Archivio | Libri Fumetti Riviste RSS feed for this section

DYLAN DOG “Casca Il Mondo” (Bonelli – giugno 2019) (another Barbara Baraldi finest)

11 Giu

Sono già passati sette anni  da quando parlammo la prima volta di Barbara Baraldi, scrittrice, autrice e, come la definimmo all’epoca, ghotic girl. Ci colpì un episodio contenuto in un volumetto speciale di Dylan Dog detto Colofest. La contattammo, scoprimmo un’umana speciale e la intervistammo.

Ora ci capita in mano un nuovo numero di DD dove è ancora lei a curare soggetto e sceneggiatura (doveroso citare anche i bei disegni di Bruno Brindisi e la riuscita copertina di Gigi Cavenago) e ne rimaniamo di nuovo affascinati.

Barbara scrive una bella storia, originale e vissuta, che si dipana tra le incrinature, le rovine e le disperazioni di un terremoto particolare. Storia che rimanda alla nostra terra … sì perché i paesi dove siamo nati e cresciuti distano pochi chilometri, paesi che proprio sette anni fa furono colpiti dal terremoto che coprì la nostra parte d’Emilia col suo velo di crepe nere, il mio in maniera lieve il suo, ahinoi, in maniera decisa. Se quelle scosse me le sono portate nell’animo io per diverso tempo, figuriamoci Barbara che ha dovuto affrontare la durissima realtà di vedere il proprio paese distrutto.

Quel blues color tenebra cerca di elaborarlo anche oggi, in questo bel numero che vi invito a non perdere.

Brava Lady Moon, un altro dei tuoi piccoli capolavori.

https://shop.sergiobonelli.it/dylan-dog/2019/04/15/albo/casca-il-mondo-1004508/

Barbara Baraldi

https://www.barbarabaraldi.it/

◊ ◊ ◊

Barbara sul blog: 

https://timtirelli.com/2012/08/29/conversazione-con-barbara-baraldi-scrittrice-e-gothic-girl/

https://timtirelli.com/2015/09/08/dylan-dog-n-348-la-mano-sbagliata-bonelli-settembre-2015/

https://timtirelli.com/2012/08/09/dylan-dog-color-fest-n-9-sergio-bonelli-editore-agosto-2012/

Antonio Manzini “La costola di Adamo” (Sellerio 2014/2018)

16 Mag

Le indagini del vicequestore Rocco Schiavone iniziano diventare una priorità quasi imposta. Gli ultimi due libri (secondo e terzo capitolo della saga) che ho comprato hanno scalato furtivamente la pila di tomi sul comò e mi sono trovato in mano La Costola Di Adamo quasi senza accorgermene. Sarà che ho voglia di rivedere il mio amico Polbi (Schiavone è un link spirituale tra noi mica da ridere), sarà che la mia amicizia con lui, il Michigan boy, mi sembra sempre più spesso una di quelle che leggi nei libri o trovi nei film, così ormai Rocco Schiavone è diventato uno di quei personaggi (reali o di fantasia) che fanno parte del mio humus (quel complesso di fattori culturali, spirituali etc etc da cui  traggo origine insomma) … Jack London, Kafka, Nathan Zuckerman, Guevara, Olaf Palme, Saga Noren, Jeremiah Johnson, Coleman Younger, Robert Johnson, The Dark Lord, Johnny Winter, Joahn Cruijff, Recoba e compagnia bella.

Questo secondo episodio è convincente come il primo: Aosta in sottofondo, le miserie umane e un vicequestore che vi si deve immergere. Bella lettura, bel libro.

Polbi mi ha detto che dal terzo romanzo il blues prende il sopravvento, le indagini scivolano quasi in secondo piano e l’animo tenebroso, ferito e acciaccato di Rocco diventa il protagonista. Non vedo l’ora di buttarmici sopra, ma temo passerà un po’ visto che ho iniziato da poco Anna Karenina di Tolstoj nella nuova traduzione di Gianlorenzo Pacini (Universale Economica Feltrinelli), e immagino che impiegherò un po’ a dipanare le 1100 pagine del libro.

Sinossi

https://sellerio.it/it/catalogo/Costola-Adamo/Manzini/7240

Secondo caso per il controverso vicequestore Rocco Schiavone nella gelida Aosta. Un personaggio fuori dagli schemi: scontroso, irritabile, trasgressivo al limite del lecito, ma con un senso della giustizia tutto suo. Una donna, una moglie che si avvicinava all’autunno della vita, è trovata cadavere dalla domestica. Impiccata al lampadario di una stanza immersa nell’oscurità. Intorno la devastazione di un furto. Ma Rocco non è convinto. E una successione di coincidenze e divergenze, così come l’ambiguità di tanti personaggi, trasformano a poco a poco il quadro di una rapina in una nebbia di misteri umani, ambientali, criminali.

«Il vicequestore sorrise nel pensare alla somiglianza che sentiva tra lui e quel cane da punta». Rocco Schiavone ha la mania di paragonare a un animale ciascuna delle fisionomie umane che gli si para davanti. Ma più che il setter che gli suscita quell’accostamento, lui stesso fa venire in mente uno spinone, ispido, arruffato e rustico com’è: pur sempre, però, sottomesso all’istinto della caccia. È uno sbirro manesco e tutt’altro che immacolato, romano di conio trasteverino, con una piaga di dolore e di colpa che non può guarire. Ad Aosta, dove l’hanno trasferito d’ufficio, preferirebbe tenere le sue Clarks al riparo dall’acqua e godersi i suoi amorazzi, che non imbarcarsi in un’altra inchiesta piena di neve.
Una donna, una moglie che si avvicinava all’autunno della vita, è trovata cadavere dalla domestica. Impiccata al lampadario di una stanza immersa nell’oscurità. Intorno la devastazione di un furto. Ma Rocco non è convinto. E una successione di coincidenze e divergenze, così come l’ambiguità di tanti personaggi, trasformano a poco a poco il quadro di una rapina in una nebbia di misteri umani, ambientali, criminali.
Per dissolverla, il vicequestore Rocco Schiavone mette in campo il suo metodo annoiato e stringente, fatto di intuito rapido e brutalità, di compassione e tendenza a farsi giustizia da sé, di lealtà verso gli amici e infida astuzia. Soprattutto, deve accettare di sporgersi pericolosamente verso il mondo delle donne, a respirare il carattere insinuante, continuo, che assume la violenza quand’è esercitata su di loro. Ogni interrogatorio condotto da Schiavone accende la curiosità della prossima rivelazione, ogni suo passo sollecita l’attesa del nuovo indizio, mentre intorno si sparge contagiosa la crescente sua commozione, si trasmette il suo malumore, e si fa convincente il pessimismo sgorgato dal suo «baratro di tristezza».
Le storie nere con Rocco Schiavone restano impresse. Per la geometrica densità dell’intreccio; per la cesellatura minuziosa di un personaggio la cui immagine ha la forza di uscire dalla pagina.

Rocco Schiavone sul blog:

https://timtirelli.com/2019/04/21/antonio-manzini-pista-nera-sellerio-2013-2018/

JACK LONDON “Il Vagabondo Delle Stelle” (1915 – 2015 Universale Economica Feltrinelli) – TTTT+

5 Mag

Continua l’ossessione per la Universale Economica Feltrinelli/ I Classici, continua la fascinazione per Jack London.

La sinossi qui sotto e la quarta di copertina dipingono bene il succo di questo bel romanzo, non c’è da aggiungere molto altro. Per me Il Vagabondo Delle Stelle lo si può paragonare in qualche modo a Presence dei Led Zeppelin, opera dunque impegnativa e di non semplice fruizione benché la mano di London resti come sempre magnifica. Il tema è quello delle condizioni disumane delle carceri statunitensi tra la fine del 1800 e l’inizio del 1900 e della pena di morte; Jack London nella sua veste forse più socialista e umanista. Non intendo rivelare nulla di importante in caso qualcuno voglia cimentarsi nella lettura di questo libro, ma devo sottolineare che tra le varie “divagazioni” che il protagonista intraprende per continuare a vivere nonostante la reclusione, quella della carovana sull’Old Spanish Trail, nei pressi di Mountain Meadows nello Utah mi è piaciuta davvero tanto e mi ha colpito in maniera particolare. Fatto realmente accaduto.

Come sempre bella edizione, un “remaster” semplice ed efficace. Traduzione (ottima) di Davide Sapienza ed eccellente post fazione di Jay Williams.

Jack London in the study at his ranch in Glen Ellen, Calif. – Getty images

Descrizione:

https://www.lafeltrinelli.it/libri/jack-london/vagabondo-stelle/9788807902178

Uscito nel 1915, un anno prima della sua scomparsa, l’ultimo romanzo del prolifico autore statunitense “Il vagabondo delle stelle” fu un “caso” per la scabrosa tematica della pena di morte e dei maltrattamenti “legalizzati” nelle carceri californiane e per la forte critica sociale che lo pone tra le opere assolute di London, e nel tempo è diventato uno dei romanzi preferiti dei suoi lettori. Per la prima volta la traduzione e la curatela partono da approfonditi studi accademici, dando un amalgama nuovo alla storia complessa e mozzafiato del condannato a morte Darrell Standing (il laico London disse che questo era il suo “romanzo di Gesù”) con Jake Oppenheimer e Ed Morrell, personaggi realmente esistiti. Il protagonista, in isolamento, riesce grazie alla autoipnosi a vivere esperienze extracorporee e a rivivere vicende storiche come il massacro di Mountain Meadows e l’uccisione di Gesù. In anticipo sui tempi, “Il vagabondo delle stelle” contribuì a cambiare le leggi carcerarie della California; mentre la sua sconcertante attualità fa ancora riflettere sui metodi della giustizia e della rieducazione sociale. Postfazione di Jay Williams.

Jack London su questo blog:

https://timtirelli.com/2017/08/29/jack-london-martin-eden-1909-2016-universale-economica-feltrinelli-ttttt/

https://timtirelli.com/2017/09/18/jack-london-il-richiamo-della-foresta-1903-2017-universale-economica-feltrinelli-ttttt/

https://timtirelli.com/2017/09/28/jack-london-zanna-bianca-1906-2017-universale-economica-feltrinelli-ttttt/

 

 

 

 

Antonio Manzini “Pista Nera” (Sellerio 2013/2018)

21 Apr

Di Antonio Manzini e del personaggio vicequestore Rocco Schiavone, protagonista dei suoi libri, me ne parlava Paolo Barone da tempo. Io registravo il consiglio del mio amico e quindi mi dicevo “sì, prima o poi comprerò qualcosa”. Ogni volta tuttavia rimandavo: guardavo le pile dei libri da leggere sul comodino e sul comò, i numeri arretrati ancora da prendere in mano della fanzine sui Free, facevo mente locale circa l’elenco degli articoli da scrivere per il blog e sui pezzi che mi sarebbe piaciuto “tirar giù” con la chitarra, scuotevo la testa e mi dicevo “riuscirò mai ad affrontare nuovi (almeno per me) autori? ” Vedevo inoltre che venivano fatte anche serie TV con protagonista il vice questore in questione ma continuavo a posticipare.

Nonostante Barone (come il sottoscritto) stesse (e sta) passando un momento (lungo alcuni anni) molto particolare, trova il tempo di inviarmi una copia del primo capitolo della serie. Io lo ricevo con piacere e mi congratulo ancora una volta con me stesso per le amicizie che ho e che sono riuscito a coltivare; io e Polbi (come lo chiamo io) siamo amici più o meno da 25 anni e nonostante in questi ultimi due lustri lui viva sulle coordinate del triangolo Roma-Reggio Calabria-Detroit, è l’amico che sento più spesso, quello con cui più o meno settimanalmente passo almeno mezz’ora al telefono, anche quando c’è l’intero oceano Atlantico di mezzo.

Mi metto a leggere Pista Nera dunque, accantonando altre letture che avrebbero dovuto avere la precedenza. L’impatto non è semplice, il vice questore Schiavone è un tipo sgrauso come diremmo qui a Reggio Emilia, fin troppo. Soffro un po’ quei suoi modi bruschi, quell’eloquio aggressivo, all’apparenza volgare e politicamente scorrettissimo. Mi ricorda me stesso, in versione Ittod… i lettori più attenti (bontà loro) di questo blog ricorderanno forse gli accenni al mio tripolarismo, la personalità sbrindellata un po’ simile a quella che canta Vasco Rossi in Senorita (ma sí che sono io, tre uomini diversi, uno non sono io e gli altri due son persi) a cui devo sottostare, i tre personaggi in cerca d’autore che pervadono la mia animuccia blues: Stefano, Tim e Ittod. Ittod, dicevo, è quello guidato da furia iconoclasta, schietto, malfermo sulle idee e impaziente, quello che versava le sue intemperanze sui miei scritti miserelli, fossero essi miei racconti o riflessioni vergate sul blog. Rileggendo quelle mie cosucce provo sempre un po’ di stizza, un po’ di imbarazzo, lo stesso sentimento provato alle prese con i modi di Schiavone. Via via che le pagine andavano a dissolversi sul bagnasciuga della mia maruga e che altre, più impetuose, si susseguivano, Rocco Schiavone però assumeva contorni meno ostici e sempre più accattivanti. Il suo sangue romano (lo stesso di Polbi) iniziava a scorrere anche nelle mie vene (d’altra parte la conoscete la mia passione per la capitale del mondo noto, no?).

Insomma,finiamo di giraci intorno: questo è un gran bel libro, disegnato intorno ad un personaggio azzeccatissimo i cui blues feroci non smettono mai di azzannargli l’animo. Un tipetto giusto per questo blog. Proseguiremo senza dubbio a seguire le indagini del vice questore Rocco Schiavone. Grazie dunque a Manzini, alla Sellerio e al mio amico Paolo Barone.

◊ ◊ ◊

◊ ◊ ◊

Sinossi

https://sellerio.it/it/catalogo/Pista-Nera/Manzini/5503

Un  vicequestore nato e cresciuto a Trastevere, che odia lo sci, le montagne, la neve e il freddo viene trasferito ad Aosta. Rocco Schiavone ha combinato qualcosa di grosso per meritare un esilio come questo. È un poliziotto corrotto, ama la bella vita. È violento, sarcastico nel senso più romanesco di esserlo, saccente, infedele, maleducato con le donne, cinico con tutto e chiunque, e odia il suo lavoro. Però ha talento.
Una rilettura della tradizione del giallo all’italiana, capace di coniugare lo sguardo dolente del neorealismo e la risata sfrontata di una commedia di avanspettacolo.

Semisepolto in mezzo a una pista sciistica sopra Champoluc, in Val d’Aosta, viene rinvenuto un cadavere. Sul corpo è passato un cingolato in uso per spianare la neve, smembrandolo e rendendolo irriconoscibile. Poche tracce lì intorno per il vicequestore Rocco Schiavone da poco trasferito ad Aosta: briciole di tabacco, lembi di indumenti, resti organici di varia pezzatura e un macabro segno che non si è trattato di un incidente ma di un delitto. La vittima si chiama Leone Miccichè. È un catanese, di famiglia di imprenditori vinicoli, venuto tra le cime e i ghiacciai ad aprire una lussuosa attività turistica, insieme alla moglie Luisa Pec, un’intelligente bellezza del luogo che spicca tra le tante che stuzzicano i facili appetiti del vicequestore. Davanti al quale si aprono tre piste: la vendetta di mafia, i debiti, il delitto passionale. Difficile individuare quella giusta, data la labilità di ogni cosa, dal clima alle passioni alla affidabilità dei testimoni, in quelle strette valli dove tutti sono parenti, tutti perfettamente a loro agio in quelle straricche contrade, tra un negozietto dai prezzi stellari, un bar odoroso di vin brulé, la scuola di sci, il ristorante alla mano dalla cucina divina.
Quello di Schiavone è stato un trasferimento punitivo. È un poliziotto corrotto, ama la bella vita. È violento, sarcastico nel senso più romanesco di esserlo, saccente, infedele, maleducato con le donne, cinico con tutto e chiunque, e odia il suo lavoro. Però ha talento. Mette un tassello dietro l’altro nell’enigma dell’inchiesta, collocandovi vite e caratteri delle persone come fossero frammenti di un puzzle. Non è un brav’uomo ma non si può non parteggiare per lui, forse per la sua vigorosa antipatia verso i luoghi comuni che ci circondano, forse perché è l’unico baluardo contro il male peggiore, la morte per mano omicida («in natura la morte non ha colpe»), o forse per qualche altro motivo che chiude in fondo al cuore.

 

QIU XIAOLONG “Visto Per Shanghai” (Feltrinelli/Marsilio 2018) – TTTT

8 Apr

Qui sul blog come sapete seguiamo le passioni del momento in maniera viscerale, Jack London e le serie TV Nordic Noir  (per non parlare della collana Universale Economica Feltrinelli stessa) ne sono un chiaro esempio, tra queste si inserisce anche Qiu Xiaolong scrittore cinese che vive in America e che scrive romanzi polizieschi di gran valore. Questo è il secondo episodio riguardante l’ispettore capo Chen Cao, ed è un altro piccolo capolavoro. Come scritto in occasione del primo, oltre a godere della lettura della storia in sé, amo immergermi in un mondo che non conoscevo e che forse nemmeno capivo e che grazie a questi romanzi inizio a comprendere e a rispettare.

Di nuovo un gran libro dunque. Non ho dubbi sul fatto che riparleremo di nuovo di Qiu.

Descrizione

https://www.lafeltrinelli.it/libri/xiaolong-qiu/visto-shanghai/9788831713832

Feng Dexiang, arrestato negli Stati Uniti, promette alle autorità americane di testimoniare in un processo contro un capo di una Triade cinese, a patto che la moglie, Wen Liping, possa lasciare la Cina e raggiungerlo in America. Il governo cinese cede a malincuore alla richiesta, ma quando l’ispettrice Catherine Rohn arriva a Shanghai per prelevare la donna e scortarla oltreoceano, Wen è misteriosamente scomparsa. Vittima di un rapimento organizzato dalla Triade? O il governo cinese ha cambiato idea a proposito della cooperazione con gli Stati Uniti? All’ispettore Chen Cao viene affidato l’incarico di indagare sulla scomparsa di Wen e di accompagnare l’ospite americana per la città, illustrandole quanto di meglio la sua terra ha da offrire.

QIU XIAOLONG sul blog:

https://timtirelli.com/2018/11/06/qiu-xiaolong-la-misteriosa-morte-della-compagna-guan-feltrinelli-2018-tttt/

La UNIVERSALE ECONOMICA FELTRINELLI sul blog:

https://timtirelli.com/2018/09/22/obbligare-gli-amici-a-comprare-libri-della-universale-economica-feltrinelli/

https://timtirelli.com/2018/08/07/anna-funder-cera-una-volta-la-ddr-2016-feltrinelli-tttt/

https://timtirelli.com/2018/05/11/victor-hugo-notre-dame-de-paris-2016-universale-economica-feltrinelli-ttttt/

https://timtirelli.com/2018/01/04/daniel-defoe-robinson-crusoe-1719-2017-feltrinelli-ttttt/

https://timtirelli.com/2017/09/28/jack-london-zanna-bianca-1906-2017-universale-economica-feltrinelli-ttttt/

https://timtirelli.com/2017/09/18/jack-london-il-richiamo-della-foresta-1903-2017-universale-economica-feltrinelli-ttttt/

https://timtirelli.com/2017/08/29/jack-london-martin-eden-1909-2016-universale-economica-feltrinelli-ttttt/

Paul Rees “ROBERT PLANT – A LIFE” (2014 – Harper)

5 Mar

Paul Rees “ROBERT PLANT – A LIFE” (2014 – Harper) – TTTT

Libro in lingua Inglese – versione economica.

Biografia del Golden God uscita in origine nel 2013 e scritta da Paul Rees, giornalista musicale inglese, tra l’altro direttore delle riviste Q Magazine e Kerrang, autore di libri e collaboratore con testate britanniche di peso.

L’autore si concentra sulla personalità, sulle sfumature e sulla vita personale di Plant; pur seguendo naturalmente la traccia della sua carriera musicale, questa è quasi appena accennata. Vi sono approfondimenti riguardo i suoi anni pre LZ e post LZ, ma dei dodici anni anni con i LZ, dal punto di vista musicale non vi è nulla di rilevante. Ritengo sia giusto così, tanto è stato scritto sul gruppo, tante le biografie su Page che si intersecano con la vita stessa dei LZ, era ora che ci arrivasse una biografia che svelasse qualcosa dell’uomo  Plant.

Giungono conferme che, come Page (e Rod Stewart e Van Morrison), Plant è un uomo un po’ tirato con i soldi, può avere spunti di grande generosità ma è assai oculato e parsimonioso (per non dire tirchio).

Rees ha intervistato molti amici e collaboratori di Plant (le considerazioni di Benjy LeFreve ad esempio sono tra le più schiette), da essi si capisce chiaramente come la debolezza di Plant siano state (e siano) le donne. Non che avessimo dubbi, se uno stallone di quel genere diventa una delle rockstar più di successo l’equazione diventa facile facile, ma è quasi esilarante capire come non abbia mai saputo resistere al fascino femminile e di come abbia sempre fatto il galletto.

Il libro parla senza problemi del fatto che Robert ebbe una relazione anche con Shirley Wilson, sorella di Maureen, sua moglie; la cosa diventò ufficiale nel 1984 dopo che Plant l’anno prima divorziò da Maureen, ma il racconto di Rees lascia pochi dubbi circa un coinvolgimento anche in momenti precedenti. L’autore non svela chi sia la madre di Jesse Lee, il terzo figlio di Plant. Si pensava fosse appunto di Shirley, ma Rees scrive che Plant non ha mai chiarito la cosa.

E’ ad ogni modo bello che Plant abbia un buon rapporto con le sue ex donne e con la sua famiglia e che le ex, i figli e le compagne riescano a convivere senza tanti problemi. Al contempo Plant continua a lamentarsi di tutti i soldi che deve in alimenti.

Intrigante capire poi come RP fosse molto esigente con i suoi musicisti. Doug Boyle in particolare, quello che soffrì maggiormente di certi atteggiamenti.

Nel libro c’è un paragrafo dove Ross Halfin (il noto fotografo) racconta che una volta andò a casa di Plant nelle Midlands per un servizio fotografico. Ross fu molto colpito nel vedere come l’ex fienile, adibito a sala della musica con tanto di piccolo studio di registrazione, fosse pieno di cimeli relativi ai Led Zeppelin. Una volta tornato a Londra Halfin confidò a Page che non si aspettava che Robert – sempre così pronto a tenere le distanze dal gruppo che lo lanciò in orbita – fosse così pieno di memorabilia e che non capiva allora l’atteggiamento negativo che il biondo di Birmingham aveva nei confronti dei Led Zeppelin. Page rispose che fu lui a insegnare a Plant a cantare, a come comportarsi, a come muoversi e tutto il resto e che ora Robert prova risentimento.

Il libro naturalmente parla del rapporto di amore odio tra i due e di come nel periodo post LZ fu Robert a diventare, tra i due, quello con maggior peso, soprattutto negli anni dell’avventura Page and Plant.

Molti altri gli aspetti della personalità di Robert che sono resi noti in questo libro, che a questo punto diventa praticamente essenziale.

Per certi versi Robert rimane un hippie ma per chi, come noi, non ha timore di guardare l’abisso della verità in faccia, è stuzzicante percepirne anche gli aspetti più contraddittori, più oscuri e meno conosciuti.

 

 

 

 

Isabel Allende “Oltre l’inverno” (2017 – Feltrinelli)

11 Feb

Isabel Allende “Oltre l’inverno” (2017 – Feltrinelli) – TTTT

Ogni volta che mi accingo a scrivere due righe sul blog a proposito di un nuovo romanzo di Isabel Allen, mi torna in mente la frase che un mio caro amico mi disse una sera che mi sentì parlare con qualcun altro di questa grande scrittrice cilena: “ma non è roba per donne“?. Lo scrissi anche a proposito delle riflessioni relative a L’Amante Giapponese (vedi il link qui sotto); penso a quel mio (caro) amico e sono dispiaciuto per lui, perché privarsi della prosa magnifica della Allende è un vero peccato. Come sempre accade, arrivo in ritardo anche con questo romanzo, la pila sul comodino dei libri da leggere è sempre più alta, il tempo che dedico alla lettura ahimè evidentemente non è sufficiente per non restare troppo indietro con le ultime uscite, ma ad ogni modo ce l’ho fatta ed è stata un’altra lettura piena di godimento.

Già dall’inizio mi sono meravigliato di come a distanza di tanti anni, Isabel riesca a sorprendermi. La prosa a tratti mi ha irretito, ricca com’è di vocaboli, di metafore, di pulsioni e di passione. Il parallelo può sembrare azzardato, ma mi ha subito ricordato la prosa prorompente di Jack London, altro personaggio che su questo blog amiamo un bel po’.

La Allende è davvero uno dei nomi più significativi della letteratura in lingua spagnola.

Oltre l’Inverno è l’ennesimo capitolo riuscito della sua bibliografia. La storia è avvincente, i personaggi riusciti e le ambientazioni molto belle. Un uomo e due donne sono i protagonisti che emergono da una Brooklyn che va allo sprofondo in una tormenta di neve, districandosi tra i temi cari all’autrice: l’invincibilità dell’amore, la passione per la vita, l’eterna lotta contro l’ingiustizia e i soprusi. Sullo sfondo la dittatura cilena e il percorso di sofferenza che il centro e il sud america affrontano per arrivare a fondersi col nord america.

Il finale è forse un poco frettoloso, questo forse il mio unico appunto, ma per il resto questo nuovo romanzo è un’ennesima prova sontuosa di Isabel Allende. Che scrittrice magnifica!

◊ ◊ ◊

Isabel sul blog:

https://timtirelli.com/2017/07/19/isabel-allende-lamante-giapponese-2015-feltrinelli-p2016-audible-gmbh-ttttt/

https://timtirelli.com/2012/06/08/isabel-allende-il-quaderno-di-maya-feltrinelli-2011-tttt/

◊ ◊ ◊

https://www.lafeltrinelli.it/libri/isabel-allende/oltre-l-inverno/9788807032622

Descrizione

Lucía, cilena espatriata in Canada negli anni del brutale insediamento di Pinochet, ha una storia segnata da profonde cicatrici: la sparizione del fratello all’inizio del regime, un matrimonio fallito, una battaglia contro il cancro, ma ha anche una figlia indipendente e vitale e molta voglia di lasciarsi alle spalle l’inverno. E quando arriva a Brooklyn per un semestre come visiting professor si predispone con saggezza a godere della vita. Richard è un professore universitario spigoloso e appartato. Anche a lui la vita ha lasciato profonde ferite, inutilmente annegate nell’alcol e ora lenite solo dal ferreo autocontrollo con cui gestisce la sua solitudine; la morte di due figli e il suicidio della moglie l’hanno anestetizzato, ma la scossa che gli darà la fresca e spontanea vitalità di Lucía restituirà un senso alla sua esistenza. La giovanissima Evelyn è dovuta fuggire dal Guatemala dove era diventata l’obiettivo di pericolose gang criminali. Arrivata avventurosamente negli Stati Uniti, trova impiego presso una facoltosa famiglia dagli equilibri particolarmente violenti: un figlio disabile rifiutato dal padre, una madre vittima di abusi da parte del marito e alcolizzata, un padre coinvolto in loschi traffici. Un incidente d’auto e il ritrovamento di un cadavere nel bagagliaio della macchina che saranno costretti a far sparire uniranno i destini dei tre protagonisti per alcuni lunghi giorni in cui si scatena una memorabile tempesta di neve che li terrà sotto assedio.

Biografia

Isabel Allende
Isabel Allende è nata a Lima, in Perù, nel 1942, ma è vissuta in Cile fino al 1973 lavorando come giornalista. Dopo il golpe di Pinochet si è stabilita in Venezuela e, successivamente, negli Stati Uniti. Con il suo primo romanzo, La casa degli spiriti del 1982 (Feltrinelli, 1983), si è subito affermata come una delle voci più importanti della narrativa contemporanea in lingua spagnola. Con Feltrinelli ha pubblicato anche: D’amore e ombra (1985), Eva Luna (1988), Eva Luna racconta (1990), Il Piano infinito (1992), Paula (1995), Afrodita. Racconti, ricette e altri afrodisiaci (1998), La figlia della fortuna (1999), Ritratto in seppia (2001), La città delle Bestie (2002), Il mio paese inventato (2003), Il Regno del Drago d’oro (2003), La Foresta dei pigmei (2004), Zorro. L’inizio di una leggenda (2005), Inés dell’anima mia (2006), La somma dei giorni (2008), L’isola sotto il mare (2009), Il quaderno di Maya (2011), Le avventure di Aquila e Giaguaro (2012), Amore (2013), Il gioco di Ripper (2013), L’amante giapponese (2015), Oltre l’inverno (2017). Negli Audiolibri Emons Feltrinelli: La casa degli spiriti (letto da Valentina Carnelutti, 2012) e L’isola sotto il mare (letto da Valentina Carnelutti, 2010). Inoltre Feltrinelli ha pubblicato Per Paula. Lettere dal mondo (1997), che raccoglie le lettere ricevute da Isabel Allende dopo la pubblicazione di Paula, La vita secondo Isabel di Celia Correas Zapata (2001). Nel 2014 Obama l’ha premiata con la Medaglia presidenziale della libertà.