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Il terrore del sabato mattina e altri blues assortiti.

29 Lug

Sabato mattina ore 8, la camera da letto viene inondata dalla suoneria del cellulare della pollastrella; svegliarsi di soprassalto con quel cavolo di Throne Room Theme Song di Star Wars (o meglio, il pezzo catastrofico che inizia al minuto 00:19, visto che Polly ha tagliato l’intro) sparato a tutto volume è uno sport estremo. Dal sonno profondo e ristoratore del mattino vengo catapultato nel sottosopra dove regnano terrore e raccapriccio. Il telefono suona sebbene sia in modalità silenzioso, evidentemente è uno dei pochi numeri a cui sono permesse chiamate a qualsiasi ora del giorno e della notte. Vengo da una settimana impegnativa, martedì fuori a cena con una coppia di cugini, mercoledì sera prove con un nuovo gruppo/progetto che sto cercando di fare partire, giovedì sera a Gardone Riviera a vedere il concerto di Fantastic Negrito insieme a due colleghi e infine venerdì sera passato con i ragazzi del Team Tirelli (gli Illuminati del Blues insomma) al Beer Stop di Maranello in occasione del concerto dei Tacchini Selvaggi (l’altro gruppo dove suona Polly). Sono dunque arrivato a casa tardi, mi sono coricato verso le 3 del mattino, e adesso eccomi qui sveglio dopo un salto di due metri sul letto al suono di quello che credo sia l’Inno dell’Allenza di Star Wars.

(minuto 00:19 a volume massimo)

Polly corre a rispondere, è sua madre Lucy che le chiede di comprarle un paio di cose quando andremo alla Coop. Finita la telefona esplodo “Guarda bene Polly, o che cambi quel caxxo di suoneria o me ne vado di casa!” (una settimana dopo naturalmente la motorcycle mama ha ancora quella suoneria e io abito ancora lì).

Scosso dal terrore della suoneria mi alzo, mi butto sotto la doccia e cerco di rendermi presentabile per il weekend.

Al Cafe Des Antilles del centro commerciale Ariosto di Regium Lepidi Franca mi porta al tavolo il solito Krapfen e il solito cappuccino.

Krapfen e cappuccino al Cafe Des Antilles, Regium Lepidi - luglio 2022 - Foto TT

Krapfen e cappuccino al Cafe Des Antilles, Regium Lepidi – luglio 2022 – Foto TT

Entro alla Coop.

In coda al banco gastronomia: un vecchio di bassa statura, maglietta blu, braghetta corta, sandali con calzino, ordina due porzioni piccole di lasagne in due vaschette separate, immagino sia solo, magari ha perso la moglie o la compagna/o. Ha l’approccio di chi è schiacciato dalla vita, di chi lotta non tanto contro la vita ma piuttosto contro il lasciarsi andare. Lo sforzo che sta facendo è enorme, lo percepisco, ha l’espressione di chi vorrebbe mandare tutto a fare in culo, ma in maniera silente.

In una corsia incontro un nordafricano anch’egli di bassa statura, ha il colletto della polo gialla alzato e si approccia di conseguenza. Passo davanti ad uno di quei banchetti dove una hostess cerca di fare rèclame a un prodotto. L’accento che sfoggia è così reggiano che dà quasi fastidio.

Terminata la spesa un salto nelle campagne di Lemizzone a comprare una paio di Cucumis citrullus e  frutta varia dal “mantvanèn”, il mantovanino, il nostro contadino di fiducia.

Dal Mantvanèn - Lemizzone - Luglio 2022 - Foto TT

Dal Mantvanèn - Lemizzone - Luglio 2022 - Foto TT

Dal Mantvanèn – Lemizzone – Luglio 2022 – Foto TT

In questi angoli della pianura, dove la Regium County si immedesima nell’Arkansas e nel Mississippi, a ridosso di chiuse che regolano il sistema d’irrigazione delle campagne ogni tanto incontro Johnny Larosa, Il Mason Ruffner reggiano. Qualche parola, qualche cenno d’intesa, e via ognuno ad inseguire la morbida scia del proprio bayou immaginario.

Gavassae - Luglio 2022 - Foto Saura T

Gavassae – Luglio 2022 – Foto Saura T

Ritorno alla Domus Saurea, l’estata torrida batte questo sabato mattina come un fabbro ferraio fa sul metallo. Una delle mie gatte cerca refrigerio sotto alle piante dei pomodori.

la Ragni all'ombra dei pomidoro - Domus Saurea luglio 2022 - Foto TT

la Ragni all’ombra dei pomidoro – Domus Saurea luglio 2022 – Foto TT

 

la Ragni all'ombra dei pomidoro - Domus Saurea luglio 2022 - Foto TT

la Ragni all’ombra dei pomidoro – Domus Saurea luglio 2022 – Foto TT

Finisco per buttarmi in piscina.

Domus Saurea luglio 2022 - Foto TT

Domus Saurea luglio 2022 – Foto TT

Ormai ne sono dipendente, ogni momento libero è buono per immergermi, mentre cala la sera su Borgo Massenzio …

Borgo Massenzio aqueduct - Luglio 2022 - Foto Saura T.

Borgo Massenzio aqueduct – Luglio 2022 – Foto Saura T.

 

Bad moon rising - Domus Saura - Luglio 2022 - Foto TT

Bad moon rising – Domus Saura – Luglio 2022 – Foto TT

a mezzanotte dopo una serata passata con una coppia di amici …

Domus Saurea luglio 2022 - foto TT

o al 8 della domenica mattina. E’ che mi serve per corroborare lo spirito, a far evaporare le tossine, a rimettere in fila i pensieri e stemperare i blues.

SÉ STESSO CON L’ACCENTO

Sì, anche io sto diventando un convinto assertore del sé stesso con l’accento; è scomparso l’altro giorno l’illustre linguista Luca Serianni, un tragico evento che mi ha spinto a riflettere ancora una volta sulla questione. Essendo appassionato di semantica, filologia, onomastica, toponomastica e linguaggi in genere di solito sono molto attento a queste faccende. Trovo questi temi affascinanti e tornando a noi, mi sono finalmente deciso a scrivere sé stesso con l’accento. Qui sotto un link ad un articolo di La Repubblica dove vengono riportare alcune considerazioni illuminanti di Serianni.

https://www.repubblica.it/cultura/2022/07/27/news/il_saluto_a_luca_serianni_il_ritorno_del_se_stesso_con_quellaccento_che_divide-359440726/

SERIE TV

Privacy – TTTT

La attrice protagonista è la Lisbona de La Casa Di Carta, donna e attrice che mi piace molto. La serie tratta un tema delicato che in questa nuova era digitale deve essere affrontato con ferma determinazione. Tutto molto ben fatto. Consigliata.

Quella Notta Infinita – TTT¾

Questa ricalca gli schemi delle serie spagnole degli ultimi anni, La Casa Di Carta e Vis A Vis. L’ho guardata volentieri.

DAL MONDO DEL ROCK

Mick Ralphs e Lori Mattix

Scopro sul web una foto mai vista di uno dei miei musicisti Rock preferiti – Mick Ralphs dei Bad Company – in compagnia di Lori Mattix, negli anni settanta giovanissima groupie americana di solito accostata a Jimmy Page. E bravo Mick, anche tu dietro alle ragazzine.

Mick Ralphs & Lori Mattix

Fantastic Negrito

Nella chat di Whatsapp un mese fa Lollo Stevens mi scriveva:

“Doctor, doctor, please! Ho appena sentito alla radio una canzone di Fantastic Negrito (“They go low”) e mi è piaciuta. È grave? Devo ascoltarmi Tarkus 10 volte per espiare?”

Al che io, Dottore in Bluesologia, rispondevo: “Lollo, amico mio, They Go Low non è male, non troppo lontano dagli Aerosmith”

Quello era ciò che pensavo di FN, nome a cui prestavo poca attenzione, fino a quando un paio di colleghi non mi hanno portato ad un suo concerto a Gardone Riviera, all’Anfiteatro del Vittoriale, con la splendida cornice del Lago di Garda ad infiocchettare il tutto. In verità siamo un poco stravolti, il caldo è a limiti del parossismo ma da buoni emiliani teniamo botta, al caldo, all’umidità e alle zanzare siamo abituati, la “bassa” emiliana (quella fetta di pianura che va dalla Via Emilia al Po) non è troppo lontana dalla terra dei Cajun.

The Human Science Boy, The Blues Boy, The Stremmy Girl – autoscatto – Gardone Riviera 20-07-2022

In un ristorantino del delizioso borgo di Gardone ci spariamo dei tonnarelli cacio e pepe che sono uno spettacolo.

Tonnarelli cacio e pepe

Come avrei scoperto il giorno dopo ascoltando il vinile che l’Human Scientist con la sua consueta generosità ha regalo a me e alla Stremmy Girl (oltre al biglietto del concerto!)

Fantastic Negrito – White Jesus Black Problems – foto TT

dal vivo il gruppo del FN è molto più schietto e viscerale, e dunque Rock (in senso lato) e blues. Il lavoro da studio è ben fatto e intriso di soul, rhythm and blues e roots music, ma dal vivo le pulsioni umane e primitive saltano fuori in tutta la loro essenza e i riferimenti blues si fanno evidentissimi (e parlo anche di blues rurale del Mississippi, quello profondo degli anni venti del secolo scorso) e la musica prende sentieri meno patinati ed irrompe nel mare come un fiume in piena. A tratti anche l’hard rock esplode in tutto il suo vigore.

Fantastic Negrito - Gardone Riviera - Anfiteatro del Vittoriale - 21 luglio 2022 - Foto TT

Fantastic Negrito – Gardone Riviera – Anfiteatro del Vittoriale – 21 luglio 2022 – Foto TT

Una sorpresa questo negretto fantastico, buona anche la band, con un plauso particolare al tastierista.

Tornare in Emilia di notte è suggestivo, l’autostrada del Brennero poco trafficata, le argute conversazioni con i due colleghi/amici, la luce dei lampioni e dei fari delle macchine che si scioglie in pennellate lunghissime. Very nice evening.

Tacchini Selvaggi – Beer Stop, Maranello (MO) 21 Luglio 2022

La sera dopo sono a Maranello, al Beer Stop, uno dei pochi locali della zona che propone musica Rock dal vivo con una frequenza e costanza commoventi (4 sere a settimana… tra l’altro il 10 settembre vi suoneranno anche gli Equinox, il mio gruppo) sono a vedere i Tacchini Selvaggi insieme agli Illuminati del Blues. Ci siamo io, Pike, LIZN, Mixi, Jaypee e Mario. Hamburger, hot dog, birre medie (per me Belgian Blanche of course) e una band di country/rock sudista. Niente male. I Wild Turkeys ci danno dentro e Saura è sempre la bassista che ognuno di noi vorrebbe nella propria band.

Tacchini Selvaggi – Beer Stop – Maranello (MO) 21-07-2022 – Foto TT

Rimango a parlare con l’amico del cuore Jaypee fino a tardi, gli argomenti sono sempre gli stessi: gli Edgar Winter’s White Trash del 1971, le pheeghe, il suono della slide guitar su un tramonto che stempera nel nostro bayou immaginario. Ah, caro vecchio Jay!

(al minuto 03:03 please … Jerry Lacroix alla voce con tutta la sua cazzimma)

 

TT’s School Of Rock – Selling England By the Pound

Qualche giorno fa si è svolta la prima puntata della nuova edizione della School Of Rock voluta dalla direzione della azienda dove lavoro. Quest’anno si è deciso per una edizione – diversa da quella dello scorso anno-  da tenersi nella Sala Blues (where the dreams come blue), pubblico selezionato (solo 20 persone – criterio di ammissione: la velocità d’iscrizione), sold out raggiunto in poco meno di sessanta minuti, un’oretta dedicata ad un singolo long playing, un po’ di storielle raccontate dal sottoscritto e poi spazio alla musica. Mercoledì è stata la volta di Selling England By The Pound.

Tim Tirell’s School Of Rock – Luglio 2022 – foto TT

(video di Dancing With … filmed by Stremmy Girl)

Sono rimasto molto soddisfatto della cosa, l’AD, il Presidente e altri 20 colleghi (e un’intrusa) hanno ascoltato con molta attenzione le sciocchezze che avevo da dire, hanno riso al mio modo di andare sopra le righe (ma parliamo di Rock santoddio, non si possono fare lezioncine, qui bisogna pompare se vogliamo raggiungere le profondità cosmiche) e hanno spalancato gli occhi e le orecchie nell’ascoltare Dancing With The Moonlight Knight, I Know What I Like e Firth Of Fifth.

Tim Tirell’s School Of Rock – Sala Blues –  Luglio 2022 – foto TT

Un’ora davvero piacevolissima per me, spesa in buona compagnia ad ascoltare musica di altissimo livello. Il pubblico composto dai mie colleghi mi è parso gradire assai e sebbene io non sia più in missione per conto del Rock già da lungo tempo, mi è sembrato di aver fatto il mio dovere, so I can be hero just for one day.

(video di Firth Of Fift filmed by Silvio Z.)

Sceso dal “palco”, spentosi i riflettori, l’uomo di blues si incammina solitario verso i sentieri impervi del proprio castello kafkiano.

Tim Tirell’s School Of Rock – Luglio 2022 – foto Saura T

Come premio un fritto misto e una Weiss nell’Osteria “dal Barusèr” (dal birrocciao, dal carrettiere) a L’Osteriola, località sul confine tra Mutina e Regium.

Osteria Dal Barusèr – L’Osteriola (RE) – Luglio 2022 – Foto TT

Tra i diversi messaggi arrivati, quello del Tuscany Boy mi fa ridere :

TUSCANY BOY – Caro Tim, purtroppo ieri sono dovuto andare via e inoltre mi sentivo in colpa a partecipare a discapito di chi è rimasto fuori, del resto come le grandi band quando c’è la classe gli eventi vanno sold out. Alla prossima occasione sarò davanti al botteghino a fissare i biglietti non appena disponibili. Con affetto, il tuo fan numero uno.

” il tuo fan numero uno” …ah ah ah, il Tuscany Boy è uno dei migliori 30 under 30 italiani secondo Forbes. Certo che il “Blues” (qualsiasi cosa esso sia) attira a sé una umanità molto variegata.

E a proposito di Blues, questa torrida estate continua ad imperversare, chiediamo dunque al Texas Tornado di vegliare su di noi. Rock and roll Johnny, rock and roll!

Johnny Winter – The Texas Tornado

◊ ◊ ◊

La TT’s School Of Rock sul blog:

Tim Tirelli’s School Of Rock

Tim Tirelli’s School Of Rock – episode 2

Il blues delle “sere d’estate dimenticate” (c’è un dondolo, che dondola)

10 Lug

Parte Blu di Zucchero e scivolo sul passato, calde serate emiliane, oppure passate ai lidi ferraresi e al bayou limitrofo chiamato le Valli di Comacchio che già da bambino mi irretiva

Sere d’estate, dimenticate
C’è un dondolo che dondola

Valli di Comacchio

torno poi al presente per un momento

Che belle scene di lei che viene
Da lune piene, si dondola

che belle scene di lei che viene

e quindi inciampo nelle trame di nidi di stelle immaginari.

Cammino e penso a te, ai grilli e alle cicale, come strane suore,
Baby respiro respiro te
Purezza e leccornia, fuoco della sera
Siamo destini, siamo sempre noi, ma più vicini
Stretti e supini, siamo sempre noi lassù

Io e Fornaciari siamo sintonizzati sulle lunghezza d’onda dello stesso sentimento blues, il tema dei ricordi legati alla sua estrema giovinezza è spesso presente nei pezzi che scrive, ai più a volte potrà anche sembrare ripetitivo ma un uomo di blues ci sguazza in quel blue feeling, d’altra parte da bambino passavo le domeniche a Villa Bagno in campagna dai nonni, a un tiro di schioppo dalla sua Roncocesi, qui nella Regium Lepidi County.

La luce polverosa del sole che filtra nel solaio (in dialetto al tasèl) delle case di campagna delle nostre zone, il verderame, la vendemmia, Venere che viene su dai campi … l’immagine di giovani donne concrete, sensuali e voluttuose per noi ragazzini alle prese con i primi pruriti … la nostra terra, che è la più bella solo perché è quella a cui sono appesi i nostri ricordi, faccenda dunque puramente soggettiva. Adelmo ha qualche anno in più di me, ma quello che scrive nelle sue canzoni io l’ho vissuto, in primis la nonna che dal grande portone in ferro urla verso la campagna e ci chiama …’delmo, viin a cà …’tefano, viin a cà … Adelmo/Stefano, vieni a casa…

Una volta Mel Previte (guitarist e producer extraordinaire) mi disse “A me piace Zucchero, però sempre quel nominare il blues, non è che lui poi faccia blues…”; al di là dei riferimenti musicali in senso stretto che comunque in certi suoi pezzi sono presenti io penso che il blues Sugar lo abbia nell’intenzione e nell’anima, ed è sempre presente in lui, e in me, ecco perché quando sento certe sue canzoni mi commuovo e mi immedesimo, mi ci trovo in quei suoi quadretti musicali, perché i momenti e i luoghi che disegna li ho visti e vissuti, pressappoco negli stessi anni…

Esco dalle canzoni di Zucchero e mi ritrovo nel posto in riva al mondo in cui vivo da più di 13 anni, Borgo Massenzio, ancora a pochissimi km da Roncocesi.

Domus Saurea - Luglio 2022 - Foto TT

Domus Saurea luglio 2022 – Foto TT

E’ l’estate 2022 io e Adelmo non siamo più bambini e il bello di noi due è già volato via, come canta in Ci Si Arrende

Quanto ti vorrei
Dentro le giovani estati
Anche adesso
Ora che il più bello di noi due
È già volato via e non ritorna più

Il tempo scorre veloce, il blues arranca lento e per non arrendermi cerco stratagemmi che distraggano il blues che pervade questa mia povera anima inquieta. Con qualche sacrificio alla Domus è arrivata una piscina esterna, con cui io e la pollastrella intendiamo affrontare questa estate torrida e implacabile.

Bluesing by the pool - Domus Saurea luglio 2022 - Foto TT

Bluesing by the pool – Domus Saurea luglio 2022 – Foto TT

Fare il morto guardando il cielo blu mi aiuta a fare evaporare le tossine …

View from the pool - Domus Saurea luglio 2022 - Foto TT

View from the pool – Domus Saurea luglio 2022 – Foto TT

fare qualche vasca mi tiene impegnato e mi distrae.

Bluesing by the pool - Domus Saurea luglio 2022 - Foto TT

Bluesing by the pool – Domus Saurea luglio 2022 – Foto Saura T

E così tutti i giorni, torno dal lavoro verso sera, mi butto nell’acqua blu, quasi un’oretta a mollo, poi doccia e – ogni tanto – Bella Napoli al Pizzikotto di Viale Gramsci.

Belgian Blanche Blue Boy - Regium Lepidi luglio 2022 - Foto Saura T

Belgian Blanche Blue Boy – Regium Lepidi luglio 2022 – Foto Saura T

A proposito del Pizzikotto di Viale Gramsci (location ormai amata da ogni amico che ho), il sinodo degli illuminati del blues quest’anno lo abbiamo festeggiato ieri sera, con tre settimane di ritardo, quel che conta è che ci siamo trovati ugualmente, il Team Tirelli (seppur non al completo) di nuovo insieme, e quando the boys are back in town, non c’è n’è per nessuno.

Blues Brothers - Domus Saurea Luglio 2022 - Foto Saura TT

Blues Brothers (left to right: Pike, Bèssi, Lollo, Tim, Riff, Liso, Mario) – Domus Saurea Luglio 2022 – Foto Saura TT

Al lavoro il periodo più impegnativo, che a dir la verità temevo, sembra essere passato, ne sono uscito più o meno indenne, mi sono calato nella parte di capo cantiere e ne sono venuto a capo. Certo, ho passato giorni duri e faticosi, dove non ero mica tanto biondo, come diciamo qui in Emilia. Lottare poi con il sentimento del “non me ne frega più un cazzo” di cui parlavo nel precedente articolo del blog non è stato facile, ma anche stavolta Stefano e Tim sono riusciti a imbrigliare Ittod (per chi si fosse sintonizzato solo ora sto parlando della lotta intestina tra i tre uomini che sono); meno male che a fine giornata avevo la opportunità di far decantare un po’ il tutto nella Sala Blues, la sala aziendale dove vi è l’impianto hifi di cui ho già parlato. Una sera vi arrivo e trovo il C.O.O. in call col collega dell’Human Science e il mio collega Zlatan tutto indaffarato alle prese con la chiusura del mese, stavano ascoltando il primo solista di Billy Idol. Mi sono gettato sul divanetto e mi sono messo ad ascoltarlo con loro. E’ stata una piacevole riscoperta.

Spostandomi sull’argomento Rock, leggo con interesse una intervista di Creem del mese scorso a Unity McLean, immarcescibile responsabile degli uffici della Swan Song

https://www.creem.com/fresh-creem/unity-maclean-interview-the-who-led-zeppelin?fbclid=IwAR2sk3ga2tpK6lmY_xFrtFZVITnxQhPT4w3mqtOXIlFKuuPU7QEOcWwaFBs

poi mi guardo su Youtube un nuovo filmato amatoriale dei Led Zeppelin Live in Los Angeles (March 25th, 1975) – 8mm film (Source 2)

Sappiamo che il tour del 1975 è stato pieno di problemi, che la band aveva iniziato il viaggio verso gli orizzonti perduti, ma nonostante questo il filmatino me lo gusto ugualmente.

https://www.youtube.com/watch?v=tlvFy14n6c8&ab_channel=ledzepfilm

Contemplo qualche vecchia classifica degli LP più venduti in America. Bello vedere nel 1973 Edgar Winter al primo posto,

US ALBUMS CHART june 1973 - courtesy of Dave Lewis

US ALBUMS CHART june 1973 – courtesy of Dave Lewis

mi viene poi da sospirare a contatto con quella del 1976, periodo in cui iniziai ad entrare davvero nella musica Rock … Presence, gli Wings, A Night A The Opera, Run With The Pack, Desire, Amigos, Station To Station … ah!

US ALBUMS CHART EARLY MAY 1976.

US ALBUMS CHART EARLY MAY 1976 – courtesy of Dave Lewis

Per tornare a noi, mi sta frullando nella maruga qualche idea per un possibile ritorno di Aramis (il personaggio da me creato con cui ogni tanto vi annoio sulle pagine miserelle di questo blog). Buffo, è bastata una foto trovata chissà dove di una paio di mutandine indossate da chissà chi per dare il via ai pensieri che forse porteranno a un nuovo episodio. Sono proprio un uomo.

Restando su quello che mi piace fare, continuano a venirmi idee per nuove canzoni, due sono ormai complete: Fantasia e I Got The Blues (entrambe in accordatura aperta di MI), un’altra, Sincronicità, è work in progress. Al di là del fatto che finiranno chiuse in un cassetto insieme alle altre, niente male Tim Tirelli.

L’estate continua, il gran caldo ci attanaglia, il blues ci prende alla gola, ma non molliamo, invochiamo il Dark Lord affinché vegli su di noi e andiamo avanti. Ever onward my friends!

TDL - Earls Court, may 1975

The Dark Lord – Earls Court, may 1975

Summer On A Solitary Countryside

26 Giu

Mattina del 21 giugno, solstizio d’estate, ore 05:50 – Minnie è inquieta, miagola, o meglio, lancia i suoi gridolini, raspa contro ad una porta, saltella e poi, finalmente, va nella lettiera a fare i suoi bisognini. E’ tale e quale a Palmiro, quando hanno la cacchina devono lanciare i loro blues verso l’universo. Mi alzo, do un’occhiata che The Child continui a vegliare su di noi e che più in su, al posto del crocifisso, soprattutto lo faccia il Che;

The Child – handmade by Patrizia Ferri

pulisco quindi la lettiera, apro la porta, Stricchi, Ragni e Raissa si infilano dentro e si posizionano davanti alle ciotole che prontamente riempio. Mi infilo le braghette corte, una maglietta e le infradito e, come un white trash qualunque, scendo e mi immergo nella luce sfumata del primo mattino.

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Innaffio lo stabilizzato che il muratore qualche giorno fa ha posato e battuto su un pezzo del prato, sarà la base su cui monteremo la nuova piscina che abbiamo comprato. Con la gomma dell’acqua in mano contemplo la campagna proletaria in cui da 13 anni vivo e la casetta derelitta che chiamo Domus Saurea. Fedele al pezzo di Muddy Waters che preferisco e che definisce il mio animo irrequieto cerco di dipanare il fastidio interiore che circumnaviga il mio corpicino da uomo di blues.

E’ così che inizio il solstizio d’estate, da oggi le giornate torneranno ad accorciarsi, ma non abbiano paura gli uomini non di blues, c’è ancora tutta l’estate davanti, sarà (ed è già) caldissima e asciutta, la siccità ormai è un problema costante, chissà dove arriveremo, chissà se quella piccola parte di umani illuminati che abita questo pianeta sarà in grado di trascinare il resto dell’umanità verso un futuro decente e possibile.

Chi non è illuminato è di certo il vescovo di Verona giuseppe zenti (tutto in minuscolo) che cerca di ottenebrare le menti e di influenzare il voto per l’elezione del sindaco invitando a sostenere i candidati che prevedono “la famiglia voluta da Dio e non alterata dall’ideologia del gender”. Le religioni sono davvero una catastrofe per l’avanzamento del genere umano. Lo stesso possiamo dire per gli stati uniti d’america che vietano l’aborto legale, costringendo migliaia di donne a rivolgersi altrove.

Guerre, capitalismo selvaggio, populismo, individualismo, integralismo religioso, istinti reazionari, stiamo davvero vivendo tempi bui.

E’ con questi cupi pensieri che mi metto in macchina e parto per il lavoro. Sono da poco passate le 7 del mattino, e nei campi emiliani si cerca di irrigare come meglio si può.

Tra Prato e Molino di Gazzata (Regium Lepidi County) – giugno 2022 – foto TT

Tra Prato e Molino di Gazzata (Regium Lepidi County) – giugno 2022 – foto TT

Tra Prato e Molino di Gazzata (Regium Lepidi County) – giugno 2022 – foto TT

I filari delle viti mi sistemano l’animo, ho già scritto più volte che ho un rapporto carnale con questa pianta, è un fatto di DNA credo, sarà il cognome, sarà che mio nonno paterno era contadino e coltivava la vite, ma ogni volta che le guardo mi sento a posto. Ora che sono state sostituite dal fil di ferro, il termine “tirelle” è improprio, ma viene ancora usato, almeno qui in Emilia. Le “tirelle” originarie costituivano il sistema tipico di coltivazione di diversi tipi di vite, ed erano chiamati così i lunghi tralci che formavano pittoresche ghirlande o catene piene di grappoli.

Tra Prato e Molino di Gazzata (Regium Lepidi County) – giugno 2022 – foto TT

Poco più distante un campo di grano riflette la luce del sole … la chiavetta della blues mobile passa i Little Feat, Fossati e Robert Johnson…

Tra Prato e Molino di Gazzata (Regium Lepidi County) – giugno 2022 – foto TT

Al lavoro vengo risucchiato dagli impicci di cui mi occupo, periodo piuttosto intenso questo, il che per certi versi è un bene, visto che evito di concentrami sui blues perenni che mi scuotono tutto. Mi scrive il nostro AD, mi manda un link di youtube a proposito di un una lezioncina che un tipo fa su un disco di una band di heavy metal tra le più rinomate, il senso dell’intervento si può riassumere così: “E’ un disco raffinato”. Mi metto le cuffiette e la ascolto. E’ un link inviato dal mio AD, dovrei essere sfumato e ringraziare il Nulla Cosmico Onnipotente per avermi dato un CEO come quello, ma non riesco a trattenermi e quello che gli scrivo è:

Ciao AD, so che tu, come il ns altro collega Zlatan, sei un grande fan. Il metal non è my cup of tea, o forse non lo è più, in tutta onestà è un genere che per come la vedo io si associa a fatica al concetto di dischi raffinati. Sia chiaro, i dischi non devono essere tutti raffinati, anche io ascolto cose probabilmente discutibili, ma sono sempre attento a distinguere tra capitoli importanti della musica e capitoli importanti della mia vita. Nella narrazione dell’heavy metal tutto sembra essere un capolavoro e il genere purtroppo ha fagocitato il concetto di Musica Rock e ha reso normalità l’aspetto kitsch e la propensione all’over the top. Sorry, ma tendo a non sopportarlo più … ci vediamo più tardi.

Poco dopo viene da me, col suo solito sorriso e aperto e franco. Io mi scuso “Scusa AD, lo so, sono un cagacaxxo (e già usare questo linguaggio con un AD di ALTISSIMO livello come lui è un azzardo)”. “Ma io vengo da te a parlare di Rock proprio per questo” mi risponde. Dio (Page, insomma) quanto voglio bene a quest’uomo.

Nel pomeriggio vado a prendermi un caffè nel Refettorio aziendale con una collega che ho ribattezzato Stremmy Girl, (dal dialetto emiliano “stremnèda, streminata, una che “stremina” gli oggetti dietro di sé, sta per ragazza un po’ disordinata, alternativa, obliqua). Essendo il tipo di donna che è si mette subito a parlare con altri nostri colleghi (molto più giovani di noi), l’argomento verte sui concerti rock che si tengono in questi giorni in Italia e che alcuni di loro andranno a vedere. Io mi allontano, non voglio essere coinvolto, non voglio fare la parte del solito rompiscatole, perché non voglio parlare di musica di gruppi che non mi piacciono. Andranno a vedere una band di Los Angeles del 1983 dedita a rock alternativo/funk/hip hop che ho sempre trovato insopportabile, la cui musica è adatta a bambinetti scemi e non ho voglia di cercare perifrasi o giri di parole per dire quello che penso in maniera sfumata. Stesso discorso per quell’altra band di Seattle formatasi nel 1990 o giù di lì, che fa quel rock contenutistico influenzato dal rock anni settanta ma trattato con lo spirito grunge, con quei cantati trascinati e quelle melodie tediose. Basta, non ce la faccio più. Non riesco ad essere ecumenico, posato, equilibrato, è tutta musica sopravvaluta.

Questo sta diventando un problema, essendo un uomo di una (in)certa età ormai non ho più i filtri, non me ne frega più caxxo di nulla, non ho una carriera professionale da costruire (figuriamoci dopo essere stato costretto a ripartire da zero tre anni fa, porca madosca!), la mia rete di amicizie e relazioni ce l’ho, la mia visione delle cose ormai è formata …certo, dicono si possa sempre migliorare e crescere, a qualunque età, ma sarà vero? Insomma il mio approccio è: I Don’t Take Any Shit From Anybody (and Anything)! E non c’entra nulla il fatto che a una (in)certa età si diventa grumpy old men

è solo che hai la percezione del limite e vorresti impiegare il tempo unicamente per cose che – almeno per te – valgano la pena e, parlando di musica, tutto sta andando a ramengo:

TikTok e Spotify per un pianeta di musichette: verso il collasso dell’industria discografica

E così, con questi pensieri, con l’animo inquieto, irrequieto e i pensieri in divieto, che, finite le giornate di lavoro, torno verso il posto in riva al mondo …

Nei dintorni della Domus – tardo giugno 2022 – foto TT

Nei dintorni della Domus – tardo giugno 2022 – foto TT

La pollastrella è a Londra con la sua amichetta del cuore. Ieri scopre all’ultimo che uno dei suoi dei, Rick Wakeman, terrà un concerto, inutile dire che riesce a parteciparvi e ad incontralo e che Rick quando la vede esclama “Oh, bello rivederti Saura!”. Ora, chi legge questo blog sa che abbiamo avuto una liason con Wakeman negli ultimi anni, che grazie al promoter italiano lo abbiamo visto più volte, incontrato e intrattenuto nelle ore pre concerto più volte … però, ecco, che Rick Wakeman, uno dei due massimi keyboard wizards della storia del Rock riconosca la crestina bionda della pollastrella fa sempre un certo effetto per chi, io, negli anni settanta da ragazzino vedeva questi musicisti appunto come dei.

Lei è dunque nella perfida Albione così dovrò occuparmi in solitaria dei 9 gatti che vivono qui alla Domus e di me stesso, finisco così per preparami senza il minimo sentimento una di quelle misere cenette da uomo di blues…

le misere cenette di TT – giugno 2022

Solo in casa, una cotoletta scaldata alla bene meglio, qualche rapanello, una birra bianca e la cuca … guardo fuori dalla finestra, i frassini sembrano boccheggiare, è ormai sera ma la campagna è ancora lì che rosola lenta sotto il sole … mi torna in mente un ricordo che non posso avere, io e Mother Mary nella campagna di Arceto un milione di anni fa … già, Mother Mary, trent’anni senza di lei il mese scorso … mi sembra quasi impossibile…

Arceto (RE) via Ca’ del Diavolo long time ago: Tim & Mother Mary

Sono quindi sotto i colpi del blues, mood ormai costante, a volte capita che qualche lettore mi scriva a proposito di vecchi post facenti parte della categoria Tim’s blues, vado a rileggerli e mi accorgo di quanto questo sentimento sia presente su queste pagine miserelle, il che non vuol dire vivere una vita malinconica, in fondo passo per essere un emiliano tipico, ben disposto verso il prossimo e a cui piace stare con la gente e fare baracca, come diciamo qui, … stare in compagnia e fare festa … ma in sottofondo c’è sempre quel nido di stelle che non riesco a raggiungere e che non raggiungerò mai, d’altra parte sarebbe come pretendere di cercare di catturare, correndo, un puma sfuggente nella savana, inutile provarci.

E così, per diluire i blues mi affido alle solite piccole cose che mi distraggono e mi tengono sulla retta via, mangiare una pizza con la groupie

Pizza al Pizzikotto - giugno 2022 - foto TT

uscire con due giovani colleghi (The Rosespring boy e Mr MC) di cui per età potrei senza dubbio essere il padre

Young Men and Old Man – Mutina giugno 20224

e farlo con i soliti sospetti, il Pike Boy e LIZN, due degli illuminati del blues facenti parte del Team Tirelli,

Tres Hombres – Domus Saurea giugno 2022 – Foto Saura T.

oltre a questo i soliti ordini sul sito dell’Adidas, espediente con cui cerco di colmare i vuoti esistenziali.

SERIE TV:

DOWNTON ABBEY – TTT¾

Adesso mi dovete dire che cosa c’entro io con ABBEY ROAD, va beh, io la chiamo così, con DOWNTON ABBEY insomma, serie Tv inglese che parla di una famiglia aristocratica intorno agli anni venti del secolo scorso. A me l’Inghilterra non piace, l’aristocrazia e la nobiltà ancora meno (sono fieramente figlio della Rivoluzione Francese) eppure in un modo o nell’altro ci sono caduto dentro. La colpa è della pollastrella, che invece ha una passione per la Londra vittoriana e per l’Inghilterra potteriana, e non se ne perde una di serie TV a tema.

La serie è comunque fatta bene grazie ad una produzione danarosa, alcuni attori sono molto bravi, la saga famigliare si fa seguire facilmente … certo, a tratti scivola su facezie da telenovela, ma una volta dentro, poi non è facile uscirne. E sì, avete ragione, non si mai visto Johnny Winter guardare Downton Abbey.

STRANGER THINGS – TTT+

Per ST mi è capitato la stesso, vedevo la pollastrella attratta dalla cosa, guardavo distrattamente qualche scena, ma non mi spiegavo perché fosse diventava una fan scatenata di questa serie, tanto da riguardala tutta altre tre volte. Poi, mentre la febbre Stranger Thing in tutto il mondo montava, mi accorgevo che anche la rivista Classic Rock UK ne scriveva nei sui spazi online, e allora mi son detto “devo capire“.

A me, che ricordo ancora, sono uomo di una incerta età, non pare poi sta gran cosa, capisco che possa piacere ai ragazzini e a chi, come la pollastrella o il mio collega Zlatan, aveva la stessa età dei ragazzini protagonisti della serie nella prima metà degli anni ottanta e abbia per certi versi un approccio da Nerd.

Riferimenti a Incontri Ravvicinati Del Terzo Tipo e a Alien sono chiarissimi, il soggetto di per sé non è originalissimo, le musiche se non altro sono di spessore (Peter Gabriel, Foreigner, Clash, Kate Bush, The Cars, The Police, Echo And The Bunnymen, Joy Divison, Talking Heads, etc etc.)

Stucchevole poi il modo in cui vengono dipinti i Russi, certo fa parte della politica statunitense da sempre, in quegli anni in particolare, però qui siamo alle macchiette da avanspettacolo.

OUTRO

Come ogni anno Palmiro durante le ore più calde si rifugia in casa al fresco dell’aria condizionata,

Palmiro – crazy from the heat – Domus Saurea giugno2022

spesso gli parlo, lui mi sta a sentire, se rimane steso sul pavimento significa che quel che dico è superfluo, se invece viene a sdraiarsi sul mio petto e inizia a fare le fusa vuol dire che ha compreso che il livello del blues è alto e che da felino cerca di farmi arrivare le good vibrations.

Palmiro - crazy from the heat - Domus Saurea

Anche la Stricchi interagisce con me, mentre sogno col calciomercato o scrivo qualcosa per il blog lei salta sulla scrivania, si sdraia e tiene d’occhio il mouse.

Stricchi & Romelu – giugno 2022 – foto TT

La pollastrella non la si tiene più, le confezioni di thè e tisane hanno raggiunto numeri preoccupanti, così ha ordinato una cassetta raccoglitore personalizzata. Roba da nerd.

Saura’s Tea collection – foto TT

Saura’s Tea collection – foto TT

E allora, faccio un ordine anche io, che il mio Rum cubano preferito possa lenire i blues e rendere questa calda estate emiliana accettabile. Anche se in ritardo di qualche giorno, buon solstizio donne e uomini di blues.

Rum Legendario – foto TT

(Christmas with the yours,) Easter what you want

17 Apr

Eccoci qui, tutti intenti a festeggiare il passover, l’esodo degli ebrei dall’Egitto poi diventato un’altro tipo di passaggio, quello legato alla resurrezione. Noi qui sul blog al massimo festeggiamo con gli ovetti pasquali, un vecchio simbolo dell’umanità relativo alla fertilità e alla nuova vita.

ovetti pasquali led zeppelin

Il passaggio che ci interesserebbe sarebbe quello che ci porta al tanto agognato nido di stelle, là dove ci si sente a posto, dove l’innamorato trova il modo di incanalare il proprio sentimento e riceve dal proprio oggetto del desiderio le attenzioni che merita, come uno che riceve un bicchiere d’acqua fresca dopo essere stato sotto al sole per ore senza che nessuno si voltasse ad accorgersi che aveva sete. Là dove vivere di quello che si sa fare meglio, là dove la squadra del cuore non fa perdere mesi di vita ad ogni partita, là dove la musica rock (quella vera) è ancora in classifica, là dove ci si sente titanici dinnanzi al futuro, come diceva l’amico Pop.

Ma il nido di stelle non esiste e dunque non resta che goderci nel miglior modo possibile questo weekend lungo. Qui alla Domus Saurea è finalmente fiorita la pianta di Lillà così facciamo frequenti capatine a sentirne il profumo; certo, non si sarebbe mai visto Johnny Winter fare lo stesso ma …

Fiori di Lillà alla Domus Saurea - foto TT

Fiori di Lillà alla Domus Saurea – foto TT

Il bersò ormai è pronto per essere assemblato, ancora qualche giorno e poi daremo il via alla stagione estiva della Domus con i relativi sinodi dei confratelli blues, noi dieci amici con le nostre tuniche e i nostri cappucci a salmodiare i testi dei Firm avvolti nella notte nera della campagna proletaria emiliana, spezzando il pane e versando il bourbon.

In attesa di montare il bersò - Domus Saurea aprile 2022 - Foto TT

Nel frattempo la pantera nera della Domus ha ripreso a godersi le giornate di sole, riposandosi tra una sgambata e l’altra, sotto l’ombra di un pino,

Pantera nera alla Domus (il blues del gatto Palmiro) - Foto TT

Pantera nera alla Domus (il blues del gatto Palmiro) – Foto TT

lo stesso fa quella pazza della Stricchi, sente la primavera e si struscia nell’erba fresca

mentre la Ragni preferisce ancora rimanere nell’ombra del blues.

Ragni in the shadow of the blues - Domus Saurea aprile 2022 - foto TT

Ragni in the shadow of the blues – Domus Saurea aprile 2022 – foto TT

Alla Coop, il sabato mattina, ci accorgiamo cosa significhi essere uomini: davanti allo scaffale dei Bibanesi, non riusciamo a trovare quelli al Kamut. Naturalmente bastava guardare con attenzione, ma non c’è nulla da fare, siamo così. Vicino a noi un uomo di qualche anno più vecchio (ma che francamente sembra nostro zio) si fa guidare passo passo da una commessa per trovare un prodotto per la pulizia della cucina, poi ringrazia l’addetta con profusione e termina con “Sa, noi uomini di queste cose non ci capiamo niente”

I Bibanesi alla Coop - foto TT

I Bibanesi alla Coop – foto TT

Come spesso accade poi elaboriamo per l’ennesima volta che i Led Zeppelin li abbiamo sempre in testa

Led Zep on my Mind - Foto TT

Led Zep on my mind (sabato alla Coop blues) – foto TT

così come la nostra squadra del cuore, il nostro amore infinito, quello che ci fa trepidare e sospirare, come fosse lei l’oggetto del nostro desiderio, come fosse la donna che ci tiene in sospeso, e noi ci si ritrovi a pensare a lei ogni momento, bellissima e sfuggente e noi ad inseguirla in attesa di vedere coronato il nostro sogno (lo scudetto) o la ragione stessa della nostra vita (la Champions).

Inter on my mind  (sabato alla Coop blues) - foto TT

Alla Coop, in fila davanti al banco gastronomia, dando un’occhiata a come siamo vestiti, ci accorgiamo quanto la nostra propensione per un marchio di abbigliamento sportivo sia diventato ormai una mania: pantalone cargo Adidas, felpa Adidas, Scarpe Adidas. Per evitare derive ossessive-compulsive una volta arrivati a casa ci costringiamo a cambiare brand.

Brand Change - TT alla Domus aprile 2022 - autoscatto

Brand change – TT alla Domus aprile 2022 – autoscatto

Le Avventure di Aramis Reinhardt continuano a formarsi nella nostra maruga, al punto che anche quando siamo al telefono ci scopriamo a scrivere appunti su post it. Vi sono diverse persone che ci scrivono circa la bontà di quegli scritti, e a quelle persone noi da questo misero blog mandiamo i nostri ringraziamenti.

Gli appunti di Tim Tirelli

Gli appunti di Tim Tirelli

Ci capitano in mano vecchie foto del tempo che fu, per un momento sobbalziamo nel vedere noi stessi versione anni ottanta

TT back in the 80s - Blast from the past

TT back in the 80s – Blast from the past

in quel periodo (ma anche qualche anno prima, nella seconda metà dei settanta) ci pareva che il mondo sarebbe migliorato anno dopo anno, e la società al passo con esso, e invece oggigiorno guardare telegiornali e leggere quotidiani rende ancor più deprimente il senso di frustrazione, la società oggi pare involuta, la popolazione preda di pulsioni barbare, i leader mondiali non all’altezza del loro ruolo e ancora siamo costretti a vedere guerre assurde dove le parti in gioco (tutte) mostrano il peggio di sè. Stupisce inoltre che nei notiziari di Sky TG 24 vengano prese sul serio certe uscite di certi uomini in bianco… mah!

Il papa consacra russia e ucraina al cuore di maria

E allora non resta che trovare riparo nelle piccole cose della nostra vita marginale; a tal proposito annotiamo che dopo anni siamo tornati alle home recording, a registrare le nostre canzoncine. Finiranno nel cassetto insieme a tutte le altre, ma è comunque un piacere lasciare qualche traccia tangibile.

Si torna a registrare (alla vecchia maniera) - foto TT

Si torna a registrare (alla vecchia maniera) – foto TT

SERIE TV: VENNE DAL FREDDO – TTT¾

Smascherata come ex spia russa, una madre single americana deve destreggiarsi tra la vita familiare e il suo potere di mutare forma per combattere un pericoloso nemico.
Con: Margarita Levieva, Cillian O’Sullivan, Lydia Fleming
Creato da: Adam Glass

Sì, certo, non un soggetto originalissimo (spia russa che vive negli stati uniti) ma a me questi 8 episodi sono piaciuti. Online non è che le recensioni siano chissà che, ma ripeto, io l’ho vista con piacere, forse perchè Margarita Levieva ci piace molto.

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SERIE TV: WOLF LIKE ME TTT¾

Ideatore: Abe Forsythe
Genere: Miniserie TV
Anno: 2022
Paese: Australia – PRIME VIDEO
Durata: 27 min
Wolf Like Me è una miniserie scritta e diretta da Abe Forsythe, con Josh Gad e Isla Fisher protagonisti. Ognuno porta il proprio trascorso in una nuova relazione e Gary e Mary non fanno eccezione. Lui, un disastro emotivo, è un padre single che vive ad Adelaide, in Australia, e sta facendo del suo meglio per provvedere da solo alla figlia Emma (Ariel Donoghue), di 11 anni, dopo la morte della moglie. Lei gestisce una rubrica di consigli ed è un tipo distante che si sta trascinando dietro un bagaglio emotivo non meno pesante. Un giorno, nelle circostanze peggiori, Gary conosce Mary, e nonostante i tentativi di lei di stare alla larga, i due continuano a incontrarsi, ancora e ancora, in una successione di coincidenze che implicano la mano del destino. Mentre Gary fatica a connettersi con sua figlia, per Mary entrare in sintonia con Emma non potrebbe essere più semplice. Tuttavia, il bagaglio di Mary racchiude un segreto che teme possa ferirli entrambi. Ben presto, diventa chiaro che l’universo li ha uniti per una ragione. Non è chiaro quale, devono solo continuare a seguire i segni. https://www.comingsoon.it/serietv/wolf-like-me/3360/scheda/

Miniserie che si guarda con grande facilità. Vite comuni, i grandi spazi australiani e un segreto. Profonda, surreale, godibile.

SERIE TV WOLF LIKE ME

Bene, giunti alla fine non ci resta che salutare la piccola comunità di donne e uomini di blues che si è creata attorno a questo blog, a questo gruppo di persone (il Team Tirelli appunto) che condivide un pezzetto di vita insieme. Chiamatela come volete … Pasqua, festa degli Ovetti, festa dei Coniglietti, festa della Fertilità, ma cerchiamo di passare questi giorni nel migliore del modi. E fate i bravi, il vostro magister vi osserva.

TT aprile 2022

Uomo di blues – TT aprile 2022

L’incanto della musica Rock e dell’amore

6 Mar

PARAGRAFO 1: L’INCANTO DELLA MUSICA ROCK

Interno giorno in azienda ipertecnologica proiettata verso l’iperspazio. Primo pomeriggio, chino sulle faccende lavorative che mi competono. Giulia, giovane stagista, passa da me e nota alcuni LP sulla scrivania. Per quanto nelle settimane passate abbia cercato come sempre di pormi in maniera aperta, non lavorando insieme oltre all’augurarci una buona giornata non siamo mai andati, troppa la differenza di età. Deve aver saputo per forza che tutti lì mi chiamano Tim, ma la confidenza è poca dunque esordisce con un: “ma Stefano, quelli sono …?”,

“Sì Giulia sono ellepì.”

Ci riferiamo a “Seconds Out” dei Genesis, “Sandinista” dei Clash e Peter Gabriel Live In Modena 1983 che l’amministratore delegato ha fatto arrivare alla mia attenzione affinché io li porti nella Sala Blues aziendale, la sala che abbiamo dedicato alle riunioni informali e al dopolavoro e attrezzata con un buon impianto hifi, offerto generosamente dal titolare nonché presidente.

“Intendi vinili?”

“Sì, Giulia, vinili, ma la mia generazione non li chiamava così, bensì dischi o appunto ellepì, long playing”.

“Ma quelli sono nuovi modelli vero?”

Nuovi modelli mi chiedo? Poi capisco: “sì Giulia, sono le nuove edizioni, rimasterizzate … ripulite insomma.”

Giulia li guarda con meraviglia “ho quelli di mio padre e mi piacciono davvero tanto, sono fantastici, e contengono musica così diversa da quella che si sente oggi …”

Giulia lo sai che nella Sala Blues abbiamo un impianto hifi dove dopo il lavoro a volte ci mettiamo ad ascoltare musica?

Giulia mi guarda stupita. Capisco che oltre all’ufficio che le è stato assegnato non ha visto molti altri spazi dell’azienda. Le chiedo di seguirmi. Lo fa quasi in punta di piedi. Arrivati, legge la scritta Blues fuori dalla sala e, una volta entrata, davanti all’impianto le scappa un “Wow!”. Sono le due del pomeriggio, i colleghi stanno lavorando, chiudo le porte, metto sul piatto Dark Side Of The Moon e faccio partire Breathe. Mi metto comodo sul divanetto e la osservo.

Giulia rimane in piedi, chiusa nel suo giaccone, il volto nascosto dalla mascherina e dallo sciarpone che la avvolge fino al naso. Sulle spalle lo zaino con il laptop e chissà cos’altro la costringe a bilanciarsi tenendo il busto e le braccia spostate in avanti. E’ ferma, incredula, irretita e rapita dal giradischi e dalla musica che fuoriesce dalle casse. Ogni tanto le scappa un “wow“. Guardo questa giovane donna, che a me sembra una ragazzina, iniziare a vagare per le profondità cosmiche, condotta dalla vibrazione musicale della musica che tanto amiamo. Evidentemente è un mondo che ha appena iniziato a capire e a guardare, le invidio la gioia assoluta della scoperta, lo stupore che avrà mentre esplorerà quel nuovo universo.

Contemplo ancora una volta la magia della musica Rock, la capacità che ha di farci volare per sentieri sconosciuti, di riempirci l’animo, di dare risposte a questo cazzo di vita che risposte non dà. Vorrei poterle fare ascoltare il disco sino alla fine ma siamo in orario di lavoro, mi spiace rompere l’incanto ma devo far alzare la puntina e spegnere l’amplificatore. Giulia si ridesta, si scuote e mi segue verso i nostri uffici. Dopo il lungo corridoio ci salutiamo, la sento – mentre sale al secondo piano – dire “fantastico…fantastico…“. Sorrido, e benedico il Dark Lord per avermi fatto salire sull’astronave in cui lavoro e su quella in cui ho viaggiato in questi decenni lungo le coordinate del Rock.

Jimmy Page Knebworth august 1979

The Dark Lord

Elo Out Of The Blue

Electric Light Orchestra live

PARAGRAFO 2: L’INCANTO (e le pene) DELL’AMORE

Interno sera, nella mia pizzeria preferita a Regium Lepidi. E’ venerdì, dopo una settimana lavorativa portare la pollastrella a mangiare una pizza è cosa buona e giusta. Ne abbiamo girate parecchie ma questa di viale Gramsci secondo noi è la pizzeria migliore, ed è diventata una sorta di comfort zone. Ci piace il locale e ci piace interagire con gli addetti alla pizzeria, sono giovani uomini e giovane donne con cui a pelle ci troviamo bene e per i quali cerchiamo di essere clienti decenti. (Quella che io chiamo) Judith, Antonio, (quella che io chiamo) Hermione, Miss N… ci accolgono sempre con grande calore.

Antonio viene a prendere le ordinazioni, ci parla con la solita leggerezza e simpatia delle ultime disavventure sue e – purtroppo – del mondo. Io e Polly parliamo fitto fitto, dopo 13 anni di convivenza abbiamo ancora un sacco di cose da dirci, ehi, mica male. Poi arrivano le pizze: Paprika (e Coca cola media) per la groupie, Bella Napoli (e belgian blanche media nove luppoli) per l’uomo di blues.

Tim Tirelli marzo 2022

L’uomo di blues – Tim Tirelli marzo 2022

Non sono nemmeno le 20, d’altra parte tra non molto ci sarà la partita dell’Inter e non posso perdermela. Polly paziente e rassegnata sa che deve adattarsi, non ci prova nemmeno a mettersi in competizione col mio grande amore, quella meraviglia nerazzurra che mi fa palpitare il cuore e che mi scuote nel profondo.

Come dessert torta mimosa per Guajira Guantanamera e sorbetto (in realtà una mini granita) al mandarino per me, una delle droghe a cui non so resistere. Ultime chiacchiere prima di alzarci, arriva Miss N, una giovane donna con cui ci siamo già raccontati un pochino in passato. Un genitore italiano, l’altro straniero, universitaria che per pagarsi gli studi lavora dunque in pizzeria. E’ intenta a sparecchiare.

Ciao N, tutto bene, come stai?

“In verità non va benissimo…” e ci racconta delle sue pene d’amore. Lo fa con candore e onestà, ci spiace davvero vederla così, amori finiti e non più corrisposti, ci siamo passati tutti, si soffrono le pene dell’inferno. La ascoltiamo attentamente, lei cerca il conforto di due adulti con i quali pensa di avere un rapporto niente male. Miss N si mette in discussione, fino a sminuirsi. “Ma N, che dici? Sei stupenda, non farli nemmeno quei discorsi!” Sembra un po’ rinfrancata. Cerchiamo di non fare la parte di quelli con esperienza, di non essere gli adulti che fanno la lezioncina. Non sono sicuro che si riesca nell’intento, finiamo per raccontarle le nostre esperienze dopotutto, ma cerchiamo di farlo rimanendo sullo stesso piano “vedi, N, noi siamo te solo con (parecchi, troppi!) anni in più, ci siamo passati, e si soffre, si soffre molto … sappiamo che in questo momento non riesci a concepire una vita senza di lui, e che non crederai ad una delle parole che stiamo per dirti, ma visto che abbiamo attraversato questa palude prima di te, possiamo assicurarti che non solo passerà, ma che sicuramente troverai uno per il quale perdere ancora più la testa, per il quale varrà la pena spendere la vita insieme, per il quale ti tremeranno le gambe e sentirai l’amore in tutta la sua forza. Sì, quello che senti oggi è un torrentello a confronto, sappi che proverai dentro di te l’impeto di un fiume in piena, uno di quelli che romperà gli argini a monte, a valle e a ridosso del mare, che ti travolgerà l’anima. Ora, ripetiamo, non ci credi e non lo pensi possibile, è giusto, tutto deve fare il suo corso. Soffri, ma fallo nel miglior modo possibile, ci sono momenti in cui è necessario metterti nel tuo angolino, racchiusa su te stessa, altri in cui dovrai trovare la forza di uscire e stare con la gente, sebbene non avresti voglia di farlo. Ma soprattutto N …guardaci negli occhi … non mollare mai. Sono fasi della vita in cui ci si deve passare.”

Ah, mi dico, meglio scendere dal piedistallo, non volevamo ma abbiamo fatto la parte che non volevamo fare, tuttavia N mi sembra meno afflitta, forse parlare con due adulti come noi non le ha fatto del tutto male, dice cose molto carine sul nostro conto, sorride, è malinconica, ma nei suoi occhi c’è la scintilla vitale che volevamo vedere.

Mentre alla cassa sbrighiamo le ultime faccende la osservo da lontano, mi spiace per lei ma al contempo sono quasi felice, essere scossi da questi sentimenti fa sentire vivi, gioire, soffrire … sono i crazy circles di cui cantava Paul Rodgers …

Poter provare quelle sensazioni, esseri travolti dall’impulso dell’impollinazione, riuscire a darsi completamente, essere capaci a dirle “tu sei tutto per me”, “ho in testa solo te“, “ti amo”, essere felici quando la si sente, quando la si pensa, quando si è in quello stato in cui si accetta anche una sua sfuriata con un sorriso e con pazienza poi cercare di comprendersi, spiegarsi e quindi ritornare a ridere insieme. E poi certo, il lato oscuro della luna, il dubbio di non riuscire ad averla, di non vedere corrisposto il proprio sentimento, lo struggersi, l’essere impossibilitati ad incanalare il proprio flusso emotivo verso di lei, lei che magari è innamorata di un altra persona o vive addirittura con un’altra persona … ma dopotutto, non è comunque un incanto? Essere vivi, provare forti emozioni, sentirsi scombussolati … non ha prezzo, fare rafting discendendo le impetuose acque fluviali della propria passione significa essere! Tanto, comunque vada, in un modo o nell’altro, anche se il loro corso a volte può deviare, i fiumi sempre raggiungono il mare.

Then as it was, then again it will be
and though the course may change sometimes
rivers always reach the sea

Fine Gennaio Blues

30 Gen

Gennaio agli sgoccioli, paura e terrore a proposito di possibili capi e cape di stato, sospiri di sollievo alla notizia di SM disponibile suo malgrado al bis e dunque rieletto, senso di vergogna per una classe politica incapace di trovare una nuova figura istituzionale adatta a ricoprire quel ruolo FONDAMENTALE per la Repubblica. Questo è il pensiero che faccio appena sveglio, mentre mi preparo per la spesa settimanale alla Coop di Regium Lepidi. Ennesima mattina fredda, se non altro la nebbia mista a smog che da settimane e settimane ci tormenta e ci avvolge in un freddo e umido scialle, sembra lasciare posto al sole e i campi di Gavassa mettono a cromia la giornata.

Gavassa gennaio 2022 – foto Tim Tirelli

Colazione al Cafè Des Antilles, cappuccino e ciambella.

appuccino al Café Des Antilles – gennaio 2022 – foto Tim Tirelli

Do una occhiata alla prima pagina della Gazza, la prima metà è dedicata alla mia squadra del cuore, l’altra all’arcinemica. Lascio stare, ho voglia di pensieri a colori. Avanzo a passo moderato, questo sarà un weekend lungo per noi che lavoriamo a Mutina, lunedì 31 sarà la festa del Patrono della città, San Zemiàn, e vorrei prenderla dolce, anche nelle piccole cose.

S-Geminiano

Col carrello navigo a velocità di crociera tra gli scaffali, nel reparto liquori come sempre controllo se sono presenti il rum Legendario e il bourbon Southern Comfort, sebbene sappia che non sarà così. Si sa, non sono uomo da whisky irlandesi o scozzesi, niente torba, brughiera e cuoio per me, ma piuttosto spezie e accento fruttato di New Orleans e melassa da canna da zucchero della mia isoletta caraibica preferita.

Southern Comfort e Rum Legendario

Una delle commessa al reparto gastronomia della Coop mi sembra nuova; il display mostra il numero 666, il mio, e tocca a lei occuparsi di me. Mi serve con un pelo d’enfasi, accentuando gentilezza e cortesia, mi dà del lei, rispondo alla stessa maniera. Mi prepara le tre vaschette di cibo richieste e rimane in attesa: “Non prendo altro. Grazie mille, gentilissima. Arrivederla.” La giovane donna gongola, mi ringrazia a sua volta e unisce le mani nel gesto della preghiera. “Sempre sia lodato” le dico, e aggiungo subito dopo “il Dark Lord”

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Jimmy Page (1973 - photo Neil Preston)

Il Dark Lord (1973 – photo Neil Preston)

Poco più in là al reparto frutta, intento a scegliere mirtilli, arance e mele. Una anziana signora è ferma col carrello vicino a me. Non sembra male in arnese, ma non è vestita benissimo, capi indossati senza continuità cromatica o stilistica, un cappottone sopra ad una giacca sportiva, pantalonacci casual, scarpe ginniche generiche. E’ al telefono, la sento concludere con un ” ...e smetti di telefonare, rompicoglioni!”. E getta il cellulare nella borsa. Un figlio troppo premuroso, un o una amante geloso/a, un consanguineo, un o una amico/? Chi lo sa, come dice Vasco “ognuno in fondo perso dentro ai cazzi suoi”.

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Una volta lasciato il reparto frutta mi appresto ad affrontare la parte di supermercato in cui ancora non sono passato. Incrocio lo sguardo con la cassiera slava (ma magari è albanese e dunque non lo è) che ormai mi conosce.

 woman cashier

Mi fa un cenno d’intesa e mi strizza l’occhio. Non pensavo fossimo così in confidenza.

Confidenza

◊ ◊ ◊

L’ANGOLO DELLA POSTA – MOTOR CITY 1 (The Polbi Blues Experience)

Scambio di whatsapp tra me e il Scylla boy, lo strettonauta.

Polbi “Wayne Kramer degli MC5 una volta sciolta la band diventò un tossico spacciatore a tempo pieno. Lo arrestarono e fece diversi anni in galera. Una volta uscito riprese logicamente a suonare e ora da qualche anno ha un progetto di musica nelle carceri per i detenuti. Per finanziare questa iniziativa ha fatto questa cover di un brano storico degli MC5 con la cantante pop Kesha…sorprendentemente, a me piace molto in questa versione e ho voglia di fartela sentire. Non me ne volere…”

Tim: Mi piace molto. Molto.

Polbi: Wow

Tim: Gran pezzo, grande versione. Uno dei pezzi degli MC5 che amo. Già mi piaceva la versione originale, ma questa, visti i tempi, spacca. Pop senza svendersi. Toghissima.
Polbi: La penso esattamente così.
Tim Tirelli: AEROSMITH e MOTLEY CRUE devono molto a questo pezzo, nella versione originale.

Polbi: non ci avevo mai pensato
Polbi: comunque anche per me è uno dei loro pezzi preferiti
Tim: ci sono dentro almeno 10 pezzi degli Aero!
Polbi: ma pensa te
Tim: è un pezzo bellissimo. Scritto bene, articolato ma senza sbrodolature, un momento di magico songwriting.
Polbi: sì, una benedizione arrivata a Wayne Kramer
Tim: beh, il primo degli Aero – che detto per inciso non è un gran disco … siamo già nel 1973 – è di derivazione MC5 / Stooges e Yardbirds.
Polbi: sì mix con Stones e NY Dolls forse …
Polbi: poveri MC5 che destino disgraziato
Tim: ad esempio l’arpeggio di chitarra di I DONT’ WANNA MISS A THING degli Aerosmith (non scritta da loro) è pressoché uguale e anche direi in CRAZY ci sono passaggi di chitarra molto simili … è indubbio
Polbi.: non so se stai prendendo Blow Up. È molto diversa da prima e ormai ci scrivono tanti in gamba orfani di altre riviste. Ultimo numero se vuoi con il primo libro scritto sugli MC5 in Europa dal mio amico Roberto Calabro’. Non avevo assolutamente mai pensato alla connessione con Aero ma sicuramente hai ragione …! Interessante…
Tim: vatti a risentire il primo, di chiarissima derivazione
Polbi: non credo di averlo qui in cd o vinile ma provvedo subito con internet….
Tim: poi già dal secondo virarono su un rock più classico (GET YOUR WINGS 1974 – per me meraviglioso) ma vengono da lì, dagli Yardbirds e dal british blues.
Polbi: sì il primo Aero è forse un po’ fiacco…ci sento MC5 Yardbirds e quello che non mi piace molto dei NY Dolls
Polbi: certe band americane dal vivo erano una potenza ma in studio forse per scarsa produzione o che so io, erano mosce e appiattite. Il secondo MC5, il primo Aero, il primo BOC, anche NY Dolls…esempi di quello che vorrei dire
Tim: produzione sì. Budget basso e produttori non all’altezza
Polbi: ecco. Sono dischi che potevano essere tutt’altro…

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SERIE TV e FILM

The Silent Sea – serie TV coreana del 2021. Non essendo abituato a produzioni asiatiche ho faticato un pochino ad adattarmi, ma il soggetto non è niente male, il genere mi piace e la protagonista ha un un’anima tormentata. – TTT½

SERIE TV THE SILENT SEA

AFTER LIFE – serie TV del Regno Unito del 2019 col grandissimo Ricky Gervais – TTTTT

Umorismo nerissimo, drammi umani, padre con l’alzheimer, ateismo, blues estremo … serie TV da vedere assolutamente. Avevo provato ad iniziarla diverse volte, ma dopo10 secondi puntualmente cambiavo. Vedere una serie basata su di un uomo che perde la propria compagna non mi va, mi dicevo. Poi, sulla chat del mio gruppo di amici (The Clarksdale Rebels), Liso scrive:

“Sono arrivato tardi…come sempre ….ma la serie più bella è After Life con Ricky Gervais, idolo …trovare un senso a questo caos per andare avanti, per continuare a vivere ed evitare così il precipitare in una depressione che come fine ha solo quello di interrompere la vita stessa. Mai nessuna serie mi ha entusiasmato tanto … mio parere ovviamente”.

Aveva ragione!

After Life

◊ ◊ ◊

FILM

I SEGRETI DI WIND RIVER – film di produzione USA, CANADA, UK del 2017 – TTT½

Il filone è quello della frontiera americana contemporanea, il panorama è quello innevato dello Wyoming, specificatamente quello della riserva indiana Wind River. Un po’ western, un po’ thriller, un po’ dramma. Niente male davvero.

film wind river

THE MAURITIAN – film del 2021 di produzione USA/UK. Tratto da una storia vera. – TTTT

I 14 terribili anni passati nelle carceri di Guantanamo da un innocente. E gli americani che parlano di diritti umani calpestati in altre nazioni!

locandina The mauritian

RADIOACTIVE – GB 2019 – TTTT

La storia delle scoperte scientifiche e della relazione sentimentale dei fisici Marie e Pierre Curie, entrambi premiati con il premio Nobel per la fisica. Bel film sulla grande Maria Salomea Sklodowska.

RADIOACTIVE film

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NOTIZIE DAL MONDO DEL ROCK: Led Zeppelin – Live in New York, NY (June 10th, 1977) – 8mm film (Source 2) (NEW FOOTAGE)

Ieri è stato caricato su Youtube un filmato dei LZ di sei minuti mai apparso prima E relativo ad una delle sei date consecutive al Madison Square Garden nel giugno 1977. Malgrado sia un filmato amatoriale e sia formato da spezzoni, è uno dei ritrovamenti più eccitanti di questi ultimi anni. In alcuni momenti l’immensa grandezza dei LZ esplode in tutta la sua energia cosmica. Il martello degli dei, cazzo.

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SUL PIATTO DELLA DOMUS

Larks' Tongues in Aspic

off the record The Sweet

peter green the anthology

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OUTRO

L’inverno è ancora lungo, il freddo durerà per un altro bel po’. Qui alla Domus abbiamo avuto una spolverata di neve tre settimane fa e poco altro

Domus Saurea - 9 gennaio 2022 - Foto TT

Domus Saurea – 9 gennaio 2022 – Foto TT

per il resto, come abbiamo detto, nel pezzo d’Emilia in cui vivo soprattutto nebbia e temperature sotto zero. Non mi resta che ripararmi – in pausa pranzo – nella Sala Blues della azienda in cui lavoro, cercando di scaldarmi con certi long playing

Sala Blues - foto Tim Tirelli 2021

Sala Blues – foto Tim Tirelli 2021

Sala Blues - foto Tim Tirelli 2021

Sala Blues – foto Tim Tirelli 2021

e sfogliando sul cellulare gli album dei ricordi.

Tim Tirelli Radio Blues 1997 - da sx a dx David Bowie Aka Athos Bottazzi TT John Paul Cappi Mixi Croci

Tim Tirelli Radio Blues 1997 – da sx a dx David Bowie (aka Athos Bottazzi ), TT, John Paul Cappi, Mixi Croci.

In attesa della primavera andiamo avanti confidando nel Dark Lord. Che continui a vegliare su noi tutti.

The Dark Lord - Jimmy Page

La nebbia ai lisci piani piovigginando cade

4 Gen

Nebbia, nient’altro che nebbia. Sono due settimane che non vediamo altro, immersi come siamo in un impasto di goccioline di acqua liquida o cristalli di ghiaccio sospesi in aria. Qui in Valpadana a volte ci sembra di essere nel regno delle tenebre.

nebbia in valpadana

nebbia in Valpadana

Il fatto è che passare le vacanze natalizie in questo contesto non è il massimo: la nebbia per quanto faccia parte del nostro DNA ed abbia un indiscusso fascino (specialmente per noi donne e uomini di blues), poi sfilaccia la volontà, schiaccia verso il basso, costringe ad una situazione di stallo.

Sembra di vivere in una bolla, bianca durante il giorno, nera alla notte, nessun orizzonte, nessun paesaggio, solo questa membrana impalpabile che gonfia la testa.

Luzzara (RE) – foto di Emanuele Caleffi

A volte arriva quasi all’improvviso, sospinta da un vento maligno

Muro di nebbia su Modena – credit: Osservatorio Geofisico di Modena

ricopre le città, i paesi, le campagne e a noi non rimane che arrenderci e stenderci sotto quel mantello freddo e umido cercando di trovare gli aspetti positivi del fenomeno, d’altra parte con la nebbia anche i blues più vividi si fanno sfumati e magari ci si metti a cercare film da guardare con più impegno.

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Nomadland di Chloé Zhao, con Frances McDormand – USA 2020 – TTTT½

La trama: Dopo aver perso il marito e il lavoro durante la Grande recessione, la sessantenne Fern lascia la città industriale di Empire, Nevada, per attraversare gli Stati Uniti occidentali sul suo furgone, facendo la conoscenza di altre persone che, come lei, hanno deciso o sono state costrette a vivere una vita da nomadi moderni, al di fuori delle convenzioni sociali.

Qualcuno ha scritto: “Un poetico studio dei personaggi sui dimenticati e gli emarginati, Nomadland cattura splendidamente l’irrequietezza seguita alla grande recessione”

Film splendido.

The Unforgivable – Regia di Nora Fingscheid,  con Sandra Bullock, Jon Bernthal, Vincent D’Onofrio, Viola Davis, Richard Thomas, Aisling Franciosi. Gran Bretagna, Germania, USA, 2021 – TTT+

Discreto film drammatico sul difficile reinserimento in società dopo il carcere. Il finale e alcuni escamotage narrativi non sono inaspettati, ma tutto sommato il film si lascia guardare.

Don’t look Up – Regia di Adam McKay, con Timothée Chalamet, Leonardo DiCaprio, Melanie Lynskey, Jennifer Lawrence, Cate Blanchett. Cast completo Genere Commedia, – USA, 2021 – TTT¾

Tra i più visti su Netflix, questo film genera reazioni discordanti, chi lo apprezza, chi lo odia. Il soggetto è trito e ritrito, ma l’esposizione critica del sistema umano in cui viviamo è da apprezzare.

Una Relazione – di Stefano Sardo. Con Guido Caprino, Elena Radonicich, Thony, Freddy Drabble, Giacomo Mattia – Italia 2021 – TTT¾

Il protagonista è un musicista songwriter di 44 anni, dunque uno che vive e respira – musicalmente – gli anni novanta, nonostante questo potrebbe essere uno di noi: insoddisfatto, pieno di blues emotivi, piscia sui manifesti che reclamizzano “concerti” trap, scrive canzoni niente male … i film italiani di questo tenore mi piacciono sempre.

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Oltre ai film, reimpariamo a suonare qualche nostro vecchio pezzo stimolati dai recenti apprezzamenti fatti dal presidente della azienda in cui lavoriamo; riprendere in mano la Les Paul, risuonare certi licks introduttivi, ci riporta a sensazioni passate quando ci  si illudeva di essere chitarristi.

Dalla finestra guardiamo la nebbia trasformarsi in foschia, posiamo la Gibson, facciamo ripartire la musica, che oggi significa mettere i Weather Report, musica dilatata che ben si adatta al … ehm … bollettino meteorologico odierno.

Dopo tre ore di Zawinul con i suoi amichetti occorre però qualcosa che ci riporti sulla terra e chi se non il vecchio Jimbo in versione smandrappata?

Qualcosa magari di più semplice ma che siamo sicuri ci dà soddisfazione.

Hibĕrnum blues

21 Dic

Dalla profondità dei cieli tetri
scende la bella neve sonnolenta,
tutte le case ammanta come spettri;
di su, di giù, di qua, di là, s’avventa,
scende, risale, impetuosa, lenta,
alle finestre tamburella i vetri…
Turbina densa in fiocchi di bambagia,
imbianca i tetti ed i selciati lordi,
piomba dai rami curvi, in blocchi sordi…
Nel caminetto crepita la bragia…

(Dicembre di Guido Gozzano)

Questi versi di Gozzano descrivono il sentimento che in questo periodo pervade l’animo delle donne e degli uomini di blues di questo blog. Tutti gli anni arriviamo alle stesse conclusioni, diamo voce ai soliti pensieri malinconici, ai bilanci tutt’altro che positivi di un altro anno andato, riparandoci nel passato che ci siamo costruiti nelle marughe dagli spifferi del presente e dalle bufere che pensiamo porterà il futuro. Come sempre nel tragitto casa-lavoro arzigogoliamo senza freno su domande a cui è meglio non cercare di rispondere. Che ne è stato di noi? Che ne è di noi? Che ne sarà di noi?

La pianura padana in questo periodo è stretta in una morsa di gelo, ci sembra così di essere il dottor Divago nel gelo dei Monti Urali. Il poco traffico delle strade che attraversano le campagne tratteggia in noi un sentimento di libertà illusoria, 

Gavassa, Monti Urali – dicembre 2021. Foto TT

perché subito dopo Campo dei Galli la presenza di autoveicoli si centuplica, file infinite, rotatorie intasate, raccordi strapieni. Prigionieri delle nostre automobili, fermi in coda osserviamo gli alberi da frutto che dormono sul bordo degli argini del fiume Secchia.

Sulle rive del Secchia- Dicembre 2021 – Foto TT

Lo sguardo si sofferma e quindi viene rapito dai piccoli dettagli blues che ci capita di incontrare: sul finire di Meadow (Prato, frazione di Correggio, insomma) sulla strada principale c’è una casina grigia, bruttina, sottile, con ancora la casupola esterna dei servizi igienici; il contesto in cui è sita è piuttosto scialbo, l’aggettivo che le si addice è derelitta, colpisce dunque la bella renna fatta di lucine e impreziosita da un fiocchetto rosso che sta sopra all’ingresso. Quell’addobbo risolve la situazione e regala alla casetta un momento di candore. A Campo dei Galli la ferramenta incastonata tra una serie di abitazioni e di fabbriche pare solitaria, poco dopo le 7:30 è già aperta, sulla porta la scritta luminosa Buone Feste, all’interno i neon illuminano gli scaffali, immaginiamo il proprietario con un grembiule blu bersi il primo caffè della mattina insieme alla moglie e al garzone.

Alla Domus Saurea il gelo regala il solito paesaggio stile Tundra, così ci ritroviamo a fare il coretto sull’aria di Thunderstruck degli AC/DC:

” Tundra ahahahahaha, Tundra ahahahahah, Tundra ahahahahah ….”
 

Tundra – Domus Saurea – Dicembre 2021 – Foto TT

Tundra – Domus Saurea – Dicembre 2021 – Foto TT

I gatti tendono a restare fuori poco, a preferire il tepore della casa, d’altronde possono tranquillamente evitare i loro impicci quotidiani: “smarrire” i randagi maschi che si aggirano nei paraggi (Palmiro), arrampicarsi su e giù per gli alti pini (la Stricchi), rincorrere insetti, uccellini e topolini (Raissa, Ragni e Spaventina) e cercare un riparo (Minnie la freddolosa).

Le festività legate alla celebrazione del Solstizio D’Inverno qui alla Domus Saurea sono rispettate quasi alla lettera, quasi perché la sfumatura Dickensiana è evidente,

Presepe Vittoriano – Domus Saurea – Dicembre 2021. Foto TT

ma il tradizionale rito nordico del Sol Invictus con l’alberello pieno di luci a simboleggiare il ritorno delle giornate più lunghe dopo il solstizio è un imperativo qui.

Sol Invictus Fest – Domus Saurea – Dicembre 2021. Foto TT

Sol Invictus Fest – Domus Saurea – Dicembre 2021. Foto TT

Sol Invictus Fest – Domus Saurea – Dicembre 2021. Foto TT

Sol Invictus Fest – Domus Saurea – Dicembre 2021. Foto TT

E’ così che ci prepariamo ai festeggiamenti di questo fine d’anno. Non è mancato il tradizionale sinodo dei confratelli del blues (alias The Clarksdale Rebels), cena in una antica trattoria della campagna reggiana, e dopo aver fatto un brindisi alla memoria del grande John Miles, abbiamo gustato le specialità della nostra terra, ci siamo scambiati i regali (che apriremo il 25), parlato di musica, del Dark Lord, di calcio, di donne, dei massimi sistemi, giocando a fare gli uomini di una volta, insomma … i solito lavori del Team Tirelli. 

Prima del sinodo una pizza a due con il pontefice del blues, Giovanni Paolo III, ovvero l’amico Livin’ Lovin’ Jaypee che non poteva essere presente al sinodo. Un particolare ci colpisce: alla domanda ironica “Allora Jaypee, e l’Inter?”, ci sentiamo rispondere rispondere “Beh, andiamo molto bene, siamo primi in classifica, stiamo giocando un ottimo football e Inzaghi pare essere un allenatore formidabile.” Dopo di che ci mostra un adesivo con il logo dell’Inter che estrae dal portafoglio. Niente male per uno che non è mai stato interessato al football … evidentemente qualche amico che ci vuole bene lo abbiamo.

QUELLI CHE TI CHIEDONO SE “STRIMPELLI” ANCORA E USANO IL TERMINE “PIANOLA” PER RIFERIRSI ALLE TASTIERE.

Non è nemmeno mancata la cena di classe delle superiori, la seconda in tre mesi; al di là di vedere con piacere gli sciamannati e le sciamannate con cui abbiamo condiviso gli anni formativi, vi è sempre un po’ di terrore nel sentire raccontare aneddoti che ci riguardano. Non avevamo ancora cognizione di noi stessi allora e certe storielle – come già scritto – ci portano a dire “belle teste di cazzo che eravamo”. L’altro motivo di imbarazzo proviene dall’essere considerati legatissimi alla musica. Vi è sempre un sfumatura quasi di compatimento, o almeno a noi sembra così. Il tutto viene certificato quando un ex compagno ci chiede: “Strimpelli ancora Tim?” e, visto che lavora insieme ad un nostro fraterno amico che suona le tastiere, aggiunge “vi vedete con Biccio? Tu con la chitarra e lui con la pianola?”

Sono due lance conficcate nel costato. “Strimpellare” e “Pianola”, accezioni negative che negano allo suonare e alle tastiere dignità. Visto che la pianola, detta anche autopiano o pianoforte meccanico, è uno strumento musicale che, grazie a meccanismi pneumatici o elettromeccanici, suona automaticamente. Tali meccanismi sono pre-programmati con schede perforate di carta, o più raramente di metallo, chi usa quel vocabolo degradante non sa veramente di che caxxo sta parlando.

SERIE TV: THE NORTH WATER (Tim Vision) – TTTT

Segnalo questa nuova serie TV, è roba da maschi, ne sono conscio, e per quanto sia doloroso per un animalista come me guardare scene relative al massacro di foche e alla caccia delle balene, il resto è davvero – per ora – superlativo. Cinque episodi, uno nuovo ogni martedì.

Il TV drama in cinque episodi distribuito da BBC Studios è basato sull’omonimo romanzo del 2016 di Ian McGuire, edito in Italia nel 2018 da Einaudi con il titolo Le acque del nord.

La serie è ambientata alla fine del 1850 e racconta la storia di Patrick Sumner (Jack O’Connell), un ex chirurgo dell’esercito inglese caduto in disgrazia che partecipa come medico di bordo a una spedizione a caccia di balene nell’Artico sulla nave The Volunteer. Un viaggio reso ancora più avventuroso dalla presenza tra i balenieri di Henry Drax (Colin Farrell), uno psicopatico omicida.

OUTRO

Tra le nebbie padane, la galaverna e l’effetto tundra eccoci dunque arrivati al solstizio d’inverno

Tundra – Domus Saurea – Dicembre 2021 – Foto TT

Ogni tanto qualche sprazzo di sole riesce a spazzare via la nebbia e il cielo torna a stendersi sulla pianura,

Prato (RE) – Domus Saurea – Dicembre 2021 – Foto TT

la Stricchi ne approfitta, e come lei fanno tutti gli altri gatti. Ma è solo un momento, l’inverno freddo e gelido torna bel presto ad irretire ogni cosa.

La Stricchi al sole – Domus Saurea dicembre 2021 – foto TT

Così non rimare altro che procurarci i beni essenziali per le feste (spongata, tortelli dolci alla prugna, datteri, fichi secchi, mon cheri, marrons glacès e Jack Daniel’s fruttato) e sperare che San Nicola ci porti qualche pacchettino. 

Domus Saura – dicembre 2021 – foto TT

Non potrà mancare sui nostri schermi Il Canto Di Natale di Dickens versione Disney 2009,

sul nostri piatto gli album che durante i festeggiamenti del solstizio ascolteremo senza sosta:

Naturalmente non mancheranno nemmeno canzoncine più tradizionali …

… tutto per ricreare quel sentimento dicembrino che ci portiamo dietro da sempre. E dunque, donne e uomini di blues che avete la pazienza di passare insieme a noi per l’undicesimo anno consecutivo le festività invernali, a voi giunga il nostro augurio. Palmiro e la Domus Saurea Choir Ensemble intonano per voi i canti di natale affinché, come diciamo ogni anno, il padre dei quattro venti gonfi le nostre vele, il sole batta sul nostro viso e le stelle riempiano i nostri sogni. Come cantava il grande Greg Lake, Hallelujah, Noel! Be it Heaven or Hell, The Christmas we get we deserve.

For those about the Blues we salute you.

Tim & Palmiro dicembre 2021 – foto Saura T.

Then came the first days of december

1 Dic

Non so come ma anche quest’anno è già arrivato dicembre. A furia di aspettare i weekend, le settimane, i mesi e gli anni passano a velocità strabiliante. Eccolo qui dunque my favourite month, il periodo dell’anno che preferisco; l’avvento del solstizio d’inverno e le relative festività mi scaldano sempre il cuore, mi metto a favore dell’allegra malinconia illuminata dalle lucine ad intermittenza in modo da essere più sorridente possibile.

winter-solstice-nothern-hemisphere

Ma siamo a fine anno, ad un passo dalla nuova stagione e dal ritorno del sol invictus e dunque è tempo di bilanci, faccenduola sempre delicata per me. Tirando una riga il rendiconto finale tende inevitabilmente a segnalare una perdita, non proprio un bilancio in rosso, direi piuttosto in blu, e dal blu al blues il passo è breve. Cerco quindi di distrarmi per restare su uno stato d’animo decente e mi sforzo di pensare a faccenduole positive:

AVVERTENZA:

presenza di autoreferenzialità (più o meno inconsapevole)

In the shadow

Ore 8:45, in ufficio:
GIOVANE E TALENTUOSO COLLEGA: “Eccomi qui dal numero uno…”
TIM “Ciao young man, se fossi il numero uno pensi che sarei qui?”
GIOVANE E TALENTUOSO COLLEGA:” Sì, saresti qui, è una scelta, vivi nell’ombra ma rimani il numero uno!”
Uhm, giornata risolta.
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I come to terms with the devil

Venerdì sera in Sala Blues, la sala per le riunioni informali e per il dopolavoro (vi abbiamo messo un buon impianto HI-FI); io e il presidente nonché titolare stiamo aiutando un fornitore ad appendere al muro una pesantissima vecchia lavagna (anche il boss non ha problemi a sporcarsi le mani). Mentre il montatore prende misure e installa i tasselli, il presidente dà un’occhiata ai primi LP che abbiamo portato nella sala: LZ IV, TDSOTM dei Pink Floyd, Selling England dei Genesis, Rock And Roll Animal di Lou Reed. Vi sono anche un paio di CD che ho portato per testare l’impianto quando ci è stato consegnato e montato. Uno è della Mahavishnu Orchestra, l’altro della Cattiva Compagnia, il mio vecchio gruppo. Il Titolare lo prende in mano, guarda le foto e una volta capito che è il mio disco lo infila nel lettore. Non so se sia stato perché era venerdì sera e il weekend già si affacciava davanti a noi o semplicemente perché eravamo semplicemente disposti bene, fatto sta che le mie canzoncine in quel contesto sembravano graziose e perfette per il momento. Il titolare legge i titoli, ascolta pezzetti di brani e ne rimane piacevolmente colpito, e divertito da quelli in dialetto emiliano “Sei un grande Tim, ma già lo sapevo”. Spegniamo l’impianto, solleviamo la lavagna, l’agganciamo e torniamo ai nostri impegni lavorativi.

Il mattino dopo, sabato, alle 7 sulla chat aziendale trovo un messaggio, è il presidente, scatto sull’attenti:

THE PRESIDENT: Ciao Tim! Le tue canzoni si trovano anche su qualche piattaforma in streaming? Mi hanno caricato troppo e oggi vorrei ascoltarle! Buon fine settimana.

Gli invio un wetransfer

THE PRESIDENT: Fantastico! In questo weekend uggioso e blues sarò accompagnato dai tuoi pezzi. Grazie mille.

Un po’ dopo:

THE PRESIDENT: Cazzo che tiro! Che sound Tim. Spacchi! Sono senza parole che un album così non ti abbia proiettato nel mondo della musica. Avete tutto, voi dei grandi musicisti e tu un vero creativo, un vero artista. “Vengo a patti col demonio” l’ho ascoltata 20 volte, sto tirando giù gli accordi.

Uhm, weekend risolto.
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The musketeer

Ieri sera, un martedì spompo qualunque ricevo un whatsapp:

IL CARO, CARO, CARO AMICO: Vecchio mio, il periodo è quello che è, lo sai come sto. Nel frattempo ho letto il nuovo capitolo di Aramis e mi appassiono ogni volta, trovando parte delle mie fragilità e punti di forza in comune con questa tua creatura letteraria. Come ogni vero personaggio, mi fa relazionare con lui/te e me stesso. Mi chiedo come possa un tipo come lui non superare il piccolo “tradimento“ di Michela, e aspetto di leggere i futuri sviluppi. In un momento come questo, è una delle poche letture che riesco a seguire e non è poco my friend….
TIM: Che bello leggere questi tuoi pensieri, grazie, mi fanno tanto piacere. Credo che quel tradimento abbia dato la stura a situazioni irrisolte, vuoti esistenziali, situazioni pregresse. Il povero Aramis è uno di noi … 
IL CARO, CARO, CARO AMICO: Sì. È uno di noi. Senza dubbio.

Uhm, martedì sera risolto.

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Ecco leggo e rileggo queste tre sciocchezze, e mi dico, beh, dai Tim, non buttarti sempre giù, qualcosa di buono devi averlo pur fatto. Per un paio di giorni mi trastullo con questo sentimento, ma poi vado alla cena di classe delle  superiori e rimango basito dalle cose che mi raccontano le mie compagne, aneddoti su di me, di come mi comportavo, di cosa dicevo e non posso che dirmi “bella testa di cazzo che ero” … e così torno a scivolare nell’oscurità.

Novembris Blues

13 Nov

Settimane  laboriose al lavoro, quando sono in vena l’ora di pausa pranzo la passo a camminare per il centro di Mutina nel tentativo di sciogliermi un po’ e dipanare i miei blues, pettinare i pensieri e trovare la costanza di fare la fila per tre, risponder sempre di sì e comportarmi da persona civile 

in modo da tenere Ittod (uno dei tre uomini che sono) a bada ed evitare di prendere la prima blue highway che trovo e dirigermi verso nuovi orizzonti e dunque perdermi nella sua realtà alternativa dove dio è Johnny Winter e lui ne è un seguace.

Tra i viali di Mutina, con quei colori autunnali che sembrano tranquillizzare l’animo, sembro trovare un po’ di pace….

I viali di Mutina, novembre 2021 - foto TT

I viali di Mutina, novembre 2021 – foto TT

Mutina Novembre 2021 - foto TT

Mutina Novembre 2021 – foto TT

ma pensieri continuano a sgorgare:

ROCK AND ROLLING

Penso a due commenti che hanno fatto Jackob e Luca, due lettori nonché colonne portanti di questa comunità, a corredo della mia recensione della super deluxed edition di Tattoo You ei Rolling Stones. In uno Luca posta un video e aggiunge:

Anche se non ha niente a che fare con questo periodo , volevo condividere questo video relativo alle sedute ai Pathé Marconi Studios nel 1985 durante le registrazioni dell’album Dirty Works. Il video mostra i “ragazzi” uscire (credo) la mattina dallo studio in condizioni che .. lasciamo perdere. Mick sembrerebbe arrivare separatamente. Al minuto 3:08 Keith, accompagnato dal padre , esce dallo studio firma qualche autografo e parte con la sua Bentley rossa. Più avanti lo troveremo appisolato dentro un auto. Al minuto 5:53 un Charlie Watts visibilmente “provato” riceve un nastro da un fan mentre al minuto 13:38 è “titubante” mentre con tanto di papillon firma un autografo. Bill appare invece solo qualche secondo. C’è anche Wood.

Guardiamo il video al che Jackob scrive una frase che entra di diritto tra quelle storiche apparse su questo blog:

E quando pensi che siamo stati qui venti minuti a guardare gente che sale in macchina e esce da un parcheggio… capisci cos’è il rock’n’roll.

Cazzo, che lavoro! (come diciamo in Emilia), che sintesi, che capacità di cogliere il senso delle cose.

Luca aggiunge:

Keith che fa “Keith” anche quando fa manovra

Guardare quel video e osservare Keith Richards mi fa sentire meno solo, a volte vorremmo essere proprio come lui, impossibile, di Keith ce n’è uno solo (a dire il vero Ittod ci prova …), ma sapere che nel mondo in cui viviamo c’è e c’è stato un Keith Richards fa passare la paura.

Keith Richards at Pathé Marconi Studio - Paris 1985

Sì perché poi arrivare a cogliere l’essenza più profonda del Rock non è mica roba da tutti, e io ho un gran bisogno di confrontarmi con persone che almeno ci provano.

PENSIERI PRIMA DI ADDORMENTARSI

Una amica lettrice del blog inciampa su questo articolo di oltre un anno fa, dove parlavo con un po’ di ironia dell’amazzone reggiana con cui vivo …

La maglietta di Titti

questa amica mi manda un email con alcune considerazioni che mi hanno molto colpito. Tra le poche frasi pubblicabili senza che mi senta troppo in imbarazzo, queste:

No vabbè,  è la dichiarazione di  stima e di complicità e di interesse e di amore più bella che io abbia mai letto; lei è la donna, l’uomo, la musicista, la scavezzacollo, la donna sexy, la donna sportiva e la donna massaia…lei è TUTTO per te…. che bella cosa le hai scritto….non la conosco ma la immagino a leggerla, avrà sorriso per nascondere l’emozione e ti avrà detto “Ma va là che scemo che sei”….

E’ fantastico ciò che dici di lei, semplicemente fantastico….siete entrambi fortunati ad esservi trovati….a volte la vita sembra toglierti persone e possibilità da vicino per far sì che invece tu possa donartene altre senza le quali la tua maturità e la tua vecchiaia non avrebbero lo stesso senso…

Articolo coinvolgente….donna meravigliosa…la foto con il piccolo saldatore da 10 e lode…la foto da Eremita da scompisciarsi dalle risa…

Tra l’altro anche il nostro povero Mike Bravo sotto l’articolo aveva scritto qualcosa del genere.

E invece di godermi la cosa e dirmi “però, che bella coppia che siamo io e la pollastrella”, mi dico “ma siamo davvero così?”, “siamo speciali?” e mi domando “ma la groupie, cioè Polly, intendo la reggiana dagli occhi di ghiaccio, va beh nostra signora di Guadalupe, quella lì … Guajira Guantanamera, insomma la Hermione Granger dei poveri, a cosa pensa giusto prima di addormentarsi?” perché poi il problema è quello lì, a cosa pensiamo prima di addormentarci. Noi, le nostre compagne, i nostri compagni, insomma le persone che dividono il letto e la vita con noi che pensieri fanno prima di prendere sonno? Siamo noi a cui pensano? Si sentono felici di averci accanto, di passare un pezzo di vita con noi, di aver trovato un altro esemplare di una specie di scimmie evolute con cui condividere i blues di questa porca vita?

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Lei (copyrights GettyImages)

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Lui (Uomo di blues)

BURNIN’ SKY AT THE DOMUS

Ho anticipato l’uscita al mattino per esigenze lavorative, questo fa sì che mi alzi prima dell’alba e che incontri un maggiore traffico sulle strade che mi portano in the heart of the city ma il cielo di prima mattina qui alla Domus mi ripaga di ogni sacrificio …

Early In The Morning at Domus Saurea - Novembre 2021 - photo TT

Early In The Morning at Domus Saurea – Novembre 2021 – photo TT

Early In The Morning at Domus Saurea - Novembre 2021 - photo TT

Early In The Morning at Domus Saurea (con Palmiro già in ricognizione lungo la stradina) – Novembre 2021 – photo TT

La sera poi, una volta rincasato dopo una giornata passata a limare del ferro e dunque provato dalla vita, mi bevo un bicchiere dei vini che certi colleghi mi portano in regalo dopo essere stati in trasferta … e tutto inizia ad essere meno difficile.

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TT's School Of Rock summer 2021 - foto FF

Io che limo del ferro al lavoro – foto FF