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Novembris Blues

13 Nov

Settimane  laboriose al lavoro, quando sono in vena l’ora di pausa pranzo la passo a camminare per il centro di Mutina nel tentativo di sciogliermi un po’ e dipanare i miei blues, pettinare i pensieri e trovare la costanza di fare la fila per tre, risponder sempre di sì e comportarmi da persona civile 

in modo da tenere Ittod (uno dei tre uomini che sono) a bada ed evitare di prendere la prima blue highway che trovo e dirigermi verso nuovi orizzonti e dunque perdermi nella sua realtà alternativa dove dio è Johnny Winter e lui ne è un seguace.

Tra i viali di Mutina, con quei colori autunnali che sembrano tranquillizzare l’animo, sembro trovare un po’ di pace….

I viali di Mutina, novembre 2021 - foto TT

I viali di Mutina, novembre 2021 – foto TT

Mutina Novembre 2021 - foto TT

Mutina Novembre 2021 – foto TT

ma pensieri continuano a sgorgare:

ROCK AND ROLLING

Penso a due commenti che hanno fatto Jackob e Luca, due lettori nonché colonne portanti di questa comunità, a corredo della mia recensione della super deluxed edition di Tattoo You ei Rolling Stones. In uno Luca posta un video e aggiunge:

Anche se non ha niente a che fare con questo periodo , volevo condividere questo video relativo alle sedute ai Pathé Marconi Studios nel 1985 durante le registrazioni dell’album Dirty Works. Il video mostra i “ragazzi” uscire (credo) la mattina dallo studio in condizioni che .. lasciamo perdere. Mick sembrerebbe arrivare separatamente. Al minuto 3:08 Keith, accompagnato dal padre , esce dallo studio firma qualche autografo e parte con la sua Bentley rossa. Più avanti lo troveremo appisolato dentro un auto. Al minuto 5:53 un Charlie Watts visibilmente “provato” riceve un nastro da un fan mentre al minuto 13:38 è “titubante” mentre con tanto di papillon firma un autografo. Bill appare invece solo qualche secondo. C’è anche Wood.

Guardiamo il video al che Jackob scrive una frase che entra di diritto tra quelle storiche apparse su questo blog:

E quando pensi che siamo stati qui venti minuti a guardare gente che sale in macchina e esce da un parcheggio… capisci cos’è il rock’n’roll.

Cazzo, che lavoro! (come diciamo in Emilia), che sintesi, che capacità di cogliere il senso delle cose.

Luca aggiunge:

Keith che fa “Keith” anche quando fa manovra

Guardare quel video e osservare Keith Richards mi fa sentire meno solo, a volte vorremmo essere proprio come lui, impossibile, di Keith ce n’è uno solo (a dire il vero Ittod ci prova …), ma sapere che nel mondo in cui viviamo c’è e c’è stato un Keith Richards fa passare la paura.

Keith Richards at Pathé Marconi Studio - Paris 1985

Sì perché poi arrivare a cogliere l’essenza più profonda del Rock non è mica roba da tutti, e io ho un gran bisogno di confrontarmi con persone che almeno ci provano.

PENSIERI PRIMA DI ADDORMENTARSI

Una amica lettrice del blog inciampa su questo articolo di oltre un anno fa, dove parlavo con un po’ di ironia dell’amazzone reggiana con cui vivo …

La maglietta di Titti

questa amica mi manda un email con alcune considerazioni che mi hanno molto colpito. Tra le poche frasi pubblicabili senza che mi senta troppo in imbarazzo, queste:

No vabbè,  è la dichiarazione di  stima e di complicità e di interesse e di amore più bella che io abbia mai letto; lei è la donna, l’uomo, la musicista, la scavezzacollo, la donna sexy, la donna sportiva e la donna massaia…lei è TUTTO per te…. che bella cosa le hai scritto….non la conosco ma la immagino a leggerla, avrà sorriso per nascondere l’emozione e ti avrà detto “Ma va là che scemo che sei”….

E’ fantastico ciò che dici di lei, semplicemente fantastico….siete entrambi fortunati ad esservi trovati….a volte la vita sembra toglierti persone e possibilità da vicino per far sì che invece tu possa donartene altre senza le quali la tua maturità e la tua vecchiaia non avrebbero lo stesso senso…

Articolo coinvolgente….donna meravigliosa…la foto con il piccolo saldatore da 10 e lode…la foto da Eremita da scompisciarsi dalle risa…

Tra l’altro anche il nostro povero Mike Bravo sotto l’articolo aveva scritto qualcosa del genere.

E invece di godermi la cosa e dirmi “però, che bella coppia che siamo io e la pollastrella”, mi dico “ma siamo davvero così?”, “siamo speciali?” e mi domando “ma la groupie, cioè Polly, intendo la reggiana dagli occhi di ghiaccio, va beh nostra signora di Guadalupe, quella lì … Guajira Guantanamera, insomma la Hermione Granger dei poveri, a cosa pensa giusto prima di addormentarsi?” perché poi il problema è quello lì, a cosa pensiamo prima di addormentarci. Noi, le nostre compagne, i nostri compagni, insomma le persone che dividono il letto e la vita con noi che pensieri fanno prima di prendere sonno? Siamo noi a cui pensano? Si sentono felici di averci accanto, di passare un pezzo di vita con noi, di aver trovato un altro esemplare di una specie di scimmie evolute con cui condividere i blues di questa porca vita?

GettyImages

Lei (copyrights GettyImages)

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Lui (Uomo di blues)

BURNIN’ SKY AT THE DOMUS

Ho anticipato l’uscita al mattino per esigenze lavorative, questo fa sì che mi alzi prima dell’alba e che incontri un maggiore traffico sulle strade che mi portano in the heart of the city ma il cielo di prima mattina qui alla Domus mi ripaga di ogni sacrificio …

Early In The Morning at Domus Saurea - Novembre 2021 - photo TT

Early In The Morning at Domus Saurea – Novembre 2021 – photo TT

Early In The Morning at Domus Saurea - Novembre 2021 - photo TT

Early In The Morning at Domus Saurea (con Palmiro già in ricognizione lungo la stradina) – Novembre 2021 – photo TT

La sera poi, una volta rincasato dopo una giornata passata a limare del ferro e dunque provato dalla vita, mi bevo un bicchiere dei vini che certi colleghi mi portano in regalo dopo essere stati in trasferta … e tutto inizia ad essere meno difficile.

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TT's School Of Rock summer 2021 - foto FF

Io che limo del ferro al lavoro – foto FF

Addio al nostro Mike Bravo

29 Ott

Il nostro Mike Bravo se ne è andato la prima settimana di ottobre, l’ho saputo ieri da sua moglie che gentilmente ha risposto a un messaggio che avevo inviato a Mauro (il nostro Mike insomma) martedì.

Nel dicembre dell’anno scorso ci scrivemmo (come facevamo ogni tanto), mi diceva che aveva subito una operazione e che era a casa da un paio di mesi. Ci sentimmo per qualche mese aggiornandoci sulle reciproche vite e ad agosto, in un momento di confidenza, mi spiegò meglio la situazione. Nuovi messaggi in settembre, volevo fargli sentire la vicinanza del blog, volevo non fargli perdere la speranza, volevo che sentisse la nostra amicizia. Il 18 settembre ci scambiammo qualche messaggio, gli chiesi come andava, lui mi aggiornò, poi qualche battuta sulla imminente sfida tra la mia Inter e il suo Bologna. Gli scrissi infine “Ti abbraccio Mike, e stasera vinca il migliore. Quando vuoi, io sono qui.” e lui  rispose “Grazie!”. Non sapevo sarebbe stata l’ultima interazione che avrei avuto con lui.

Entrai in contatto con Mauro negli anni ottanta, non gli pareva vero che a qualche decina di km da dove viveva abitasse uno che aveva messo in piedi una fanzine su Jimmy Page, il suo idolo musicale. Ci conoscemmo di persona in centro a Modena nel negozio di dischi che ero solito bazzicare e in qualche altra occasione, ricordo che mi inviava elenchi (scritti a mano … i computer ancora non esistevano) delle session pre zeppelin di Page che aveva avuto modo di verificare … che tempi ragazzi. Ricordo inoltre che mi parlò anche del concerto di Edgar Winter che vide a Bologna nel 1981. Mike era inoltre un grandissimo appassionato di Yardbirds e – ovviamente – di musica Rock e vinili in genere.

Con l’avvento del blog i nostri contatti si intensificarono, a volte avevamo differenti vedute e non avevamo paura di battibeccarci un po’, in fondo erano scambi divertenti per entrambi; nei due o tre anni pre covid ci vedemmo qualche volta nel mio paesello natale, la mia Nonantola che chissà perché amava molto, fare colazione insieme, parlare del blog e del nostro Jimmy Page, dargli i video e audio bootleg che avevo doppi per me era un piacere, e lui – generoso com’era – contraccambiava sempre con regali a sfondo rock … non me li scorderò più quei sabati mattina. 

Ora elaborare che non c’è più mi riempie il cuore di tristezza, e penso a lui, a sua moglie Stefania e alle loro due figlie. Dopo Alcadoc, se ne va un altro pezzo del blog, Mike era quello commentava più spesso, quello con cui avevo un contatto diretto, quello che in definitiva mi riempiva sempre di complimenti. Non so come faremo senza di lui. Mike aveva appena compiuto 67 anni.

Mauro Bortolini

Il nostro Mike Bravo

Sapete come la pensiamo qui, preferiamo evitare la retorica e le credenze di circostanza, ma caro Mike, ovunque sia ora la scintilla di energia che ancora ti rappresenta, sappi che ti penseremo e che ci mancherai molto. Buon viaggio amico mio.

 

 

 

I got to move (feeling locked in a cage blues)

30 Set

Settimana di ferie buttata nel cesso, passata da solo a cercare di frenare l’irrequietezza e finire invece per gonfiarla, per tatuarmela addosso. Partito pieno di progetti finisco per non portarne a termine nemmeno uno. Suono con fastidio la chitarra, e dunque suono male, sistemo i miei archivi musicali ma lo faccio con malessere spirituale quindi non godo dell’ordine che metto in opera, affronto i miei scritti che dovrei e vorrei continuare come fossero una seccature … quando erigo il pezzo di Muddy Waters a mio manifesto personale non è un vezzo per fare la parte del pseudo artista tribolato, goddamnit!

Le macchine vendemmiatrici hanno finito il loro lavoro lasciando le viti spossate e in pessimo stato, la campagna proletaria in cui vivo sembra perdere quel minimo di fascino che pur aveva, raccogliere le foglie morte che coprono l’aia, metterle nei sacchi di iuta, posizionarli sul ponte per la prossima raccolta di fogliame e potature da parte della azienda municipalizzata che si occupa della cosa … si è mai visto Johnny Winter fare queste cose? 

 

SERIE TV: “Rapinatori – La Serie” (Francia 2021) – TTT+

Droga, rivalità tra bande, tradimenti, risse, armi, violenza e omicidi tra la Francia e il Belgio. Niente di eclatante, ma è fatta benino e si lascia guardare.

Titolo originale: Braqueurs. Titolo internazionale: Ganglands. Francia (2021 – in corso) – Stagioni: 1. Episodi: 6. Serie a lunga narrazione – Distribuito da Netflix

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SERIE TV: “L’Uomo Delle Castagne” (Danimarca) – TTT½

Da quando vidi The Bridge (la serie originale nota con il titolo Bron in lingua svedese e Broen in danese) il genere Nordic Noir è diventato uno dei miei preferiti per quanto concerne le serie TV.

L’uomo della castagne è una produzione di Netflix Danimarca basato sul romanzo omonimo di Søren Sveistrup pubblicato nel 2018.

Gli ingredienti del Nordic Noir ci sono tutti: tensione, terrore, atmosfera cupa, personaggi con vite non facili e piene di drammi. Serie niente male e godibile ambientata a Copenhagen.

Titolo originale: The Chestnut Man. Danimarca (2021 – in corso) – Stagioni: 1. Episodi: 6. Serie a lunga narrazione. Distribuito da Netflix

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GATTE ALLA DOMUS

Minnie - Domus Saurea fine settembre 2021 - foto TT

Minnie – Domus Saurea fine settembre 2021 – foto TT

Stricchi - Domus Saurea fine settembre 2021 - foto TT

Stricchi – Domus Saurea fine settembre 2021 – foto TT

SUL PIATTO DELLA DOMUS

The Move Shazam

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Gruppo Italiano

OUTRO

Avrei bisogno di tornare al mare, rimirare la massa d’acqua salata che ricopre gran parte della superficie terrestre mi rimette in carreggiata, sistema il mio equilibrio, fa da semaforo ai miei pensieri …

Mare - foto artistica

oppure trovare qualcuno che abbia una macchina del tempo e farmi trasportare al Los Angeles Forum il 3 giugno 1973 …

magari sarebbero sufficienti altre attività umane …

Chiavare

 

E invece mi sa che dovrò accontentarmi di andare allo stadio col mio amico Pavve sabato sera a vedere Sassuolo – Inter, sperando che i ragazzi del tipo che dicono mi assomigli facciano il loro dovere.

sassuolo inter 2 ottobre 2021

In attesa dell’evento clou delle mie ferie, amplio il manifesto della mia vita e mi sparo un po’ di blues, tanto per cambiare.

Everyday, everyday I have the blues
Everyday, everyday, everyday I have the blues
Speaking of bad luck and trouble, now, it’s you I hate to lose
 
Nobody love me, nobody seem to care
Baby, nobody love me, nobody seem to care
Speaking of bad luck and trouble, now, you know I’ve had my share
 
Everyday, everyday, everyday, everyday,
Everyday, everyday, everyday, everyday I have the blues
 
I’m gonna pack my suitcase and, move on down the line
I’m gonna pack my suitcase and, move on down the line
Because there ain’t nobody worried, and ain’t nobody crying
 
Everyday, everyday, everyday, everyday,
Everyday, everyday, everyday, everyday I have the blues
Everyday, everyday, everyday, everyday,
Everyday, everyday, everyday, everyday I have the blues

Memoirs of an Officer and a Bluesman (September Blues)

22 Set

Niente, non mi riesce di dormire. Mi appisolo sul letto alle 23,45 ma all’una sono già sveglio. Il demone delle notti senza sonno mi ha ghermito, i turbamenti, i pensieri che si affollano, il lavoro, la mia identità di uomo, le mie speranze per il futuro, la felicità, la misantropia, i rimorsi, i rancori … non c’è pace per l’uomo di blues. Passo la notte a scrivere le Avventure di Aramis, a sgironzolare per il cortile, a farmi un thè caldo. Mi metto in cuffia, Heavy Weather dei Wheater Report sembra darmi un po’ di pace …ma, ehi, chi è che sta scrivendo, Tim Tirelli o Aramis?

 

Torno a letto, cerco di pensare a faccenduole positive, a certi miei colleghi che passano da “Tim sei tu il numero 1” (Giuse), a “Buongiorno Ittod”(Simosca) oppure a “Ora devo per forza farmi il taglio alla Correa per ricostruire la coppia neroazzurra” (FraTucu … ironizzando sul fatto che recentemente sembra che la mia somiglianza con Inzaghi Simone sia un dato di fatto).

La domenica arriva pallida e senza fiato, giusto un salto al ristorante, una ebrezza leggera soffia sospinta dai 65cl di una Sapporo e da due dita di Rum 1888.

Arriva la tarda sera, prima di coricarmi metto sull’impianto hifi uno dei miei dischi obliqui preferiti. Parto dal settimo ed ultimo pezzo. Dopo poco la groupie mi fa “Cos’è, Palm Beach?”

“Palm Beach?” le faccio “Non sai più nemmeno come si intitola? E’ come se io chiamassi Tormato che so Portato! Love Beach, per dio, Love Beach”!

 

Lo rimetto su al mattino mentre mi preparo per il lavoro …

… il tempo si fa freschinotto, qualche ora di sole, poi uno sguazzarotto (una piovuta improvvisa), poi di nuovo il sole che va e che viene da e tra le nuvole.

E’ settembre inoltrato, e il primo passo verso l’avtunno è passare dalle infradito alle Adilette.

Adilette – foto TT

FILM : Bac NordTTT¾

BAC Nord (The Stronghold) di Cédric Jimenez (2020 Francia – Netflix) Film poliziesco girato a Marsiglia, tratto da una storia vera. Consigliato

CAGACAZZITE ALLA COOP: 

Rimprovero un poveraccio perché con le mani senza guanto tocca tutti i kiwi nel reparto frutta per saggiarne la consistenza: “Guardi che deve usare un guanto, non può toccarli tutti a mani nude! Scusi sa, ma come direbbe Riff a gh’è dal regoli, ci sono delle regole!”. L’uomo trasale (ha tra i 55 e i 65 anni, forse meno, forse di più … sembra sconfitto dalla vita), e con lo sguardo fisso verso il basso va a prendersi un guanto. Mi sento una merda, avrei dovuto riprendere l’addetta della Coop che passa proprio in quel momento e non dà le giuste dritte al povero malcapitato; chi mi credo di essere, l’ufficiale addetto al bon ton? Ma è più forte di me, in cosa mi sto trasformando, in un vecchio brontolone?

IL REGGIANO DEL FARO

Già, sto diventando vecchio? Sto mutando in un rompicoglioni? Sono affetto dalla misantropia? O è solo voglia di rispetto per il bene comune e per il vivere insieme? E se lo è, allora perché cado nel vecchio e logoro luogo comune dove mi vorrei guardiano del faro? Un isoletta, una lingua di terra tutta mia dove assaporare la nebbia, al tepore di un maglione a collo alto, di libri e LP selezionati, di un paio di gatti e ogni tanto gettare lo sguardo là, oltre il mare infinito.

Tutto bello, a patto che ci sia la fibra ultraveloce e il collegamento TV satellitare per poter guardare le partite dell’Inter, e con la possibilità di farmi arrivare gli ordini Adidas.

JUKKA TOLONEN

Meno male che c’è il grandissimo Jukka a districarmi dai rovi in cui sono impigliato, la sua musica eccellente è una panacea per il mio animo.

THE EQUINOX

E’ il 22 settembre 2021, alle 21,20 scatterà l’equinozio d’autunno ovvero quel momento della rivoluzione terrestre intorno al Sole in cui quest’ultimo si trova allo zenit dell’equatore, evento importante per questa piccola, bislacca e speciale comunità. E allora alziamo i calici e festeggiamo tutti insieme, come tanti piccoli pianeti che girano intorno ad un sole blu(es). Buon Equinozio e buon autunno, Tyrellians.

Diagram of the Tyrellian system, with habitable moons shown. 

 

 

Mare e Mahavishnu (Pino Marittimo Blues)

17 Set

Quando vedo i pini marittimi mi si illumina l’animo, non ne conosco il motivo, forse un riflesso che mi arriva dall’infanzia e dalle spensierate vacanze al mare passate sulla riviera adriatica, resta il fatto che quegli alberi sono una panacea per la mia irrequietezza. Se sono a Roma poi e mi soffermo ad osservare il Pinus maritima immerso nel colore magico di quella città vado letteralmente in sollucchero. Arrivare in Romagna è dunque sempre un motivo di contentezza, non fosse altro che per quei magnifici pini.

Pino Marittimno

Oltre a questa dolce ossessione ho scoperto di averne un’altra, ed è l’ascoltare quasi esclusivamente la Mahavishnu Orchestra quando sono in vacanza. Non so come mai ma a questo punto è una condizione obbligata, mi metto sul lettino, scruto l’orizzonte, seguo con lo sguardo i disegni tracciati dalle bianche vele in alto mare mentre in cuffia il mio lettore lossless spara la Mahavishnu, quest’anno l’album del 1975 Visions Of The Emerald Beyond.

E dire che non sono uno di quelli che ascoltano solo musiche articolate e difficilotte, eppure la Mahavishnu di John McLaughlin è ormai diventata un bisogno, una esigenza e spirituale e fisica. E’ vero, sono cambiato, e questo già da molti anni, fatico ad ascoltare gruppi anche di nome che hanno gamme espressive e compositive ridotte o che mettono in scena arrangiamenti e soluzioni musicali mediocri, ma da qui ad intripparmi col Jazz Rock … d’altra parte è stata una (piccola) componente sempre presente in me e col passare degli anni deve aver recuperato terreno e rubato spazio ad altro, fatto sta che la Mahavishnu al mare per me è un imperativo. E se non è la Mahavishnu è roba tipo questa …

I sei giorni al mare si dipanano secondo copioni già scritti, ma comunque sempre piacevolissimi …

la tappa obbligata alla colonia del terrore (come la chiamiamo io e la groupie), la colonia dell’Agip di cui abbiamo parlato diffusamente su questo blog in passato, di notte fa sempre raccapriccio

La Colonia Agip di Cesenatico

La Colonia Del Terrore – foto TT

e mi ci vuole un bel drink per riprendermi.

TT in Romagna - settembre 2021

TT in Romagna – settembre 2021

Alla fine dei pranzetti che ci concediamo all’ombra dei pergolati dei ristobar sulla spiaggia, quest’anno mi godo i Fruttini, ghiaccioli squisiti.

Come sempre gironzolando per le località balneari vicine all’Hotel, mi soffermo su dettagli blues, come l’insegna  accesa parzialmente di un hotel, o su creazioni piuttosto kitsch

Una mattina scendo in spiaggia prima di colazione, sono più o meno le 7. Cammino sulla riva del mare e penso a te.

Early In The Morning - Romagna settembre 2021 - foto TT

Early In The Morning – Greendale, Romagna settembre 2021 – foto TT

Non può mancare la birra gelata, sorseggiata mentre monitoro l’assolato landscape marino.

Beer On The Beach - Romagna 2021 - Foto TT

Beer On The Beach – Romagna 2021 – Foto TT

Solita capatina a Tavullia, dove la Speed Queen che è con me torna a sentirsi a casa, con tradizionale pizza da Rossi insieme alla Floro Bisello Wakeman Experience.

Ritorno in spiaggia early in the morning, stavolta è l’alba, l’aria fresca, la bassa marea, l’acqua fredda del mare, il sole che nasce e lo spirito dell’uomo di blues che sono in piena libertà … frammenti del passato tornano in superficie, tra i riflessi argentati del sole sulle increspature della bassa marea mi rivedo con Mother Mary in una mattina di settembre di qualche decennio fa e la sento dire “Stefano, respira lo iodio che fa bene“. Fu lei ad abituarmi a queste passeggiate di prima mattina, credo fossi nella fase della prima adolescenza, e io e lei in spiaggia a valutare i giorni nascenti dell’estate inoltrata è uno dei ricordi più teneri che ho.

TIM & Mother Mary – Lido di Pomposa anni settanta

In quest’alba fresca cammino immerso nei miei pensieri, sento le tossine lasciare il mio corpo mentre le adidas macinano km sulla fredda sabbia bagnata. Incrocio una giovane (almeno per me) donna tutta sola, deve avere 40 anni, pantaloni da joggin’, maglietta che si intravede sotto la felpa; sembra sicura di sé, è decisamente una tipa sportiva, pare anch’ella meditabonda nell’osservare il mare. Ha lo stesso sguardo della donna di cui cantano i Rolling in FAR AWAY EYES, dunque per me irresistibile.

Sono quasi portato a dirle “Buongiorno beautiful girl, come va? Scappiamo insieme?”

Ma non sono un cantante, non ho quell’approccio, sono un misero chitarrista rock, un uomo di blues destinato a cercare se stesso dentro al riflesso del sole sull’acqua. Lascio la spiaggia, torno verso l’hotel, mentre lo faccio mi imbatto in un uomo sui settant’anni che ha appena lasciato l’edicola all’angolo, guardo che quotidiano ha acquistato … “Libero” …. sacramento e torno in quell’immondezzaio che è il mondo reale.

La passeggiata fino alla Colonia dell’Agip by day è d’obbligo, l’effetto DDR garantito.

La Colonia dell'agip - Caesenatensis, Settembre 2021, foto TT

La Colonia dell’Agip – Caesenatensis, Settembre 2021, foto TT

L’AD della azienda per cui lavoro è a nemmeno 20 km di distanza, ci invita a mangiare il pesce in un ristorante di livello, io, lui e le nostre groupie. Io mi presento con una delle mie camice frufru (come direbbe Saura), gilet, foulard … divisa d’ordinanza dell’uomo di blues, lui col Chiodo. Oltre ad annoiarlo con le mie insignificanti storielle, i discorsi che facciamo vertono spesso sui Led Zeppelin, Jimmy Page e il rock in generale. E capisco una volta di più gli amici (e la stessa Saura) quando mi dicono a tal proposito “va mo’ là che hai una bella fortuna”.

Mi vedo anche col nostro Bodhràn, il mio tosco-romano amico anche lui – stranamente – in vacanza da queste parti; una seratina a quattro sul porto canale di Ziznàtic, location che ogni volta vira verso la meraviglia. Da quanto sono in contatto col mio amico post hippie? Trenta, trentacinque anni? Di cose di cui parlare ne abbiamo un bel po’.

Tim sulla destra con le Adidas.

Il tormentone di quest’anno è relativo ad una domanda che un negoziante di etnia incerta (forse cingalese) pone a Saura una sera; intenta a cercare un nuovo bikini che le piaccia, si ferma a valutarne i modelli messi in mostra fuori dal negozio. Essendo la donna che è preferisce fogge lineari, senza fronzoli. Il tipo del negozio vuole aiutarla nella ricerca ed è uno spasso vederlo intento a capire – in una lingua non sua – che tipo di costume vorrebbe la sua potenziale cliente. Lo vedo cercare nei diversi stand in cui i costumi sono appesi e interagire con Saura. Va da lei con un costume nuovo ogni minuto e le chiede – con accento affrettato e affettato – “Questo modello?”. Non è carino sorridere dell’inflessione bislacca di uno straniero, ma la cosa è molto divertente. Questo modello? diventa dunque il tormentone di questa fine estate per me e Saura. 

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Al mare la mia fede si si riflette nei costumi, negli occhiali e nei pensieri che elaboro, già, penso spesso alla beneamata, mi interrogo su che tipo di annata sarà, e rimango sospeso tra speranze, consapevolezze e timore per l’ignoto.

Shades - Romagna settembre 2021 - foto TT

Shades – Romagna settembre 2021 – foto TT

Cammino di prima mattina sul lungomare, direzione edicola. Compro lo speciale estivo di Zagor (che Saura troverà “imbarazzante” e io “entusiasmante”)

 

Zagor estate 2021

Sento una turista straniera chiedere – esprimendosi in un idioma inventato – dove può acquistare delle sigarette, allorché l’edicolante risponde con padronanza della lingua inglese perfetta: “Tabacchi … Tabac …”.

Tabaccheria

Poteva mancare la puntata al kartodromo Happy Valley? No di certo. Poteva Saura – dopo 12 mesi esatti che non saliva su un Kart – permettere a qualcuno di batterla? No di certo. E infatti il piccolo bolide n.48 da lei guidato è al primo posto della classifica finale.

L’Adriatico di queste latitudini secondo me ha una nomea che non merita. Naturalmente non può competere con certi mari, ma la qualità dell’acqua in una area così urbanizzata è da considerarsi più che buona, lo conferma anche Goletta Verde nel bollettino estate 2021.

Goletta Verde tabella 21021

Ci sono giorni in cui la limpidezza è totale e bagnarsi in quelle acque è una meraviglia

Ci concediamo un pranzo come si deve in un buon ristorante della zona, certe prelibatezze sono una delle piccole gioie della vita.

Piccole gioie della vita, Greendale, Romagna, Settembre 2021 - foto TT

Piccole gioie della vita, Greendale, Romagna, Settembre 2021 – foto TT

Sei giorni passano in fretta, il venerdì lo dedico alla contemplazione di questo mare e di questi luoghi famigliari e di come un’altra mini vacanza volga al termine. Scruto il mare dalla cresta bionda di Saura …

Greendale, Romagna, Settembre 2021 - foto TT

Greendale, Romagna, Settembre 2021 – foto TT

Meditabondo mi godo questi ultimi spiccioli di mare … perchè tanto lo so che castles made of sand
fall in the sea eventually

Greendale, Romagna, Settembre 2021 - foto TT

Meditabondo Blues, TT in Greendale, Romagna, Settembre 2021 – foto TT

Castles Made of Sands, Greendale, Romagna, Settembre 2021 - foto TT

Castles Made of Sands, Greendale, Romagna, Settembre 2021 – foto TT

In Hotel una signora mi chiede:

“Scusi, ma lei è quello della televisione?”

La guardo allibito col mio solito ghigno …

“No perché lei mi sembra l’allenatore dell’Inter” mi dice ridendo.

Sarà stata la felpa dell’Inter che indosso o il taglio di capelli in qualche modo simile, ma non posso che risponderle

“No signora, purtroppo no, magari lo fossi, magari lo fossi …” allenare la mia squadra del cuore, ah sarebbe una faccenda cosmica per me:

“Ivan, dio pòver, a t’ho det ed fer acsè …ti ho detto di far così!”,

“Tucu bisogna che poi fai goal!”,

“Brozo, se ti fai un altro tatuaggio at ‘mas, ti ammazzo!”,

Arturo, le birre le devo bere io non te, diomadàna, dio d’una madonna!”,

“Chala, qui non siamo al Milan, bisàgna et zog ben …bisogna che giochi bene”,

“Piero, mi devi compri un portiere, se vuoi i soldi te li do io…”,

“E statemi bene a sentire tutti, d’ora in poi nello spogliatoio prima delle partite si ascoltano solo i Led Zeppelin, a manetta!!!”

Saura guarda divertita, poi mi abbassa la mascherina e dice: ” Ma sai che quasi quasi la signora ha ragione …”

Simone Inzaghi

Inzaghi Tim

L’ultima sera la passiamo a Doe (Cervia insomma), affollata, un po’ caotica, ma bella. Ci spariamo uno di quei gelati che fanno girare la testa e diciamo arrivederci al mare, alle vacanze, ai giorni belli.

Cervia, Romagna, Settembre 2021 - foto TT

Doe, Romagna, Settembre 2021 – foto TT

L’indomani, rincasato, alla Coop per le solite provviste settimanali, capisco che ho bisogno di droga per affrontare la fine delle vacanze e il conseguente ritorno al lavoro e allora ecco che la trovo nello scaffale delle caramelle, con Saura che mi dice “T’è propria un putén …se proprio un bambino”.

E va beh, torniamo in pista, let’s work, kill poverty.

PS: “Questo modello?”

Muschi e licheni (schoolboy blues)

12 Set

Settembre, mese in cui riaprono le scuole, non che me importi una cippa ma quest’anno mi sale un rigurgito blues relativo alle elementari. Chissà come mai. Ieri poi, tornato a Regium Lepidi dopo una settimanina di ferie, vado in  direzione Coop per fare provviste. Il reparto scuola è affollatissimo, genitori accompagnati da bambini che lottano per accaparrarsi zaini, astucci, quaderni, pennarelli, etc etc, tanto che la speaker della Coop deve intervenire annunciando dagli altoparlanti dell’Ipermercato di non accalcarsi e che solo un componente per famiglia può sostare nelle file tra gli scaffali dedicati. Guardo nello specchietto retrovisore e vedo – laggiù negli anni sessanta – mia madre con due bambini per mano prendere la corriera da Nonatown per Mutina, destinazione Standa. Già anche noi in settembre andavamo a comprare tutto il necessario per il nuovo anno scolastico, ma il mio scopo di quelle capatine alla Standa era salire sulla scala mobile

Mi chiedo cosa mi sia rimasto di quei cinque anni.

Vediamo un po’:

_La netta sensazione che siano stati l’unico periodo di tempo proficuo dedicato all’istruzione scolastica; l’esame di quinta passato brillantemente, la pagella finale con quasi tutti otto. Ricordo che la maestra si complimentò con mia madre, dopo di che il nulla. Non voglio dare colpe ai professori (o forse sì) ma alle medie e alle superiori noia assoluta e completo disinteresse. Qualche brivido nelle lezioni di italiano su Italo Svevo, la consapevolezza di non essere un idiota quando – rimandato a settembre in matematica in terza superiore – i miei mi mandarono a lezione da una brava professoressa e per la prima capii (e amai) la matematica. Già, le medie, con il professor Muffoletto, insegnante di matematica uscito dritto dritto da Il Gattopardo. Dopo due anni andò in pensione e prontamente suo figlio prese il suo posto (ah, l’Italia!). E le superiori, con la professoressa di scienze che negava la teoria dell’evoluzione a favore del creazionismo, e il professore di matematica – feroce anticomunista – che prendeva per il culo gli allievi balbuzienti.

Ma torniamo alle elementari …

Italo Svevo

_la rotazione continua di supplenti in prima elementare, i collant di una di queste (e avevo appena sei anni!).

_che prima della P e della B la N diventa M

_una ricerca fatta su Albert Einstein che alla maestra era piaciuta moltissimo (ma mi diede solo 7 perché non credeva fosse farina del mio sacco … e invece lo era completamente).

_muschi e licheni sempre associati, una parola pareva non poter vivere senza l’altra.

Muschi e licheni

_litantrace e antracite sempre associate, anche in questo caso una parola pareva non poter vivere senza l’altra.

_il prof della classe maschile accanto che il lunedì dopo parla con noi bambini della meravigliosa rete in rovesciata di Bonimba (1971 circa)

La rovesciata di Bonimba

_i vecchi banchi a postazione fissa con ancora l’alloggiamento per la boccetta d’inchiostro, il calamaio.

_il refettorio, l’ampio locale con colonne quadre dove si consumavano i pasti.

_le differenziali, classi per bambini con problemi

_le visite con cui a ogni bambino veniva sottoposto ad una ispezione anti pidocchi

-Disegni di campi di grano contenuti nell’abecedario.

_i grembiuli neri e i fiocchi colorati che distinguevano gli alunni per classi.

E ora che sono professore anche io (professore di Blues, naturalmente), e che tengo con una certa regolarità le mie lezioncine alla TT’s School Of Rock, mi chiedo cosa possano pensar di me i miei “alunni”. Meglio non pensarci, va, anche perché a me maestri e professori erano indifferenti, quello che mi interessava realmente era capire se potevo accompagnare a casa la scolaretta che mi piaceva …

Good morning little school girl
Good morning little school girl
Can I go home with
Can I go home with you?

Prospettiva Gramsci

2 Set

Mutina, un giorno qualunque di fine estate. Un bar in una zona obliqua della città, Viale Gramsci. Sul tavolino, al fresco della veranda esterna avvolta nell’ombra prodotta dalle frasche degli alberi, una Brùton bianca.

Guardo il viale nella sua interezza, ne giudico la prospettiva …

vViale Gramsci - Modena

Viale Gramsci – Modena

e chissà perché mi viene in mente il “corso della Neva” di Leningrado, la strada principale di quella città.

Leningrado, Prospettiva Nevski

Rifletto su alcune cose su cui mi è caduto l’occhio negli ultimi giorni:

IL GIORNALISMO MUSICALE OGGI vs ANGIE/SILVER TRAIN by Nick Kent:

Rispunta un trafiletto dal passato tratto da una pagina del 1973 del New Musical Express, rivista britannica, relativo alla recensione molto tranchant di quello che allora era il nuovo singolo dei Rolling Stones. Mi stupisco della cazzimma di Nick Kent e mi dico che era bello quando i giornalisti osavano e non avevano paura di “ritorsioni” da parte dei gruppi.

Qui sul blog abbiamo discusso più volte su Lester Bangs e se fossero opportuni certi suoi giudizi, articoli e recensioni, e sì, lo abbiamo in parte criticato, ma sono sicuro che fosse preferibile quel tipo di giornalismo a quello odierno. Già, oggi il giornalismo musicale (soprattutto italiano) è diventato agiografico. In primis il giornalismo hard & heavy che è ormai privo di qualsivoglia forma critica, ogni disco è un capolavoro, ogni gruppo ha motivo di essere considerato leggendario. Non che gli altri generi abbiano scriba più illuminati. Su due degli ultimi numeri di UNCUT e MOJO (riviste musicali del Regno Unito) la stragrande maggioranza delle recensioni riporta votazioni alte: 4 stelle su 5, o voti che stanno tra l’8 e il 9 su 10. Nell’ultimo MOJO nessuna recensione ha meno di 3 stelle su 5. Su UNCUT nell’ultimo mese c’è una sola insufficienza. Tutti prendono minimo 7, moltissimi 8 e ci saranno 100 recensioni. Ma come capperi è possibile? 

BLOG/ARAMIS: “Complimenti per il blog, lascia perdere però la sequel di …. rodrigo… si intitolava cosi’ ?” 

Mi arriva questo whatsapp a proposito di (almeno credo) “Le Avventure di Aramis Reinhardt”, il tentativo di romanzo che sto pubblicando a episodi su questo blog. Certo, questo spazio è pubblico, chiunque può leggere e dire la sua delle sciocchezzuole che scrivo, ma è anche uno spazio gratuito e, dico io, se uno non è interessato a certe cose può non leggerle e andare oltre, soprattutto se è qualcuno che frequenta il TTB già da tanto tempo e dunque sa quanto importante sia per me pubblicare i miei scritti. Anche perché ho altri lettori che hanno apprezzato.

Una nuova lettrice ad esempio mi scrive:

Buongiorno. Ho letto tutti e 4 i capitoli…. si leggono molto bene…. sono scritti molto bene…. il IV è quello che ho preferito perché si capiscono meglio certe dinamiche, in alcuni degli altri tre è come se tu sapessi già (ovvio che sì) da dove vengono i personaggi e cosa han fatto e cosa faranno nell’economia del tutto (nel piano dell’opera che tu conosci e noi no) e noi dovessimo invece attendere degli spin off, dei capitoli monografici su ognuno di loro che ce ne diano una caratterizzazione più marcata per farci capire – sul serio – con chi interagisce il protagonista, quasi a farceli vedere non solo con i suoi occhi ma con occhi fintamente oggettivi dall’alto…ma onestamente, magari su certi caratteri non ci tornerai affatto: tu solo sai quale è la modalità! Il IV capitolo l’ho trovato completo, interessante, coinvolgente….”

Un altro lettore aggiunge: “coinvolgente, mi è piaciuto anche per i tecnicismi sulla strumentazione e la filosofia dell’atteggiamento rock”

Dunque Le Avventure di Aramis Reinhardt qualcuno le trova se non altro degne di essere lette, quindi continuerò a pubblicarle, a meno che non vi sia una sollevazione popolare nella comunità del blog contro il povero Aramis, nel qual caso chiuderò questo spazio una volta per tutte.

DUSTY HILLS / CHARLIE WATTS: il bassista degli ZZ TOP e il batterista dei ROLLING STONES se ne vanno, tra i tanti commenti scritti (per quanto mi riguarda a sproposito) me ne colpiscono alcuni, entrambi di persone a me care:

(Dusty) Uno dei più grandi musicisti, compositori e cantanti del rock, quando suonava era pesante e solido come un treno merci, la sua musica è stata molto importante per me, che brutta notizia. Onore a te Dusty.

(Charlie) Non ci sono parole per commentare la perdita di questo grande musicista, ha fatto la storia del rock e non solo, semplicemente immenso.

(Charlie) Ciao caro, sei stato uno dei migliori batteristi, e chi dice di no, non capisce un cazzo di rock.

Ora, io capisco l’enfasi del momento, so perfettamente che il Rock non è una scienza esatta e che dunque non è detto che i bravi musicisti sappiano suonare il Rock, ma (Dusty) “ Uno dei più grandi musicisti, compositori e cantanti del rock“? (Charlie) “uno dei migliori batteristi, e chi dice di no, non capisce un cazzo di rock” ?

Insomma che Charlie abbia fatto parte di una delle più grandi rock and roll band i tutti i tempi è vero, che col suo stile un po’ sghembo sia riuscito a trovare la sua dimensione è vero, che sia una figura storica a cui abbiamo voluto bene è vero … ma andrebbe aggiunto che, come altri musicisti che hanno fatto la storia del rock, sia stato anche un pochetto fortunato nel trovarsi nel posto giusto, al momento giusto, con le persone giuste (in questo caso Jagger e Richards). Che poi nel buraccione dei Rolling Stones il suo drumming abbia avuto un senso può anche essere vero.

Non so, forse sono io, forse davvero non so “un cazzo di rock“, ma mi sembra che si stia perdendo un poco la prospettiva.

THE PAPERBACK WRITERIl caso non esiste, ne sono convinta!” verga sula sua bacheca facebook una scrittrice che seguivo, e che ora non seguo più.

THE BEST GUITAR PLAYER OF THE LONG (AND NARROW) WINDING ROAD. L’altra sera, sintonizzati su Sky Arte, ennesimo documentario sui Queen, stavolta a proposito di A Night At The Opera. Guardiamo Brian che spiega la creazione del magnifico assolo di Good Company.

Ad un certo punto la pollastrella dichiara:

“Che bravo Brian May. Io voglio tanto bene a Brian May, è il mio secondo chitarrista preferito …anzi no, il terzo”

Sapendo chi è il primo (The Dark Lord) io le rispondo con una domanda di cui penso di sapere la risposta: “Chi è il secondo, Steve Howe?.”

No, il secondo sei tu.” mi dice con un tono poco scherzoso. Rimango di stucco. Ora, so perfettamente che è una boutade e che se proprio proprio … a lei piace il “senso” che a suo modo di vedere ho e le cose originali (nel senso di mie) che scrivo, ma quella donna è pazza.

WALKING THE DOG IN SHORTS

L’altro giorno, in macchina. Sono le otto del mattino, i gradi sono 17. Mentre percorro le mie solite country roads noto che una giovane donna in braghette corte e maglietta sta portando a passeggio il cagnolino. Ha quel tipo di shorts cortissimi dalla foggia leggermente anni settanta, giusti per coprire il pube e poco più e una maglietta anch’essa assolutamente minimal. Cosce e braccia completamente nude, seno pesante e labbra rosse. La donna, sui vent’anni, è in carne, potrei anche aggiungere piuttosto in carne, eppure porta in giro il suo essere donna e le sue abbondanze con una semplicità e noncuranza disarmante. Il che la fa apparire decisamente sexy.

Ha le cuffiette e mi interrogo circa il tipo di musica che predilige. Accosto, abbasso il finestrino:

“Mi scusi, non vorrei essere indiscreto, ma che musica sta ascoltando”

“Come? E perché le interessa? Comunque sto ascoltando su Spotify una playlist di rap italiano”.

“Ah, okay, Grazie. Era solo per curiosità”.

Riparto, non le degno nemmeno uno sguardo dal retrovisore, ora non mi appare più sexy.

◊ ◊ ◊

Dopo aver bevuto un’altra blanche, decido che quello che ho in testa è tutta spazzatura, così clicco il tasto destro del mouse virtuale del mio corpicino, seleziono Elimina e getto tutto nel cestino. 

Il drowse della settimana prima di ferragosto

14 Ago

Venerdì, ultimo giorno feriale prima di ferragosto … il cielo tra il velato e il nuvoloso, 26 gradi di prima mattina, tutto che rallenta, le fabbriche chiuse, gli uffici semideserti, le strade sgombre, sembra di essere in una bolla temporale sospesa a mezz’aria, ed è così da almeno una settimana.

I presenti in azienda si contano sulle dita di una mano, io sono uno di quelli, la piccola vedetta reggiana che imperterrita scruta l’orizzonte. Come ogni mattina percorro i 30 km che separano le due città in cui vivo e in cui lavoro, le due città che sono il simbolo della mia esistenza, una di qua e una al di là del Secchia river, il cuore pulsante dell’Emilia profonda, il dualismo tra demonio e santità, tra un lontano passato ancora tangibile e un futuro ipertecnologico che è già realtà.

cielo nuvoloso a ferragosto

Lungo il tragitto in località l’Osteriola noto asciugamani con raffigurati cani da caccia messi ad asciugare sull’aia di una vecchia casa di campagna, osservo poi un salice che si sta seccando a bordo di uno dei tanti fossi delle nostre campagne, il tutto mentre lentamente sorpasso un trattore che traina un carro pieno di pomodori. I girasoli nei campi sono ormai pronti per essere raccolti, hanno il capo reclinato verso il basso e il marrone scuro è ormai diventato il colore dominante.

A Campogalliano un camion, in attesa di essere scaricato, attende il suo turno, l’autista è sdraiato sul sedile di guida e ha i piedi appoggiati sul finestrino completamente abbassato.

Veleggio in modalità blues on, una leggera depression mi scolora l’animo meditabondo che mi ritrovo, l’umore vira verso il blu grigiastro mentre soppeso il nonsense dell’esistenza.

Dalla chiavetta Ivan Graziani mi toglie dall’impasse perché in fondo meglio una grassa contadina a un’esaurita come te perché il suo regno è la cucina, mi tratterebbe come un re, non sai tirare neanche il collo a un vecchio pollo come me amore mio, amore shame, shame, shame shame non puoi, cucinare tu non sai. 

La chiavetta ci mette poi il carico da 11 quando passa Little Village di Rice Miller (va beh, Sonny Boy Williamson II) e i suoi 11 minuti veraci, dove tra le varie take del brano sono inseriti gli irresistibili e schietti scambi tra Leonard Chess (il discografico) e Williamson, appunto. E’ tutto un fiorire di “Motherfucker” e “Goddamnit”. Sono queste cosucce che mi sistemano l’esistenza.

Se poi arrivano pure i miei amati Free, ecco che mi sento come un assetato geranio dimenticato sul balcone a cui una buona anima ha dato acqua in abbondanza.

La chiavetta insiste, è decisa a rendermi la giornata migliore, ladies and chesterfields welcome in Bad Company.

Si chiude con il boogie woogie che preferisco in assoluto

Ivan, Sonny Boy, Free, Bad Co, Led Zep e le solite e insopportabili paturnie cosmiche vanno sfumando verso l’orizzonte. Che portento la musica Rock, il blues e la musica italiana di un certo tipo.

Buon ferragosto donne e uomini di blues che seguite questo blog…let the sun beat down upon our faces
and stars fill our dreams.

 

 

 

 

 

La domanda “ma sei un musicista?” and other assorted blues songs (Lukaku, Valentino, Keith e questo cavolo di porca vita)

8 Ago

Non riesco nemmeno a terminare la prima call del mattino (non ci credo che pure sono finito nel buraccione delle call)  che il fornitore con cui ho appuntamento si presenta. Dopo i primi convenevoli passiamo al tu, ma la cosa rimane giustamente un minimo formale, ho parecchie faccende da sbrigare e non vorrei dilungarmi. In modo schietto gli spiego meglio il perché del nostro incontro e le nostre esigenze. Lo accompagno in un veloce giro esplorativo dell’azienda, gli chiedo consigli, pareri, punti di vista. Terminato il giro gli offro un caffè nell’ampia e ultramoderna cucina aziendale.

“Però!” mi dice. The Kitchen fa sempre un certo effetto.

Sorseggia il caffè e poi mi chiede di botto: “ma … sei un musicista?”.

La domanda mi sorprende. Sono vestito in modo più sobrio del solito, non ho una delle mie solite (e famose qui in azienda) camicie fru fru (come direbbe la pollastrella), certo una camicia color violetto con pallini bianchi non è roba da commercialisti, saranno i capelli un po’ lunghi o forse quello che frega è il foulard. Già, questo accessorio che ormai fa parte di me da quando avevo vent’anni, vezzo acuitosi avendo come riferimento il Dark Lord, anch’egli gran appassionato di questi fazzoletti, di seta o d’altro tessuto, da collo (per uomo o per donna).

E dire che ho usato la mia personalità ufficiale (Stefano, yes I am) ed evitato qualsiasi argomento esterno al lavoro. 

Ma questa cosa è capitata e capita piuttosto spesso, gente sconosciuta che non sa nulla di me che mi chiede se sono un musicista (e adesso mi torna in mente che mio zio Onillo – fratello di Mother Mary – mi chiamava poeta).

Io credo sia la mia faccia blues, ma ad ogni modo fa ovviamente piacere pensare che la gente mi veda così, sebbene i musicisti siano troppo sopravvalutati, e poi io non so nemmeno se lo sono, ma meglio non stare troppo a sottilizzare e sorridere di questa misera aurea che sembro avere.

LUKAKU ADDIO

Io questa cosa non riesco a mandarla giù. Stavo iniziando a riprendermi dall’abbandono di Conte e dalla vendita di Hakimi (e da quello successo al Principe di Danimarca), leggevo di possibili buoni acquisti (Nandex e Dumfries) e quindi obtorto collo mi ero già messo in riga per il prossimo campionato, ma questa notizia come si fa a digerirla?

Come faccio a mantenere l’abbonamento a DAZN (per la Serie A) e a SKY (per la Champions) se l’Inter si ridimensiona così, se Suning conferma la debacle che tutti temevano ma che non ci saremmo mai aspettati? C’è chi ci consiglia di essere realisti, che la situazione è cambiata, che la crisi del calcio è profonda, che dobbiamo adeguarci … beh, io non ci riesco, dopo essere tornati nel posto che ci spetta un downgrade del genere non è accettabile, Suning non può continuare a comportarsi così, non mi farebbe piacere finire in mano ad un fondo americano, a sauditi o realtà del genere ma la proprietà deve vendere senza pretendere cifre che oggi non sono ipotizzabili. Come dice il mio amico Francesco Losurdo “noi siamo pronti ad invadere Pechino”. Cazzo!

Ma come potrò fare senza Big Rom, senza il mio Lukakone, senza quest’uomo che pareva cervello e anima ed essere ultra felice di essere diventato Re di Milano. Perché il tifoso dell’Inter deve essere condannato a sofferenze e drammi esistenziali simili?

Oggi sulla Gazza Andrea di Caro conclude il suo pezzo così:

L’Inter che sta passando velocemente dalla gloria al ridimensionamento, non è solo di chi l’ha comprata e di chi la gestisce. Ma un patrimonio del calcio italiano e dei suoi tifosi. Non va mai dimenticato.

Già, non va dimenticato, quindi mi si permetta perlomeno di chiudermi nella mia cameretta a piangere.

Tu quoque, Romelu, fili mi!

 

SUL VALE DEL TRAMONTO

Valentino Rossi annuncia il ritiro alla fine di questo Motomondiale, ed è giusto così; forse avrebbe potuto farlo prima, ma per fuoriclasse del genere non sono decisioni facili né uscite agevoli. Il mio interesse per le moto (da Cross) svanì intorno ai 16 anni, quando il Rock irruppe definitivamente nella mia vita, ma ho seguito Vale per tutta la sua carriera e avendo poi incontrato la pollastrella (fan scatenata di The Doctor) l’interesse per Rossi si è fatto più intenso. E’ stato il più grande, no doubt about it, quindi nel mio piccolo, su questo blog miserello, gli rendo onore.

WE SALUTE YOU VALENTINO!

KEITH RICHARDS BLUES

Scambio di messaggio whattsapp di un sabato mattina qualunque:

[08:34, 7/8/2021] Polbi Cell: Stones in tour senza Charlie Watss ….mah. Toglietemi anche le minime certezze che mi restano, ecco.
[11:09, 7/8/2021] Tim Tirelli: Io e Picca abbiamo fatto la stessa considerazione… poi avessero scelto che so Mick Fkeetwood , Aynsley Dunbar o simili, no, Steve Jordan … ma porca zozza…
[11:47, 7/8/2021] Polbi Cell: Scelta di Keith ne sono sicuro
[11:48, 7/8/2021] Tim Tirelli: Infatti Keith di musica non capisce un cazzo
[12:22, 7/8/2021] Polbi Cell: You made my day! 😂😂😂😂😂😂😂✊✊✊✊✊
[12:29, 7/8/2021] Tim Tirelli: It’s true. Cosa ascolta Keith? Oscuro blues rurale, gli AC/DC meno mainstream, gruppi sconosciuti di reggae giamaicano … di musica (blues a parte) non sa nulla. Poi chissenefrega, lo adoro, però è la verità.
[12:30, 7/8/2021] Polbi Cell: Pezzo sul blog subito

MUTINA BLUES

Nel caldo scriteriato dei primi giorni di agosto cammino per Mutina e l’occhio mi cade sempre su edifici, architetture, e dettagli blues. A volte mi sembra di essere continuamente alla ricerca di luoghi in stato di squallido abbandono …

“Mutina blues” agosto 2021 – foto TT

ESTATE – pubblicità & progresso

PALMIRO got the blues

Quando gli prende il blues finisce per andare a nascondersi nel contenitore dei miei foulard …

Palmiro e miei foulard – Domus Saurea – Luglio 2021 – foto TT

OUTRO

L’estate è in fase post sbocciatura, i petali iniziano a cadere, i vecchi iniziano a dire che dopo ferragosto il tempo comincerà a cambiare ma questa pseudo saggezza dell’Emilia che fu non ha tanto senso al tempo dei cambiamenti climatici. Vedremo un po’ quello che ci riserverà il nulla cosmico onnipotente, nel frattempo noi proveremo a gestire questa porca vita cercando modi per arrivare in altri universi.

 

Tim Tirelli’s School Of Rock – episode 2

31 Lug

A tre settimane di distanza dalla prima ecco che, nell’azienda per cui lavoro da quasi sette mesi, va in scena il secondo episodio della School Of Rock di TT. L’AD questa volta ha voluto quella sui Led Zeppelin. Nonostante sia un argomento che conosco benino, come faccio di solito, mi preparo a dovere, alla fine il file di word dove ho annotato appunti e riflessioni è di 29 pagine! Ovviamente devo condensarlo, ma anche così in 90 minuti di incontro riesco ad arrivare solo a LZ IV, quindi al 1971.

Si erano prenotate 50 persone, quindi oltre l’80% del personale dell’azienda, a cui si sono aggiunti Saura, il nostro Lollo Stevens e la mea domina LC, advisor extraordinaire dell’azienda.

Dico subito che non è stato un incontro che mi ha soddisfatto, non sono riuscito a far salire in cattedra ITTOD, la ciambella insomma non è riuscita col buco, ed è curioso che sia successo con il gruppo a cui sono più legato, ma non è scattata la scintilla che di solito mi aiuta a partire per l’iperspazio.

Tuttavia in molti mi hanno ringraziato e fatto i soliti complimenti, sono tutti molto generosi con me, ma da alcuni commenti ho capito che anche una serata non proprio speciale è riuscita comunque a comunicare suggestioni ed emozioni.

Vedere il sorriso pieno di beatitudine del nostro AD (fan dei LZ anch’egli) una volta che, prima dell’incontro, ha indossato la doppiomanico, mi ha comunque ripagato completamente.

TT – School Of Rock 28-7-2021 – foto Saura T.

Oltre a declamare le mie solite riflessioni a proposito della cosmic energy e degli spiritual graffiti che la musica rock e quella dei LZ in particolare riescono a farci arrivare, ho mostrato ai miei colleghi sul grande schermo aziendale alcuni filmati del nostri gruppo di riferimenti che direi hanno colpito nel segno.

Come sempre ho portato qualche chitarra e un po’ di altra strumentazione, molto interesse hanno suscitato la Doubleneck e il Theremin. Ho suonicchiato qualche frase dell’assolo di I Cant Quit You Baby, di Dazed And Confused e di Heartbreaker, quindi mediante il Theremin ho fatto il verso ai lamenti di blues cosmico che ci arrivano dall’universo, e ho mostrato sulla chitarra a due manici le varie parti di Stairway To Heaven.

Qualche commento arrivatomi nei due giorni successivi lascia intendere che ad ogni modo il messaggio è arrivato (tralascio quelli troppo entusiastici e troppo generosi che mi sono giunti sotto forma di iperbole)

THE ROSESPRING BOY (Jazz lover & musician): Grazie Tim, lezione interessantissima. Si è vista passione autentica e tanto chilometraggio! 

TOMGAL: “Grande serata ieri sera Tim. Oggi in ufficio io e SimSca ci siamo messi a cantare i Led Zeppelin. Volevo anche dirti che ho sistemato il vecchio giradischi di mio padre. Adesso la sera con mia moglie ci prendiamo 10 minuti, mettiamo su un LP e ci ascoltiamo un paio di pezzi. Ed è tutta roba di quest’anno, tutto nato dalle conversazioni che ho avuto con te. Grazie Tim”

Entra un esterno che ha un appuntamento col presidente; dopo gli scambi di rito mi dice: “Ho sentito parlare dei tuoi talk, so che sono una eccellenza e che sei un chitarrista meraviglioso.” Scuoto la testa, non è così, ma il fatto che la Scuola di Rock di Tim Tirelli varchi anche i confini dell’azienda è incredibile.

LITTLEWOODLUKE: “Tim, l’altra sera mi è piaciuto un sacco, è stato elettrizzante, sei un mito, e te lo dice uno che non ascolta musica e proprio per questo mi sono chiesto “ma cosa mi sono perso in questi 25 anni?”.

Che questi bislacchi incontri sul rock stimolino riflessioni nei giovani uomini che ho per colleghi è davvero entusiasmante. GioT mi scrive cosette che mi lasciano a bocca aperta, che si metta a pensare sulla faccenda del rock contenutistico e rock da intrattenimento mi fa impazzire:

” … ho elaborato meglio il concetto dopo la nostra conversazione: per me il rock vero è quello che evoca le immagini mentali/sensoriali della “rivoluzione rock”! E poi chissenefrega se l’etichetta indie non era indie o se il pantalone di pelle era obbligato dal produttore o se chi suona fa concerti da 1929283 persone o 15. Ed è universale perché tutti noi abbiamo questo meccanismo interno di suggestione per immagini, ma non tutte le forme di rock attivano quelle giuste! Il rock è primordiale, cavolo con quella lezione ci hai dato tanto di quel materiale da post elaborare che non è semplice, specialmente se di musica non si capisce molto come me, però ho “vibrato” troppo per non rifletterci!

​… e quale linguaggio più universale della musica per bypassare la parte astratta della mente, quella delle parole, e arrivare direttamente “alla pancia”, là dove stanno le emozioni e le immagini che ci spingono ad essere quello che siamo e a comportarci come ci comportiamo! Il rock è simboli, e i simboli sono il rimando sensoriale delle immagini che abbiamo dentro, delle nostre aspirazioni, frustrazioni, sogni! Il rock giusto ha i simboli giusti per attivare le immagini(–>emozioni) giuste! Ma questo è un piccolo assaggio del delirio che ci aspetta alla prossima birra – laugh – scusa il wall of text ma mi gaso sempre per queste cose.

GioT poi ha voluto il cd del mio gruppo, sul quale mi scrive:

Tim!! Sono due giorni che ho il tuo disco in cuffia e mi fa impazzire. Il mix con il dialetto parla al cuore e le parole sono stupende! Ma poi è bellissimo perché si ascoltano sia concentrandosi e godendosi i testi sia mettendolo in sottofondo e facendo altro! Mi sto segnando alcune frasi che mi colpiscono, sapere che le hai scritte tu è magico. No cazzo ma devi esibirti in full, ora che ho “sentito con mano” davvero capisco che abisso blues tu abbia dentro. È un bell’abisso Tim, è un bell’abisso! – still, an Abisso heart. Me ne vado con “la ragazola ed l’osteriola”.

…Tim veramente sono contentissimo di poter avere queste conversazioni, alzo il calice alle prossime, dobbiamo scavare in profondità di questo universo simbolico! Cazzo e tu sei equipaggiato di una pala emotivo-emozionale grossa come una casa! Grande, complimenti giganti di nuovo!! A prestissimo (a stasera alla peggio! non vedo l’ora!). Tim numero 1!!! Che figata che posso ascoltarle quando voglio.

◊ ◊ ◊

Lasciamo stare i complimenti che il mio geniale collega mi fa (che comunque, è ovvio, fanno tanto piacere, soprattutto quando parla delle mie canzoni), il focus è: ma cosa scatena la musica Rock nella gente che magari ne sa poco ma che, se è pronta e predisposta intellettualmente e fisicamente, poi riceve in cambio una valanga di emozioni? Che meraviglia di musica!