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David Lagercrantz “L’uomo che inseguiva la sua ombra – Millenium 5” (Marsilio 2017) – TTTT

21 Nov

Ogni volta che penso a Stieg Larsson mi assale la tristezza. Autore della trilogia di Millenium, morì poco prima che i suoi tre libri diventassero autentici bestseller. Non godé mai della sicurezza economica a cui  anelava, era certo però che la saga di Lisbeth Salander e Mikael Blomkvist lo avrebbe ricompensato rendendogli la seconda parte della vita tranquilla, e invece …

Stieg Larsson

Come scrivemmo in occasione dell’uscita di Millenium 4, dopo la sua morte padre e fratello (per lui quasi due sconosciuti) affidarono a David Lagercrantz il compito di proseguire le storie dei personaggi creati da Stieg. L’Uomo Che Inseguiva La Sua Ombra è il quinto capitolo e secondo me è davvero riuscito. Una volta che ci si rende conto che Larsson non c’è più e che non si può rimpiangerlo all’infinito, le qualità di Lagenrcrantz vengono in superficie in maniera decisa. Il romanzo è ben scritto, la storia avvincente e i personaggi rimangono credibili. L’autore sta trovando una sua via, il genere è quello, le ambientazioni anche, ma sembra proprio che Lagercranz si sia scrollato di dosso definitivamente l’ombra di Larsson. I personaggi hanno le caratteristiche dei primi tre romanzi , ma Lagercrantz riesce ad arricchirle di sfumature niente male, lo sviluppo futuro promette bene.

Millenium sul blog:

https://timtirelli.com/2015/11/10/david-lagercrantz-quello-che-non-uccide-millenium-4-marsilio-2015-ttt%C2%BE/

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http://www.marsilioeditori.it/libri/scheda-libro/3172780/l-uomo-che-inseguiva-la-sua-ombra

Sinossi

L’aver portato alla luce un intrigo criminale internazionale, mettendo in mano al giornalista investigativo più famoso di Svezia lo scoop del decennio, non è bastato a risparmiare a Lisbeth Salander una breve condanna da scontare in un carcere di massima sicurezza. E così, mentre a Mikael Blomkvist e a Millennium vanno onori e gloria, lei si ritrova a Flodberga insieme alle peggiori delinquenti del paese, anche se la cosa non sembra preoccuparla più di tanto. È in grado di tener testa alle detenute più spietate – in particolare una certa Benito, che pare avere l’intero penitenziario ai suoi piedi, guardie comprese -, e ha altro a cui pensare. Ora che è venuta in possesso di informazioni che potrebbero aggiungere un fondamentale tassello al quadro della sua tortuosa infanzia, vuole vederci chiaro. Con l’aiuto di Mikael, la celebre hacker comincia a indagare su una serie di nominativi di un misterioso elenco che risveglia in lei velati ricordi. Soprattutto quello di una donna con una voglia rosso fiammante sul collo. Nella sua inestinguibile sete di giustizia, Lisbeth rischia di riaccendere le forze oscure del suo passato che ora, in nome di un folle e illusorio bene più grande, quasi sembrano aver stretto un’alleanza per darle di nuovo la caccia. Come un drago, quello stesso drago che ha voluto tatuarsi sul corpo, per annientare i suoi avversari Lisbeth è pronta a sputare fiamme e a distruggere il male con il fuoco che brucia dentro tutti quelli che vengono calpestati.

David Lagercrantz

David Lagercrantz (1962), affermato scrittore e giornalista, vive a Stoccolma. Oltre alla celebre biografia Io, Ibra sulla vita di Zlatan Ibrahimovic´, ha pubblicato diversi romanzi, tra cui La caduta di un uomo. Indagine sulla morte di Alan Turing (Marsilio 2016). Dopo Quello che non uccide, pubblicato con successo in 40 paesi, con L’uomo che inseguiva la sua ombra Lagercrantz firma il quinto episodio della saga creata da Stieg Larsson e intitolata alla rivista d’inchiesta Millennium – uno dei più clamorosi fenomeni editoriali di tutti i tempi, con oltre 80 milioni di copie vendute nel mondo.

Valerio Evangelisti ” Eymerich Risorge” (Mondadori 2017) – TTTT

13 Nov

Undicesimo episodio della saga dell’Inquisitore Eymerich, personaggio creato da Valerio Evangelisti. Mettersi a leggere questo libro è un po’ come iniziare a seguire la nuova stagione di una serie TV a cui siamo affezionati.

Evangelisti non delude nemmeno questa volta, il romanzo è deciso, pieno, ben scritto. Benché la formula sia quella ormai consolidata, colpisce sempre la capacità di Evangelisti di non stancare e anzi di farsi seguire con fervore lungo i sentieri della storia medievale, dell’esoterismo e dei segmenti temporali che si alternano all’interno del romanzo. Un’altra inchiesta dell’inquisitore Nicolas Eymerich di Gerona dunque, il cui sunto potete trovare nella sinossi qui sotto.

Amo questo genere di letture colte e al contempo tranquillamente fruibili. Tengo a precisare che è un romanzo che può leggere anche chi non ha confidenza con il personaggio e con l’autore in questione.

Per chiudere, tanto per iniziarvi al tenore del romanzo, una delle frasette di Eymerich contenute nel libro:

“L’iconografia popolare, dagli scopi pedagogici, purtroppo trae in inganno. Gli angeli non sono affatto creaturine innocenti. Sono potenze immateriali che fungono da tramite fra Dio e l’uomo. Messaggeri, custodi o giustizieri, a seconda dei casi. A essi mi sento di paragonare l’inquisitore, che protegge la chiesa da bestie feroci ed erbacce velenose.”

 

Descrizione

https://www.lafeltrinelli.it/libri/valerio-evangelisti/eymerich-risorge/9788804667865?zanpid=2365082960572818432&gclid=CjwKCAiAoqXQBRA8EiwAIIOWsp0LhCaK5KbPO2Wn45YVN4CDvth7mTCZQrvQipdSgxeWTYGpt_NreRoC9HYQAvD_BwE

È il 1374. Eymerich questa volta è alle prese con un’indagine su un consigliere valdese del re d’Aragona sospettato di eresia e di arti magiche. Intraprende così una spedizione che lo conduce dalla Francia del Sud al Piemonte. Il cammino, di castello in villaggio, è segnato da prodigi, strane apparizioni, misteriosi fenomeni celesti. L’inquisitore deve destreggiarsi tra la guerra contro i Visconti, che insanguina l’Italia, e le insidie che gli tende un rivale nel Santo Uffizio, lo spietato François Borrel. Ma, grazie a un’antica simbologia cristiana, svelerà una delle più minacciose cospirazioni mai ordite contro il cattolicesimo romano. Parallelamente, in un futuro prossimo lo scienziato Marcus Frullifer viene rapito e condotto in un osservatorio sul monte Graham, negli Stati Uniti, retto dai Gesuiti. I religiosi hanno scopi ambiziosi che coinvolgono il futuro della Chiesa e dell’umanità. Frullifer, grazie a una formula matematica che sconvolge le fondamenta della fisica moderna, li aiuta nell’intento, dando via a un prodigioso processo che sovverte le nozioni comuni di tempo, di vita e di morte. Tutto ciò è scandito dai capitoli del Vangelo della Luna, scritto in un lontanissimo futuro, in cui un oscuro Magister, che altri non è che lo stesso Eymerich, espone ai discepoli il dogma cristiano della “resurrezione dei corpi”. E applicando questi princìpi a se stesso riesce a uscire dal continuum spazio-temporale e a risolvere l’intreccio.

 

JACK LONDON “Zanna Bianca (1906)” (2017 Universale Economica Feltrinelli ) – TTTTT+

28 Set

Parlando delle nuove edizioni Feltrinelli dei romanzi di Jack London qui sul blog ho preso a fare paragoni (probabilmente un po’ bizzarri) con i dischi dei Led Zeppelin. Se dunque Il Richiamo Della Foresta è LZ I Zanna Bianca non può che essere LZ II. Jack London diceva che il secondo non è il seguito del primo, bensì un companion book. Le due storie hanno personaggi diversi ma è innegabile che l’humus è lo stesso: il wild, la geografia, il punto di vista del lupo-cane, i percorsi (sebbene siano inversi).

Il romanzo lo conosciamo più o meno tutti, inutile dilungarsi – vista anche la sinossi qui sotto – quindi non resta altro che sottolineare ancora una volta la magnifica potenza espressiva di London, potenza che una volta terminati i romanzi la senti ancora dentro di te. Sono molto felice che siano uscite queste ristampe della Feltrinelli, un remaster era quello che ci voleva per tornare a porre l’attenzione su di uno scrittore formidabile.

Ottima come sempre la ristampa, oltre al romanzo 9 pagine in più di cenni biografici e 9 pagine di considerazioni di Davide Sapienza (colui che si è occupato della nuova traduzione) il quale ad un certo punto scrive questa bella frasetta: “London possedeva la rara dote di saper divulgare oceani di conoscenza con lo spregiudicato coraggio dell’autodidatta”.

Occorre aggiungere che rileggere questo romanzo (e Il Richiamo Della Foresta) aiuta anche a capire meglio l’uomo Jack London, e a carpire il riflesso dell’autore presente nei due cani protagonisti, Buck e Zanna Bianca, entrambi bastardi come in fondo si considerava lui stesso e capaci di varcare il confine tra il wild e la mondo civilizzato e viceversa, come in fondo fece lo stesso Jack che, ricordiamo, gli amici chiamavano The Wolf.

Altra edizione imperdibile, altro romanzo da leggere a qualsiasi costo.

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Jack London su questo blog:

https://timtirelli.com/2017/09/18/jack-london-il-richiamo-della-foresta-1903-2017-universale-economica-feltrinelli-ttttt/

https://timtirelli.com/2017/08/29/jack-london-martin-eden-1909-2016-universale-economica-feltrinelli-ttttt/

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http://www.lafeltrinelli.it/libri/jack-london/zanna-bianca/9788807900785

Descrizione

Pubblicato per la prima volta a New York nel 1906, in “Zanna bianca” London riprende alcuni dei temi che aveva già scavato ne “Il richiamo della foresta”. Anche in questo romanzo il protagonista è un cane grande e forte, con spiccate caratteristiche da lupo, che passa di padrone in padrone, finché non incontra un uomo, Weedon Scott, un giovane ingegnere minerario, a cui si legherà per tutta la vita. Weedon Scott incrocia Zanna bianca per caso durante un incontro di combattimento di cani dove, attaccato da un bull-dog molto più forte di lui, stava per soccombere definitivamente. L’intervento di Scott lo salva da morte certa. È questo l’inizio di una amicizia straordinaria tra i due, che porterà il cane, nonostante l’ormai radicata sfiducia verso l’uomo, ad abbandonare alcuni dei suoi tratti più selvatici e finalmente ad affidarsi, in un’eterna e totale devozione verso il suo padrone.

Quarta di copertina

“Zanna Bianca, il protagonista del romanzo, è l’unico di quattro cuccioli che riesce a sopravvivere in una grotta dello Yukon, sopra un torrente, lontano da ovunque. Dentro la tana inaccessibile, il piccolo lupo viene al mondo generato da colei che viene semplicemente presentata come ‘la lupa’ e la prima parte del libro lascia in questa sospensione il lettore per condurlo sulla pista dei valori ‘primordiali’, senza nomi e cognomi. È come se London volesse sfruttare un archetipo e i suoi simboli; solo in seguito scopriamo che ‘la lupa’ è Kiche, figlia di un lupo e di un cane, una femmina agguerrita e astuta, già di proprietà del capotribù Castoro Grigio. […] Zanna Bianca nasce nel Wild e nasce lupo con dentro il codice genetico del cane: quest’altro archetipo alla fine prevarrà dopo una lunga storia formativa fatta di durezza e amore, rinuncia e crudeltà. Anche il padre di Zanna Bianca è un archetipo, ma il vecchio lupo grigio Occhio Solo, sopravvissuto a mille battaglie e alla furia della natura selvaggia, diventa il simbolo della vita che sopravvive a se stessa, del Wild che scorre dalle generazioni che lo hanno preceduto a quelle future.” Dalla Postfazione di Davide Sapienza

 

JACK LONDON “Il Richiamo Della Foresta (1903)” (2017 Universale Economica Feltrinelli ) – TTTTT+

18 Set

La febbre per JACK LONDON e per le edizioni della Universale Economica Feltrinelli/CLASSICI continua. Dopo MARTIN EDEN ecco che tocca a IL RICHIAMO DELLA FORESTA, romanzo breve di una bellezza dirompente. Io lo paragono al primo del LED ZEPPELIN, la stessa vitalità impetuosa, la stessa travolgente passione. LONDON fa leva sulle sue esperienze personali che traduce su carta con vivida lucidità e col maestoso trasporto dettato dal wild.

Come vedete, usando il termine in inglese, anche io mi adeguo al pensiero di Davide Sapienza, il traduttore di questo libro (e di ZANNA BIANCA che sto leggendo ora), ovvero che wild è di difficile traduzione, una misto di “natura selvaggia, vita allo stato brado, territori inesplorati senza la presenza dell’uomo” e concetti simili , quindi forse è giusto non tradurlo e lasciarlo in inglese. Detto ciò,  la traduzione del titolo pur non fedele al vocabolario, come dice lo stesso Sapienza, è azzeccatissima e ormai leggendaria, IL RICHIAMO DELLA FORESTA in italiano suona benissimo.

Anche questa nuova versione è assai appetibile, ci sono due “bonus track” prima e dopo il romanzo, due racconti, BÂTARD e PREPARARE UN FUOCO, legati al tema del libro e per questo funzionali al mood generale, inoltre contiene otto pagine di riflessioni dello stesso Davide Sapienza, pagine assai preziose; scrive ad esempio: Jack London confeziona una storia archetipa trattando un argomento, una geografia e uno stile narrativo che incrociano registri, gergo e linguaggi anche corporei di uomini e cani. Archetipa perché, come scrive Earle Labor, il romanzo “è la proiezione del Sé mitologico del lettore [ … ] un’allegoria della redenzione umana”. Il lettore, com’è giusto, è all’oscuro di ciò che compone il materiale narrativo, eppure lo sente suo, perché IL RICHIAMO DELLA FORESTA, ci dà del tu, ci parla con intimità, riesce a farci mettere in gioco e infine ci invita a diventare ciò che siamo – per dirla con Jung – provocando uno scossone indimenticabile nella nostra psiche.

Oltre a queste prelibatezze non mancano sette paginette di cenni biografici.

In sostanza, una edizione economica ben fatta di un capolavoro della letteratura mondiale impreziosita da due racconti ugualmente belli. Il tutto per 8,50 euro. Irrinunciabile.

Jack London su questo blog:

https://timtirelli.com/2017/08/29/jack-london-martin-eden-1909-2016-universale-economica-feltrinelli-ttttt/

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Sinossi 

http://www.lafeltrinelli.it/libri/jack-london/richiamo-foresta/9788807901812

Rapito e condotto tra i ghiacci del Klondike, all’epoca della febbre dell’oro, Buck viene picchiato e costretto a divenire un cane da traino. Sfruttato duramente dai suoi ultimi padroni, Buck viene salvato da John Thornton, con il quale ritrova l’amore per l’uomo. Ma il richiamo della foresta si fa dentro di lui sempre più irresistibile… Una grande storia, una magnifica metafora del rapporto fra natura e creature viventi, un capolavoro capace di poesia e ferocia che parla al cuore dei lettori di ogni età.

 

JACK LONDON “Martin Eden (1909)” (2016 Universale Economica Feltrinelli ) – TTTTT+

29 Ago

Jack London mi arriva nel bel mezzo dell’ adolescenza, lo sceneggiato TV “JACK LONDON –  L’AVVENTURA DEL GRANDE NORD” mi irretisce, gli scenari innevati, la voglia di avventura tipica di un ragazzino, la malinconica, ricca, e potente epica Londoniana, il grande Orso Maria Guerrini e la sigla I WANNA GO catturano completamente la mia immaginazione. Di Jack London ne ho già sentito parlare da mia madre, la quale, fanciulla, è una avida lettrice di romanzi d’avventura (Emilio Salgari in primis), così quando arriva lo sceneggiato di cui sopra non sono all’oscuro di tutto; seguono i libri ZANNA BIANCA e IL RICHIAMO DELLA FORESTA. Stranamente mi fermo lì, sono solito indagare ma evidentemente la scoperta del rock sposta la mia attenzione. Il nome Jack London rimane però impresso nella mia anima, quel po’ che so di lui me lo fa vivere come una sorta di luce guida. La sua sensibilità politica ed umana, la sua indole da avventuriero lo pongono (ancora oggi) tra gli esseri umani che ammiro.

Con 40 anni di ritardo scopro MARTIN EDEN, una delle sue cose più riuscite. Più di di 500 pagine che ho divorato e assaporato con gusto, ritenendomi fortunato d’aver scoperto un romanzo di questa portata. E’ un po’ come se un amante del Rock conoscesse i LED ZEPPELIN solo per il II e IV album e d’improvviso scoprisse PHYSICAL GRAFFITI.

Che romanzo, che prosa, che considerazioni! Ogni tanto dovevo fermarmi e osservare di nuovo LONDON nella foto di copertina, cercare di carpire da quegli occhi di ghiaccio e di fuoco la grandezza dell’uomo. Lo scontro tra individualismo e senso della comunità, la atavica tensione tra classi sociali, il furore vitale e indomito spento dalle amare costatazioni tipiche della condizione umana, la prosa dirompente, lussureggiante, incontenibile, il tesoro intellettuale nascosto tra le pagine … questo è un romanzo straordinario.

Questa nuova edizione della Feltrinelli mi piace molto, costa 11 euro (ma è scontata del 15%), è tipo un remaster in confezione digipack, una ristampa economica ben fatta, con tanto di 10 pagine di biografia alla fine.

La traduzione di Stella Sacchini sembra eccellente, avrei voluto avere sottomano anche il volume in inglese per perdermi nelle sinergie delle due lingue. Alla fine del romanzo c’è una sua nota alla traduzione di sette pagine, e sono – almeno per me – sette pagine fondamentali. La Sacchini spiega come sia difficile l’arte della traduzione, portando esempi che ho trovato molto appassionanti. Se Jack London è un gigante, come lei stessa ha scritto, come traduttrice e studiosa lo è anche Stella. Un encomio alla FELTRINELLI per la scelta.

Stella Sacchini

Ci sono infine 13 pagine di postafazione a cura di Mario Maffi, riflessioni anch’esse magnifiche.

Concludendo, questo libro è un capolavoro, e questa è un’ottima ristampa.

http://www.lafeltrinelli.it/libri/jack-london/martin-eden/9788807902529

Sinossi

Martin Eden, un giovane marinaio di Oackland, salva la vita a un ragazzotto della buona borghesia di San Francisco, Arthur Morse. Per ringraziarlo, questi lo presenta alla famiglia e alla sorella, Ruth. Tra questa e il giovane marinaio scatta subito un’attrazione vitale, ostacolata però dalle differenze di classe e quindi dalla prevedibile resistenza della famiglia di lei. Un po’ per farsi accettare socialmente, un po’ perché sinceramente affascinato da quel mondo borghese, Martin decide di affinare la propria cultura. Da giovinastro un po’ rozzo, in anni di studio forsennato, si trasforma alla fine in scrittore: dopo un inizio puntellato di rifiuti (tra cui l’abbandono di lei), improvvisamente gli arride la fama. Il suo saggio filosofico, “La vergogna del sole”, gli apre le porte dei circoli più esclusivi di San Francisco. Tutti si contendono la sua presenza. Anche Ruth decide di tornare sui suoi passi. Ma questa volta Martin Eden sente di non essere più interessato a lei. Non è più interessato alla vanagloria di quel mondo, a cui pure era riuscito ad accedere…

Nicola Gardini “Viva Il Latino (storie e bellezza di una lingua inutile)” (Garzanti 2016) – TTTT½

15 Ago

Sarà perché ho sempre avuto un’attrazione particolare per le faccende relative alle lingue, ma questo libro l’ho letto con interesse e avidità. Per chi in pratica non ha studiato il latino come me (i tre anni alle medie non hanno quasi lasciato traccia) questo non è un libro facile, i diversi passaggi in lingua sono ostici, i continui rimandi ai grandi poeti e prosatori non sono di facile assimilazione, ma – se sia ha un po’ di curiosità intellettuale – il libro riesce a conquistare meglio di quanto si possa credere.

Leggere poi la prosa di Gardini è completamente appagante, lui è un gigante il cui modo di scrivere non intimorisce (non troppo almeno) ma stimola; il suo amore per il latino è tangibile, gioioso e contagioso. E’ entusiasmante quando lo chiama “musica verbale” e quando scrive “il latino è una lingua importante e conoscerlo o almeno intuirne le proprietà – esattamente come conoscere altri aspetti importanti del mondo, quali la musica, l’arte, la scienza o uno spettacolo naturale – può davvero aggiungere respiro alle nostre giornate.”

Sì, meglio usare le sue parole per cercare di descrivere l’humus del libro: “il latino ha formato le società e i sentimenti in cui tutti viviamo. Senza il latino il nostro mondo non sarebbe quello che è.” e ancora “Perché ridurre il sapere a informazione immediata o all’utilitarismo delle risposte meccaniche, perché rinunciare alla riflessione e all’avventura intellettuale?”.

E’ molto bello finalmente poter capire qualcosa in più della nostra lingua madre, come si sia evoluta da un idioma di una piccola comunità di Roma a lingua universale, come si sia forgiata nelle penne e nei pensieri dei grandi maestri: Catone, (soprattutto) Cicerone, Catullo, Cesare, Lucrezio e via dicendo.

 

Cicerone già, Gardini ne traduce in maniera meravigliosa alcuni concetti quando evidenzia quello che il grande Marcus Tullius “poneva al cuore della sua teoria lingusitica: scegliere le parole più adatte all’argomento e ai tempi e combinarle secondo correttezza sintattica e convenienza ritmica. La musicalità è considerata essenziale. Le parole devono legarsi in sequenze piacevoli all’orecchio … e il periodo deve concludersi con successioni ritmiche che gratifichino l’animo … le parole, insomma, devono seguire un flusso melodico, che non ingeneri sazietà e dia un’impressione di ordine artistico, libero e controllato allo stesso tempo”.

E che dire poi di Tito Flavio (59+ a.C.-17 d.C.) che scrisse una “monumentale storia di Roma che andava dalla fondazione (753a.C.) ai fatti del suo tempo (9 d.C.).”?  142 volumi (ne sono arrivati a noi solo 35) su Roma scritti 2000 anni fa.

Insomma con libri come questo la conoscenza che abbiamo di noi stessi si espande, come si espande il senso di appartenenza. Lettura indispensabile.

Nicola Gardini

Sinossi (http://www.garzanti.it/libri/nicola-gardini-viva-il-latino-9788811688983/)

A che serve il latino? È la domanda che continuamente sentiamo rivolgerci dai molti per i quali la lingua di Cicerone altro non è che un’ingombrante rovina, da eliminare dai programmi scolastici. In questo libro personale e appassionato, Nicola Gardini risponde che il latino è – molto semplicemente – lo strumento espressivo che è servito e serve a fare di noi quelli che siamo. In latino, un pensatore rigoroso e tragicamente lucido come Lucrezio ha analizzato la materia del mondo; il poeta Properzio ha raccontato l’amore e il sentimento con una vertiginosa varietà di registri; Cesare ha affermato la capacità dell’uomo di modificare la realtà con la disciplina della ragione; in latino è stata composta un’opera come l’Eneide di Virgilio, senza la quale guarderemmo al mondo e alla nostra storia di uomini in modo diverso. Gardini ci trasmette un amore alimentato da una inesausta curiosità intellettuale, e ci incoraggia con affabilità a dialogare con una civiltà che non è mai terminata perché giunge fino a noi, e della quale siamo parte anche quando non lo sappiamo. Grazie a lui, anche senza alcuna conoscenza grammaticale potremo capire come questa lingua sia tuttora in grado di dare un senso alla nostra identità con la forza che solo le cose inutili sanno meravigliosamente esprimere.

 

UMBERTO ECO “Numero Zero” (Bompiani 2015) – TTT½

8 Ago

Non è che io sia un profondo conoscitore dell’Eco scrittore, ma mi pare che questo romanzo sia un po’ atipico. Il protagonista ha poco dei grandi personaggi dello scrittore e la storia è resa in maniera un po’ stramba. Tuttavia, pur dipingendo tutto con l’escamotage dell’affresco grottesco, Eco mette a nudo faccende italiane e le malate sinergie tra poteri occulti, governi, giornalismo. Io lo ho letto con facilità, e non mi è dispiaciuto affatto.

Sinossi (http://www.giunti.it)

Una redazione raccogliticcia che prepara un quotidiano destinato, più che all’informazione, al ricatto, alla macchina del fango, a bassi servizi per il suo editore. Un redattore paranoico che, aggirandosi per una Milano allucinata (o allucinato per una Milano normale), ricostruisce la storia di cinquant’anni sullo sfondo di un piano sulfureo costruito intorno al cadavere putrefatto di uno pseudo Mussolini. E nell’ombra Gladio, la P2, l’assassinio di papa Luciani, il colpo di stato di Junio Valerio Borghese, la Cia, i terroristi rossi manovrati dagli uffici affari riservati, vent’anni di stragi e di depistaggi, un insieme di fatti inspiegabili che paiono inventati sino a che una trasmissione della BBC non prova che sono veri, o almeno che sono ormai confessati dai loro autori. E poi un cadavere che entra in scena all’improvviso nella più stretta e malfamata via di Milano. Un’esile storia d’amore tra due protagonisti perdenti per natura, un ghost writer fallito e una ragazza inquietante che per aiutare la famiglia ha abbandonato l’università e si è specializzata nel gossip su affettuose amicizie, ma ancora piange sul secondo movimento della Settima di Beethoven. Un perfetto manuale per il cattivo giornalismo che il lettore via via non sa se inventato o semplicemente ripreso dal vivo. Una storia che si svolge nel 1992 in cui si prefigurano tanti misteri e follie del ventennio successivo, proprio mentre i due protagonisti pensano che l’incubo sia finito.