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THE EQUINOX “Heartbreaker/WLL” (Led Zep cover) Parco Ferrari, Modena (Italy) 17/08/2018

21 Set

THE EQUINOX “Heartbreaker/Whole Lotta Love including Goin’ Down”
Live at Milly Bar – Parco Ferrari – Modena (Italy) 17 aug 2018
filmed by Giovanni Sandri.

Tim Tirelli – guitar
Pol Morigi – vocals
Saura Terenziani – bass, keyboards, pedal bass
Lele Morselli – drums

THE EQUINOX “Intro-Custard Pie-Over The Hills-Immigrant Song-Black Dog” (Led Zep cover) Parco Ferrari, Modena 17/08/2018

20 Set

THE EQUINOX “Intro-Custar Pie-OTHAFA-Immigrant S-Black Dog”

Live at Milly Bar – Parco Ferrari – Modena (Italy) 17 aug 2018

Filmed by Giovanni Sandri.

 

Tim Tirelli – guitar

Pol Morigi – vocals

Saura Terenziani – bass, keyboards, pedal bass

Lele Morselli – drums

 

THE EQUINOX “Stairway To Heaven” (Led Zep cover) Parco Ferrari, Modena (Italy) 17/08/2018

17 Set

THE EQUINOX “Stairway To Heaven”
Live at Milly Bar – Parco Ferrari – Modena (Italy) 17 aug 2018
filmed by Giovanni Sandri.

Tim Tirelli – guitar
Pol Morigi – vocals
Saura Terenziani – bass, keyboards, pedal bass
Lele Morselli – drums

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The Equinox – Milly Bar – Parco Ferrari – Modena 17/08/2018

THE EQUINOX “Thank You” (Led Zep cover) Parco Ferrari, Modena (Italy) 17/08/2018

17 Set

THE EQUINOX “Thank You”
Live at Milly Bar – Parco Ferrari – Modena (Italy) 17 aug 2018
filmed by Giovanni Sandri.

Tim Tirelli – guitar
Pol Morigi – vocals
Saura Terenziani – bass, keyboards, pedal bass
Lele Morselli – drums

How The Milly Bar Was Won (The Equinox Live in Modena, Parco Ferrari, Milly Bar 17/08/2018)

18 Ago

Di nuovo al Milly Bar, al Parco Ferrari di Modena, dove recuperiamo la data del 14 luglio scorso annullata per maltempo. Siamo nella settimana di Ferragosto, mi chiedo se ci sarà un pubblico sufficiente per non sentirsi ancora più blues di quel che siamo. Naturalmente non puntiamo a competere coi numeri che Vasco richiamò proprio su questi prati un anno fa, ma essendo appunto periodo di ferie temo che suoneremo per Alessandro, il fonico, Emilio, il titolare, e per gli avventori casuali giunti al Parco Ferrari per godersi un po’ di fresco tra le frasche del grande punto verde di Modena.

Ore 18,45, strumentazione montata.

The Equinox – Modena 17/08/2018 – foto TT

Ore 19,20 soundcheck fatto, possiamo rilassarci e rinfrescarci.

The Equinox – Milly Bar, Parco Ferrari, Modena 17/02/2018 – Foto TT

Mi interrogo sul mio stato psicofisico, non è che mi senta poi in forma, il mood tende a quell’eterna insoddisfazione che da sempre mi attanaglia l’animo, la tendinite nello snodo principale dell’anulare sinistro continua a darmi da fare, presente e futuro sono come sempre preda di un passato remoto che non molla la presa, così non mi resta altro che sedermi sul ciglio del palco a contemplare l’America dove mi presentarono i miei cinquant’anni e un contratto col circo “Page & Bene” a girare l’Emilia, e firmai, col mio nome e firmai, e il mio nome era Tirelli Tim.

The Equinox – Milly Bar, Parco Ferrari, Modena 17/02/2018 – Foto Pol Morigi

Spero di risollevarmi con l’aiuto degli Equinotti, gli altri membri degli Equinox insomma…

The Equinox – Milly Bar, Parco Ferrari, Modena 17/02/2018 – Foto Alessandro

o rimirando le mie chitarre, vista questa che mi dà sempre serenità e sollievo, come l’andante cantabile della Rapsodia Su Un Tema di Paganini di Rachmaninov

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The Equinox – Milly Bar, Parco Ferrari, Modena 17/02/2018 – Foto TT

Ceniamo, nel frattempo mi arrivano messaggi da amici che si dicono pronti di venire a vederci in questa calda serata estiva. Due chiacchiere col Riff a proposito di nuove versioni di bootleg dei LZ, poi è già tempo di controllare l’accordatura delle chitarre, di cambiarsi, di entrare piano piano nella mezz’ora che precede il concerto. Arrivano fratelli di blues e di rock, Paolo Rizzo, Lucianone Tomassia, il vagabondo di mezzanotte, il chitarrista dei Rats, Sir Lyson, il Pike Boy, addirittura la Betta. Ci sono anche Gio e la Maura, venuti a filmarci anche stasera (prossimamente sul blog un estratto della loro – di sicuro ottima – videoregistrazione).

Prima di iniziare faccio due passi dietro al tendone sotto cui è seduto il pubblico, per essere il 17 agosto niente male davvero. Poco dopo dal palco mi accorgerò che di gente ne è arrivata altra e che sembra davvero tanta. A fine serata Emilio – il titolare del Milly Bar – mi dirà “Tim, sono molto contento, anche del fatto che tutti sono rimasti sino alla fine, il che non è automatico per una serata a base di Led Zeppelin, gruppo non esattamente di facile ascolto. Molto bene, Tim, molto bene.” Con Emilio il rapporto è funzionato sin dal primo giorno: affinità elettive, visione del mondo e della musica, prospettive… ci si intende insomma, ma so anche che è uno tutto d’un pezzo e che non dice cose tanto per dire, così il suo rilievo finale mi darà ulteriori soddisfazioni e la certezza che – nel nostro piccolissimo – stiamo facendo un lavoretto dignitoso.

The Equinox – Milly Bar, Parco Ferrari, Modena 17/02/2018 – Foto TT

Sono le 21,40: showtime baby! Saura fa partire la sigla (Shadow In The City, pezzo del 1982 di Jimmy Page), mentre attendo di iniziare controllo l’accordatura della Les Paul, guardo le stelle e chiedo al Dark Lord di vegliare su di me.

The Dark Lord (photop GQ magazine)

Raffica iniziale: Custard Pie-Over The Hills And Far Away-Immigrant Song.

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The Equinox – Milly Bar, Parco Ferrari, Modena 17/02/2018 – Foto Paolo Rizzo

Seguono Black Dog e What Is And What Should Never Be.

Black Dog / WIAWSNB

(filmed by Milly Bar)

https://www.facebook.com/MillybarParcoFerrari/videos/2137226333182610/

Il pubblico applaude puntuale, ma appare forse un po’ composto. Faccio un paragone – esagerato lo so – col pubblico dei concerti giapponesi degli inizi degli anni settanta, pubblico presente e pronto all’applauso ma al contempo rispettoso e riservato tanto da apparire un po’ freddo. Ovviamente sono conscio del fatto che magari la colpa è nostra, non sempre si è in grado di far scoppiare la scintilla che innesca la buona riuscita di un concerto.

Saura si mette alle tastiere (e alla pedaliera basso) e procediamo con Misty Mountain Hop.

MMHop

(filmed by Wilko Zanni)

Segue Since I’Ve Been Loving You, che stasera dedichiamo al vagabondo di mezzanotte. Nell’ultimissima parte mi sembra di pasticciare con gli accordi finali. Buffo, suoni questo pezzo da quasi vent’anni, eppure ti accorgi che se anche inserisci il pilota automatico e ti senti tranquillo non puoi permetterti distrazioni. Troppi gli stacchi e le particolarità da ricordare, maledetti Zeppelin…

The Equinox – Milly Bar, Parco Ferrari, Modena 17/02/2018 – Foto Paolo Rizzo

Nobody’s Fault But Mine, Moby Dick e di nuovo Saura alle tastiere per I’m Gonna Crawl. The Song Remains The Same – dove per un pelo non inizio l’assolo in V posizione e non in VII (il bicordo iniziale è uguale a quello di The Ocean che è appunto suonato in V posizione e finisco spesso per confonderli) – e Hot Dog riportano il ritmo su livelli sostenuti. Cambio chitarra, imbraccio la Danelectro, Lele batte il quattro e ci inoltriamo in terre desolate spazzate dalla sabbia e dalla polvere che vola alta in giugno. 

Mi dirà il vagabondo di mezzanotte dopo il concerto: “Ero al bar a prendere da bere, c’era parecchia gente, ma appena siete partiti con Kashmir siamo tutti corsi di nuovo sotto il tendone, non potevamo perdercela”. Pol come sempre la canta molto bene, ma in definitiva, canta bene tutto. Mica facile trovare un cantato così dotato, che tra l’altro sappia anche sfuggire al pericolo “macchietta”, errore in cui moltissime tribute band incorrono. L’applauso stavolta sembra più deciso e caldo.

Kashmir

(filmed by Wilko Zanni)

Poso la Danelectro e indosso la doppiomanico. E’ il momento di Stairway. Ne diamo, credo, una versione decorosa. Sulla dodici corde l’anulare mi duole più del solito ma faccio finta di niente e vado avanti. Nella parte finale dell’assolo proponiamo per la prima volta gli stacchi che facevano i Led Zeppelin nel tour del 1977, in particolare quelli eseguiti nella data del 23 giugno 1977, concerto relativo al famosissimo bootleg For Badge Holders Only. Stacchi che abbiamo provato solo durante il soundcheck e che tutto sommato fanno la loro figura. Nella chiusura, una volta che finita la frase “and she’s buying a staiway to heaven” e dopo che ci siamo appoggiati all’ultimo La minore, alzo la doppiomanico mentre il pubblico applaude, stavolta con calore, io insisto e indugio con la chitarra dai due manici alzata, quasi volessi costringere la gente a continuare l’applauso. Il battimani prosegue, è in quel momento che entriamo in contatto spirituale con loro, è in quel momento che – come mi dirà il Pike boy dopo il concerto – abbiamo conquistato il Milly Bar… how the Milly Bar was won insomma.

The Equinox – Milly Bar, Parco Ferrari, Modena 17/02/2018 – Foto Giovanni Sandri

THE EQUINOX “Stairway To Heaven” (Led Zep cover) Parco Ferrari, Modena (Italy) 17/08/2018

Il mood adesso è quello giusto, sia noi sia il pubblico siamo pronti per il piombo Zeppelin.

Heartbreaker definisce il carattere della Gibson Les Paul Standard (Traditional), la colleghiamo a Whole Lotta Love come facevano i Led Zeppelin nel tour del 1973. La sezione funk mi regala sempre un gran godimento. Il basso di Saura, stasera stimolato anche dalla nuovissima pedaliera effetti, mi manda in solluchero. Il groove che Saura e Lele riescono a mettere in scena mi fa fremere ogni volta. Durante la sezione Theremin la gente sembra ipotizzata, io faccio del mio meglio per entrare in contatto col cosmo e col mistero dell’universo. Questo aggeggio infernale- come lo chiama Pol – questo oscillatore di frequenze attira ogni volta l’attenzione dei presenti. Con le mani richiamo i due triangoli equilateri che formano la stella a sei punte. Mi rifaccio al primissimo significato di questi simboli. Dapprima invoco il Santo Graal, che non era una coppa, ma bensì il ventre della donna, il delta di Venere insomma, e quindi passo all’opposto maschile. Ritorno poi ai soliti temi e lancio nella notte cupa il mio ululato di uomo di blues sperduto su di un pianetuncolo sito nel buco del culo dell’Universo.

Come fecero i Led Zeppelin nel tour del 1973, e in special modo al Los Angeles Forum il 3 giugno 1973, mettiamo in scena anche Goin’ Down, il pezzo di Don Nix (rifatto all’epoca anche dal secondo Jeff Beck Group)

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Segue Communication Breakdown, dove a metà spezziamo il tempo per darmi modo di presentare il gruppo e di ringraziare il gentile pubblico. Durante la presentazione il pubblico risponde in maniera incredibile.

The Equinox – Milly Bar, Parco Ferrari, Modena 17/02/2018 – Foto Giovanni Sandri

Nemmeno il tempo di finire che Lele introduce Rock And Roll.

Rock And Roll

(filmed by Paolo OldMan Mantovani)

https://www.facebook.com/oldmanrockfashion/videos/10215233749468843/

Il concerto termina, ma il pubblico reclama un ultimo pezzo. Sempre rifacendosi al tour del 1973 anche stasera proponiamo Thank You come bis.

Mentre sono alle prese con gli accordi del pezzo, metto il pilota automatico e mi concentro su Saura. Guardo i suoi piedi danzare con leggiadria sulla pedaliera basso mentre le mani sono sull’organo. E’ una musicista di cui sono innamorato. Mentre getto la mano sulla tastiera, in cerca di un assolo finalmente libero e appassionato, sento il modo in cui Lele mi segue con la batteria. Mi piace molto come riesco a liberare la bestia che in lui, quando il rock prende il sopravvento e diventa lui stesso il rock. Rallento e lui rallenta, accelero e lui si getta a rincorrermi, mi sospinge e mi ispira. Sono innamorato anche di lui.

Thank You

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Un ultimo salto mentre la Gibson lancia i suoi larsen verso le profondità siderali e il concerto termina. Molta la gente che viene a congratularsi. Guardo i miei compari e li vedo tutti alle prese con amici e “fan”. Viene gente che non conosco a stringermi la mano, a farmi complimenti che so di non meritare, complimenti però che fanno piacere. Sir Lyson – musicista e gran conoscitore di rock- mi viene incontro e mi abbraccia. “Tim! Fantastico. Sei grandissimo. Siete una band della madonna!”. Continua per circa un quarto d’ora. Faccio filtro, conosco i miei limiti ma so cosa intende, in quanto a catturare lo spirito dei LZ, lo spirito del Rock non siamo male. Se solo avessimo – come gruppo –  un po’ più di possibilità di tempo e dunque studiare un po’ di più e curare certi dettagli che ancora non rendono a dovere, saremmo forse ancora più credibili. Mi abbracciano tutti: Davide Barani, giovane e quotato musicista della zona, Luciano Tomassia veterano del metal anni 80 e lui stesso in passato grande organizzatore e promotore di concerti (“Tim Tim!!! il vero suono zeppeliniano. Bravissimi”). Paolo di OldMan che si lascia prendere dall’entusiasmo e si spertica in dolci parole e tutti gli altri amici presenti che ci stringono nel loro affetto. Sento qualcuno che sta parlando con Saura dire “Cazzo che roba, questo si che è un tributo ai LZ… sono andato a vedere anche l’altra tribute band ai LZ della zona, ma loro fanno cinema”.

Io guardo in casa mia, sia chiaro, non mi metto a fare classifiche o paragoni, ma quel rilievo mi riempe d’orgoglio, lo dico ormai da un po’; che la gente – anche quella meno esperta in fatto di rock – senta che siamo differenti dalle solite tribute band macchietta per me significa aver centrato l’obiettivo.

Un ultimo abbraccio col midnight rambler e quindi mi metto a smontare l’attrezzatura e a caricarla sulla macchina. Rimaniamo poi a parlare con gli amici. Mi siedo al tavolo con Donald, Liso, Pike e Wilko. Si parla di rock e si parla di DDR. Partiamo poco prima delle 2.

Ritorniamo alla Domus Saurea facendo un bel pezzo della Via Emilia. Le luci della città brillano mentre noi le attraversiamo scivolando sul nastro di asfalto. L’autoradio – in random – passa Rocket Man di Elton John e Cross Road Blues di Robert Johnson. Arrivati alla Domus, scarichiamo e risistemiamo il tutto. Doccia e a letto. Mi sovviene che domani è sabato e che occorre portare giù sul ponte il sacco con la plastica della raccolta differenziata. Abitiamo in campagna, in un posto in riva al mondo, scendo in boxer, maglietta ed infradito come un white trash qualunque della Louisiana. Guardo le stelle, mi sale un fiotto di ricordi della mia infanzia… quante stelle quante stelle, dimmi tu la mia qual’è, non ambisco alla più bella, sol che sia vicina a me. Rientro in casa, ho ancora un po’ di adrenalina in circolo, fatico ad addormentarmi ma poi piano piano – verso le 3,40 – sento il sonno arrivare. Socchiudo gli occhi… la canzone rimane la stessa anche stanotte… New York, goodnight.

THE EQUINOX live at Area 24 Rock Station, Rio Saliceto (RE) 02/08/2018

10 Ago

Mattina in ufficio. Fuori l’estate bianca picchia in accordatura aperta, la cappa calda sotto cui viviamo è quella tipica delle estati qui in Emilia. Cerco di sbrigare le mie cose, mi sono preso il pomeriggio e non voglio trovarmi domani in affanno con faccende che non ho affrontato oggi.

Ore 13,30 Domus Saurea: io e Saura carichiamo le macchine. Questa volta le prendiamo entrambe, nel posto dove suoneremo stasera non c’è l’impianto, abbiamo dovuto chiederne uno in prestito a un gruppo a noi amico, I Tacchini Selvaggi, ci sono aste mixer e 4 casse da aggiungere alla nostra attrezzatura. Alle 17 arriverà Pol, abbiamo bisogno anche della sua macchina per caricare il tutto.

Ore 14,30/17: pranzo, doccia, relax.

Ore 17 arriva il Brad Delp di Correggio, carichiamo le ultime due casse e partiamo.

L’Area 24 è una stazione di servizio posta tra Rio Saliceto e Campagnola, nella bassa reggiana, tutt’intorno la campagna, davanti una strada provinciale.  Scendiamo dalle macchine e la prima cosa che dico a Saura e Pol é: “scommettiamo che appena arriva Lele il suo primo commento sarà questo?” (pronuncio una imprecazione blasfema, una di quelle che sono parte dell’antico retaggio culturale che si respira in Emilia Romagna sin dai tempi dell’odiato Stato Pontificio).

Piantagioni di granturco, lande desolate, la calura ipnotizzante e deprivante. Sembra di essere in Arkansas o comunque nel Delta del Mississippi, quel lembo di terra alluvionale a nord ovest dello stato del Mississippi che confina con Louisiana e l’Arkansas appunto; 300 km di lunghezza e 100 di larghezza in cui vi è rinchiusa la storia più emblematica del “sud degli Stati Uniti”, il substrato culturale, razziale ed economico del sentimento blues più profondo.

Per un attimo perdo la cognizione del tempo, mi immergo in uno dei miei paradossi temporali … entro ed esco dall’Arkansas, mi bagno i piedi nel Mississippi per l’ennesimo battesimo blues (e una volta l’ho fatto davvero, testimone il mio amico Mixi), accompagno il mio padre putativo attraverso campi di cotone e campagne chiuse nella loro affascinante solitudine …

Padre putativo

Arkansas

Cotton fields- Poinsett County Arkansas

Cotton in the Delta – Arkansas

Mississippi Delta Grain Bin Sunset L @rushimages

Torno in me, dobbiamo montare strumenti ed impianto, non c’è tempo da perdere. Arriva Lele, neanche il tempo di scendere dalla macchina che abbassa il finestrino e lancia l’imprecazione che avevo previsto.

Sotto la randa del sole pomeridiano, a mollo nel lago d’asfalto, diligentemente ci diamo da fare. Guardo Saura, è la più volenterosa, oltre ad essere quella che ha più “bagaglio” da fare e disfare” e anche quella che si adopera di più (insieme a Pol) per la sistemazione dell’impianto.

The Equinox – Area 24 Rios Saliceto (RE) 02/08/2018 – foto TT

The Equinox – Area 24 Rios Saliceto (RE) 02/08/2018 – foto TT

Nel campo a fianco un contadino sta controllando i lunghi getti d’acqua d’irrigazione. Ci vede e ci urla in dialetto reggiano stretto “Ragàs, se chi get d’acqua chè iv dan da fèer gi quel ca spost tot” (ragazzi, se questi getti d’acqua vi danno da fare ditemi qualcosa che faccio in modo di spostarli). Rispondo a tono in dialetto stretto ringraziandolo per la cortesia.

The Equinox – Area 24 Rio Saliceto (RE) – foto TT

Verso sera è tutto pronto, siamo sudati come chissà chi, ma in qualche modo più rilassati. Non siamo ovviamente soddisfatti del sound in generale, ma senza un fonico e con un impianto del genere occorre accontentarsi. Facciamo quattro chiacchiere con Benna, il titolare, sembra davvero uno a posto e questo è fondamentale per un gruppo. Buone vibrazioni, cortesia e buon senso da parte dei titolari dei locali sono condizione necessaria per un gruppo per continuare ad andare avanti.

The Equinox – Area 24 Rios Saliceto (RE) 02/08/2018 – foto TT

Ceniamo, ci rinfreschiamo, ci cambiamo. E’ ormai arrivata parecchia gente. Ci sono molti biker (dopo tutto queste sono le Biker Nights dell’Area 24) ma sono distanti anni luce dalle gang di biker per cui ho suonato in passato. Arrivano anche gli amici e i fan degli Equinox.  Ore 21,40 iniziamo.

The Equinox – Area 24 Rios Saliceto (RE) 02/08/2018 – foto TT

Saura fa partire la nuova sigla “A Shadow In The City” di Jimmy Page dalla colonna sonora di Death Wish 2, Signore Oscuro veglia su di me stasera.

Dopo l’ultimo armonico demoniaco di Page parto con Custard Pie a cui segue la sezione rock di Over the Hills And far Away e quindi Immigrant Song, il nostro medley iniziale. Ho un faretto di fianco a me, crea una sorta di barriera tra me e il pubblico, alzo la testa e mi accorgo che è assai numeroso. Proseguiamo con Out On The Tile (intro riff) – Black Dog e quindi con What Is And What Should Never Be. Durante Dazed And Confused mi sento svuotato, la pressione deve essere scesa, mi gira la testa e mi sento molle come un fico. Mi chiedo se riuscirò a finire il concerto.  Saura si mette alla tastiere e alla pedaliera basso per Misty Mountain Hop e SIBLY, io guardo le stelle in cerca di sostegno, mi rivolgo al Dark Lord il quale sembra ascoltare le mie preghiere laiche e darmi la forza necessaria per continuare lo show.  Il pubblico sembra gradire parecchio, sono contento. Nobody’s Fault But Mine e quindi Moby Dick. E’ la prima volta che suoniamo per intero quest’ultima e con il Mi basso abbassato a Re. Devo stare molto concentrato, i break di chitarra sono impegnativi per un chitarrista come me. L’assolo di Lele è riuscito, c’è tutto il power and the glory di Mr tamburino in esso. I’m gonna CrawlThe Song Remains The Same e Hot Dog prima della sezione finale. Il pubblico continua a rispondere alla grande. Per Kashmir imbraccio la Danelectro in accordatura aperta dadgad, mentre per Stairway cerco di fondermi con la doppiomanico, chitarra che ogni volta sembra ipnotizzare la gente. Alla fine del pezzo la sollevo in aria, boato … questo è tutto per te, Jimmy “Poige”, per il “buraccione” che hai messo in piedi.

Ultimi scampoli di concerto: Heartbreaker / Whole Lotta Love + Theremin + Goin’ DownCommunication Breakdown con presentazione e Rock And Roll, la nostra chiusura di piombo Zeppelin insomma.

Siamo stremati, è giovedì sera, domattina si va a lavorare, vorremmo bere una cosa e poi dirigerci a casa, ma la gente non smette di applaudire, di chiedere altri pezzi. Alcuni vengono vicino a noi a farci i complimenti, ci sono chitarristi che si avvicinano a me e fanno rilievi così positivi che mi mettono in imbarazzo. Naturalmente so che sono esagerazioni ma è indubbio che facciano piacere.

Il bis è Thank You, una new entry. Versione soddisfacente, mi lascio andare ad un lungo assolo nella coda finale (arrangiamento simile a quello che fecero Page and Plant nel 1994/95 dunque). La gente è carica, ci sono persone che ci filmano, davanti, di fianco e dietro il palco. Chiudo il pezzo con un salto. Applausi fragorosi.

Vorremo iniziare fare i bagagli ma arriva Benna il titolare, è raggiante ed entusiasta. “Tim! E’ un trionfo. Potete andare avanti ancora un’ora? Non c’è mai stata così tanta gente, e tutti sono rimasti sino alla fine. Siete fenomenali. Riuscite a fare almeno un ultimo lungo pezzo?

Come si fa a dire di no davanti ad un entusiasmo così genuino? How Many More Times.

Questa volta salutiamo definitivamente.

Mentre inizio a smontare mi soffermo a constatare che il pubblico – anche quello fatto di casual rock fan – inizia a distinguere il senso che cerchiamo di mettere in questo tributo. Credo che capisca che gli Equinox cercano di essere diversi dalle tipiche tribute band (che personalmente non amo). Vedo che anche gente apparentemente senza una preparazione rock particolare viene catturata dalla energia cosmica e dalla prospettiva obliqua che cerchiamo di mettere nella nostra proposta.

Siamo in Arkansas, inutile pensare che Benna sbrighi le faccende Siae online, e dunque eccomi a riempire il borderò della Siae nel locale ormai vuoto e in piena notte.

The Equinox – Area 24 Rios Saliceto (RE) 02/08/2018 – foto TT

The Equinox – Area 24 Rios Saliceto (RE) 02/08/2018 – foto TT

Ci fermiamo ancora un poco. Le ragazze del locale se ne vanno, Benna mi chiede di scrivere qualcosa sul diario di bordo dell’Area 24, di fianco alla paginetta del 2 agosto che ha la nostra locandina appiccicata. Scrivo qualcosa di poetico facendo il verso al testo di Kashmir: auspici affinché il sole batta sul nostro viso, le stelle riempiano i nostri sogni, il padre dei quattro venti gonfi le nostre vele.

The Equinox – Area 24 Rios Saliceto (RE) 02/08/2018 – foto TT

Un ultimo abbraccio e via lungo le blue highway reggiane. Pol ci accompagna alla Domus, scarichiamo le macchine e poi ricarico sulla mia le casse che sono su quella di Pol, domattina mentre andrò al lavoro le farò avere al proprietario.

Doccia e finalmente a letto. Siamo stanchi ma in qualche appagati, il Rock sarebbe il nostro way of life. Spengo la abat-jour, guardo la sveglia, sono le tre … New York goodnight.

 

The Equinox – Milly Bar 14/07/2018 (The Rain Song Blues)

16 Lug

14/07/2018: previsto concerto degli Equinox al Milly Bar del Parco Ferrari di Modena. Da giorni le previsioni danno sole cocente e sia noi che Emilio, il titolare del Milly Bar, siamo tranquilli.

Una occhiata alla Gazzetta di Modena e poi si parte.

Da La Gazzetta di Modena 14-7-2018

Ore 18: arriviamo sul posto. Primi approcci col (bravo) fonico Alessandro mentre montiamo l’armamentario.

The Equinox – LZ Oblique Tribute – Milly Bar – Parco Ferrari Modena 14-7-2018 – photo TT

Il cielo si ingrigisce, ma restiamo tranquilli; col passare dei minuti però il dubbio si insinua in noi. Chiediamo di preparare teloni in caso cadesse qualche goccia. E’ un sabato pomeriggio caldo, ma c’è un filo di vento che rende il tutto non troppo opprimente.

Soundcheck – The Equinox – LZ Oblique Tribute – Milly Bar – Parco Ferrari Modena 14-7-2018 – photo TT

Iniziamo il soundcheck, come sempre c’è qualche problemino che però risolviamo senza troppe paturnie. Alessando ci aiuta a tirar fuori il suono giusto, le spie sono ben bilanciate. Proviamo qualche pezzo, si sente bene dappertutto, per una volta sono contento del mio sound e della mia mano, dopo sei settimane di allenamento quotidiano qualche frutto del duro lavoro lo raccolgo.

The Equinox – LZ Oblique Tribute – Milly Bar – Parco Ferrari Modena 14-7-2018 – photo TT

The Equinox – Milly Bar Parco Ferrari – Soundcheck – foto Federica Pratissoli

Scendono le prime gocce. Siamo sempre più preoccupati. Saura piega verso il blu dipinto di blues.

The Equinox – LZ Oblique Tribute – Milly Bar – Parco Ferrari Modena 14-7-2018 – photo TT

Sposto l’ampli e le chitarre accanto la batteria di Lele e ricopro tutto con un telone. Lo stesso fa Saura con piano, basso e pedaliera. Sono le 20, ci mettiamo a tavola, ma inizia a piovere con decisione. Dopo mezz’ora controlliamo gli strumenti, sono bagnati, i teloni evidentemente non fanno il loro lavoro. Sotto la pioggia spostiamo tutto sotto il grande tendone dove di solito sta il pubblico.

L’umore non è il massimo, spostare una volta di più l’armamentario è una pena. E’ un blues già trattato più volte qui sul blog, probabilmente sembrerò pesante, ma il maneggiare tutto quello che ci portiamo in giro io e Saura è fonte di incazzatura perenne. Sorrido quando sento altri amici musicisti lamentarsi quando devono portare con sé un (1) amplificatore, non cerco compatimento, metto solo nero su bianco il load & download gear blues, la malinconia del caricare e dello scaricare la propria attrezzatura. D’altra parte me la sono cercata, fare un tributo ai LZ come si deve significa portarsi in giro almeno quattro chitarre (con ampli e pedaliera) se poi mi metto con una musicista che è nel mio stesso gruppo e che suona più strumenti (basso, tastiere, pedaliera basso, mandolino, con tutti gli annessi e connessi) beh allora dovrei stare zitto e farmene una ragione.

E’ comunque arrivata gente e lì sotto, al riparo, vengono portati anche i tavoli per coloro che hanno prenotato e devono cenare. Arriva anche il Vagabondo di Mezzanotte, il mio rambler preferito, quello con cui nel lontano passato ho fatto sogni di rock and roll. Lo abbraccio e in un secondo ritroviamo la stessa armonia ed isteria di sempre. Siamo vecchi amici e si vede. Parafrasando una vecchia canzone che abbiamo scritto insieme, visto che abbiamo in mano una birra, all’unisono intoniamo “Questa sera che piove, non ci resta che farci una Weiss”.

Sotto al tendone si sta bene, c’è molta umidità ma la (cattiva) compagnia spegne ogni (beh non proprio) blues dato dalla sospensione del concerto. Emilio ci informa che, se siamo d’accordo, recuperiamo la data venerdì 17 agosto 2018.

Emilio mi fai anche sapere che qualcuno ha chiesto se possiamo accennare almeno ad un pezzo. Penso a Tangerine da fare insieme al solo Pol, ma poi decidiamo di darci di rock. Accendiamo gli amplificatori, asciughiamo gli strumenti, colleghiamo le casse per la voce, montiamo la batteria e in formazione voce/chitarra/basso e batteria ci gettiamo in un veloce set improvvisato.

Siamo vestiti da soundcheck, è una suonata per gli amici, possiamo evitare di cambiarci. Partiamo con What Is And What Should Never Be e, sebbene un po’ freddi, bagnati e delusi per la cancellazione del concerto vero e proprio, capiamo che una manciata di canzoni fatte inaspettatamente davanti a questo pubblico caloroso lenirà il nostro blues.

videoclip: What Is And What Shoudl Never Be

Proseguiamo con Dazed And Confused, non sappiamo come mai ma questo è uno dei “nostri pezzi”, lo viviamo sempre all’unisomo e, da superfan dei LZ quale sono, posso dire che ne diamo una versione niente male. Lele in questo brano si scatena, e noi ci lasciamo trascinare ogni volta. Sono sempre soddisfatto del risultato finale. Alla fine del pezzo sento un forte applauso, alzo la testa, c’è più gente di quanto m’aspettassi…60/70 persone, alcune della quali accorse dalle case vicine (come mi dirà poi Emilio) appena capito che si sarebbe suonato ugualmente.

Non abbiamo molto tempo, l’idea era quella di fare uno o due pezzi (finiremo per farne sei) proseguiamo con Heartbreaker seguita da Whole Lotta Love collegate alla maniera del tour del 1973 dei Led Zeppelin. In WLL Includiamo anche la sezione funk, il Theremin e Goin’ Down, facendo riferimento alla immortale versione del Los Angeles Forum del 3 giugno 1973.

videoclip: WLL – Theremin section

Il Vagabondo di Mezzanotte riprende tre brevi momenti del mini concerto per inviarli ad una nostra amica comune, sono i frammenti che pubblico qui sopra e qui sotto.

Il pubblico mostra di gradire, noi siamo piuttosto carichi e credo che anche stasera stiamo riuscendo a proporre quelli che ci siamo prefissi, e cioè di catturare – sopra ogni cosa – il senso e lo spirito del gruppo di Page, Plant, Jones e Bonham.

Il pubblico sembra proprio gradire e io ne sono felicissimo. In Communication Breakdown inseriamo It’s Your Own Thing degli Isley Brothers come facevano i LZ, che io arricchisco col riff discendente di Jam Sandwich dalla colonna sonora Death Wish II di Jimmy Page. Serve per introdurre il break basso/batteria su cui presento la band:

“Alla batteria .. .si getta nella mischia con la stessa foga di un tigrotto di Mompracen, il CR7 delle percussioni, Mr Tamburino, L’unico e il solo: Lele Morselli” – applausi scroscianti.

“Al basso, alle tastiere e alla pedaliera basso, la Valentino Rossi del rock and roll, la reggiana dagli occhi di ghiaccio, the girl from Gavassa, Nostra Signora di Guadalupe, la nostra superfiga: Saura “boogie mama” Terenziani” – boato!

“Alla voce Il nostro usignolo, il principe soprano, lo stallone reggiano: Paolino Morigi” applausi scroscianti.

Pol dice quindi due cose sul sottoscritto dopo di che termino la presentazione con i dovuti ringraziamenti:

“Gli Equinox vi ringraziano per la bella serata, ringraziano Emilio e tutto lo staff del Milly Bar vero punto di riferimento della musica dal vivo di Modena, vi danno appuntamento al prossimo rock and roll show e vi benedicono nel nome del blues e vi ricordano che sebbene il loro corso a volte possa cambiare, i fiumi sempre raggiungono il mare.

Grazie mille per l’affetto Parco Ferrari, in questi 30 minuti ci è sembrato di essere sul palco del Madison Square Garden … e dunque la chiosa finale rimane la stessa: NEW YORK, GOODNIGHT.”

Si è creata un onda di emozioni sincera tra noi e il pubblico, ne vado fiero, perché un‘audience attenta, esperta ed esigente come quella del Milly Bar non la si incontra dappertutto.

Giusto il tempo di chiudere il pezzo e Lele parte con l’intro di Rock And Roll, e va beh, let’s there be rock, che rock sia. Io e Saura qui ci distraiamo un po’, la nostra prova non è impeccabile, l’heat of the moment ci ha traditi, ma poco importa quello che conta è lasciare scorrere i buoni momenti  … let the good time rolls, baby.

videoclip: Rock And Roll

35 minuti di rock and roll indiavolato. Il pubblico ci saluta con un calore che apprezzo davvero tanto. E’ poi il momento di baci e abbracci e di bermi un paio di birre e qualche rum insieme al Midnight Rambler e al fido Riff.

Torno sul posto, i ragazzi si sono divertiti ugualmente, solo Saura è affranta e incavolata. Non aver potuto suonare il piano dopo tutta la preparazione e gli sforzi fatti le è costato molto; ma dopotutto va bene così, il piombo zeppelin è entrato in circolo anche oggi e ci rivedremo su questo palco tra poco più di un mese.

Carichiamo la blues mobile e ci apprestiamo a tornare alla Domus Saurea. Osservo la volta celeste, dopo che un po’ di pioggia è caduta su tutti noi, le stelle brillano lassù, così fanno le luci della città mentre noi le attraversiamo scivolando … New York, goodnight.