrapreso dai Genesis con And Then There Were Three, disco forse più accessibile e trainato da un singolo (molto bello) di facile impatto come Follow You Follow Me che portò l’album a risultati di vendita mai raggiunti prima, spingendo il gruppo nella top 20 americana.

L’idea non è che rendesse Emerson entusiasta, ma il dio delle tastiere finì per acconsentire viste anche le pressanti richieste di Lake circa una formula musicale più prossima al suo modo di scrivere e al tornare al concetto di gruppo in senso stretto. I tre si trasferirono alle Bahamas, a Nassau, e usufruirono dei Compass Point Studios, situati su di una spiaggia chiamata Love Beach.

Lake e Palmer fecero giusto in tempo a registrare le loro parti poi fuggirono via, il mood generale non era granché, lasciando a Emerson l’onere di finire, mixare e produrre l’album. Love Beach è un disco un po’ strambo, manca un minimo di filo conduttore, a un lato A pieno di canzoni segue un lato B immerso in un mondo musicale diverso, quello più vicino al passato del gruppo.

All I Want Is You potrà anche essere leggera nelle intenzioni ma il maestoso respiro degli ELP permea la composizione. Scritta da Lake e Sinfield, la canzone si basa sulla chitarra di Lake e su una melodia tutt’altro che banale. Ottima la batteria di Palmer e gli interventi alle tastiere di Emerson.

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Love Beach, sempre della coppia Lake/Sinfield, è anch’essa guidata dalla chitarra di Lake. L’aria da disimpegno persiste ma sotto sotto l’approccio ELP non manca. Taste Of My Love è un altro pezzo dal titolo discutibile ma è meno stupido di quel che sembri. Scritto sempre da Lake e Sinfield e con la chitarra ben presente, come i precedenti due contiene comunque il marchio di fabbrica degli ELP. Per The Gambler Emerson si aggiunge al songwriting. Un brano con accenti rock blues e tutto sommato per niente scadente. Contiene un assolo di Emerson e di nuovo un grande Carl Palmer. Il suono della batteria di quest’album è uno dei miei preferiti di sempre. Stucchevoli i cori femminili. Per For You si torna alla coppia di autori Lake/Sinfield. Un lenta e sofferta riflessione sul mal d’amore. La voce profonda di Lake scende potente su un arrangiamento costruito su chitarre e tastiere. Bel pezzo.

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Il lato B è guidato da Emerson. Canario è la versione del gruppo del 4# movimento del concerto per chitarra ed orchestra Fantasía para un gentilhombre del compositore spagnolo Joaquín Rodrigo Vidre. Il pezzo è magnifico così come l’interpretazione del gruppo in cui io da sempre sento echi della PFM, che i maestri si siano fatti influenzare dai loro allievi?

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Memoirs of an Officer and a Gentleman offre il fianco a chi critica questo album, una lunga suite (di 20 minuti) dedicata all’amore tra un soldato e la sua bella ambientato nella prima guerra mondiale dopo momenti un po’ frivoli  del lato A, non apparve il massimo della coerenza. Il testo, del solo Sinfield, sembra non sia esattamente un capolavoro, ma il contesto musicale regge alla grande. L’inizio con solo piano e voce sembra (ed è) il preludio di uno dei grandi momenti della band. L’entrata della batteria (con basso e tastiere) è di grande effetto. Ritorna poi il piano accompagnato dalla sola voce di Lake e la classe dei due si innalza di nuovo come se le difficoltà e i rapporti incrinati non esistessero. Risentire questa parte mi fa soffrire molto, l’assenza di Keith e Greg è un lutto che non riesco ad elaborare. La chitarra acustica di Lake entra e accompagna divinamente il piano. Altro istante altissimo. Rientra poi la batteria per un intermezzo strumentale con basso e tastiere, Carl Palmer è uno spettacolo, ma anche gli altri due non sono da meno. Occorre che ci si decida a considerare Memoirs Of An Officer And A Gentleman uno dei grandi momenti del gruppo. La marcetta finale scritta da Emerson è la degnissima conclusione di un brano che andrebbe dunque rivalutato e immortalato tra i grandi quadri da inserire nella esposizione dedicata alla storia di questo gruppo leggendario.

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La copertina ritrae i tre su di una isoletta dei Caraibi, in un posto chiamato Salt Cay. Più che un gruppo rock l’immagine data è quella di un gruppo che strizza l’occhio all’easy listening e alla disco di fine settanta. Emerson cercò di far cambiare copertina all’Atlantic, ma invano. Lo abbiamo sempre scritto qui sul blog, Love Beach è un album assai meno peggio di quel che si dica, un album che i critici “intelligentoni” adorano fare a pezzi, mentre tutto sommato è un disco onesto e perlomeno discreto partorito da un gruppo in un momento non entusiasmante. La copertina fu la principale responsabile del fallimento dell’album, lontana com’era dal mood del gruppo. Anche il titolo dato al disco contribuì a non invogliare all’acquisto i fan. Senza citare i soliti riferimenti che tutti fanno, proviamo ad immaginare un album della PFM del 1978 intitolato La Spiaggia Dell’Amore (Love Beach appunto) con in copertina musicisti come Flavio Premoli e Franco Mussida vestiti come l’Alan Sorrenti del periodo Figli Delle Stelle e ritratti al tramonto sulla spiaggia di Cesenatico. Avremmo comprato nel 1978 – nel pieno della nostra  missione rock – un album con quella veste? Fu la Atlantic ad insistere per foto e titolo (col beneplacito di Ahmet Ertegun), a volte gli uffici marketing e i massimi dirigenti vanno in totale confusione.

Love Beach fu pubblicato nel novembre del 1978 e, per quanto sia considerato un insuccesso,  nel gennaio del 1979 guadagnò comunque il disco d’oro in USA. Essendo un amante dei dischi “obliqui” ascolto sempre volentieri Love Beach. Si parlò di un ultimo tour da programmare nel 1979 come ultimo saluto ai fan, ma i tre musicisti non si accordarono sulla impostazione da dare alla cosa e tutto finì. Per me questo rimane un cruccio, perché fossero tornati in Italia nel 1979 oggi potrei dire di aver visto gli ELP negli anni settanta, una faccenda che sarebbe stata basilare per la mia crescita e la mia felicità.

Negli anni successivi Palmer entrò negli Asia, Lake fece uscire un paio di album solisti, mentre Emerson – dopo aver fatto uscire un buon album solista per una etichetta italiana (l’album Honky del 1981) scrisse alcune colonne sonore. Nel 1986 Emerson e Lake si misero con Cozy Powell, con il quale fecero un disco e relativo tour. Nel 1988 Emerson e Palmer formarono con Robert Berry il gruppo Three, anche in questo caso, disco e tour.

Remaster del 2017

PS: bene, tolti i panni del recensore più o meno razionale, posso dire che Love Beach per me è un album (quasi) bellissimo. Uno dei miei preferiti.

CD12 – Black Moon – [2017 RemasterTTT½

1. Black Moon 
2. Paper Blood 
3. Affairs of the Heart 
4. Romeo and Juliet
5. Farewell to Arms 
6. Changing States 
7. Burning Bridges 
8. Close to Home

9. Better Days

10. Footprints in the Snow 

Nel 1991 Phil Carson, ex direttore dell’Atlantic inglese mise in piedi l’etichetta Victory Records, contattò Emerson Lake And Palmer con la proposta di lavorare su di una colonna sonora, ma in realtà fu una scusa per far tornare insieme la band. Così infatti avvenne. Il gruppo iniziò a rielaborare alcuni pezzi che Keith aveva scritto e registrato sul finire degli anni ottanta. Black Moon e Paper Blood in fondo si assomigliano, sono tentativi del gruppo di restare al passo con i tempi per quanto riguarda suoni e arrangiamenti. Fu girato un video nella cave di Carrara che sancì ancora una volta il legame tra il gruppo e l’Italia.

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Affairs Of The Heart è una bella ballata che Lake sul finire degli anni ottanta scrisse e registrò durante alcune sedute che fece con Geoff Downes, Romeo and Juliet è la riuscita rilettura dell’omonimo pezzo di Sergei Prokofiev voluta da Emerson da sempre convinto delle similarità del pezzo con Purple Haze di Hendrix. Farewell To Arms è una solenne dichiarazione contro la guerra. Sul finale un nuovo grande inno scritto col moog

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Changing States è un veloce strumentale scritto da Emerson, a tratti è un po’ forzato ma l’incedere è notevole. Burning Bridges, scritto dal produttore del disco Mark Mancina, non lascia grandi ricordi, tipica traccia di rock classico anni novanta piuttosto inutile. Il quadretto pianistico Close To Home quieta gli animi e infonde la bellezza nel cuore di chi, come me, ama immensamente sentire Emerson suonare il piano. Better Days è costruita su di un riff simile a Immigrant Song dei Led Zeppelin. Brano inutile. Footprints In The Snow è il brano di Lake che chiude il disco, la chitarra acustica richiama quella di Lucky Man. Bel finale.

L’album non scosse le classifiche più di tanto, ma ricordo perfettamente che allora la reunion degli ELP fu una faccenda di alto profilo. Il tour che seguì fu importante, con il gruppo costretto ad aggiungere in alcuni casi altre date per far fronte alla richiesta. Personalmente ho ancora negli occhi il gruppo incorniciato nell’incanto della arena di Verona nel settembre del 1992.

Un paio di anni dopo Emerson iniziò ad avere problemi alla mano, e non fu mai più lo stesso.

Remaster del 2017

CD13 – In The Hot Seat – [2017 RemasterTT½

1. Hand of Truth 
2. Daddy 
3. One by One 
4. Heart On Ice 
5. Thin Line 
6. Man in the Long Black Coat 
7. Change 
8. Give Me a Reason to Stay
9. Gone Too Soon 
10. Street War 

Nel 1993 il gruppo si trova in studio per registrare di nuovo alcuni pezzi del passato per il cofanetto The Return Of The Manticore; una volta finiti la Victory li costringe a restare in studio per preparare un nuovo disco, l’input del produttore e dei discografici è netto: dovete fare un disco commerciale. L’etichetta sta per fallire, il secondo disco dei Tin Machine di Bowie non è nemmeno entrato nella Top 100 in America e anche Talk degli Yes fatica e finisce per vendere solo 300.000 copie in tutto i mondo, una cifra non esattamente soddisfacente per l’epoca. I tempi sono cambiati, gli anni novanta a quasi tutti i grandi gruppi del passato non hanno portato nulla di buono, quasi nessuno vende in modo consono, col grunge è cambiato il vento. Le imposizioni della etichetta si dimostreranno errate, il disco non entrerà nemmeno nella Top 200 americana; l’album oltre ad essere brutto non ha senso, il produttore Keith Olsen e la sua cricca impongono la loro collaborazione nel songwriting e il risultato è deprimente. A tutto questo vanno aggiunti i problemi alla mano destra di Emerson che nel mezzo delle registrazioni lo costringono ad operarsi, con conseguente riduzione della sua capacità tecnica.

Hand of Truth è composta da Emerson e Lake ed ha una lunga introduzione strumentale, è un brano tutto sommato brioso piuttosto anni novanta. Greg scrisse Daddy dopo aver guardato un programma della Tv americana dove si parlava della scomparsa di una bambina. Per quanto buone fossero le intenzioni e per quanto la canzone non sia poi malaccio, un brano del genere non può che portare con sé vibrazioni negative. One By One è una mediocrità scritta con l’aiuto di Olsen, Heart On Ice (Olsen – Lake) si basa sul quel genere radiofonico americano che vuole un pezzo lento e mediamente triste sostenuto da una batteria ben presente. Thin Line (Emerson, Olsen, Wray)è un pseudo classic rock americano degli anni novanta…una schifezza insomma. Man in the Long Black Coat è una cover di Bob Dylan di cui certo non si sentiva il bisogno, Change (Emerson, Lake, Olsen, Wray) è semplicemente un brutto pezzo mentre Give Me a Reason to Stay (S.Diamond, S.Lober) si fa perlomeno ascoltare pur essendo smaccatamente commerciale. Gone Too Soon (Wechsler, Lake, Wray) è invece un’altra schifezza e anche Street War (Emerson, Lake) non si discosta molto dal basso livello degli episodi peggiori del disco. Lake e Emerson erano evidentemente alla frutta.

Album senza nessuna velleità. Inutile aggiungere altro. Remaster del 2017.

CD14 – Live at Pocono International Raceway, USA 8th July 1972 – TTTTT

1. Hoedown (Live at Pocono International Raceway, Long Pond, PA, U.S.A., 9th July 1972)
2. Tarkus (Live at Pocono International Raceway, Long Pond, PA, U.S.A., 9th July 1972)
3. Take a Pebble (Live at Pocono International Raceway, Long Pond, PA, U.S.A., 9th July 1972)
4. Lucky Man (Live at Pocono International Raceway, Long Pond, PA, U.S.A., 9th July 1972)
5. Piano Improvisations (Live at Pocono International Raceway, Long Pond, PA, U.S.A., 9th July 1972)
6. Take a Pebble (Reprise; Live at Pocono International Raceway, Long Pond, PA, U.S.A., 9th July 1972)
7. Pictures At an Exhibition (Live at Pocono International Raceway, Long Pond, PA, U.S.A., 9th July 1972)
8. Blue Rondo a la Turk (Live at Pocono International Raceway, Long Pond, PA, U S A , 9th July 1972)

Nel luglio del 1972 si tenne in Pennsylvania un festival rock di grosse dimensioni, 200.000 persone si presentarono per vedere tra gli altri Cactus, Edgar Winter, ELP, Faces e Humble Pie. La situazione descritta nei resoconti dell’epoca è simile a ciò che successe a Woodstock tre anni prima, congestioni di traffico e tanta confusione, il tutto condito da un tempo inclemente. Pioggia e freddo turbarono la serata e la nottata, grossi ritardi sulla scaletta di marcia furono inevitabili, gli ELP salirono sul palco tra le 4 e le 5 del mattino.

La qualità delle performance live degli ELP è sempre di un livello impressionante e anche in questa occasione, seppur fosse quasi l’alba, il concerto è una meraviglia. Hoedown è la consueta e impeccabile festa. Rumori di sottofondo sono presenti nella registrazione, lo si capisce bene nella pausa tra un pezzo e l’altro e nei momenti dove la musica quasi si ferma, intendiamoci però: la registrazione è comunque ottima. Tarkus è magnifica. Nella prima parte dai microfoni arriva qualche accenno di fischio e di larsen. Il basso di Lake è ben presente e se lo si segue con attenzione si comprende benissimo che razza di bassista fosse, quando poi passa alla chitarra in Battlefield ci si bea anche della sua versatilità. Take a Pebble: dopo il primo cantato durante il primo spazio al piano di Emerson, Palmer (immagino) si aggiunge alle percussioni poi tutto si spegne per lasciare spazio a Lucky Man, versione corta con chitarra acustica, batteria e in sottofondo, molto in sottofondo, le tastiere di Emerson che sembrano non funzionare a dovere in quanto ad amplificazione.  Rientra in scena il re delle tastiere per le sue ineguagliabili Piano Improvisations. Minuti dove il genio del genere umano si manifesta. Il finale è un po’ improvvisato, infatti si sentono i ragazzi ridere tra di loro prima di tornare al tema di Take A Pebble. Il sound della batteria di Palmer mia piace proprio tanto; di solito in questi festival i suoni vanno un po’ a farsi benedire, ma qui tutto è quasi perfetto. L’attacco di Pictures At An Exhibition è carico di potenza, incredibile …sono le 5 del mattino, si è alzata la nebbia dopo la pioggia battente, e nonostante il gruppo abbia atteso ore interminabili nel tedio più snervante si presenta sul palco con quella “cazzimma”! Professionismo massimo. Intorno al minuto 7:00 le tastiere spariscono, devono essere intervenuti problemi all’impianto. Palmer si lancia in un assolo presto accompagnato da Lake al basso fino a che 90 secondi dopo the keyboards god riprende il suo lavoro. Dopo la sperimentazione, quando il gruppo torna al tema principale, il boato del pubblico (alle 5 di mattina) è tutto dire. Il gruppo saluta, ma il pubblico chiede ancora una razione di elpower. Dopo qualche schizzo musicale futurista a mo’ di introduzione arriva Blue Rondo a la Turk, la cover del Dave Brubeck Quarter che Emerson si portava dietro dal tempo dei Nice. E’ il siparietto in cui l’entertrainer Keith Emerson sale alla ribalta. C’è comunque anche spazio per Palmer, l’assolo di batteria in mezzo al pezzo dura 8 minuti. Ottimo concerto e ottimo disco bonus!

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CD15 – On The BBC (Whistle Test ’79 / Pop Goes Summer ’93) – TTT½

1. The Old Grey Whistle Test (First Broadcast On 23rd January 1979; Presented by Bob Harris;)
2. Pop Goes Summer, 1993 (First Broadcast On 16th September 1993; Band Interviews and Excerpts from the ‘Black Moon Tour’, Live At Arena di Verona, Italy, 26th September 1992;)

 

La traccia 1 del Cd contiene la trasmissione registrata nel 1977 ( e nel 1978) e andata in onda il 23/1/1979 della BBC “The Old Grey Whistle Test presentato da Bob Harris. Interviste a Emerson , Lake e Palmer e messa in onda di brani tratti dal concerto di Memphis del 20/11/1977.

Karn Evil e Watching You sono presentate in forma quasi completa, mentre Tank/Drums Solo è inframezzata dalle risposte di Lake e Palmer. La qualità è buona anche se c’è parecchia compressione, tipica delle riprese live poi passate in radio. Anche Tiger In The Spotlight è completa, così come Show Me The Way To Go Home. Personalmente amo moltissimo anche il tour 1977/78. C’è il sentore del sentimento che chiamo “orizzonti perduti”, quella foschia di decadenza e di incertezza musicale ma il gruppo suonava molto benee il pubblico era davvero caldo.

Bob Harris poi trasmise alcuni brani presi dall’ultra famoso concerto dello Stadio Olimpico di Montreal, lo show con l’orchestra che fu registrato professionalmente (ma è bene ricordare che diversi pezzi non poterono essere usati per il live In Concert uscito nel novembre 1979 a causa del mancato funzionamento di alcuni cavi responsabili di una cattiva registrazione). Per il pubblico inglese di quel gennaio fu senza dubbio una rivelazione poter ascoltare in anteprima gli ELP sospinti dall’orchestra in Piano Concerto e Pirates.

La traccia 2 invece è dedicata al reunion tour del 1992, nel dettaglio alla data di Verona del 26 settembre 1992, data a me molto cara visto che ero presente- nelle prime file – all’Arena. Sulle note di Romeo & Juliet Palmer parla del tour in Italia del 1972 e del fatto che suonare all’Arena di Verona è un gran cosa. Una volta partita Karn Evil ho avuto un momento di sbandamento, iniziarono con quella e ricordare quel magico momento di 25 anni fa della mia vita personale mi ha fatto venire la tremarella. Ad ogni modo la traccia si snoda alternando dichiarazioni dei tre moschettieri e spezzoni dei pezzi riportati nel retro copertina.

CD16 – Live at Waterloo Concert Field Stanhope NJ USA, 31st July 1992 – TTT½

1. Karn Evil 9 1st Impression Part 2 / Tarkus
2. Knife-Edge
3. Black Moon
4. From The Beginning
5. Affairs Of The Heart
6. Lucky Man
7. Fanfare For The Common Man / America / Blue Rondo a la Turk

Quello che nel tour del 1992 mi disturba maggiormente è il suono della batteria di Palmer, lo faceva anche allora figuriamoci oggi. Non è facile convivere con quel sound elettronico, ma occorre fare qualche sforzo anche perché pure le tastiere di Emerson sono vittima della modernità di quegli anni. Già, non siamo più negli anni settanta, bisogna calarsi in quel contesto dove musicalmente tutto doveva essere sopra le righe. Fatico molto, perché oltre al suono anche gli arrangiamenti di batteria mi paiono insopportabili soprattutto in Tarkus.

Nemmeno due minuti di Karn Evil 9 first impression part 2 e poi parte Tarkus (non riportata nel retro copertina) che sfocia in Knife Edge. Segue Black Moon, di nuovo la batteria sopra le righe. Il tour del 1992 andava documentato certo, ma un concerto del genere con queste sonorità per me è di difficile fruizione; meno male che arrivano From The Beginning (presentata in versione non completa) e Affairs Of The Heart a quietare il rumore della batteria. Il sottofondo di tastiere in quest’ultima è comunque molto suggestivo. Lake prova il livello delle spie e poi – insieme al gruppo – parte con Lucky Man. Greg incita Keith a replicare l’assolo che nella versione da studio è appannaggio della chitarra. Il pubblico si fa sentire durante l’introduzione di Fanfare For The Common Man. La performance è serrata. Quasi sette i minuti dedicati a omaggiare Aaron Copland, dopodiché di vira su America e quindi su Rondo. Buon concerto, ma come detto suoni spesso insopportabili.

CD17 – Live at Birmingham Symphony Hall, 27th November 1992 TTT½

1. Knife-Edge (Live At Birmingham Symphonic Hall, U.K., 27th November 1992)
2. Paper Blood (Live At Birmingham Symphonic Hall, U.K., 27th November 1992)
3. Close to Home (Live At Birmingham Symphonic Hall, U.K., 27th November 1992)
4. Creole Dance (Live At Birmingham Symphonic Hall, U.K., 27th November 1992)
5. From the Beginning (Live At Birmingham Symphonic Hall, U.K., 27th November 1992)
6. Pictures At an Exhibition (Live At Birmingham Symphonic Hall, U.K., 27th November 1992)
7. Fanfare for the Common Man (Live At Birmingham Symphonic Hall, U.K., 27th November 1992)

La fine dell’anno vede la band in giro per il Regno Unito. Il Cd parte con Knife Edge ma è chiaro che il dischetto non presenta il concerto nella sua interezza, si è evidentemente scelto di presentare nei due concerti del 1992 meno doppioni possibili. La voce di Lake è meno efficace che in altre occasioni. Paper Blood è uno dei brani su cui il gruppo puntava di quello che all’epoca era il nuovo disco. C’è anche Close To Home, delizioso quadretto pianistico di Emerson. Altro spazio emersoniano è Creole Dance di Ginastera. Il piano lascia il posto alla chitarra per From The Beginning a cui seguono 15 minuti di Pictures At An Exhibition. La chiusura è simile al concerto del New Jersey.

CD18 – Live at Élysée Montmartre, Paris, 2nd July 1997 – TTT½

1. Karn Evil 9 1st impression part 2
2.Tiger in a Spotlight
3. Hoedown
4. Touch and Go
5. From The Beginning
6. Knife-Edge
7. Bitches Crystal
8. Creole Dance
9. Honky Tonk Train Blues
10. Take A Pebble
11. Lucky Man
12. Tarkus
13. Pictures at an Exhibition (Medley)
14. 21st Century Schizoid Man / America

Per certi versi i tour degli anni novanta degli ELP mi ricordano quelli di Page e Plant, le prove sono buone, tutto è curato e professionale, ma manca quel furore dinamico, quello swing selvaggio degli anni settanta. Intendiamoci, è fisiologico, in più dobbiamo considerare che erano periodi difficili per i grandi gruppi e musicisti degli anni d’oro, ma è un aspetto che di certo si avverte. La batteria di Palmer nel 1997 aveva un sound più accettabile, dimenticati i fastidiosi suoni elettronici dei 4/5 anni precedenti, la batteria torna ad avere le vibrazioni (più o meno) giuste. Karn Evil 9 si sviluppa bene, Tiger In A Spotlight, pur non essendo un pezzo particolare è una boccata d’aria fresca per quanto riguarda la scaletta. Hoedown è come sempre decisa, con un Keith Emerson scatenato nell’intermezzo. Touch And Go è un brano da centurioni, quel riff di tastiere, quell’incedere sinfonico piuttosto coatto, ma il gruppo lo affronta dignitosamente. From The Beginning è suonata da tutta la band, versione piacevole, l’assolo di Keith nel finale si avvale di un suono non esattamente convincente. Knife Edge si mantiene su buoni livelli, idem per Bitches Crystal che mi pare uno dei momenti più alti del concerto. Lo spazio dedicato a Keith è composto da Creole Dance e Honky Tonk Train Blues, la prima col piano la seconda accompagnata da Lake e Palmer. Take A Pebble parte un poco incerta, il nuovo arrangiamento con le tastiere che ogni tanto affiancano il piano è quantomeno strano. Emerson poco preciso. Keith si rifà nelle piano improvisiations. Versione che non ingloba altri pezzi come succedeva in passato, infatti Lucky Man è proposta a parte e interpretata da tutta la band, finalmente con un moog col suono vincente. Tarkus presenta qualche variazione rispetto alla versione standard, come è logico che sia visto che siamo nel 1997; il brano è collegato a Pictures At An Exhibition, trasposizione abbreviata di circa di 10 minuti. Di nuovo Emerson un po’ incerto. Anche qui parecchie variazioni e novità. L’assolo di batteria di Palmer (non certo indimenticabile) è il collegamento all’ultimo pezzo: un breve assaggio di 21st Century Schizoid Man dei King Crimson e chiusura con America. 

Questa registrazione dovrebbe essere un semplice soundboard (un nastro registrato in diretta e preso dal mixer) dunque nessuna possibilità di regolare successivamente il livello e il suono degli strumenti, come si fa di solito per le registrazioni multitraccia usate per i dischi live ufficiali.

3LP Vinyl – ELP Live In Italy: Rome & Milan 1973TTTTT

(Live At Stadio Flaminio, Rome, Italy, May, 2nd 1973 and Velodromo Vigorelli, Milan, Italy, May 4th,1973)

LP 1
1. Tarkus (Live in Italy, Rome & Milan, May 1973)
2. Karn Evil 9 1st Impression, Pt. 1 / Karn Evil 9 1st Impression Pt. 2 (Live in Italy, Rome & Milan, May 1973)

LP 3
1. Pictures At an Exhibition (Live in Italy, Rome & Milan, May 1973)
2. Blue Rondo a la Turk (Live in Italy, Rome & Milan, 1973)

LP 2
1. Still…You Turn Me On (Live in Italy, Rome & Milan, May 1973)
2. Lucky Man (Live in Italy, Rome & Milan, May 1973)
3. Jazzy Jam (Live in Italy, Rome & Milan, May 1973)
4. Take a Pebble (Live in Italy, Rome & Milan, May 1973)
5. Hoedown (Live in Italy, Rome & Milan, May 1973)

LP 3
1. Pictures At an Exhibition (Live in Italy, Rome & Milan, May 1973)
2. Blue Rondo a la Turk (Live in Italy, Rome & Milan, 1973

Il quarto tour europeo degli ELP consistette in 22 concerti spesi tra il 30 marzo e il 4 maggio 1973. Le tre date italiane (oltre a Roma e Milano anche Bologna il 3 maggio) furono le ultime. La scaletta tipo era la seguente: Abaddon’s Bolero/Tarkus/Karn Evil 1st & 2nd impression/Jeremy Bender-The Sheriff/Take A Pebble-Still You Turn Me On-Lucky Man-Piano Improvisation-Take A Pebble/Hoedown/Pictures At An Exhibition/Toccata-Rondo. Le registrazioni multitraccia qui presentate su di un triplo long playing sono una testimonianza  fantastica della prima parte del tour del 1973, quello di Brain Salad Surgery, denominato “Get Me A Ladder Tour”. Da tenere presente che Brain Salad Surgery sarebbe uscito solo in novembre e che dunque i pezzi in esso contenuti presentati nel tour erano vere e proprie novità per il pubblico. E’ bene rimarcare inoltre che i due album precedenti, Tarkus e Trilogy, arrivarono al 1° e al 2° posto rispettivamente della classifica italiana. Gli ELP in quel momento erano veri e propri dei del rock. (Al Vigorelli di Milano il pubblico fu di tre volte superiore alle aspettative del promoter, si parla di 50.000 persone…siamo nel 1973! Quasi gli stessi numeri con cui il giorno dopo i Led Zeppelin a Tampa batterono il record di presenze dei Beatles con 56,500 spettatori).

La versione di Tarkus (Milano) è scatenata, veloce e mozzafiato. La senti in cuffia e ti chiedi che razza di band fosse. Pochi gruppi sapevano suonare in quel modo. Durante il momento dedicato a Epitaph dei KC i rumori di sottofondo di strumenti e amplificazioni sono notevoli. Karn Evil 9 first impression part 1 & 2  (Roma) conferma la, ehm,  prima impressione avuta, la performance del gruppo è impressionante. Leggera sbavatura di Lake alla chitarra alla fine della prima parte.

Still You Turn Me On (Milano) inizia con la fine della improvvisazione di Keith Emerson di Take a Pebble che vanno a perdersi nella chitarra acustica di Greg. Come sempre la prova di Lake è magica, peccato che la chitarra non sia perfettamente accordata e che anche qui rumori di sottofondo disturbino un po’ (sul finale Greg si lamenta pubblicamente al microfono). Facile intuire perché i concerti non siano stati presi in considerazione in passato per una uscita ufficiale. Come materiale bonus però sono ben più che accettabili. Per Lucky Man (Roma) Emerson accompagna al piano e Palmer al tamburello. La Jazzy Jam (Milano) è una delle magnifiche piano improvisation che prendevano forma all’interno di Take A Pebble. Personalmente in queste improvvisazioni mi perdo sempre con un piacere cosmico. Musica europea, jazz e blues si fondono e diventano un tutt’uno. Keith Emerson era davvero il numero uno in assoluto: tecnica, approccio, attacco, animo, sentimenti e, last but not least, doti compositive. Una leggenda. Quando entrano Lake e Palmer tutto vira sul jazz, ma di quel jazz di cui non si può fare a meno. Si arriva quindi al giro “rock and roll” che diventerà poi Tiger In A Spotlight. Pur mancando la prima parte, è presente il finale di Take A Pebble (Milano). Hoedown (Roma) è una bomba. Velocissima e irrefrenabile. Su una ritmica anfetaminica tastiere di ogni sorta sono suonate con una ferocia e con un controllo impressionanti. Ripeto: Keith Emerson in quel decennio era dio. Punto. (Ricordo che la Hoedown di Milano era già presente sul cofanetto From The Beginning e nel documentario Manticore).

Il lato 5 è dedicato a Pictures At An Exhibition (Roma). 22 minuti di omaggio vigoroso e universale a Modest Petrovich Mussorgsky. Il momento sperimentale di Emerson è simile a quello di Page degli anni d’oro con l’archetto di violino. Un armageddon musicale senza precedenti in quegli anni. Il pubblico è molto partecipe. Ad un certo punto inizia il coro “seduti seduti”, nessun si vuol perdere la performance di Keith. Rondo (Roma) inizia con l’assolo batteria di Palmer che include Toccata. Il sound della batteria di Carl è molto buono, come la sua prova.

Immagino che si sarebbe potuto pubblicare i concerti per intero (o anche solo uno dei due), ma chissà che in futuro prossimo non escano su cd in versione più o meno completa.

Seven-inch vinyl

1. Lucky Man (2017 Remastered Version)
2. Knife-Edge (2017 Remastered Version)

Seven-inch vinyl

1. Fanfare for the Common Man (2017 Remastered Version)
2. Brain Salad Surgery (2017 Remastered Version)

Blu-ray Audio

Emerson, Lake & Palmer (Steven Wilson 2012 mix in 24/48 Stereo and 5.1 surround)
1. The Barbarian (2012 5.1 Mix)
2. Take a Pebble (2012 5.1 Mix)
3. Knife-Edge (2012 5.1 Mix)
4. The Three Fates: Atropos (Piano Trio) [2012 5.1 Mix]
5. Rave Up (2012 5.1 Mix)
6. Lucky Man (2012 5.1 Mix)

Bonus Tracks
7. Promenade (High Res 2012 Stereo Mix)
8. Drum Solo (High Res 2012 Stereo Mix)
9. Take a Pebble (High Res 2012 Stereo Mix – Alternate Version)
10. Knife-Edge (High Res 2012 Stereo Mix – Alternate Version)
11. Lucky Man (High Res 2012 Stereo Mix – First Greg Lake Solo Version)
12. Lucky Man (High Res 2012 Stereo Mix – Alternate Version)

Tarkus (Steven Wilson 2012 mix in 24/48 Stereo and 5.1 surround)
13. Tarkus (i. Eruption, ii. Stones of Years, iii. Iconoclast, iv. Mass, v. Manticore, vi. Battlefield, vii. Aquatarkus; 2012 5.1 Mix)
14. Jeremy Bender (2012 5.1 Mix)
15. Bitches Crystal (2012 5.1 Mix)
16. The Only Way (Hymn) [2012 5.1 Mix]
17. Infinite Space (Conclusion) [2012 5.1 Mix]
18. A Time and a Place (2012 5.1 Mix)
19. Are You Ready Eddy? (2012 5.1 Mix)
20. Oh, My Father (2012 5.1 Mix)

Bonus Tracks
21. Unknown Ballad (2012 Stereo Mix)
22. Mass (Alternate Take; 2012 Stereo Mix)

Trilogy (Jakko M Jakszyk 2015 mix in 24/96 Stereo and 5.1 surround)
23. The Endless Enigma, Pt. One (Mix)
24. Fugue (Mix)
25. The Endless Enigma, Pt. Two (Mix)
26. From the Beginning (Mix)
27. The Sheriff (Mix)
28. Hoedown (Mix)
29. Trilogy (Mix)
30. Living Sin (Mix)

Bonus Tracks
31. Abaddon’s Bolero (Mix)
32. From the Beginning (Alt Version)

Brain Salad Surgery (Jakko M Jakszyk 2014 mix in 24/96 Stereo and 5.1 surround)
33. Jerusalem
34. Toccata
35. Still… You Turn Me On
36. Benny The Bouncer
37. Karn Evil 9 1st Impression, Pt. I
38. Karn Evil 9 1st Impression, Pt. 2
39. Karn Evil 9 2nd Impression
40. Karn Evil 9 3rd Impression

 

ELP A Fanfare 1970-1997

Nel cofanetto anche il bluray con i remix stereo e 5.1 surrond dei primi 4 dischi da studio.

◊ ◊ ◊

Per qui pochi che sono arrivati alla fine dirò che è stato un gran piacere ascoltare di nuovo tutta la discografia degli ELP e ampliare l’esperienza con il materiale dal vivo qui allegato, ed è stato bello poterne parlare; spero che qualcuno di voi abbia apprezzato o si sia incuriosito quel tanto che basta da provare un primo contatto con questa band inarrivabile. Di tutti i gruppi catalogati come prog gli ELP sono da considerarsi i più rock, quel loro inimitabile impeto primordiale che ha sempre caratterizzato il loro approccio anche nelle proposte più sofisticate non lascia spazio a dubbi. Gruppi così temo non nasceranno più. ELP o muerte.

(broken)ENGLISH

We take the opportunity of the recent release of this box set to review the discography of a group that we really love here on the blog.

I have read criticisms about this box and even some of my friends have told me that they are not satisfied with the BMG release. But I’m enthusiastic. It’s true, with the various labels changes in recent years the official records of the ELP have been republished many times, too many times, but if you decide to make a box like this you have to include all the official albums, for me indeed it is a pity that it was not included also 1979’s In Concert (live album recorded in 1977 in Montreal 177 with the orchestra, then repackaged as Works Live in the following years). The bonus material in any case is excellent and in addition to it there are also a couple of singles and a nice booklet.

CD1  – Emerson, Lake & Palmer (1970) [2012 Remaster] – TTTTT

1. The Barbarian 
2. Take a Pebble
3. Knife-Edge (2
4. The Three Fates (i) Clotho ii) Lachesis iii) Atropos) 
5. Tank 
6. Lucky Man

Recently my young friend Marco Priulla – author of some musical books – has defined the first album of the ELP “boundless magic, poetry of the air, architecture of the imagination”. Yeah, that’s what this is about. Skimmed the first series of drives with their previous groups (Nice, King Crimson, Atomic Rooster) the three, although very young, are able to produce a record already mature, complete, defined. The Barbarian is a transposition of Allegro Barbaro di Bartòk preceded and closed by electric clamors of hendrixian derivation. Take A Pebble is a poetic prodigy, piano, melodies, instrumental passages, lyrics… contemporary music at the highest levels.

Just take a pebble and cast it to the sea,
Then watch the ripples that unfold into me
My face spills so gently into your eyes
Disturbing the waters of our lives

Shreds of our memories are lying on your grass
Wounded words of laughter are graveyards of the past
Photographs are grey and torn, scattered in your fields
Letters of your memories are not real

Wear sadness on your shoulders like a worn-out overcoat
In pockets creased and tattered hang the rags of your hopes
The daybreak is your midnight, the colours have all died
Disturbing the waters of our lives,
Of our lives, of our lives, lives, lives, lives
Of our lives

◊ ◊ ◊

◊ ◊ ◊

Knife Edge is built on the Janáček Sinfonietta from which it then moves away to make room for Allemande from Bach‘s French Suite In D minor BWV812. Many groups were inspired by old blues while ELP developed themes of classical (and contemporary) music of the great composers. The Three Fates is a song divided into three movements entitled to Greek mythology, pipe organ and piano exchange the spotlight, towards the endPalmer accompanies Emerson, the time signature held by the two is difficult to decipher, as well the daring musical expressions. Tank is built on Emerson’s clavinet and on the back and forth between Emerson-Lake and Palmer. Tank contains the inevitable drum solo and in the end the riff by the  moog and clavinet famous for italians of my generation because it was chosen by Rai (Italian national TV) inf those years as the theme song of the news program “Stasera G7”. Lucky Man is the last track and the most famous ballad of the group. Needless to say anything more for a song so legendary, just few words – without wanting to take anything away from Lake’s credits – about the historical moog solo of Emerson in the finale, a moog solo was never immortalized better than this in the history of mankind (and they say it was just a trial/warm up take for Keith Emerson ).

◊ ◊ ◊

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The cover is the work of the British artist Nic Dartnell. The album went in the top 5 in the UK and the top 20 in the US. 20th in Italy. 2012 remaster.

CD2 – Tarkus (1971) [2012 Remaster] – TTTT

1. Tarkus (i. Eruption, ii. Stones of Years, iii. Iconoclast, iv. Mass, v. Manticore, vi. Battlefield, vii. Aquatarkus)
2. Jeremy Bender 
3. Bitches Crystal 
4. The Only Way (Hymn) 
5. Infinite Space (Conclusion) 
6. A Time and a Place 
7. Are You Ready Eddy? 


From a 2012 article taken from the blog:

https://timtirelli.com/2012/10/08/riletture-emerson-lake-palmer-tarkus-island-records-1971-tttt/

The 20 minutes of Tarkus are divided into 7 sections:

A) Eruption: a schizoid 5/with a riff and a magnificent overview

B) Stone Of Years: leave the frenzy behind and lean on a majestic melody in pure ELP style rocked by the “wind of time”.

C) Iconoclast: a frightening minute of iconoclastic fury, in fact.

D) Mass: another riff that interweaves with the texture, the intermezzo with the organ that tries to break up the rhythm; the electric guitar fits on a context of controlled confusion.

E) Manticore: another rather complicated section; a blow and an answer between the riff and Emerson, who with his left hand holds a musical figure of his and with the right hand  plays in his unque magnificent style.

D) The Batterfield: everything becomes more epic … again the beautiful voice of Lake crossed by sinister nuances. The acoustic guitar accompanies an almost psychedelic lead guitar.

F) Acquatarkus: instrumental closure of the suite, following, for the last wing shots, the initial riff.

Jeremy Bender is a Western-like picture, one of those I like so much. The detachment of the atmosphere with the TARKUS suite is remarkable … a bit ‘of lightness after violent musical storms. With Bitches Crystal we return to the territories that are in line with the main mood of this second album by Elp. Frantic and constant instrumental riffs to which Lake’s voice responds. Emerson’s solo on the piano is beautiful. The Only Way (Hym), set on the Toccata E Fuga in F Major BWN 540 by Bach, is an impressive and sublime moment. Still sinister nuances in Lake’s voice. Lyrics with a dark irony on religious themes.

Infinite Space is a modest instrumental, it seems a filler, with improvisations on a somewhat monotonous riff. Of course, however, when Emerson plays the piano, there are still deep vibrations. A Time And A Space is another song not particularly interesting while keeping in line with the tenor and the thickness of the album. Are You Ready Eddie is a playful moment dedicated to the sound engineer Eddie Offord. An extravagant rock and roll piano moment I’ve always found funny, based on The Girl Can not Help It written in 1956 by Bobby Troup and sung originally by Little Richard.

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Tarkus is a complex album, difficult, rich and pulsating, conceived in the heart of the most extraordinary period for the music of mankind by three young English guys in a moment of creative ecstasy.

William Neat and David Herbet, graphic designer of those days, had prepared a sketch with an armadillo for the cover of another group that did not like it. The sketch was noticed by Keith Emerson who said he was enthusiastic about it, the idea was developed and the armadillo/tank became a staple of the band’s iconography.

The record went n.1 in the United Kingdom and Italy charts, top 10 in USA and in the other countries of Europe. 2012 remaster.

CD3 – Pictures At An Exhibition (1971) (Live At Newcastle City Hall, 26.3.71)[2016 Remaster] – TTTT

1. Promenade 
2. The Gnome 
3. Promenade 
4. The Sage 
5. The Old Castle 
6. Blues Variation 
7. Promenade 
8. The Hut of Baba Yaga 
9. The Curse of Baba Yaga 
10. The Hut of Baba Yaga 
11. The Great Gates of Kiev 
12. Nutrocker 

The idea of ​​making his own version of Modest Musorgsky’s Pictures At An Exposition came to Emerson after attending a concerto of the piano composition with orchestral arrangements by Maurice Ravel. Lake and Palmer accepted willingly. The group began working on it from the very first days of its formation. Given the length of the suite they avoided to record it during the session for the first album but the idea of ​​putting it on disc remained. On December 9, 1970, they filmed their version of Pictures At An Exhibition  at London Lyceum Theater, the show was a success, the band sounded great but due to annoying background noise due to technical problems the recording was deemed unusable, however the video of it was broadcast by BBC (now available on DVD). The footage for the most part is not enjoyable due to the psychedelic effects added, but the part we can enjoy (the pure live footage) shows the greatness of the performance.

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Thanks to the progress of the technology, the audio of the December 9th 1970 show was officially published in 2007 in the box set From The Begininng and also in the bonus cd of the 2008 deluxe edition of the album.

The famous recording however is the one that took place at the City Hall in Newcastle on March 26, 1971. The group arrived in the morning at City Hall and tried several times the suite just to make it clear to all the technicians what they had to expect, nobody wanted problems during the evening recording. The reliable Eddie Offord was chosen as a sound engineer.

We have written several times here on the blog that the combination of classical music and rock bands is often synonymous of ostentation for its own sake, a kitsch affair, almost no one has managed to be credible in the revival of classical themes in rock. Almost none, in fact, because if there was a band able to make this relationship credible is Emerson Lake & Palmer.

The majestic introduction of the organ of Promenade promises great things, all maintained. The Gnome immediately makes clear the tenor of the rock arrangement and the ability of the group. Then we return to Promenade with the clear voice og Greg Lake. The Sage is one of the original moments added and written by the group. Only Lake with the acoustic guitar and his voice, simply divine.

The Old Castle is distorted from the original, Palmer and Lake hold the Tank base while Emerson does everything to make the piano melody unrecognizable. Everything then flows into Blues Variation, a blues driven fast number written by the group with a great work of Emerson on organ pushed by the usual magnificent rhythm section. After that back then to the theme of Promenade, followed by The Hut Of Baba Yaga, another portentous instrumental. The Curse Of Baba Yaga is a musical supplement from judgment day written by the group. The bass guitar riff at minute 0:53 bass guitar riff is heroic, Lake vocals demoniac, the keyboard orgy scary. They returns to The Hut Of Baba Yaga to merge into the solemn The Great Gates Of Kiev, to which the group adds lyrics. Magniloquent conclusion.

Come forth, from love’s pyre
Born in life’s fire,
Born in life’s fire
Come forth, from love’s pyre
In the burning, of our yearning
For life to be
And in pain there will (must) be gain
New Life!Stirring in salty streams
And dark hidden seams
Where the fossil sun gleamsThey were, sent from (to) the gates
Ride the tides of fate
Ride the tides of fate
They were, sent from (to) the gates
In the burning of our yearning
For life to be

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Closes the disc a hilarious and furious version of Nut Rocker, an adaptation of the Tchaikovsky  march arranged in 1962 by Kim Fowley, producer of the single that in that year went N.1 in United Kingdom and Top 30 in USA.

Cover commissioned to William Neal. PAAE went N.3 in UK ranking, N.5 In Italy and reached the Top 10 in the US and in the major European countries. 2016 remaster.

CD4 – Trilogy (1972) [2015 Remaster] – TTTTT

1. The Endless Enigma, Pt. 1 
2. Fugue 
3. The Endless Enigma, Pt. Two
4. From the Beginning
5. The Sheriff 
6. Hoedown 
7. Trilogy 
8. Living Sin
9. Abaddon’s Bolero

Trilogy is perhaps the most melodic record of the group’s magical period, and it was Lake’s favorite. The Production (courtesy of Lake) is impeccable, with a great drums sound among all the other great things. The album is of an amazing beauty, it’s full of melodies but never sinks in romantic nonsense, in molasses, the melodic concept is devoid of formulas for wussy-pussy, this aspect here is intense, manly, virile, even when it is little more than a whisper. The Endless Enigma, Pt. 1 is a marvel, the chase between organ and bass, the bass drum trick, the great vocals of Lake ...

 Please, please, please open their eyes
Please, please, please don’t give me lies

Emerson’s Fugue is one of the musical passages I love the most in the world. Just Keith and his piano, sometimes accompanied by the bass. The 15 seconds between minute 1:40 and minute 1:55 touch my soul as only a few other musical moments can do. I shiver, I tremble, I am a prey to a mystical fervor, Emerson is my pastor…. The Endless Enigma, Pt. 2 closes this mini suite of 11 minutes. From the Beginning is one of the beautiful ballads that Lake wrote for the group, one of the three most beautiful. Again, great solo by Emerson in the final part of the track.

The Sheriff is a great mixture, a strange way of reconciling western paintings and great Euro-American music. A triumph.

We already wrote about Hoedown in 2014. The piece is a cover of the 1942 homonymous piece by the contemporary composer Aaron Copland, which in turn was inspired by a piece from 1892 which then took different paths.

McLEOD’S REEL – 1700 circa scottish traditional. 

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BONYPARTE aka BONAPARTE’S RETREAT  (Bonyparte was the name of a race horse) – William Hamilton Stepp 1937 (recorded by Alan Lomax)

(probably written in 1892 by James Thornton under the name O’BRIEN’S HORSE, BONYPARTE)

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HOE-DOWN from RODEO – Aaron Copland 1942

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HOEDOWN  – Emerson Lake & Palmer 1972

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Trilogy starts softly with Keith’s piano and Greg’s chant, then from minute 3:00 it becomes a hard song built on a tenacious riff that then turns into articulate variations. Living Sin is a bit ‘demonic while Abaddon’s Bolero is a sinuous and very successful bolero.

The album went in the American top 5, N.2 in Italy and in the UK and in the top 5 of all the main European countries. Artwork by Hipgnosis , depicting the busts of the three musicians and, in the inner section, the three portraits in Epping forest in the North East London. 2015 remaster.

CD5 – Brain Salad Surgery (1973) [2014 Remaster] – TTTTT

This is the album with which I was initiated at ELP. I will never forget the impact of the visual, of the music connected to it and of the packaging of the artwork had on the formation of the teenager I was. It opened doors that I did not even think they could exist. BSS is a strong, not easy, even disturbing record, a musical cathedral where the music winds through shadows, fears and reflections of the universe. In other words, a work worthy of this name.

1. Jerusalem 
2. Toccata 
3. Still…You Turn Me On 
4. Benny the Bouncer 
5. Karn Evil 9 1st Impression, Pt. 1 
6. Karn Evil 9 1st Impression, Pt. 2
7. Karn Evil 9 2nd Impression 
8. Karn Evil 9 3rd Impression 

It is well known to those who are interested in this group and those who love to deepen their musical knowledge that Jerusalem is the setting in music by the English composer Hubert Parry of a poem by William Blake, painter and poet of Perfidious Albion. Over the years Jerusalem became a clear patriotic anthem for the English, as important as the national anthem God Save The Queen. The Elp give it a fluid and vibrant version.

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Toccata is a revisitation of the 1st piano concerto, 4th movement by the Argentine composer Alberto Ginastera, a piece that Emerson had in his head for a while. An instrumental that boils with musical magma. Keith Emerson’s demonic keyboards, Palmer’s electronically-treated drums and Lake’s pulsating bass. Music for strong hearts.

Still … You Turn Me On for me is Lake’s finest ballad. Greg’s typical arpeggio mode, the voice more painful than usual, the keyboards that make the atmosphere a fairytale.

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Benny the Bouncer is another moment of extraordinary madness, an interval that tastes of western music and saloon fights. For me the Elp are also these, surprising and irresistible when struggling with American music. Karn Evil 9 is a 30-minute suite. In the LP it was divided between the last part of side A and the side B. Ardite keyboard architectures, articulated musical sections, rich compositional cues. The 1st Impression, Pt. 2 is one of the group’s most classic and well-known musical moments.

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The 2nd Impression is built on the pianoand is also very suggestive.

BBS went N.2 in UK Charts and in the Top 10 of USA and Italy. It is well known that with this studio album the most fruitful and fertile period of the Emerson Lake And Palmer ended. Magnificent and gothic is the cover by HR Giger. For those who do not know, Brain Salad Surgery is a slang (from New Orleans, see Dr John) which means fellatio. And in fact under the chin of the biomechanical woman created by Giger a penis was planned which was then blended into a stream of light. The title in principle seemed to be “Whip Some Skull On Ya”, with the same meaning of the final title. In conclusion, one of the masterpieces of rock music. 2014 remaster.

CD6 &7 – Welcome Back, My Friends, to the Show That Never Ends ~ Ladies and Gentlemen ELP (1974) [2014 Remaster– TTTT

1. Hoedown 
2. Jerusalem 
3. Toccata (An Adaption of Ginastera’s ‘1st Piano Concerto, 4th Movement)
4. Tarkus (i. Eruption, ii. Stones of Years’ iii. Iconoclast, iv. Mass, v. Manticore, vi. Battlefield (including Epitaph), vii. Aquatarkus)
5. Take a Pebble (Including Still You Turn Me On and Lucky Man)

1. Piano Improvisations (Including Friedrich Gulda’s Fugue and Joe Sullivan’s Little Rock Getaway)
2. Take a Pebble (Conclusion) 
3. Jeremy Bender / The Sheriff 
4. Karn Evil 9 (i. 1st Impression, ii. 2nd Impression, iii. 3rd Impression)

Convention Center, Anaheim, February 10, 1974, the group uses the staff of Wally Heider Studios in Los Angeles to record the concert that will end (not all though) on the triple LP Welcome Back, My Friends to the Show That Never Ends ~ Ladies and Gentlemen ELP. It is known that the group also played Pictures At An Exhibition but unfortunately it seems that the recording was lost in a way or another. The group starts with the usual furious version of Hoedown, the guys are fit and well oiled and you feel it. The pace slows down a bit with Jerusalem but the intensity remains high. The voice of Lake is so rotund and powerful to enchant. The drums full effects distinguish Toccata. With Tarkus the journey begins in odd time signatures and in the sumptuous musical digressions. Greg’s voice is still magnificent in Take A Pebble which also includes Still You Turn Me On, Lucky Man and the Piano Improvisations. The two songs of Lake with the acoustic guitar are as always special. Singing two ballads with only one guitar in front of 22,000 people in the middle of a musical hurricane is not a job for everyone, but Greg manages to be followed closely. A bit annoying is the background noise that at times alters the recording. In the end the sound technicians of the Wally Heider Studios did not an very good job. The Piano Improvisations are spectacular, as always. When Emerson plays the piano that way it seems to be one step away from the answers to the questions inherent in metaphysics. The finale is simply superlative. The fast walking bass of Lake, the rhythmic counterpoints of Palmer and the music that comes out of the piano, a marvelous hybrid of jazz, blues, rock and roll and Emersonian art. The final part of Take A Pebble then ends the piece.

Jeremy Bender / The Sheriff are proposed in a sort of medley. A moment of melodic synthesis that descends from the heights of a sort of Western-European Olympus.

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The long time dedicated to Karn Evil 9 (complete with a drum solo) impresses: 35 minutes of challenging music and full of variations played with a precision that baffles. Not every 1970s groups had great musical skills, and perhaps none like this, but it is undoubted that never a decade was more important and fruitful than that in the field of music in the history of this small planet suspended in the universe.

Cover without infamy and without praise. The triple album arrived in the top 5 USA and in the TOP 10 of UK, Italy, Austria and Canada. 2017 remaster.

CD8 & CD9 – Works Volume 1 [2017 Remaster– TTTT

1. Piano Concerto No. 1 (i. 1st Movement: Allegro Giojoso; ii. 2nd Movement: Andante Molto Cantabile; iii. 3rd Movement: Toccata Con Fuoco;)
2. Lend Your Love to Me Tonight 
3. C’est La Vie
4. Hallowed Be Thy Name 
5. Nobody Loves You Like I Do 
6. Closer to Believing 

1. The Enemy God Dances With the Black Spirits 
2. L.A. Nights 
3. New Orleans 
4. Two Part Invention in D Minor 
5. Food for Your Soul 
6. Tank 
7. Fanfare for the Common Man 
8. Pirates 

With the triple album live we talked about above, the golden age of the ELP closes. The choices made from 1975 onwards are somewhat questionable. Emerson dictates that next album and tour shall be tackled with the aid of an orchestra, Lake does not believe it’s a good idea, as fearful as he is to lose the sense and unity of the group, the rock approach, the very essence of the Emerson Lake & Palmer. Emerson is adamant, beyond the ego are the composer’s itching to dictate the path. In the end Lake accepts. Works is conceived as a double album with one side for each musician and the fourth dedicated to the group. Before its publication two very succesful sinlges come out: I Believe In Father Christmas by Greg Lake and Honky Tonk Train Blues by Keith Emerson.

It was really a risky move to release in 1977, with Punk and Discomusic rising (at least in Europe), a double record with a piano concerto of over 18 minutes, five pieces of Lake one after the other and one whole side dedicate to a drummer. Works behaved well in the charts but it is undoubted that it sold less than the previous ones and what everyone expected.

However, the album contains monumental pieces, an undeniable compositional richness and a fascinating touch of grandeur. Piano Concerto No. 1 is amazing, three movements of absolute piano genius. It will be because I am a big Keith Emerson fan, it will be because hearing him play the piano is one of the most beautiful feelings I experience in this life, but I consider Concerto one of the best moments composed by a rock musician. Piano whispers alternated by intricate piano passages driven by the majestic breath of the orchestra. Lend Your Love to Me Tonight is a good ballad played on the not very successful relationship between rock group and orchestra. C’est La Vie is in pure Greg Lake style with that arpeggio way typical of the Dorset giant. It was released as a single but did not get the desired success although it received great applause every time it was proposed live. In his recent biography, Lake writes that it was Keith Emerson who played the legendary accordion passage, but several times Emerson himself said that it was a session man and not him to record the accordion interlude, an intermezzo he himself suggested to Lake. Hallowed Be Thy Name has a more sustained rhythm, it is a not bad piece but really nothing special just like Nobody Loves You Like I Do. Closer to Believing, on the other hand, is a piece of a superior level that benefits from the contribution of the orchestra, at the same time reserved and impressive. This song to me had the Greg Lake’s touch from his days in King Crimson.

The side dedicated to Palmer begins with The Enemy God Dances With the Black Spirits which is a pretty good reading – in the ELP style – of the second movement of Prokofiev‘s Scythian Suite. L.A. Nights is recorded with Emerson on keyboards and Joe Walsh on guitar. It starts with a kind of jazz rock funk that turns into a rock swing led by Walsh’s slide guitar. New Orleans tries to recreate the creole vibrations of the French Quarter. On bass the great Colin Hodgkinson, on sax Ron Aspery (both from the jazz rock band Back Door) and on guitar Snuffy Walden. Two Part Invention in D Minor is an exercise on a theme of Bach. Food For Your Soul is between jazz and Big Band, while Tank is the revival of the piece taken from the first album. The arrangement built with the orchestra is rather interesting.

The ELPs as a group finally appear on the fourth side with two important pieces. Fanfare for the Common Man is their version of the piece that Aaron Copland wrote in 1943 and it was Lake who launched the idea. Almost 10 minutes of mighty ride through the immense prairies of great American contemporary music. Emerson readjusted the main theme for the use with bass and drums and in the central part he let himself go improvising on that stubborn rhythm. An edited version was published as a single that reached the No. 2 position in the UK charts.

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Pirates was born as a solo project by Emerson for use as a soundtrack for a film then set aside; so Emerson got Greg hear the piece. Lake and Pete Sinfield worked on the melody and lyrics that focused on the theme of pirates. The choice was spot on, just listen to the long introductory part to imagine galleons plowing the horizon of the seas. With this piece the group showed that they could still write superlative music together. Everything works: Keith’s keyboards, the orchestra, Greg’s bass, Carl’s drums, the beautiful voice of Lake and the evocative lyrics

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Easy to reflect on the fact that with these two final songs combined with the best moments contained in the three previous sides they could have created a single album more consistent and impactful, but the story as we know it went differently and you just have to enjoy an album that albeit a bit fragmented remains very good.

Works reached the Top 10 and the Top 20 in Europe and North America, in Italy it climbed up to the Top 5. Simple but equally elegant and functional  the cover, as well as the title, but certainly out of sync with the mood of the times. Remaster of 2017.

CD10 – Works Volume 2 [2017 Remaster– TTT½

1. Tiger in a Spotlight 
2. When the Apple Blossoms Bloom in the Windmills of Your Mind I’ll Be Your Valentine 
3. Bullfrog 
4. Brain Salad Surgery 
5. Barrelhouse Shake-Down 
6. Watching Over You 
7. So Far to Fall 
8. Maple Leaf Rag 
9. I Believe in Father Christmas 
11. Honky Tonk Train Blues 
12. Show Me the Way to Go Home

Because of the big problems and the high costs of the 1977 tour with the orchestra the group between the end of 1977 and March 1978 undertook a new tour – as a trio – to reimburse the expenses and in November 1977 published Works Volume 2 with the same intent . For many it was a half disappointment, after a project perhaps not very focused but impressive as Works Volume 1, to bring out a collection of outtakes of previous albums and singles released by Emerson and Lake did not seem a great move. Today it is an album that can be reevaluated without too many problems, it is fragmented, but the variety proposed and the goodness of some moments make it a record of a certain thickness.

The new pieces were two, So far To Fall and Show Me The Way To Go Home. The first is a composition by Emerson, Lake and Sinfield, a slightly schizoid swing with a good work of the orchestra, if we listen to it with attention it acquires more value than you might think, the second is the reworking of an old 1925 son written by “Irving King” (pseudonym of the duo of songwriters Reginald Connelly and Jimmy Campbell). The beginning is an affair between Emerson’s piano and Lake’s voice, then the London Symphony Orchestra and the group enter into the picture. Very nice. These two pieces could have appeared in the fourth side of Works Volume 1 if “Fanfare For The Common Man” had been downgraded and not judged suitable (and therefore relegated to Works Volume 2) as it seemed at first. Tiger in a Spotlight was released as a single in 1977 but was recorded during the Brian Salad Surgery sessions. It is said that it would have been included in the album if Ginastera had not given permission for Toccata.

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When the Apple Blossoms is also from the sessions for Brian Salad Surgery, it is a less useless instrumental than it seems. Bullfrog is an outtake of the Works recording sessions of Palmer with the help of the Back Door members, Ron Aspery (sax and flute) and Colin Hodgkinson (bass); the track presents also a keyboards overdub most likely by Emerson. Brain Salad Surgery is the third song from the 1973 sessions to be included. Barrelhouse Shake-Down is a great honky-tonk written by Emerson that appeared for the first time as the B side of the single Honky Tonk Train Blues. For those of my generation it was a very important single because it became the TV theme of the very successful italian program “Odeon”. Honky Tonk Train Blues is ajust wonderful. We talked about it here on the blog a couple of years ago:

https://timtirelli.com/2016/03/14/addio-a-keith-emerson/

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Watching Over You is the sweet lullaby that Greg wrote for his daughter, while I Believe in Father Christmas is the version of the group of the very lucky single by Lake, a version that I prefer to the original one with the orchestra. Also Maple Leaf Rag became the TV Theme of  Odeon TV program and also it was a very successful single here in Italy.

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Works volume 2 however became a gold record in the US (it entered the Top 40) while in the UK it reached the Top 20. 2017 Remaster.

CD11 – Love Beach [2017 Remaster– TTT½

1. All I Want Is You
2. Love Beach 
3. Taste of My Love 
4. The Gambler 
5. For You 
6. Canario 
7. Memoirs of an Officer and a Gentleman: i. Prologue / The Education of a Gentleman, ii. Love At First Sight, iii. Letters from the Front, iv. Honourable Company (A March) 

After the troubled but grandiose tour linked to the Works project, the group would have prefered a few months’ break, but the contract with Atlantic consisted of a further studio album so, after a meeting with their record label managers, the three were convinced to start the preparation steps for the new record. They were suggested to follow simpler lines of music to be turned into songs that could be broadcast on the radio. The idea was to follow the path taken by Genesis with And Then There Were Three, a more accessible album driven by a (very nice) single called Follow You Follow Me that brought the record to sales results never reached before, pushing the group into the American top 20.

Emerson was not enthusiastic at the idea, but the god of keyboards ended up acquiescing, also considering Lake’s pressing requests for a musical formula closest to his way of writing and to return to the concept of group in the strict sense. The three, however, moved to the Bahamas, Nassau, and they started the recording at Compass Point Studios, located on a beach called Love Beach.

Lake and Palmer did their parts then ran away since the general mood was not much, leaving Emerson the burden of finishing, mixing and producing the album. Love Beach is a work a bit ‘weird, lacking a minimum of common thread, with side A full of “easy”songs and side B immersed in a different musical world, the one closest to the group’s past.

All I Want Is You can be light in intentions but the majestic breath of the ELP permeates the composition anyway. Written by Lake and Sinfield, the song is based on Lake’s guitar and an all but trivial melody. Palmer and Emerson do a great job on drums and on keyboards.

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Love Beach, by Lake & Sinfield, is also driven by Lake’s guitar. The light air persists but the ELP approach is still evident. Taste Of My Love is another piece with a dubious title but it is less stupid than it seems. Written by Lake and Sinfield and with the guitar well present, as the previous two still contains the trademark of the ELP. For The Gambler Emerson joins in the songwriting. It’s a song with rock blues accents and all in all it’s not bad. It contains a solo by Emerson and again a great job by Carl Palmer. The sound of this album’s drums is one of my favorites of all time. The backing vocals by the girls are soppy. For You (Lake/Sinfield) is a slow and painful reflection about love affairs. The deep voice of Lake lays down full of power on an arrangement built on guitars and keyboards. Nice piece.

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Side B is led by Emerson. Canario is the version of the group of the 4 # movement of the concerto for guitar and orchestra Fantasía para un gentilhombre by the Spanish composer Joaquín Rodrigo Vidre. The piece is magnificent as well as the interpretation of the group in which I have always found some suggestion typical of PFM; were the masters influenced by their pupils?

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Memoirs of an Officer and a Gentleman exposed the album to criticism: a long suite (20 minutes) dedicated to the love between a soldier and his girlfriend set in the First World War after the “frivolous” moments of side A seemed not exactly appropriate. The lyrics by Sinfield do not seem to be a masterpiece, but the musical context holds great. The beginning with only piano and voice seems (and is) the prelude to one of the great moments of the band. The entry of the drums (along with bass and keyboards) is impressive. Then we have again a piano and voice section and the class of the two rises again as if the difficulties and rough relationships did not exist. Listening again to this part makes me suffer a lot, the absence of Keith and Greg is a mourning that I am not able to process yet. Then Lake’s acoustic guitar divinely accompanies the piano. Another great moment. After that there is an instrumental interlude with bass and keyboards and drums, a lovely rock part. We must start to consider Memoirs Of An Officer And A Gentleman as one of the great hour of the group. The final march written by Emerson is the most worthy conclusion of a piece that should really be re-evaluated and immortalized among the best pictures to be included in the exhibition dedicated to the history of this legendary group.

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The cover portraits the three on a little island in the Caribbean, in a place called Salt Cay. More than a rock group, the image given is that of a group that winks at easy listening and disco. Emerson tried to change the Atlantic idea about the artwork but in vain. We have always written here on the blog that Love Beach is an album much less worse than what is said, an album that snob critics love to tear apart, while all in all is an honest and at least discreet work made by a group in a confused period. The cover and the title were mainly responsible for the failure of the album. Without mentioning the usual references that everyone makes, let’s try to imagine a 1978 PFM album entitled La Spiaggia Dell’Amore (Love Beach) with musicians such as Flavio Premoli (keyboards) and Franco Mussida (guitar) dressed like Alan Sorrenti in the “Figli Delle Stelle” era and pictured at sunset on the beach of Cesenatico. Would  we have bought in 1978 – at the height of our rock mission – an album with that cover and with the title? It was Atlantic who insisted on those photos and title (with the approval of Ahmet Ertegun)… sometimes marketing departments and top managers are completely dazed and confused.

Love Beach was published in November 1978 and, although it was considered a failure, in January 1979 it earned the gold record in USA. Being a lover of “oblique” records, I always enjoy listening to Love Beach. There was talk of a last tour to be scheduled in 1979 as a final greeting to the fans, but the three musicians did not agree on the setting to be given to the thing and it all ended. For me this remains a regret, because if they were back in Italy in 1979 today I could say I saw the ELP in the seventies, a matter that would be basic to my growth and my happiness.

In the following years Palmer formed Asia, Lake released a couple of solo albums, while Emerson – after having released a good solo album for an Italian label (the 1981 album Honky) wrote some soundtracks. In 1986 Emerson and Lake enlisted Cozy Powell, with whom they made a record and tour. In 1988 Emerson and Palmer formed the group Three group with Robert Berry.

2017 Remaster 

PS: well, after this more or less rational review, I feel free to say that Love Beach for me is a very good album. One of my favourites.

CD12 – Black Moon – [2017 RemasterTTT½

1. Black Moon 
2. Paper Blood 
3. Affairs of the Heart 
4. Romeo and Juliet
5. Farewell to Arms 
6. Changing States 
7. Burning Bridges 
8. Close to Home

9. Better Days

10. Footprints in the Snow 

In 1991 Phil Carson, former director of the British Atlantic and now owner of Victory Records, contacted Emerson Lake And Palmer with a proposal to work on a soundtrack, but in reality it was an excuse to get the band back together. So indeed it happened. The group began to rework some pieces that Keith had written and recorded in the late eighties. Black Moon and Paper Blood basically resemble each other, it is the group’s attempts to keep up with the times in terms of sounds and arrangements. A video was shot in the quarries of Carrara which once again ratified the link between the group and Italy.

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Affairs Of The Heart is a beautiful ballad that Lake wrote and recorded in the late eighties during some sessions with Geoff Downes, Romeo and Juliet is the successful rereading of the eponymous piece by Sergei Prokofiev wanted by Emerson always convinced of the similarities of the piece with Purple Haze by Hendrix. Farewell To Arms is a solemn declaration against the war. On the finale a new great hymn written with the moog

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Changing States is a fast instrumental written by Emerson, at times it is a bit ‘forced but the pace is remarkable. Burning Bridges, written by the record producer Mark Mancina, is a typical track of 90’s classic rock, rather useless. The piano painting of Close To Home quietens the spirits and infuses the beauty in the hearts of those who, like me, immensely love to hear Emerson play the piano. Better Days is built on a riff similar to Immigrant Song by Led Zeppelin. Useless track. Footprints In The Snow is the song by Lake that closes the record, the acoustic guitar recalls that of Lucky Man. Nice finale.

The album did not shake the charts too much, but I perfectly remember that then the reunion of ELP was a high-profile affair. The tour that followed was important, with the group forced to add in some cases other dates to meet the request. Personally I still have in my eyes the group framed in the enchantment of the arena of Verona in september 1992.

A couple of years later Emerson started having problems with his hand, and he was never the same again. 2017 remaster.

CD13 – In The Hot Seat – [2017 RemasterTT½

1. Hand of Truth 
2. Daddy 
3. One by One 
4. Heart On Ice 
5. Thin Line 
6. Man in the Long Black Coat 
7. Change 
8. Give Me a Reason to Stay
9. Gone Too Soon 
10. Street War 

In 1993 the group was in the studio to record again some pieces of the past for the The Return Of The Manticore box set; while they were there Victory forces them to stay in the studio to prepare a new record, the input of the producer and the record label was clear: you have to make a commercial record. The label was going bankrupt, the second album of Bowie’s Tin Machine has not even entered the Top 100 in America and even Talk of Yes ends up selling only 300,000 copies worldwide, a figure not exactly satisfactory for the era. Times have changed, the nineties have not brought anything good to the great groups of the past, almost no one sells properly, with the grunge the wind has changed direction. The impositions of the label were wrong, the album did not even enter the American Top 200; the album as well as being bad does not make sense, the producer Keith Olsen and his clique imposed their collaboration in the songwriting and the result was depressing. To all this must be added the problems Emerson had with his right hand, in the middle of the recordings he had a surgery, with a consequent reduction of his technical capacity.

Hand of Truth is composed by Emerson and Lake and has a long instrumental introduction, it is a song all in all rather lively. Greg wrote Daddy after watching an American TV program about the disappearance of a child. As good as they were intentions and as the song is not too bad, a tune like that can not but carry negative vibrations. One By One is a mediocrity written with the help of Olsen, Heart On Ice (Olsen – Lake) is based on that kind of American radio friendly tracks, a slow and sad piece supported by resolute drums. Thin Line (Emerson, Olsen, Wray) is a pseudo classic American rock of the nineties … in short, crap. Man in the Long Black Coat is a unneccesary cover of Bob Dylan, Change (Emerson, Lake, Olsen, Wray) is simply a bad piece while Give Me a Reason to Stay (S.Diamond, S. Lober) is at least listenable while being blatantly commercial. Gone Too Soon (Wechsler, Lake, Wray) is another crap and even Street War (Emerson, Lake) does not differ much from the worst episodes of the record. Lake and Emerson were evidently winding down.

Album without any ambitions. Needless to add anything else. Remaster of 2017.

CD14 – Live at Pocono International Raceway, USA 8th July 1972 – TTTTT

1. Hoedown (Live at Pocono International Raceway, Long Pond, PA, U.S.A., 9th July 1972)
2. Tarkus (Live at Pocono International Raceway, Long Pond, PA, U.S.A., 9th July 1972)
3. Take a Pebble (Live at Pocono International Raceway, Long Pond, PA, U.S.A., 9th July 1972)
4. Lucky Man (Live at Pocono International Raceway, Long Pond, PA, U.S.A., 9th July 1972)
5. Piano Improvisations (Live at Pocono International Raceway, Long Pond, PA, U.S.A., 9th July 1972)
6. Take a Pebble (Reprise; Live at Pocono International Raceway, Long Pond, PA, U.S.A., 9th July 1972)
7. Pictures At an Exhibition (Live at Pocono International Raceway, Long Pond, PA, U.S.A., 9th July 1972)
8. Blue Rondo a la Turk (Live at Pocono International Raceway, Long Pond, PA, U S A , 9th July 1972)

In July 1972, a large rock festival was held in Pennsylvania, 200,000 people showed up to see among others Cactus, Edgar Winter, ELP, Faces and Humble Pie. The situation described in the reports of the time is similar to what happened to Woodstock three years earlier, traffic jams and a lot of confusion, inclement weather. Rain and cold troubled the evening and the night, big delays on the lineup were inevitable, the ELP went on stage between 4 and 5 am.

The quality of the live performances of ELP is always of an impressive level and also on this occasion, even if it was almost dawn, the concert is marvellous. Hoedown is the usual and impeccable rock party. Background noises are present in the recording,especially in the pauses between one piece and another and in moments where the music almost stops, mind you though: the recording is still excellent. Tarkus is magnificent. In the first part from the microphones comes a hint of whistle and larsen. The bass is very present and if you follow it carefully you understand very well what kind of bass player Lake was, when he then switched to the guitar in Battlefield we also enjoy his versatility. Take a Pebble: after the first verse during the first piano run, Palmer (I guess) adds percussions then everything fade to make room for Lucky Man, a short version with acoustic guitar, drums and in the background, very in the background , the keyboards of Emerson that do not seem to work properly in terms of amplification. The king of keyboards comes back for his unparalleled Piano Improvisations. Minutes where mankind genius manifests itself. The ending is a bit ‘improvised, in fact you can hear the boys laughing among themselves before returning to the theme of Take A Pebble. Palmer’s drums sound I really like; usually in these festivals the sounds go a bit ‘to be desired, but here everything is almost perfect. The attack at Pictures At An Exhibition is full of power, incredible … it’s 5 am, the fog rose after the pouring rain, and despite the group waited for endless hours in the most unnerving tedium they went on stage with the “cazzimma”(neapolitan dialect thats stands for bad ass attitude)! Maximum professionalism. Around 7:00 the keyboards disappear, there must have been problems with the P.A. Palmer so launches himself into a solo, soon accompanied by Lake on bass until 90 seconds later the keyboards god resumes his work. After the experimentation, when the group returns to the main theme, the audience roar (at 5 in the morning) is symptomatic . The group leaves the stage, but the public asks for more elpower. After a few futuristic musical sketches, Blue Rondo a la Turk arrives, it’s of course the cover of the Dave Brubeck Quarter song that Emerson carries with him from the times with Nice. It is the moment in which the entertrainer Keith Emerson rises to the fore. However, there is also room for Palmer, the drum solo in the middle of the piece lasts 8 minutes. Great concert and great bonus disc!

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CD15 – On The BBC (Whistle Test ’79 / Pop Goes Summer ’93) – TTT½

1. The Old Grey Whistle Test (First Broadcast On 23rd January 1979; Presented by Bob Harris;)
2. Pop Goes Summer, 1993 (First Broadcast On 16th September 1993; Band Interviews and Excerpts from the ‘Black Moon Tour’, Live At Arena di Verona, Italy, 26th September 1992;)

Track 1 of the CD contains the broadcast recorded in 1977 (and 1978) and aired on 23/1/1979 via BBC “The Old Gray Whistle Test presented by Bob Harris.” It features Interviews with Emerson, Lake and Palmer and airing of pieces taken from the Memphis concert on 11/20/1977.

Karn Evil and Watching You are presented in almost complete form, while Tank / Drums Solo is interspersed with Lake and Palmer’s answers. The quality is good even if there is a lot of compression, typical of live shows broadcasted via radio. Even Tiger In The Spotlight is complete, as well as Show Me The Way To Go Home. Personally, I also love the 1977/78 tour very much. There is what I callthe lost horizons feel”, that haze of decadence and musical uncertainty, the group anyway sounded great and the audience was really hot.

Bob Harris then broadcast some songs taken from the ultra famous concert of the Olympic Stadium in Montreal, the show with the orchestra that was recorded professionally (but it is good to remember that several pieces could not be used for the live In Concert released in November 1979 at due to the lack of functioning of some cables responsible for a bad recording). For the English audience of that January it was undoubtedly a revelation to be able to hear a preview of the ELPs pushed by the orchestra in Piano Concerto and Pirates.

Track 2, on the other hand, is dedicated to the reunion tour of 1992, in detail it’s about the Verona gig of  September 26, 1992, a concert very dear to me since I was present – in the first rows – at the famous roman Arena. On the notes of Romeo & Juliet Palmer talks about the 1972 tour in Italy and the fact that playing at the Arena of Verona is a great thing. In any case, the track winds statements of the three musketeers and pieces of the songs shown on the back cover.

CD16 – Live at Waterloo Concert Field Stanhope NJ USA, 31st July 1992 – TTT½

1. Karn Evil 9 1st Impression Part 2 / Tarkus
2. Knife-Edge
3. Black Moon
4. From The Beginning
5. Affairs Of The Heart
6. Lucky Man
7. Fanfare For The Common Man / America / Blue Rondo a la Turk

What in the 1992 tour disturbs me the most is the sound of the drums, it did it even then let alone today. It is not easy to live with that electronic sound, but we need to make some effort because even the keyboards of Emerson are victims of the modernity of those years. Yep, we are no longer in the seventies, we have to stay into that context where musically everything had to be over the top. I struggle a lot, because in addition to the sound, even the drum arrangements seem unbearable, especially in Tarkus.

Just two minutes into Karn Evil 9 first impression part 2 and then Tarkus begins (the title is missing from the songlist of the cd back cover) then it flows into Knife Edge. Next comes Black Moon, again drums over the top. From The Beginning (presented in a not complete version) and Affairs Of The Heart ease the noise of the drums. The keyboards background in the latter is still very impressive. Lake tests the level of monitors and then – together with the group – introduces Lucky Man. Greg incites Keith to replicate the solo that in the studio version is the prerogative of the guitar. The audience cheers the introduction of Fanfare For The Common Man. The performance is tight. Almost seven minutes to pay homage to Aaron Copland, plus America and  Rondo. Good concert, but as I said sounds often unbearable.

CD17 – Live at Birmingham Symphony Hall, 27th November 1992 TTT½

1. Knife-Edge (Live At Birmingham Symphonic Hall, U.K., 27th November 1992)
2. Paper Blood (Live At Birmingham Symphonic Hall, U.K., 27th November 1992)
3. Close to Home (Live At Birmingham Symphonic Hall, U.K., 27th November 1992)
4. Creole Dance (Live At Birmingham Symphonic Hall, U.K., 27th November 1992)
5. From the Beginning (Live At Birmingham Symphonic Hall, U.K., 27th November 1992)
6. Pictures At an Exhibition (Live At Birmingham Symphonic Hall, U.K., 27th November 1992)
7. Fanfare for the Common Man (Live At Birmingham Symphonic Hall, U.K., 27th November 1992)

The end of the year sees the band around the United Kingdom. The cd starts with Knife Edge but it is clear that the disk does not present the concert in its entirety. Lake’s voice is less effective than on other occasions. Paper Blood is one of the songs on which the group focused on what at the time was the new album. There is also Close To Home, a delightful piano moment by Emerson. Another Emersonian track is Ginastera’s Creole Dance. The piano gives way to the guitar:From The Beginning, followed by 15 minutes of Pictures At An Exhibition. The last part of the show is similar to the New Jersey concert.

CD18 – Live at Élysée Montmartre, Paris, 2nd July 1997 – TTT½

1. Karn Evil 9 1st impression part 2
2.Tiger in a Spotlight
3. Hoedown
4. Touch and Go
5. From The Beginning
6. Knife-Edge
7. Bitches Crystal
8. Creole Dance
9. Honky Tonk Train Blues
10. Take A Pebble
11. Lucky Man
12. Tarkus
13. Pictures at an Exhibition (Medley)
14. 21st Century Schizoid Man / America

In some ways the ELP tour of the nineties reminds me of those of Page and Plant, the performances are good, everything is nice and professional, but there is no dynamic fury, that wild swing of the seventies. Mind you, it’s physiological, plus we have to consider that these were difficult times for big groups and musicians of the golden years, but it’s certainly something that is felt. The drums in 1997 had a more acceptable sound, forgotten the annoying electronic sounds of the past few years the drums returns to have the right (more or less) feel. Karn Evil 9 develops well, Tiger In A Spotlight, while not a particular piece is a breath of fresh air as regards the songlist. Hoedown is as always resolute with  a unleashed Keith Emerson. Touch And Go is a “centurion” song with that keyboards riff and that rather forced symphonic gait, but the group faces it with dignity. From The Beginning is played by the whole band, nice version, Keith’s solo in the end has a not exactly convincing sound. Knife Edge maintains itself on good levels, same for Bitches Crystal, which seems to me one of the highest moments of the concert. The intermezzo dedicated to Keith is composed of Creole Dance and Honky Tonk Train Blues, the first with only Emerson on piano of course and the second with the help of Lake and Palmer. Take A Pebble is a little uncertain, the new arrangement with the keyboards that sometimes flank the piano is at least strange. Emerson is not very precise. It does not incorporate other pieces as happened in the past, in fact Lucky Man is proposed separately and interpreted by the whole band, finally with a winning moog sound. Tarkus presents some variations, we are in 1997 after all; the song is connected to Pictures At An Exhibition, a shortened transposition of about 10 minutes. Again Emerson seems a little uncertain on the keyboards. Also here they added few variations. The Palmer drum solo (certainly not unforgettable) is the link to the last piece: a brief taste of 21st Century Schizoid Man by King Crimson before America.

This recording should be a simple soundboard (a tape recorded live and taken from the mixer) so no possibility to subsequently adjust the level and sound of the instruments, as is usually done with multitrack recordings used for official live albums.

3LP Vinyl – ELP Live In Italy: Rome & Milan 1973TTTTT

(Live At Stadio Flaminio, Rome, Italy, May, 2nd 1973 and Velodromo Vigorelli, Milan, Italy, May 4th,1973)

LP 1
1. Tarkus (Live in Italy, Rome & Milan, May 1973)
2. Karn Evil 9 1st Impression, Pt. 1 / Karn Evil 9 1st Impression Pt. 2 (Live in Italy, Rome & Milan, May 1973)

LP 3
1. Pictures At an Exhibition (Live in Italy, Rome & Milan, May 1973)
2. Blue Rondo a la Turk (Live in Italy, Rome & Milan, 1973)

LP 2
1. Still…You Turn Me On (Live in Italy, Rome & Milan, May 1973)
2. Lucky Man (Live in Italy, Rome & Milan, May 1973)
3. Jazzy Jam (Live in Italy, Rome & Milan, May 1973)
4. Take a Pebble (Live in Italy, Rome & Milan, May 1973)
5. Hoedown (Live in Italy, Rome & Milan, May 1973)

LP 3
1. Pictures At an Exhibition (Live in Italy, Rome & Milan, May 1973)
2. Blue Rondo a la Turk (Live in Italy, Rome & Milan, 1973

The fourth European tour of ELP consisted of 22 concerts spent between March 30 and May 4, 1973. The three Italian dates (in addition to Rome and Milan also Bologna on May 3) were the last. The standard songlist was as follows: Abaddon’s Bolero / Tarkus / Karn Evil 1st & 2nd impression / Jeremy Bender -The Sheriff / Take A Pebble-Still You Turn Me On-Lucky Man-Piano Improvisation-Take A Pebble / Hoedown / Pictures At An Exhibition / Toccata-Rondo. The multitrack recordings presented here on a triple long playing are a fantastic testimony of the first part of the 1973 tour, that of Brain Salad Surgery, called “Get Me A Ladder Tour”. Keep in mind that Brain Salad Surgery would be released only in November and therefore the pieces contained in it presented on the tour were real news for the public. It is also worth noting that the two previous albums, Tarkus and Trilogy, reached the 1st and 2nd place respectively in the Italian charts. ELP at the time were rea rock gods. (At the Vigorelli in Milan, the audience was three times higher than the promoter’s expectations, we are talking about 50,000 people … we are in 1973, almost the same numbers with which the day after Led Zeppelin in Tampa broke the Beatles attendance record with 56,500 people).

The version of Tarkus (Milan) is unleashed, fast and breathtaking. You hear it on headphones and you wonder what kind of band it was. Few groups knew how to play that way. During the time dedicated to Epitaph of KC the background noise of instruments and amplifications are considerable. Karn Evil 9 first impression part 1 & 2 (Rome) confirms the, um, first impression: the group’s performance is impressive. There is minor mistake on guitar at the end of the first part.

Still You Turn Me On (Milan) begins with the end of Keith Emerson’s Take a Pebble improvisation that fades into Greg’s acoustic guitar. As always, the Lake performance is magical, too bad that the guitar is not perfectly tuned and that even here background noise disturbs a bit (at the end you can hear Greg complains). It is easy to understand why the concerts have not been taken into consideration in the past for an official release. As a bonus material, however, they are far more than acceptable. For Lucky Man (Rome) Emerson is on piano and Palmer on tambourine. Jazzy Jam (Milan) is one of the magnificent piano improvisation that took shape within Take A Pebble. Personally in these improvisations I always lose myself with a cosmic pleasure. European music, jazz and blues merge and become one. Keith Emerson was really the number one: technique, approach, attack, soul, feeling and, last but not least, compositional skills. A legend. When Lake and Palmer enter into the picture everything turns on jazz, tha kind jazz that you can not do without. Then you get to the “rock and roll” that will then become Tiger In A Spotlight. Even if the first part is missing, the final of Take A Pebble (Milan) is present. Hoedown (Rome) is a bomb. Fast and irrepressible. On an amphetamine rhythm keyboards of all sorts are played with a ferocious and impressive control. I repeat: Keith Emerson in that decade was god. Period. (jus a remind: Hoedown ofromMilan was already present on the box set From The Beginning and in the documentary Manticore).

Side 5 is dedicated to Pictures At An Exhibition (Rome). 22 minutes of vigorous and universal tribute to Modest Petrovich Mussorgsky. The experimental moment of Emerson is similar to that of Page of the golden years with the violin bow. An unprecedented musical armageddon in those years. The public is very involved. At a certain point people begins to cry “sitting down”, no one wants to lose Keith’s performance. Rondo (Rome) starts with the drum solo which includes Toccata. The sound of Carl’s drums is very good, like his t performance

I imagine that it wouldn’t be possible to publish the whole concerts (or even just one of the two), but who knows, maybe in the next future future they will be released in standalone cds in a more complete edition.

Seven-inch vinyl

1. Lucky Man (2017 Remastered Version)
2. Knife-Edge (2017 Remastered Version)

Seven-inch vinyl

1. Fanfare for the Common Man (2017 Remastered Version)
2. Brain Salad Surgery (2017 Remastered Version)

Blu-ray Audio

Emerson, Lake & Palmer (Steven Wilson 2012 mix in 24/48 Stereo and 5.1 surround)
1. The Barbarian (2012 5.1 Mix)
2. Take a Pebble (2012 5.1 Mix)
3. Knife-Edge (2012 5.1 Mix)
4. The Three Fates: Atropos (Piano Trio) [2012 5.1 Mix]
5. Rave Up (2012 5.1 Mix)
6. Lucky Man (2012 5.1 Mix)

Bonus Tracks
7. Promenade (High Res 2012 Stereo Mix)
8. Drum Solo (High Res 2012 Stereo Mix)
9. Take a Pebble (High Res 2012 Stereo Mix – Alternate Version)
10. Knife-Edge (High Res 2012 Stereo Mix – Alternate Version)
11. Lucky Man (High Res 2012 Stereo Mix – First Greg Lake Solo Version)
12. Lucky Man (High Res 2012 Stereo Mix – Alternate Version)

Tarkus (Steven Wilson 2012 mix in 24/48 Stereo and 5.1 surround)
13. Tarkus (i. Eruption, ii. Stones of Years, iii. Iconoclast, iv. Mass, v. Manticore, vi. Battlefield, vii. Aquatarkus; 2012 5.1 Mix)
14. Jeremy Bender (2012 5.1 Mix)
15. Bitches Crystal (2012 5.1 Mix)
16. The Only Way (Hymn) [2012 5.1 Mix]
17. Infinite Space (Conclusion) [2012 5.1 Mix]
18. A Time and a Place (2012 5.1 Mix)
19. Are You Ready Eddy? (2012 5.1 Mix)
20. Oh, My Father (2012 5.1 Mix)

Bonus Tracks
21. Unknown Ballad (2012 Stereo Mix)
22. Mass (Alternate Take; 2012 Stereo Mix)

Trilogy (Jakko M Jakszyk 2015 mix in 24/96 Stereo and 5.1 surround)
23. The Endless Enigma, Pt. One (Mix)
24. Fugue (Mix)
25. The Endless Enigma, Pt. Two (Mix)
26. From the Beginning (Mix)
27. The Sheriff (Mix)
28. Hoedown (Mix)
29. Trilogy (Mix)
30. Living Sin (Mix)

Bonus Tracks
31. Abaddon’s Bolero (Mix)
32. From the Beginning (Alt Version)

Brain Salad Surgery (Jakko M Jakszyk 2014 mix in 24/96 Stereo and 5.1 surround)
33. Jerusalem
34. Toccata
35. Still… You Turn Me On
36. Benny The Bouncer
37. Karn Evil 9 1st Impression, Pt. I
38. Karn Evil 9 1st Impression, Pt. 2
39. Karn Evil 9 2nd Impression
40. Karn Evil 9 3rd Impression

ELP A Fanfare 1970-1997

The box set features also the bluray with stereo remixes and 5.1 surrond of the first 4 studio albums.

◊ ◊ ◊

For the few who have read till the end, I will say that it was a great pleasure to listen again to all the discography of ELP and expand the experience with the live material here enclosed, and it was nice to talk about it; I hope that some of you have enjoyed this post or been intrigued just enough to try a first contact with this great band. Of all the groups listed as prog ELP are the most “rock”, their inimitable primordial impetus that has always characterized their approach even in the most sophisticated proposals leaves no room for doubt. Elp was a rock band. I’m afraid group of this kind will never walk the earth again. ELP or muerte.

Yardbirds “Yardbirds ’68” (2017 Jimmy Page.com) – TTTTT

10 Gen

ITALIAN / ENGLISH

Jimmy Page sta pubblicando attraverso il suo sito cosette davvero interessanti, niente di mainstream naturalmente, ma per chi segue il Dark Lord queste rarità e ristampe sono molto appetibili. L’ultimo arrivo è un doppio disco intitolato Yarbirds ’68, contenente un live album e alcune registrazioni in studio relativi agli ultimi mesi di vita della band.

Il concerto degli Yardbirds all’Anderson Theatre di NY del 30-3-1968 è una registrazione assai nota per chi segue i “Gallinacci” e i Led Zeppelin. Fu pubblicato per la prima volta dalla Epic nel 1971 (per godere del successo che stava ottenunto Page con i LZ) ma Page riuscì a bloccarne la distribuzione.

Fin da subito infatti gli Yardbirds non furono soddisfatti della qualità della registrazione, effettuata evidentemente con equipaggiamento e preparazione insufficienti. Quando la Epic lo pubblicò aggiunse degli applausi finti che resero il tutto più grottesco.

La registrazione fu comunque resa disponibile anche sul bootleg “Last Hurrah In the Big Apple”, titolo famigliare per molti fan.

Malgrado la qualità audio mediocre non fu difficile capire già allora che il Jimmy Page di quegli anni era davvero stupefacente e che gli Yardbirds in versione quartetto erano un gruppo tosto.

Già,la formazione 1967/68 con Jimmy Page alla chitarra fu davvero degna di nota e avrebbe potuto dire ancora parecchie cose interessanti se Dreja, McCarthy e Relf – disillusi e stanchi – avessero avuto la forza di continuare. La musica offerta dal gruppo in quel periodo fu una sorta di proto hard rock velato di psichedelia e sospinto da suggestioni beat e blues. Non bisogna essere ingenerosi e paragonare Dreja, McCarthy e Relf a Jones, Bonham e Plant, gli Yardbirds venivano da un era e da un mondo forse diversi ma avevano comunque un “senso” davvero niente male.

Si pensava che questi nastri fossero andati perduti e invece sono stati ritrovati e rimixati da Page e finalmente pubblicati ufficialmente. Insieme al concerto, anche le session fatte in uno studio di New York di quell’anno.

LIVE AT ANDERSON THEATER – NY 30/03/1968
Train Kept A Rollin’
Mr, You’re A Better Man Than I
Heart Full of Soul
Dazed And Confused
My Baby
Over Under Sideways Down
Drinking Muddy Water
Shapes of Things
White Summer
I’m A Man (contains Moanin’ And Sobbin’)

Il concerto si apre con Train Kept A-Rollin‘, cavallo di battaglia del gruppo sin dal 1965. Il pezzo fu scritto da Tiny Bradshaw e Lois Mann e registrato da Tiny Bradshawn insieme alla sua orchestra nel 1951. Nel 1956 Johnny Burnette And The Rock And Roll Trio ne fece una sua versione arrangiandolo per chitarra. Gli Yardbirds (con Jeff Beck) la ripresero e grazie a loro il brano divenne negli anni un classico della musica Rock. Train Kept A-Rollin fece parte anche del repertorio live dei Led Zeppelin (1968-1969 e 1980) e divenne inoltre uno dei marchi di fabbrica degli Aerosmith.

La versione degli Yardbirds con Page è ormai la definitiva. Il chitarrista trascina – con la sua Telecaster – il gruppo verso sentieri propri del rock e dell’hard rock. La qualità audio – rispetto alle edizioni disponibili fino ad ora – è un grande passo avanti, ed è davvero una gran cosa potersi finalmente gustare questa registrazione.

Gli interventi di chitarra di Mr. You’re A Better Man Than I sono già quelli che faranno parte dei primi LZ. Il sound della Telecaster di Page è portentoso. Relf, McCarthy e Dreja contribuiscono comunque a tradurre in musica il mood voluto.

Heart Full of Soul è uno dei pezzi storici degli Yardbirds e la versione ad una chitarra sola mi è sempre piaciuta molto.

Il gruppo sentì per la prima volta il riff di Dazed And Confused in America durante una esibizione di Jake Holmes. Page si appropriò del riff e intorno ad esso costruì una sinfonia elettrica che nel 1975 raggiunse i 40 minuti. Qui ci sono già tutti i LZ, la visione di Page era già chiarissima. Riff possente, archetto di violino e sfuriate sulla solista. Forse bisognerebbe iniziare a ridimensionare la storiella che vorrebbe i LZ plasmati ad immagine e somiglianza del Jeff Beck Group (il cui primo album lo ricordiamo uscì nell’agosto del 1968). E’ inoltre  sufficiente ascoltare questa Dazed And Confused per capire che siamo su livelli simili a quelli dei Cream e della Jimi Hendrix Experience, se non altro dal punto di vista chitarristico e di approccio.

Segue una discreta versione di My Baby. Il lavoro al wah wah mi ricorda i ricami chitarristici della futura Down By The Seaside dei LZ (da Physical Graffiti). Over Under Sidewas Down è sempre stato uno dei pezzi più eccitanti della band. Page padroneggia il riff con gran personalità. Ottima prova del gruppo. Drinking Muddy Water vede Page alla slide guitar e il gruppo alle prese con la propria anima blues. La armonica di Keith Relf risplende una volta di più in questo pezzo. La magnifica Shapes Of Things racchiude in due minuti e mezzo tutto il profilo degli Yardbirds. White Summer è il momento dedicato alla chitarra. Contenuto in Little Games del 1967, il brano si basa sulla melodia della ballata irlandese tradizionale She Moved Through The Fair (registrata nel 1963 da Davy Graham). Il lavoro di Page è assai bello, un intreccio di scale indiane e arabe assemblate alla sua maniera, qui accompagnato da Jim McCarthy.

Il concerto si chiude con i 10 minuti di I’m A Man, cover di un brano di Bo Diddley (brano che si rifaceva – come succedeva spessissimo all’epoca – ad uno o più canzoni blues precedenti). La sezione dedicata all’assolo di Page è notevole. Come riuscisse a tirare fuori quel sound da una Telecaster ad inizio 1968 è un mistero. Di nuovo l’archetto di violino, qui usato in maniera particolare, che stende la base per il cantato di Relf. Momenti potentemente suggestivi.

Ottimo documento dunque degli Yardbirds di quegli anni, il loro vero e proprio canto del cigno.

STUDIO SKETCHES
Avron Knows
Spanish Blood
Knowing That I’m Losing You (Tangerine)
Taking A Hold On Me
Drinking Muddy Water (Version Two)
My Baby
Avron’s Eyes
Spanish Blood (Instr.)

In quel periodo gli Yardbirds si ritrovarono anche in studio a New York e quello che combinarono è riproposto nel secondo cd di questo album. Avron Knows (TTTT) si apre con un gran riff che mi sarebbe piaciuto vedere sviluppato meglio con i LZ. E’ musica rock eccitante, gli Yardbirds avrebbero davvero potuto dire la loro anche negli anni successivi. Rock originale e fresco. Ottima prova di Jim McCarthy. Il sound di Page ti fa di nuovo brillare gli occhi.

Spanish Blood (TTTTT) è scritta da Page e McCarthy ed è uno strumentale (su cui si incastona un parlato suggestivo) che inizia con atmosfere spagnoleggianti e che poi prosegue con disegni compositivi che trovo eccelsi. L’impressione che gli Yadbirds con Page e con finalmente un manager come si deve (Peter Grant) sarebbero stati un magnifico gruppo è fortissima.

Knowing That I’m Losing You (TTTT) è la versione strumentale di quello che nel 1970 sarebbe diventata Tangerine dei LZ. Il quadretto che tanto amiamo nella sua prima versione. Taking A Hold On Me (TTTT) è un bel ritmo sostenuto con la melodia che segue il riff di chitarra. Circa a metà un’apertura psichedelica di buon effetto.

Drinking Muddy Water (Version Two) (TTT) nuovo approccio al pezzo apparso l’anno precedente sull’album Little Games.  Seguono My Baby(TTT) , Avron’s Eyes (TTT) alternate take di Avron Knows e Spanish Blood (Instr.) (TTT) in versione completamente strumentale.

Questo materiale da studio (soprattutto i primi 4 pezzi) è una versa sorpresa, se il gruppo fosse rimasto insieme sono sicuro che avrebbe pubblicato nel 1968 un gran album. Il materiale qui proposto è  alla pari ad esempio con quello contenuto nella parte in studio di Wheels Of Fire (1968) dei Cream.

Certo, non si fossero sciolti, non avremmo avuto i LZ, dunque meglio che sia andata come è andata, ma è giusto togliersi il cappello davanti agli Yardbirds.

Ottima la confezione, un mini cofanetto di due cd a cui è allegato un gran bel libretto.

◊◊◊

(broken) ENGLISH

Jimmy Page is publishing really interesting things through its website, nothing mainstream of course, but for those who follow the Dark Lord these rarities and reprints are very attractive. The last arrival is a double album entitled Yarbirds ’68, containing a live recording and some studio session related to the last months of the band’s life.

The Yardbirds concert at the Anderson Theater in NY on 30-3-1968 is a well known recording for those following the Yardbirds and Led Zeppelin. It was published for the first time by Epic in 1971 (to profit the success that Page was enjoying with LZ) but Page succeeded in blocking its distribution.

In fact the Yardbirds were not satisfied with the quality of the recording, evidently carried out with insufficient equipment and preparation. When Epic published it added fake applause that made it all the more grotesque.

The recording was also made available via the bootleg “Last Hurray In the Big Apple”, a familiar title for many fans.

In spite of the poor sound quality it was not difficult to understand even then that Jimmy Page in those years was really amazing and that the Yardbirds as a quartet were a tough group.

Yeah, the 1967/68 line up with Jimmy Page on guitar was really noteworthy and they had still a lot of interesting things to say if Dreja, McCarthy and Relf – disillusioned and tired – had the strength to go on. The music offered by the group at that time was a sort of proto hard rock veiled of psychedelia and driven by beat and blues suggestions. You do not have to be ungenerous and compare Dreja, McCarthy and Relf to Jones, Bonham and Plant, the Yardbirds came from an age and a different world but still had a “sense”not bad at all.

It was thought that these tapes had been lost and instead were found and remixed by Page and finally published officially. Along with the concert, also the sessions made in a New York studio that year.

LIVE AT ANDERSON THEATER – NY 30/03/1968
Train Kept A Rollin’
Mr, You’re A Better Man Than I
Heart Full of Soul
Dazed And Confused
My Baby
Over Under Sideways Down
Drinking Muddy Water
Shapes of Things
White Summer
I’m A Man (contains Moanin’ And Sobbin’)

The concert opens with Train Kept A-Rollin ‘, the group’s battlehorse since 1965. The piece was written by Tiny Bradshaw and Lois Mann and recorded by Tiny Bradshawn together with his orchestra in 1951. In 1956 Johnny Burnette And The Rock And Roll Trio made a version of it by arranging it for guitar. The Yardbirds (with Jeff Beck) picked it up and thanks to them the song became a classic of Rock music over the years. Train Kept A-Rollin was also part of the live repertoire of Led Zeppelin (1968-1969 and 1980) and became one of Aerosmith’s trademarks as well.

The version of the Yardbirds with Page is almost the definitive. The guitarist pushes- with his Telecaster – the group towards the paths typical of rock and hard rock. The audio quality – compared to the editions available until now – is a big step forward, and it’s really a great thing to finally be able to enjoy this recording.

The guitar passages of Mr. You’re A Better Man Than I are already those that will be part of the first LZ era. Page’s Telecaster sound is portentous. Relf, ​​McCarthy and Dreja, however, contribute to translate the desired mood into music.

Heart Full of Soul is one of the historical pieces of the Yardbirds and I have always liked very much the version with just one guitar.

The group heard for the first time the Dazed And Confused riff in America during a performance by Jake Holmes. Page appropriated the riff and built an electric symphony around it which in 1975 reached a 40 minutes lenght. Here the spirit of LZ is present and vivid, the vision of Page was already very clear. Mighty riff, violin bow and outbursts on lead guitar. Maybe we should start to downsize the story that would like the LZ shaped in the image and likeness of the Jeff Beck Group (whose first album came out in August 1968). You have just to listen to this Dazed And Confused to understand that we are on levels similar to those of Cream and Jimi Hendrix Experience, if only from the point of view of the guitar and the approach.

A good version of My Baby follows. The wah wah work reminds me of the guitar embroidery of what in the future will become Down By The Seaside by LZ (from Physical Graffiti). Over Under Sidewas Down has always been one of the most exciting pieces of the band. Page masters the riff with great personality. Excellent performance of the group. Drinking Muddy Water sees Page at the slide guitar and the group dealing with its own blues soul. Keith Relf’s harmonica shines once more in this piece. The magnificent Shapes of Things contains the whole profile of the Yardbirds in two and a half minutes. White Summer is the moment dedicated to the guitar. It was included on the album Little Games (1967); the piece is based on the melody of the traditional Irish ballad She Moved Through The Fair (recorded in 1963 by Davy Graham). Page’s work is very beautiful, an interweaving of Indian and Arabian scales assembled in his own way; here Page is accompanied by Jim McCarthy’s drums. Great version.

The concert ends with the 10 minutes of I’m A Man, a cover of a song by Bo Diddley (a song that referred – as happened very often at the time – to one or more previous blues tunes). The section dedicated to guitar solo is noteworthy. How Page managed to get that sound out of a Telecaster at the beginning of 1968 is a mystery. There is again the violin bow, used here in a special way, which lays the basis for the singing of Relf. Powerfully suggestive moments.

Excellent document then of the Yardbirds of those years, their real swan song.

STUDIO SKETCHES
Avron Knows
Spanish Blood
Knowing That I’m Losing You (Tangerine)
Taking A Hold On Me
Drinking Muddy Water (Version Two)
My Baby
Avron’s Eyes
Spanish Blood (Instr.)

At that time the Yardbirds also found themselves in the studio in New York and what they did is included in the second cd of this album. Avron Knows (TTTT) opens with a great riff that I would have liked to see developed better with LZ. It’s exciting rock music, the Yardbirds could actually have said so much in the following years. Original and fresh rock. Good work of Jim McCarthy on the drums. Page’s sound makes you eyes shine again.

Spanish Blood (TTTTT) is written by Page and McCarthy and is an instrumental (on which is embedded an evocative speech) that begins on Spanish atmospheres and then continues with compositional drawings that I find excelling. The impression that the Yadbirds with Page and finally a proper manager (Peter Grant) would have been a great group is very strong.

Knowing That I’m Losing You (TTTT) is the instrumental version of what was to become Tangerine by LZ in 1970. The lovely moment we like so much in its first version. Taking A Hold On Me (TTTT) is a nice fast track with a melody that follows the guitar riff. About halfway there is a good psychedelic break.

Drinking Muddy Water (Version Two) (TTT§): new approach to the piece appeared the previous year on the Little Games album. This is followed by My Baby (TTT), Avron’s Eyes (TTT), an alternate take of Avron Knows and Spanish Blood (Instr.) (TTT) in a fully instrumental version.

This studio material (especially the first 4 pieces) is a real surprise, I can’t help repeating myself: if the group had stayed together I’m sure it would have published a great album in 1968. The material proposed here is on a par with that contained for example on the studio part of Cream’s Wheels Of Fire Cream.

Of course, had they not split, we would not have had LZ, so better that it went as it went, but hats off to the Yardbirds.

The packaging is excellent, a mini box set of two cds with a great booklet.

 

 

 

JIMMY PAGE “Sound Tracks” (JP records 2015) – TTTTT

17 Ott

ITALIAN / ENGLISH

Più volte mi sono chiesto perché sul blog non avessi ancora parlato del cofanetto Sound Tracks di Jimmy Page uscito nel 2015 (e venduto direttamente dal sito ufficiale del nostro chitarrista preferito) e ad oggi non sono arrivato ad avere una risposta. E’ molto strano, reputo il cofanetto in questione un articolo fondamentale per i fan del Dark Lord, penso inoltre che sia stato assemblato in modo superlativo, eppure io, Tim Tirelli, veneratore del chitarrista in questione, mi accosto con le mie riflessioni ad esso con più di 2 anni ritardo. Misteri della psiche umana.

Sound Tracks raccoglie le due colonne sonore composte da Jimmy Page nel 1973 e nel 1981. La prima, Lucifer Rising, sarebbe dovuta essere il commento sonoro  all’omonimo film del regista Kenneth Anger, come Page studioso di Aleister Crowley. Per una serie di ragioni e incomprensioni la cosa non andò mai in porto ed è questa la prima volta che questa colonna sonora viene pubblicata ufficialmente. In passato fu tuttavia pubblicata semilegalmente da piccole etichette discografiche indipendenti e comparve anche in versione bootleg.

La seconda invece uscì per l’etichetta Swan Song nel 1982 e in America raggiunse la 50esima posizione in classifica, risultato non indifferente per una colonna sonora di un film non certo indimenticabile.

Il cofanetto in questione, uscito dunque nel marzo del 2015, è assai ben fatto, di piccole dimensioni, messo insieme con cura e con un gran bel libretto interno.

Jimmy Page Sound Tracks

 

Jimmy Page Sound Tracks

LUCIFER RISING (1973) – TTTT

Lucifer Rising è un lavoro sperimentale, un tentativo di sondare le sfumature del misticismo, una raccolta di mantra musicali che incorniciano gli spettri di certe espressioni umane, espressioni che dipingono di volta in volta pensieri sacri e pensieri profani. Il Main Title è l’opera originaria registrata al Plumpton Home Studio nel ’73. Venti minuti di vertigini sonore, di formule musicali magiche, mistiche, demoniache. Ghironde, sintetizzatori, percussioni, (a tratti) chitarre acustiche, il tutto suonato da Jimmy Page, qui nelle vesti magnifiche di Dark Lord. Incubus e le altre quattro tracce appartengono invece a registrazioni effettuate allo Sol Studio anni più tardi. Incubus è un breve giochetto inquietante creato probabilmente con l’aiuto dell’archetto di violino. Damask porta ai sensi il profumo d’oriente, anche qui tutto si gioca sull’archetto di violino, a tratti pare di ascoltare spezzoni presi dal violin bow solo di Dazed And Confused nelle sue mille versioni live. Parte di Unharmonics fu usata per la colonna sonora del 1982; inquietudini sonore e armonici fungono da sostegno a bizzarri fraseggi chitarristici. Damask Ambient si basa ancora sull’uso dell’archetto e sì ha qualche accento ambient. LR Percussive Return vede percussioni innestate su una sezione del Main Title.
Jimmy Page Sound Tracks

Il materiale bonus è composto dal mix iniziale del Main Title e da trame sonore che prendono forma grazie all’impiego inusuale del Theremin

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Non è ovviamente materiale facile, occorre immergersi in questa tenebrosa liquidità sonora e lasciarsi naufragare nei grandi oceani neri creati dalla mente per carpirne significati e suggestioni, ma al di là della venerazione o meno che si può avere nei confronti di Page, rimane materiale singolare e intrigante.

Jimmy Page Sound Tracks

 

Jimmy Page Sound Tracks

DEATH WISH II (1992) – TTTTT

Non so quanto DEATH WISH II (colonna sonora dell’omonimo film che in Italia fu intitolato Il Giustiziere delle Notte 2) possa essere importante per la storia del rock, immagino non lo sia per nulla, ma per Planet Zeptune (come lo chiama il mio amico Billy McCue) credo sia un album basilare, probabilmente il migliore di tutta la discografia post 1980 dei membri dei LZ. Certo, i fan di Robert Plant non saranno d’accordo, ma lo spessore dell’album è davvero notevole ed è l’unico che possa lasciar intravedere come sarebbe potuto essere il successore di IN THROUGH THE OUT DOOR. Il film non è granché, incentrato come è su sentimenti di pancia che piacciono tanto a un certo pubblico: la figlia di un architetto viene rapita e violentata da alcuni balordi, finisce per morire e il padre, Charles Bronson, inizia farsi giustizia da solo.

Il fatto è che il regista, Michael Winner, abitava di fianco a Page, e che quest’ultimo nel primo dopo Zeppelin stava passando un periodo di inattività, fu dunque non difficile organizzare una collaborazione e trovare così un modo per riportare in attività il chitarrista dei Led Zeppelin.

Michale Winner: “I’d lived next door to Jimmy for many years. It was a very bad time for him – the drummer had died, and he was in a very inactive period. Peter Grant and I made arrangements for Jimmy to do the Death Wish II score, for which he wasn’t actually paid, because Grant wanted to restore Jimmy back to creativity. Jimmy rang the doorbell, and I thought if the wind blew he’d fall over. He saw the film, we spotted where the music was to go, and then he said to me “I’m going to my studio. I don’t want you anywhere near me, I’m going to do it all on my own.” My editing staff said this is bloody dangerous! Anyway, we gave him the film, we gave him the timings, and he did it all on his own. Everything hit the button totally! I’ve never seen a more professional score in my life.”

Michael Winner & Jimmy Page 1981

Rammento ancora con molta gioia quel periodo del 1982, quando finalmente i due membri principali dei LZ tornarono alla vita con i loro primi album, PICTURES AT ELEVEN e DEATH WISH II appunto. Si intuì subito che Plant sarebbe stato il più convinto, che il suo progetto aveva fondamenta robuste e che avrebbe ripreso a suonare dal vivo con una vera band, per Page le sensazione furono diverse ma fu ugualmente bello vederlo rimettersi in pista.

Jimmy Page Sound Tracks

Who’s To Blame è un gran pezzo che sarebbe stato perfetto per i LZ. Andamento rock e riff dissonanti sempre sul limite del tempo si amalgamo con i colori del mistero. Il cantato di Chris Farlowe è particolare, molti non ne sopportano l’enfasi né il cantarsi addosso, pur non potendomi dire fan io ne apprezzo certi aspetti. L’uso della chitarra sintetizzatore è vincente, gli interventi alla solista sono incisivi, Page non era certo ai massimi livelli dal punto di vista della tecnica e della mano, ma gli assoli sono di una ricchezza emotiva notevole. Alla batteria buon lavoro di Dave Mattacks (Fairport Convention), al basso Dave Paton (Alan Parsons Project, Kate Bush e mille altri).

The Chase è costruita su un riff ipnotico, dapprima con tempo moderato poi trasformato in tempo più ritmato. Ancora molto buono il lavoro di Mattacks e Paton alla batteria e al basso. Ancora presente la chitarra sintetizzatore. Nella parte funk il lavoro della chitarra (la Telecster con lo stringbender) è inusuale e carico di belle sonorità. Quando ritorna il riff principale la chitarra ricerca sempre strade alternative, spesso con risultati più che buoni, seppur non nelle migliori condizioni Page all’epoca aveva ancora parecchie cose da dire. La parte centrale è molto colonna sonora, scritta e suonata per la parte del film a cui deve fare da sottofondo, con effetti alla Page e lavoro d’archi molto efficace. Si aggiunge al piano Dave Lawson, che Page conobbe durante il breve esperimento XYZ, gruppo ipotizzato insieme a Chris Squire e Alan White (e allo stesso Lawson alle tastiere).

Con City Sirens si ritorna al rock, altro riffone alla Jimmy Page tutto giocato su stacchi e controtempi. Due minuti di buon rock cantato da Gordon Edwards (qui anche alle tastiere) del gruppo The Pretty Things, legati alla Swan Song negli anni settanta.

Jam Sandwich proviene da It’s Your Thing degli Isley Brothers. I LZ erano soliti inserirne il riff (da loro riarrangiato) nella sezione funk della versione live di Communication Breakdown. Qui Page indurisce il riff e lo arricchisce con altro riff discendente sovrainciso. Assolo di nuovo suonato con lo stringbender. Il pezzo è tutto strumentale. I soliti Mattocks e Paton formano la sezione ritmica.

Carole’s Theme è di una bellezza definita e pura. Momento intimo e dolce con l’intro di piano di Dave Lawson che va a sfociare nel preludio orchestrale della GLC Philarmonic, tutto sembra perfetto. L’arrivo della chitarra acustica sancisce l’inizio vero e proprio del brano, uno strumentale toccante e ben scritto. La parte della chitarra viene doppiata dal piano di David Sinclair Whittaker, la GLC Philarmonic sul fondo dipinge un quadretto delizioso; i ghiribizzi finali di Page sulla acustica sono riuscitissimi. Questo è uno dei miei momenti preferiti di Page in assoluto. Chissà cosa sarebbe potuta diventare questa idea musicale in mano ai Led Zeppelin.

The Release inizia con la GLC Philarmonic intenta a creare un sottofondo di tensione nello stile classico delle colonne sonore di quel tipo in quegli anni. Entrano poi in scena Page, Mattocks e Paton per un altro strumentale niente male. Sempre avvincente il lavoro delle varie chitarre sovraincise.

copertina interna del long playing originale del 1982

Hotel Rats And Photostats è divisa in due parti, nella prima (Hotel Rats) la chitarra sintetizzatore di Page e la GLC Philarmonic tessono oscure trame che con l’arrivo del solito trio chitarra, basso e batteria diventano ancor più fosche.

A Shadow In the City parte con lo stesso tenore, poi l’archetto di violino diventa protagonista, l’effetto è garantito. E’ qui che A Shadow In The City si fonde con Unharmonics (vedi paragrafo di Licifer Rising). Mattocks e Paton aggiungono pathos con spettrali pennellate ritmiche. C’è tutto il Jimmy Page versione Dark Lord qui dentro, chitarra elettrica suonata con l’archetto di violino, chitarra sintetizzatore, theremin. Un trionfo della essenza misteriosa e siderale di Page.

Jill’s Theme è un lavoro orchestrale, quello che ci si aspetta da certe colonne sonore.

Prelude non è null’altro che la rivisitazione del Preludio in Mi minore di Chopin. Malgrado si faccia ascoltare, lo trovo inutile e ridondante. Rifare con un gruppo rock un pezzo di musica classica è sempre pericolosissimo, si precipita sempre nel abisso del kitsch, nel immondezzaio musicale abitato dai centurioni del rock, pochissime sono le eccezioni, pochissimi i talenti che sono riusciti nell’ardua impresa. Qui la chitarra solista suona la melodia e il risultato non è certo entusiasmante, il pezzo si trascina, fatica ad uscire. Forse sono così freddo a riguardo a causa delle ridicole e catastrofiche versioni dal vivo che ne fece Jimmy nel tour dell’Arms (1983).

Hypnotizing Ways (Oh Mamma) è un bel rock, cantato ancora da Chris Farlowe. Dave Mattocks alla batteria, Gordon Edwards al piano elettrico e Page alla chitarra e al basso. Almeno tre le chitarre che tirano il pezzo e due gli assoli.

Main Title è Who’s To Blame in versione strumentale con la chitarra solista che sostituisce la voce. Nell’album che uscì nel 1982 questa traccia non c’era, al suo posto (prima di Hypnotizing Ways) c’era Big Band, Sax And Violence che in questa nuova edizione stranamente manca.

Il materiale bonus è una sorpresa, pieno com’è di inediti e versioni alternative. Si dice che non sia stato Page a seguire questa riedizione, io tendo a dar peso a questa ipotesi, perché immagino che in caso contrario non avremmo goduto di materiale bonus così interessante (e a proposito, è così che i bonus disc delle deluxe edition dei LZ andavano assemblati).

Jill’s Orchestral Theme comincia col bel piano di David Whittaker che interpreta l’idea che Page aveva scritto per la chitarra, continua poi con tutto il tema orchestrale.

Alternate Jill’s Theme vede al piano Dave Lawson alle prese con una melodia alternativa che Jimmy aveva scritto alla chitarra. 90 secondi di soavi ricami pianistici.

9M1 , come spiega Page nelle note del libretto interno, è un intermezzo che incorpora elementi di The Chase arricchiti dalle percussioni di Dave Mattacks.

City Sirens è una outtake del brano omonimo.

Baby I Miss You So è un inedito e si può intuire perché Jimmy lo abbia tenuto fuori dalla versione ufficiale del disco, essendo infatti un brano leggero e pop sarebbe stato fuori fuori posto in un album dal mood ben definito. Alla voce Gordon Edwards, alla batteria Simon Kirke della Bad Company. Il lavoro di Page alla chitarra è comunque degno di nota.

Hey Mama / Swinging Sax si sviluppa in due parti, la prima è la versione strumentale di Hypnotizing Ways la seconda è in pratica Sax And Violence di cui ho parlato sopra, il pezzo (o almeno parte di esso) che appariva nella prima edizione della colonna sonora.

Carole’s Theme – strings versione di un minuto suonata interamente dagli archi. Suggestiva.

Prelude in versione leggermente diversa dall’originale.

Country Sandwich è un inedito, trattasi di un classico pezzo country, buono più che altro per saggiare il chitarrismo di Page alle prese col genere in questione.

A Minor Sketch è un idea registrata da Jimmy Page al Plumptum Home Studio nei primi anni settanta. La qualità è quella di una registrazione casalinga fatta per fissare su nastro alcune idee. Ci sono ricami, fraseggie  arpeggi che si rincorrono, chitarre sovraincise … è un momento sublime sebbene si senta che è tutto appena abbozzato. L’unico nesso con le registrazioni del 1981 è che alcune idee di questo lavoro provvisorio furono usate per Death Wish II. Bizzarro ma, per un fan di Page, davvero significativo

Questo cofanetto fa dunque la sua figura: le due colonne sonore registrate da Page in versione rimasterizzata, materiale bonus rilevante, libretto interno eccellente e confezione elegante ed in perfetto stile Dark Lord. Intendiamoci, è roba essenzialmente per fan, e forse nemmeno per quelli, è materia infatti per chi è interessato a scrutare negli abissi musicali empirici e nelle profondità sonore di Jimmy Page, il miglior chitarrista rock della storia umana.JP sound tracks booklet 021

(broken) ENGLISH

Several times I wondered why I had not talked about Jimmy Page’s Sound Tracks (the box set released in 2015) yet (and sold directly from the official website of our favorite guitarist) on the blog and I have not come to an answer yet. It is very strange, I think the box in question is a fundamental article for The Dark Lord fans, I also think it has been assembled in a superlative manner, yet I, Tim Tirelli, worshiper of the rock guitarist in question, I join with my reflections to it with more than 2 years delay. Mysteries of the human psyche.

Sound Tracks collects two soundtracks composed by Jimmy Page in 1973 and 1981. The first, Lucifer Rising, was supposed to be the sound commentary on the film directed by director Kenneth Anger, like Page an Aleister Crowley studant. For a series of reasons and misunderstandings, the thing never succeeded and this is the first time this soundtrack is officially released. In the past, however, it was published semi-legally by small independent record labels and appeared also as a bootleg as well.

The second came out for the Swan Song label in 1982 and in America reached the 50th position in the Top200 chart, a not bad result for a soundtrack of a forgettable movie.

The box in question, which was released in March 2015, is very well done, small in size, put together with care and with a great inner booklet.

Jimmy Page Sound Tracks

 

Jimmy Page Sound Tracks

LUCIFER RISING (1973) – TTTT

Lucifer Rising is an experimental work, an attempt to probe the nuances of mysticism, a collection of music mantras that frame the spectra of certain human expressions, expressions that paint the profane and the sacred. The Main Title is the original work recorded at Plumpton Home Studio in ’73. Twenty minutes of sonorous dizziness and magical, mystical and demonic musical formulas. Hurdy gurdy, synthesizers, percussion, (at times) acoustic guitars, all played by Jimmy Page, here in the magnificent robes of The Dark Lord. Incubus and the other four tracks belong instead to recordings made at Sol Studio years later. Incubus is a short disturbing game created with the help of the violin bow. Damask brings in the fragrance of the east, even here everything is played on the violin bow, at times it seems to hear parts taken from the violin bow sections of Dazed And Confused in its many live versions. Part of Unharmonics was used for the 1982 soundtrack; even here, sonic restlessness and harmonics that serve as a backdrop to bizarre guitar licks. Damask Ambient is still based on the use of the bow and has some ambient accent. LR Percussive Return sees percussion engraved on a section of the Main Title.
Jimmy Page Sound Tracks

The bonus material is made up of the initial mix of the Main Title and sonorous plots that take shape thanks to the unusual use of Theremin.

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It is obviously no easy material, you have to dive into this dark liquidity and let yourself drift into the great black oceans created by the mind to snatch meanings and suggestions, but beyond the veneration or not that one can have towards Page, it remains singular and intriguing material.

Jimmy Page Sound Tracks

 

Jimmy Page Sound Tracks

DEATH WISH II (1992) – TTTTT

I do not know how much DEATH WISH II, soundtrack of the same movie that in Italy was named The Night Avenger (Executioner) 2, may be important to Rock history, I guess it is not at all, but for Planet Zeptune (as my friend Billy McCue calls the LZ world) I believe it is a basic album, probably the best of all the post-1980 discography by LZ members. Of course, Robert Plant’s fans will not agree, but the album’s thickness is really remarkable and it is the only one that let you imagine how the successor to IN THROUGH THE OUT DOOR could have been. The film is not a great deal, as it is focused on the “belly feelings” (as we say in Italy… “the gut instincrs” in other words) that appeal to a certain audience: the daughter of an architect is raped by some villains,  she ends up dying and his father, Charles Bronson, begins to make justice by himself.

The fact is that the director, Michael Winner, lived next to Page, and that the latter in the first post Zeppelin years was going through a period of inactivity, it was therefore not difficult to organize a collaboration and thus find a way to bring back the guitarist of the Led Zeppelin.

Michale Winner: “I’d lived next door to Jimmy for many years. It was a very bad time for him – the drummer had died, and he was in a very inactive period. Peter Grant and I made arrangements for Jimmy to do the Death Wish II score, for which he wasn’t actually paid, because Grant wanted to restore Jimmy back to creativity. Jimmy rang the doorbell, and I thought if the wind blew he’d fall over. He saw the film, we spotted where the music was to go, and then he said to me “I’m going to my studio. I don’t want you anywhere near me, I’m going to do it all on my own.” My editing staff said this is bloody dangerous! Anyway, we gave him the film, we gave him the timings, and he did it all on his own. Everything hit the button totally! I’ve never seen a more professional score in my life.”

Michael Winner & Jimmy Page 1981

I still remember with great joy that period in 1982, when the two main LZ members finally came back to life with their first albums, PICTURES AT ELEVEN and DEATH WISH II. It was easy to immediately realize that Plant’s project would be the most convinced, that his project had a real foundation and that he would resume playing live with a real band, for Page the feelings were different but it was nice anyway to see him back on the saddle.

Jimmy Page Sound Tracks

Who’s To Blame is a great piece that would have been perfect for LZ. Rock vibes, dissonant riffs always on the limit of tempo blended with the colors of the mystery. Chris Farlowe’s singing is particular, many do not endure the emphasis of his singing, even though I can not say I am a fan I fancy some aspects. The use of the synthesizer guitar is winning, the guitar solo work is incisive, Page was by no means at the highest level from the point of view of technique and hand, but solos are of considerable emotional richness. Good work by Dave Mattacks (Fairport Convention) on drums and Dave Paton (Alan Parsons Project, Kate Bush and a thousand others) on bass.

The Chase is built on a hypnotic riff, first with moderate tempo and then with a faster pace. Mattacks and Paton’s work on drums and bass is good. There is still the synthesizer guitar. In the funk part the guitar work (the Telecaster with the stringbender) is unusual and loaded with beautiful sonority. When the main riff returns, the guitar is always looking for alternative ways, often with more than good results, though Page was not in the best conditions at the time he still had several things to say. The central part is “very soundtrack” but it has the Jimmy Page touch anyway,  the strings work is very effective. In the piece we can hear Dave Lawson who Page met during the brief XYZ experiment, a group hypothesized along with Chris Squire and Alan White (and Lawson himself at keyboards).

Rock returns with City Sirens, another Jimmy Page big riff played on syncopation on the edge of tempo. Two minutes of good rock sung by Gordon Edwards (here also at the keyboards) of The Pretty Things group, in the 70s associated with Swan Song.

Jam Sandwich comes from Isley Brothers’ It’s Your Thing. LZ used to insert the riff (rearranged) into the funk section of the live version of Communication Breakdown. Here Page hardens the riff and enriches it with another overdubbed descending riff. The guitar solo is played again with the stringbender. The piece is all instrumental. The usual Mattocks and Paton form the rhythm section.

Carole’s Theme is a tune of a definite and pure beauty. An intimate and sweet moment with Dave Lawson’s piano intro that flows into the orchestral prelude of the GLC Philarmonic, everything sounds perfect. The arrival of the acoustic guitar marks the real beginning of the song, a touching and well-written instrumental. The part of the guitar is dubbed by David Sinclair Whittaker’s piano, the GLC Philarmonic in the background painta a delightful picture; the  acoustic guitars whims are well-done. This is one of my favorite JP moments. Who knows what this musical idea might have become in the hands of Led Zeppelin.

The Release begins with the GLC Philarmonic creating a background of tension in the classical style of the soundtracks of that kind in those years. Then Page, Mattocks and Paton enter the scene for another not bad at all instrumental piece. The work of the various overdubbed guitars is exciting.

copertina interna del long playing originale del 1982

Hotel Rats And Photostats is divided into two parts, in the first (Hotel Rats) the synthesizer guitar of Page and the GLC Philarmonic weave obscure plots that with the arrival of the usual guitar trio, bass and battery become even darker.

Shadow In the City starts with the same tenor, then the violin bow becomes the protagonist and the effect is guaranteed. It’s here that Shadow In The City blends with Unharmonics (see Licifer Rising paragraph). Mattocks and Paton add pathos with spectral rhythmic brushstrokes. Here Jimmy Page step into The Dark Lord shoes, electric guitar played with the violin bow, synthesizer guitar, theremin. A triumph of mysterious and sidereal essence of James Patrick Page.

Jill’s Theme is an orchestral work, what you expect from certain soundtracks.

Prelude is nothing but the revision of Chopin’s Prelude in E minor. Despite it’s easy to listen to, I find it unnecessary and redundant. Reverting with a rock band a piece of classical music is always very dangerous, very often the falling into the abyss of kitsch is just around the bend, in that musical obscurity inhabited by rock centurions (tout court and kitsch rock musicians, in other words), there are very few exceptions, very few talents that have succeeded in the harsh enterprise. Here the guitar plays the melody and the result is not quite exciting, the piece drags, struggling to get out. Maybe I’m so cold about it because of the ridiculous and catastrophic live versions that Jimmy made on the US ARMS tour (1983).

Hypnotizing Ways (Oh Mamma) is a beautiful rock song, still sung by Chris Farlowe. Dave Mattocks on drums, Gordon Edwards on electric piano and Page on guitar and bass. There are at least three guitars and two solos.

Main Title is  the instrumental version of Who’s To Blame  with the guitar solo replacing the voice. On the album that came out in 1982 this track was omitted, in its place (before Hypnotizing Ways) there was Big Band, Sax And Violence, which is not included in this new edition.

The bonus material is a surprise, given that it has unpublished tracks and alternative versions. There’s a rumor out there about the fact that it was not Page who assembled this releaase, I tend to give this weight to the hypothesis, because I guess otherwise we would not enjoy such interesting bonus material.

Jill’s Orchestral Theme begins with David Whittaker’s piano, which interprets the idea that Page had written for the guitar, then it segues with all the orchestral theme.

Alternate Jill’s Theme sees Dave Lawson’s piano with an alternative melody that Jimmy had written on the guitar. 90 seconds of soothing piano embroidery.

9M1, like the inner booklet esplains, is an interlude that incorporates elements of The Chase enriched by percussion of Dave Mattacks.

City Sirens is an outtake song of the same song.

Baby I Miss You So is unusual and you can guess why Jimmy kept him out of the official version of the record, being a light piece it would have been out of place in an album with a well-defined mood. Gordon Edwards on vocals, Simon Kirke of Bad Company on drums. The work of Page on the guitar is still worthy of note.

Hey Mama / Swinging Sax develops itself in two parts, the first is the instrumental version of Hypnotizing Ways, the second is Sax And Violence, the piece that appeared in the first issue of the soundtrack I mentioned before.

Carole’s Theme – String version: a minute played entirely by the strings. Suggestive.

Prelude is pretty close to the original.

Country Sandwich is a never heard before track, a classic country piece, good enough to test Pag’s guitar playing with the genre in question.

Minor Sketch is an idea recorded by Jimmy Page at Plumptum Home Studio in the early seventies. The quality is that of a house recording made to fix some ideas on tape. There are embroidery, arpeggios, licks, overdubbed parts that run after each other … It’s a sublime moment though you feel it’s all just sketched. The only connection with the 1981 recordings is that some ideas of this provisional work were used for Death Wish 2. Odd but, for Jimmy Page fan, really significant.


This box set is therefore a valuable item : the two remastered soundtracks recorded by Page, relevant bonus material, excellent interior booklet and elegant packaging  in perfect Dark Lord style. I mean, it’s essentially stuff just for fans, and maybe not even for those, it’s a thing for those who are interested in scrutinizing the empirical music abysses and sound depths of Jimmy Page, in our opinion the best rock guitarist in human history.
JP sound tracks booklet 021

 

GRETA VAN FLEET

13 Ago

ITALIAN /ENGLISH

Di solito non mi piace chi fa il verso alla mia band preferita, o meglio mi piace solo chi – pur pagando pegno – mette in mostra qualità compositive degne di nota. Disdegno chi scimmiotta e mette in scena un simil rock alla LZ senza senso compiuto e dunque senza un apporto minimo per il rock. I GRETA VAN FLEET dopo i primi 15 secondi avevano già catturato tutta la mia attenzione, capita di rado.

E’ un gruppo molto giovane proveniente dal Michighan, composto da tre fratelli (di cui due gemelli) e un loro amico. Non hanno che pubblicato un solo EP, ma si sono già fatti notare. Sorprendono la determinazione, la sicurezza di sé che non diventa mai sicumera, le doti musicali. Credo che manchi un po’ di maturità compositiva (cosa del tutto naturale), se dovesse arrivare ci troveremmo davanti ad una vera grande speranza per la musica rock.

I usually do not like groups who mimic my favorite band, or rather I just love who – while paying homage – exhibits remarkable songwriting qualities. I disdain who monkeys and puts together a tout court rock a la LZ that don’t make sense without giving a minimum contribution to rock music. GRETA VAN FLEET had captured all my attention after the first 15 seconds, it happens seldom.

A very young group from Michighan, consisting of three brothers (including two twins) and a friend of theirs. They have only published one EP, but they have been already noticed. The determination, the self-confidence that never becomes presunprion, the musical qualities are surprising. I guess that they miss a bit of compositional maturity (quite natural), if it arrives we would find ourselves in front of a real big hope for rock music.

Greta Van Fleet

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LED ZEPPELIN “Deus Ex Machina” – Seattle, Center Coliseum 21 march 1975 – (EVSD 2017 – BOOTLEG)

10 Ago

ITALIAN / ENGLISH

La premessa ad un nuovo bootleg del 1975 dei LZ è sempre quella, ovvero che bisogna tener conto delle condizioni con cui il gruppo affrontò il tour americano del 1975. Page poco prima di partire si fa male all’anulare della mano sinistra, Plant arrivato a Chicago si prende una bronchite che lo costringerà a cantare – da gennaio  a marzo – nonostante grossi problemi alla voce, e se a tutto questo aggiungiamo poi l’entrata in scena di certe sostanze, gli squilibri dati dall’enorme successo e l’edonismo sfrenato di cui inizia ad essere vittima il chitarrista, il gioco è fatto.

Pur con questi problemi, quelli del 1975 rimangono ugualmente i Led Zeppelin, musica cosmica in perfetto equilibrio tra pancia e mente, un look da vere rockstar e un aurea leggendaria, e pazienza se le performance dei duei membri più in vista del gruppo non sono sempre perfette.

Esce dunque per la prima volta la registrazione soundboard (ovvero presa dal mixer) del secondo concerto a Seattle del tour. Fino ad oggi era disponibile nel giro dei fan e degli amanti delle registrazioni dal vivo una registrazione audience (presa dal pubblico) piuttosto buona, e proprio grazie a questa il concerto in questione ha da sempre una nomea particolare, per molti infatti resta il miglior show del 1975 in terra d’America. Io all’epoca comprai i due bootleg relativa, 4 lp che presentavano lo show in maniera incompleta e senza rispettare l’ordine della scaletta. 45.000 lire l’uno. Altri tempi.

Led Zeppelin “214” Seattle 21/3/78 LP – foto TT

Led Zeppelin “214” Seattle 21/3/78 LP – foto TT

Led Zeppelin “207.19” Seattle 21/3/78 LP – foto TT

Led Zeppelin “207.19” Seattle 21/3/78 LP – foto TT

Dal punto di vista del visual il tour del 1975 è più cupo del precedente. Se si guardano le foto del 1973 si nota sempre una luce positiva, i palchi erano colorati, gli impianti luci brillanti, e il mood del gruppo solare, rispecchiando un po’ l’atmosfera gioiosa dell’albm Houses Of The Holy.

LZ San Antonio 22 may 1973 – photo Carl Dunn

Nel 1975 tutto si fa più tenebroso. Il look di Page e Plant è vincente ma il resto è al limite del pauroso, del misterioso, dal sound che il gruppo ha fino alle vibrazioni che sembrano circondare l’entourage Zeppelin. Come accennato sostanze chimiche pesanti entrano in scena, tutto diventa più sfuocato e a tratti senza controllo. Il suono della batteria è profondo, cupo (pur rimanendo un suono vivo), mentre quello della chitarra di Page è stranamente più pulito. Il sound complessivo è ottimo, o perlomeno a me piace molto. I soundboard del 1975 sono in media fantastici per quanto riguarda la qualità audio, tra le registrazioni dei questo tipo sono i migliori di sempre. La Empress Valley Supreme Discs ne ha fatti uscire parecchi in questi anni, si dice che nelle sue mani ne abbia ancora un bel po’. Certo, i fan dei LZ preferirebbero soundboard del 1971 o di altre date magiche del gruppo, ma visto che non si può scegliere credo che si debba essere sempre felici quando un soundboard mai pubblicato precedentemente fa capolino. Non capisco come uno si possa dire fan in senso stretto dei Led Zeppelin e poi snobbare uscite del genere solo perché Plant ha problemi di voce e Page pesca spesso nel torbido. Se sei un vero fan, ogni nuovo soundboard lo devi avere, anche perché in quasi tutti i concerti del gruppo ci sono momenti di eccellenza o perlomeno interessanti.

Led Zeppelin Deus ex Machina Seattle 21-3-75 (EVSD 2017)

TITLE: Led Zeppelin ““Deus Ex Machina″

LABEL: Empress Valley Supreme Discs

TYPE: Soundboard (previously unreleased)

SOUND QUALITY: TTTTT

PERFORMANCE: TTTT

ARTWORK: TTTT

BAND MOOD: TTTT½

COLLECTION ZEP FAN: TTTTT

Tempo fa uscì il teaser di HEARTBREAKER, versione piuttosto sloppy che contribuì ad abbassare le mie aspettative. Oggi che ho per le mani la registrazione completa constato che, dopo una prima reazione del tipo “I’m not impressed”, il concerto sta crescendo molto dentro di me e gradualmente sta raggiungendo la cima della classifica relativa ai miei preferiti del 1975 ovvero NY MSG 12 febbraio 1975 e Los Angeles Forum 24-25-27 marzo 1975 ( ma di questi ultimi tre esiste solo la registrazione audience, dunque mi riservo di rivalutarli una volta che usciranno – speriamo –  i soundboard).

Prima di iniziare a parlare del concerto vale la pena ricordare che è facile oggi analizzare nel profondo ogni minimo particolare ed essere un po’ critici, non va scordato infatti che stiamo parlando di giovani uomini ripresi on the road negli anni settanta, giovani uomini alle prese con tutto quello che l’America poteva offrire all’epoca, giovani uomini sballottati  di qua e di là, tanto per dire: il 17 marzo a Seattle, il 19 e il 20 a Vancouver, il 21 di nuovo a Seattle… magari in un contesto del genere è facile perdere l’orientamento e avere una sorta di di jet lag dei sensi.

La scaletta del 1975 non mi ha mai fatto impazzire, SICK AGAIN ad esempio per me è un pezzo dei LZ assolutamente rimpiazzabile. Da PHYSICAL GRAFFITI furono scelti solo pezzi tetri e/o epici. SICK AGAIN appunto, IN MY TIME OF DYING, TRAMPLED UNDERFOOT e KASHMIR. Mi chiedo come fecero a lasciar fuori CUSTARD PIE, TEN YEARS GONE e IN THE LIGHT. Certo, di solito una band propone i pezzi che vengono bene in situazione live, ma d’altra parte TEN YEARS GONE fu proposta dal vivo nel 1977 e 1979 e CUSTARD PIE nel periodo PAGE & PLANT, Avrebbero di sicuro reso il mood più colorato e vario.

ROCK AND ROLL e SICK AGAIN sono buone, qualche lieve sbandata ma tutto ok. “And it’s been a long time Seattle” dice Plant prima dell’assolo di Page in ROCK AND ROLL; per gli standard del 1975 RP è in formissima.

RP: Seattle, good evenin’! Good evening. Well, we went across the border. It was alright but it’s much better back here. And that’s, and that’s no lie. That’s the truth. What we intend, what we intend to do tonight is to, uh, to relieve our physical, uh, pent-up-ness on stage, and then to relieve it later on after the gig elsewhere. Now the thing is, what we intend to do is to try and give you a cross section of, of what we’ve been trying to produce and write over the last six and a half years. As you know, as you notice, uh, the material varies greatly, and so you will appreciate that we take it from one extreme to the other. And what better way to start than to gaze out under the horizon and see what tomorrow may bring.

L’umore di Plant è ottimo, sente che la voce è meno soggetta ai problemi che lo assillano da gennaio e dopo tutto sa che Seattle è una delle città dei Led Zeppelin, non è Los Angeles, ma l’isterismo del pubblico (vedi la registrazione audience) è assolutamente percepibile. All’inizio di OVER THE HILLS Page pasticcia un po’e sbaglia l’accordo di DO, roba da principianti, l’accordatura inoltre non sembra perfetta, ma il resto prosegue bene. L’assolo è ispirato, il Dark Lord cerca con successo soluzioni nuove, il gioco sui bicordi è delizioso. La chitarra è leggermente in secondo piano, questo vale per tutto il concerto, basso, tastiere e pedaliera basso sono invece ben presenti (e questo è sempre una gran cosa in generale, odio le registrazioni dove il basso e le tastiere si sentono poco). La risposta del pubblico è fortissima.

Led Zeppelin Deus ex Machina Seattle 21-3-75 (EVSD 2017)

RP: Thank you very much, well. You’ve probably heard that one before, yeah? There’s one demand that I’d like to make, apart from that you enjoy what we’re doing, and that is that you don’t sway around too much in the front because somebody might get hurt, okay? I’ve seen it happen and it’s very gory. In England we have soccer matches where the same sort of thing happens. Only the soccer is terrific. Right, now, it came to pass that, that I, hah. It came to pass that after eighteen months of just sittin’ down on our backsides, forming Swan Song Records and, and messin’ around, generally, we finally managed to put a record into the shops, Physical Graffiti, …. Once again, a lot of variations in musically, intend to give you, ahh. We intend to give you some of that tonight. If we got any left.

IN MY TIME OF DYING fila via liscia, nel break dove Plant rimane da solo lo si sente “chiamare” l’entrata di Jimmy che però o è distratto o semplicemente decide di entrare due giri dopo.

RP: Thank you very much. That was taken from, uh, that was, uh, we were inspired, should we say, from something that came from an old work song, a long long time ago before they started putting music down on pieces of paper. In the South of the North American states. Uh, this song has a different story altogether, this next one. It relates to our travels and our voyages and, um, experiences. Uh, with all kinds of people in all kinds of situations, we always find that we end up having a very nice time. After, after the initial confrontation, whatever language, whatever creed, whatever guitar, whatever road manager. Did I tell you about Raymond? Poor Raymond’s working with us with a broken leg. Raymond Thomas, from Scotland, with a broken leg! A broken leg! Poor Raymond. Anyways, so was I was saying, ‘The Song Remains the Same.’

Anche TSRST è buona. Qualche sbavatura di Page nella prima parte lenta ma niente di che. In alcuni momenti sembra di ascoltare il Plant che tutti conosciamo e immaginiamo. JPJ cerca strade alternative ed è molto eccitante ascoltare quello che fa. Ormai leggendaria tra i fan la frase “Seattle won’t you listen now” che il biondo di Birmingham inserisce nel testo.

In THE RAIN SONG la chitarra di Page non sembra accordata perfettamente e anche il mellotron sembra sempre al limite. E’ bene rammentare che il mellotron era la tastiera che in quegli anni simulava una orchestra di archi. Ad ogni tasto era collegato un nastro pre-registrato che a sua volta quando selezionato si appoggiava ad una testina che riproduceva il suono, una volta che il tasto smetteva di essere premuto, il nastro veniva riavvolto all’inizio. Facile intuire quanto fosse problematico portare in tour uno strumento del genere. L’umidità e altre variabili rendevano la tenuta dell’accordatura difficile. In THE RAIN SONG si può capire quanto fosse complicata la gestione. Ad ogni modo, buona versione.

Led Zeppelin Deus ex Machina Seattle 21-3-75 (EVSD 2017)

RP: It is the summer of my smiles. It should be the summer of everybody’s smiles, right? Even our friend, …, who plays the mellotron, John Paul Jones on mellotron. John Paul Jones. Mellotron is, uh, a very easy way of carrying around a thirty-six piece orchestra, uh, with the aid of tapes and, good evening. John Paul Jones is a very easy way of being an orchestra. And to prove this he’s gonna play in the, uh, standard, um, middle-asian-eastern style of, uh, violin playing on this next piece. We’d like to dedicate this to, uh, everybody who we’ve met in Seattle. This time we’ve been a groove and a gas. And we didn’t really meet and we didn’t really meet enough people either. At least of the right gender. This is called ‘Kashmir.’

Di nuovo il mellotron per KASHMIR; Page con la Danelectro accordata in dadgad. Nella sezione All I see turns to brown As the sun burns the ground And my eyes fill with sand As I scan this wasted land qualcosa sembra non funzionare tra gli arrangiamenti della chitarra e quelli delle tastiere, la stessa cosa accade nel finale.

RP: Is this an Elvis Presley show or what? Hi, everybody. That last song holds great significance for us, really, because Kashmir is a place we haven’t been yet. Hah. So if we can write a song about it before we get there, what happens when we get there?  A song now with, another journey. A journey with, uh, more somber intonations, I think. This features, once again, the nimble fingers of John Paul Jones. This is a song about a journey where there can be ‘No Quarter.’

NO QUARTER è uno dei momenti che aspetto con più trepidazione, la parte strumentale di improvvisazione è spesso magnifica e ci apre le porte a passaggi verso le profondità cosmiche. Plant può permettersi di spingere come faceva in passato, ed è un sollievo sentirlo più o meno libero di cantare seguendo l’istinto. L’assolo di piano è appassionante, Jones è ispirato e voglioso di sperimentare. Al minuto 5:36 cita IN A PERSIAN MARKET del grande Ketèlbey, poi si infila nei soliti passaggi pieni di blues misterioso fino ad arrivare a GEORGIA ON MY MIND. Il tempo scelto per la parte in cui entra Bonham è più sostenuto del solito. Starei ad ascoltare ore il groove creato dalla coppia Jones/Bonham. Vista la velocità della sezione ritmica Page fatica un po’ a trovare i giusti innesti chitarristici. L’assolo non è ispiratissimo, Page sembra rifarsi ai soliti cliché . Intendiamoci, ci sta, perché non credo sia facile mantenere in continuazione e ad alti livelli alti la concentrazione e la vena compositiva. Page è uno dei più grandi improvvisatori che la musica rock abbia mai avuto (per quanto riguarda la chitarra per me sicuramente è il numero 1), ma credo sia comprensibile che alla fine di un tour fatto di concerti di 3 e passa ore dove lo spazio per l’improvvisazione è tanto ci siano momenti in cui l’estro sia un po’ in riserva. Se pensiamo che nel tour del 1975 NO QUARTER durava circa mezz’ora e DAZED AND CONFUSED 40 minuti (come in questo caso) è facile capire come il chitarrismo di Page abbia cercato ad espandersi come fa l’universo, serate o fasi sotto tono sono quindi da mettere in preventivo (per la cronaca, non dimentichiamoci di altri 30 minuti per MOBY DICK).

Al minuto 18,40 Jones inizia la sperimentazione selvaggia, quella parte dove contorni armonici e strutture vanno in frantumi e si entra nel cosmo più profondo, Page è abbandonato a se stesso senza più riferimenti mentre Jones salta da una galassia musicale all’altra. Momenti forse eccentrici ma a mio modo di vedere vitali. Mai sentita un’ altra band dedita all’hard rock fare cose del genere. A Page torna l’ispirazione al minuto 23. Altri 90 secondi di ricerca chitarristica. Alla fine il pubblico capisce la grandezza della musica appena ascoltata e va in visibilio.

Led Zeppelin Deus ex Machina Seattle 21-3-75 (EVSD 2017)

A questo punto la band è pronta per TRAMPLED UNDEFOOT, Jones è al clavinet, prova il suono, quando Plant decide di riportare tutti indietro con il blues del terzo album, pezzo proposto solo un paio di volte durante il tour.

RP: John Paul Jones, grand piano. A … another Englishman in New York …, um, who’s various members of the rock and roll, uh, heirarchy, have decided to call the Incredible Shrinking Man. Uh, Mr David Bowie, wherever you are, I’ve got your hat. Now as I said to you before, um, we didn’t, we didn’t do any gigs for eighteen months. We all sat at home and ate chocolates and watched the TV. And tried to see what it was like to be straight. Didn’t work. And since then we’ve, uh, we’ve embarked on this tour of the United States, ahh, which’s been fantastic, really good. We found out that, uh, we found out that everything we thought we could do with, everything we thought we could do before we could do better now, you see? Well, unfortunately, unfortunately, music-wise, if we were to try and prove that every night we should be on the doctors orders constantly, we would have no time for anything else but music and you must have other interests when you’re on the road, right? You understand that? Anyways, there’s one song that we’ve done twice in, in, I suppose, since we got ripped off for all that bread in New York, ages ago. Um, because we really dig playing here, for no other reason, we’re gonna do it again now. It’s, uh, yeah. I don’t think anybody else in the band knows about it yet. Just a little bit of change in, uh. Sorry about that, John. And this, you see? Right on this spot. It could be ‘Louie Louie’, but instead it’s, it’s a thing from the third album that, um. ‘Since I’ve Been Loving You.’

Sebbene SIBLY sia un brano non esattamente previsto all’interno della scaletta del 1975, la trasposizione resa dalla band è di tutto rispetto. Grande JPJ alla pedaliera basso che, lo ricordo, suona mentre è alle tastiere. L’arrangiamento non si discosta troppo da quello del tour del 1973.

RP Well nobody expected that, least of all, us. That’s what it’s all about. (I got a … that’s made for a necktie.) A lot of distinguished people in the wings tonight. A Mr Peter Grant, known as Panama Pete to the Seattle police, Panama Pete. Peter Grant! Sorry, Petey, you didn’t go down too well. Ha ha ha. We got a friend called Lou, who’s birthday it is today. Lou, happy birthday, Lou. Got a guy who plays the drums and kicks the shit out of everybody in his drum, John Bonham. Here goes a song from Physical Graffiti, to, uh, to make your toes curl up. It’s a song, uh, related to the motions of a motorcar, which really, is all about ladies like you, my dear. It’s called ‘Trampled Underfoot.’ And long may we trample.

TRAMPLED UNDERFOOT è affrontata con la solita ferocia ma il risultato è un po’ confuso intorno al minuto 2:00 dove il gruppo si perde un po’. L’assolo di Jones non è tra i più riusciti. Quello di Page è simile ad una corsa di cavalli selvaggi, qualcuno scarta all’improvviso e cade ma il resto continua a correre in modo gagliardo con le criniere al vento. Alcune frasi di chitarra producono l’effetto voluto.

RP: With just a little bit of ‘Gallows Pole’ thrown in. I think this concert has the right vibes for a good time, yeah? No pretense. Everything is just straight on the level. It’s really nice, really feels good. uh, our wishes and, um, heartfelt sorrow go out to Benji LeFevebre, who’s suffering from a social disease, at the moment. Poor Benji. Don’t forget to pop into the clinic in California. Panama Pete’s still in the wings and we’re still here. Ladies and gentlemen, I bring you, John Bonham! ‘Moby Dick!’

Quasi trenta minuti di assolo di batteria. Mi chiedo cosa pensassero gli spettatori. D’accordo, si trattava di John Bonham, ma … ad ogni modo alla fine del pezzo c’è un’ovazione. Plant chiede se tutti si stanno divertendo, domanda retorica, la risposta è il delirio assoluto. Seattle e i Led Zeppelin sono connessi, non vi è dubbio.

RP: John Bonham! John Bonham! John Bonham! ‘Moby Dick!’ ‘Moby Dick!’ Tonight, on the Johnny Carson show. Well that was too much. Is everybody, uh, enjoying themselves? Mr Page is havin’ a fit. There’s a little bit of a discrepancy about a guitar and a man who is being held by the police and all sorts of things. Quite a, quite a story going on behind the scenes. I think we’ll dedicate this to the innocent party, whoever or wherever he may be in this giant intrude that goes on. As we try and maintain law and order in society, without, not us, but everybody, ya know, so, it’s a communal effort. This is, uh, something that we should dedicate to the difference and the balances between law and order and where they start crossing each other’s lives. 

DAZED AND CONFUSED stasera è tra le più leggendarie. 40 minuti di esoterismo musicale, di sperimentazioni, di indagini nel subconscio. Al di là di qualche imperfezione di Plant e Page, l’esposizione del pezzo in questa serata va oltre il mito. Le improvvisazioni di Page tra lo spagnoleggiante e l’indecifrabile prima del lento arpeggio (minuto 7:00) ci portano in mondi sconosciuti. Il chitarrista cerca passaggi nello spazio tempo e lo fa col suo grande intuito. Rientra poi la band sull’arpeggio MI- DO, Plant stasera ci canta sopra FOR WHAT IT’S WORTH dei Buffalo Springfield. Magnifico Jones al basso. Plant continua con WOODSTOCK di Joni Mitchell. L’atmosfera creata è meravigliosa. Ad un certo momento Page si dà al reggae e Robert accenna a I SHOT THE SHERIFF di Marley. L’archetto entra in scena circa al minuto 14:00. 420 secondi di mistica allo stato puro a cui seguono 13 minuti di accelerazioni chitarristiche e di stacchi strumentali e vocali di un’altra dimensione. Dopo l’ultima strofa ci sono ulteriori 5 minuti di improvvisazioni chitarristiche. Come Page facesse a mantenere un livello di espressività così alto è un mistero.

Sebbene (come ripetutopiù volte) Page e Plant non fossero al top della forma, questa rimane una delle DAZED AND CONFUSED più leggendarie mai suonate dai Led Zeppelin. Come loro nessuno mai!

 

RP: Master guitarist, Jimmy Page! We shall keep you less than a moment. Well, uh, a couple of years ago when we were here, we, uh, remember Kingsmen? That’s the trouble with you. You American people, you have all this great, musical heritage.
Well that was the Kingsmen, right? And they came from Seattle. I want you to try and remember that. When we go to New Orleans nobody’s heard of … or Aaron Neville or Betty … and all these people came from New Orleans so you really must brush up on. This one character that you know came from Seattle who, I didn’t really know that well, but we’d like to dedicate this piece of music to the, the amount of work that Jimi Hendrix gave. And the amount, the amount of inspiration that he gave everybody in the business. Everybody in the whole rock and roll world.

Led Zeppelin Deus ex Machina Seattle 21-3-75 (EVSD 2017)

“Mastro chitarrista Jimmy Page” esclama Plant alla fine di e il pubblico risponde nell’unica maniera possibile, è un trionfo. Plant poi parla della eredità musicale di SEATTLE, cita i Kingsmen e Page accenna a Louie Louie, poi il biondo di Birmingham omaggia Jimi Hendrix, dedicando alla sua memoria il pezzo che segue.

Dal 1975 in poi STAIRWAY TO HEAVEN è l’ultimo pezzo in scaletta prima dei bis. Malgrado nell’assolo Page tenda ad appoggiarsi ai cliché, riesce comunque a tirare fuori fraseggi convincenti.

RP: Seattle, you’ve been great. Thank you very much. We ‘ve really enjoyed ourselves. Thanks a lot. Goodnight.

Il gruppo esce di scena.

RP: (Ha ha ha ha ha. Led Zep, the Hammer of the Gods. Good evenin’! We’d like to thank you for having us. The fishing wasn’t as good) as usual, but, uh, there’s something to be said here.

Cosa succedesse nei camerini non è dato sapere (ma facile da immaginare), fatto sta che quando ritorna la band è spesso più confusa e Page fatica a suonare persinoil riff di WHOLE LOTTA LOVE (questo vale anche per il 1977). Il pezzo che meglio simboleggia il piombo Zeppelin è arricchito da una versione cantata di THE GRUNGE. Il tutto è un po’ improvvisato, li senti che sono un po’ rigidi nel momento del cambio accordi, ma è tutto divertente. Page divaga sul giro funk fino a che non va a buttarsi sul Theremin. Jones parte per viaggi tutti suoi ed è uno spettacolo starlo a sentire. Sezione funk-theremin spaventosa (nella accezione positiva del termine). Page poi insiste ancora con la chitarra funk, i ragazzi si stanno divertendo e si sente. Rullata di Bonham e ponte che porta a BLACK DOG.

RP: Seattle! Thank you very much, indeed. Thanks!

Il gruppo ritorna per una accoppiata di pezzi non proprio scontata per il tour del 1975: COMMUNICATION BREAKDOWN/HEARTBREAKER.  La prima è molto buona la seconda più sfilacciata (persino Jones si perde un po’). In HB poco prima dell’assolo Plant canta “Squeeze my lemon baby“. Jimmy pasticcia nella parte in cui solleva la chitarra con le due mani e cerca di suonare la scalata di hammer-on solo con la mano sinistra. Il resto dell’assolo non è affatto male.

Nella registrazione soundboard non c’è il commento finale di Plant (presente invece in quella audience) (RP: Whoa. Thank you very much. We’ve had a great time. Thank you. You’ve been fantastic. Seattle, goodnight! For …. One of the, one of the most timid men in show business leaving the stage now. John Paul Jones! Jimmy Page. And a red rose. )

Si chiude così uno dei migliori concerti del tour americano del 1975. Oltre 3 ore e mezza di rock elettrico, dilatato, potente, irresistibile.

Questo è un bootleg, dunque una registrazione da ascoltare con applicazione, con una sorta di meditazione necessaria per andare oltre le sbavature e le incongruenze e calarsi così nell’attimo stesso del concerto, per poter ghermire l’essenza del concetto di musica rock live (qui rappresentata in senso stretto e al contempo in senso lato) degli anni settanta di uno dei pochi veri grandi gruppi rock della storia. Ascoltare a pezzi e bocconi concerti del genere (non solo dei LZ) significa archiviare superficialmente momenti storici, senza arrivare ad appropriarsi del respiro universale. Prendetevi almeno un’oretta tutta per voi, chiudetevi nello studiolo o mettetevi in cuffia, versatevi due dita del vostro liquore preferite e abbandonatevi alla metafisica.

Questo il link a youtube relativo al nuovo soundboard:

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Questo il link a youtube relativo a quel po’ di video amatoriale disponibile (sincronizzato sulla registrazione audience):

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(broken) ENGLISH

The premise of a new LZ 1975 bootleg is always the same, that is to say, one has to take into account the conditions under which the group faced the US tour of 1975. Just before leaving, Page hurt his left hand and Plant caught a flu or bronchitis that forced him to sing – from January to March – despite major problems in his voice, and if we add to this the entry into the scene of certain substances, the imbalances given by huge success and unbridled hedonism of which the guitar player begins to be the victim, les jeux sont faits.

Even with these problems, those in 1975 are equally Led Zeppelin, cosmic music in perfect balance between belly and mind, a real rockstar look and a legendary aura, and never mind if the performance of the two most exposed members of the group are not always perfect.

So for the first time here it comes the soundboard recording (that is, recorded by the mixer) of the second concert in Seattle of the tour. Up until now, a record audience (recorded by the public) was available to fans and live recordings lovers alike, and thanks to this the concert has always been a particular one, for many in fact it remains the best 1975 show in America. Many years ago I bought the two bootlegs, 4 lp, which presented the show incompletely and without respecting the order of the selist. 45,000 italian lire each. Another age.

Led Zeppelin “214” Seattle 21/3/78 LP – foto TT

Led Zeppelin “214” Seattle 21/3/78 LP – foto TT

Led Zeppelin “207.19” Seattle 21/3/78 LP – foto TT

Led Zeppelin “207.19” Seattle 21/3/78 LP – foto TT

From the visual point of view, the 1975 tour was darker than the previous one. If you look at the photos of 1973, you always notice a positive light, the stages are colorful, the lights bright, and the mood is solar, reflecting the joyful vibe of the album Houses Of The Holy.

LZ San Antonio 22 may 1973 – photo Carl Dunn

In 1975 everything becomes darker. The look of Page and Plant is great, but the rest is at the edge of the scary and the the mysterious, from the sound of the group to the vibrations that seem to surround the LZ world. As mentioned heavy chemicals enter the scene, everything becomes more blurred and sometimes unmanageable. The sound of the drums is deep and dark (but remaining lively), while the guitar’s one is strangely cleaner. Overall the sound is great, or at least I like it very much. Audio quality wise the 1975 soundboards are fantastic, they are among the very best recordings of this kind. Empress Valley Supreme Discs has released several one in the last years, it is said they have had quite a few in its hands. Of course LZ fans would prefer 1971 soundboards for example, but since one can not choose I think we should always be happy when a previously unreleassed soundboard is peeping. I do not understand how one can consider himself  a fan in the strict sense and then snore such bootlegs just because Plant has problems of voice and Page is often peeling into the turbid. If you are a true fan, you have to have every new soundboard because in almost every LZ concert there are moments of excellence.

Led Zeppelin Deus ex Machina Seattle 21-3-75 (EVSD 2017)

TITLE: Led Zeppelin ““Deus Ex Machina″

LABEL: Empress Valley Supreme Discs

TYPE: Soundboard (previously unreleased)

SOUND QUALITY: TTTT

PERFORMANCE: TTTT

ARTWORK: TTTT

BAND MOOD: TTTT½

COLLECTION (ZEP FAN): TTTTT

Time ago the HEARTBREAKER teaser came out, a rather sloppy version that contributed to lowering my expectations. Now that I have the full recording on my hands, I realize that after a first reaction of “I’m not impressed”, the concert is growing a lot on me and is gradually reaching the top of my 1975 fave gigs charts, (other titles in the first positions:  NY MSG February 12, 1975 and Los Angeles Forum March 24-25-27, 1975 (but the last three have only audience recordings, so I reserve to re-evaluate them once the soundboard come out).

Before starting to talk about the concert, it is worth remembering that it is easy now to analyze every detail and to be a bit critical. It is not to be forgotten that we are talking about young men on the road in the 1970s, young men in touch with all that America could offer at that time, young men throbbed here and there, just saying: March 17 in Seattle, 19 and 20 in Vancouver, 21 in Seattle again … maybe in such a context it is easy to lose orientation and have some kind of  jet lag of the senses.

The 1975 setlist never made me crazy, SICK AGAIN, for example, for me is a piece that can be completely replaced. From PHYSICAL GRAFFITI only gloomy or epic pieces were chosen: SICK AGAIN, IN MY TIME OF DYING, TRAMPLED UNDERFOOT and KASHMIR. I wonder how they let CUSTARD PIE, TEN YEARS GONE and IN THE LIGHT OUT out of the suitable numbers to play. Sure, usually a band proposes songs that come out nice in a live situation but on the other hand TEN YEARS GONE was played live in 1977 and 1979 and CUSTARD PIE in the PAGE & PLANT period, They would certainly make the mood more colorful and varied.

ROCK AND ROLL and SICK AGAIN are good, some muddy moments but everything else seems ok. “And it’s been a long time in Seattle,” Plant says before the Page’s solo in ROCK AND ROLL; for the 1975 standards RP is in top form..

RP: Seattle, good evenin ‘! Good evening. Well, we went across the border. It was alright but it’s much better back here. And that’s, and that’s no lie. That’s the truth. What we intend, what we intend to do tonight is to, uh, to relieve our physical, uh, pent-up-ness on stage, and then relieve it later on after the gig altogether. Now the thing is, what we are going to do is to try and give you a cross section of what we’ve been trying to produce and write over the last six and a half years. As you know, as you notice, uh, the material varies greatly, and so you will appreciate that we take it from one extreme to the other. And what better way to start than to look out under the horizon and see what tomorrow may bring.

Plant’s mood is great, he feels that his voice is less subject to the problems that hurt him since January and after all he knows that Seattle is one of the Led Zeppelin cities, maybe not like Los Angeles, but the audience’s hysteria (see the audience recording) is absolutely perceptible. At the beginning of  OVER THE HILLS Page does a mistakes when hitting the DO (well, C) chord, he sounds like a beginner, the tuning also does not seem perfect, but the rest goes well. The solo is inspired, the Dark Lord seeks new solutions with great success. The guitar is slightly in the background, this is true for the whole concert, bass, keyboards and pedal bass are well present (and this is always a big deal in general, I hate the recordings where the bass and keyboards are low in the mix). The audience response is very strong.

Led Zeppelin Deus ex Machina Seattle 21-3-75 (EVSD 2017)

RP: Thank you very much, well. You’ve probably heard that one before, yeah? There’s one demand that I’d like to make, apart from that you enjoy what we’re doing, and that is that you don’t sway around too much in the front because somebody might get hurt, okay? I’ve seen it happen and it’s very gory. In England we have soccer matches where the same sort of thing happens. Only the soccer is terrific. Right, now, it came to pass that, that I, hah. It came to pass that after eighteen months of just sittin’ down on our backsides, forming Swan Song Records and, and messin’ around, generally, we finally managed to put a record into the shops, Physical Graffiti, …. Once again, a lot of variations in musically, intend to give you, ahh. We intend to give you some of that tonight. If we got any left.

IN MY TIME OF DYING bowls along smoothly, in the break where Plant remains alone, he “calls” for Jimmy’s entry but Pagey either is distracted or simply decides to enter a bit later.

RP: Thank you very much. That was taken from, uh, that was, uh, we were inspired, should we say, from something that came from an old work song, a long long time ago before they started putting music down on pieces of paper. In the South of the North American states. Uh, this song has a different story altogether, this next one. It relates to our travels and our voyages and, um, experiences. Uh, with all kinds of people in all kinds of situations, we always find that we end up having a very nice time. After, after the initial confrontation, whatever language, whatever creed, whatever guitar, whatever road manager. Did I tell you about Raymond? Poor Raymond’s working with us with a broken leg. Raymond Thomas, from Scotland, with a broken leg! A broken leg! Poor Raymond. Anyways, so was I was saying, ‘The Song Remains the Same.’

TSRST is good. Some smears from Page in the first slow part but nothing too bad. At some moments it seems to hear Plant we all know and imagine. JPJ searches for alternative routes and it is very exciting to hear what he is doing. Now legendary among fans the phrase “Seattle will not listen to you now” that the blond from Birmingham puts in the lyrics.

In THE RAIN SONG the guitar does not seem to be perfectly tuned, and even the mellotron always seems to the limit. It’s good to remember that the mellotron was the keyboard that in those years simulated a string orchestra.When a key is pressed, a tape connected to it is pushed against a playback head, like a tape recorder. While the key remains depressed, the tape is drawn over the head, and a sound is played. When the key is released, a spring pulls the tape back to its original position. It’s easy to guess how problematic it was to bring such an instrument on tour. Humidity and other variables made the tuning difficult to handle. In THE RAIN SONG you can understand how complicated it was. Anyway, good version of the song.

RP: It is the summer of my smiles. It should be the summer of everybody’s smiles, right? Even our friend, …, who plays the mellotron, John Paul Jones on mellotron. John Paul Jones. Mellotron is, uh, a very easy way of carrying around a thirty-six piece orchestra, uh, with the aid of tapes and, good evening. John Paul Jones is a very easy way of being an orchestra. And to prove this he’s gonna play in the, uh, standard, um, middle-asian-eastern style of, uh, violin playing on this next piece. We’d like to dedicate this to, uh, everybody who we’ve met in Seattle. This time we’ve been a groove and a gas. And we didn’t really meet and we didn’t really meet enough people either. At least of the right gender. This is called ‘Kashmir.’

Again the mellotron for KASHMIR; Page with the Danelectro guitar tuned in DADGAD. In the section All I see turns to brown, as the sun burns the ground And my eyes fill with sand, as I scan this wasted land Trying to find, trying to find where I’ve been something seems to work not properly between guitar and keyboard arrangements, the same thing happens in the  last part of the song.

RP: Is this an Elvis Presley show or what? Hi, everybody. That last song holds great significance for us, really, because Kashmir is a place we haven’t been yet. Hah. So if we can write a song about it before we get there, what happens when we get there?  A song now with, another journey. A journey with, uh, more somber intonations, I think. This features, once again, the nimble fingers of John Paul Jones. This is a song about a journey where there can be ‘No Quarter.’

NO QUARTER is one of the moments I look forward to with more trepidation, the instrumental part of improvisation is often magnificent and opens the door to passagse to the cosmic depths. Plant can push as he did in the past, and it is a relief to hear he is more or less free to sing following instinct. The piano solo is exciting, Jones is inspired and willing to experiment. At 5:36 pm he quotes IN A PERSIAN MARKET by the great Ketèlbey, then slides into the usual passages filled with mysterious blues until he reaches for GEORGIA ON MY MIND. The tempo chosen for the part where Bonham joins in is more fast than usual. I would listen to hours the groove created by Jones & Bonham. Given the speed of the rhythm section Page struggles a little to find the right guitar engagements. The solo is not very inspired, Page seems to use the usual clichés.  It is comprehensible, I do not think it’s easy to keep concentration and inspiration at high levels all the time. Page is one of the biggest improvisers that rock music has ever had (guitar wise for me certainly he is the number one), but I think it’s understandable that at the end of a tour of 3 and half hours concerts where space for improvisation is huge there are times when the estro uses up all the reserves. If we think that in the 1975 tour NO QUARTER was about half an hour and DAZED AND CONFUSED 40 minutes (as in this case) it’s easy to understand how Page’s guitar has tried to expand like the universe does, so some  mediocre evenings or phases are forgiven (for the record, let’s not forget another 30 minutes for MOBY DICK).

At 18.40 Jones begins wild experimentation, that part where harmonic contours and structures break into pieces and everything penetrate into the deepest cosmos, Page is abandoned to himself with no more references as Jones jumps from one musical galaxy to another. They are maybe eccentric moments but I find them vital. Never heard another band devoted to hard rock making things like that. Page is inspired again at 23:00 minute. Another 90 seconds of guitar research. In the end, the audioence understands the greatness of the music just listened and goes wild.

 

Led Zeppelin Deus ex Machina Seattle 21-3-75 (EVSD 2017)

At this point the band is ready for TRAMPLED UNDEFOOT, Jones is at the clavinet, he checks the sound when Plant decides to bring everyone back with the minor blues from the third album, a piece offered only a couple of times during the tour.

RP: John Paul Jones, grand piano. A … another Englishman in New York …, um, who’s various members of the rock and roll, uh, heirarchy, have decided to call the Incredible Shrinking Man. Uh, Mr David Bowie, wherever you are, I’ve got your hat. Now as I said to you before, um, we didn’t, we didn’t do any gigs for eighteen months. We all sat at home and ate chocolates and watched the TV. And tried to see what it was like to be straight. Didn’t work. And since then we’ve, uh, we’ve embarked on this tour of the United States, ahh, which’s been fantastic, really good. We found out that, uh, we found out that everything we thought we could do with, everything we thought we could do before we could do better now, you see? Well, unfortunately, unfortunately, music-wise, if we were to try and prove that every night we should be on the doctors orders constantly, we would have no time for anything else but music and you must have other interests when you’re on the road, right? You understand that? Anyways, there’s one song that we’ve done twice in, in, I suppose, since we got ripped off for all that bread in New York, ages ago. Um, because we really dig playing here, for no other reason, we’re gonna do it again now. It’s, uh, yeah. I don’t think anybody else in the band knows about it yet. Just a little bit of change in, uh. Sorry about that, John. And this, you see? Right on this spot. It could be ‘Louie Louie’, but instead it’s, it’s a thing from the third album that, um. ‘Since I’ve Been Loving You.’

Although SIBLY is a song not exactly planned for the 1975 concerts, the transposition made by the band is great. JPJ on the pedal bass is very good, as we know he plays it at the same time when he is on keyboards. The arrangement does not deviate too much from that of the 1973 tour.

RP Well nobody expected that, least of all, us. That’s what it’s all about. (I got a … that’s made for a necktie.) A lot of distinguished people in the wings tonight. A Mr Peter Grant, known as Panama Pete to the Seattle police, Panama Pete. Peter Grant! Sorry, Petey, you didn’t go down too well. Ha ha ha. We got a friend called Lou, who’s birthday it is today. Lou, happy birthday, Lou. Got a guy who plays the drums and kicks the shit out of everybody in his drum, John Bonham. Here goes a song from Physical Graffiti, to, uh, to make your toes curl up. It’s a song, uh, related to the motions of a motorcar, which really, is all about ladies like you, my dear. It’s called ‘Trampled Underfoot.’ And long may we trample.

TRAMPLED UNDERFOOT is tackled with the usual ferocity but the result is somewhat confused around the minute 2:00 where the group goes lost. Jones’s solo is not one of the most successful. Page’s one is similar to a wild horse race, some horses suddenly discards and falls but the rest continues to run roughly with the manes in the wind. Some guitar phrases produce the desired effect.

RP: With just a little bit of ‘Gallows Pole’ thrown in. I think this concert has the right vibes for a good time, yeah? No pretense. Everything is just straight on the level. It’s really nice, really feels good. uh, our wishes and, um, heartfelt sorrow go out to Benji LeFevebre, who’s suffering from a social disease, at the moment. Poor Benji. Don’t forget to pop into the clinic in California. Panama Pete’s still in the wings and we’re still here. Ladies and gentlemen, I bring you, John Bonham! ‘Moby Dick!’

Almost thirty minutes of drums solo. I wonder what the audience thought. Okay, that was John Bonham, but … anyway at the end of the piece there’s an ovation. Plant asks if everyone is having fun, rhetorical question, the answer is absolute delirium. Seattle and Led Zeppelin are connected, there is no doubt.

RP: John Bonham! John Bonham! John Bonham! ‘Moby Dick!’ ‘Moby Dick!’ Tonight, on the Johnny Carson show. Well that was too much. Is everybody, uh, enjoying themselves? Mr Page is havin’ a fit. There’s a little bit of a discrepancy about a guitar and a man who is being held by the police and all sorts of things. Quite a, quite a story going on behind the scenes. I think we’ll dedicate this to the innocent party, whoever or wherever he may be in this giant intrude that goes on. As we try and maintain law and order in society, without, not us, but everybody, ya know, so, it’s a communal effort. This is, uh, something that we should dedicate to the difference and the balances between law and order and where they start crossing each other’s lives. 

DAZED AND CONFUSED tonight is among the most legendary. 40 minutes of musical esotericism, experimentation, investigation into the subconscious. Though few imperfections of Plant and Page, the version of this evening goes beyond myth. The improvisations of Page between the spanish mood and the indecipherable, before the slow arpeggio (minute 7:00), lead us to strange worlds. The guitarist searches for passages in time space and does so with his great intuition. Then comes the band for the the MI- DO (E- C) section, where Plant tonight sings FOR WHAT IT’S WORTH. Jones’ bass work is magnificent.. Plant continues with WOODSTOCK by Joni Mitchell. The atmosphere created is wonderful. At a certain moment Page goes reggae and Robert sings Marley’s SHOT THE SHERIFF. The violin bow comes in at about 14:00. 420 seconds of pure mysticism followed by 13 minutes of guitar accelerations and instrumental and vocal passages of another dimension. After the last verse there are a further 5 minutes of guitar improvisations. How Page would maintain a level of expressiveness so high is a mystery.

Though (as repeatedly) Page and Plant were not at the top of form, this remains one of the most legendary DAZED AND CONFUSED ever played by Led Zeppelin. No one like them!

RP: Master guitarist, Jimmy Page! We shall keep you less than a moment. Well, uh, a couple of years ago when we were here, we, uh, remember Kingsmen? That’s the trouble with you. You American people, you have all this great, musical heritage.
Well that was the Kingsmen, right? And they came from Seattle. I want you to try and remember that. When we go to New Orleans nobody’s heard of … or Aaron Neville or Betty … and all these people came from New Orleans so you really must brush up on. This one character that you know came from Seattle who, I didn’t really know that well, but we’d like to dedicate this piece of music to the, the amount of work that Jimi Hendrix gave. And the amount, the amount of inspiration that he gave everybody in the business. Everybody in the whole rock and roll world.

Led Zeppelin Deus ex Machina Seattle 21-3-75 (EVSD 2017)

“Master guitarist Jimmy Page”Plant exclaims at the end of DAC and the audience responds in the only possible way, it’s a triumph. Plant then talks about the musical heritage of SEATTLE, he quotes the Kingsmen and Page plays the Louie Louie riff, then the  blond from Birmingham pays tribute to Jimi Hendrix, dedicating to his memory the piece that follows.

From 1975 onwards STAIRWAY TO HEAVEN is the last song in the setlist before the encore. Despite the fact that Page tends to lean on clichés, he still succeeds in pulling out convincing licks.

RP: Seattle, you’ve been great. Thank you very much. We ‘ve really enjoyed ourselves. Thanks a lot. Goodnight.

The group then head for the backstage.

RP: (Ha ha ha ha ha. Led Zep, the Hammer of the Gods. Good evenin’! We’d like to thank you for having us. The fishing wasn’t as good) as usual, but, uh, there’s something to be said here.

What happened in the dressing rooms is not known (but easy to imagine), the fact is that when the band returns, it is often more confused and for Page is hard to play even the WHOLE LOTTA LOVE’s riff (this is also true for  the 1977 tour). The track that best symbolizes the “Zeppelin lead” is enriched by a version with vocals of THE GRUNGE. The whole thing is a bit improvised, you feel they are a bit rigid at the time of the chords change, but it’s all fun. Page disgresses on the funk ride until he goes to the theremin. Jones takes off for his own bass improvisation and it is a gas to hear him play that way. The funk-theremin section is scary (in the positive sense of the term). Page then insists again with the funk guitar, the guys are having fun and you feel it. Bonham finally plays a roll that bring to the bridge that leads to BLACK DOG.

RP: Seattle! Thank you very much, indeed. Thanks!

The band returns for a couple of not common tracks for the 1975 tour: COMMUNICATION BREAKDOWN / HEARTBREAKER. The first is very good the former a bit disjointed (even Jones loses the grip). In HB just before  the guitar solo Plant sings “Squeeze my lemon baby”. Jimmy messes up  the part where he raises the guitar with both hands and tries to play the hammer-on section only with his left hand. The rest of the solo is not bad at all.

In the soundboard recording there is not the final comment of Plant (present in the audience one) (RP: Whoa. Thank you very much. We’ve had a great time. Thank you. You’ve been fantastic. Seattle, goodnight! For …. One of the, one of the most timid men in show business leaving the stage now. John Paul Jones! Jimmy Page. And a red rose. )

So one of the best concert of the American tour of 1975 ends. Over 3 and half hour of electric, dilated, powerful, irresistible rock music.

This is a bootleg, so it’s recording to be listened to with application, with a sort of meditation needed to go beyond the blunders and the inconsistencies and so to become acclimatised in the very essence of the concert, to be able to grab the concept of live rock music (here represented in the narrow sense and at the same time in the broad sense) of the seventies of one of the few real big rock groups in history. Listening to bits and pieces of such concerts means storing historical moments superficially, without being able to get the universal breathing. Take at least one hour for you, close yourself in your music room,  pour a droplet of your favorite liquor and abandon yourself to metaphysics.

This is the youtube link to the new soundboard:

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This is the youtub link to that little amateur video available (synced to the audience recording):

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BAD COMPANY “Burnin’ Sky” deluxe edition (Swan Song / Rhino 2017) – TTTT

12 Lug

ITALIAN / ENGLISH

Conversazione via messenger di facebook tra me e Roberto Menabue di Dischinpiazza di fine maggio:

TT: Ciao Robby, tutto bene? Spero di sì. Senti, venerdì usciranno le deluxe edition di BURNIN’ SKY e RUN WITH THE PACK della BAD COMPANY, riusciresti ad averle per sabato? Farei un salto in centro da te a prenderle se fossero disponibili. Mi sai dire? Grazie.

RM: Dovrebbero arrivarmi venerdì mattina, comunque quando arrivano te ne metto via uno per tipo e poi ti avverto qui su FB. Tu vuoi le deluxe in CD, giusto?

TT: Certo le deluxe edition di due cd sia di BURNI’ SKY e RUN WITH THE PACK. Tienimele da parte. Lo sai che sono un super fan della Bad Company. Ci vediamo sabato verso le 10:30/11.

RM: Non sei un fan, tu sei “IL” fan!

Già, sono IL fan. Cosa ci sia nella musica della BAD COMPANY che mi irretisce così tanto lo sa solo il diavolo. Così, dopo la mezza delusione per le deluxe edition dei LZ (quelle che dovevano essere per me il non plus ultra) ecco le che vere edizioni speciali della mia vita diventano quelle della BAD COMPANY. Malgrado PAUL RODGERS abbia sempre da ridire sul materiale bonus arrivando ad impedire l’inclusione di inediti e di versioni alternative, il risultato finale è comunque eccellente. Un remaster coi fiocchi degli album originali e un dischetto pieno di materiale aggiuntivo assai stuzzicante, il tutto ad un prezzo certamente abbordabile.

Questi ultimi due anni sono stati grandiosi da questo punto di vista per il fan della BAD COMPANY che c’è in me, l’anno scorso in maggio è uscito il primo live ufficiale tratto da registrazioni degli anni settanta

https://timtirelli.com/2015/04/30/bad-company-bad-co-deluxe-edition-swan-song-rhino-1974-2015-ttttt/

e in ottobre sono andato a Glasgow a vedere una data dell’UK Swan Song Tour

https://timtirelli.com/2016/11/07/the-glasgow-affair-bad-company-live-at-the-hydro-25-oct-2016/

mentre nel 2015 sono state pubblicate le deluxe edition dei primi due album:

https://timtirelli.com/2015/04/30/bad-company-bad-co-deluxe-edition-swan-song-rhino-1974-2015-ttttt/

https://timtirelli.com/2015/05/14/bad-company-straight-shooter-deluxe-edition-swan-song-rhino-1974-2015-ttttt/

Ora finalmente lo step due con le versioni allargate del terzo e quarto album.

BURNIN’ SKY (Swan Song/Island 1977) – TTTT

La BAD COMPANY arriva all’appuntamento col quarto album piuttosto sfilacciata. Il tour di RUN WITH THE PACK (52 date in 3 mesi) si chiude nel maggio del 1976 (in mezzo la mazzata della notizia della morte di Paul Kossoff, chitarra dei FREE e amico intimo di Paul Rodgers e Simon Kirke), il gruppo è stanco e provato, il continuo alternarsi tra studio e tour degli ultimi tre anni ha logorato gli animi. Peter Grant però non può fare a meno di chiedere ai ragazzi di tornare a breve in studio, visto che gli accordi con la Island records (l’etichetta per cui il gruppo incideva per quanto riguarda Britannia e altri paesi) prevede 4 dischi in 4 anni. Qualche settimana di riposo e via di nuovo verso la Francia, all’Honky Château, non troppo distante da Parigi. Il periodo è quello di luglio e agosto, la bellezza del clima e del luogo però non riescono ad infondere al gruppo le energie vitali. Il materiale è poco, l’ispirazione sembra non arrivare, il gruppo sa che non sarà facile completare il disco. Troppo poco tempo tra la fine del tour e l’inizio delle registrazioni per poter ravvivare la vena compositiva, in particolare quella di Ralphs, quasi completamente scarico da quel punto di vista. Bene o male la band riesce a portare in porto il progetto e nonostante quello appena scritto BURNIN’ SKY risulterà album più lungo dei tre precedenti. Copertina a cura della Hipgnosis, nella sua semplicità assai efficace e riuscita. Fu il primo album della Bad Company a non entrare nella Top 5 , a dire il vero nemmeno nella Top 10, si fermò infatti al numero 15 della classifica USA, ma pur non ripetendo i risultati precedenti fu comunque un album che vendette piuttosto bene (750.000 copie solo con le prenotazioni). Personalmente, come dico sempre, amo parecchio i dischi obliqui, quegli album insomma che fanno uscire le band nei periodi un po’ nebbiosi quando, appena dopo il grande successo,  il gruppo si incammina verso gli orizzonti perduti, quando tutto inizia ad essere sfuocato e la decadenza è a un passo. Non posso dunque che amare molto anche questo album, quello che forse negli ultimi lustri ho ascoltato maggiormente.

CD 1: ORIGINAL ALBUM REMASTERED

1. Burnin’ Sky (Remastered)

2. Morning Sun (Remastered)
3. Leaving You (Remastered)
4. Like Water (Remastered)
5. Knapsack (The Happy Wanderer) (Remastered)
6. Everything I Need (Remastered)
7. Heartbeat (Remastered)
8. Peace Of Mind (Remastered)
9. Passing Time (Remastered)
10. Too Bad (Remastered)
11. Man Needs Woman (Remastered)
12. Master Of Ceremony (Remastered)

L’album si apre con il pezzo BURNIN’ SKY introdotto da un tuono (recuperato dagli archivi degli effetti della BBC). Come per l’album RUN WITH THE PACK, l’apertura si concretizza con un brano tutto sommato semplice ma con un “senso” davvero speciale. Il groove è superbo, la frase di chitarra che si ripete sul giro di accordi è riuscita ed efficace è l’assolo di chitarra col wah wah di Mick Ralphs; ma è tutto lo svolgimento a convincere. Quasi inutile sottolineare l’ottima prova di Paul Rodgers al canto e il delizioso lavoro ritmico di Boz Burrell e Simon Kirke.

MORNING SUN è un pezzo di gran valore, una gemma da gustarsi la domenica mattina in primavera. Gli uccelli che fan festa, il suono delle campane, il magnifico scivolare della chitarra introduttiva, l’arpeggio e il pensieroso tema musicale di Rodgers. Il basso di Burrell gioca un ruolo fondamentale nel contesto ritmico (e non solo) del brano. Grande povero Boz, magari fossi ancora qui con noi. Il flauto che arriva a metà brano è di Mel Collins e ragazzi … che classe. Ogni volta che ascolto questo pezzo per qualche istante rivivo la prima notte di militare. Arrivai a Torino in treno in una fredda e piovosa sera di fine marzo, dopo aver assolto le prime formalità ci divisero in plotoni e quindi ci assegnarono a camerate provvisorie. Ci diedero un paio di vecchie coperte militari (che sembravano arrivare dalle trincee della prima guerra mondiale) e verso le 23 provammo a metterci a dormire. Ero lì in questa stanza insieme a sconosciuti, era il 1982, non è che fossi spaventato o cosa, semplicemente sospiravo sul fatto che avrei dovuto passare un anno nell’esercito (ricordo ai più giovani che allora la leva era obbligatoria). Non sapevo esattamente a cosa sarei andato incontro nei giorni e nei mesi successivi, ma mentre ero in quello stanzone buio dove tra commilitoni che ancora non si conoscevano ci si chiamava col nome della città da cui si proveniva – pensai a Morning Sun, alla mia Bad Company, e ai ricordi che quel pezzo mi portava alla mente, ovvero le fresche mattine di inizio autunno quando ci trasferivamo qualche giorno dai nonni per la vendemmia. E’ sulle note di MORNING SUN che mi addormentai quella prima sera (sera che per ogni maschio della mia generazione è sempre stata impegnativa) e dunque la Bad Company mi aiutò a guadare il torrente impetuoso che di solito divide il tuo mondo dalla realtà nuda e cruda

LEAVING YOU ha il tipico incedere appoggiato della BAD COMPANY, ed è un bel pezzo che si dipana tra chitarre distorte e malinconie mascoline. Quando Paul sul finale canta

Hey Hey
I’m a leavin’ you baby
I can’t stop the tears that you cry
I can’t stop the tears that you cry
But I got to say good bye
Oh baby
I’m a leavin’ you ma ma ma ma
Oh oh leavin’ you baby
Mmm

io vado in orbita. E’ uno di quegli ad libitum finali in cui Paul esprime se stesso benissimo. L’assolo di Ralphs è perfetto per il mood del pezzo.

Arriva poi LIKE WATER, ed è il quarto brano a firma Rodgers. Questo proviene dalle session che fece Paul nel 1971 all’indomani del primo scioglimento dei FREE e della conseguente messa in opera della sua nuove band: i PEACE. Tipico della scrittura rodgersiana, il pezzo è profondo, ben scritto (la moglie di Rodgers appare come co-autrice) e ben suonato. Il ritmo anche in questo caso è pacato ed è evidente a questo punto che BURNIN’ SKY è un album particolare, profondo e riflessivo. Già 4 pezzi e nessun scossone hard rock tout court. Nell’assolo Mick Ralphs ci dà di slide guitar, ed è in questi piccoli gesti chitarristici che la stima per MR viene ribadita. La lunga coda finale sembra un fiume che va lentamente a buttarsi nel mare.

KNAPSACK è un episodio curioso. Nel long playing che uscì all’epoca era proposto ad un volume più basso rispetto agli altri pezzi dell’album e lo vivevo come uno sciocco momento di gioia che fungeva da introduzione al pezzo che seguiva. KNAPSACK/THE HAPPY WANDERER è una canzoncina che gli STARGAZERS nel 1954 portarono a sfiorare la top ten inglese. Una canzonetta allegra che si canta quando ci si incammina lungo un sentiero di montagna, finita su un album della BAD COMPANY grazie a una jam session in studio (fatta a tarda notte e in preda ai fumi dell’alcol) tra Mick Ralphs e Boz Burrell. Io la trovo sempre divertente, ma è un momento assai bislacco.

EVERYTHING I NEED fu il primo singolo, singolo che però non ebbe fortuna. Scritto da tutta la band, è un pezzo che fa il verso a certe cosucce degli anni cinquanta trattato però alla maniera hard rock del gruppo. Di solito questi omaggi alla musica degli anni 50 mi lasciano completamente indifferente, ma questo mi ha sempre attirato. Il cantato di Paul, il giro della chitarra, il ponte e le entrate di Simon Kirke alla batteria, tutto gradevole.

Il primo pezzo del lato due del LP era HEARTBEAT, pezzo di nuovo a firma Rodgers. L’entrata iniziale di Kirke mi ha sempre coinvolto. Il gruppo qui sembra meno riflessivo e più votato al divertimento, di nuovo un bel groove (che purtroppo il gruppo non riusciva a ricreare dal vivo). PEACE OF MIND è a firma Kirke. Buon pezzettino seppur non particolare, che contribuisce comunque a dare all’album quell’aria profonda e riservata e non certo In-Your-Face. L’assolo di Mick è piuttosto modesto, sebbene i ricami nella coda finale siano graziosi. PASSING TIME ( di Rodgers) non è affatto male. Insomma, quasi tutte le canzoni sono pregevoli e di buona fattura, manca però il colpo da maestro, quei pezzi rock magari un po’ sopra le righe che però bilàncino l’aspetto riflessivo.

TOO BAD (primo pezzo di Ralphs) è infatti l’unico che ha l’attacco tipico dei momenti più esuberanti della Bad Company. Il riff di chitarra è portentoso ed seguito da sviluppi musicali semplici ma validi. Quello che non mi convince è l’assolo di chitarra, un po’ troppo di maniera e poco interessante. Ad ogni modo un bel pezzo del grande Mick.

MAN NEEDS WOMAN è uno di quei boogie dozzinali di cui parlavamo nella recensione di RUN WITH PACK. Questo però a me piace un sacco. Il giro su cui è costruito il brano è assolutamente ordinario, ma il groove che la band riesce a tirare fuori e il meraviglioso cantato Rodgers sopperiscono a qualsiasi mancanza compositiva. Bello il lavoro di Sax di Mel Collins.

MASTER OF CEREMONY chiude l’album ed è un mistero. Sette minuti di jam finale con Mick Ralphs all’organo e Paul Rodgers alla chitarra. Un mistero perché sembra che sia stato missato in diretta e che quindi non sia stato possibile sistemare a bocce ferme certe stranezze e sbavature. E’ un brano anche piuttosto controverso per via del testo, per questo Rodgers non ha voluto menzionarlo nelle note di copertine. A me piace molto. Di nuovo un groove riuscitissimo. Mel Collins al sax è fantastico. Non credo sia un pezzo per tutti, tuttavia trovo molto interessante e rinfrescante ascoltare una vera jam session live in studio di uno dei miei gruppi preferiti. Ho sempre pensato che questo episodio abbia influenzato molto Robert Plant per LITTLE BY LITTLE del 1985.

Un album dunque anomalo, registrato – per obblighi contrattuali – da una band a corto di fiato. I rapporti tra i membri del gruppo iniziavano a farsi tesi, da una parte Rodgers ormai diventato un salutista e dall’altra il resto dl gruppo (in primis Burrell e Ralphs) che continuavano imperterriti lo stile di vita del rock and roll. Un album che comunque amo molto. Non è SGT PEPPER naturalmente ma credo sia meglio di quello si sente dire in giro.

CD 2: BONUS DISC

1. Burnin’ Sky (Take 2, Alternative Vocal & Guitar)
2. Morning Sun (Take 3, Early Version)
3. Leaving You (Take 1, Alternative Vocal)
4. Like Water (Take 1, Rough Mix)
5. Knapsack (The Happy Wanderer) [Early Run Through]
6. Everything I Need (Take 2, Rough Mix)
7. Peace Of Mind (Alternative Version)
8. Passing Time (Alternative Vocal)
9. Too Bad (Full Version)
10. Man Needs Woman (Alternative Vocal & Guitar)
11. Too Bad (Early Version, Mick Ralphs Vocal)
12. Man Needs Woman (Take 2, Early Version, Mick Ralphs Vocal)
13. Burnin’ Sky (Take 1, Alternative Vocal)
14. Unfinished Story (Previously Unreleased Song)

La Take 2 di BURNIN’ SKY si distingue perché Mick Ralphs non è presente alla session; è dunque Rodgers che suona le chitarre. E’ un tentativo singolare e un fan del gruppo non può che ascoltarlo con molto interesse. MORNING SUN comincia con Rodgers che “insegna” l’inizio del pezzo alla band, c’è anche una falsa partenza, tutto molto stuzzicante, sembra quasi di vederli. Trovo che gli abbellimenti di Ralphs siano deliziosi, dentro ci sento un po’ Ry Cooder. LEAVING YOU ha un cantato alternativo, mentre LIKE WATER è presentata in versione missaggio provvisorio e si discosta assai poco dalla versione originale. KNAPSACK chiarisce una volta per tutte il mood della registrazione. Mick e Boz alticci che si divertono strimpellando una sciocca canzoncina. Anche EVERYTHING I NEED non si differenzia molto dall’originale. Un vero peccato che non sia presente HEARTBEAT. PEACE OF MIND è in versione alternativa, con la chitarra molto “distante”, mentre PASSING TIME ha un cantato diverso.

TOO BAD è in versione completa ed è presentata nella consueta forma. MAN NEEDS WOMAN ha chitarra e voce differenti e in più il piano suonato da Ralphs è in bella evidenza. La versione iniziale di TOO BAD è forse uno dei due momenti più sorprendenti, l’arrangiamento e l’approccio infatti sono totalmente differenti dalla versione poi pubblicata. Trattasi di un blues-rock swingato cantato dallo stesso Ralphs davvero niente male. Sembra sia stato poi Rodgers a suggerire di renderle il tutto più incisivo.  E’ la volta poi di MAN NEEDS WOMAN versione iniziale, niente chitarra, Ralphs al piano e alla voce. Da qui si può capire quanto Paul Rodgers fosse importante e di come potesse trasformare un boogie senza importanza in un pezzo di tutto rispetto. Segue un’altra versione di BUNRIN’ SKY, e anche qui manca Ralphs. Purtroppo non c’è una versione alternativa di MASTER OF CEREMONY, in compenso abbiamo un brano inedito, o meglio un pezzo su cui il gruppo stava lavorando. Sempre a firma Rodgers, UNFINISHED STORY è un altro bel momento, magari nulla di eccezionale ma piacevole. Carino l’assolo di Ralphs.

Bonus disc dunque piuttosto valido, un paio di cose evitabili, un paio di cose mancanti, ma tutto sommato sufficientemente ricco di variazioni da far contenti i fan. Anche in questo caso rispetto alle confezioni dei primi due album qui le ante del packaging sono tre e non quattro rendendo così tutto più modesto.

Bad Company Burnin’ Sky inside cover

Concludendo, altra deluxe edition e dunque altro album che consiglio. Magari non ci si troveranno i grandi successi del gruppo, ma a tutti quelli a cui piace esplorare i sentirei meno frequentati BURNIN SKY potrebbe sorprendere (e poi, se è l’unico album della, anzi dei – come dice lui – BAD COMPANY che piace al nostro Polbi, un perché ci sarà).

Qui il link all’articolo di un mesetto fa sulla deluxe edition di RUN WITH THE PACK

https://timtirelli.com/2017/06/12/bad-company-run-with-the-pack-deluxe-edition-swan-song-rhino-2017-ttttt/

(broken) ENGLISH

Conversation via facebook messenger between me and Roberto Menabue of Dischinpiazza (recodrd shop downtown in Modena, Italy) at the end of May:

TT: Hi Robby, are you ok? I hope so. See, next friday the deluxe editions of BURNIN ‘SKY and RUN WITH THE PACK of the BAD COMPANY will come out, could you save them for me? I will be in town on saturday.

RM: They should arrive on friday morning, however when they arrive I keep them for you.

TT: Thank you man, you know I’m a super fan of the Bad Company. See you on Saturday at 10:30 then.

RM: You’re not a fan, you’re “THE” fan!

Yep, indeed, I’m THE fan (at least here in ole Italy). What is there in the music of BAD COMPANY that catches me so much only the devil knows. So, after the half-disappointment for the deluxe editions of LZ (they should have been for me the non plus ultra) I gotta say that the real special editions of my life are those of BAD COMPANY. Despite the fact that Paul Rodgers is always arguing over the bonus material and preventing the inclusion of previously unreleased songs and alternate versions, the final result is still excellent. A remastered original album and a second cd full of extra stuff, all at a reasonable price.

The last two years have been great for the BAD COMPANY  fan in me, last year in may  the first official live from recordings of the seventies came out

https://timtirelli.com/2015/04/30/bad-company-bad-co–deluxe-edition-swan-song-rhino-1974-2015-ttttt/

In October I went to Glasgow to see a date of the UK Swan Song Tour

https://timtirelli.com/2016/11/07/the-glasgow-affair-bad-company-live-at-the-hydro-25-oct-2016/

While in 2015 the deluxe editione of the first two albums were released:

https://timtirelli.com/2015/04/30/bad-company-bad-co-deluxe-edition-swan-song-rhino-1974-2015-ttttt/

https://timtirelli.com/2015/05/14/bad-company-straight-shooter-deluxe-edition-swan-song-rhino-1974-2015-ttttt/

Now finally we have the third and fourth album’s extended versions. 

BURNIN’ SKY (Swan Song/Island 1977) – TTTT

BAD COMPANY arrives at the rendez vous with the fourth album and a rather frail feel. The RUN WITH THE PACK tour (52 dates in 3 months) ended in May 1976 (in the middle of the shock of the news of Paul Kossoff’s death, he was the FREE guitar player and Paul Rodgers and Simon Kirke’s intimate friend), the group is weary and tried, the constant alternation between studio time and tour of the last three years has worn out the souls of the band members. Peter Grant can not help but ask the guys to go back to the studio, as the agreement with Island records (the label for which the band has a contract for Britannia and other countries) includes 4 discs in 4 years. A few weeks of rest and way back to France, at the Honky ​​Château, not too far from Paris. The period is July and August, but even the beauty of the climate and place can not infuse the group with vital energies. The songs are few, the inspiration does not seem to come, the band knows that it will not be easy to complete the record. Too little time between the end of the tour and the beginning of the recordings to revive the compositional vein, especially that of Ralphs, almost completely dry. One way or another, the band manages to complete the project, and despite all this BURNIN ‘SKY will be a longer album than the previous three. The cover  is by Hipgnosis, in its simplicity it is very effective and successful. It was Bad Company’s first album not to enter the Top 5, actually not even in the Top 10, it stopped at number 15 of the US charts, but even if not repeating the previous results it was still an album that sold quite well (750,000 copies were sold with advance orders). Personally, as I always say, I love the oblique records, those albums that bands make in the moody times when, just after the big success, the bands move towards lost horizons when everything starts to blur and the decadence is one step away.

CD 1: ORIGINAL ALBUM REMASTERED

1. Burnin’ Sky (Remastered)

2. Morning Sun (Remastered)
3. Leaving You (Remastered)
4. Like Water (Remastered)
5. Knapsack (The Happy Wanderer) (Remastered)
6. Everything I Need (Remastered)
7. Heartbeat (Remastered)
8. Peace Of Mind (Remastered)
9. Passing Time (Remastered)
10. Too Bad (Remastered)
11. Man Needs Woman (Remastered)
12. Master Of Ceremony (Remastered)

The album opens with the piece BURNIN ‘SKY introduced by a thunder (from BBC’s archives). As with the album RUN WITH THE PACK, the opening comes into play with a simple all-in-one piece with a really special “sense”. The groove is irresistible, the guitar phrase that repeats itself on the chords sequence is successful and effective is the wah wah guitar solo by Mick Ralphs; but everything here seems to work. Almost unnecessary to emphasize Paul Rodgers’s excellent vocals and the delightful rhythmic work of Boz Burrell and Simon Kirke.

MORNNG SUN is a piece of great value, a gem to be enjoyed on Sunday mornings in the springtime. The birds’ singing, the sound of the church’s bells, the magnificent of the introduction of the guitar, the arpeggio and the thoughtful music theme of Rodgers. Burrell’s bass plays a crucial role in the rhythmic (and not only) context of the song. Great late Boz, wish you were still here with us. The flute coming in mid-song is from Mel Collins and boys … top class. Every time I listen to this song for a few moments I relive the first night I spent in the army. I arrived in Turin by train on a cold, rainy evening at the end of March, after the first formalities they split us into platoons and then assigned us to temporary dormitories. They gave us a couple of old military blankets (which seemed to come from the trenches of World War I) and at about 23 (11 pm) we tried to get some sleep. I was there in this room together with strangers, it was 1982, I was not scared or anything, I just sighed that I should spend a year in the army (note for the younger readers: back then the call-up, the conscription, was compulsory for every young male in Italy). I did not know exactly what I would do in the days and months that followed, but while I was in that dark room among young men who called themselves with the name of the towns from which they came from – I thought of Morning Sun,  of my Bad Company, of the memories that the song brings to me, that is, those mornings of early autumn when we spent some days at my grandparents for the grape harvest. It’s on the MORNING SUN’s notes that I fell asleep that first night (a night that for every male of my generation has always been demanding), so Bad Company helped me to cross the impetuous stream that usually divides your world from the harsh reality.

LEAVING YOU has the typical slow gait of BAD COMPANY, and it’s a nice piece, between distorted guitars and manlike blues. When Paul in the end sings

Hey Hey
I’m a leavin’ you baby
I can’t stop the tears that you cry
I can’t stop the tears that you cry
But I got to say good bye
Oh baby
I’m a leavin’ you ma ma ma ma
Oh oh leavin’ you baby
Mmm

I head for the cosmic depths. It is one of those final ad libitums in which Paul expresses himself very well. The Ralphs solo is perfect for the piece’s mood.

Then comes LIKE WATER, and it is the fourth track written by Rodgers. This comes from the sessions Paul did in 1971 the first split of FREE and the subsequent implementation of his new bands: PEACE. Typical of Rodgersian writing, the piece is deep and well written (Rodgers’s wife appears as co-author). The rhythm also in this case is calm and it is obvious at this point that BURNIN ‘SKY is a particular, deep and reflective album. Already 4 pieces and no  tout court rockers. The solo of Mick Ralphs is on slide guitar, and it is in these little guitar gestures that the esteem for the guitarist is reiterated. The long final coda seems like a river that slowly throws into the sea.

KNAPSACK is a curious episode. In the long playing that came out at the time it was proposed at a lower volume than the other pieces of the album and I thought of it as a silly moment of joy that acted as introduction to the piece that followed. KNAPSACK / THE HAPPY WANDERER is a song that the STARGAZERS in 1954 brought near English the top ten. A cheerful song you usually sing when you walk along a mountain trail that ended on a BAD COMPANY album thanks to a late night and alchol driven studio jam session between Mick Ralphs and Boz Burrell . I always find it fun, but it’s a very odd moment.

EVERYTHING I NEED was the first single. Written by all the band members, it is a piece that seems inspired by some of  the early amercan rock and roll of the 1950s, however, it’s performed in the hard rock style of the band. Usually, these kind of songs leave me completely indifferent, but this has always attracted me. Paul’s vocals, the guitar work, Simon Kirke’s drums fill… all very nice.

The first track of the LP’ side B was HEARTBEAT, a piece bagain written by Rodgers. Kirke’s initial entrance always gets me excited. The group here seems less reflective and more enthusiastic about fun; again a nice groove (which unfortunately the group could not recreate live). PEACE OF MIND is written by Kirke. A good piece that again gives to the album that deep and discreet vibe, it’s evident once again that this is no a In-Your-Face album. Mick’s solo is pretty modest, though the embroidery in the coda is pretty. PASSING TIME (Rodgers) is not bad at all. In short, almost all of the songs are pretty good, but there is no masterpiece, I mean those rockers maybe over the top but that are essentials to keep the album balanced.

TOO BAD (the first piece of Ralphs) is in fact the only track that has the typical attack of the most exuberant moments of Bad Company. The guitar riff is bad ass and it’s  followed by simple yet valid musical developments. What does not convince me is the guitar solo, a little uninspired and not interesting. Anyway, a first-rate song of Mick.

MAN NEEDS WOMAN is one of those funny boogies we talked about in the review of RUN WITH PACK. But I like this a lot. The chord on which the track is built is absolutely ordinary, but the groove that the band manages to pull out and the wonderful singing of Rodgers outweigh any compositional deficiencies.  Mel Collins’s work on saxophone is beautiful.

MASTER OF CEREMONY closes the album and it is still a mystery. Seven minutes of a final jam with Mick Ralphs on organ and Paul Rodgers on guitar. A mystery because it seems to have been mixed live and that therefore it was not possible to correct some unusual oddities and smudges. It has also a controversial lyrics, so Rodgers did not want to mention it in the booklet liner notes. I really like it. Again a very successful groove. Mel Collins on sax is great as ever. I do not think it’s a piece for everyone, but I find it very interesting and refreshing to hear a really live  jam session of one of my favorite bands. I’ve always thought that this track had a lot of influence on Robert Plant song LITTLE BY LITTLE (1985).

An album, therefore recorded for contractual obligations by a short-running band. The relationship between the members of the group began to fade, on one hand Rodgers concerned about health and on the other Burrell and Ralphs who continued the lifestyle of rock and roll. An album anyway I still love a lot. It’s not SGT PEPPER of course but I think it’s better than what they say.

CD 2: BONUS DISC

1. Burnin’ Sky (Take 2, Alternative Vocal & Guitar)
2. Morning Sun (Take 3, Early Version)
3. Leaving You (Take 1, Alternative Vocal)
4. Like Water (Take 1, Rough Mix)
5. Knapsack (The Happy Wanderer) [Early Run Through]
6. Everything I Need (Take 2, Rough Mix)
7. Peace Of Mind (Alternative Version)
8. Passing Time (Alternative Vocal)
9. Too Bad (Full Version)
10. Man Needs Woman (Alternative Vocal & Guitar)
11. Too Bad (Early Version, Mick Ralphs Vocal)
12. Man Needs Woman (Take 2, Early Version, Mick Ralphs Vocal)
13. Burnin’ Sky (Take 1, Alternative Vocal)
14. Unfinished Story (Previously Unreleased Song)

The Take 2 of BURNIN ‘SKY stands out because Mick Ralphs is not present at the session; so Rodgers plays the guitars, so it is a singular attempt and a fan of the group can only listen to it with great interest. MORNING SUN starts with Rodgers who “teaches” the beginning of the piece to the band, there is also a false start, all very tempting, youy almost seem to see them working. I find Ralphs embellishments delicious, very Ry Cooder. LEAVING YOU has an alternate vocal while LIKE WATER is presented in a rough mix version and it differs little from the original version. KNAPSACK clarifies the recording mood of the track once and for all. Mick and Boz seems tipsy and they have fun strumming a silly song. Also EVERYTHING I NEED does not differ much from the original. It’s a shame that HEARTBEAT is not present. PEACE OF MIND is an alternative version with the guitar very “distant”, while PASSING TIME has alternative vocal.

TOO BAD is in full version,  MAN NEEDS WOMAN has different guitar and vocal and the piano played by Ralphs is forefront. The initial version of TOO BAD is perhaps one of the most amazing moments, the arrangement and the approach in fact are totally different from the classic version. It’s a blues-rock swing sung by Ralphs himself, really nice. It seems it was Rodgers then to suggest to make it more incisive. Then we have MAN NEEDS WOMAN initial version, no guitar, Ralphs on piano and vocal; you can understand here how much Paul Rodgers was important and how he could turn a boogie without any importance into a respectable song. There is another version of BURNIN ‘SKY, again without Ralphs. Unfortunately there is no alternative version of MASTER OF CEREMONY, but we have an unreleased track, or rather a piece on which the group was working. Written by Rodgers, UNFINISHED STORY is another nice moment, maybe nothing exceptional but pleasing. Cute solo by Ralphs.

The bonus disc is therefore quite valid, a few unecessary things, a couple of missing things, but all in all it’s enough varied to please the fans. Also with these deluxe editions it’s sad to see that compared to the packages of the first two albums these new ones are folded in three (and not in four) making the whole thing more modest. Liner notes by the great David Clayton, but as we know, consistently cut by PAUL RODGERS.

Bad Company Burnin’ Sky inside cover

In the end, another deluxe edition and then another album I would recommend. Maybe you will not find the big hits of the group, but to anyone who likes to explore the less frequented paths BURNIN SKY might surprise you (and then if it is the only album of BAD COMPANY that our Polbi likes, well, there must be a reason).

Here’s a link to an article about RUN WITH THE PACK’s deluxe edition

https://timtirelli.com/2017/06/12/bad-company-run-with-the-pack-deluxe-edition-swan-song-rhino-2017-ttttt/