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Memoirs of an Officer and a Bluesman (September Blues)

22 Set

Niente, non mi riesce di dormire. Mi appisolo sul letto alle 23,45 ma all’una sono già sveglio. Il demone delle notti senza sonno mi ha ghermito, i turbamenti, i pensieri che si affollano, il lavoro, la mia identità di uomo, le mie speranze per il futuro, la felicità, la misantropia, i rimorsi, i rancori … non c’è pace per l’uomo di blues. Passo la notte a scrivere le Avventure di Aramis, a sgironzolare per il cortile, a farmi un thè caldo. Mi metto in cuffia, Heavy Weather dei Wheater Report sembra darmi un po’ di pace …ma, ehi, chi è che sta scrivendo, Tim Tirelli o Aramis?

 

Torno a letto, cerco di pensare a faccenduole positive, a certi miei colleghi che passano da “Tim sei tu il numero 1” (Giuse), a “Buongiorno Ittod”(Simosca) oppure a “Ora devo per forza farmi il taglio alla Correa per ricostruire la coppia neroazzurra” (FraTucu … ironizzando sul fatto che recentemente sembra che la mia somiglianza con Inzaghi Simone sia un dato di fatto).

La domenica arriva pallida e senza fiato, giusto un salto al ristorante, una ebrezza leggera soffia sospinta dai 65cl di una Sapporo e da due dita di Rum 1888.

Arriva la tarda sera, prima di coricarmi metto sull’impianto hifi uno dei miei dischi obliqui preferiti. Parto dal settimo ed ultimo pezzo. Dopo poco la groupie mi fa “Cos’è, Palm Beach?”

“Palm Beach?” le faccio “Non sai più nemmeno come si intitola? E’ come se io chiamassi Tormato che so Portato! Love Beach, per dio, Love Beach”!

 

Lo rimetto su al mattino mentre mi preparo per il lavoro …

… il tempo si fa freschinotto, qualche ora di sole, poi uno sguazzarotto (una piovuta improvvisa), poi di nuovo il sole che va e che viene da e tra le nuvole.

E’ settembre inoltrato, e il primo passo verso l’avtunno è passare dalle infradito alle Adilette.

Adilette – foto TT

FILM : Bac NordTTT¾

BAC Nord (The Stronghold) di Cédric Jimenez (2020 Francia – Netflix) Film poliziesco girato a Marsiglia, tratto da una storia vera. Consigliato

CAGACAZZITE ALLA COOP: 

Rimprovero un poveraccio perché con le mani senza guanto tocca tutti i kiwi nel reparto frutta per saggiarne la consistenza: “Guardi che deve usare un guanto, non può toccarli tutti a mani nude! Scusi sa, ma come direbbe Riff a gh’è dal regoli, ci sono delle regole!”. L’uomo trasale (ha tra i 55 e i 65 anni, forse meno, forse di più … sembra sconfitto dalla vita), e con lo sguardo fisso verso il basso va a prendersi un guanto. Mi sento una merda, avrei dovuto riprendere l’addetta della Coop che passa proprio in quel momento e non dà le giuste dritte al povero malcapitato; chi mi credo di essere, l’ufficiale addetto al bon ton? Ma è più forte di me, in cosa mi sto trasformando, in un vecchio brontolone?

IL REGGIANO DEL FARO

Già, sto diventando vecchio? Sto mutando in un rompicoglioni? Sono affetto dalla misantropia? O è solo voglia di rispetto per il bene comune e per il vivere insieme? E se lo è, allora perché cado nel vecchio e logoro luogo comune dove mi vorrei guardiano del faro? Un isoletta, una lingua di terra tutta mia dove assaporare la nebbia, al tepore di un maglione a collo alto, di libri e LP selezionati, di un paio di gatti e ogni tanto gettare lo sguardo là, oltre il mare infinito.

Tutto bello, a patto che ci sia la fibra ultraveloce e il collegamento TV satellitare per poter guardare le partite dell’Inter, e con la possibilità di farmi arrivare gli ordini Adidas.

JUKKA TOLONEN

Meno male che c’è il grandissimo Jukka a districarmi dai rovi in cui sono impigliato, la sua musica eccellente è una panacea per il mio animo.

THE EQUINOX

E’ il 22 settembre 2021, alle 21,20 scatterà l’equinozio d’autunno ovvero quel momento della rivoluzione terrestre intorno al Sole in cui quest’ultimo si trova allo zenit dell’equatore, evento importante per questa piccola, bislacca e speciale comunità. E allora alziamo i calici e festeggiamo tutti insieme, come tanti piccoli pianeti che girano intorno ad un sole blu(es). Buon Equinozio e buon autunno, Tyrellians.

Diagram of the Tyrellian system, with habitable moons shown. 

 

 

Mare e Mahavishnu (Pino Marittimo Blues)

17 Set

Quando vedo i pini marittimi mi si illumina l’animo, non ne conosco il motivo, forse un riflesso che mi arriva dall’infanzia e dalle spensierate vacanze al mare passate sulla riviera adriatica, resta il fatto che quegli alberi sono una panacea per la mia irrequietezza. Se sono a Roma poi e mi soffermo ad osservare il Pinus maritima immerso nel colore magico di quella città vado letteralmente in sollucchero. Arrivare in Romagna è dunque sempre un motivo di contentezza, non fosse altro che per quei magnifici pini.

Pino Marittimno

Oltre a questa dolce ossessione ho scoperto di averne un’altra, ed è l’ascoltare quasi esclusivamente la Mahavishnu Orchestra quando sono in vacanza. Non so come mai ma a questo punto è una condizione obbligata, mi metto sul lettino, scruto l’orizzonte, seguo con lo sguardo i disegni tracciati dalle bianche vele in alto mare mentre in cuffia il mio lettore lossless spara la Mahavishnu, quest’anno l’album del 1975 Visions Of The Emerald Beyond.

E dire che non sono uno di quelli che ascoltano solo musiche articolate e difficilotte, eppure la Mahavishnu di John McLaughlin è ormai diventata un bisogno, una esigenza e spirituale e fisica. E’ vero, sono cambiato, e questo già da molti anni, fatico ad ascoltare gruppi anche di nome che hanno gamme espressive e compositive ridotte o che mettono in scena arrangiamenti e soluzioni musicali mediocri, ma da qui ad intripparmi col Jazz Rock … d’altra parte è stata una (piccola) componente sempre presente in me e col passare degli anni deve aver recuperato terreno e rubato spazio ad altro, fatto sta che la Mahavishnu al mare per me è un imperativo. E se non è la Mahavishnu è roba tipo questa …

I sei giorni al mare si dipanano secondo copioni già scritti, ma comunque sempre piacevolissimi …

la tappa obbligata alla colonia del terrore (come la chiamiamo io e la groupie), la colonia dell’Agip di cui abbiamo parlato diffusamente su questo blog in passato, di notte fa sempre raccapriccio

La Colonia Agip di Cesenatico

La Colonia Del Terrore – foto TT

e mi ci vuole un bel drink per riprendermi.

TT in Romagna - settembre 2021

TT in Romagna – settembre 2021

Alla fine dei pranzetti che ci concediamo all’ombra dei pergolati dei ristobar sulla spiaggia, quest’anno mi godo i Fruttini, ghiaccioli squisiti.

Come sempre gironzolando per le località balneari vicine all’Hotel, mi soffermo su dettagli blues, come l’insegna  accesa parzialmente di un hotel, o su creazioni piuttosto kitsch

Una mattina scendo in spiaggia prima di colazione, sono più o meno le 7. Cammino sulla riva del mare e penso a te.

Early In The Morning - Romagna settembre 2021 - foto TT

Early In The Morning – Greendale, Romagna settembre 2021 – foto TT

Non può mancare la birra gelata, sorseggiata mentre monitoro l’assolato landscape marino.

Beer On The Beach - Romagna 2021 - Foto TT

Beer On The Beach – Romagna 2021 – Foto TT

Solita capatina a Tavullia, dove la Speed Queen che è con me torna a sentirsi a casa, con tradizionale pizza da Rossi insieme alla Floro Bisello Wakeman Experience.

Ritorno in spiaggia early in the morning, stavolta è l’alba, l’aria fresca, la bassa marea, l’acqua fredda del mare, il sole che nasce e lo spirito dell’uomo di blues che sono in piena libertà … frammenti del passato tornano in superficie, tra i riflessi argentati del sole sulle increspature della bassa marea mi rivedo con Mother Mary in una mattina di settembre di qualche decennio fa e la sento dire “Stefano, respira lo iodio che fa bene“. Fu lei ad abituarmi a queste passeggiate di prima mattina, credo fossi nella fase della prima adolescenza, e io e lei in spiaggia a valutare i giorni nascenti dell’estate inoltrata è uno dei ricordi più teneri che ho.

TIM & Mother Mary – Lido di Pomposa anni settanta

In quest’alba fresca cammino immerso nei miei pensieri, sento le tossine lasciare il mio corpo mentre le adidas macinano km sulla fredda sabbia bagnata. Incrocio una giovane (almeno per me) donna tutta sola, deve avere 40 anni, pantaloni da joggin’, maglietta che si intravede sotto la felpa; sembra sicura di sé, è decisamente una tipa sportiva, pare anch’ella meditabonda nell’osservare il mare. Ha lo stesso sguardo della donna di cui cantano i Rolling in FAR AWAY EYES, dunque per me irresistibile.

Sono quasi portato a dirle “Buongiorno beautiful girl, come va? Scappiamo insieme?”

Ma non sono un cantante, non ho quell’approccio, sono un misero chitarrista rock, un uomo di blues destinato a cercare se stesso dentro al riflesso del sole sull’acqua. Lascio la spiaggia, torno verso l’hotel, mentre lo faccio mi imbatto in un uomo sui settant’anni che ha appena lasciato l’edicola all’angolo, guardo che quotidiano ha acquistato … “Libero” …. sacramento e torno in quell’immondezzaio che è il mondo reale.

La passeggiata fino alla Colonia dell’Agip by day è d’obbligo, l’effetto DDR garantito.

La Colonia dell'agip - Caesenatensis, Settembre 2021, foto TT

La Colonia dell’Agip – Caesenatensis, Settembre 2021, foto TT

L’AD della azienda per cui lavoro è a nemmeno 20 km di distanza, ci invita a mangiare il pesce in un ristorante di livello, io, lui e le nostre groupie. Io mi presento con una delle mie camice frufru (come direbbe Saura), gilet, foulard … divisa d’ordinanza dell’uomo di blues, lui col Chiodo. Oltre ad annoiarlo con le mie insignificanti storielle, i discorsi che facciamo vertono spesso sui Led Zeppelin, Jimmy Page e il rock in generale. E capisco una volta di più gli amici (e la stessa Saura) quando mi dicono a tal proposito “va mo’ là che hai una bella fortuna”.

Mi vedo anche col nostro Bodhràn, il mio tosco-romano amico anche lui – stranamente – in vacanza da queste parti; una seratina a quattro sul porto canale di Ziznàtic, location che ogni volta vira verso la meraviglia. Da quanto sono in contatto col mio amico post hippie? Trenta, trentacinque anni? Di cose di cui parlare ne abbiamo un bel po’.

Tim sulla destra con le Adidas.

Il tormentone di quest’anno è relativo ad una domanda che un negoziante di etnia incerta (forse cingalese) pone a Saura una sera; intenta a cercare un nuovo bikini che le piaccia, si ferma a valutarne i modelli messi in mostra fuori dal negozio. Essendo la donna che è preferisce fogge lineari, senza fronzoli. Il tipo del negozio vuole aiutarla nella ricerca ed è uno spasso vederlo intento a capire – in una lingua non sua – che tipo di costume vorrebbe la sua potenziale cliente. Lo vedo cercare nei diversi stand in cui i costumi sono appesi e interagire con Saura. Va da lei con un costume nuovo ogni minuto e le chiede – con accento affrettato e affettato – “Questo modello?”. Non è carino sorridere dell’inflessione bislacca di uno straniero, ma la cosa è molto divertente. Questo modello? diventa dunque il tormentone di questa fine estate per me e Saura. 

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Al mare la mia fede si si riflette nei costumi, negli occhiali e nei pensieri che elaboro, già, penso spesso alla beneamata, mi interrogo su che tipo di annata sarà, e rimango sospeso tra speranze, consapevolezze e timore per l’ignoto.

Shades - Romagna settembre 2021 - foto TT

Shades – Romagna settembre 2021 – foto TT

Cammino di prima mattina sul lungomare, direzione edicola. Compro lo speciale estivo di Zagor (che Saura troverà “imbarazzante” e io “entusiasmante”)

 

Zagor estate 2021

Sento una turista straniera chiedere – esprimendosi in un idioma inventato – dove può acquistare delle sigarette, allorché l’edicolante risponde con padronanza della lingua inglese perfetta: “Tabacchi … Tabac …”.

Tabaccheria

Poteva mancare la puntata al kartodromo Happy Valley? No di certo. Poteva Saura – dopo 12 mesi esatti che non saliva su un Kart – permettere a qualcuno di batterla? No di certo. E infatti il piccolo bolide n.48 da lei guidato è al primo posto della classifica finale.

L’Adriatico di queste latitudini secondo me ha una nomea che non merita. Naturalmente non può competere con certi mari, ma la qualità dell’acqua in una area così urbanizzata è da considerarsi più che buona, lo conferma anche Goletta Verde nel bollettino estate 2021.

Goletta Verde tabella 21021

Ci sono giorni in cui la limpidezza è totale e bagnarsi in quelle acque è una meraviglia

Ci concediamo un pranzo come si deve in un buon ristorante della zona, certe prelibatezze sono una delle piccole gioie della vita.

Piccole gioie della vita, Greendale, Romagna, Settembre 2021 - foto TT

Piccole gioie della vita, Greendale, Romagna, Settembre 2021 – foto TT

Sei giorni passano in fretta, il venerdì lo dedico alla contemplazione di questo mare e di questi luoghi famigliari e di come un’altra mini vacanza volga al termine. Scruto il mare dalla cresta bionda di Saura …

Greendale, Romagna, Settembre 2021 - foto TT

Greendale, Romagna, Settembre 2021 – foto TT

Meditabondo mi godo questi ultimi spiccioli di mare … perchè tanto lo so che castles made of sand
fall in the sea eventually

Greendale, Romagna, Settembre 2021 - foto TT

Meditabondo Blues, TT in Greendale, Romagna, Settembre 2021 – foto TT

Castles Made of Sands, Greendale, Romagna, Settembre 2021 - foto TT

Castles Made of Sands, Greendale, Romagna, Settembre 2021 – foto TT

In Hotel una signora mi chiede:

“Scusi, ma lei è quello della televisione?”

La guardo allibito col mio solito ghigno …

“No perché lei mi sembra l’allenatore dell’Inter” mi dice ridendo.

Sarà stata la felpa dell’Inter che indosso o il taglio di capelli in qualche modo simile, ma non posso che risponderle

“No signora, purtroppo no, magari lo fossi, magari lo fossi …” allenare la mia squadra del cuore, ah sarebbe una faccenda cosmica per me:

“Ivan, dio pòver, a t’ho det ed fer acsè …ti ho detto di far così!”,

“Tucu bisogna che poi fai goal!”,

“Brozo, se ti fai un altro tatuaggio at ‘mas, ti ammazzo!”,

Arturo, le birre le devo bere io non te, diomadàna, dio d’una madonna!”,

“Chala, qui non siamo al Milan, bisàgna et zog ben …bisogna che giochi bene”,

“Piero, mi devi compri un portiere, se vuoi i soldi te li do io…”,

“E statemi bene a sentire tutti, d’ora in poi nello spogliatoio prima delle partite si ascoltano solo i Led Zeppelin, a manetta!!!”

Saura guarda divertita, poi mi abbassa la mascherina e dice: ” Ma sai che quasi quasi la signora ha ragione …”

Simone Inzaghi

Inzaghi Tim

L’ultima sera la passiamo a Doe (Cervia insomma), affollata, un po’ caotica, ma bella. Ci spariamo uno di quei gelati che fanno girare la testa e diciamo arrivederci al mare, alle vacanze, ai giorni belli.

Cervia, Romagna, Settembre 2021 - foto TT

Doe, Romagna, Settembre 2021 – foto TT

L’indomani, rincasato, alla Coop per le solite provviste settimanali, capisco che ho bisogno di droga per affrontare la fine delle vacanze e il conseguente ritorno al lavoro e allora ecco che la trovo nello scaffale delle caramelle, con Saura che mi dice “T’è propria un putén …se proprio un bambino”.

E va beh, torniamo in pista, let’s work, kill poverty.

PS: “Questo modello?”

Muschi e licheni (schoolboy blues)

12 Set

Settembre, mese in cui riaprono le scuole, non che me importi una cippa ma quest’anno mi sale un rigurgito blues relativo alle elementari. Chissà come mai. Ieri poi, tornato a Regium Lepidi dopo una settimanina di ferie, vado in  direzione Coop per fare provviste. Il reparto scuola è affollatissimo, genitori accompagnati da bambini che lottano per accaparrarsi zaini, astucci, quaderni, pennarelli, etc etc, tanto che la speaker della Coop deve intervenire annunciando dagli altoparlanti dell’Ipermercato di non accalcarsi e che solo un componente per famiglia può sostare nelle file tra gli scaffali dedicati. Guardo nello specchietto retrovisore e vedo – laggiù negli anni sessanta – mia madre con due bambini per mano prendere la corriera da Nonatown per Mutina, destinazione Standa. Già anche noi in settembre andavamo a comprare tutto il necessario per il nuovo anno scolastico, ma il mio scopo di quelle capatine alla Standa era salire sulla scala mobile

Mi chiedo cosa mi sia rimasto di quei cinque anni.

Vediamo un po’:

_La netta sensazione che siano stati l’unico periodo di tempo proficuo dedicato all’istruzione scolastica; l’esame di quinta passato brillantemente, la pagella finale con quasi tutti otto. Ricordo che la maestra si complimentò con mia madre, dopo di che il nulla. Non voglio dare colpe ai professori (o forse sì) ma alle medie e alle superiori noia assoluta e completo disinteresse. Qualche brivido nelle lezioni di italiano su Italo Svevo, la consapevolezza di non essere un idiota quando – rimandato a settembre in matematica in terza superiore – i miei mi mandarono a lezione da una brava professoressa e per la prima capii (e amai) la matematica. Già, le medie, con il professor Muffoletto, insegnante di matematica uscito dritto dritto da Il Gattopardo. Dopo due anni andò in pensione e prontamente suo figlio prese il suo posto (ah, l’Italia!). E le superiori, con la professoressa di scienze che negava la teoria dell’evoluzione a favore del creazionismo, e il professore di matematica – feroce anticomunista – che prendeva per il culo gli allievi balbuzienti.

Ma torniamo alle elementari …

Italo Svevo

_la rotazione continua di supplenti in prima elementare, i collant di una di queste (e avevo appena sei anni!).

_che prima della P e della B la N diventa M

_una ricerca fatta su Albert Einstein che alla maestra era piaciuta moltissimo (ma mi diede solo 7 perché non credeva fosse farina del mio sacco … e invece lo era completamente).

_muschi e licheni sempre associati, una parola pareva non poter vivere senza l’altra.

Muschi e licheni

_litantrace e antracite sempre associate, anche in questo caso una parola pareva non poter vivere senza l’altra.

_il prof della classe maschile accanto che il lunedì dopo parla con noi bambini della meravigliosa rete in rovesciata di Bonimba (1971 circa)

La rovesciata di Bonimba

_i vecchi banchi a postazione fissa con ancora l’alloggiamento per la boccetta d’inchiostro, il calamaio.

_il refettorio, l’ampio locale con colonne quadre dove si consumavano i pasti.

_le differenziali, classi per bambini con problemi

_le visite con cui a ogni bambino veniva sottoposto ad una ispezione anti pidocchi

-Disegni di campi di grano contenuti nell’abecedario.

_i grembiuli neri e i fiocchi colorati che distinguevano gli alunni per classi.

E ora che sono professore anche io (professore di Blues, naturalmente), e che tengo con una certa regolarità le mie lezioncine alla TT’s School Of Rock, mi chiedo cosa possano pensar di me i miei “alunni”. Meglio non pensarci, va, anche perché a me maestri e professori erano indifferenti, quello che mi interessava realmente era capire se potevo accompagnare a casa la scolaretta che mi piaceva …

Good morning little school girl
Good morning little school girl
Can I go home with
Can I go home with you?

Prospettiva Gramsci

2 Set

Mutina, un giorno qualunque di fine estate. Un bar in una zona obliqua della città, Viale Gramsci. Sul tavolino, al fresco della veranda esterna avvolta nell’ombra prodotta dalle frasche degli alberi, una Brùton bianca.

Guardo il viale nella sua interezza, ne giudico la prospettiva …

vViale Gramsci - Modena

Viale Gramsci – Modena

e chissà perché mi viene in mente il “corso della Neva” di Leningrado, la strada principale di quella città.

Leningrado, Prospettiva Nevski

Rifletto su alcune cose su cui mi è caduto l’occhio negli ultimi giorni:

IL GIORNALISMO MUSICALE OGGI vs ANGIE/SILVER TRAIN by Nick Kent:

Rispunta un trafiletto dal passato tratto da una pagina del 1973 del New Musical Express, rivista britannica, relativo alla recensione molto tranchant di quello che allora era il nuovo singolo dei Rolling Stones. Mi stupisco della cazzimma di Nick Kent e mi dico che era bello quando i giornalisti osavano e non avevano paura di “ritorsioni” da parte dei gruppi.

Qui sul blog abbiamo discusso più volte su Lester Bangs e se fossero opportuni certi suoi giudizi, articoli e recensioni, e sì, lo abbiamo in parte criticato, ma sono sicuro che fosse preferibile quel tipo di giornalismo a quello odierno. Già, oggi il giornalismo musicale (soprattutto italiano) è diventato agiografico. In primis il giornalismo hard & heavy che è ormai privo di qualsivoglia forma critica, ogni disco è un capolavoro, ogni gruppo ha motivo di essere considerato leggendario. Non che gli altri generi abbiano scriba più illuminati. Su due degli ultimi numeri di UNCUT e MOJO (riviste musicali del Regno Unito) la stragrande maggioranza delle recensioni riporta votazioni alte: 4 stelle su 5, o voti che stanno tra l’8 e il 9 su 10. Nell’ultimo MOJO nessuna recensione ha meno di 3 stelle su 5. Su UNCUT nell’ultimo mese c’è una sola insufficienza. Tutti prendono minimo 7, moltissimi 8 e ci saranno 100 recensioni. Ma come capperi è possibile? 

BLOG/ARAMIS: “Complimenti per il blog, lascia perdere però la sequel di …. rodrigo… si intitolava cosi’ ?” 

Mi arriva questo whatsapp a proposito di (almeno credo) “Le Avventure di Aramis Reinhardt”, il tentativo di romanzo che sto pubblicando a episodi su questo blog. Certo, questo spazio è pubblico, chiunque può leggere e dire la sua delle sciocchezzuole che scrivo, ma è anche uno spazio gratuito e, dico io, se uno non è interessato a certe cose può non leggerle e andare oltre, soprattutto se è qualcuno che frequenta il TTB già da tanto tempo e dunque sa quanto importante sia per me pubblicare i miei scritti. Anche perché ho altri lettori che hanno apprezzato.

Una nuova lettrice ad esempio mi scrive:

Buongiorno. Ho letto tutti e 4 i capitoli…. si leggono molto bene…. sono scritti molto bene…. il IV è quello che ho preferito perché si capiscono meglio certe dinamiche, in alcuni degli altri tre è come se tu sapessi già (ovvio che sì) da dove vengono i personaggi e cosa han fatto e cosa faranno nell’economia del tutto (nel piano dell’opera che tu conosci e noi no) e noi dovessimo invece attendere degli spin off, dei capitoli monografici su ognuno di loro che ce ne diano una caratterizzazione più marcata per farci capire – sul serio – con chi interagisce il protagonista, quasi a farceli vedere non solo con i suoi occhi ma con occhi fintamente oggettivi dall’alto…ma onestamente, magari su certi caratteri non ci tornerai affatto: tu solo sai quale è la modalità! Il IV capitolo l’ho trovato completo, interessante, coinvolgente….”

Un altro lettore aggiunge: “coinvolgente, mi è piaciuto anche per i tecnicismi sulla strumentazione e la filosofia dell’atteggiamento rock”

Dunque Le Avventure di Aramis Reinhardt qualcuno le trova se non altro degne di essere lette, quindi continuerò a pubblicarle, a meno che non vi sia una sollevazione popolare nella comunità del blog contro il povero Aramis, nel qual caso chiuderò questo spazio una volta per tutte.

DUSTY HILLS / CHARLIE WATTS: il bassista degli ZZ TOP e il batterista dei ROLLING STONES se ne vanno, tra i tanti commenti scritti (per quanto mi riguarda a sproposito) me ne colpiscono alcuni, entrambi di persone a me care:

(Dusty) Uno dei più grandi musicisti, compositori e cantanti del rock, quando suonava era pesante e solido come un treno merci, la sua musica è stata molto importante per me, che brutta notizia. Onore a te Dusty.

(Charlie) Non ci sono parole per commentare la perdita di questo grande musicista, ha fatto la storia del rock e non solo, semplicemente immenso.

(Charlie) Ciao caro, sei stato uno dei migliori batteristi, e chi dice di no, non capisce un cazzo di rock.

Ora, io capisco l’enfasi del momento, so perfettamente che il Rock non è una scienza esatta e che dunque non è detto che i bravi musicisti sappiano suonare il Rock, ma (Dusty) “ Uno dei più grandi musicisti, compositori e cantanti del rock“? (Charlie) “uno dei migliori batteristi, e chi dice di no, non capisce un cazzo di rock” ?

Insomma che Charlie abbia fatto parte di una delle più grandi rock and roll band i tutti i tempi è vero, che col suo stile un po’ sghembo sia riuscito a trovare la sua dimensione è vero, che sia una figura storica a cui abbiamo voluto bene è vero … ma andrebbe aggiunto che, come altri musicisti che hanno fatto la storia del rock, sia stato anche un pochetto fortunato nel trovarsi nel posto giusto, al momento giusto, con le persone giuste (in questo caso Jagger e Richards). Che poi nel buraccione dei Rolling Stones il suo drumming abbia avuto un senso può anche essere vero.

Non so, forse sono io, forse davvero non so “un cazzo di rock“, ma mi sembra che si stia perdendo un poco la prospettiva.

THE PAPERBACK WRITERIl caso non esiste, ne sono convinta!” verga sula sua bacheca facebook una scrittrice che seguivo, e che ora non seguo più.

THE BEST GUITAR PLAYER OF THE LONG (AND NARROW) WINDING ROAD. L’altra sera, sintonizzati su Sky Arte, ennesimo documentario sui Queen, stavolta a proposito di A Night At The Opera. Guardiamo Brian che spiega la creazione del magnifico assolo di Good Company.

Ad un certo punto la pollastrella dichiara:

“Che bravo Brian May. Io voglio tanto bene a Brian May, è il mio secondo chitarrista preferito …anzi no, il terzo”

Sapendo chi è il primo (The Dark Lord) io le rispondo con una domanda di cui penso di sapere la risposta: “Chi è il secondo, Steve Howe?.”

No, il secondo sei tu.” mi dice con un tono poco scherzoso. Rimango di stucco. Ora, so perfettamente che è una boutade e che se proprio proprio … a lei piace il “senso” che a suo modo di vedere ho e le cose originali (nel senso di mie) che scrivo, ma quella donna è pazza.

WALKING THE DOG IN SHORTS

L’altro giorno, in macchina. Sono le otto del mattino, i gradi sono 17. Mentre percorro le mie solite country roads noto che una giovane donna in braghette corte e maglietta sta portando a passeggio il cagnolino. Ha quel tipo di shorts cortissimi dalla foggia leggermente anni settanta, giusti per coprire il pube e poco più e una maglietta anch’essa assolutamente minimal. Cosce e braccia completamente nude, seno pesante e labbra rosse. La donna, sui vent’anni, è in carne, potrei anche aggiungere piuttosto in carne, eppure porta in giro il suo essere donna e le sue abbondanze con una semplicità e noncuranza disarmante. Il che la fa apparire decisamente sexy.

Ha le cuffiette e mi interrogo circa il tipo di musica che predilige. Accosto, abbasso il finestrino:

“Mi scusi, non vorrei essere indiscreto, ma che musica sta ascoltando”

“Come? E perché le interessa? Comunque sto ascoltando su Spotify una playlist di rap italiano”.

“Ah, okay, Grazie. Era solo per curiosità”.

Riparto, non le degno nemmeno uno sguardo dal retrovisore, ora non mi appare più sexy.

◊ ◊ ◊

Dopo aver bevuto un’altra blanche, decido che quello che ho in testa è tutta spazzatura, così clicco il tasto destro del mouse virtuale del mio corpicino, seleziono Elimina e getto tutto nel cestino. 

Il drowse della settimana prima di ferragosto

14 Ago

Venerdì, ultimo giorno feriale prima di ferragosto … il cielo tra il velato e il nuvoloso, 26 gradi di prima mattina, tutto che rallenta, le fabbriche chiuse, gli uffici semideserti, le strade sgombre, sembra di essere in una bolla temporale sospesa a mezz’aria, ed è così da almeno una settimana.

I presenti in azienda si contano sulle dita di una mano, io sono uno di quelli, la piccola vedetta reggiana che imperterrita scruta l’orizzonte. Come ogni mattina percorro i 30 km che separano le due città in cui vivo e in cui lavoro, le due città che sono il simbolo della mia esistenza, una di qua e una al di là del Secchia river, il cuore pulsante dell’Emilia profonda, il dualismo tra demonio e santità, tra un lontano passato ancora tangibile e un futuro ipertecnologico che è già realtà.

cielo nuvoloso a ferragosto

Lungo il tragitto in località l’Osteriola noto asciugamani con raffigurati cani da caccia messi ad asciugare sull’aia di una vecchia casa di campagna, osservo poi un salice che si sta seccando a bordo di uno dei tanti fossi delle nostre campagne, il tutto mentre lentamente sorpasso un trattore che traina un carro pieno di pomodori. I girasoli nei campi sono ormai pronti per essere raccolti, hanno il capo reclinato verso il basso e il marrone scuro è ormai diventato il colore dominante.

A Campogalliano un camion, in attesa di essere scaricato, attende il suo turno, l’autista è sdraiato sul sedile di guida e ha i piedi appoggiati sul finestrino completamente abbassato.

Veleggio in modalità blues on, una leggera depression mi scolora l’animo meditabondo che mi ritrovo, l’umore vira verso il blu grigiastro mentre soppeso il nonsense dell’esistenza.

Dalla chiavetta Ivan Graziani mi toglie dall’impasse perché in fondo meglio una grassa contadina a un’esaurita come te perché il suo regno è la cucina, mi tratterebbe come un re, non sai tirare neanche il collo a un vecchio pollo come me amore mio, amore shame, shame, shame shame non puoi, cucinare tu non sai. 

La chiavetta ci mette poi il carico da 11 quando passa Little Village di Rice Miller (va beh, Sonny Boy Williamson II) e i suoi 11 minuti veraci, dove tra le varie take del brano sono inseriti gli irresistibili e schietti scambi tra Leonard Chess (il discografico) e Williamson, appunto. E’ tutto un fiorire di “Motherfucker” e “Goddamnit”. Sono queste cosucce che mi sistemano l’esistenza.

Se poi arrivano pure i miei amati Free, ecco che mi sento come un assetato geranio dimenticato sul balcone a cui una buona anima ha dato acqua in abbondanza.

La chiavetta insiste, è decisa a rendermi la giornata migliore, ladies and chesterfields welcome in Bad Company.

Si chiude con il boogie woogie che preferisco in assoluto

Ivan, Sonny Boy, Free, Bad Co, Led Zep e le solite e insopportabili paturnie cosmiche vanno sfumando verso l’orizzonte. Che portento la musica Rock, il blues e la musica italiana di un certo tipo.

Buon ferragosto donne e uomini di blues che seguite questo blog…let the sun beat down upon our faces
and stars fill our dreams.

 

 

 

 

 

La domanda “ma sei un musicista?” and other assorted blues songs (Lukaku, Valentino, Keith e questo cavolo di porca vita)

8 Ago

Non riesco nemmeno a terminare la prima call del mattino (non ci credo che pure sono finito nel buraccione delle call)  che il fornitore con cui ho appuntamento si presenta. Dopo i primi convenevoli passiamo al tu, ma la cosa rimane giustamente un minimo formale, ho parecchie faccende da sbrigare e non vorrei dilungarmi. In modo schietto gli spiego meglio il perché del nostro incontro e le nostre esigenze. Lo accompagno in un veloce giro esplorativo dell’azienda, gli chiedo consigli, pareri, punti di vista. Terminato il giro gli offro un caffè nell’ampia e ultramoderna cucina aziendale.

“Però!” mi dice. The Kitchen fa sempre un certo effetto.

Sorseggia il caffè e poi mi chiede di botto: “ma … sei un musicista?”.

La domanda mi sorprende. Sono vestito in modo più sobrio del solito, non ho una delle mie solite (e famose qui in azienda) camicie fru fru (come direbbe la pollastrella), certo una camicia color violetto con pallini bianchi non è roba da commercialisti, saranno i capelli un po’ lunghi o forse quello che frega è il foulard. Già, questo accessorio che ormai fa parte di me da quando avevo vent’anni, vezzo acuitosi avendo come riferimento il Dark Lord, anch’egli gran appassionato di questi fazzoletti, di seta o d’altro tessuto, da collo (per uomo o per donna).

E dire che ho usato la mia personalità ufficiale (Stefano, yes I am) ed evitato qualsiasi argomento esterno al lavoro. 

Ma questa cosa è capitata e capita piuttosto spesso, gente sconosciuta che non sa nulla di me che mi chiede se sono un musicista (e adesso mi torna in mente che mio zio Onillo – fratello di Mother Mary – mi chiamava poeta).

Io credo sia la mia faccia blues, ma ad ogni modo fa ovviamente piacere pensare che la gente mi veda così, sebbene i musicisti siano troppo sopravvalutati, e poi io non so nemmeno se lo sono, ma meglio non stare troppo a sottilizzare e sorridere di questa misera aurea che sembro avere.

LUKAKU ADDIO

Io questa cosa non riesco a mandarla giù. Stavo iniziando a riprendermi dall’abbandono di Conte e dalla vendita di Hakimi (e da quello successo al Principe di Danimarca), leggevo di possibili buoni acquisti (Nandex e Dumfries) e quindi obtorto collo mi ero già messo in riga per il prossimo campionato, ma questa notizia come si fa a digerirla?

Come faccio a mantenere l’abbonamento a DAZN (per la Serie A) e a SKY (per la Champions) se l’Inter si ridimensiona così, se Suning conferma la debacle che tutti temevano ma che non ci saremmo mai aspettati? C’è chi ci consiglia di essere realisti, che la situazione è cambiata, che la crisi del calcio è profonda, che dobbiamo adeguarci … beh, io non ci riesco, dopo essere tornati nel posto che ci spetta un downgrade del genere non è accettabile, Suning non può continuare a comportarsi così, non mi farebbe piacere finire in mano ad un fondo americano, a sauditi o realtà del genere ma la proprietà deve vendere senza pretendere cifre che oggi non sono ipotizzabili. Come dice il mio amico Francesco Losurdo “noi siamo pronti ad invadere Pechino”. Cazzo!

Ma come potrò fare senza Big Rom, senza il mio Lukakone, senza quest’uomo che pareva cervello e anima ed essere ultra felice di essere diventato Re di Milano. Perché il tifoso dell’Inter deve essere condannato a sofferenze e drammi esistenziali simili?

Oggi sulla Gazza Andrea di Caro conclude il suo pezzo così:

L’Inter che sta passando velocemente dalla gloria al ridimensionamento, non è solo di chi l’ha comprata e di chi la gestisce. Ma un patrimonio del calcio italiano e dei suoi tifosi. Non va mai dimenticato.

Già, non va dimenticato, quindi mi si permetta perlomeno di chiudermi nella mia cameretta a piangere.

Tu quoque, Romelu, fili mi!

 

SUL VALE DEL TRAMONTO

Valentino Rossi annuncia il ritiro alla fine di questo Motomondiale, ed è giusto così; forse avrebbe potuto farlo prima, ma per fuoriclasse del genere non sono decisioni facili né uscite agevoli. Il mio interesse per le moto (da Cross) svanì intorno ai 16 anni, quando il Rock irruppe definitivamente nella mia vita, ma ho seguito Vale per tutta la sua carriera e avendo poi incontrato la pollastrella (fan scatenata di The Doctor) l’interesse per Rossi si è fatto più intenso. E’ stato il più grande, no doubt about it, quindi nel mio piccolo, su questo blog miserello, gli rendo onore.

WE SALUTE YOU VALENTINO!

KEITH RICHARDS BLUES

Scambio di messaggio whattsapp di un sabato mattina qualunque:

[08:34, 7/8/2021] Polbi Cell: Stones in tour senza Charlie Watss ….mah. Toglietemi anche le minime certezze che mi restano, ecco.
[11:09, 7/8/2021] Tim Tirelli: Io e Picca abbiamo fatto la stessa considerazione… poi avessero scelto che so Mick Fkeetwood , Aynsley Dunbar o simili, no, Steve Jordan … ma porca zozza…
[11:47, 7/8/2021] Polbi Cell: Scelta di Keith ne sono sicuro
[11:48, 7/8/2021] Tim Tirelli: Infatti Keith di musica non capisce un cazzo
[12:22, 7/8/2021] Polbi Cell: You made my day! 😂😂😂😂😂😂😂✊✊✊✊✊
[12:29, 7/8/2021] Tim Tirelli: It’s true. Cosa ascolta Keith? Oscuro blues rurale, gli AC/DC meno mainstream, gruppi sconosciuti di reggae giamaicano … di musica (blues a parte) non sa nulla. Poi chissenefrega, lo adoro, però è la verità.
[12:30, 7/8/2021] Polbi Cell: Pezzo sul blog subito

MUTINA BLUES

Nel caldo scriteriato dei primi giorni di agosto cammino per Mutina e l’occhio mi cade sempre su edifici, architetture, e dettagli blues. A volte mi sembra di essere continuamente alla ricerca di luoghi in stato di squallido abbandono …

“Mutina blues” agosto 2021 – foto TT

ESTATE – pubblicità & progresso

PALMIRO got the blues

Quando gli prende il blues finisce per andare a nascondersi nel contenitore dei miei foulard …

Palmiro e miei foulard – Domus Saurea – Luglio 2021 – foto TT

OUTRO

L’estate è in fase post sbocciatura, i petali iniziano a cadere, i vecchi iniziano a dire che dopo ferragosto il tempo comincerà a cambiare ma questa pseudo saggezza dell’Emilia che fu non ha tanto senso al tempo dei cambiamenti climatici. Vedremo un po’ quello che ci riserverà il nulla cosmico onnipotente, nel frattempo noi proveremo a gestire questa porca vita cercando modi per arrivare in altri universi.

 

Tim Tirelli’s School Of Rock – episode 2

31 Lug

A tre settimane di distanza dalla prima ecco che, nell’azienda per cui lavoro da quasi sette mesi, va in scena il secondo episodio della School Of Rock di TT. L’AD questa volta ha voluto quella sui Led Zeppelin. Nonostante sia un argomento che conosco benino, come faccio di solito, mi preparo a dovere, alla fine il file di word dove ho annotato appunti e riflessioni è di 29 pagine! Ovviamente devo condensarlo, ma anche così in 90 minuti di incontro riesco ad arrivare solo a LZ IV, quindi al 1971.

Si erano prenotate 50 persone, quindi oltre l’80% del personale dell’azienda, a cui si sono aggiunti Saura, il nostro Lollo Stevens e la mea domina LC, advisor extraordinaire dell’azienda.

Dico subito che non è stato un incontro che mi ha soddisfatto, non sono riuscito a far salire in cattedra ITTOD, la ciambella insomma non è riuscita col buco, ed è curioso che sia successo con il gruppo a cui sono più legato, ma non è scattata la scintilla che di solito mi aiuta a partire per l’iperspazio.

Tuttavia in molti mi hanno ringraziato e fatto i soliti complimenti, sono tutti molto generosi con me, ma da alcuni commenti ho capito che anche una serata non proprio speciale è riuscita comunque a comunicare suggestioni ed emozioni.

Vedere il sorriso pieno di beatitudine del nostro AD (fan dei LZ anch’egli) una volta che, prima dell’incontro, ha indossato la doppiomanico, mi ha comunque ripagato completamente.

TT – School Of Rock 28-7-2021 – foto Saura T.

Oltre a declamare le mie solite riflessioni a proposito della cosmic energy e degli spiritual graffiti che la musica rock e quella dei LZ in particolare riescono a farci arrivare, ho mostrato ai miei colleghi sul grande schermo aziendale alcuni filmati del nostri gruppo di riferimenti che direi hanno colpito nel segno.

Come sempre ho portato qualche chitarra e un po’ di altra strumentazione, molto interesse hanno suscitato la Doubleneck e il Theremin. Ho suonicchiato qualche frase dell’assolo di I Cant Quit You Baby, di Dazed And Confused e di Heartbreaker, quindi mediante il Theremin ho fatto il verso ai lamenti di blues cosmico che ci arrivano dall’universo, e ho mostrato sulla chitarra a due manici le varie parti di Stairway To Heaven.

Qualche commento arrivatomi nei due giorni successivi lascia intendere che ad ogni modo il messaggio è arrivato (tralascio quelli troppo entusiastici e troppo generosi che mi sono giunti sotto forma di iperbole)

THE ROSESPRING BOY (Jazz lover & musician): Grazie Tim, lezione interessantissima. Si è vista passione autentica e tanto chilometraggio! 

TOMGAL: “Grande serata ieri sera Tim. Oggi in ufficio io e SimSca ci siamo messi a cantare i Led Zeppelin. Volevo anche dirti che ho sistemato il vecchio giradischi di mio padre. Adesso la sera con mia moglie ci prendiamo 10 minuti, mettiamo su un LP e ci ascoltiamo un paio di pezzi. Ed è tutta roba di quest’anno, tutto nato dalle conversazioni che ho avuto con te. Grazie Tim”

Entra un esterno che ha un appuntamento col presidente; dopo gli scambi di rito mi dice: “Ho sentito parlare dei tuoi talk, so che sono una eccellenza e che sei un chitarrista meraviglioso.” Scuoto la testa, non è così, ma il fatto che la Scuola di Rock di Tim Tirelli varchi anche i confini dell’azienda è incredibile.

LITTLEWOODLUKE: “Tim, l’altra sera mi è piaciuto un sacco, è stato elettrizzante, sei un mito, e te lo dice uno che non ascolta musica e proprio per questo mi sono chiesto “ma cosa mi sono perso in questi 25 anni?”.

Che questi bislacchi incontri sul rock stimolino riflessioni nei giovani uomini che ho per colleghi è davvero entusiasmante. GioT mi scrive cosette che mi lasciano a bocca aperta, che si metta a pensare sulla faccenda del rock contenutistico e rock da intrattenimento mi fa impazzire:

” … ho elaborato meglio il concetto dopo la nostra conversazione: per me il rock vero è quello che evoca le immagini mentali/sensoriali della “rivoluzione rock”! E poi chissenefrega se l’etichetta indie non era indie o se il pantalone di pelle era obbligato dal produttore o se chi suona fa concerti da 1929283 persone o 15. Ed è universale perché tutti noi abbiamo questo meccanismo interno di suggestione per immagini, ma non tutte le forme di rock attivano quelle giuste! Il rock è primordiale, cavolo con quella lezione ci hai dato tanto di quel materiale da post elaborare che non è semplice, specialmente se di musica non si capisce molto come me, però ho “vibrato” troppo per non rifletterci!

​… e quale linguaggio più universale della musica per bypassare la parte astratta della mente, quella delle parole, e arrivare direttamente “alla pancia”, là dove stanno le emozioni e le immagini che ci spingono ad essere quello che siamo e a comportarci come ci comportiamo! Il rock è simboli, e i simboli sono il rimando sensoriale delle immagini che abbiamo dentro, delle nostre aspirazioni, frustrazioni, sogni! Il rock giusto ha i simboli giusti per attivare le immagini(–>emozioni) giuste! Ma questo è un piccolo assaggio del delirio che ci aspetta alla prossima birra – laugh – scusa il wall of text ma mi gaso sempre per queste cose.

GioT poi ha voluto il cd del mio gruppo, sul quale mi scrive:

Tim!! Sono due giorni che ho il tuo disco in cuffia e mi fa impazzire. Il mix con il dialetto parla al cuore e le parole sono stupende! Ma poi è bellissimo perché si ascoltano sia concentrandosi e godendosi i testi sia mettendolo in sottofondo e facendo altro! Mi sto segnando alcune frasi che mi colpiscono, sapere che le hai scritte tu è magico. No cazzo ma devi esibirti in full, ora che ho “sentito con mano” davvero capisco che abisso blues tu abbia dentro. È un bell’abisso Tim, è un bell’abisso! – still, an Abisso heart. Me ne vado con “la ragazola ed l’osteriola”.

…Tim veramente sono contentissimo di poter avere queste conversazioni, alzo il calice alle prossime, dobbiamo scavare in profondità di questo universo simbolico! Cazzo e tu sei equipaggiato di una pala emotivo-emozionale grossa come una casa! Grande, complimenti giganti di nuovo!! A prestissimo (a stasera alla peggio! non vedo l’ora!). Tim numero 1!!! Che figata che posso ascoltarle quando voglio.

◊ ◊ ◊

Lasciamo stare i complimenti che il mio geniale collega mi fa (che comunque, è ovvio, fanno tanto piacere, soprattutto quando parla delle mie canzoni), il focus è: ma cosa scatena la musica Rock nella gente che magari ne sa poco ma che, se è pronta e predisposta intellettualmente e fisicamente, poi riceve in cambio una valanga di emozioni? Che meraviglia di musica!

Alla DERIVA sotto l’influsso della TOSKÀ

23 Lug

E così dopo un paio di settimane trasportato dalle vibrazioni del rock, ricado nel mood riflessivo e inquieto. De Gregori torna ad avere il controllo del car stereo e io già di prima mattina vado a rinchiudermi nel bersò fantasticando di solite e immaginarie blue highway. 

Bersò alla Domus - luglio 2021 - Foto TT

Bersò alla Domus – luglio 2021 – Foto TT

Diretto al lavoro il sentimento è quello prossimo al concetto di deriva e mentre la corrente del blues mi trasporta verso il mare aperto ripenso alla mia vita, alle persone che hanno fatto parte della mia esistenza e che in un modo o nell’altro ne sono uscite, persone a cui non dubito di aver voluto bene ma che ora sembrano e sono così lontane. Ma davvero dovunque io sarò, dovunque lei sarà, sarà al mio fianco?

Ci sono sere in cui, a casa da solo, sorseggio il vino della mia terra; il lambrusco scende nella gola mentre a galla ritornano sapori e odori di questa terra piatta, questa pianura che con i suoi spazi aperti pare lasciarti respirare a pieni polmoni. E mi ributto sui soliti temi con cui affliggo me stesso, gli amici, i lettori di questo misero blog. Mentre sono in questo stato un’amica mi manda, guarda caso, questo messaggio preso da qualche parte:

Toska

aggiungendo: “mentre il mio amico tim tirelli lo chiama…”

“... Blues, naturalmente”, le rispondo.

Ecco, io credo che nel blues la componente dell’inquietudine sia determinante, senza per questo tralasciare tutte le altre sfumature. Ma è intrigante questo termine russo … il giornalista brasiliano Siân, che ha vissuto e lavorato in Russia per 5 anni, scrive: 

Quello di toskà (l’accento cade sulla a finale, e quindi la parola si pronuncia [taskà]) è un concetto sfuggente: può essere tradotto in vari modi, a seconda del contesto. A mio avviso è una malinconia apatica, una tristezza senza una causa specifica, o un attacco di angoscia. Può anche significare nostalgia o nostalgia di casa, forse simile alla saudade in portoghese: uno struggimento interiore per un posto lontano, o un tempo passato.

“…uno struggimento interiore per un posto lontano, o un tempo passato”, già, questo mi rappresenta a dovere.

E allora in questa calda notte scura scendo in pianura (cioè, faccio i 20 gradini che mi separano dal suolo), e col lambrusco in corpo vago per le campagne qui intorno …

“Ho fatto il pieno e cammino di notte come uno scemo … ho fatto il pieno, ho perso il treno di quei treni che non passano più”

Di nuovo mattina, di nuovo Mutina bound. Stamattina nella stradina lunga e tortuosa di Borgo Massenzio a bordo dei fossi gonfi d’acqua per l’irrigazione dei campi ci sono parecchi uccelli bianchi …

The long and winding road & the white birds – Borgo Massenzio – Luglio 2021 – foto TT

FDG spinge di nuovo …

“Sarà come sarà se sarà vero sarà come sarà, sarà che inciamperò da qualche parte e poi ripartirò da zero però… ti leggo nel pensiero …”

Guardo questa fetta di pianura che mi accompagna da sempre, questa terra che è stata sospesa tra demonio e santità, tra l’idea di un certo comunismo e l’inevitabile influenza della chiesa cattolica…

Osteriola countryside d - Luglio 2021 - Foto TT

Osteriola countryside – Luglio 2021 – Foto TT

vecchie case da contadini che cedono davanti all’incedere del tempo …

Osteriola countryside c - Luglio 2021 - Foto TT

Osteriola countryside – Luglio 2021 – Foto TT

alberi solitari che si stagliano all’orizzonte …

Osteriola countryside b - Luglio 2021 - Foto TT

Osteriola countryside – Luglio 2021 – Foto TT

girasoli che paiono un esercito pacifico in attesa di chissà che,

Osteriola countryside - sunflowers - Luglio 2021 - Foto TT

Osteriola countryside – sunflowers – Luglio 2021 – Foto TT

e campi di grano che tranquillizzano l’animo.

Osteriola countryside - campi di grano - Luglio 2021 - Foto TT

Osteriola countryside – campi di grano – Luglio 2021 – Foto TT

Insomma, la solita estate alla Tim Tirelli spesa in Valpadana.

GATTI ALLA DOMUS

Ozzy, il gatto randagio di colore nero, ormai assoggettato al Rais Palmiro, a questo punto vive con noi. Entra persino in casa, per mangiare. Sta sempre sul chi va là, ma si lascia accarezzare e ormai ha capito che qui alla Domus Saurea un pasto lo trova sempre.

Stray cat Ozzy finds a shelter - Domus Saurea luglio 2021 - foto TT

Stray cat Ozzy finds a shelter – Domus Saurea luglio 2021 – foto TT

La vita è meno facile per Rossignol, randagio anch’esso, visto che Palmiro lo tiene marcato e spesso finiscono per azzuffarsi, evidentemente non vuol saperne di riconoscere la supremazia della Pantera Nera di Borgo Massenzio.

Stray cat Rossignol finds a shelter - Domus Saurea luglio 2021 - foto TT

Stray cat Rossignol finds a shelter – Domus Saurea luglio 2021 – foto TT

Stricchi fa la sua vita, come sempre, sa di essere all’interno di una colonia ma spesso pare avulsa da essa, d’altra parte avendo avuto una infanzia difficile è un pochino disturbata nel carattere. Ma essendo molto bella finisce per farsi perdonare il suo essere scontrosa. La cosa buffa è che fa tanto la sgrausa, come diciamo qui, ma poi quando a tarda sera scendo a camminare nel buio della notte mi segue come fosse una cagnolina, non mi molla un attimo, e quando mi fermo si sdraia per terra affinché le gratti la pancia.  Dopotutto interagire col suo umano non è poi così male.

Streaky - Pussycat in the recycling bins - Domus Saura luglio 2021 - foto TT

Streaky – Pussycat in the recycling bins – Domus Saura luglio 2021 – foto TT

TACCHINI SELVAGGIO 30TH ANNIVERSARY

I Tacchini Selvaggi, gruppo Country / Southern Rock della zona, compiono 30 anni. Saura suona con loro da 15, non potevo dunque mancare all’appuntamento della celebrazione. Conosco il chitarrista/cantante Suto (The Gibson man …anch’egli grandissimo fan dei LZ) da trent’anni appunto.

Ci troviamo al Beer Stop di Maranello, di fianco al museo Ferrari, uno dei pochi locali rimasti a fare musica di un certo tipo dal vivo. Al tavolo siamo io, qualche confratello del Blues e qualche amica.

Il genere non è esattamente my cup of tea, ma il concerto è gradevole e fluido. Quando suona Saura la mia attenzione cade essenzialmente sul suo basso, c’è una forza misteriosa che mi spinge a seguire le sue linee, i suoi giri, la sua predisposizione allo strumento e alla musica. Credo sia ora di inserirla tra i miei bassisti preferiti: John Paul Jones, John Deacon, Randy Jo Hobbs, Stanley Clarke, Ron Carter e Saura Terenziani.

E ad ogni modo: happy anniversary Wild Turkeys.

Tacchini Selvaggi - Beer Stop - Maranello - luglio 2021 - foto TT

Tacchini Selvaggi – Beer Stop – Maranello – luglio 2021 – foto TT

VILLA BAGNO BLUES

Ogni tanto passo le domeniche cercando di seguire gli antichi sentieri di Brian. Stavolta raggiungo quella che fu la casa della sua adolescenza durante la seconda guerra mondiale. A pochi metri la ferrovia, quella ferrovia dove quasi 76 anni fa – a poche decine di metri dalla sua abitazione – deragliò un treno che trasportava anche animali di un circo. I leoni che fuggirono fecero vittime tra i vicini di mio padre.

“Il 30 Novembre 1945 un treno merci in viaggio da Bologna a Parma viene deviato, all’altezza di Villa Bagno, su un binario interrotto, per consentire il passaggio di un altro convoglio. Il macchinista, forse per un errore di comunicazione, non arresta il treno, che prosegue la marcia, finendo nel cratere aperto da una bomba e deragliando. Ha inizio una notte da incubo. Al treno sono infatti agganciati alcuni vagoni che trasportano il Circo Togni: l’urto violento provoca l’apertura di alcune gabbie e scimmie, serpenti e, soprattutto, nove leoni, probabilmente impauriti, sicuramente affamati, iniziano a vagare nella campagna, seminando terrore. Quattro i morti: il fuochista sul treno, un domatore e due contadini che furono sbranati dai leoni.”

Ecco qui davanti, a poca distanza da me, la ferrovia e subito dopo la casa (la parte vecchia) dove abitò il mio vecchio.

Villa Bagno – dove deragliò il treno nel nov 1945 – Foto TT

Alle mie spalle una casa d’altri tempi da contadini diroccata, la osservo in questa quieta domenica emiliana, ne valuto le sfumature blues e gli echi delle vite vissute in quel podere.

Derelict farm house in Villa Bagno - luglio 2021 - foto TT

Derelict farm house in Villa Bagno – luglio 2021 – foto TT

Derelict farm house in Villa Bagno b- luglio 2021 - foto TT

Derelict farm house in Villa Bagno – luglio 2021 – foto TT

Questo rapporto carnale che ho con la mia terra mi fa sempre piangere e sospirare, meglio quindi tornare alla Domus e cercare di scrollarsi di dosso le rimembranze, un birra fresca saprà rinfrancarmi il morale, anche perché il prossimo mercoledì è già tempo della School of Rock episodio 2: Led Zeppelin, e devo iniziare a scaldare i motori.

Birra alla Domus - luglio 2021 - Foto TT

Birra alla Domus – luglio 2021 – Foto TT

 

Tim Tirelli’s School Of Rock

9 Lug

Nel dicembre scorso, durante il secondo video colloquio prima di essere assunto, quello che sarebbe diventato il mio presidente, mi disse:

“Tim, per me è molto importante che tu sia un esperto e un amante della musica Rock, e se verrai assunto tu per la posizione aperta in questione, come presidente ti chiederò – quando potremo ritornare ad organizzare queste cose in presenza – di tenere degli incontri sul Rock, in modo che anche i colleghi più giovani possano approfondire queste tematiche”.

Al che io mi dissi:

“vuoi vedere mio caro Tim Tirelli che essere caduto in mare potrebbe non essere così male in caso fossero questi a ripescarti?”

Come ho scritto qui sul blog più volte, ripartire da zero – professionalmente parlando – per un uomo di una (in)certa età non è roba da poco, reinventarsi non è automatico, ma quando i disegni del blues per una volta girano nel modo giusto, quando i pianeti si allineano, quando la vibrazione universale prende la giusta direzione, allora anche avere un blog, un gruppo rock e una visione blu della vita fanno punteggio e ti ritrovi a vivere una nuova esperienza in una realtà davvero speciale.

Sei mesi esatti di appartenenza ad una delle più belle realtà italiane in campo ipertecnologico, sei mesi a contatto di colleghi giovanissimi (almeno rispetto a me, che naturalmente sono il più vecchio) e dotatissimi con cui, in qualche caso, sono persino diventato amico, una direzione illuminata, un ensemble insomma davvero rimarchevole.

Da qualche mese l’AD mi diceva “Tim, quando sarà il momento giusto faremo la prima (non) lezione di School Of Rock, tieniti pronto”.

Martedì sera il momento giusto è arrivato, e dopo un lungo e importante meeting aziendale, ecco che la School Of Rock di Tim Tirelli ha preso forma.

Non sapevo cosa aspettarmi, credevo ci sarebbero state 10/15 persone, e invece quasi tutta l’azienda era presente. C’era anche Saura, la quale proprio non voleva perdere l’evento.

TT’s School of Rock – Good Company

Ho voluto fare una non-lezione, perché credo che il Rock non si possa insegnare, il Rock lo si riceve in dono da una predisposizione spirituale e lo si impara col chilometraggio. Piuttosto che sciorinare una lista di gruppi e album (che poi ho citato brevemente – alla fine – tanto per dare qualche riferimento cronologico) ho preferito fare delle considerazioni, parlare dell’impatto che il Rock ha avuto sulle vite di un paio di generazioni, sulla spinta che ha dato alla più grande rivoluzione socio culturale del secolo scorso, dei viaggi che inconsciamente ci spinge a fare nelle profondità cosmiche. 

TT’s School of Rock – photo by the CEO

E infine ho preferito far loro toccare con mano cos’è il vero senso del rock. Non potendo portare la band con me (siamo in centro storico, in un contesto protetto dai beni culturali) ho portato comunque con me la Les Paul e il Marshall per far “vivere” ai miei colleghi uno degli strumenti del rock. Ho preferito pormi in maniera schietta, e sopra le righe, ho voluto lasciarmi trasportare dalla mia emilianità, perché è vero che il rock è anche profondità, commozione e intelletto, ma di sicuro una fetta importante del suo fascino è data dal battito primordiale e dallo lo scambio di energia, il Rock è un ballo da strappamutande, è cantare l’Hare Hare e ballare l’Hoochie-Koo.

TT’s School of Rock – photo by the CEO


TT’s School of Rock – photo by the CEO

Io credo di essere stato bravino nell’aver saputo catturare per quasi due ore la loro attenzione, penso che non si aspettassero nulla del genere, questo perché molti di loro non avevano tutta questa confidenza con il concetto del Rock.

Tim Tirelli's School Of foto Saura T

Tim Tirelli’s School Of Rock – foto Saura T


Tim Tirelli's School Of foto Saura T

Tim Tirelli’s School Of Rock – foto Saura T

Lo sapete che disdegno la autoreferenzialità, certo ho il mio ego da soddisfare, ma cerco sempre di tenere i piedi per terra, e la perfetta riuscita della serata la imputo alla magia universale che ha questa meravigliosa musica che amiamo.

Sono bastati un paio di riff e qualche svisata per proiettare i miei colleghi nel Madison Square Garden nel 1973.

Riguardando oggi gli spezzoni dei video inviatemi (e che trovate qui sopra), mi imbarazzo un po’, quando prende il controllo ITTOD (uno dei tre uomini che sono) sono dolori per le altre due sfumature più riservate di me stesso. Ma cerco di non pensarci e di soffermarmi sui commenti che la sera stessa e il giorno dopo hanno fatto i miei colleghi:

♦ ♦ ♦

_The Tuscany Boy : “sei la Rockstar numero uno, serata spettacolare, sei un grande. Sei davvero il numero uno.”

_Mr SMST: “Tim, è stato uno spettacolo, sei la figura più importante dell’azienda. Sei una luce guida”.

_TYM: “è stato il discorso più importante che io abbia mai sentito in tutta la mia vita. Quando hai parlato della ricerca del Nido di Stelle mi sono emozionato fino alle lacrime, perché quello sono io. Quando hai detto che il blues più che tristezza è inquietudine, mi ci sono ritrovato in pieno”

al che io ho risposto: “Figliolo, vedi, se oltre ad essere colleghi siamo diventati amici nonostante la grande differenza di età, ci sarà un perché.  Senza saperlo anche tu sei un uomo di blues. Se ci siamo trovati così bene non è un caso, il nostro incontro è un segno del blues”

E lui, che fino a sei mesi fa probabilmente non aveva la minima idea di che cosa fosse il blues, con un candore commovente mi ha detto “Sì, Tim, hai ragione, è un segno del blues”

_Mr Zlatan: il mattino dopo si affaccia davanti alla mia vetrata con le braccia alzate e le mani che fanno le corna e mi grida:  “Tu sei il demonio!”

Mr IT: ” ….comunque … una sola parola: mitico!!!! Dovresti andare in TV!!!!!”

Mr TOGA: “ciao Tim, super ieri sera, davvero super, davvero superlativo!”

Mr Chairman: “Grande Tim, che Rock, che uomo! Ieri hai dimostrato di essere una vera rock star del blues. Sei un grande Tim!

Il responsabile HR: “Grazie per questa serata. Hai fatto una cosa importante per l’azienda e i ragazzi.”

Tim Tirelli's School Of foto Saura T

Tim Tirelli’s School Of Rock – foto Saura T

♦ ♦ ♦

Pensate che questi commenti li abbia pubblicati per soddisfare il mio ego? No, non è così, lo faccio solo per far capire una volta di più la forza propulsiva del Rock, per mettere a nudo le reazioni delle gente (o meglio di certa gente) quando è a contatto con questa musica universale.

Non posso che ringraziare ancora la persona che, una volta saputo che stavo cercando lavoro, ha fatto da tramite, perché pensava che il connubio tra Timmy Blue e la azienda in questione avrebbe funzionato. Thank you baby, I will always love you.

Early In The Morning Blues

5 Lug

La groupie si sveglia alle 4,30, Palmiro evidentemente ha reclamato la sua razione di cibo, espletato con pazienza il compito di sfamare il felino di cui è innamorata, prima di rimettersi a letto e di ripiombare nel sonno ristoratore, alza un poco la tapparella per far entrare il fresco dl mattino al che io mi desto. Guardo la sveglia, so che non mi riaddormenterò più. Ci provo con tutte le mie forze, ma la maruga ha ripreso a macinare … i personaggi della saga miserella di Aramis Reinhardt vanno e vengono nei miei pensieri formando scie che si trasformano in storie, prendo appunti mentali, ho sonno ma resto intrappolato nella ragnatela del processo che si esplica nella formazione delle idee, dei concetti, della coscienza, dell’immaginazione, dei desideri, della critica, del giudizio, e di ogni raffigurazione del mondo. Minnie alle 5:00 miagola perché vuole uscire. Sottovoce le lancio un urlo: “Minnie!”. Lei capisce e va a posizionarsi nel suo posticino preferito.

Verso le 6 dal comò si lancia sul letto, si viene ad accoccolare tra il mio braccio destro e il torace e inizia a fissarmi. Io chiudo gli occhi nella speranza che averla lì mi concili il sonno, li riapro poco dopo e lei è ancora lì che mi fissa, li richiudo, li riapro e lo sguardo di Minnie è sempre fisso sui miei occhi, li riapro e li richiudo almeno altre cinque volte e lei è lì che mi osserva attentamente. Non so dire se sia adorazione o cosa, se sta semplicemente cercando di capire cose che il suo cervellino non è in grado di elaborare, so solo che in quello sguardo sospeso tra il call of the wild e la interazione col suo umano di riferimento deve esserci – seppur minimo – un barlume di coscienza, dunque di anima.

Ma devo sbarazzarmi di me stesso, mi alzo e vado ad estirpare le erbacce in una lunga aiuola giù in giardino, come mi ha chiesto ieri la groupie. Chino in versione El Jardinero, nel misty morning sun di questa calda domenica mattina di luglio, mi chiedo se Johnny Winter abbia mai fatto di quei lavori qua.

LA SALA DEL BLUES

Dopo pochi mesi dal mio arrivo, una delle grandi stanze dell’azienda in cui lavoro è stata ribattezzata sala Blues. Certo che la Direzione ha una bella pazienza …

la sala blues del posto in cui lavora TT – foto TT

MEA CULPA, MEA CULPA, MEA MAXIMA CULPA

Al telefono con Lollo; come sempre tra di noi non si parla mai del più e del meno, casomai del blues e del treno ovvero del sentimento che per certi versi ci porterebbe a salire sul primo convoglio ferroviario con destinazione il Bayou. Percepisco che il mio amico deve dirmi qualcosa … inizia informandomi che si è comprato un nuovo paio di Adidas e che sta iniziando a provare qualche brivido per questo brand di sneakers (va beh, questo marchio di scarpe da ginnastica) poi, sperando di avermi messo di buon umore, se ne esce con un “devo confessarti che ogni tanto esco in braghe corte anche se devo girare in centro … lo so, ho peccato, ho molto peccato” mi dice sconsolato.

“indossavi i sandali?” gli chiedo

“no, i sandali mai!”

“Va bene, stasera prima di addormentarti tre testi dei The Firm e due dei Bad Company, e che non si ripeta. Ego te absolvo a peccatis tuis in nomine Emerson et Lake et Palmer. Amen”.

 

ADIDAS MANIA

Anche il mio amico LIZN si sta dando all’Adidas, l’altra sera durante il sinodo d’estate degli Illuminati del Blues mi dice: “vecchio, mi son comprato due paia di Adidas, adesso ne compro altre”. E niente, ho capito che sono davvero un influencer, l’Adidas dovrebbe tenerlo presente.

E’ PIU’ FORTE DI ME

Quando entro alla Coop, il sabato mattina, do sempre un’occhiata al reparto libri. Da alcune settimane il libro della leader di Fascisti d’Italia è in vetta alle classifiche. Fatico a capacitarmene, e pensare che il suo partito, la Tega e quello del cavaliere nero hanno ormai più del 50% delle preferenze mi getta nello sconforto. Così mi soffermo un po’ davanti alle copie del libro di Donna Cantaloupe, cerco di resistere, ma poi cedo e lo capovolgo. Non ne vado fiero, ma è più forte di me.

L’ANGOLO DELLA POSTA

Da quanto conosco Marco Borsani, Led Zep uber fan & guitarist extraordinaire? E chi se lo ricorda…direi più o meno da trent’anni, era uno dei fedelissimi lettori della fanzine (1985-2003) che dirigevo. Ci siamo visto un paio di volte recentemente … Robert Plant a Milano, Jeff Beck al Vittoriale … forse anche John Paul Jones all’Alcatraz nel 1999.

L’altro giorni mi manda un messaggio su messenger:

“Ciao carissimo, tutto bene? Ti scrivo per dirti che ho riletto il tuo Oh Jimmy qualche giorno fa! So che sei molto (auto)critico su quel libro scritto troppo “col cuore”, ma mi sento di dirti una cosa. Ho parecchi altri libri musicali degli anni ’80 (Gammamlibri, Arcana, ecc) e direi che nessuno di loro svetta per scrittura, italiani o internazionali che siano. Salvo solo Casamonti, accorato e polemico, ma con una certa personalità in un bel libro su Neil Young. Quindi il tuo Oh Jimmy direi che non ha nulla di che impallidire, ma soprattutto ha retto bene il tempo, meglio di quanto tu pensi. Sarò condizionato dall’argomento e dall’autore, ma è stato piacere rileggerlo! Cerca di scrivere qualcosa d’altro, ti leggo sul blog ma lì è spizzichi e bocconi…. Buona giornata e saluta Saura!”

Ora, pur essendo dotato di un certo ego, sono uno che rifugge (o almeno crede di farlo) la autoreferenzialità. Oh Jimmy (il libro) lo scrissi nel 1987 e oggi mi pare un poco obsoleto e deboluccio, come è giusto che sia, ma ne vado comunque fiero. Certo, magari dal punto di vista critico non ero ancora del tutto maturo, avevo letto da poco Hammer Of The Gods e forse in certe parti il libro ne risente, ma dopotutto è un libretto scritto in un periodo in cui era assai complicato recuperare notizie, verificarle, confrontarle. Tutti i mezzi odierni di comunicazione non esistevano, per cui è stato un lavoro da certosino e mica così semplice. Credo di aver fatto del mio meglio, per le possibilità che avevo allora. Ecco, avrei potuto ribellarmi all’editore per un paio di battute “politiche” da lui inserite, battute che magari oggi condivido anche, ma che sono forzature gratuite. 

Che Marco, experienced man and musician, mi scriva questo mi riempie il cuore. Avrei forse dovuto tenere le sue considerazioni per me, ma ehi, il blog è il mio, il blog sono io, potrò concedermi qualche gratificazione no?

PS: Thank you mate, I appreciate.