Archivio | Tim’s blues RSS feed for this section

Mentre sul convento calano le prime ombre della sera …

3 Dic Chi è che bussa al mio convento - The Blues Convent - Mutina december 2022 - foto TT

Me ne esco dal convento (sede dell’azienda dove da quasi due anni lavoro) mentre il blues feroce che mi ha attanagliato l’animo durante la giornata sembra dissiparsi. Il velo di crepe nere che ho indossato sin dal primo mattino mi scivola via, il blues resta ovviamente ma la gestione si fa meno complicata. Prima di entrare in macchina mi fermo ad osservare l’antico convento in cui lavoro, l’apparente dicotomia azienda-ipertecnologica / antico-convento-vecchio-quattrocento anni mi ha sempre divertito, e rimirarlo mentre calano le prime ombre della sera mi calma, da domani sarà dicembre e le vecchie mura che ho davanti diventano una sorta di presepe grazie alle finestre ancora accese, lo sguardo poi si perde nell’indaco del cielo, oggi sarebbe il compleanno del vecchio Brian, chissà se la scintilla di energia che lo rappresenta è ancora in giro qui sopra di me.

Chi è che bussa al mio convento - The Blues Convent - Mutina december 2022 - foto TT

Chi è che bussa al mio convento – The Blues Convent – Mutina december 2022 – foto TT

Entro in macchina, esco dal portone, solita gincana per uscire dal centro cittadino, mi immetto nelle arterie che portano fuori città, metto il pilota automatico; faccio mente locale sugli impegni di dicembre: il 7 a cena con Mario e un paio di groupie, il 9 a cena con Gio & The Little Houses Company, il 13 a cena col Fontanarosa Boy e Mr Chong (due amici ed ex colleghi usciti di recente dal convento), il 20 cena con la Blues Unit (la business unit aziendale di cui faccio parte) e infine il 23 sinodo del solstizio d’inverno con i confratelli, gli Illuminati del Blues insomma. C’è altro? Come siamo messi con i regali da fare in occasione dei festeggiamenti del Sol Invictus mi chiedo? Che domanda è, dico a me stesso, sono già a posto con tutto. Non sono uno che si riduce all’ultimo, al bisogno sono autodisciplinato, concreto e organizzatissimo, a tal punto che a volte mi faccio paura, a questo proposito penso ad una cara ex collega (di altra azienda) ed amica (madre di tre figli) che è solita andare col marito a comprare i regali di natale il 23 dicembre la sera dopo il lavoro. Terrore e raccapriccio.

Passata la grande rotonda per Castrum Carpi e quindi il paese di Campus Gallianus mi inoltro nelle campagne di Regium Lepidi dove vivo da più di un decennio. La sera è fredda e scura, affronto circonvallazioni, tangenziali che corrono parallele all’alta velocità e alla selva nera e minacciosa che scorgo oltre il finestrino. Sarebbe bello tornare nella blues cabin in cui vivo, trovare la stufa accesa e nel letto qualche mia amica che qualche ferita disinfetterà.

SERIE TV:

_1899 (2022 Germania) – Netflix – TT½

Non che ci si capisca tanto, gli autori (gli stessi di Dark) amano mischiare le carte e le dimensioni anche a rischio di non raccapezzarsi più. Giunto alla sesta puntata sono rimasto attaccato alla serie quasi unicamente per scoprire la canzone inserita nei minuti finali. Nella 1a puntata c’è White Rabbit (Jefferson Airplain), nelle seguenti Child In Time (Deep Purple), Killing Moon (Echo And the Bunnymen), Don’t Fear The Reaper (BOC), The Wizard (Black Sabbath). All Along The Watchtower (Jimi Hendrix Experience).

1899 comunque è deludente e si risolve nello stesso modo della serie TV Life On Mars, utilizzando addirittura un altro brano di Bowie (Starman) come chiusura. E’ scritta a tavolino e si vede.

_The Last Kingdom (2015-2022 UK) – TTT¾

Quando guardo questo tipo di serie (o anche quelle su balenieri o simili) l’umana con cui vivo passa e dice “sei proprio un uomo”, in effetti sono sceneggiati adatti soprattutto a noi maschi, ma che ci possiamo fare, in fondo alla coscienza abbiamo ancora vibrazioni piuttosto primitive. Ad ogni modo trattasi dei temi contenuti in Immigrant Song dei Led Zeppelin, ovvero l’invasione vichinga (dei danesi dunque) della perfida Albione verso la fine del IX secolo dopo cristo, quando quei territori erano divisi in vari regni. Il tutto preso da diversi libri che trattano l’argomento in questione. Cinque le stagioni per un serie TV niente male.

GUITAR BOOGIE CON LA STREMMY

Per quanto incredibile mi possa sembrare ho ripreso a dare lezioni di chitarra, attività che mai ho amato. L’avevo fatto nel lontano passato quando avevo provato a vivere diversamente e mi ero dato completamente allo scrivere (articoli musicali e canzoni), avevo alcune ragazzine che venivano a lezione da me, la faccenda procedeva benino, ma poi smisi, non mi piaceva proprio. Un mese fa, una mia cara collega (una del Team Tirelli) mi ha chiesto se potevo insegnarle a suonare la chitarra, trattandosi della Stremmy Girl non potevo certo fare lo snob. Essendo la mia nuova alunna donna non convenzionale ho scelto un metodo più obliquo che però sembra funzionale: quattro settimane e la Stremmy woman sa già suonare un pezzo di Battisti, uno di Ivan Graziani, uno di Bob Dylan e Hotel California degli Eagles. Certo, si limita ad “accompagnare” o “strimpellare” come direbbe lei, ma mi sembra sia sulla strada buona. Sta già provando anche il classico giro blues in LA e il riff di Whole Lotta Love… niente male direi.

Guitar Boogie con la Stremmy - foto The Fab One

Uomo di Blues & Stremmy Girl – Guitar Boogie – foto The Fab One

PS: la foto è stata scattata una sera alle 19,15 dal Presidente nonché “founder” (come si dice qui) della azienda in cui lavoriamo. Era talmente felice nel vederci all’opera che ha postato la foto nella chat aziendale con queste parole: “uscire dall’ufficio e vedere che anche a quest’ora c’è del blues e del rock fa bene e dà speranza per il futuro!” E sì, la nostra è un’azienda speciale.

guitar boogie LP

IL NOSTRO MONDO STA CADENDO A PEZZI, POLBINO …

Mi scrive Polbi a proposito della scomparsa di Christine McVie: “Ma quanto mi dispiace….è come se fosse venuta a mancare una vicina di casa, che vedevi passare la salutavi e ti scaldava il cuore.”
Gli rispondo: “Sì. Grande autrice. Il nostro mondo sta cadendo a pezzi Polbino … dobbiamo farcene una ragione.”
Al che lui mi scrive: “Stai toccando un tasto particolarmente dolente. Non riesco a farmene una ragione e sto parlando in senso molto ampio e profondo.”
Ribatto così: “Lo dici a me? Sai quanti cazzo di anni compio tra poco? E oltre a questo, lo vedi come cazzo stanno andando sto cazzo di mondo, di società, di civiltà? Aggiungiamo che il mio Rock non esiste più? Che i mondiali in Qatar sono una vergogna? Meno male che c’è ancora la f**a altrimenti sarebbe finita porca sozza”
Il mio amico stempera il tutto concludendo in questo modo: “Questo ultimo concetto merita attenzione e approfondimenti.” Ma è così, gli uomini di blues di una (in)certa età faticano sempre di più ad adeguarsi al mondo in cui vivono.

Dal punto di vista musicale si soffre moltissimo, perché rischiamo ogni volta di passare per retrogradi, per musicofili con lo sguardo rivolto al passato. Ma non è questo, è che a noi piace la musica fatta come si deve, sincera, articolata, di ampio respiro, schietta, sanguigna, intellettualmente viva … ma quello che c’è in giro oggi in qualunque campo sembra, o almeno “ci” sembra, tutt’altro. Ho amici, grandi amici, che sono giornalisti musicali e che scrivono spesso a proposito di musica in senso lato. Uno di questi continua a criticare chi non è aperto alle novità ed è rivolto al passato. E’ chiaro che parla di gente come noi, ma non possiamo farci nulla, i dischi che lui incensa (in particolar modo quelli del mondo hard & heavy) per noi sono robetta, persino robaccia a volte … dischi prodotti e arrangiati in modo mediocre, con resa sonora discutibile e di frequente con gli alti sparati a manetta o con la batteria registrata in maniera dozzinale e in generale  senza musica di rilievo, senza pezzi particolarmente riusciti …se uno è abituato alla Champions League poi trova difficile accontentarsi di gare della Serie B. Certo, difficile essere oggettivi in questo campo, la soggettività prende di norma il sopravvento, però ci sembra che manchi l’aspetto critico, la distinzione (che per noi è divenuta oramai una ossessione) tra capitoli importanti della musica Rock e della propria vita. Non è possibile che ogni album sia un capolavoro, che ogni artista sia un gigante, che i meno famosi siano tutti sottovalutati … forse occorre iniziare a riflettere sul fatto che magari lo sbandierare a destra e a manca di essere capaci di travalicare ogni genere di musica non è sempre sinonimo di apertura, perché poi si finisce a mangiare anche, che so, la pizza con l’ananas, come fanno quei disperati degli americani.

Un altro invece scrive che ha una certa nostalgia per (l’heavy rock de) gli anni ottanta. Ho provato a riaccostarmi a quel genere, ma niente da fare non ce la faccio. Io semmai ho nostalgia per gli anni settanta, ma ho comunque provato e  risentito cose – per rimanere nel campo mainstream – dei Guns N’ Roses e persino dei Poison, ma non ho trovato nessuna meraviglia, proprio non digerisco più la mancanza di arrangiamenti, la formula consunta di inizio acustico e poi ritornellone con le chitarre distorte che si limitano a pennate vigorose su accordi di 5. Il mio batterista dice che il basso punk di Duff McKagan è stata la geniale trovata che ha reso grandi i G’N’R … beh, pur capendo cosa intende, proprio non sono allineato. Con un John Paul Jones, un John Deacon ma anche solo con un Boz Burrell i G’N’R sarebbero stati molto più “musicali”.

Un dirigente della azienda per cui lavoro spesso si confronta con me su certe tematiche musicale, tempo fa mi citava uno di quei gruppi degli ultimi lustri dediti al prog moderno e mi chiedeva “Che ne pensi Tim? Non sono male”, al che io rispondevo “Non sono male… già, il problema è proprio questo”. Infatti io non intendo accontentarmi di gruppi che “non sono male”, per dio, io ho bisogno di volare. In massima parte credo che sia un problema mio, mi chiedo: sono diventato troppo esigente? Mi sono finalmente tramutato in un cagacaxxo a tutto tondo? Sono snob? Forse è che a questo punto della vita do peso unicamente alla qualità visto che la percezione del limite si fa sempre più delineata e sprecare tempo con sciocchezzuole proprio no? Anche un altro manager dell’ azienda per cui lavoro quando trova due minuti passa da me per un saluto e non perde occasione per toccare l’argomento musica, l’ultima volta è rimasto basito, pensava che Led Zeppelin, Iron Maiden e Def Leppard facessero parte della stessa parrocchia ma davanti al mio solito pippone ha sgranato gli occhi ed è rimasto ad ascoltarmi per diversi minuti mentre smontavo quell’equazione. Ho persino dovuto trattenermi ed evitare di approfondire e di aggiungere che per me nemmeno Led Zeppelin, Deep Purple e Black Sabbath fanno parte della stessa congregazione.

Forse sono semplicemente fuori controllo io, forse è l’età che non mi permette più di soprassedere, di prenderla dolce come diciamo qui in Emilia, e che mi costringe ad avere sempre meno filtri e di soccombere alla schiettezza. Ma c’è anche la possibilità che io stia solamente diventando refrattario all’heavy metal, genere che penso abbia fagocitato il Rock e lo abbia spinto verso direzioni che ormai trovo insopportabili.

L’aspetto musicale del mondo è quindi di primaria importanza per noi uomini di blues, forse è per questo che ci sembra che tutto stia andando a rotoli ma ci sono ovviamente anche tutti gli altri aspetti della vita.

Quando leggiamo che una presidente del consiglio dichiara che “non bisogna disturbare chi produce” ci viene freddo, quando un ministro del governo vorrebbe dare un bonus di 20.000 euro a chi si sposa ma solo a chi lo fa in chiesa, ci si gela il sangue. Quando un mondiale viene organizzato in Qatar, uno stato a cui il football in quanto tale non interessa nulla e 6.500 disperati muoiono costruendo stadi outdoor con l’aria condizionata e che in generale ai lavoratori (tutti stranieri) letteralmente schiavizzati viene trattenuto il passaporto dai datori di lavoro, non si hanno più tante speranze per il futuro.

Aggiungiamo che nel 2022 stiamo ancora a farci le guerre, parliamo ancora di razze, stiamo sfruttando e rovinando il pianeta su cui viviamo, siamo prigionieri di un antropocentrismo pericolosissimo, di un turboliberismo e di un capitalismo senza freni … beh, forse Polbino, il mondo non sta crollando solo per me e per te.

E non è che io sia immune da questo declino, ieri mattina mentre percorrevo in macchina le ultime centinaia di metri che mi separavano dall’azienda, ero alle prese con la solita gincana per le viuzze del centro; ciclisti contromano, pedoni che evitano i marciapiedi e camminano in mezzo alla strada … un giovane uomo attraversa la via (in assenza di strisce pedonali che sono 20 vetri più in là) senza controllare se stia arrivando un veicolo … mi fermo in tempo ed evito di investirlo, si accorge di me che è già in mezzo alla strada, mi guarda con noncuranza, quasi con fastidio, ed io non mi tiro indietro, abbasso il finestrino e gli smollo un “sì, ma bisogna che guardi dove vai, coglione!. Ecco, che bisogno c’erdi aggiungere “coglione”? Non bastava chiedergli di fare attenzione? No, ho dovuto calcare la mano. Già mentre pronunciavo quell’epiteto non mi sentivo fiero, e adesso lo sono ancora meno. Sono io il coglione, altroché.

Il fatto è che avremmo bisogno di amore, di darlo e di riceverlo.

Torta di limone (late november blues)

20 Nov

Un venerdì mattina qualunque di un novembre qualunque, ore 7. I gatti sono già a posto, ho già fatto la doccia e mi appresto a fare colazione. Davanti a me ho il caffè, la frutta e una fetta di una torta al limone che mi ha portato la mia vicina Anna. Viviamo nella stessa stradina lunga e tortuosa, due chilometri di una via chiusa che segue le aspre curve dei fossi frequentata in pratica solo dai residenti e da chi vuole fare passeggiate a piedi tra la campagna proletaria di Borgo Massenzio. C’è burrasca lì fuori, vento e pioggia … era ora.

La Domus si prepara all’inverno,

Domus Saurea november 2022- foto TT

Domus Saurea november rain 2022- foto TT

e io inconsapevolmente mi adeguo. Benché sia probabilmente la mia stagione preferita (o meglio, dicembre è il mio mese preferito) e dunque una sorta di comfort zone essendo nato nel solstizio d’inverno, al momento mi sento comunque nervoso e con l’animo in subbuglio; magari la felice malinconia che in paio di settimane dovrebbe arrivare attenuerà tutto, ma per adesso devo cercare di mantenermi saldo e di non sbroccare, stato d’animo a cui sono sempre più spesso prossimo.

Mi metto in macchina, percorro le solite campagne, le solite frazioni, i soliti paesi, fin quando non arrivo in una delle mie due città e mi immetto nel traffico cittadino. Lambisco il centro storico, passo per Via Cavour, davanti al Liceo Statale San Carlo osservo la bandiera europea posta – insieme a quella italiana – sul portone d’ingresso: è consunta, sfilacciata, strappata … giusta rappresentazione dei tempi. Guardatemi qui, europeista convinto sino all’altro ieri ora assai critico verso il pezzo di Pangea su cui vivo. Non sarebbe buffo se i continenti non tornassero ad essere ammassati gli uni sugli altri magari circondati da un unico oceano, il Pantalassa (sì certo, ve ne era un secondo chiamato Tetide ma non facciamo i pignoli)? Otto miliardi di persone costrette a mescolarsi, a sopportarsi, a trovare stratagemmi per vivere insieme…ah ah ah.

Pangea

E va bene, sono già in ufficio, tuffiamoci nella prima call, tanto in men che non si dica verrà sera e dunque il tanto agognato weekend. E allora dai, si parte, chiamami …

call me - uomo di blues nov 2022

call me – uomo di blues nov 2022

PS: l’unica contrindicazione è che a furia di aspettare i fine settimana poi in una battibaleno ti ritrovi uomo di un (in)certa età e ti chiedi: ma come caxxo è potuto succedere?

L’UOMO CHE REGALAVA BISCOTTI

C’è un uomo, un collega, un manager che ama regalare (libri) e biscotti. Ha sempre un pensiero gentile per noi. I biscotti che ci regala sono una prelibatezza e a volte mi chiedo: ma chi glielo fa fare? Naturalmente è un individuo che vive le discipline umanistiche, e nella vita professionale e in quella personale. Recentemente ho indagato sull’antico forno presso cui si rifornisce, una bottega della nostra pianura sita verso le colline distante dalla città dove lavoriamo e dalle low lands verso il MississipPo dove egli vive. Ora, quest’uomo, questo manager sempre molto preso dal lavoro,  spesso in giro in altre regioni, trova il tempo per andare in una lontana e oscura bottega a comprare biscotti artigianali. Queste per me sono le meraviglie della vita.

TORTELLINI O CAPPELLETTI?

In pausa pranzo, in una antica osteria del centro di Mutina che dà su Piazza Roma. Siamo qui perché è entrata una nuova collega che farà parte della nostra business unit e dunque ci concediamo – per festeggiare – un pranzo come si deve. Scegliamo i tortellini in brodo, scelta banale per degli emiliani, ma oggi va così. Il fatto è che i tortellini che ci portano sono squisiti, davvero buonissimi, rimango colpito. Sono ormai 13 anni che io di solito mangio cappelletti (la variante di Reggio Emilia di cui tutti reggiani sono orgogliosissimi e gelosissimi) e in verità li ho mangiati sino a che Mother Mary non mi ha lasciato, ma forse per la prima volta devo ammettere che preferisco i tortellini. Lo scrivo con l’inchiostro simpatico in modo che tra poco le parole scompariranno cosicché l’umana che vive con me (reggiana doc e dop) e tutti quelli che hanno una forte reggianità non mi espellano dall’inner circle del Reggio Emila State Of Mind. Che abbiano pietà me e, in caso, si ricordino che, benché nato a Nonatown, per stirpe e sangue sono un reggiano doc anche io.

Tortellini - Osteria da Rossi - Mutina tardo ottobre 2022 - foto TT

SERIE TV

_The Watcher (USA 2022) – TT½

Ho guardato questa serie di successo su consiglio del nostro LucaTod, stranamente però non mi ha preso. Stranamente perché con Luca di solito sono sintonizzatissimo. La produzione è una di quelle da serie importante, è stata guardata da molti abbonati di Netflix tanto da diventare la più vista in Italia per parecchie settimane. Che devo dire, pur essendo una storia vera, non mi ha coinvolto. Il finale rimane aperto.

Basata su una scioccante storia vera, la miniserie The Watcher, creata per Netflix dal duo dietro Dahmer e Ratched Ryan Murphy e Ian Brennan, segue i coniugi Dean e Nora Brannock (Bobby Cannavale e Naomi Watts) trasferirsi nell’idilliaca zona residenziale di Westfield, nel New Jersey, dopo aver acquistato la casa dei loro sogni. Tuttavia, scoprono presto di aver investito tutti i loro risparmi per una nuova vita in un quartiere che non è affatto accogliente.
Ci sono ad esempio una donna anziana e stravagante di nome Pearl (Mia Farrow, Rosemary’s Baby) e suo fratello Jasper (Terry Kinney, Billions), che si intrufola in casa Brannock e si nasconde nel montacarichi. C’è Karen (Jennifer Coolidge, The White Lotus), l’agente immobiliare nonché vecchia conoscenza di Nora, che li fa sentire come se non fossero davvero a casa loro. E ci sono i vicini ficcanaso Mitch (Richard Kind, East New York) e Mo (Margo Martindale, The Americans), che sembrano non comprendere il concetto di confine di proprietà. Il loro gelido benvenuto si trasforma in un vero e proprio inferno quando iniziano ad arrivare lettere minacciose da parte di qualcuno che si fa chiamare “L’Osservatore” e che spaventa a morte i Brannock, mentre i sinistri segreti del quartiere vengono a galla.
Nella miniserie recitano anche Isabel Gravitt e Luke David Blumm nei panni dei figli di Dean e Nora, Ellie e Carter Brannock, oltre a Christopher McDonald (Hacks), Noma Dumezweni (The Undoing), Joe Mantello (Hollywood) e Henry Hunter Hall (Hunters).

_Barbari II (2022 D – Netflix) TTT+

Seconda stagione della serie dedicata alla guerra tra l’Impero Romano e le tribù germaniche di Arminio. Dopo una prima stagione piuttosto buona, in questa tutto sembra meno riuscito, ma siamo comunque sopra alla sufficienza. Il finale apre le porte ad una possibile 3a stagione.

FILM

_Niente di Nuovo Sul Fronte Occidentale (USA-D 2022) – TTT¾

Questa è la terza versione del film in questione che narra la vicenda di un giovane tedesco arruolatosi sull’onda di un impeto patriottico e che poi si troverà impantanato nel grande stallo del fronte occidentale della prima guerra mondiale. Molto realistico, la lentezza di certe scene costringe a soffermarsi sulla paura e sulla tragedia che è la guerra. Visto molto volentieri su Netflix.

Film diretto da Edward Berger e tratto dal celebre bestseller omonimo di Erich Maria Remarque.

GATTI ALLA DOMUS

Io amo tutti i gatti (e gli animali), in particolare i felini che vivono con me in quella casetta derelitta che chiamo Domus Saurea. Con ognuno di loro ho un rapporto speciale ma è con Palmiro che le interazioni sono sospinte dalla vibrazione universale, siamo due mammiferi di specie diverse consci di essere capitati per caso su un pianeta nel buco del culo dell’universo. Avendolo preso dal gattile di Regium Lepidi quando aveva più o meno 45 giorni (qui la storiella: https://timtirelli.com/2012/06/28/il-gatto-palmiro/ ) è cresciuto con con noi e dunque è uno di quei gatti che ha compreso come vivere con gli umani, pur rimanendo un gatto con estrema libertà di movimento. L’altro giorno mi vede al computer, salta sulla scrivania, cerca la mia attenzione, vede che prendo in mano il cellulino per fargli qualche scatto e lui sembra mettersi in posa.

Palmiro il gatto modello – Domus Saurea novembre 2022 – Foto TT

Dopo più di 10 anni ancora mi sorprendo della sua intelligenza e della sua fiducia cieca nei due umani con i quali si è formato. Pur essendo diventato – con nostra sorpresa – una gatto assolutamente alfa ha un’indole social democratica verso gli altri individui che fanno parte della colonia, la Repubblica di Palmiria appunto. Dopo aver pattugliato i suoi territori tutto il giorno, la sera rincasa, sopporta la toletta a cui lo costringiamo, si assicura che gli altri gatti abbiano acqua e una ciotola di carne e quindi reclama il suo di pasto. Una volta consumato, concede – con lo sguardo da sgrauso –  due coccole ai due umani

Palmiro e la sua umana Terry – foto Tyrrell nov 2022

Tyrrell & Palmiro – foto Terry nov 2022

per poi lasciarsi andare ad un sonno ristoratore.

Palmiro - Domus Saura tardo ottobre 2022 - foto TT

Palmiro – Domus Saura tardo ottobre 2022 – foto TT

Ho un rapporto speciale anche con Minnie, la gattina arrivata qui chissà da dove nel settembre del 2019, ma essendo giunta a noi già cresciutella (diciamo 8/9 mesi) pur essendo attaccatissima a me rimane in qualche modo sempre guardinga. Ciò non toglie che il nostro legame sia davvero forte, non c’è notte che non dorma tra la mia spalla e il mio collo, la riconoscenza per averle dato un tetto, una pasto caldo e tutto l’amore possibile è tanta.

Minnie e il suo umano Tyrrell - Domus Saurea nov 2022 - foto TT

Minnie e il suo umano Tyrrell – Domus Saurea nov 2022 – foto TT

Raissa, la matriarca della Domus (è qui dal 2007) pur in cura da quasi tre anni per la tiroide, e quindi sempre un pochino sotto peso e non sempre in forze, rimane la grande cacciatrice della colonia,. La malattia e la vecchiaia non la sfibrano più di tanto, è sempre pronta – insieme a Palmiro – a perlustrare le campagne intorno alla Domus. A volte cerca di ipnotizzarmi per farmi fare quello che vuole, puntualmente ci riesce.

Raissa - Domus Saurea tardo ottobre 2022 - foto TT

Raissa – Domus Saurea tardo ottobre 2022 – foto TT

Gli altri cinque felini stanno bene, in particolare Ozzy (il gatto randagio con un tumore nella gola) sembra tenere duro; sono passati quasi 4 mesi dal ricovero dove si era parlato anche di eutanasia, e vederlo con un bel pelo, la pancia piena e completamente addomesticato (dopo anni in cui appariva solo per scroccare qualche crocchetta nelle ciotole che teniamo in cortile) è fonte di soddisfazione.

SUL PIATTO DELLA DOMUS

Animals PF - foto TT

Animals PF – foto TT

Roy Harper In Between Every Line (1986) - foto TT

Roy Harper In Between Every Line (1986) ∗∗∗ FEATURING THE DARK LORD  ∗∗∗ – foto TT 

DOMUS PLAYLIST

OUTRO

Tra poco sarà già tempo di alberi di natale, presepi dickensiani e di quella allegra malinconia di cui parlavamo all’inizio. Nelle prossime periodo mi aspettano settimane senza football (sarà durissima) a causa di mondiali di calcio che boicotterò, cene di natale con la business unit aziendale di cui faccio parte (ribattezzata ufficialmente, guarda un po’, The Blues Unit), sinodi con gli illuminati del blues, le celebrazioni per il nuovo solstizio d’inverno e i soliti blues che occupano sino all’ultima fessura della mia vita. Mentre mi preparo a tutto questo mi auguro che i tempi a cui andremo incontro siano tempi di pace

sebbene temo sarà difficile visto il fenomeno di regresso e decadenza che sembra essere sceso sulla società in cui viviamo. Pur conscio della cosa tuttavia non mollo di un centimetro, perché io credo nella “canzone di speranza”.

Uomo di Blues - Domus saurea nov 2022

Uomo di Blues – Domus Saurea nov 2022

Misty Morning Hop

22 Ott

Apro gli occhi, la stanza è buia, a tentoni picchietto sulla sveglia, sono le 5,15. Che anno è? 2022. Che mese è? Ottobre. Chi sono? Un uomo di blues. Da dove vengo? Dalle gelide profondità cosmiche. Dove sto andando? E chi cazzo lo sa. Minnie, la gattina che ho accolto tre anni fa e che vive con me da allora, vede che sono sveglio e viene ad accoccolarsi al mio fianco; si accomoda tra il mio braccio destro e il petto, inizia a fare le fusa mentre con i suoi occhioni tondi mi fissa. Poco più in là Palmiro, il gatto nero leader indiscusso della colonia di felini con cui vivo, è spalmato sul fianco della donna che è nel letto con me. L’alba arriverà alle 7,38, rimango a galleggiare nel buio della stanza un poco poi, stanco di districarmi a fatica tra i pensieri che come rovi si avviluppano alle gambe, decido di alzarmi. Mi occupo dei due gatti citati, apro la porta che dà sulla profonda oscurità della campagna, metto davanti al muso di tre altri felini le ciotole con il cibo, mi reco in soffitta faccio uscire gli ultimi tre felini e una volta in cucina preparo le loro razioni. Pulisco le lettiere, vi spruzzo sopra il deodorante apposito, do le medicine a due di essi, li osservo per vedere se tutto è a posto (entrambi sono malati) e sbuffo … gestire otto gatti è uno sport estremo.

La doccia, la barba, il momento di contemplazione dinnanzi allo specchio (“ma chi caspita è quell’uomo di una incerta età che sto guardando?”) e infine la meritata colazione. Nel frattempo l’umana con cui vivo si è alzata, la vedo infilarsi in bagno imbronciata e al contempo sorridente, le guardo il culo, le gambe, le tette … sono un uomo eterosessuale dopotutto. Mi affaccio alla porta di casa, è un alba livida quella che arriva, incorniciata com’è dalla foschia ha il suo fascino. Scendo, respiro la nebbia, penso a te.

View from Domus Saurea - ottobre 2020 - Foto TT

nei pressi della Domus Saurea – ottobre 2020 – Foto TT

Ore 7:30, mi metto in macchina, mi sale l’incipit di una canzone che scrissi tanti anni fa quando suonavo con i Treni Locali …“un’altra mattina di merda”.

TRENI LOCALI “Sotto Tiro” (Tirelli – SIAE 1995):

Il sole inizia a fare capolino, veli di nebbia rendono la campagna in cui vivo più bella di quello che in realtà è. A Meadow (vabbeh, Prato, frazione di Corrigium, qui nella Regium Lepidi county) la chiesetta e il piccolo cimitero diventano un quadretto pastello niente male.

Località Prato, ottobre 2022 - foto TT

Località Prato, ottobre 2022 – foto TT

Una volta raggiunto Campgajàn l’incanto delle campagne nebbiose svanisce … mi immergo in un mondo fatto di snodi autostradali, dogane, tir, tangenziali. Scivolo in un mood grigio cenere, la realtà è un incubo, vivo in un paese occidentale ormai allo sbando che elegge come presidenti delle due camere del parlamento due figure inqualificabili. Oltre il 40% degli aventi diritto ha votato per forze politiche che per quanto riguarda i diritti ci ricacceranno indietro di decenni, che favoriranno l’integralismo religioso e si allineeranno a paesi europei (e non) che fanno ribrezzo. Che dire poi del nuovo governo e della nuova denominazione nazionalista dei dicasteri? Tutto è riassunto egregiamente nella prima pagina odierna de “il manifesto”, in quanto a titoli non li batte nessuno.

E’ proprio vero, mala tempora currunt sed peiora parantur.

SERIE TV

_Playlist (Netflix 2022) – TTTT

In questo racconto romanzato, un imprenditore svedese e i suoi soci decidono di rivoluzionare il settore della musica con una piattaforma di streaming legale.

Questa è la storia di Spotify, applicazione che non uso per motivazioni etiche. La serie mi sembra sia fatta bene, ma l’ho guardata con un certo fastidio visto il soggetto e le mie convinzioni. Dopo averla vista mi sono arroccato ancor di più sulle mie scelte (questo non vuol dire che non sapessi che la digitalizzazione avrebbe raggiunto anche il mondo della musica e che io stessi dalla parte delle case discografiche.).

GATTI ALLA DOMUS

Come anticipato nelle righe iniziali, la mia vita scorre in simbiosi con la colonia felina che si è stabilita qui alla Domus.

Gatti alla Domus – Stricchi, Ragni, Raissa Ozzy – Domus ottobre 2010 – foto TT

Gatti alla Domus - Ragni, Ozzy, Raissa, Stricchi Domus ottobre 2010 - foto TT

Gatti alla Domus – Ragni, Ozzy, Raissa, Stricchi Domus ottobre 2010 – foto TT

E’ un impegno non da poco, ma l’investimento economico e di energie è compensato dai quarti d’ora serali quando i gatti – in questo caso Palmiro – mostrano affetto e devozione verso gli umani che hanno schiavizzato.

Palmiro getting in the sentimental mood - Domus Saurea ottobre 2022 - foto TT

Palmiro getting in the sentimental mood – Domus Saurea ottobre 2022 – foto TT

DOMUS PLAYLIST

CODA

La settimana finisce, ieri sera uscita con i ragazzi, 5 su 10 ovvero Capitan Hardrock (io insomma), Il Guerriero Della Palude Silenziosa (Jaypee), The Mechanic Wizard (Mario), Il Corvo Nero (Lollo) e Modena’s Finest (va beh, il Pike boy). Passo una serata fantastica allo Sherlock Holmes Pub di Regium Lepidi, tre ore e mezza volate via in un baleno, parole in assoluta libertà a proposito di Calcio, Politica, Musica Rock, Musica Blues, Johnny Winter e Pheega. La cosa magnifica è che siamo politicamente scorrettissimi pur pensando in maniera politicamente correttissima. We are the fucking champions.

Ed è così che il mood nel weekend vira su colori intensi, perché poi ci sarà la partita dell’Inter, quindi riprenderò in mano una delle mie Les Paul e se dio (dunque Page) vorrà l’umana con cui vivo potrebbe anche disinfettare qualche ferita che mi porto appresso. Dai uomo di blues, scrollati di dosso le paturnie e let the good times roll, magari facendoti aiutare da due dita di Sburlone.

God

Lo Sburlòn è un liquore a base di mele cotogne, tipico della pianura e della zona collinare del piacentino

Uomo di Blues trying to getting in the mood – Ottobre 2022 – autoscatto

“Il custode delle anime buone” (october blues)

7 Ott

A Gavassae c’è nebbia fitta, ma a Mutina splende il sole, mentre mi avvicino al centro percorrendo il viale dietro allo stadio osservo un “berto” – un giandanone insomma, come diciamo qui, un ragazzo alto e in carne un po’ sgraziato – che in attesa di attraversare la strada si scatta un selfie sistemandosi il ciuffo. Poco dopo vedo una (bella) ragazza alta intenta a smanettare sul suo smartphone alla fermata del bus, ha le cuffiette. Chissà cosa ascolterà. Mi infilo in the heart of the city mentre contemplo l’ottobre appena arrivato. Mi sale una voglia di colore bordò, di caldarroste, di sughi d’uva, di domeniche pomeriggio spese sotto ad un plaid a far poltrire la mia anima.

Svuotata, pulita, ripiegata e sistemata – con una fatica immane – la piscina

Swimming Pool blues – settembre 2022 – foto T

Swimming Pool blues – settembre 2022 – foto T

è ora tempo di quei tramonti che non sanno di nulla, cartoline mediocri di una campagna che a fatica cerca di resistere all’assalto di un mondo senza più freni, condotto in maniera scriteriata dal bieco individualismo e dallo spietato liberismo. Non ne usciremo indenni.

Borgo Massenzio skyline – settembre 2022 – foto TT

Tuttavia al mattino la foschia rende tutto più sfumato e malgrado il panorama della Domus sia sempre quello, ti illudi di poter ricominciare, anche solo per un giorno, poi magari domani sarà lo stesso e così dopodomani …

October morning at the Domus – foto TT

A Mutina stanno girando il film su Enzo Ferrari, anche il centro viene toccato dall’evento, in piazza Roma, davanti all’Accademia Militare, si cerca di ricreare il mood della Mille Miglia di decenni fa…

Set film Enzo Ferrari – Modena ottobre 2022 – foto TT

Set film Enzo Ferrari – Modena ottobre 2022 – foto TT

Set film Enzo Ferrari – Modena ottobre 2022 – foto TT

VITA IN AZIENDA

La vita in una azienda come quella per cui lavoro a volte regala piccole sorprese.

Una giovane collega viene da me e mi dice “Ciao Tim, qualcuno mi ha detto di portarti questi libri”. Capisco subito chi me li manda così mando un messaggio sulla chat aziendale.

Angela Davis - Il Blues e femminismo nero

Ovviamente lo ringrazio per il regalo e esplicito ancora un volta la gentilezza e la generosità che sempre dimostra verso di me e quello che mi risponde è:

“Tim, non è una questione di generosità. Come dico sempre, come ho detto a lei, sei il custode delle anime buone.”

Il custode delle anime buone … ammazza … e io che pensavo di essere un bad boy.

Lo porto a pranzo in un ristorante del centro, entrambi non siamo né vegani né vegetariani, ma siamo responsabili e attenti, nel nostro piccolo abbiamo cura del pianeta su cui viviamo.

Ristorante Vegano Menù – foto TT

Anche la giovane collega mi riempie di complimenti “Sono così contenta di averti conosciuto Tim, come dice TMFM (il collega dei libri ndTim) sei il custode delle anime buone”. Eddai, mettitici anche tu, dovrò davvero calarmi nel panni del keeper of the good souls.

Dopo poco sulla chat aziendale interagisco per faccende lavorative con il collega SIMSCA con cui ho un ottimo rapporto, e chiudo il messaggio con un “…ok, tutto a posto allora. Ciao SIMSCA N.1” al che lui risponde prontamente “Grazie Tim, ma there’s only A number one” riferendosi a me.

A questo punto devo trovare qualcuno che mi guardi di traverso perché sennò inizio a crederci anche io; non è facile però, l’altro giorno al meeting trimestrale dell’azienda in un teatro del centro cittadino, dopo le prime due ore – davanti a tutti i dipendenti – l’AD conclude da par suo, un quarto d’ora denso di indicazioni per la collettività che siamo e conclude cliccando – e quindi mandandolo sul grande schermo – sul clip di “Rock And Roll” dei LZ eseguito dagli Equinox alla festa aziendale di settembre (dunque capite bene che cazzo di azienda che siamo!).

General Meeting rock and roll blues – foto TT

Segue pausa di 15 minuti prima dell’intervento di due ospiti esterni. Scendo a sgranchirmi le gambe, dopo poco rientro, prima di riprendere posto nella sala a noi riservata passo davanti all’AD e al Presidente e entrambi incominciano a scandire (cito dal post di questo blog del 24 settembre)”il grido ritmico Tim Tim Tim Tim con metrica precisione, quel grido che raggiunge le profondità della (in)coscienza collettiva e che lascia a terra ogni fronzolo intellettuale, in quei momenti momenti ritorniamo australopitechi, primati della famiglia degli ominidi alle prese con i primi istinti di gruppo.”

Sì, certo, scherzano ricordando la serata di settembre, ma io rimango sorpreso, tanto che, una volta finito l’incontro, mentre me ne torno verso l’azienda inizio a scandire io stesso “Tim Tim Tim Tim Tim…”

SERIE TV

_Entrapped (2021 Islanda) – TTTT

Nel sequel di “Trapped” Andri e Hinrika indagano sull’omicidio del seguace di una setta legato a una disputa con una gang di motociclisti e sulla scomparsa di una donna.

Aspettavo questa nuova stagione con trepidazione, il nordic noir è un genere che mi appassiona molto, i paesaggi nordici (in questo caso l’Islanda) anche. Nella vita dei due protagonisti riprodotti nella locandina qui sotto c’è una impostazione blues che mi rende sensibile alla serie.

Entrapped serie TV 2021

_The Good Fight (USA 2017-2022) – TTT½

Storie di uno studio legale americano liberal, composto principalmente da neri; tra le interpreti la rossa del trono di spade e la madre di Sheldon. Non so esattamente cosa mi ha preso di questa serie, è fatta bene ma non è esattamente del genere che prediligo. Eppure vi sono rimasto invischiato. 6 stagioni, dunque serie di successo.

PS: la sigla (dal punto di vista del visual) è una delle più brutte io abbia mai visto.

NOTIZE DAL MONDO DEL ROCK

Trovo da qualche parte la classifica dei migliori chitarristi britannici secondo il referendum dei lettori di Zig Zag giugno 1975. Per quanto mi riguarda n.3 e n.24 (oltre a n.4, n.5, n.15., n.16)

Zig Zag Magazine 1975 POLL best British Guitarist

Recupero anche la classifica di Billboard del settembre 1974. Al n.1, cazzo!

Billboard 28-09-1974

GATTI ALLA DOMUS

Ozzy, il randagio a cui abbiamo dato cibo e rifugio, se la sta passando alla grande. Come scritto nei post passati ha un tumore nella gola, ma intanto gli abbiamo regalato questi due mesi di vita in più (era in condizioni assai precarie quando si fece prendere e portare dal vet), lui ne è cosciente e riconoscente. Dopo ricovero, esami e medicine, il nostro pippistrellino riesce adesso a condurre una vita soddisfacente, ogni tanto fa qualche capatina in campagna, ma poi torna in casa per stare vicino alla sua umana di riferimento. Non è propriamente a posto, si vede come cammina, sballonzola e non è perfettamente stabile, ma ha trovato finalmente una famiglia e di questo è assai felice, glielo si legge negli occhi.

Quando la sua umana preferita fa smart working Ozzy non la abbandona un minuto - Domus Saurea settembre 2022 - foto TT

Quando la sua umana preferita fa smart working Ozzy non la abbandona un minuto – Domus Saurea settembre 2022 – foto TT

Ozzy ottobre 2022 – foto Saura T

Ozzy – settembre 2022 – Foto TT

Risolto almeno in parte il problema di Ozzy, arriva quella della Raissa (che già curiamo da quasi tre anni mattina e sera per una disfunzione alla tiroide): non mangia, non beve, dimagrisce a vista d’occhio. Di corsa dal veterinario: esami di tutti i tipi scoprono la colangite, un’infezione dei dotti biliari causata solitamente da batteri che provengono dalla sua confluenza nel duodeno. Rimane ricoverata sei giorni, sotto flebo e sotto antibiotici. Ora è a casa, sembra riprendersi, è 2,9 kg, è magrina, ma ha ripreso la sua vita alla Domus. Rais è la più vecchia della colonia, ha 15 anni, ed è il braccio destro di Palmiro indiscusso Re della Repubblica di Palmiria.

Raissa – Settembre 2022 – foto TT

Sistemata la Raissa, iniziano i problemi con la Stricchi, qualcosa non va, vediamo cosa dirà il veterinario.

Stricchi settembre 2022 – foto TT

Avere 8 gatti (di cui voluti 4 … gli altri si sono accasati di loro volontà) è un bell’impegno, oltre alle cifre spese in medicine e in onorari del veterinario (che in tempi come questi sarebbe meglio non dovere sostenere) io quando sono in casa passo il tempo a pulire lettiere. Ma che possiamo fare? Sono parte della famiglia e dunque piezz’ ‘e còre.

Qui sotto i bigliettini che mi lascia Saura, invece di cuoricini e frasette carine mi fa sapere che i gatti sono a posto.

Bigliettino di Polly – settembre 2022 – foto TT

Bigliettino di Polly – settembre 2022 – foto TT

PLAYLIST DELLA DOMUS

So many things I would have doneBut clouds got in my way

◊◊◊

Behind every beautiful thing there’s been some kind of pain

◊◊◊

In your eyes I see the sky, no question
Hearts belong entwined.
One last thing is clear, the sea of love
is positively meant to be

◊◊◊

Now you’re tired, your day is over
Now the moon is one day older

◊◊◊

You made me highYou made me lowYou made me richer, ha-ay-ayYou made me poor
But when the LordGet readyYou gotta move
(spiritual/blues traditional)

OUTRO

E allora seguiamo la corrente di questo ottobre, di questo “povero autunno che è“, in attesa delle piogge e della caduta delle foglie, della stagione che al contempo chiuderà l’anno e lo farà ricominciare.

A tutti i “dissidenti”, i “deragliati“, i “disertori“, a tutti quelli “senza un cappello o un ombrello da aprire“, a tutti quelli che hanno “il cervello in manette” dicono “cose già dette” e vedono “cose già viste“, a quelli a cui “i simpatici stanno antipatici” e i comici mettono tristezza, quelli che hanno paura del silenzio ma che non sopportano il rumore, a quelli che “dove sarà la tua mano dolce dove sarà il tuo amore“…ecco a quelli lì, buon autunno dal vostro uomo di blues Team Teerally.

Man Of Blues – Domus Saurea settembre 2022 – autoscatto

Old River Rock And Roll Blues

24 Set

Ci sono feste aziendali e feste aziendali. Erano mesi che il Presidente della azienda in cui lavoro pazientava, il Covid ha fatto saltare quella prevista lo scorso anno, ma visto il miglioramento del 2022 ha subito colto l’occasione per riorganizzarla. La festa voleva essere un momento di aggregazione e di celebrazione per il senso di comunità dell’azienda, per i risultati ottenuti,  per mettere nuovo carburante nella navicella su cui viaggiamo, destinazione le profondità cosmiche. Tra le cose che il Presidente desiderava vi era quella relativa al carattere della festa, doveva essere assolutamente una Festa Rock! Vista la propensione a tale musica anche da parte dell’amministratore delegato e della dirigenza in generale, festa Rock è stata!

◊ ◊ ◊

Il locale scelto è il Vecchio Fiume, storica birreria di Modena che il Fab One e il collega Zlatan sono soliti frequentare, locale decisamente blues e ad alta gradazione Rock. Esco dall’ufficio alle 16, ho la blues mobile come sempre carica all’inverosimile. Arrivo in Willowed Panaro Street, in breve mi raggiungono anche Saura, Pol e Lele. Scarichiamo, montiamo e sacramentiamo, la vita dell’operaio del Rock è sempre dura, soprattutto se ti sei alzato alle 6 del mattino per caricare tutto in macchina. Per fortuna arriva Fabri, uno dei  gestori del locale, che ci offre senza indugio una birra, così il blues inizia a stemperarsi. Oltre alla nostra solita strumentazione questa volta abbiamo portato anche il mixer e un minimo di impianto voce e relativi monitor, la fatica è doppia (ma almeno in questo modo anche il cantante si dà da fare, per una volta non deve solo posizionare il microfono nell’asta).

Un veloce soundcheck, tutto sembra a posto, anche senza il tecnico del suono e un impianto vero e proprio il sound del gruppo sembra avere la giusta cazzimma. Lele dice sempre che questi sono i posti migliori dove suonare, per l’ambiente, per il groove che ne esce, per l’interazione con il pubblico che di solito è a ridosso della band. Sappiamo che è così, lo abbiamo già provato, in posti come quello di oggi di solito salta fuori un “buraccione” che ripaga i blues dati dai decenni spesi a suonare in provincia; ma io sospiro e penso al Madison Square Garden. Ad ogni modo speriamo che sia come dice Lele anche stasera. Poco dopo le 18 iniziano ad arrivare le prime colleghe, in primis quelle che fanno parte del mio clan, Mar, Enri e Stremmy, e via via tutti gli altri.

Sono le 19, un brevissimo discorso del Presidente e si parte.

The Equinox - Vecchio Fiume - Modena 21 set 2022

The Equinox – Vecchio Fiume – Modena 21 set 2022 (Foto Meu Amigo Silvio)

Abbiamo aggiunto alla scaletta qualche pezzo di altri gruppi per non risultare monotematici, niente di che, abbiamo potuto fare solo una prova per preparali, ma se non altro ci saranno anche sapori diversi dai soliti. Apriamo con Tie Your Mother Down dei Queen, a cui segue Black Dog del LZ, alla fine di questa Saura mi dice che ho fatto un salto pazzesco, ma io non lo ricordo proprio… deve essere colpa dell’heat of the moment. Segue Sweet Emotion degli Aerosmith e quindi Dazed And Confused. L’AD (col chiodo e maglietta con la scritta ZOSO) mi confesserà poi di essersi emozionato nel sentire quest’ultima.

(Dazed And Confused filmed by The Stremmy Girl / The Rockin’ AD)

Continuiamo con la nostra versione (decisamente Rock) di Can’t Find My Way Home dei Blind Faith. Non poteva mancare il blues bianco più bello di sempre, ovviamente Since I’ve Been Loving You. Fino a qui mi sembra che le cose siano andate bene, stiamo suonando con il giusto sentimento, siamo in forma, lo percepisco. Con Back In USSR dei Beatles (che dedichiamo al Presidente, amante dei quattro di Liverpool) l’ambiente inizia a surriscaldarsi, il tempo di infilare Hot Dog dei LZ e c’è di nuovo spazio per i Fab Four con Day Tripper. Gli animi sono accesi, davanti a noi abbiamo una masnada ormai imbizzarrita. Il pezzo successivo lo dedichiamo all’AD, il quale ha una predilezione per la versione del 1973 a NY. L’inizio di Stairway placa l’ambiente, chi ordina una birra, chi chiacchiera, chi canta il testo insieme a Pol, ma poi quando alzo la doppio manico per la fanfara che introduce l’assolo torna la bufera.

(Stairway To Heaven filmed by The Stremmy Girl / The Rockin’ AD)

Parto poi col riff di Whole Lotta Love ed entriamo in un altro mondo, il pubblico rolla e rockeggia con noi, uno spettacolo. Durante la presentazione sono costretto ad urlare nel microfono perché fatico a sentirmi, Il grido ritmico lanciato dal pubblico “Sau-ra Sau-ra Sau-ra Sau-ra” è sorprendente, succede lo stesso col mio soprannome, “Tim Tim Tim Tim…” sarà che è formato da una sola sillaba ma il tutto viene amplificato, sembrano in trance, un urlo liberatorio non tanto nei riguardi di me stesso ma del Rock, un urlo scandito con metrica precisione che raggiunge le profondità della (in)coscienza collettiva, che lascia a terra ogni fronzolo intellettuale, per un momento ritorniamo australopitechi, primati della famiglia degli ominidi alle prese con i primi istinti di gruppo. Rimango abbagliato, irretito, toccato. Avrei voluto che qualcuno avesse filmato quel momento, non per (vana) gloria personale, ma per cristallizzare in un file digitale un momento di passione collettiva scevra da qualsiasi retorica ragionata.

(Whole Lotta Love filmed by The Stremmy Girl / Meu Amigo Silvio)

Il concerto dovrebbe finire qui, alle 20 è prevista la cena, ma non ci lasciano andare via e siamo costretti ad aggiungere alla scaletta Rock And Roll e Communication Breakdown dei LZ. Il pubblico ormai si è lanciato in un ballo da strappamutande, urlano così forte che non riesco a sentire la chitarra e dire che ho un Marshall a pochi centimetri da me. Io, Lele e Saura ci guardiamo increduli e divertiti, non siamo in grado di sentirci, suoniamo col pilota automatico, ormai nessuno sa più quello che fa. Il pubblico balla, poga, urla, palpita… la vibrazione primitiva, quella scatenata dal suono dei tamburi delle tribù umane migliaia di anni fa, torna a galla da un passato remotissimo e fagocita ognuno di noi, l’interazione tra band e pubblico è pazzesco, ci scambiamo flussi di energia… la magia del Rock si è compiuta, in maniera definitiva e totale. Che cazzo di meraviglia.

(Rock And Love short clip filmed by The Rockin’ AD)

Finito il concerto ritorniamo piano piano sulla terra, Il Presidente mi abbraccia (e mi dice “nemmeno al concerto dei Metallica ho sentito un tale flusso di energia, pazzesco Tim, pazzesco), l’AD mi abbraccia, le colleghe e i colleghi mi abbracciano incessantemente; io e la band ci prendiamo un tavolo di fianco al palco, evitando di farlo nella sala riservata all’azienda, anche perché non appena mi affaccio lo strillo ritmico, gutturale ed ancestrale “Tim Tim Tim Tim” riprende incessante.

Pol e Lele sono entusiasti, capita di rado di trovare riscontri del genere. Certo, sono tutti colleghi, facile scatenare l’entusiasmo quando giochi in casa, ma sono sicuro che il fragore emotivo è andato al di là di tutto questo. Il Rock è una musica meravigliosa, devo ammetterlo di nuovo con me stesso, in questi ultimi anni il mio rapporto con questo tipo di musica è cambiato, quando diventi un uomo di una (in)certa età, i castelli che ti eri costruito da adolescente, sfumano, traballano, crollano e inizi a provare persino un certo fastidio, ma poi quando vedi il Rock sgorgare con tale impeto in maniere così schietta, beh, non hai che da inchinarti davanti all’ onnipotenza di un amplificatore Marshall, di una Gibson Led… ops Les Paul, una batteria Ludwig e un basso Fender Jazz… gli unici attrezzi adatti a creare quel sound primigenio. Mi inchino anche davanti agli Equinox, l’ho già scritto, ma sono così felice di aver creato un ensemble del genere, con una sezione ritmica sensazionale e una voce formidabile. A tal proposito la mia collega Mar, dopo avermi abbracciato cento volte riesce a rubarmi una affermazione che in pubblico non amo mai fare, tra di noi c’è questo scambio scherzoso quasi quotidiano, lei gioca sempre sul fatto che non sono mai soddisfatto (it’s in my soul baby…I just can’t be satisfied), che tendo sempre a sminuire le cose che faccio, etc etc, ma ecco … sarà forse colpa della quinta birra, ma trascinato dall’euforia mi scappa un “sì, Mar, hai ragione, siamo una band della madonna”. Ho con me dei musicisti molto, molto talentuosi, ma non è questo il punto, piuttosto il fatto che siamo tutti concentrati sul “senso” del Rock, e ci teniamo il più lontano possibile da atteggiamenti discutibili, dalla deriva metal, dai luoghi comuni ormai insopportabili, dal mainstream a tutti i costi. Ecco di questo ne vado fiero, molto fiero.

◊ ◊ ◊

Sulla via del ritorno la blues mobile rolla placida nella notte ormai iniziata, tra le campagne nere che attraverso nello specchietto retrovisore mi fanno compagnia i fari della macchina della bassista. Campogallo, L’Osteriola, Molino di Gazzata e infine Borgo Massenzio. Scarichiamo in fretta, sistemiamo i gatti, una doccia e a letto, domani si torna al lavoro. Prima però di scivolare sotto le lenzuola mi verso due dita di Rum in un bicchiere, un brindisi ai ventimila del Madison Square Garden … New York Goodnight.

PS: Eh sì, è vero, lavoro in un’azienda di pazzi (meravigliosi).

She Caught the Katy (And Left Me a MOSCOW MULE to Ride)

5 Set

“Lei ha preso la Caterina e mi ha lasciato qui a dorso di un mulo…” è a questo bel blues che penso mentre sto bevendo il terzo Moscow Mule della serata. La Katy era il nomignolo dato alla ferrovia Missouri–Kansas–Texas Railway. Costruita intorno al 1865 fu la prima ferrovia ad arrivare in Texas dal nord. Negli anni novanta del 1800 era cosa comune chiamarla “The K-T”, perché era considerata la divisione Kansas-Texas della Missouri Pacific Railroad. KT era la sigla con cui appariva nei tabelloni degli orari ferroviari e da lì il passo a KATY fu inevitabile.

Missouri–Kansas–Texas Railroad - Extent-of-the-Katy-Railroad

Missouri–Kansas–Texas Railroad – Extent-of-the-Katy-Railroad

The KATY railroad. jpg

Mentre il terzo Moscow Mule scende negli abissi della mia anima canticchio il blues in questione che Taj scrisse per la sua cavallona: 

“Man my baby’s long, great god she’s mighty, she’s tall
You know my baby’s long, great god she’s mighty, my baby she’s tall
Well my baby she’s long, my baby she’s tall
She sleeps with her head in the kitchen and her big feet out in the hall
And I’m still crazy ‘bout her, that hardheaded woman of mine”

“Amico, la mia ragazza è lunga, buon dio, lei è possente, è alta
Sai che la mia ragazza è lunga, buon dio, lei è possente, è alta
Bene, la mia piccola è lunga, la mia piccola è alta
Dorme con la testa in cucina e i suoi grandi piedi fuori nel corridoio
E sono ancora pazzo di lei, di quella testa dura della mia donna”

Son qui in un tavolino all’aperto della Festa dell’Unità di Reggio Emilia insieme ai miei inseparabili amici, pur restando al mio posto mi assento un attimo con la mente … sorseggio il Moscow Mule, anzi ci faccio l’amore, come canta Billy Joel in Piano Man riferendosi ad un cliente alle prese con un Gin Tonic nel bar in cui intrattiene gli avventori.

Moscow Mule alla Festa dell'Unità di Reggio - 2/9/22 - Foto TT

Moscow Mule alla Festa dell’Unità di Reggio – 2/9/22 – Foto TT

Mi immergo nel sentimento blues, vedo la donna salire sul treno, prendere posto e lasciare a terra l’uomo di blues ormai avvolto in un mantello di crepe nere, vedo le luci blu e rosse della stazione raccontate così bene dal nostro padre putativo Robert Leroy Johnson in Love In Vain.

Ritorno in me, torno a canticchiare le parole di Taj Mahal…

She caught the Katy, and left me a mule to ride
She caught the Katy, and left me a mule to ride
Well my baby caught the Katy, left me a mule to ride
The train pulled out, and I swung on behind
I’m crazy ‘bout her, that hardheaded woman, hardheaded woman of mine

Mi concentro poi sul Moscow Mule …

moscow-mule

La Russia non c’entra niente con la storia del Moscow Mule se non per l’utilizzo della vodka: il cocktail è nato nel 1941 a New York, in un bar gestito da due imprenditori alle prese con i debiti. Un giorno, tra i clienti, capita John G. Martin, distributore della vodka Smirnoff che non riesce ad essere apprezzata negli Stati Uniti. Le coincidenze, però, non capitano da sole perché, dall’altra parte del tavolino, c’è Jack Morgan, il proprietario del locale più frequentato di Hollywood, che sta provando a lanciare il suo Ginger Beer, un drink a base di zenzero. I due hanno un’idea geniale che dà origine al Moscow: combinare i due ingredienti aggiungendo un po’ di lime per creare un long drink unico. La leggenda, però, continua con un aneddoto molto affascinante: pare che il nome “Moscow Mule” derivi da un’imprenditrice, seduta a quel tavolino, che doveva smaltire uno stock di tazze mug con su stampato un asinello ed è, probabilmente, la prima tazza in cui fu bevuto questo cocktail. Le ragioni della tazza di rame potrebbero essere molto diverse: il rame si raffredda velocemente perché è un ottimo conduttore e, in secondo luogo, l’interazione con il lime conferirebbe quel gusto particolare e unico che ha il Moscow Mule. ( https://www.cookist.it/moscow-mule-ricetta-originale/).

Dopo tre anni torna la Festa dell’Unità a Reggio Emilia e dunque insieme ad alcuni illuminati del blues ritorno nella comfort zone. Niente baracconi, niente dispersione di spazi, tutto è più raccolto, organizzato, pulito. Solo le solite baracche dedicate ai piccoli ristoranti sudamericani creano scompiglio, con quella loro musica di melma ad alto volume e l’ossessione per la carne grigliata. La zona del Campo Volo dedicata alla festa adesso si chiama Iren Green Park e ovviamente lambisce la grande RCF Arena, l’immenso spazio concerti finalmente inaugurato quest’anno. Sono in compagnia del Pike boy, del mio canale streaming preferito LIZN, del Carmine Appice di Marano Sul Panaro e del Centurion boy, Lollo Zakk Wylde Stevens. Tra i tre grandi ristoranti disponibili scegliamo quello con meno coda e dunque il tradizionale che offre i piatti tipici della nostra zona. I volontari che servono ai tavoli hanno tutti la maglietta rossa, piccola sfumatura che ci riporta al tempo che fu. Ma il sentimento da festa dell’unità rimane anche in altri piccoli particolari: ad esempio l’unica birra nel menu è la Forst. Io me ne sparo due, il companero che ho alla mia destra tre, gli altri una a testa. Questi ultimi non li riconosco più.

Con i ragazzi discutiamo di politica, siamo tutti preoccupati dei risultati ormai scontati che si avranno dopo le elezioni imminenti, tuttavia siamo in cinque al tavolo e voteremo per tre partiti diversi. Chiaro che nessuno dovrà oltre passare un certo fossato, il nostro gruppo di amici non è una democrazia, o così o si è espulsi. Niente “dio patria e famiglia” né colori della squadra di calcio sbagliata nel Team Tirelli. Solo il pensiero di dovere dire addio alla legge 194, alla fecondazione assistita e alla sepoltura del dibattito sul fine vita mi schiaccia verso il basso. Per non parlare della visione generale della società che i partiti che vinceranno le elezioni hanno. E’ difficile rassegnarsi, ormai tutti propendono per quei partiti, d’altra parte se senti la gente dire che Trump ha fatto molto meglio di Obama (di cui comunque io non ero esattamente un fan) cosa vuoi stare a discutere.

Parliamo poi di come gira il mondo oggi, ne siamo tutti affranti, io il più basito e incazzato, infatti vado spesso sopra le righe, come scrivevo sul blog non troppo tempo fa non ho più filtri, non me ne frega più un cazzo di come appaio, è che non tollero la deriva corrente. Chissà, magari sto diventando una macchietta, chissà se gli amici mi prendono ancora sul serio … perché è vero, il Team Tirelli si sta trasformando in Scream Tirelli, ma davanti al mondo odierno non posso che indignarmi. La  Nato che oltre ad abbaiare davanti al cortile dello zar ora lo fa anche davanti al cancello del “grande” timoniere mi sembra una cosa da pazzi. Stiamo per innescare qualcosa di pericolosissimo. Poveri noi.

E poi la concezione pompata dal turbo liberismo e dal capitalismo senza regole che vuole che The Winners Takes It All sempre e comunque, che l’avversario vada asfaltato … l’imporsi sugli altri come unica matrice della società. Va beh, meglio finirla qui.

Nei campi intorno alla Domus dal 1 settembre hanno riaperto la caccia dopo 10 anni di divieto. A parte il disagio di sentire sparare a poche centinaia di metri da dove viviamo e la paura che ci prendano sotto i nostri gatti e chissà cos’altro, è una vergogna che nel 2022 sia ancora legale la caccia. Umani che per divertirsi uccidono animali. Degrado spirituale, morale, etico. Io la visione antropocentrica non la reggo più. Verrebbe voglia di aprire la caccia ai cacciatori. E dire che ho un grande amico che è un cacciatore, uno solo (e tra l’altro tifa anche per la squadra che è la mia nemica calcistica) è vero, ma ce l’ho. Vuol proprio dire che gli voglio un gran bene. Ad ogni modo aboliama per dio!

Ci si mette il derby a peggiorare le cose, la mia squadra del cuore, forse l’unica ragione della mia vita, entra in campo senza gli Eyes Of The Tiger e viene battuta dai cuginastri. Al 95esimo devo scendere e vagare per la campagna almeno mezz’ora prima di ritornare in me. Ho le braghette corte, le infradito e una felpa della Puma … e questa la dice lunga,  quando non indosso capi sportivi della mia marca preferita è chiaro che qualcosa non va. Respiro l’odore della campagna, il cuore riprende il suo battito regolare, la disperazione si placa un minimo, a fatica rifaccio le scale e risalgo la china che porta ad un comportamento accettabile. La devo smettere con il calcio, soffro troppo, non posso giocarmi la buccia spirituale in questo modo. E dire che venerdì un collega prima di partire mi aveva lasciato un bigliettino d’amore sul PC.

Bigliettino di un collega - settembre 2022 - foto TT

Bigliettino di un collega – settembre 2022 – foto TT

Il weekend è ormai corrotto, sopportare ilo sorrisetto della Pollastrella, pensare a quelli dei miei colleghi e quello di LIZN e come sopportare lance nel costato. La sera di domenica vado al Badlands Cafè località Boglioni, ho appuntamento con LIZN appunto e Wilko dei Rats, fratello di fede calcistica e musicale. Io e Ulde (va beh, Wilko) anneghiamo il dolore calcistico nella birra. Ci diciamo che siamo al tavolino col nemico e io aggiungo “Lo sai che anche la Saura è rossonera, la devo mollare…”, al che Wilko prontamente risponde: “NO! La Saura è immollabile!!!” Va bene, se lo dice Wilko allora la tengo ancora per un po’.

Tim-Wilko-LIZN – Badlands Cafè settembre 2022 – foto Saura T.

Siamo qui per vedere il tributo ai Clash dei Controllo Totale, dove alle tastiere suona – per quanto bizzarro sia – il mio amico di sempre Joe…Bèsi…Simòn… Biccio insomma, il Tony Banks di Villa Nona. Anche loro sono uomini di una (in)certa età, ma la grinta che hanno, il senso (punk) Rock che mettono nella loro esibizione è di altissimo lignaggio.

Controllo Totale – Badlands Café settembre 2022 – foto TT

Dopo il concerto chiacchierare con gente simile fa bene al cuore, le affinità elettive sono quelle giuste. Questo è il mio mondo, quello degli operai del rock, come dico sempre, gente che continua imperterrita a spendersi nel nome del Rock, quello vero. Un saluto a Suto dei Tacchini Selvaggi e ad Antonio dei Willi Betz anche loro qui al concerto e poi via ad inseguire la morbida scia che porta a Borgo Massenzio.

NOTIZIE DAL MONDO DEL ROCK

_Nuovi video amatoriali dei Led Zeppelin.

Dal nulla approdano su Youtube un paio di video amatoriali mai visti prima.

Baltimora 1972 è uno spettacolo, l’ultimo minuto dove il tutto si fa più chiaro è magnifico.

Non avrei mai pensato sarebbe uscito qualcosa del genere anche per il famosissimo concerto del 4 settembre 1970 al Forum di Los Angeles, il cui bootleg audio Live On Blueberry Hill fu uno dei primissimi  ad essere pubblicato.

_Al Taylor Hawkins Tribute si  sono rifatti vivi i Them Crokeed Vutures, rivedere John Paul Jones mi ha emozionato. E’ invecchiato certo, 76 anni non sono pochi, ma quelle linee di basso sono ancora stratosferiche.

Mi è piaciuto anche Wolfgang Van Halen, musicista davvero fuori dall’ordinario.

Mainstream ma ben più che dignitosa la prova dei Queen (finalmente senza Adam Lambert).

GATTI DALLA DOMUS

Nell’articolo del 27/08/2022 ho parlato di Ozzy, il randagio gravemente malato a cui stiamo dando una seconda opportunità. Oramai è diventato un gatto addomesticato, la notte dorme in soffitta al sicuro e di giorno segue la pollastrella in ogni dove, e quando lei fa smart working lui per starle accanto si sdraia sulla scrivania. Ozzy deve aver capito che c’è qualcosa che non va e che se sta ancora conducendo una vita soddisfacente lo deve a lei. Dai pippistrellino nero, tieni botta.

Ozzy ... still holding on - Domus Saurea settembre 2022 - foto Saura T.

Ozzy … still holding on – Domus Saurea settembre 2022 – foto Saura T.

IMG-20220902-WA0002

 

SERIE TV – KLEO – Netflix 2022 – TTTT

Kleo è un antieroina e un’anima perduta. Questo è ciò che ha reso così eccitante per me interpretarla. Mi sono completamente innamorata di lei e oggi fa parte di me”. Jella Haase è la protagonista della serie e in questa sua dichiarazione spiega il fascino della ex agente segreto della DDR Kleo Straub: una antieroina e un’anima perduta che il polo blues di questo blog non potrà che amare. Siamo nella DDR tra la fine degli ottanta e l’inizio degli anni novanta, scottata da certe inimmaginabili fregature, Kleo diventa una scheggia impazzita. Per i diversi lettori di questo blog affetti da Ostalgie questa è una serie TV da vedere.

Kleo_Netflix Serie tv

OUTRO

Bene, con la tipica insoddisfazione che lo contraddistingue, il vostro uomo di blues – che bontà vostra ancora continuate a leggere – vi saluta. In questa malinconia da fine estate pensatemi non come l’uomo di blues miserello che sono, bensì come… che so… uno spirito libero come Jerry Drake, Mr No insomma, che si gioca la sua vita in Amazzonia, a Manaus.

Puxa vida, che volete farci, in questi ultimi tempi sono un po’ fissato col portoghese, sarà  colpa di un mio collega nato là con cui interagisco nella lingua di Magellano.

Até breve homens e mulheres de blues, seu Estevão Tirellao os saúda calorosamente.

TT in amazzonia – settembre 2022

 

 

Il terrore del sabato mattina e altri blues assortiti.

29 Lug

Sabato mattina ore 8, la camera da letto viene inondata dalla suoneria del cellulare della pollastrella; svegliarsi di soprassalto con quel cavolo di Throne Room Theme Song di Star Wars (o meglio, il pezzo catastrofico che inizia al minuto 00:19, visto che Polly ha tagliato l’intro) sparato a tutto volume è uno sport estremo. Dal sonno profondo e ristoratore del mattino vengo catapultato nel sottosopra dove regnano terrore e raccapriccio. Il telefono suona sebbene sia in modalità silenzioso, evidentemente è uno dei pochi numeri a cui sono permesse chiamate a qualsiasi ora del giorno e della notte. Vengo da una settimana impegnativa, martedì fuori a cena con una coppia di cugini, mercoledì sera prove con un nuovo gruppo/progetto che sto cercando di fare partire, giovedì sera a Gardone Riviera a vedere il concerto di Fantastic Negrito insieme a due colleghi e infine venerdì sera passato con i ragazzi del Team Tirelli (gli Illuminati del Blues insomma) al Beer Stop di Maranello in occasione del concerto dei Tacchini Selvaggi (l’altro gruppo dove suona Polly). Sono dunque arrivato a casa tardi, mi sono coricato verso le 3 del mattino, e adesso eccomi qui sveglio dopo un salto di due metri sul letto al suono di quello che credo sia l’Inno dell’Allenza di Star Wars.

(minuto 00:19 a volume massimo)

Polly corre a rispondere, è sua madre Lucy che le chiede di comprarle un paio di cose quando andremo alla Coop. Finita la telefona esplodo “Guarda bene Polly, o che cambi quel caxxo di suoneria o me ne vado di casa!” (una settimana dopo naturalmente la motorcycle mama ha ancora quella suoneria e io abito ancora lì).

Scosso dal terrore della suoneria mi alzo, mi butto sotto la doccia e cerco di rendermi presentabile per il weekend.

Al Cafe Des Antilles del centro commerciale Ariosto di Regium Lepidi Franca mi porta al tavolo il solito Krapfen e il solito cappuccino.

Krapfen e cappuccino al Cafe Des Antilles, Regium Lepidi - luglio 2022 - Foto TT

Krapfen e cappuccino al Cafe Des Antilles, Regium Lepidi – luglio 2022 – Foto TT

Entro alla Coop.

In coda al banco gastronomia: un vecchio di bassa statura, maglietta blu, braghetta corta, sandali con calzino, ordina due porzioni piccole di lasagne in due vaschette separate, immagino sia solo, magari ha perso la moglie o la compagna/o. Ha l’approccio di chi è schiacciato dalla vita, di chi lotta non tanto contro la vita ma piuttosto contro il lasciarsi andare. Lo sforzo che sta facendo è enorme, lo percepisco, ha l’espressione di chi vorrebbe mandare tutto a fare in culo, ma in maniera silente.

In una corsia incontro un nordafricano anch’egli di bassa statura, ha il colletto della polo gialla alzato e si approccia di conseguenza. Passo davanti ad uno di quei banchetti dove una hostess cerca di fare rèclame a un prodotto. L’accento che sfoggia è così reggiano che dà quasi fastidio.

Terminata la spesa un salto nelle campagne di Lemizzone a comprare una paio di Cucumis citrullus e  frutta varia dal “mantvanèn”, il mantovanino, il nostro contadino di fiducia.

Dal Mantvanèn - Lemizzone - Luglio 2022 - Foto TT

Dal Mantvanèn - Lemizzone - Luglio 2022 - Foto TT

Dal Mantvanèn – Lemizzone – Luglio 2022 – Foto TT

In questi angoli della pianura, dove la Regium County si immedesima nell’Arkansas e nel Mississippi, a ridosso di chiuse che regolano il sistema d’irrigazione delle campagne ogni tanto incontro Johnny Larosa, Il Mason Ruffner reggiano. Qualche parola, qualche cenno d’intesa, e via ognuno ad inseguire la morbida scia del proprio bayou immaginario.

Gavassae - Luglio 2022 - Foto Saura T

Gavassae – Luglio 2022 – Foto Saura T

Ritorno alla Domus Saurea, l’estata torrida batte questo sabato mattina come un fabbro ferraio fa sul metallo. Una delle mie gatte cerca refrigerio sotto alle piante dei pomodori.

la Ragni all'ombra dei pomidoro - Domus Saurea luglio 2022 - Foto TT

la Ragni all’ombra dei pomidoro – Domus Saurea luglio 2022 – Foto TT

 

la Ragni all'ombra dei pomidoro - Domus Saurea luglio 2022 - Foto TT

la Ragni all’ombra dei pomidoro – Domus Saurea luglio 2022 – Foto TT

Finisco per buttarmi in piscina.

Domus Saurea luglio 2022 - Foto TT

Domus Saurea luglio 2022 – Foto TT

Ormai ne sono dipendente, ogni momento libero è buono per immergermi, mentre cala la sera su Borgo Massenzio …

Borgo Massenzio aqueduct - Luglio 2022 - Foto Saura T.

Borgo Massenzio aqueduct – Luglio 2022 – Foto Saura T.

 

Bad moon rising - Domus Saura - Luglio 2022 - Foto TT

Bad moon rising – Domus Saura – Luglio 2022 – Foto TT

a mezzanotte dopo una serata passata con una coppia di amici …

Domus Saurea luglio 2022 - foto TT

o al 8 della domenica mattina. E’ che mi serve per corroborare lo spirito, a far evaporare le tossine, a rimettere in fila i pensieri e stemperare i blues.

SÉ STESSO CON L’ACCENTO

Sì, anche io sto diventando un convinto assertore del sé stesso con l’accento; è scomparso l’altro giorno l’illustre linguista Luca Serianni, un tragico evento che mi ha spinto a riflettere ancora una volta sulla questione. Essendo appassionato di semantica, filologia, onomastica, toponomastica e linguaggi in genere di solito sono molto attento a queste faccende. Trovo questi temi affascinanti e tornando a noi, mi sono finalmente deciso a scrivere sé stesso con l’accento. Qui sotto un link ad un articolo di La Repubblica dove vengono riportare alcune considerazioni illuminanti di Serianni.

https://www.repubblica.it/cultura/2022/07/27/news/il_saluto_a_luca_serianni_il_ritorno_del_se_stesso_con_quellaccento_che_divide-359440726/

SERIE TV

Privacy – TTTT

La attrice protagonista è la Lisbona de La Casa Di Carta, donna e attrice che mi piace molto. La serie tratta un tema delicato che in questa nuova era digitale deve essere affrontato con ferma determinazione. Tutto molto ben fatto. Consigliata.

Quella Notta Infinita – TTT¾

Questa ricalca gli schemi delle serie spagnole degli ultimi anni, La Casa Di Carta e Vis A Vis. L’ho guardata volentieri.

DAL MONDO DEL ROCK

Mick Ralphs e Lori Mattix

Scopro sul web una foto mai vista di uno dei miei musicisti Rock preferiti – Mick Ralphs dei Bad Company – in compagnia di Lori Mattix, negli anni settanta giovanissima groupie americana di solito accostata a Jimmy Page. E bravo Mick, anche tu dietro alle ragazzine.

Mick Ralphs & Lori Mattix

Fantastic Negrito

Nella chat di Whatsapp un mese fa Lollo Stevens mi scriveva:

“Doctor, doctor, please! Ho appena sentito alla radio una canzone di Fantastic Negrito (“They go low”) e mi è piaciuta. È grave? Devo ascoltarmi Tarkus 10 volte per espiare?”

Al che io, Dottore in Bluesologia, rispondevo: “Lollo, amico mio, They Go Low non è male, non troppo lontano dagli Aerosmith”

Quello era ciò che pensavo di FN, nome a cui prestavo poca attenzione, fino a quando un paio di colleghi non mi hanno portato ad un suo concerto a Gardone Riviera, all’Anfiteatro del Vittoriale, con la splendida cornice del Lago di Garda ad infiocchettare il tutto. In verità siamo un poco stravolti, il caldo è a limiti del parossismo ma da buoni emiliani teniamo botta, al caldo, all’umidità e alle zanzare siamo abituati, la “bassa” emiliana (quella fetta di pianura che va dalla Via Emilia al Po) non è troppo lontana dalla terra dei Cajun.

The Human Science Boy, The Blues Boy, The Stremmy Girl – autoscatto – Gardone Riviera 20-07-2022

In un ristorantino del delizioso borgo di Gardone ci spariamo dei tonnarelli cacio e pepe che sono uno spettacolo.

Tonnarelli cacio e pepe

Come avrei scoperto il giorno dopo ascoltando il vinile che l’Human Scientist con la sua consueta generosità ha regalo a me e alla Stremmy Girl (oltre al biglietto del concerto!)

Fantastic Negrito – White Jesus Black Problems – foto TT

dal vivo il gruppo del FN è molto più schietto e viscerale, e dunque Rock (in senso lato) e blues. Il lavoro da studio è ben fatto e intriso di soul, rhythm and blues e roots music, ma dal vivo le pulsioni umane e primitive saltano fuori in tutta la loro essenza e i riferimenti blues si fanno evidentissimi (e parlo anche di blues rurale del Mississippi, quello profondo degli anni venti del secolo scorso) e la musica prende sentieri meno patinati ed irrompe nel mare come un fiume in piena. A tratti anche l’hard rock esplode in tutto il suo vigore.

Fantastic Negrito - Gardone Riviera - Anfiteatro del Vittoriale - 21 luglio 2022 - Foto TT

Fantastic Negrito – Gardone Riviera – Anfiteatro del Vittoriale – 21 luglio 2022 – Foto TT

Una sorpresa questo negretto fantastico, buona anche la band, con un plauso particolare al tastierista.

Tornare in Emilia di notte è suggestivo, l’autostrada del Brennero poco trafficata, le argute conversazioni con i due colleghi/amici, la luce dei lampioni e dei fari delle macchine che si scioglie in pennellate lunghissime. Very nice evening.

Tacchini Selvaggi – Beer Stop, Maranello (MO) 21 Luglio 2022

La sera dopo sono a Maranello, al Beer Stop, uno dei pochi locali della zona che propone musica Rock dal vivo con una frequenza e costanza commoventi (4 sere a settimana… tra l’altro il 10 settembre vi suoneranno anche gli Equinox, il mio gruppo) sono a vedere i Tacchini Selvaggi insieme agli Illuminati del Blues. Ci siamo io, Pike, LIZN, Mixi, Jaypee e Mario. Hamburger, hot dog, birre medie (per me Belgian Blanche of course) e una band di country/rock sudista. Niente male. I Wild Turkeys ci danno dentro e Saura è sempre la bassista che ognuno di noi vorrebbe nella propria band.

Tacchini Selvaggi – Beer Stop – Maranello (MO) 21-07-2022 – Foto TT

Rimango a parlare con l’amico del cuore Jaypee fino a tardi, gli argomenti sono sempre gli stessi: gli Edgar Winter’s White Trash del 1971, le pheeghe, il suono della slide guitar su un tramonto che stempera nel nostro bayou immaginario. Ah, caro vecchio Jay!

(al minuto 03:03 please … Jerry Lacroix alla voce con tutta la sua cazzimma)

 

TT’s School Of Rock – Selling England By the Pound

Qualche giorno fa si è svolta la prima puntata della nuova edizione della School Of Rock voluta dalla direzione della azienda dove lavoro. Quest’anno si è deciso per una edizione – diversa da quella dello scorso anno-  da tenersi nella Sala Blues (where the dreams come blue), pubblico selezionato (solo 20 persone – criterio di ammissione: la velocità d’iscrizione), sold out raggiunto in poco meno di sessanta minuti, un’oretta dedicata ad un singolo long playing, un po’ di storielle raccontate dal sottoscritto e poi spazio alla musica. Mercoledì è stata la volta di Selling England By The Pound.

Tim Tirell’s School Of Rock – Luglio 2022 – foto TT

(video di Dancing With … filmed by Stremmy Girl)

Sono rimasto molto soddisfatto della cosa, l’AD, il Presidente e altri 20 colleghi (e un’intrusa) hanno ascoltato con molta attenzione le sciocchezze che avevo da dire, hanno riso al mio modo di andare sopra le righe (ma parliamo di Rock santoddio, non si possono fare lezioncine, qui bisogna pompare se vogliamo raggiungere le profondità cosmiche) e hanno spalancato gli occhi e le orecchie nell’ascoltare Dancing With The Moonlight Knight, I Know What I Like e Firth Of Fifth.

Tim Tirell’s School Of Rock – Sala Blues –  Luglio 2022 – foto TT

Un’ora davvero piacevolissima per me, spesa in buona compagnia ad ascoltare musica di altissimo livello. Il pubblico composto dai mie colleghi mi è parso gradire assai e sebbene io non sia più in missione per conto del Rock già da lungo tempo, mi è sembrato di aver fatto il mio dovere, so I can be hero just for one day.

(video di Firth Of Fift filmed by Silvio Z.)

Sceso dal “palco”, spentosi i riflettori, l’uomo di blues si incammina solitario verso i sentieri impervi del proprio castello kafkiano.

Tim Tirell’s School Of Rock – Luglio 2022 – foto Saura T

Come premio un fritto misto e una Weiss nell’Osteria “dal Barusèr” (dal birrocciao, dal carrettiere) a L’Osteriola, località sul confine tra Mutina e Regium.

Osteria Dal Barusèr – L’Osteriola (RE) – Luglio 2022 – Foto TT

Tra i diversi messaggi arrivati, quello del Tuscany Boy mi fa ridere :

TUSCANY BOY – Caro Tim, purtroppo ieri sono dovuto andare via e inoltre mi sentivo in colpa a partecipare a discapito di chi è rimasto fuori, del resto come le grandi band quando c’è la classe gli eventi vanno sold out. Alla prossima occasione sarò davanti al botteghino a fissare i biglietti non appena disponibili. Con affetto, il tuo fan numero uno.

” il tuo fan numero uno” …ah ah ah, il Tuscany Boy è uno dei migliori 30 under 30 italiani secondo Forbes. Certo che il “Blues” (qualsiasi cosa esso sia) attira a sé una umanità molto variegata.

E a proposito di Blues, questa torrida estate continua ad imperversare, chiediamo dunque al Texas Tornado di vegliare su di noi. Rock and roll Johnny, rock and roll!

Johnny Winter – The Texas Tornado

◊ ◊ ◊

La TT’s School Of Rock sul blog:

Tim Tirelli’s School Of Rock

Tim Tirelli’s School Of Rock – episode 2

Il blues delle “sere d’estate dimenticate” (c’è un dondolo, che dondola)

10 Lug

Parte Blu di Zucchero e scivolo sul passato, calde serate emiliane, oppure passate ai lidi ferraresi e al bayou limitrofo chiamato le Valli di Comacchio che già da bambino mi irretiva

Sere d’estate, dimenticate
C’è un dondolo che dondola

Valli di Comacchio

torno poi al presente per un momento

Che belle scene di lei che viene
Da lune piene, si dondola

che belle scene di lei che viene

e quindi inciampo nelle trame di nidi di stelle immaginari.

Cammino e penso a te, ai grilli e alle cicale, come strane suore,
Baby respiro respiro te
Purezza e leccornia, fuoco della sera
Siamo destini, siamo sempre noi, ma più vicini
Stretti e supini, siamo sempre noi lassù

Io e Fornaciari siamo sintonizzati sulle lunghezza d’onda dello stesso sentimento blues, il tema dei ricordi legati alla sua estrema giovinezza è spesso presente nei pezzi che scrive, ai più a volte potrà anche sembrare ripetitivo ma un uomo di blues ci sguazza in quel blue feeling, d’altra parte da bambino passavo le domeniche a Villa Bagno in campagna dai nonni, a un tiro di schioppo dalla sua Roncocesi, qui nella Regium Lepidi County.

La luce polverosa del sole che filtra nel solaio (in dialetto al tasèl) delle case di campagna delle nostre zone, il verderame, la vendemmia, Venere che viene su dai campi … l’immagine di giovani donne concrete, sensuali e voluttuose per noi ragazzini alle prese con i primi pruriti … la nostra terra, che è la più bella solo perché è quella a cui sono appesi i nostri ricordi, faccenda dunque puramente soggettiva. Adelmo ha qualche anno in più di me, ma quello che scrive nelle sue canzoni io l’ho vissuto, in primis la nonna che dal grande portone in ferro urla verso la campagna e ci chiama …’delmo, viin a cà …’tefano, viin a cà … Adelmo/Stefano, vieni a casa…

Una volta Mel Previte (guitarist e producer extraordinaire) mi disse “A me piace Zucchero, però sempre quel nominare il blues, non è che lui poi faccia blues…”; al di là dei riferimenti musicali in senso stretto che comunque in certi suoi pezzi sono presenti io penso che il blues Sugar lo abbia nell’intenzione e nell’anima, ed è sempre presente in lui, e in me, ecco perché quando sento certe sue canzoni mi commuovo e mi immedesimo, mi ci trovo in quei suoi quadretti musicali, perché i momenti e i luoghi che disegna li ho visti e vissuti, pressappoco negli stessi anni…

Esco dalle canzoni di Zucchero e mi ritrovo nel posto in riva al mondo in cui vivo da più di 13 anni, Borgo Massenzio, ancora a pochissimi km da Roncocesi.

Domus Saurea - Luglio 2022 - Foto TT

Domus Saurea luglio 2022 – Foto TT

E’ l’estate 2022 io e Adelmo non siamo più bambini e il bello di noi due è già volato via, come canta in Ci Si Arrende

Quanto ti vorrei
Dentro le giovani estati
Anche adesso
Ora che il più bello di noi due
È già volato via e non ritorna più

Il tempo scorre veloce, il blues arranca lento e per non arrendermi cerco stratagemmi che distraggano il blues che pervade questa mia povera anima inquieta. Con qualche sacrificio alla Domus è arrivata una piscina esterna, con cui io e la pollastrella intendiamo affrontare questa estate torrida e implacabile.

Bluesing by the pool - Domus Saurea luglio 2022 - Foto TT

Bluesing by the pool – Domus Saurea luglio 2022 – Foto TT

Fare il morto guardando il cielo blu mi aiuta a fare evaporare le tossine …

View from the pool - Domus Saurea luglio 2022 - Foto TT

View from the pool – Domus Saurea luglio 2022 – Foto TT

fare qualche vasca mi tiene impegnato e mi distrae.

Bluesing by the pool - Domus Saurea luglio 2022 - Foto TT

Bluesing by the pool – Domus Saurea luglio 2022 – Foto Saura T

E così tutti i giorni, torno dal lavoro verso sera, mi butto nell’acqua blu, quasi un’oretta a mollo, poi doccia e – ogni tanto – Bella Napoli al Pizzikotto di Viale Gramsci.

Belgian Blanche Blue Boy - Regium Lepidi luglio 2022 - Foto Saura T

Belgian Blanche Blue Boy – Regium Lepidi luglio 2022 – Foto Saura T

A proposito del Pizzikotto di Viale Gramsci (location ormai amata da ogni amico che ho), il sinodo degli illuminati del blues quest’anno lo abbiamo festeggiato ieri sera, con tre settimane di ritardo, quel che conta è che ci siamo trovati ugualmente, il Team Tirelli (seppur non al completo) di nuovo insieme, e quando the boys are back in town, non c’è n’è per nessuno.

Blues Brothers - Domus Saurea Luglio 2022 - Foto Saura TT

Blues Brothers (left to right: Pike, Bèssi, Lollo, Tim, Riff, Liso, Mario) – Domus Saurea Luglio 2022 – Foto Saura TT

Al lavoro il periodo più impegnativo, che a dir la verità temevo, sembra essere passato, ne sono uscito più o meno indenne, mi sono calato nella parte di capo cantiere e ne sono venuto a capo. Certo, ho passato giorni duri e faticosi, dove non ero mica tanto biondo, come diciamo qui in Emilia. Lottare poi con il sentimento del “non me ne frega più un cazzo” di cui parlavo nel precedente articolo del blog non è stato facile, ma anche stavolta Stefano e Tim sono riusciti a imbrigliare Ittod (per chi si fosse sintonizzato solo ora sto parlando della lotta intestina tra i tre uomini che sono); meno male che a fine giornata avevo la opportunità di far decantare un po’ il tutto nella Sala Blues, la sala aziendale dove vi è l’impianto hifi di cui ho già parlato. Una sera vi arrivo e trovo il C.O.O. in call col collega dell’Human Science e il mio collega Zlatan tutto indaffarato alle prese con la chiusura del mese, stavano ascoltando il primo solista di Billy Idol. Mi sono gettato sul divanetto e mi sono messo ad ascoltarlo con loro. E’ stata una piacevole riscoperta.

Spostandomi sull’argomento Rock, leggo con interesse una intervista di Creem del mese scorso a Unity McLean, immarcescibile responsabile degli uffici della Swan Song

https://www.creem.com/fresh-creem/unity-maclean-interview-the-who-led-zeppelin?fbclid=IwAR2sk3ga2tpK6lmY_xFrtFZVITnxQhPT4w3mqtOXIlFKuuPU7QEOcWwaFBs

poi mi guardo su Youtube un nuovo filmato amatoriale dei Led Zeppelin Live in Los Angeles (March 25th, 1975) – 8mm film (Source 2)

Sappiamo che il tour del 1975 è stato pieno di problemi, che la band aveva iniziato il viaggio verso gli orizzonti perduti, ma nonostante questo il filmatino me lo gusto ugualmente.

https://www.youtube.com/watch?v=tlvFy14n6c8&ab_channel=ledzepfilm

Contemplo qualche vecchia classifica degli LP più venduti in America. Bello vedere nel 1973 Edgar Winter al primo posto,

US ALBUMS CHART june 1973 - courtesy of Dave Lewis

US ALBUMS CHART june 1973 – courtesy of Dave Lewis

mi viene poi da sospirare a contatto con quella del 1976, periodo in cui iniziai ad entrare davvero nella musica Rock … Presence, gli Wings, A Night A The Opera, Run With The Pack, Desire, Amigos, Station To Station … ah!

US ALBUMS CHART EARLY MAY 1976.

US ALBUMS CHART EARLY MAY 1976 – courtesy of Dave Lewis

Per tornare a noi, mi sta frullando nella maruga qualche idea per un possibile ritorno di Aramis (il personaggio da me creato con cui ogni tanto vi annoio sulle pagine miserelle di questo blog). Buffo, è bastata una foto trovata chissà dove di una paio di mutandine indossate da chissà chi per dare il via ai pensieri che forse porteranno a un nuovo episodio. Sono proprio un uomo.

Restando su quello che mi piace fare, continuano a venirmi idee per nuove canzoni, due sono ormai complete: Fantasia e I Got The Blues (entrambe in accordatura aperta di MI), un’altra, Sincronicità, è work in progress. Al di là del fatto che finiranno chiuse in un cassetto insieme alle altre, niente male Tim Tirelli.

L’estate continua, il gran caldo ci attanaglia, il blues ci prende alla gola, ma non molliamo, invochiamo il Dark Lord affinché vegli su di noi e andiamo avanti. Ever onward my friends!

TDL - Earls Court, may 1975

The Dark Lord – Earls Court, may 1975

Summer On A Solitary Countryside

26 Giu

Mattina del 21 giugno, solstizio d’estate, ore 05:50 – Minnie è inquieta, miagola, o meglio, lancia i suoi gridolini, raspa contro ad una porta, saltella e poi, finalmente, va nella lettiera a fare i suoi bisognini. E’ tale e quale a Palmiro, quando hanno la cacchina devono lanciare i loro blues verso l’universo. Mi alzo, do un’occhiata che The Child continui a vegliare su di noi e che più in su, al posto del crocifisso, soprattutto lo faccia il Che;

The Child – handmade by Patrizia Ferri

pulisco quindi la lettiera, apro la porta, Stricchi, Ragni e Raissa si infilano dentro e si posizionano davanti alle ciotole che prontamente riempio. Mi infilo le braghette corte, una maglietta e le infradito e, come un white trash qualunque, scendo e mi immergo nella luce sfumata del primo mattino.

haybale-summer-sun-farming-countryside-poems

Innaffio lo stabilizzato che il muratore qualche giorno fa ha posato e battuto su un pezzo del prato, sarà la base su cui monteremo la nuova piscina che abbiamo comprato. Con la gomma dell’acqua in mano contemplo la campagna proletaria in cui da 13 anni vivo e la casetta derelitta che chiamo Domus Saurea. Fedele al pezzo di Muddy Waters che preferisco e che definisce il mio animo irrequieto cerco di dipanare il fastidio interiore che circumnaviga il mio corpicino da uomo di blues.

E’ così che inizio il solstizio d’estate, da oggi le giornate torneranno ad accorciarsi, ma non abbiano paura gli uomini non di blues, c’è ancora tutta l’estate davanti, sarà (ed è già) caldissima e asciutta, la siccità ormai è un problema costante, chissà dove arriveremo, chissà se quella piccola parte di umani illuminati che abita questo pianeta sarà in grado di trascinare il resto dell’umanità verso un futuro decente e possibile.

Chi non è illuminato è di certo il vescovo di Verona giuseppe zenti (tutto in minuscolo) che cerca di ottenebrare le menti e di influenzare il voto per l’elezione del sindaco invitando a sostenere i candidati che prevedono “la famiglia voluta da Dio e non alterata dall’ideologia del gender”. Le religioni sono davvero una catastrofe per l’avanzamento del genere umano. Lo stesso possiamo dire per gli stati uniti d’america che vietano l’aborto legale, costringendo migliaia di donne a rivolgersi altrove.

Guerre, capitalismo selvaggio, populismo, individualismo, integralismo religioso, istinti reazionari, stiamo davvero vivendo tempi bui.

E’ con questi cupi pensieri che mi metto in macchina e parto per il lavoro. Sono da poco passate le 7 del mattino, e nei campi emiliani si cerca di irrigare come meglio si può.

Tra Prato e Molino di Gazzata (Regium Lepidi County) – giugno 2022 – foto TT

Tra Prato e Molino di Gazzata (Regium Lepidi County) – giugno 2022 – foto TT

Tra Prato e Molino di Gazzata (Regium Lepidi County) – giugno 2022 – foto TT

I filari delle viti mi sistemano l’animo, ho già scritto più volte che ho un rapporto carnale con questa pianta, è un fatto di DNA credo, sarà il cognome, sarà che mio nonno paterno era contadino e coltivava la vite, ma ogni volta che le guardo mi sento a posto. Ora che sono state sostituite dal fil di ferro, il termine “tirelle” è improprio, ma viene ancora usato, almeno qui in Emilia. Le “tirelle” originarie costituivano il sistema tipico di coltivazione di diversi tipi di vite, ed erano chiamati così i lunghi tralci che formavano pittoresche ghirlande o catene piene di grappoli.

Tra Prato e Molino di Gazzata (Regium Lepidi County) – giugno 2022 – foto TT

Poco più distante un campo di grano riflette la luce del sole … la chiavetta della blues mobile passa i Little Feat, Fossati e Robert Johnson…

Tra Prato e Molino di Gazzata (Regium Lepidi County) – giugno 2022 – foto TT

Al lavoro vengo risucchiato dagli impicci di cui mi occupo, periodo piuttosto intenso questo, il che per certi versi è un bene, visto che evito di concentrami sui blues perenni che mi scuotono tutto. Mi scrive il nostro AD, mi manda un link di youtube a proposito di un una lezioncina che un tipo fa su un disco di una band di heavy metal tra le più rinomate, il senso dell’intervento si può riassumere così: “E’ un disco raffinato”. Mi metto le cuffiette e la ascolto. E’ un link inviato dal mio AD, dovrei essere sfumato e ringraziare il Nulla Cosmico Onnipotente per avermi dato un CEO come quello, ma non riesco a trattenermi e quello che gli scrivo è:

Ciao AD, so che tu, come il ns altro collega Zlatan, sei un grande fan. Il metal non è my cup of tea, o forse non lo è più, in tutta onestà è un genere che per come la vedo io si associa a fatica al concetto di dischi raffinati. Sia chiaro, i dischi non devono essere tutti raffinati, anche io ascolto cose probabilmente discutibili, ma sono sempre attento a distinguere tra capitoli importanti della musica e capitoli importanti della mia vita. Nella narrazione dell’heavy metal tutto sembra essere un capolavoro e il genere purtroppo ha fagocitato il concetto di Musica Rock e ha reso normalità l’aspetto kitsch e la propensione all’over the top. Sorry, ma tendo a non sopportarlo più … ci vediamo più tardi.

Poco dopo viene da me, col suo solito sorriso e aperto e franco. Io mi scuso “Scusa AD, lo so, sono un cagacaxxo (e già usare questo linguaggio con un AD di ALTISSIMO livello come lui è un azzardo)”. “Ma io vengo da te a parlare di Rock proprio per questo” mi risponde. Dio (Page, insomma) quanto voglio bene a quest’uomo.

Nel pomeriggio vado a prendermi un caffè nel Refettorio aziendale con una collega che ho ribattezzato Stremmy Girl, (dal dialetto emiliano “stremnèda, streminata, una che “stremina” gli oggetti dietro di sé, sta per ragazza un po’ disordinata, alternativa, obliqua). Essendo il tipo di donna che è si mette subito a parlare con altri nostri colleghi (molto più giovani di noi), l’argomento verte sui concerti rock che si tengono in questi giorni in Italia e che alcuni di loro andranno a vedere. Io mi allontano, non voglio essere coinvolto, non voglio fare la parte del solito rompiscatole, perché non voglio parlare di musica di gruppi che non mi piacciono. Andranno a vedere una band di Los Angeles del 1983 dedita a rock alternativo/funk/hip hop che ho sempre trovato insopportabile, la cui musica è adatta a bambinetti scemi e non ho voglia di cercare perifrasi o giri di parole per dire quello che penso in maniera sfumata. Stesso discorso per quell’altra band di Seattle formatasi nel 1990 o giù di lì, che fa quel rock contenutistico influenzato dal rock anni settanta ma trattato con lo spirito grunge, con quei cantati trascinati e quelle melodie tediose. Basta, non ce la faccio più. Non riesco ad essere ecumenico, posato, equilibrato, è tutta musica sopravvaluta.

Questo sta diventando un problema, essendo un uomo di una (in)certa età ormai non ho più i filtri, non me ne frega più caxxo di nulla, non ho una carriera professionale da costruire (figuriamoci dopo essere stato costretto a ripartire da zero tre anni fa, porca madosca!), la mia rete di amicizie e relazioni ce l’ho, la mia visione delle cose ormai è formata …certo, dicono si possa sempre migliorare e crescere, a qualunque età, ma sarà vero? Insomma il mio approccio è: I Don’t Take Any Shit From Anybody (and Anything)! E non c’entra nulla il fatto che a una (in)certa età si diventa grumpy old men

è solo che hai la percezione del limite e vorresti impiegare il tempo unicamente per cose che – almeno per te – valgano la pena e, parlando di musica, tutto sta andando a ramengo:

TikTok e Spotify per un pianeta di musichette: verso il collasso dell’industria discografica

E così, con questi pensieri, con l’animo inquieto, irrequieto e i pensieri in divieto, che, finite le giornate di lavoro, torno verso il posto in riva al mondo …

Nei dintorni della Domus – tardo giugno 2022 – foto TT

Nei dintorni della Domus – tardo giugno 2022 – foto TT

La pollastrella è a Londra con la sua amichetta del cuore. Ieri scopre all’ultimo che uno dei suoi dei, Rick Wakeman, terrà un concerto, inutile dire che riesce a parteciparvi e ad incontralo e che Rick quando la vede esclama “Oh, bello rivederti Saura!”. Ora, chi legge questo blog sa che abbiamo avuto una liason con Wakeman negli ultimi anni, che grazie al promoter italiano lo abbiamo visto più volte, incontrato e intrattenuto nelle ore pre concerto più volte … però, ecco, che Rick Wakeman, uno dei due massimi keyboard wizards della storia del Rock riconosca la crestina bionda della pollastrella fa sempre un certo effetto per chi, io, negli anni settanta da ragazzino vedeva questi musicisti appunto come dei.

Lei è dunque nella perfida Albione così dovrò occuparmi in solitaria dei 9 gatti che vivono qui alla Domus e di me stesso, finisco così per preparami senza il minimo sentimento una di quelle misere cenette da uomo di blues…

le misere cenette di TT – giugno 2022

Solo in casa, una cotoletta scaldata alla bene meglio, qualche rapanello, una birra bianca e la cuca … guardo fuori dalla finestra, i frassini sembrano boccheggiare, è ormai sera ma la campagna è ancora lì che rosola lenta sotto il sole … mi torna in mente un ricordo che non posso avere, io e Mother Mary nella campagna di Arceto un milione di anni fa … già, Mother Mary, trent’anni senza di lei il mese scorso … mi sembra quasi impossibile…

Arceto (RE) via Ca’ del Diavolo long time ago: Tim & Mother Mary

Sono quindi sotto i colpi del blues, mood ormai costante, a volte capita che qualche lettore mi scriva a proposito di vecchi post facenti parte della categoria Tim’s blues, vado a rileggerli e mi accorgo di quanto questo sentimento sia presente su queste pagine miserelle, il che non vuol dire vivere una vita malinconica, in fondo passo per essere un emiliano tipico, ben disposto verso il prossimo e a cui piace stare con la gente e fare baracca, come diciamo qui, … stare in compagnia e fare festa … ma in sottofondo c’è sempre quel nido di stelle che non riesco a raggiungere e che non raggiungerò mai, d’altra parte sarebbe come pretendere di cercare di catturare, correndo, un puma sfuggente nella savana, inutile provarci.

E così, per diluire i blues mi affido alle solite piccole cose che mi distraggono e mi tengono sulla retta via, mangiare una pizza con la groupie

Pizza al Pizzikotto - giugno 2022 - foto TT

uscire con due giovani colleghi (The Rosespring boy e Mr MC) di cui per età potrei senza dubbio essere il padre

Young Men and Old Man – Mutina giugno 20224

e farlo con i soliti sospetti, il Pike Boy e LIZN, due degli illuminati del blues facenti parte del Team Tirelli,

Tres Hombres – Domus Saurea giugno 2022 – Foto Saura T.

oltre a questo i soliti ordini sul sito dell’Adidas, espediente con cui cerco di colmare i vuoti esistenziali.

SERIE TV:

DOWNTON ABBEY – TTT¾

Adesso mi dovete dire che cosa c’entro io con ABBEY ROAD, va beh, io la chiamo così, con DOWNTON ABBEY insomma, serie Tv inglese che parla di una famiglia aristocratica intorno agli anni venti del secolo scorso. A me l’Inghilterra non piace, l’aristocrazia e la nobiltà ancora meno (sono fieramente figlio della Rivoluzione Francese) eppure in un modo o nell’altro ci sono caduto dentro. La colpa è della pollastrella, che invece ha una passione per la Londra vittoriana e per l’Inghilterra potteriana, e non se ne perde una di serie TV a tema.

La serie è comunque fatta bene grazie ad una produzione danarosa, alcuni attori sono molto bravi, la saga famigliare si fa seguire facilmente … certo, a tratti scivola su facezie da telenovela, ma una volta dentro, poi non è facile uscirne. E sì, avete ragione, non si mai visto Johnny Winter guardare Downton Abbey.

STRANGER THINGS – TTT+

Per ST mi è capitato la stesso, vedevo la pollastrella attratta dalla cosa, guardavo distrattamente qualche scena, ma non mi spiegavo perché fosse diventava una fan scatenata di questa serie, tanto da riguardala tutta altre tre volte. Poi, mentre la febbre Stranger Thing in tutto il mondo montava, mi accorgevo che anche la rivista Classic Rock UK ne scriveva nei sui spazi online, e allora mi son detto “devo capire“.

A me, che ricordo ancora, sono uomo di una incerta età, non pare poi sta gran cosa, capisco che possa piacere ai ragazzini e a chi, come la pollastrella o il mio collega Zlatan, aveva la stessa età dei ragazzini protagonisti della serie nella prima metà degli anni ottanta e abbia per certi versi un approccio da Nerd.

Riferimenti a Incontri Ravvicinati Del Terzo Tipo e a Alien sono chiarissimi, il soggetto di per sé non è originalissimo, le musiche se non altro sono di spessore (Peter Gabriel, Foreigner, Clash, Kate Bush, The Cars, The Police, Echo And The Bunnymen, Joy Divison, Talking Heads, etc etc.)

Stucchevole poi il modo in cui vengono dipinti i Russi, certo fa parte della politica statunitense da sempre, in quegli anni in particolare, però qui siamo alle macchiette da avanspettacolo.

OUTRO

Come ogni anno Palmiro durante le ore più calde si rifugia in casa al fresco dell’aria condizionata,

Palmiro – crazy from the heat – Domus Saurea giugno2022

spesso gli parlo, lui mi sta a sentire, se rimane steso sul pavimento significa che quel che dico è superfluo, se invece viene a sdraiarsi sul mio petto e inizia a fare le fusa vuol dire che ha compreso che il livello del blues è alto e che da felino cerca di farmi arrivare le good vibrations.

Palmiro - crazy from the heat - Domus Saurea

Anche la Stricchi interagisce con me, mentre sogno col calciomercato o scrivo qualcosa per il blog lei salta sulla scrivania, si sdraia e tiene d’occhio il mouse.

Stricchi & Romelu – giugno 2022 – foto TT

La pollastrella non la si tiene più, le confezioni di thè e tisane hanno raggiunto numeri preoccupanti, così ha ordinato una cassetta raccoglitore personalizzata. Roba da nerd.

Saura’s Tea collection – foto TT

Saura’s Tea collection – foto TT

E allora, faccio un ordine anche io, che il mio Rum cubano preferito possa lenire i blues e rendere questa calda estate emiliana accettabile. Anche se in ritardo di qualche giorno, buon solstizio donne e uomini di blues.

Rum Legendario – foto TT

(Christmas with the yours,) Easter what you want

17 Apr

Eccoci qui, tutti intenti a festeggiare il passover, l’esodo degli ebrei dall’Egitto poi diventato un’altro tipo di passaggio, quello legato alla resurrezione. Noi qui sul blog al massimo festeggiamo con gli ovetti pasquali, un vecchio simbolo dell’umanità relativo alla fertilità e alla nuova vita.

ovetti pasquali led zeppelin

Il passaggio che ci interesserebbe sarebbe quello che ci porta al tanto agognato nido di stelle, là dove ci si sente a posto, dove l’innamorato trova il modo di incanalare il proprio sentimento e riceve dal proprio oggetto del desiderio le attenzioni che merita, come uno che riceve un bicchiere d’acqua fresca dopo essere stato sotto al sole per ore senza che nessuno si voltasse ad accorgersi che aveva sete. Là dove vivere di quello che si sa fare meglio, là dove la squadra del cuore non fa perdere mesi di vita ad ogni partita, là dove la musica rock (quella vera) è ancora in classifica, là dove ci si sente titanici dinnanzi al futuro, come diceva l’amico Pop.

Ma il nido di stelle non esiste e dunque non resta che goderci nel miglior modo possibile questo weekend lungo. Qui alla Domus Saurea è finalmente fiorita la pianta di Lillà così facciamo frequenti capatine a sentirne il profumo; certo, non si sarebbe mai visto Johnny Winter fare lo stesso ma …

Fiori di Lillà alla Domus Saurea - foto TT

Fiori di Lillà alla Domus Saurea – foto TT

Il bersò ormai è pronto per essere assemblato, ancora qualche giorno e poi daremo il via alla stagione estiva della Domus con i relativi sinodi dei confratelli blues, noi dieci amici con le nostre tuniche e i nostri cappucci a salmodiare i testi dei Firm avvolti nella notte nera della campagna proletaria emiliana, spezzando il pane e versando il bourbon.

In attesa di montare il bersò - Domus Saurea aprile 2022 - Foto TT

Nel frattempo la pantera nera della Domus ha ripreso a godersi le giornate di sole, riposandosi tra una sgambata e l’altra, sotto l’ombra di un pino,

Pantera nera alla Domus (il blues del gatto Palmiro) - Foto TT

Pantera nera alla Domus (il blues del gatto Palmiro) – Foto TT

lo stesso fa quella pazza della Stricchi, sente la primavera e si struscia nell’erba fresca

mentre la Ragni preferisce ancora rimanere nell’ombra del blues.

Ragni in the shadow of the blues - Domus Saurea aprile 2022 - foto TT

Ragni in the shadow of the blues – Domus Saurea aprile 2022 – foto TT

Alla Coop, il sabato mattina, ci accorgiamo cosa significhi essere uomini: davanti allo scaffale dei Bibanesi, non riusciamo a trovare quelli al Kamut. Naturalmente bastava guardare con attenzione, ma non c’è nulla da fare, siamo così. Vicino a noi un uomo di qualche anno più vecchio (ma che francamente sembra nostro zio) si fa guidare passo passo da una commessa per trovare un prodotto per la pulizia della cucina, poi ringrazia l’addetta con profusione e termina con “Sa, noi uomini di queste cose non ci capiamo niente”

I Bibanesi alla Coop - foto TT

I Bibanesi alla Coop – foto TT

Come spesso accade poi elaboriamo per l’ennesima volta che i Led Zeppelin li abbiamo sempre in testa

Led Zep on my Mind - Foto TT

Led Zep on my mind (sabato alla Coop blues) – foto TT

così come la nostra squadra del cuore, il nostro amore infinito, quello che ci fa trepidare e sospirare, come fosse lei l’oggetto del nostro desiderio, come fosse la donna che ci tiene in sospeso, e noi ci si ritrovi a pensare a lei ogni momento, bellissima e sfuggente e noi ad inseguirla in attesa di vedere coronato il nostro sogno (lo scudetto) o la ragione stessa della nostra vita (la Champions).

Inter on my mind  (sabato alla Coop blues) - foto TT

Alla Coop, in fila davanti al banco gastronomia, dando un’occhiata a come siamo vestiti, ci accorgiamo quanto la nostra propensione per un marchio di abbigliamento sportivo sia diventato ormai una mania: pantalone cargo Adidas, felpa Adidas, Scarpe Adidas. Per evitare derive ossessive-compulsive una volta arrivati a casa ci costringiamo a cambiare brand.

Brand Change - TT alla Domus aprile 2022 - autoscatto

Brand change – TT alla Domus aprile 2022 – autoscatto

Le Avventure di Aramis Reinhardt continuano a formarsi nella nostra maruga, al punto che anche quando siamo al telefono ci scopriamo a scrivere appunti su post it. Vi sono diverse persone che ci scrivono circa la bontà di quegli scritti, e a quelle persone noi da questo misero blog mandiamo i nostri ringraziamenti.

Gli appunti di Tim Tirelli

Gli appunti di Tim Tirelli

Ci capitano in mano vecchie foto del tempo che fu, per un momento sobbalziamo nel vedere noi stessi versione anni ottanta

TT back in the 80s - Blast from the past

TT back in the 80s – Blast from the past

in quel periodo (ma anche qualche anno prima, nella seconda metà dei settanta) ci pareva che il mondo sarebbe migliorato anno dopo anno, e la società al passo con esso, e invece oggigiorno guardare telegiornali e leggere quotidiani rende ancor più deprimente il senso di frustrazione, la società oggi pare involuta, la popolazione preda di pulsioni barbare, i leader mondiali non all’altezza del loro ruolo e ancora siamo costretti a vedere guerre assurde dove le parti in gioco (tutte) mostrano il peggio di sè. Stupisce inoltre che nei notiziari di Sky TG 24 vengano prese sul serio certe uscite di certi uomini in bianco… mah!

Il papa consacra russia e ucraina al cuore di maria

E allora non resta che trovare riparo nelle piccole cose della nostra vita marginale; a tal proposito annotiamo che dopo anni siamo tornati alle home recording, a registrare le nostre canzoncine. Finiranno nel cassetto insieme a tutte le altre, ma è comunque un piacere lasciare qualche traccia tangibile.

Si torna a registrare (alla vecchia maniera) - foto TT

Si torna a registrare (alla vecchia maniera) – foto TT

SERIE TV: VENNE DAL FREDDO – TTT¾

Smascherata come ex spia russa, una madre single americana deve destreggiarsi tra la vita familiare e il suo potere di mutare forma per combattere un pericoloso nemico.
Con: Margarita Levieva, Cillian O’Sullivan, Lydia Fleming
Creato da: Adam Glass

Sì, certo, non un soggetto originalissimo (spia russa che vive negli stati uniti) ma a me questi 8 episodi sono piaciuti. Online non è che le recensioni siano chissà che, ma ripeto, io l’ho vista con piacere, forse perchè Margarita Levieva ci piace molto.

VENNE-DAL-FREDDO-683x1024

SERIE TV: WOLF LIKE ME TTT¾

Ideatore: Abe Forsythe
Genere: Miniserie TV
Anno: 2022
Paese: Australia – PRIME VIDEO
Durata: 27 min
Wolf Like Me è una miniserie scritta e diretta da Abe Forsythe, con Josh Gad e Isla Fisher protagonisti. Ognuno porta il proprio trascorso in una nuova relazione e Gary e Mary non fanno eccezione. Lui, un disastro emotivo, è un padre single che vive ad Adelaide, in Australia, e sta facendo del suo meglio per provvedere da solo alla figlia Emma (Ariel Donoghue), di 11 anni, dopo la morte della moglie. Lei gestisce una rubrica di consigli ed è un tipo distante che si sta trascinando dietro un bagaglio emotivo non meno pesante. Un giorno, nelle circostanze peggiori, Gary conosce Mary, e nonostante i tentativi di lei di stare alla larga, i due continuano a incontrarsi, ancora e ancora, in una successione di coincidenze che implicano la mano del destino. Mentre Gary fatica a connettersi con sua figlia, per Mary entrare in sintonia con Emma non potrebbe essere più semplice. Tuttavia, il bagaglio di Mary racchiude un segreto che teme possa ferirli entrambi. Ben presto, diventa chiaro che l’universo li ha uniti per una ragione. Non è chiaro quale, devono solo continuare a seguire i segni. https://www.comingsoon.it/serietv/wolf-like-me/3360/scheda/

Miniserie che si guarda con grande facilità. Vite comuni, i grandi spazi australiani e un segreto. Profonda, surreale, godibile.

SERIE TV WOLF LIKE ME

Bene, giunti alla fine non ci resta che salutare la piccola comunità di donne e uomini di blues che si è creata attorno a questo blog, a questo gruppo di persone (il Team Tirelli appunto) che condivide un pezzetto di vita insieme. Chiamatela come volete … Pasqua, festa degli Ovetti, festa dei Coniglietti, festa della Fertilità, ma cerchiamo di passare questi giorni nel migliore del modi. E fate i bravi, il vostro magister vi osserva.

TT aprile 2022

Uomo di blues – TT aprile 2022