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Lilli Gruber “Inganno” (2018 – Rizzoli)

22 Nov

Lilli Gruber “Inganno” (2018 – Rizzoli) – TTTTT

Questo è il terzo capitolo di quella che chiamo “la saga del Sudtirolo” di Lilli Gruber e per quanto mi riguarda è probabilmente il momento migliore (non che i precedenti due fossero deboli, tutt’altro, ma questo a mio avviso è mirabolante). Il libro è superbo, alterna fiction (legata a fatti realmente accaduti) e saggistica connesse da un approccio narrativo assai riuscito. La Gruber sa di cosa parla, proviene da quella terra, il Sudtirolo è la sua Heimat, ma riesce ugualmente ad affrontare il delicato argomento con imparzialità notevole, e questo le fa onore.

Questo è un libro importante per comprendere meglio pezzetti della storia d’Italia, per cercare di capire il complesso e spinoso problema del Sudtirolo e per chiarirsi le idee circa la guerra fredda tra USA e URSS. Quei territori e il passo del Brennero furono davvero il confine tra il mondo occidentale e quello del socialismo sovietico. Tra la fine degli anni cinquanta e la fine degli anni sessanta tra quelle valli successe di tutto.

Il libro rivela cose a me sconosciute o poco note. La Gruber ha fatto ricerche approfondite e definitive, da cui si ricava ad esempio in maniera netta che depositi di armi nucleari americani erano segretamente (e in accordo col governo Italiano, in quegli anni lo zerbino degli USA) presenti su territorio italiano e proprio per questo come scrive la Gruber “... per proteggerli, serviva un esercito che facesse capo a un governo amico di Washington. Dato quel presupposto, era impossibile che il Sudtirolo si sganciasse mai dal controllo di Roma...” … questa è una conclusione illuminante.

Non rivelo altro, la sinossi qui sotto è di certo più utile di quel che potrei aggiungere per far capire meglio il tenore della storia che si racconta.

Segnalo solo le interviste e gli incontri fatti dalla Gruber con i sopravvissuti (o i loro eredi) di quella stagione, compresa quella al filosofo Cacciari – all’epoca dei fatti studente universitario molto impegnato politicamente – da cui si evince come fosse difficile allora rapportarsi con la storia di quella terra e capirla. Cacciari arriva a conclusioni degne di una grande mente.

Libro dunque esplicativo, ben fatto e ben scritto. Lilli colpisce ancora, complimenti!

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Lilli Gruber sul blog:

https://timtirelli.com/2018/09/14/lilli-gruber-tempesta-2014-rizzoli/

https://timtirelli.com/2013/04/03/lilli-gruber-eredita-rizzoli-2012-tttt/

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Descrizione – http://www.rizzolilibri.it/libri/inganno/

Tre ragazzi, il Sudtirolo in fiamme, i segreti della Guerra fredda

Prima saltano in aria i monumenti. Poi i tralicci. Poi le caserme. È il crescendo di violenza che dalla fine degli anni Cinquanta investe il Sudtirolo, dove i “combattenti per la libertà” vogliono la riannessione all’Austria. Lo Stato italiano si trova per la prima volta di fronte al terrorismo. Nella piccola provincia sulle Alpi affluiscono migliaia di soldati e forze dell’ordine: ma la militarizzazione è davvero la risposta all’emergenza creata dagli attentati? Oppure obbedisce a una logica di “strategia della tensione”? La storia degli anni delle bombe sudtirolesi racconta lo scontro tra le superpotenze USA e URSS; il gioco pericoloso di gruppi neonazisti e neofascisti; le spregiudicate interferenze dei servizi segreti di diversi Paesi; una minaccia nucleare sempre più vicina e una guerra senza quartiere contro il comunismo destinata a sfuggire di mano. Inganno è un’opera intensa e corale, che tra realtà e finzione illumina trame, tragedie e mortali illusioni di una frontiera cruciale della Guerra fredda. Lilli Gruber torna a esplorare il passato della sua terra con due potenti strumenti narrativi: le voci dei testimoni con la ricostruzione dei grandi scenari, e in parallelo un’appassionante fiction. I protagonisti sono quattro antieroi moderni: Max e Peter, due ragazzi sudtirolesi tentati dalla radicalizzazione, Klara, una giovane austriaca innamorata del potere, e Umberto, un agente italiano incaricato di evitare un’escalation incontrollabile. Quattro anime perdute che con la loro parabola di passione e disinganno mettono in scena le colpe dei padri, le debolezze dei figli, le ambiguità della Storia.

Lilli Gruber, giornalista e scrittrice, prima donna a presentare un telegiornale in prima serata, dal 1988 ha seguito come inviata per la Rai tutti i principali avvenimenti internazionali. Dal 2004 al 2008 è stata parlamentare europea. Dal settembre 2008 conduce la trasmissione di approfondimento Otto e mezzo su La7. Gli ultimi bestseller pubblicati con Rizzoli sono Chador (2005), America anno zero (2006), Figlie dell’Islam (2007), Streghe (2008), tutti disponibili anche in Bur, Ritorno a Berlino (2009) e Eredità (2012).

QIU XIAOLONG “La Misteriosa Morte Della Compagna Guan” (Feltrinelli 2018) – TTTT

6 Nov

Settembre scorso, ero fuori con i ragazzi e con la mia proverbiale ossessione obbligai gli amici a comprare un titolo della Universale Economica Feltrinelli.

Per chi fosse interessato qui il link alle riflessioni sulla serata: https://timtirelli.com/2018/09/22/obbligare-gli-amici-a-comprare-libri-della-universale-economica-feltrinelli/

Per me scelsi un libro di Qiu Xiaolong, scrittore nato a Shangai di cui non sapevo praticamente nulla. Ora che ho letto “La Misteriosa Morte della Compagna Guan” (uscito in origine nel 2000 e ristampato nella edizione in questione lo scorso aprile) devo dire che ho avuto un colpo di fortuna nel scegliere questo titolo, perché è un thriller poliziesco che mi è piaciuto moltissimo. A parte che è il primo episodio de “Le Inchieste Dell’Ispettore Chen” e dunque potrò approfondire rispettando l’ordine cronologico, con questo libro ho imparato parecchio sulla Cina, un Repubblica popolare a cui ora guardo con idee più chiare. La storia è avvincente e ben scritta, per quanto mi riguarda altrettanto importante e riuscita è l’ambientazione, una vera novità per il sottoscritto.

Qiu Xiaolong, scrittore e poeta cinese, in lingua inglese, dal 1989 è costretto a vivere negli USA (dove all’epoca si trovava per raccogliere materiale e ispirazione per un libro su TS Eliot). Si disse fosse coinvolto con le rivolte studentesche di quegli anni così diventò in pratica un esiliato. Il suo è uno sguardo tutto sommato critico, porta infatti a galla le incoerenze e le difficoltà della Cina moderna senza troppi patemi

Con l’avvento della dinastia Zhang alla guida della mia squadra del cuore, da qualche anno guardo alla Cina con interesse, cercando di andare oltre i soliti luoghi comuni; questo autore e questo libro contribuiscono dunque alla scoperta di questo grande gigante rosso che piano piano sta catturando il mio interesse.


 

https://www.lafeltrinelli.it/libri/xiaolong-qiu/misteriosa-morte-compagna-guan-inchieste/9788831739146

Descrizione

Shanghai, 1990. Il corpo senza vita di una giovane donna viene trovato in un canale fuori città. La vittima, Guan Hongying, è una famosa Lavoratrice Modello della Nazione, figura esemplare della propaganda di Partito. Le indagini vengono affidate all’ispettore capo Chen Cao, poeta, traduttore, curioso gourmet, capo della squadra casi speciali del Dipartimento di polizia di Shanghai. Ben presto emergono forti implicazioni politiche, ma nonostante il Partito faccia pesanti pressioni perché il caso venga insabbiato, Chen continua a indagare, cercando giustizia a tutti i costi e mettendo così a repentaglio la sua brillante carriera.

La UNIVERSALE ECONOMICA FELTRINELLI sul blog:

https://timtirelli.com/2018/09/22/obbligare-gli-amici-a-comprare-libri-della-universale-economica-feltrinelli/

https://timtirelli.com/2018/08/07/anna-funder-cera-una-volta-la-ddr-2016-feltrinelli-tttt/

https://timtirelli.com/2018/05/11/victor-hugo-notre-dame-de-paris-2016-universale-economica-feltrinelli-ttttt/

https://timtirelli.com/2018/01/04/daniel-defoe-robinson-crusoe-1719-2017-feltrinelli-ttttt/

https://timtirelli.com/2017/09/28/jack-london-zanna-bianca-1906-2017-universale-economica-feltrinelli-ttttt/

https://timtirelli.com/2017/09/18/jack-london-il-richiamo-della-foresta-1903-2017-universale-economica-feltrinelli-ttttt/

https://timtirelli.com/2017/08/29/jack-london-martin-eden-1909-2016-universale-economica-feltrinelli-ttttt/

 

Obbligare gli amici a comprare libri della Universale Economica Feltrinelli

22 Set

Chi segue questo blog miserello sa bene che ho una passione smisurata per i libri in edizione Universale Economica Feltrinelli. L’impulso principale mi viene dalla reazione chimica che ho con queste edizioni. Sono economiche, ben curate e dal design accattivante e sono arrivate a soppiantare i remaster di cd musicali che fino a non troppo tempo fa compravo incessantemente a seconda delle possibilità del momento. Naturalmente ci sono altri motivi oserei dire atavici: la Feltrinelli nacque dalla fine della Cooperativa Del Libro Popolare, la cui collana più autorevole era appunto la Universale Economica, inoltre a Modena, come sede, prese il posto de La Rinascita, libreria in pienissimo centro storico dove da giovinetto passai interi sabati pomeriggio. Affinità elettive, un certo modo di vivere le cose del nostro tempo e i ricordi fan dunque sì che senta questa casa editrice a me molto vicina; in questi giorni poi non posso che dispiacermi della scomparsa di Inge Schönthal Feltrinelli.

https://www.repubblica.it/robinson/2018/09/20/news/morta_inge_feltrinelli-206913418/?ref=search

Al di là di tutto però sono le edizioni in sé che mi attirano e che mi spingono a comportamenti vessatori nei confronti dei miei amici.

Sabato scorso ad esempio. Sinodo settembrino. Avremmo dovuto essere in otto, ma ci troviamo in cinque: uno deve assistere la sua groupie ferma a letto col mal di schiena, uno è bloccato a Bologna causa lavoro e uno risulta misteriosamente scomparso. Siamo in cinque, abbiamo voglia di stare insieme, la serata sarà magnifica. In questi sinodi cerchiamo sempre di restare legati alle nostre radici, di respirare il bel tempo che fu dell’Emilia, la nostra terra. Ritrovo dunque alla festa provinciale dell’Unità di Modena, entrata Freto, stradello Anesino. Oltre ai ristoranti gestiti da volontari, da alcuni anni ci sono (sfortunatamente) anche ristoranti “commerciali”, ovvero gestiti da privati, quasi tutti sudamericani e tutti a base di carne grigliata. Ora, non sono né vegetariano né vegano, ma questa ostentazione, questo invito all’abbuffata di carne mi infastidisce. Il pianeta, l’uomo, la natura, non sono esattamente in buone condizioni, ci sarebbe un bisogno disperato di diminuire il consumo di carne, e invece ecco che (quasi) tutti gli umani rimangono lì a fissare montagne di carne, senza farsi nessuna domanda. (Va beh, scusate il pippone).

Rimanendo fedeli all’Emilia dunque ci mettiamo in fila davanti al ristorante La Staggia, gestito dalla sezione di partito di San Prospero di Modena, cucina tipica, cibi con cui le nostre madri e le nostre nonne ci hanno tirato su. Un po’ di antipasto e poi mi getto, nonostante sia ancora estate, sulla polenta coi funghi. Si chiacchiera come non facevo da tempo, ci si confronta sui massimi sistemi, sulla musica, sui piccoli grandi impicci quotidiani. L’eloquio è libero, aiutato dalla confidenza che abbiamo gli uni con gli altri e dalle quattro bottiglie di lambrusco che secchiamo. Restiamo a tavola quasi due ore, a ridere, a rimanere stupiti da certe storielle e a stemperare i blues. Li guardo i miei amici e sorrido, c’è quello che sembra un po’ sgrauso ma che poi sotto sotto è sensibile, c’è il santone che sembra sempre sul punto di entrare in trance, c’è il Richard Cole dell’Emilia e poi ci siamo io e Liso.

Facciamo un giro per la festa, siamo lontano dai picchi degli anni settanta e ottanta, ma sembra che la bazza sia in ripresa. Ci fermiamo alla Capannina. Mr MC offre dei pasticcini, mentre Riff i superalcolici. Mi godo questa bella serata di tarda estate parlando con gli amici, guardando le stelle, sorseggiando vodka ghiacciata mentre le tossine evaporano. Bella sensazione. Siam lì che parliamo di libri verso cui Sir Lyson ha una fustinella pari alla mia quando mi viene un’idea “Oh, ragazzi” dico accentuando la mia cantilena modenese “adesso andiamo tutti in libreria e ognuno di voi compra un libro della Universale Economica Feltrinelli”. Qualcuno mastica amaro, altri rimangono spiazzati, eppure tutti mi seguono e tutti finiranno per comprare un libro (Riff addirittura 2).

Al mastro ferraio non posso che imporre uno dei grandissimi thriller degli ultimi lustri (Stieg Larsson), a Riff “Miami Blues” (a cui lui stesso aggiungerà “Cuore di tenebra”), a Mr Trascendence affibbio Montalbàn, a Sir Lyson Le Notti Bianche del vecchio Fëdor . A me stesso riservo Qiu Xialong, scrittore cinese, tanto per fare il paio con la nazionalità dei proprietari del mio grande amore (L’Inter insomma).

E’ già la mezza, ma nessuno ha voglia di rincasare. Torniamo a La Capannina, stavolta è l’ultima Rockstar (March insomma) ad offrirci qualche bibita (tra l’altro io opto per una acqua brillante, condannato ormai da un visione della vita costantemente rétro). Torno a soppesare i miei amici, li guardo intenti a rimirare i libri appena acquistati, nessuno mi ha ancora mandato a farmi dare dove si nasano i meloni, come diciamo noi qui a Modena, evidentemente mi vogliono bene.

La serata da calda si è trasformata in tiepida, la guazza è calata, mi infilo la felpa. Rido tra me e me guardando l’omino di LZ IV stampato su di essa, ci sarà qualcuno che non crede alla favoletta che vuole RP entrare in un negozietto e comprare il quadretto che poi finirà sulla copertina del IV album?

Sinodo di settembre: (da s a d) Riff, March, Tim, Mario, Liso

Ci sarà qualcuno che pensa che i riferimenti e i significati siano più arcaici? Tipo richiami al Ten Of Wands, il dieci di bastoni, una figura con un fascio di bastoni sulla schiena che si avvicina ad una città e che descriverebbe un uomo che ha combattuto contro le avversità della vita e che ormai ne è uscito? Una figura che ha lottato con energia e sudore e che ora può finalmente raccogliere i frutti del suo lavoro e raggiungere il successo per cui si è tanto battuto?

E’ con questo sorriso da saputello che saluto i miei amici e li ringrazio per la magnifica serata. Spero continueranno a voler uscire con me, nonostante tutte le mie stranezze. Stradello Anesino, goodnight.

PS: ho appena sentito Mr. J (quello che era a casa a badare alla sua groupie), gli ho raccontato di sabato scorso e dei libri che ho fatto comprare ai ragazzi e prima di salutarmi  mi ha detto “sto per entrare al Grandemilia, mi fiondo da Feltrinelli e rimedio subito comprando anche io qualche edizione della Universale Economica”. Mi manda anche la foto via whatsapp. Se non sono amici questi!

 

La UNIVERSALE ECONOMICA FELTRINELLI sul blog:

https://timtirelli.com/2018/08/07/anna-funder-cera-una-volta-la-ddr-2016-feltrinelli-tttt/

https://timtirelli.com/2018/05/11/victor-hugo-notre-dame-de-paris-2016-universale-economica-feltrinelli-ttttt/

https://timtirelli.com/2018/01/04/daniel-defoe-robinson-crusoe-1719-2017-feltrinelli-ttttt/

https://timtirelli.com/2017/09/28/jack-london-zanna-bianca-1906-2017-universale-economica-feltrinelli-ttttt/

https://timtirelli.com/2017/09/18/jack-london-il-richiamo-della-foresta-1903-2017-universale-economica-feltrinelli-ttttt/

https://timtirelli.com/2017/08/29/jack-london-martin-eden-1909-2016-universale-economica-feltrinelli-ttttt/

Vittorio Zucconi “Il Lato Fresco Del Cuscino – alla ricerca delle cose perdute” (2018 Feltrinelli)

19 Set

Vittorio Zucconi “Il Lato Fresco Del Cuscino – Alla ricerca delle cose perdute” (2018 Feltrinelli) – TTTT

Brian leggeva gli scritti di Guglielmo Zucconi, io – il figlio di Brian – leggo quelli di Vittorio, figlio di Guglielmo. Zucconi (il figlio) poi è nato a Bastiglia, a pochissimi chilometri da Nonatula, il comune dove son nato io, ed ha passato la sua infanzia a Modena. Fino a qualche settimana fa è stato inoltre direttore di Radio Capital, la mia radio di riferimento. C’è dunque un filo che mi lega a lui, ma è chiaro che lo seguo perché i suoi scritti mi sono sempre piaciuti, e ho sempre seguito con dedizione i suoi reportage pubblicati (soprattutto) su La Repubblica e letto alcuni dei suoi – magnifici – libri.

Non potevo perdere dunque questa sua ultima prova dedicata al “blues”, ovvero agli oggetti e ai luoghi del passato che tanto hanno significato per la sua vita. I suoi cani, le sue auto, la riviera adriatica, i suoi lunghi soggiorni da corrispondente in posti come l’URSS, etc etc. Una lettura piacevole e se vogliamo leggera, nella accezione più nobile del termine.

Personalmente Zucconi non mi delude mai. Brèv!

Descrizione: 

https://www.lafeltrinelli.it/libri/vittorio-zucconi/lato-fresco-cuscino/9788807070389

Le nostre vite sono segnate da oggetti che restano impressi nella memoria, come a scandirla con visioni e suoni che sembrano rimasti lì, a fissarci per sempre. Vittorio Zucconi, instancabile inviato che ha percorso molta parte del mondo, affronta senza paura questo viaggio nel ricordo e ricuce i momenti di una vita popolata da personaggi straordinari.  Così anche gli oggetti si animano e animano la scrittura: ci sono il ticchettio della Lettera 22 paterna a cadenzare le insonnie infantili e il videoregistratore Betamax, frutto dimenticato di anonimi ingegneri della Sony, per sfuggire alla noia asfissiante dei plumbei inverni sovietici. Ci sono i dibattiti metafisici sulla piadina perfetta di Milano Marittima e l’aereo scalcagnato della campagna presidenziale di Bush, che sembrava a ogni momento sul punto di schiantarsi ma offriva in cambio un posto in prima fila nello spettacolo della democrazia. E poi c’è l’ossessione ricorrente, la ricerca “illusoria e passeggera” per eccellenza, quella del lato fresco del cuscino. E può essere un ricordo di bambino – le vacanze in Romagna, l’afa dell’Adriatico e i letti intrisi di sudore – o l’alba della liberazione di Kuwait City, mentre in un albergo rovente di Dammam si cercava solo di dormire per non pensare alla “madre di tutte le guerre”. Un viaggio nella memoria, una ricerca archeologica che diventa il romanzo di una vita, con quel poco di nostalgia che tutti ci possiamo concedere, ma qui ammaestrata dall’ironia del giornalista di razza.

 

Lilli Gruber “Tempesta” (2014 – Rizzoli)

14 Set

Lilli Gruber “Tempesta” (2014 – Rizzoli) – TTTT

Buffo parlare di Tempesta, libro di quattro anni fa, quando esce adesso Inganno, il terzo episodio della trilogia del Sud Tirolo, come la chiamo io; ma ero al mare, snasuplavo in una libreria e mi son trovato davanti questo titolo con copertina rigida scontato del 50%, non potevo lasciarlo lì avendo già letto Eredità (prima parte della saga, uscito nel 2012).

La Gruber continua a parlare della sua famiglia – in special modo di sua prozia Hella – negli anni cruciali della seconda guerra mondiale; nel farlo racconta la storia europea ed in particolare quella del Sud Tirolo tra il 1941 eil 1945, le atrocità della nazismo, la disperazione delle genti e la disillusione di chi – come sua prozia Hella – aveva fortemente creduto in Hitler e nel nazismo come forma suprema della germanicità.

E’ un romanzo storico ma condotto tramite le vie della narrativa, alcune parti sono romanzate, alcuni personaggi non sono reali, ma la tenuta storica tiene grazie alle vicissitudini della sua famiglia e al talento della Gruber.

Altro bel libro. Brava Lilli.

La Gruber sul blog:

https://timtirelli.com/2013/04/03/lilli-gruber-eredita-rizzoli-2012-tttt/

 

DESCRIZIONE:

http://www.rizzolilibri.it/libri/tempesta-3/

Un’intensa storia d’amore, di sofferenza, di gloria e di tradimento nel cuore del Terzo Reich.

Mi chiamo Hella, Hella Rizzolli, e la mia voce viene dal passato.” Quel passato è il 1941, in un’Europa in cui il nazismo dilaga vittorioso. Hella ha sempre creduto nel Führer, ma ora lui le sta strappando ciò che ha di più prezioso: Wastl, il suo fidanzato, in partenza per il fronte dopo un’ultima settimana d’amore a Berlino. Sul treno che la riporta a casa, Hella incontra un giovane comunista tedesco, Karl, che in fuga dalla Germania hitleriana ha deciso di rifugiarsi in Sudtirolo. E a Bolzano i loro destini si intrecciano, mentre la tempesta della guerra travolge le esistenze di entrambi: Hella sarà costretta a guardare in faccia la realtà del regime hitleriano, Karl dovrà trovare il coraggio di mettere in gioco la propria vita per opporsi all’orrore nazista. In questo nuovo episodio della storia della sua Heimat e della sua famiglia, cominciata con Eredità, Lilli Gruber riprende le fila della vita di Hella, la sua prozia, per seguirla attraverso gli anni cruciali del Secondo conflitto mondiale. Un viaggio della memoria e dell’immaginazione che combina ricerca, interviste e avvincente fiction, costruendo un libro che ha il respiro della grande Storia e il passo della narrativa d’avventura.

Chris Salewicz “JIMMY PAGE – The Definitive Biography” (2018 Harper Collins Publishers)

11 Set

ITALIANO

Chris Salewicz “JIMMY PAGE – The Definitive Biography” (2018 Harper Collins Publishers) – TTTT

Non credo che questa sia la biografia definitiva come riportato sulla prima di copertina, ma credo che sia comunque una lettura essenziale per il fan navigato. Salewicz sceglie di approfondire gli aspetti meno romantici della vita di Jimmy Page e della saga dei LZ e di analizzare la cruda realtà che fu. Ci si addentra nelle tenebre e da esse fuoriescono resoconti piuttosto forti dove violenza, aggressività, uso di droghe pesanti e occultismo sono onnipresenti.

Alcuni fan non gradiranno questo approccio, concordo con loro che i Led Zeppelin sono stati anche altro, ma di sicuro sono stati anche quello raccontato in queste pagine.

Personalmente preferisco guardare le cose dalla prospettiva più ampia possibile e dunque ho letto questo libro con passione.

L’inglese non è la mia lingua madre, ma mi pare che il libro sia scritto molto bene e questo per me è fondamentale.

Salewicz ha fatto un buon lavoro, si è documentato bene e, avendo intervistato Page più volte, può dire di aver toccato con mano il soggetto di cui parla. Vi sono alcuni errori, errori che per fan come noi sembrano grossolani, ma immagino siano fisiologici. L’autore poi non ha evidentemente la conoscenza delle live recordings che abbiamo noi appassionati, certi giudizi non sono conformi alla realtà, ma in generale Salewicz se la cava egregiamente.

Sono riportate alcune notizie che non sapevo e che mi hanno sorpreso. Un paio di esempi: il matrimonio dei genitori di Page finì nella metà degli anni sessanta, quando si  scoprì che il padre di Page viveva una seconda vita e si era costruito una seconda famiglia. Fu Jackie DeShannon ad iniziare Page al sesso fatto di fruste e manette. A quanto dice l’autore l’uso massiccio di droghe fece la sua comparsa prima di quello che avevo sempre pensato.

Una biografia per essere definitiva deve mettere in campo tutti gli aspetti, qui paradossalmente la magnifica musica universale dei Led Zeppelin non viene affrontata con la dovuta forza, d’altra parte è vero che ci sono già talmente tanti volumi su Page e i Led Zeppelin che ha senso scegliere di approfondire sfumature specifiche.

Libro dunque per il fan con esperienza che già sa tutto della maestosità della musica e della narrazione epica di cui Page e dei Led Zeppelin sono intrisi, e che proprio per questo non ha paura di guardare l’abisso di perdizione in cui il Signore Oscuro si è crogiolato.

(Libro in edizione inglese).

(broken) ENGLISH

Chris Salewicz “JIMMY PAGE – The Definitive Biography” (2018 Harper Collins Publishers) – TTTT

I do not think that this is the definitive biography as reported on the front cover, but I think it is still an essential reading for the sailed fan. Salewicz chooses to deepen the less romantic aspects of the life of Jimmy Page and the saga of the LZ and to analyze the raw reality that once was. We enters the darkness and from them rather strong accounts where violence, aggression, use of heavy drugs and occultism are omnipresent come out.

Some fans will not like this approach, I agree with them that Led Zeppelin were also something else, but certainly they also were what is told in these pages.

Personally I prefer to look at things from the widest possible perspective and therefore I have read this book with passion.

English is not my mother tlanguage, but it seems to me that the book is very well written and this is fundamental to me.

Salewicz has done a good and well documented job, having interviewed Page few times he can say that he has “experienced” the subject of whom he speaks. There are some mistakes, mistakes that for fans like us are coarse, but I imagine they are physiological. The author then obviously has not the same knowledge of the live recordings that we have, certain judgments are not in accordance with reality, but in general Salewicz gets along well.

I did not know some anedoctes reported in the book. A couple of examples: the marriage of Page’s parents ended in the mid-sixties, when it was discovered that Page’s father lived a second life and built a second family. It was Jackie DeShannon who initiated Page on sex with whips and handcuffs. According to the author, heavy drugs appeared before what I had always thought.

A biography to be definitive must field all aspects, paradoxically here the magnificent universal music of Led Zeppelin is not addressed with due force, on the other hand it is true that there are already so many books on Page and Led Zeppelin that it has sense to choose to deepen specific nuances.

It’s a book therefore for the experienced fan who already knows all about the majesty of the music and the epic narration of which Page and Led Zeppelin are soaked, and that precisely for this reason is not afraid to look at the abyss of perdition in which the Dark Lord basked himself.

(English edition book).

 

Anna Funder “C’era una volta la DDR” (2016 – feltrinelli) – TTTT

7 Ago

Anna Funder è una giornalista australiana, specializzata in lingua tedesca. Questa è la ristampa del 2016 del suo libro del 2002 “C’era una volta la DDR”.

Il muro di Berlino cadde nel 1989, dopo di allora la Funder incontrò e parlò con diverse persone (vittime del regime e personale della Stasi, la polizia politica). Questo libro è il diario di quelle conversazioni, una sorta di romanzo in bianco e nero su alcune vicende personali ambientate nella DDR.
Da alcuni lustri vi è una sorta di nostalgia della DDR, la cosiddetta Ostalgie, la nostalgia dell’Est, sentimento che la Funder contrasta vivacemente, è un sentimento di certo curioso ma credo anche comprensibile, le difficoltà che derivano dal vivere in un regime di capitalismo selvaggio non sono robetta ed ecco che allora si guarda al passato, cedono a questo impulso anche i giovani che, come scrive l’autrice “sono semplicemente alla ricerca di qualcosa verso cui sospirare”.

Il muro di Berlino

Il libro è notevole, da qualunque parte la si guardi, la storia della DDR è intrigante, è impressionante vedere come – soprattutto nei primi lustri – la Repubblica Democratica Tedesca credette in se stessa e nella creazione dell’uomo socialista. La DDR si differenziava non poco dagli altri paesi socialisti, il Partito Di Unità Socialista di Germania non era infatti il solo partito, vi erano anche i cristiani democratici, i liberaldemocratici, i nazionaldemocratici e gli agrari. Naturalmente però era il SED (Partito Di Unità Socialista di Germania) ad avere il priorità assoluta e ad avere come suo credo la formazione di una società senza classi sociali.

Il muro di Berlino

Il libro della Funder è una feroce critica alla DDR, personalmente non mi sarebbe dispiaciuta leggere qualche pagina dedicata anche al punto di vista opposto, ma evidentemente per questo occorrerà appoggiarsi ad altri testi.

Ad ogni modo, se interessati all’argomento, libro da leggere.

Sinossi

https://www.lafeltrinelli.it/libri/anna-funder/c-era-una-volta-ddr/9788807884993

Fonti ufficiose affermano che nella Germania dell’Est gli informatori al servizio della Stasi, la potente polizia segreta, fossero una persona ogni sei abitanti e nel dopo-1989, all’apertura degli archivi, con grande sorpresa si è scoperto quante famiglie allevassero al proprio interno informatori incaricati di riferire allo stato i pensieri e le aspirazioni dei propri familiari. In un libro scritto con una suggestiva tonalità narrativa, Anna Funder ci riconduce in quell’esperienza, ascoltando sia ex funzionari governativi e informatori, sia persone che hanno avuto la vita spezzata da una repressione immotivata.