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THE EQUINOX – live alla Festa Della Musica di Nonantola 2017 – video

17 Ago

THE EQUINOX live at FESTA DELLA MUSICA – Nonantola (MO) Italy – 16 June 2017

Pol Morigi – Vocals
Lele Morselli – Drums
Saura Terenziani – Bass/Keyboards/Pedal Bass
Tim Tirelli – Guitar

Filmed by Giovanni Sandri

The Equinox – Festa Della Musica – Nonantola 16/6/17 – foto Giovanni Sandri

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THE EQUINOX – Festa Della Musica – Nonantola (MO) 16-6-2017

25 Giu

Warning:

 questa non è una recensione, né un’auto celebrazione, bensì un semplice resoconto personale, la visione di come un musicista del mio livello vive quelle piccole avventure che sono i concerti rock del proprio gruppo. Ogni accento auto elogiativo è puramente casuale

E così per il terzo anno consecutivo mi appresto a suonare nel mio paese natale. Dopo due anni di partecipazione alla rassegna del Pizza Fest, ecco che quest’anno partecipo alla Festa Della Musica, rassegna di gruppi che si snoda su 5 palchi posti negli angoli forse più suggestivi del centro storico. Veniamo inseriti tra i gruppi previsti sul palco più grande, nel bel giardino comunale detto Perla Verde. Prima di noi un’orchestra di 14 elementi e i PHANTOM, gruppo storico della scena modenese dedito da sempre all’hard rock di qualità. Non è semplice per me pensare di salire sul palco dopo di loro, ho una sorta di timore reverenziale nei confronti di Glaccio Tavoni, il chitarrista, musicista che ho sempre ammirato sin dal 1979, da quando cioè lo vidi su un palco con la sua Les Paul Cherry; mi sento – facendo le debite proporzioni –  un po’ come Page quando incontra John McLaughlin.

La Perla Verde è una location piuttosto suggestiva, un bel giardino a ridosso degli edifici comunali e della Rocca, la Torre dei Bolognesi. Quelli della mia generazione hanno passato buona parte della adolescenza tra queste mura e sotto queste piante, giocando a ping pong, a biliardino e mangiando ghiaccioli (che da queste parti chiamavamo bif).

La Rocca (Torre dei Bolognesi) – Nonantola

Nel denso caldo pomeridiano, verso le 17,30 arriviamo e, con l’aiuto degli organizzatori, in primis Davidino Luppi, cominciamo a portare la strumentazione sul palco. Un velocissimo soundcheck e quindi lasciamo il posto ai PHANTOM.

Lele – The Equinox – NNT 16-6-2017 – photo Federica Pratissoli

Mentre aspettiamo che arrivi ora di cena mi bevo una birra fresca mentre ascolto Lele e Saura. Lele ad un certo punto le dice una cosa simile a quella che disse una volta Paul McCartney: “ho iniziato a suonare per rimorchiare le ragazze“; Lele esprime il concetto in maniera più schietta e decisa, ma il senso è quello, poi aggiunge “non come Tim, che lui senza alcun dubbio lo ha fatto per la musica e per le canzoni”. Ora, suono con Lele da quasi 17 anni, chiaro che ci conosciamo bene, ma di solito i rapporti tra batteristi e chitarristi non sono mai troppo profondi, Lele però arriva al punto in maniera così netta e sincera che mi spiazza. Sì, è vero, è proprio così. Certo, mi piacciono le fighe, ma il prendere in mano uno strumento fu unicamente diretto alla creazione della musica e allo scrivere canzoni. Sono sempre stato serio (sin troppo) a riguardo, il fine ultimo è sempre stata la musica, una sorta di strada a senso unico, senza possibilità di scelta. Non che mi ci volesse molto a capire una faccenda del genere, in fondo una volta imparati i primi 4 accordi laggiù nella seconda metà degli anni settanta, la prima cosa che feci fu quella di scrivere un paio di canzoni e ancora oggi a questa incerta età – senza mai avere avuto uno sbocco di rilievo a tal riguardo se non qualche autoproduzione magari anche ben fatta – capita che mi ritrovi nella mia stanzetta a scribacchiare i miei ennesimi quadretti musicali. Come sia finito a suonare in una tribute band solo il padre dei quattro venti lo sa.

Scosso da questa semplice e naturale constatazione di Lele, faccio un giro con Saura per il paese per dare un’occhiata agli altri palchi. Incontro amici di una vita, tra cui Rex e Michi Borsari, che con il suo service – ZIBO – gestisce due palchi. Abbraccio poi i miei figliocci, Giacomo figlio di Rex e John Lupo.

Dopo cena mi chiedo se sia il caso di infilarmi anche il gilet stasera, il caldo è agghiacciante, l’afa è a livelli record. Il fatto è che credo che chi va sul palco debba in qualche modo vestirsi in modo consono, snobbo chi vedo lassù vestito in modo trasandato, magari con i pantaloni corti, oppure conciato come lo zio Fedele, col gilet da pescatore e i sandali. Il fatto è: come ti vesti se sei un uomo di una incerta età e suoni in un gruppo che fa il tributo ai LZ? Non puoi certo metterti il costumino con draghi, segni zodiacali, papaveri che era solito portare Page nel periodo 1972/1977. Le sue mise pre 1972 non mi piacciono molto, nemmeno quella di Knebworth 1979 mi convince, non male quelle di Copenhagen 1979 e del tour del 1980, ma di solito opto per una foggia non dissimile da quella che aveva nel tour americano dell’ARMS del 1983… per quanto suonasse male e per quante fosse rovinato dalle droghe pesanti, aveva un look molto figo, almeno secondo me.

Jimmy Page 1983 ARMS Benefit (Photo by Chris Walter/WireImage)

Rifletto su come Page andava sul palco quando aveva la età che ho io adesso, faccio due conti… mamma mia, era il tempo del tour con i Black Crowes, con quella odiosa felpa nera che lasciava intravvedere i chili di troppo. Meglio non pensarci. Okay, mi infilo anche il gilet (sarà un sbaglio). Saluto amici tipo Riff, Mario, Patty, Gio e Maura che continuano a seguirci imperterriti e altri che non vedevo da secoli, Fabio Zara.

Sul palco i PHANTOM. Guardo Glaccio suonare con la sua consueta precisione e passione, mi chiedo come faccia, il manico della chitarra deve essere assai appiccicoso a causa dell’afa pesante. Sentirlo suonare è sempre un piacere per me, chitarristicamente è sempre stato una luce guida.

Tocca a noi. Sul palco sistemiamo le nostre cose, ma dal mio ampli non esce nessun suono.  Confabulo con i tecnici, controllo tutti i collegamenti ma nulla. Poi all’improvviso tutto riparte, ma la chitarra è sensibilissima, c’è qualcosa che manda il tutto in overdrive. Temo che un effetto della pedaliera (probabilmente l’equalizzatore) abbia problemi. Va beh, mi metto a suonare, cerco di non toccare nulla e spero che il Dark Lord vegli su di me. KASHMIR. Segue BLACK DOG, dove la chitarra si spegne mentre affrontiamo le ultime strofe. Con l’aiuto del tecnico cambio un jack e la cosa riparte.

The Equinox NNT 16-6-2017 photo Betty Bungle

The Equinox – Festa Della Musica -Nonantola 16-6-2017 – Foto Paolo Rizzo

Il mio amico Paolo Mattioli è tra il pubblico e pubblica in diretta il video dei primi tre pezzi.

Saura si mette alle tastiere e alla pedaliera basso per MISTY MOUNTAIN HOP e SIBLY. Quest’ultima mi sembra venuta benino così faccio i complimenti ai ragazzi.

The Equinox – Festa Della Musica -Nonantola 16-6-2017 – Foto Paolo Rizzo

Segue THE SONG REMAINS THE SAME.

The Equinox – Festa Della Musica -Nonantola 16-6-2017 – Foto Giovanni Sandri

Saura di nuovo alle tastiere per STAIRWAY. Suonare sulla doppio manico con l’afa che c’è è quasi proibitivo. Pol durante l’assolo come al solito scatta un paio di foto:

Saura – The Equinox – NNT 16-6-2017 – photo Pol Morigi

The Equinox – NNT 16-6-2017 – photo Pol Morigi

Gio scatta una foto del finale mentre alzo la doppiomanico.

The Equinox – Festa Della Musica -Nonantola 16-6-2017 – Foto Giovanni Sandri

WHOLE LOTTA LOVE è l’ultimo pezzo, avevamo a disposizione un’ora e ormai ci siamo. Nella sezione funk Pol mi chiede più volte se ho visto il ponte.

The Equinox – Festa Della Musica -Nonantola 16-6-2017 – Foto Giovanni Sandri

Appena attacco la parte al Theremin, vedo un gruppo di ragazzini correre dalla mia parte per cercare di capire cos’è quell’aggeggio infernale, come lo chiama Pol.

The Equinox – Festa Della Musica -Nonantola 16-6-2017 – Foto Giovanni Sandri

Sono talmente preso nel mio theremineggiare che ad un certo punto evoco Aleister Crowley…

The Equinox – Festa Della Musica -Nonantola 16-6-2017 – Foto Giovanni Sandri

Ritornati al funk presento il gruppo e do la buonanotte a Nonantola…

The Equinox – Festa Della Musica -Nonantola 16-6-2017 – Foto Giovanni Sandri

Invece di chiudere su WLL Saura incita Lele a partire con ROCK AND ROLL. E così sia. Paolo Mattioli ci mette di nuovo in diretta su facebook.

E’ finita. Tra caldo opprimente, problemi tecnici e strumenti al limite della praticabilità anche questo concerto è andato. Qualche pasticcio, concentrazione non ottimale, ma in fin dei conti just another rock and roll show. Quello che mi risolve la serata è l’abbraccio che mi dà Glaccio salito sul palco condito con la frase “Da paura!”. Magari è solo cortesia la sua, ma per me significa tanto.

Elia Zoboli e Roberto Molinari – musicisti di alto livello della zona e amici da 40 anni – vengono a salutarmi, così come il mio amico Paolino Rizzo.

 

Adriano mi porta una pergamena arrotolata: è una poesia che ha scritto in mio onore… guardo questo pezzo d’uomo che poco più che ventenne vide i LZ a Monaco di Baviera nel luglio 1980 e mi dico ‘ma guarda un po’ che cosa fa fare l’amore per il Rock’.

L’indomani mi arriva un messaggio di Simo, ha incontrato Stefano Vezzali, nonantolano doc, ex disc jockey, e le dice “dì a Stefano (io insomma) che gli faccio tanti complimenti per come hanno suonato. Di band ne vedo e ne sento tante ma nessuna come loro, la differenza si sente”.

Sì, ho un gruppo speciale, Lele, Saura e Pol sono musicisti sopraffini e insieme riescono a creare un groove che spero ci distingua da altre tribute band, magari più brave ma forse meno preparate sul fronte del “senso”.

E’ ormai l’una, carichiamo la mildly blues mobile e via di nuovo verso la Domus Saurea. Oh, It’s been great. Nonantola goodnight.

NEWS: THE EQUINOX live alla FESTA DELLA MUSICA di Nonantola (MO) – venerdì 16 giugno 2017

8 Giu

THE EQUINOX live – Venerdì 16 giugno ore 22,30 FESTA DELLA MUSICA di Nonantola, Giardino Perla Verde.

Sul palco grande del Giardino Perla verde sono previsti 3 gruppi. Prima di noi i Phantom, gli storici alfieri dell’hard rock modenese.

Che Aleister Crowley vegli su di noi.

THE EQUINOX – Live at HARRIS PUB Scandiano (RE) 5/5/2017

12 Mag

TRAIN KEPT A ROLLIN’ è un bel pezzo pieno di swing scritto e suonato nel 1951 da TINY BRADSHAW e la sua orchestra, ripreso e confezionato in versione rock nel 1956 da JOHNNY BURNETTE. Negli anni sessanta furono gli YARDBIRDS a rivisitare il brano e a trasformarlo in un piccolo classico della musica Rock. Poco prima del loro scioglimento, nel 1968, con Jimmy Page alla chitarra, ne fecero la versione forse definitiva. La canzone fu ripresa naturalmente anche dai LZ che non la registrarono mai in studio ma la proposero come pezzo d’apertura ai concerti nel 168/69 e nel 1980, nonché dagli Aerosmith nel loro secondo album del 1974

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Così, dopo esserci presi mezza giornata di ferie, dopo aver caricato, scaricato e montato tutto l’armamentario ed esserci ritrovati all’Harris Pub che anche quest’anno ci ha voluto sul proprio palco…

The Equinox Harris Pub5-5-2017- foto TT

…siamo qui a Scandiano che ci apprestiamo a suonarla. E’ da un paio di mesi che abbiamo deciso di partire come facevano i LZ nel 1980: TRAIN KEPT A-ROLLIN’, NOBODY’S FAULT BUT MINE, BLACK DOG. Lele ci dà di rullante, io di wah wah e il pezzo decolla. 3/4 minuti di hard rock versione inglese a cui però nessuno sembra importare. Il pezzo termina (all’improvviso, d’accordo) e non vola una mosca. Capisco che in sala forse solo due avventori abbiano confidenza col TKAR(Suto fan dei LZ e Giorgia fan degli Aerosmith) ma il silenzio è imbarazzante. Di solito attendiamo due battute da 4/4 prima di attaccarci NOBODY’S FAULT BUT MINE ma visto la situazione meglio partire dopo aver contato il primo 4. In NFBM mi accorgo che Pol è migliorato parecchio con l’armonica. In BLACK DOG capisco invece che il basso di Saura non mi arriva bene e che le frequenze dello stesso sembrano sballate. Succede sul palco, niente di nuovo, ma la cosa destabilizza un po’, a volte sembra che la chitarra e il basso suonino in tonalità diverse anche se in effetti fanno correttamente lo stesso giro.

The Equinox Harris Pub5-5-2017- foto Giorgia Malagoli

Mi preparo piuttosto diligentemente prima di ogni concerto, per un paio di settimane mi dedico alla chitarra ogni sera, mi sento pronto per il concerto di stasera, ma elaboro ben presto che sono un po’ distratto. Non si può mai controllare tutto. A volte ti senti che farai un concerto di merda visto che sei scazzato e finisci per suonare al meglio delle tue possibilità, altre volte ti senti preparato e ben disposto e ti ritrovi distratto e quindi incline alle sbavature. Ma è un po’ tutta la vita che è così, soprattutto per gli uomini di blues.

In HEARTBREAKER e DAZED AND CONFUSED mi focalizzo su Lele e trovo che anch’egli sia al top. Era successo pure nel concerto di marzo, ma mi pare che Mr Tamburino stia suonando sempre meglio. Non è una novità, quando suona l’Hard Rock e il Rock classico in generale il Sandokan della Sacca non teme confronti, ma che continui a sorprendermi dopo 15 anni che suoniamo insieme trovo sia una gran cosa. Segue WHAT IS.

The Equinox Harris Pub5-5-2017- foto Giorgia Malagoli

In MMHOP e SIBLY faccio lo stesso pensiero per Pol (NB: meglio specificare che non sto scrivendo queste cose per tirare acqua al mulino degli Equinox, come sempre faccio metto semplicemente nero su bianco le sensazioni che ho durante i concerti, non è una recensione insomma ma il semplice resoconto personale di un membro del gruppo, spero sia chiaro, lo sapete che l’autoreferenzialità mi dà da fare).

Lo sento cantare come un usignolo, e una volta di più mi convinco del fatto che siano pochi in Italia i cantanti di quell’età con quell’estensione e quella qualità di voce.

Saura non la sento, o meglio da piano, dal basso e dalla pedaliera basso mi arriva un tumbleweed sonoro confuso, dove – come detto – le frequenze cozzano con quelle che escono dal mio Marshall. Non mi preoccupo più di tanto, so che la Valentino Rossi del Rock And Roll è la solita sicurezza, è lei l’orizzonte sul quale sorge e tramonta l’Equinozio.

Ogni tanto mentre la guardo mi scappa da ridere: la vedo concentrata eppur leggiadra mentre agisce sulla tastiera del pianoforte e contemporaneamente sulla pedaliera basso, proprio come faceva JOHN PAUL JONES dei LED ZEPPELIN. La sua presenza nel gruppo è un’orgoglio per tutti noi. Non importa se altre tribute band dei LZ hanno chitarristi molto più in gamba di me, senza una come Saura saranno sempre dei poveretti, perché a mio modo di vedere non si possono fare tributi ai LZ con formazioni a 5 o senza prevedere l’uso delle tastiere.

RAMBLE ON, BRING IT ON HOME (con un giro di MOBY DICK come intro) e quindi I’M GONNA CRAWL e TSRTS.

Tim e la Cherry -The Equinox Harris Pub5-5-2017- foto Giorgia Malagoli

Per BIGLY prendo la Danelectro, che subito dopo porto in accordatura aperta, la cosiddetta DADGAD, per KASHMIR. Finito il pezzo epico per eccellenza il pubblico mi sorprende con un lungo e forte applauso, il primo davvero convinto della serata. Vuoi vedere che riusciamo a portarli dalla nostra parte?

Prendo la doppio manico, è tempo per STAIRWAY. La mia amica Jaded Baby (Giorgia insomma) filma il finale col cellulino…

Altro applauso caloroso, carburante essenziale per il finale denso di piombo Zeppelin. Da un paio di mesi in WHOLE LOTTA LOVE abbiamo inserito la sezione funk tratta dal live THE SONG REMAINS THE SAME con tanto di Theremin, mi sembra che la cosa funzioni. Seguono COMMUNICATION BRAKDOWN con la presentazione e ROCK AND ROLL. Il pubblico ormai è caldo. Vorremmo scongedarci ma ci costringono a  tornare in pista due volte, per THE OCEAN e CUSTARD PIE. Niente male Scandiano, niente male.

Bello ritrovarsi subito dopo a salutare gli amici che ti seguono da sempre e quelli che, a sorpresa, si sono fatti vivi per la prima volta. Meno bello tornare sulla terra, smontare e ricaricare tutto sulla blues mobile, ma essendo operai del Rock ci siamo abituati. La serata è fresca e tutto sommato limpida mentre attraversiamo la Regium Lepidi county . Mentre guido entro nel Favoloso Mondo di Tirellì e immagino di essere il chitarrista della BAD COMPANY che torna in albergo dopo un concerto al Capital Centre di Landover nel Maryland, in procinto di andare ad un party. Sono nel mood mannish boy così, una volta arrivati in cortile, vedendo Saura appisolata sul sedile, esclamo “Woman, shake your booty!” dando alla frase un significato un po’ diverso dall’originale…”muovi il culo donna che dobbiamo scaricare!”. Nemmeno il tempo di scendere dalla macchina che mi ritrovo preso per il bavero schiacciato contro la portiera “Muovi il culo a chi?“. “Scusa, intendevo dire: ti dispiace aprire il portone del garage mentre io scarico tutta la roba?”.

A volte dimentico con chi ho a che fare e che Saura è la versione emiliana di Michonne.

Scarico, sistemo l’ambaradan, una doccia e sgattaiolo nel letto senza disturbarla. Alexandria, good night.

Michonne (Danai Gurira) – The Walking Dead – Season 3, Episode 1 – Photo Credit: Gene Page/AMC

NEWS: THE EQUINOX VENERDI’ 5 MAGGIO 2017 ORE 22 HARRIS PUB Via Roma 17 Scandiano (RE)

14 Apr

Prossima data:
VENERDI’ 5 MAGGIO 2017 ORE 22
HARRIS PUB
Via Roma 17 Scandiano (RE)

EQUINOX live a La Rotonda Italiana, RE 10/03/2017

17 Mar

La Rotonda Italiana è un locale di Regium Lepidi, zona Mancasale, non avezzo a far suonare gruppi live, cosa ci facciamo qui in questo venerdì sera di marze Page solo lo sa. D’accordo, vogliono dare una smossa, vogliono provare situazioni nuove, e la cosa gli fa onore, ma essendo uno spazio che non sa nulla di rock, temo il disastro.

Arriviamo e dobbiamo chiedere lo spostamento di diversi tavoli, il nostro armamentario è notevole, io e Saura siamo arrivati con due macchine stipate di attrezzatura. E’ la solita faticaccia caricare, scaricare e montare e sempre più spesso mi dico che occorre una grande autodisciplina per continuare ad andare in giro come facciamo noi due. Ad ogni modo prepariamo il tutto e ci apprestiamo a provare qualche frammento musicale per verificare i livelli e l’impatto sonoro.

Soundcheck – RE 10-3-2017

Nemmeno il tempo di testare a dovere chitarra, basso, batteria, tastiere e voce che già ci vengono a dire di tenere basso. Siamo intorno alle 19, c’è qualche avventore che si gusta un aperitivo e io mi chiedo “ma se ci chiedono adesso di tenere basso“, che ricordo a tutti è la cosa più mortificante da chiedere ad un gruppo rock, “cosa succederà quando inizieremo TRAIN KEPT A-ROLLIN’?”.

The Equinox – RE10-3-2017 – Photo Pol Morigi

Cerco di scacciare questi pensieri, chiedo di poter compilare fin d’ora il borderò Siae onde evitare di farlo a fine concerto quando sarò stanco e meno lucido. Sono lì che stilo l’elenco dei 19 pezzi che suoneremo questa sera quando mi arriva una telefonata in cui mi si dice che mio zio Pippo, fratello maggiore di Brian, se ne è andato. Altro colpo al morale.

Mentre ceniamo iniziano ad arrivare gli amici, Floro giunge da Pesaro, più di 500 km in totale solo per vedere noi, pazzesco. Presenti anche gli illuminati del blues, Pike, Jaypee, Riff, Daniel, Lollo, Mario. Alla fine noto con orgoglio che almeno 50 persone sono qui per noi e mi ripeto che non è da tutti portare quel numero  in un locale.

Per questo concerto abbiamo deciso di partire come facevano i LED ZEPPELIN nel tour del 1980, con la sequenza TRAIN KEEP A ROLLIN’, NOBODY’S FAULT BUT MINE, BLACK DOG, qualcuno filma qualche secondo della seconda…

THE EQUINOX “NFBM” (snippet)

Mi aspettavo un atteggiamento blando da parte mia e invece mi sembra che tutto funzioni bene. Seguono HEARTBREAKER e DAZED AND CONFUSED, il gruppo rolla che è un piacere, durante DAZED sento che il fifth element è con noi, quell’entità spirituale che fa che sì che il valore del gruppo sia maggiore della semplice somma dei quattro componenti della band. In alcuni momenti sono in estasi, sono trasportato dalla magnifica forza della musica rock, quando succede raggiungo le profondità cosmiche a cui tanto anelo. Picca a fine concerto mi dirà “si vedeva che eri sciolto, che avevi la testa sgombera, che ti sentivi libero”. Credo sia vero, lo senti quando tutto si incastra alla perfezione, quando Lele lascia libera la bestia hard rock che è in lui,

Mr Tamburino – The Equinox – RE 10-3-2017

quando Pol raggiunge le vette impervie del Robert Plant 1968/72. Saura non andrebbe nemmeno nominata, tanto è la solita solida garanzia, “l’arma segreta del gruppo” come dice Picca.

Saura: keyboards and pedal bass – The Equinox – RE 10-3-2017

Un primo momento di calma con WHAT IS AND WHAT SHOULD NEVER BE e quindi Saura passa alle tastiere per MISTY MOUNTAIN HOP e SIBLY. A fine concerto un suo amico le dirà “quando avete fatto SINCE I’VE BEEN LOVING YOU” avrei voluto correre a baciarvi tutti!”.

Ancora il secondo album con MOBY DICK che funge da introduzione per BRING IT ON HOME e quindi RAMBLE ON. Segue I’M GONNA CRAWL, che fa sì che a fine concerto ci sia sempre qualcuno che venga a farci i complimenti per questo pezzo obliquo e meno conosciuto. Suonare THE SONG REMAINS THE SAME è molto divertente, è un pezzo abbastanza impegnativo, una galoppata elettrica che per un musicista è una goduria. Pol si arrampica sull’Everest.

Pol-Lele-Tim The Equinox – RE 10-3-2017

BABE I’M GONNA LEAVE YOU la facciamo perché la vuole fare Lele, è un pezzo molto bello, amato dal pubblico, ma farlo dal vivo non è il massimo visti i continui cambi tra l’aspetto acustico e l’hard rock. L’arpeggio di chitarra poi, che varia di continuo nelle 5 strofe, non sì confà alla dimensione live, anche i Led Zeppelin stessi smisero di proporla dal vivo dopo i primi mesi. Riusciamo ugualmente a portarla a casa e visto gli applausi direi che è stata un successo. Rimango attaccato alla Danelectro, la preparo nell’accordatura aperta denominata dadgad, Lele batte il quattro e iniziamo a percorrere le terre desolate di KASHMIR.

Finito il poema epico, imbraccio la doppiomanico, è il momento di STAIRWAY. Grandi applausi, Doublene (la doppio manico appunto) fa sempre la sua figura. A fine concerto Lollo mi dirà che l’assolo è stato bellissimo. Sarà, non ricordo, spero sia stato quantomeno dignitoso.

STH – The Equinox – RE 10-3-2017 – Photo Pol Morigi

Rush finale col piombo Zeppelin: WHOLE LOTTA LOVE, COMMUNICATION BREAKDOWN, ROCK AND ROLL. In WLL stasera sfoggio per la prima volta il Theremin che Saura mi ha regalato per natale. Non mi sono ancora applicato a dovere, ma cerco di estrarre comunque qualche reminiscenza Pageiana. Il Theremin colpisce l’immaginazione dei presenti, non sono certo che tutti abbiano in mente l’uso sapiente e spettacolare che ne fece Jimmy, ma alla fine i sibili di questo oscillatore di onde sonore entrano nell’animo delle persone. Qualcuno filma l’inizio di WLL compresa la sezione col Theremin. Riguardandolo godo come un matto nel rivedere la sezione funk: l’interplay tra Lele e Saura mi fa impazzire. Mica facile trovare una sezione ritmica del genere.

THE EQUINOX “WHOLE LOTTA LOVE” (1st part)

Il concerto termina. Mi sono divertito e sono soddisfatto. Abbiamo suonato bene, non mi aspettavo granché e invece il locale ha risposto alla grande. Ogni tanto davo un’occhiata a Picca, teneva il tempo battendo il piede (alla fine viene a dirmi che si è divertito moltissimo e che la scaletta era perfetta) buon segno. Picca è un po’ come me, non è semplice colpire cagacazzi come noi, schietti, diretti e difficili da accontentare anche se di mezzo c’è l’amicizia.

Vivo la mia condizione di membro di una tribute band con atteggiamento un po’ bipolare: amo i Led Zeppelin, ma preferirei suonare le mie canzoni, amo fare cover ma mi annoio quasi sempre nel vederle suonare da altri gruppi, (e ripeto ancora) amo i Led Zeppelin ma odio quasi tutte le tribute band che li mettono in scena. Sì, perché diventano delle macchiette, con i cantanti che colgono solo le urla e le mossette androgine di Plant, i chitarristi (di solito molto bravi) che eccedono in tecnicismi inutili senza entrare nel mood giusto e le sezioni ritmiche di solito inadeguatissime. Io ho tre grandi musicisti che suonano con me, ma la nostra prima preoccupazione è cogliere il senso, l’essenza, il cuore, il profondo, il mistero, la carnalità, lo spirito dei LED ZEPPELIN. Non bast suonarli i Led Zeppelin. Trasformare l’eleganza elettrica del gruppo in semplicistica pesantezza metallica è la morte della musica, mortificare la leggiadria della possente dinamica ritmica è la fine di tutto, fare gli urletti alla Plant e copiarne in maniera spartana gli atteggiamenti vuol dire non avere capito un accidenti. Per questo sono contento di far parte degli EQUINOX, perché se non altro siamo consci delle trappole e cerchiamo, per quanto possibile, di evitarle.

The Equinox – RE 10-3-2017

Siamo a pochi km da casa, rientriamo in fretta, scarichiamo, sistemiamo il tutto, un thé, una doccia e a letto. Sono le due, la adrenalina come sempre è ancora in circolo, mi metto a leggere Linus quando vorrei/dovrei essere ad un party post concerto. Mi alzo, mi verso due dita di Southern Comfort, guardo fuori dalla finestra, oltre le campagne le luci della città sembrano cosi brillanti mentre il mio sguardo le attraversa … gironzolo per casa fino a quando il borboun di New Orleans fa il suo effetto…Mancasale goodnight.

 

NEWS: THE EQUINOX live LA ROTONDA ITALIANA, Reggio Emilia venerdì 10 MARZO 2017 ore 21

2 Mar

THE EQUINOX in concert

Venerdì 10 marzo 2017 ore 21 (!)
LA ROTONDA ITALIANA
Via Gramsci 98
42124 REGGIO EMILIA (zona Mancasale)

locandina-la-rotonda-italiana-2017