Nella quarta di copertina di questo libro vi è una frase tratta dalla recensione fatta dal Deutsclandfunk Kulture che descrive molto bene questo bel romanzo:
Con Bracconieri, Reinhard Kaiser-Mühlecker ci consegna un romanzo potente che trascina il realismo di una fattoria contemporanea nelle profondità della lettereatura esistenzialista.
Ho letto il romanzo di Kaiser-Mühlecker con la stessa curiosità con cui mi avvicino a certi dischi di cui non so molto: senza aspettative precise, ma con l’orecchio teso.
Bracconieri è un libro austriaco che parla di cose semplici e pesanti: la campagna, i fratelli, il silenzio che si accumula tra gli uomini che non sanno parlarsi. Kaiser-Mühlecker scrive con una prosa scarna, quasi ostinatamente priva di ornamenti — niente di inutile, ogni frase al suo posto come le cose in un fienile.
La storia è quella di due fratelli (e una “sorella”) e di una fattoria, di quello che si eredita e di quello che invece si porta via il vento: la solitudine rurale, il peso del passato, i legami che stringono senza consolare.
Non è un libro che si legge in fretta. Va masticato. È lento come certi pomeriggi di agosto in pianura, quando il caldo immobilizza tutto e i pensieri girano su sé stessi.
Verso la fine il libro diventa disturbante (direi da pagina 244), ma ciò non toglie l’originalità e la potenza.
Mi è piaciuto molto, avrei dovuto dargli almeno ¼ di voto in più, ma l’evento finale è così inquietante per uno come me che non vi sono riuscito. Non mi ha cambiato la vita, certo, ma certi libri non devono farlo: basta che ti facciano stare in silenzio un momento in più del solito.
PS: la traduzione (e dunque tutto l’arrangiamento) di Alessandra Iadicicco mi sembra impeccabile.
◇ ◇ ◇
DESCRIZIONE
https://www.lafeltrinelli.it/bracconieri-libro-reinhard-kaiser-muhlecker/e/9791280794499
Con una prosa nitida e cruda, che scandaglia i moti più intimi e l’aspra natura che fa da sfondo alle vicende umane, Reinhard Kaiser-Mühlecker ci guida con maestria attraverso le distese solitarie dell’Austria, mostrandoci l’animo tormentato dei suoi personaggi e la loro lotta silenziosa per resistere alla disillusione e rimanere fedeli a se stessi in un mondo che cambia vertiginosamente.
«Bracconieri […], le emozioni le centellina e, soprattutto, le dispensa con parsimonia. Potremmo dire che le dissoda piano piano dalla scorza dei personaggi della storia, quasi a voler emulare, anche nelle scelte stilistico-narrative, i ritmi lenti, ripetitivi e cadenzati dell’agricoltura, attività cui l’autore austriaco si dedica in parallelo alla scrittura nell’azienda di famiglia.» – Marco Ostoni, La Lettura
Jakob è un giovane agricoltore schivo e votato alla vita di campagna. Disinteressato alle lusinghe del mondo, il suo unico obiettivo è mandare avanti la fattoria di famiglia. Ma quando conosce l’artista Katja, giunta lì per sfuggire alle nevrosi cittadine, sembra profilarsi per lui un’insperata possibilità di sfuggire alla solitudine: insieme avviano un allevamento biologico, si sposano e hanno un figlio. Tuttavia la ritrovata serenità è messa a dura prova dalle difficoltà quotidiane della vita rurale e dalle profonde lacerazioni che da tempo segnano la vita di Jakob. I tratti oscuri del suo carattere riaffiorano senza sosta, mentre i dubbi sulla sincerità di Katja non gli danno tregua.

















Percival Everett insegna alla University of Southern California. Ha scritto numerosi libri, tra i quali: Deserto americano (2004), Ferito (2005), La cura dell’acqua (2007), Non sono Sidney Poitier (2009), Percival Everett di Virgil Russel (2013), Quanto blu (La nave di Teseo, 2020), Telefono (La nave di Teseo, 2021), Gli alberi (La nave di Teseo, 2023; finalista al Booker Prize e vincitore dell’Anisfield-Wolf Book Award). Per i suoi lavori Everett ha ricevuto lo Hurston/Wright Legacy Award e il PEN Center USA Award for Fiction. Vive a Los Angeles. Da questo romanzo Cord Jefferson ha tratto il film American Fiction, con Jeffrey Wright e Tracee Ellis Ross, candidato a 5 premi Oscar e 2 Golden Globe, vincitore del BAFTA per la migliore sceneggiatura non originale.






Commenti recenti