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Greg Renoff “VAN HALEN RISING” (2015 ECW Press) – TTTTT

24 Mag

Nella IV di copertina tra i vari teaser ve ne è uno che recita “I had a blast reading VH Rising. If you are a VH fan, a real VH fan, this book is a must for you”. Non sono d’accordo, uno “sballo” può averlo qualunque appassionato di rock, perché il libro è un resoconto sincero ed accurato dell’affermazione di un gruppo di rock and roll proveniente da un comune della contea di Los Angeles, il prototipo di storia che tutti noi amiamo leggere, uno spaccato preciso su quel sottobosco rock di cui tutti abbiamo fatto parte.

Il libro si dipana intorno alla costruzione e alla definizione del gruppo dei due fratelli Van Halen, gli anni presi in esame sono quelli che vanno dal 1969 al 1978 e raccontano la trasformazione del trio chiamato Genesis, e successivamente Mammoth, nel sensazionale quartetto finale ribattezzato (da David Lee Roth) Van Halen. Le storie che si raccontano in queste pagine sono divertenti e imperdibili e sono relative alla lunga gavetta che il gruppo fece prima di approdare al tanto agognato contratto con la Warner Brother, gavetta fatta di centinaia di concertini fatti nei cortili dietro casa di Pasadena.

David Lee Roth fece una fatica cane a farsi accettare dal gruppo, le sue qualità vocali non eccelse gli fecero fallire un paio di audizioni con i due fratelli olandesi, tuttavia la testardaggine, la fiducia in se stesso e la visione che si portava dentro gli assicurarono la posizione a cui ambiva. E’ davvero stupefacente notare la maturità e la visione che da giovanissimo metteva in campo, doti poi che permisero ad un gruppo dedito all’hard rock duro e puro basato sulle qualità tecniche straordinarie del chitarrista (e del batterista) di aprirsi ad altre colorazioni sino a diventare una irresistibile band di big rock americano.

DLR portò l’elemento funk, blues e melodico all’interno del gruppo, caratterizzò splendidi diamanti grezzi forgiati nell’hard rock con suggestioni doo-woop e da musical, fece in modo che il quartetto si cimentasse anche in brani di James Brown e Edgar Winter e che le sonorità californiane più dolci si mescolassero con la trazione a tutto rock di Eddie e Alex.

Riuscire a ritagliarsi uno spazio e un personalità in un gruppo che comprende un genio della chitarra così totalizzante non è roba da tutti. A me poi DLR piace molto anche come cantante. Non avrà la estensione perfetta per affrontare il genere che ha poi affrontato, ma il suo timbro pastoso e avvolgente a me dice tantissimo.

Io sono cresciuto con i VH, li ho visto debuttare discograficamente e li ho sempre seguiti con amore e attenzione. Non sono particolarmente legato allo stile di chitarra che prevede tapping e hammer-on, tuttavia Edward mi piace un sacco come chitarrista e come musicista. Il two handed tapping è uno stile che già esisteva (tra l’altro l’italiano Vittorio Camardese lo eseguiva già nel 1965 come da famoso spezzone della RAI), Van Halen lo captò da Harvey Mandel e dalla coppia Rick Derringer/Danny Johnson, ma fu quello in grado di definirlo in modo assoluto e  con risultati strabilianti, per di più solo all’ultimo periodo, giusto poco prima di entrare in studio a registrare il disco di debutto.

Spassose le pagine dedicate a Gene Simmons, uno di quelli che provò a far decollare il gruppo ma che probabilmente aveva anche un secondo fine in testa. Gustoso l’aneddoto in cui si racconta di una sera in cui i Kiss erano in concerto a Los Angeles. GS chiese ai VH (ancora senza contratto e famosi solo nella suburbia losangelina) se volevano biglietti omaggio per lo spettacolo. Una volta davanti al botteghino DLR si accorse che Simmons aveva lasciato gli accrediti solo per gli altri tre. DLR rese pan per focaccia al demone dei Kiss alcuni anni più tardi: con i VH previsti al Los Angeles Forum invitò Simmons allo show, ma quando questi si recò al botteghino a ritirare l’accredito naturalmente non lo trovò.

Insomma è un gran libro che consiglio a chiunque ami la musica (hard) rock. E’ scritto in inglese.

 

 

VICTOR HUGO “Notre-Dame de Paris” (2016 – Universale Economica Feltrinelli) – TTTTT

11 Mag

Non avevo mai letto questo classico prima d’ora, sono perciò felice della mia infatuazione per le edizioni della Universale Economica Feltrinelli perché mi aiuta a colmare certi vuoti che a volte mi paiono inverosimili.

Ho faticato a prendere il largo, le onde delle prime decine di pagine dove Hugo parla della cosiddetta corte dei miracoli mi hanno fatto riflettere più volte sul fatto se continuare o meno, una volta superata la barriera tuttavia mi sono trovato in un mare aperto che mi ha lasciato a bocca spalancata.

All’interno di questo romanzo, la cui storia per sommi capi la conosciamo tutti (o perlomeno crediamo di conoscerla), vi è contenuta la storia di Notre-Dame e della città di Parigi e delle loro trasformazioni attraverso i secoli.

Vi sono inoltre lunghe divagazioni sulla Architettura, a tratti molto minuziose, vissuta come espressione umana, gli edifici come libri della storia umana prima che l’avvento della stampa ne ridimensionasse la funzione.

Come dice la sinossi qui sotto, Notre-Dame de Paris è un grande romanzo popolare, una saga con tutti gli ingredienti giusti. Lo si legge con molto gusto e con altrettanto gusto ci si toglie dalle spalle la polvere dolciastra arrivata a noi tramite i cartoni animati di Walt Disney. Il romanzo è un lungo e folgorante blues, dove un diverso è uno degli attori principali, colui che dal rapporto carnale con le sue campane passa all’amore platonico per una “zingara” bellissima. Non è stato difficile prevedere in anticipo certi colpi di scena, ma questo non toglie nulla alla bellezza del romanzo.

Un altro classico da avere e da leggere. Capolavoro.

http://www.feltrinellieditore.it/opera/opera/notre-dame-de-paris-1/#descrizione

Un classico senza tempo. Un classico popolare. La grandiosa rivisitazione di una Parigi tardomedioevale in cui si mescolano lo spettrale profilo della basilica di Notre-Dame, abitata dal gobbo Quasimodo, e la notturna Corte dei Miracoli, dove risplende la bellezza di Esmeralda. Come in un grande melodramma, forze del bene e forze del male si scontrano facendo fulcro intorno all’attrazione, alla sensualità, all’innocenza della bella zingara. Romanzo del diverso, del perverso e dell’amore contrastato, Notre-Dame de Paris non ha mai smesso di sedurre l’immaginazione di registi (memorabile il film del 1939 di William Dieterle, con Charles Laughton nelle vesti di Quasimodo), musicisti (recentissimo è il musical di grande successo di Riccardo Cocciante), e naturalmente quella dei lettori. “Hugo non dimentichiamolo, scrive Notre-Dame a ventott’anni, nel 1830, e lo dà alle stampe l’anno dopo: Notre-Dame ha della gioventù o della prima maturità gli entusiasmi della scoperta, la foga dei messaggi.” Goffredo Fofi

Victor Hugo (Besançon, 1802 – Parigi, 1885) è considerato il capofila della scuola romantica francese. Fu autore di poesie, romanzi, opere teatrali e politico-sociali fra cui, oltre al romanzo Notre-Dame de Paris, ricordiamo: Cromwell (1827), considerato il primo dramma storico romantico, Ernani (1830), Il re si diverte (1832), da cui il Rigoletto di Verdi, I miserabili (1862), che riscosse un successo straordinario, I lavoratori del mare (1866) e l’epopea mitologica La leggenda dei secoli (1883). Feltrinelli ha pubblicato nei “Classici” Notre-Dame de Paris (2002) e L’ultimo giorno di un condannato(2012).

GREG LAKE “Lucky Man” (Constable 2017) – TTTT

14 Feb

Mi sono commosso nel leggere le ultime pagine, Greg sapeva che era alla fine, la malattia era ormai allo stato terminale, nonostante ciò non ha indugiato in retorica e sentimentalismo.

E’ un libro (in inglese) che si legge benissimo, scorrevole, semplice, ben fatto. Come in tutte le autobiografie di grandi rockstar, il racconto è senza dettagli tecnici importanti per i fan in senso stretto, ma sentir parlare in prima persona uno come Greg Lake è piacevolissimo. Esamina secondo il suo modo di essere le fasi della sua carriera musicale, riflette insieme al lettore sugli sviluppi di certe scelte, analizza gli aspetti musicali.

Con estrema lucidità descrive il suo periodo nei King Crimson, seppur appena 22enne aveva consapevolezza che quel primo album era davvero qualcosa di unico e diverso.


Con la stessa lucidità attraversa il periodo più intenso della sua vita musicale, quei primi 5 anni (1970-74) degli Emerson Lake & Palmer così pieni e ricchi di musica (e successo).

Con un certo fatalismo rilegge gli anni da orizzonti perduti della band: l’aut aut di Keith Emerson (“album e tour con orchestra o non continuo”) che costò al gruppo la perdita dell’identità rock, della coesione del gruppo, di grosse quantità di denaro e della giusta rotta.

L’errore di aver spinto troppo sull’acceleratore del cambiamento nel momento di iniziare la sua carriera solista nei primissimi anni ottanta, e la foschia presente nelle seguenti reunion o nuove incarnazioni del gruppo.

La sincerità intrisa, come detto, di fatalismo e disillusione fa sì che la stima per l’uomo mai venga meno. Confida teneramente che quando accettò di sostituire John Wetton negli Asia per quel famoso concerto al Budokan di Tokyo del 1983, lo fece perché gli arrivò una offerta economica impossibile da rifiutare, ma che poi deciseedi non proseguire la collaborazione perché per lui l’aspetto musicale e il concetto di gruppo erano prioritari rispetto al successo commerciale.

Alcune pagine non sono esattamente interessanti, dedicate come sono a progetti extra ELP degli anni duemila, ma è solo un breve momento.

All’interno del libro un buon numero di belle foto, e alla fine la immancabile selected discography. Autobiografia quindi riuscita e lettura scorrevolissima. Alla fine rimane il rimpianto di non averlo visto dal vivo con più frequenza e di sentire – una volta di più – la mancanza di un gruppo che, come pochissimi altri, ho amato (e amo) intensamente. ELP per sempre!

 

 

GREG ILES “Mississippi Blood” (2017 – Piemme) – TTTTT+

12 Feb

Sono quasi quattro anni che sul blog leggiamo Greg Iles, ne abbiamo scritto ormai otto volte, con questa nove, è ormai chiaro, è il nostro autore di thriller preferito. Mississippi Blood è il terzo capitolo della trilogia iniziata 3/4 anni fa. Il commento che ho scritto sulle pagine interne, sotto al titolo, dopo aver letto l’ultima pagina è “trionfo!”. Degna conclusione di una saga avvincente ed entusiasmante. Temi trattati di gran attualità, ovvero il difficile, cruento e insensato rapporto tra bianchi e neri nel Mississippi dagli anni sessanta ad oggi, i problemi sociali, le disfunzioni della politica, con in più sullo sfondo l’assassinio di JFK. Scenografia a cura del fiume e dello stato Mississippi.

Se la Piemme continua a pubblicarlo e a far uscire i suoi libri in edizione hard cover significa che qualcosa Iles vende anche qui in Italia, ma la sua fama qui è proprio tutt’altra cosa rispetto agli Stati Uniti dove con i suoi libri è arrivato più volte al primo posto della classifica del New York Times.

Gli altri due episodi della trilogia sono L’Affare Cage e L’Albero Delle Ossa.

Il mio sogno sarebbe che HBO o chi per essa ne facesse una serie TV.

Libro, e trilogia, consigliatissimi.

Sinossi: http://www.edizpiemme.it/libri/mississippi-blood

Avvocato bianco nel profondo Sud degli Stati Uniti, Penn Cage è fin troppo conosciuto a Natchez, Mississippi. Soprattutto adesso che il processo per omicidio nei confronti di suo padre, rispettato e onorato medico della città per quarant’anni, sta per cominciare.
Molte cose sono cambiate nella vita di Penn da quando il padre è stato accusato di aver assassinato l’infermiera di colore Viola Turner. Ma chi era davvero il padre di Penn? Con l’aiuto di una famosa scrittrice venuta a Natchez proprio per scrivere del processo, Serenity Butler, l’avvocato condurrà la sua, personalissima, indagine. E non avrà paura, questa volta, di guardare in faccia il passato della propria famiglia, e del Sud stesso, e di sporcarsi del sangue che vi troverà.
Mississippi Blood è l’epica conclusione di una trilogia che lascia senza fiato per la forza narrativa e la potenza simbolica. Una saga i cui volumi hanno il passo del legal thriller e al tempo stesso raccontano una storia più grande, che parla di padri e figli, bianchi e neri, violenza e onore, e in cui si specchia un intero paese. Quell’America che, oggi come ieri, si affanna a cercare le stesse elusive risposte. Come ha scritto Stephen King, «un’opera straordinaria».

I PRIMI DUE LIBRI DELLA TRILOGIA SUL BLOG:

https://timtirelli.com/2017/06/19/greg-iles-lalbero-delle-ossa-piemme-2016-ttttt/

https://timtirelli.com/2015/08/24/greg-iles-laffare-cage-piemme-2015-ttttt/

GLI ALTRI ROMANZI SUL BLOG:

https://timtirelli.com/2016/05/16/__trashed/

https://timtirelli.com/2016/03/02/greg-iles-un-gioco-quieto-piemme-2004-ttttt/

https://timtirelli.com/2015/04/24/greg-iles-il-pianto-dellangelo-piemme-bestseller-2011-e1150-tttt%C2%BD-%E2%97%8A-la-memoria-del-fiume-piemme-bestseller-2012-e1150-ttttt/

https://timtirelli.com/2015/02/22/greg-iles-una-faccenda-privata-piemme-bestseller-2011-e1150-tttt/

https://timtirelli.com/2015/01/12/greg-iles-il-sorriso-dei-demoni-piemme-bestseller-2012-e12-tttt%C2%BD/

https://timtirelli.com/2014/09/29/greg-iles-la-notte-non-e-un-posto-sicuro-piemme-linea-rossa-2013-e1990-tttt%C2%BD/

 

 

Daniel Defoe “Robinson Crusoe” (1719 – 2017 Feltrinelli) TTTTT

4 Gen

La fustinella per le edizioni della Universale Economica Feltrinelli continua, adesso è la volta di Robison Crusoe. Defoe nacque nel 1660,  “The Life and Strange Surprising Adventures of Robinson Crusoe of York, Mariner”-  il suo libro più famoso – fu pubblicato nel 1719. Ovviamente occorre calarsi nel contesto storico per godere del romanzo.

Ci sono 23 pagine di considerazioni di Alberto Cavallari (che è anche il traduttore), tutte molto profonde e stuzzicanti, l’analisi si legge con piacere, tuttavia dopo averci riflettuto sopra, ho deciso di avere un approccio meno intellettuale al libro e godermelo nella sua vesta di romanzo di avventura o come dice Cavallari di “capolavoro della letteratura di viaggio, nei due sensi: viaggio reale e viaggio immaginario”. La storia e arcinota un po’ a tutti, ma assimilarla in modo completo e in una traduzione fedele ed efficace è una gran esperienza.

Alla fine altre 12 pagine dedicate alla cronologia.

Il libro costa 9 euro, lo sconto applicato è il 15% dunque scende a 7,65 euro, per una cifra del genere è obbligatorio avere in casa una edizione così.

https://www.lafeltrinelli.it/libri/daniel-defoe/robinson-crusoe/9788807900181

David Lagercrantz “L’uomo che inseguiva la sua ombra – Millenium 5” (Marsilio 2017) – TTTT

21 Nov

Ogni volta che penso a Stieg Larsson mi assale la tristezza. Autore della trilogia di Millenium, morì poco prima che i suoi tre libri diventassero autentici bestseller. Non godé mai della sicurezza economica a cui  anelava, era certo però che la saga di Lisbeth Salander e Mikael Blomkvist lo avrebbe ricompensato rendendogli la seconda parte della vita tranquilla, e invece …

Stieg Larsson

Come scrivemmo in occasione dell’uscita di Millenium 4, dopo la sua morte padre e fratello (per lui quasi due sconosciuti) affidarono a David Lagercrantz il compito di proseguire le storie dei personaggi creati da Stieg. L’Uomo Che Inseguiva La Sua Ombra è il quinto capitolo e secondo me è davvero riuscito. Una volta che ci si rende conto che Larsson non c’è più e che non si può rimpiangerlo all’infinito, le qualità di Lagenrcrantz vengono in superficie in maniera decisa. Il romanzo è ben scritto, la storia avvincente e i personaggi rimangono credibili. L’autore sta trovando una sua via, il genere è quello, le ambientazioni anche, ma sembra proprio che Lagercranz si sia scrollato di dosso definitivamente l’ombra di Larsson. I personaggi hanno le caratteristiche dei primi tre romanzi , ma Lagercrantz riesce ad arricchirle di sfumature niente male, lo sviluppo futuro promette bene.

Millenium sul blog:

https://timtirelli.com/2015/11/10/david-lagercrantz-quello-che-non-uccide-millenium-4-marsilio-2015-ttt%C2%BE/

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http://www.marsilioeditori.it/libri/scheda-libro/3172780/l-uomo-che-inseguiva-la-sua-ombra

Sinossi

L’aver portato alla luce un intrigo criminale internazionale, mettendo in mano al giornalista investigativo più famoso di Svezia lo scoop del decennio, non è bastato a risparmiare a Lisbeth Salander una breve condanna da scontare in un carcere di massima sicurezza. E così, mentre a Mikael Blomkvist e a Millennium vanno onori e gloria, lei si ritrova a Flodberga insieme alle peggiori delinquenti del paese, anche se la cosa non sembra preoccuparla più di tanto. È in grado di tener testa alle detenute più spietate – in particolare una certa Benito, che pare avere l’intero penitenziario ai suoi piedi, guardie comprese -, e ha altro a cui pensare. Ora che è venuta in possesso di informazioni che potrebbero aggiungere un fondamentale tassello al quadro della sua tortuosa infanzia, vuole vederci chiaro. Con l’aiuto di Mikael, la celebre hacker comincia a indagare su una serie di nominativi di un misterioso elenco che risveglia in lei velati ricordi. Soprattutto quello di una donna con una voglia rosso fiammante sul collo. Nella sua inestinguibile sete di giustizia, Lisbeth rischia di riaccendere le forze oscure del suo passato che ora, in nome di un folle e illusorio bene più grande, quasi sembrano aver stretto un’alleanza per darle di nuovo la caccia. Come un drago, quello stesso drago che ha voluto tatuarsi sul corpo, per annientare i suoi avversari Lisbeth è pronta a sputare fiamme e a distruggere il male con il fuoco che brucia dentro tutti quelli che vengono calpestati.

David Lagercrantz

David Lagercrantz (1962), affermato scrittore e giornalista, vive a Stoccolma. Oltre alla celebre biografia Io, Ibra sulla vita di Zlatan Ibrahimovic´, ha pubblicato diversi romanzi, tra cui La caduta di un uomo. Indagine sulla morte di Alan Turing (Marsilio 2016). Dopo Quello che non uccide, pubblicato con successo in 40 paesi, con L’uomo che inseguiva la sua ombra Lagercrantz firma il quinto episodio della saga creata da Stieg Larsson e intitolata alla rivista d’inchiesta Millennium – uno dei più clamorosi fenomeni editoriali di tutti i tempi, con oltre 80 milioni di copie vendute nel mondo.

Valerio Evangelisti ” Eymerich Risorge” (Mondadori 2017) – TTTT

13 Nov

Undicesimo episodio della saga dell’Inquisitore Eymerich, personaggio creato da Valerio Evangelisti. Mettersi a leggere questo libro è un po’ come iniziare a seguire la nuova stagione di una serie TV a cui siamo affezionati.

Evangelisti non delude nemmeno questa volta, il romanzo è deciso, pieno, ben scritto. Benché la formula sia quella ormai consolidata, colpisce sempre la capacità di Evangelisti di non stancare e anzi di farsi seguire con fervore lungo i sentieri della storia medievale, dell’esoterismo e dei segmenti temporali che si alternano all’interno del romanzo. Un’altra inchiesta dell’inquisitore Nicolas Eymerich di Gerona dunque, il cui sunto potete trovare nella sinossi qui sotto.

Amo questo genere di letture colte e al contempo tranquillamente fruibili. Tengo a precisare che è un romanzo che può leggere anche chi non ha confidenza con il personaggio e con l’autore in questione.

Per chiudere, tanto per iniziarvi al tenore del romanzo, una delle frasette di Eymerich contenute nel libro:

“L’iconografia popolare, dagli scopi pedagogici, purtroppo trae in inganno. Gli angeli non sono affatto creaturine innocenti. Sono potenze immateriali che fungono da tramite fra Dio e l’uomo. Messaggeri, custodi o giustizieri, a seconda dei casi. A essi mi sento di paragonare l’inquisitore, che protegge la chiesa da bestie feroci ed erbacce velenose.”

 

Descrizione

https://www.lafeltrinelli.it/libri/valerio-evangelisti/eymerich-risorge/9788804667865?zanpid=2365082960572818432&gclid=CjwKCAiAoqXQBRA8EiwAIIOWsp0LhCaK5KbPO2Wn45YVN4CDvth7mTCZQrvQipdSgxeWTYGpt_NreRoC9HYQAvD_BwE

È il 1374. Eymerich questa volta è alle prese con un’indagine su un consigliere valdese del re d’Aragona sospettato di eresia e di arti magiche. Intraprende così una spedizione che lo conduce dalla Francia del Sud al Piemonte. Il cammino, di castello in villaggio, è segnato da prodigi, strane apparizioni, misteriosi fenomeni celesti. L’inquisitore deve destreggiarsi tra la guerra contro i Visconti, che insanguina l’Italia, e le insidie che gli tende un rivale nel Santo Uffizio, lo spietato François Borrel. Ma, grazie a un’antica simbologia cristiana, svelerà una delle più minacciose cospirazioni mai ordite contro il cattolicesimo romano. Parallelamente, in un futuro prossimo lo scienziato Marcus Frullifer viene rapito e condotto in un osservatorio sul monte Graham, negli Stati Uniti, retto dai Gesuiti. I religiosi hanno scopi ambiziosi che coinvolgono il futuro della Chiesa e dell’umanità. Frullifer, grazie a una formula matematica che sconvolge le fondamenta della fisica moderna, li aiuta nell’intento, dando via a un prodigioso processo che sovverte le nozioni comuni di tempo, di vita e di morte. Tutto ciò è scandito dai capitoli del Vangelo della Luna, scritto in un lontanissimo futuro, in cui un oscuro Magister, che altri non è che lo stesso Eymerich, espone ai discepoli il dogma cristiano della “resurrezione dei corpi”. E applicando questi princìpi a se stesso riesce a uscire dal continuum spazio-temporale e a risolvere l’intreccio.