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The Equinox – Milly Bar 14/07/2018 (The Rain Song Blues)

16 Lug

14/07/2018: previsto concerto degli Equinox al Milly Bar del Parco Ferrari di Modena. Da giorni le previsioni danno sole cocente e sia noi che Emilio, il titolare del Milly Bar, siamo tranquilli.

Una occhiata alla Gazzetta di Modena e poi si parte.

Da La Gazzetta di Modena 14-7-2018

Ore 18: arriviamo sul posto. Primi approcci col (bravo) fonico Alessandro mentre montiamo l’armamentario.

The Equinox – LZ Oblique Tribute – Milly Bar – Parco Ferrari Modena 14-7-2018 – photo TT

Il cielo si ingrigisce, ma restiamo tranquilli; col passare dei minuti però il dubbio si insinua in noi. Chiediamo di preparare teloni in caso cadesse qualche goccia. E’ un sabato pomeriggio caldo, ma c’è un filo di vento che rende il tutto non troppo opprimente.

Soundcheck – The Equinox – LZ Oblique Tribute – Milly Bar – Parco Ferrari Modena 14-7-2018 – photo TT

Iniziamo il soundcheck, come sempre c’è qualche problemino che però risolviamo senza troppe paturnie. Alessando ci aiuta a tirar fuori il suono giusto, le spie sono ben bilanciate. Proviamo qualche pezzo, si sente bene dappertutto, per una volta sono contento del mio sound e della mia mano, dopo sei settimane di allenamento quotidiano qualche frutto del duro lavoro lo raccolgo.

The Equinox – LZ Oblique Tribute – Milly Bar – Parco Ferrari Modena 14-7-2018 – photo TT

The Equinox – Milly Bar Parco Ferrari – Soundcheck – foto Federica Pratissoli

Scendono le prime gocce. Siamo sempre più preoccupati. Saura piega verso il blu dipinto di blues.

The Equinox – LZ Oblique Tribute – Milly Bar – Parco Ferrari Modena 14-7-2018 – photo TT

Sposto l’ampli e le chitarre accanto la batteria di Lele e ricopro tutto con un telone. Lo stesso fa Saura con piano, basso e pedaliera. Sono le 20, ci mettiamo a tavola, ma inizia a piovere con decisione. Dopo mezz’ora controlliamo gli strumenti, sono bagnati, i teloni evidentemente non fanno il loro lavoro. Sotto la pioggia spostiamo tutto sotto il grande tendone dove di solito sta il pubblico.

L’umore non è il massimo, spostare una volta di più l’armamentario è una pena. E’ un blues già trattato più volte qui sul blog, probabilmente sembrerò pesante, ma il maneggiare tutto quello che ci portiamo in giro io e Saura è fonte di incazzatura perenne. Sorrido quando sento altri amici musicisti lamentarsi quando devono portare con sé un (1) amplificatore, non cerco compatimento, metto solo nero su bianco il load & download gear blues, la malinconia del caricare e dello scaricare la propria attrezzatura. D’altra parte me la sono cercata, fare un tributo ai LZ come si deve significa portarsi in giro almeno quattro chitarre (con ampli e pedaliera) se poi mi metto con una musicista che è nel mio stesso gruppo e che suona più strumenti (basso, tastiere, pedaliera basso, mandolino, con tutti gli annessi e connessi) beh allora dovrei stare zitto e farmene una ragione.

E’ comunque arrivata gente e lì sotto, al riparo, vengono portati anche i tavoli per coloro che hanno prenotato e devono cenare. Arriva anche il Vagabondo di Mezzanotte, il mio rambler preferito, quello con cui nel lontano passato ho fatto sogni di rock and roll. Lo abbraccio e in un secondo ritroviamo la stessa armonia ed isteria di sempre. Siamo vecchi amici e si vede. Parafrasando una vecchia canzone che abbiamo scritto insieme, visto che abbiamo in mano una birra, all’unisono intoniamo “Questa sera che piove, non ci resta che farci una Weiss”.

Sotto al tendone si sta bene, c’è molta umidità ma la (cattiva) compagnia spegne ogni (beh non proprio) blues dato dalla sospensione del concerto. Emilio ci informa che, se siamo d’accordo, recuperiamo la data venerdì 17 agosto 2018.

Emilio mi fai anche sapere che qualcuno ha chiesto se possiamo accennare almeno ad un pezzo. Penso a Tangerine da fare insieme al solo Pol, ma poi decidiamo di darci di rock. Accendiamo gli amplificatori, asciughiamo gli strumenti, colleghiamo le casse per la voce, montiamo la batteria e in formazione voce/chitarra/basso e batteria ci gettiamo in un veloce set improvvisato.

Siamo vestiti da soundcheck, è una suonata per gli amici, possiamo evitare di cambiarci. Partiamo con What Is And What Should Never Be e, sebbene un po’ freddi, bagnati e delusi per la cancellazione del concerto vero e proprio, capiamo che una manciata di canzoni fatte inaspettatamente davanti a questo pubblico caloroso lenirà il nostro blues.

videoclip: What Is And What Shoudl Never Be

Proseguiamo con Dazed And Confused, non sappiamo come mai ma questo è uno dei “nostri pezzi”, lo viviamo sempre all’unisomo e, da superfan dei LZ quale sono, posso dire che ne diamo una versione niente male. Lele in questo brano si scatena, e noi ci lasciamo trascinare ogni volta. Sono sempre soddisfatto del risultato finale. Alla fine del pezzo sento un forte applauso, alzo la testa, c’è più gente di quanto m’aspettassi…60/70 persone, alcune della quali accorse dalle case vicine (come mi dirà poi Emilio) appena capito che si sarebbe suonato ugualmente.

Non abbiamo molto tempo, l’idea era quella di fare uno o due pezzi (finiremo per farne sei) proseguiamo con Heartbreaker seguita da Whole Lotta Love collegate alla maniera del tour del 1973 dei Led Zeppelin. In WLL Includiamo anche la sezione funk, il Theremin e Goin’ Down, facendo riferimento alla immortale versione del Los Angeles Forum del 3 giugno 1973.

videoclip: WLL – Theremin section

Il Vagabondo di Mezzanotte riprende tre brevi momenti del mini concerto per inviarli ad una nostra amica comune, sono i frammenti che pubblico qui sopra e qui sotto.

Il pubblico mostra di gradire, noi siamo piuttosto carichi e credo che anche stasera stiamo riuscendo a proporre quelli che ci siamo prefissi, e cioè di catturare – sopra ogni cosa – il senso e lo spirito del gruppo di Page, Plant, Jones e Bonham.

Il pubblico sembra proprio gradire e io ne sono felicissimo. In Communication Breakdown inseriamo It’s Your Own Thing degli Isley Brothers come facevano i LZ, che io arricchisco col riff discendente di Jam Sandwich dalla colonna sonora Death Wish II di Jimmy Page. Serve per introdurre il break basso/batteria su cui presento la band:

“Alla batteria .. .si getta nella mischia con la stessa foga di un tigrotto di Mompracen, il CR7 delle percussioni, Mr Tamburino, L’unico e il solo: Lele Morselli” – applausi scroscianti.

“Al basso, alle tastiere e alla pedaliera basso, la Valentino Rossi del rock and roll, la reggiana dagli occhi di ghiaccio, the girl from Gavassa, Nostra Signora di Guadalupe, la nostra superfiga: Saura “boogie mama” Terenziani” – boato!

“Alla voce Il nostro usignolo, il principe soprano, lo stallone reggiano: Paolino Morigi” applausi scroscianti.

Pol dice quindi due cose sul sottoscritto dopo di che termino la presentazione con i dovuti ringraziamenti:

“Gli Equinox vi ringraziano per la bella serata, ringraziano Emilio e tutto lo staff del Milly Bar vero punto di riferimento della musica dal vivo di Modena, vi danno appuntamento al prossimo rock and roll show e vi benedicono nel nome del blues e vi ricordano che sebbene il loro corso a volte possa cambiare, i fiumi sempre raggiungono il mare.

Grazie mille per l’affetto Parco Ferrari, in questi 30 minuti ci è sembrato di essere sul palco del Madison Square Garden … e dunque la chiosa finale rimane la stessa: NEW YORK, GOODNIGHT.”

Si è creata un onda di emozioni sincera tra noi e il pubblico, ne vado fiero, perché un‘audience attenta, esperta ed esigente come quella del Milly Bar non la si incontra dappertutto.

Giusto il tempo di chiudere il pezzo e Lele parte con l’intro di Rock And Roll, e va beh, let’s there be rock, che rock sia. Io e Saura qui ci distraiamo un po’, la nostra prova non è impeccabile, l’heat of the moment ci ha traditi, ma poco importa quello che conta è lasciare scorrere i buoni momenti  … let the good time rolls, baby.

videoclip: Rock And Roll

35 minuti di rock and roll indiavolato. Il pubblico ci saluta con un calore che apprezzo davvero tanto. E’ poi il momento di baci e abbracci e di bermi un paio di birre e qualche rum insieme al Midnight Rambler e al fido Riff.

Torno sul posto, i ragazzi si sono divertiti ugualmente, solo Saura è affranta e incavolata. Non aver potuto suonare il piano dopo tutta la preparazione e gli sforzi fatti le è costato molto; ma dopotutto va bene così, il piombo zeppelin è entrato in circolo anche oggi e ci rivedremo su questo palco tra poco più di un mese.

Carichiamo la blues mobile e ci apprestiamo a tornare alla Domus Saurea. Osservo la volta celeste, dopo che un po’ di pioggia è caduta su tutti noi, le stelle brillano lassù, così fanno le luci della città mentre noi le attraversiamo scivolando … New York, goodnight.

THE EQUINOX Circolo Il Livello, Gualtieri (RE) 24/03/2018

27 Mar

Mi accingo ad affrontare il concerto al mio juke joint preferito in condizioni non eccellenti, è una settimana infatti che mi sento semi influenzato, quella sensazione di ossa rotte, di bronchi infiammati, di poche speranza di vita che viene a noi uomini quando ci avviciniamo ai 36,5 di febbre. Sono inoltre tre settimane che l’articolazione dell’anulare sinistro (in pratica il dito più importante per un chitarrista) mi duole spesso. Mi chiedo se tutto questo sia sintomatico, ovvero se io mi faccia suggestionare dai malanni quelle poche volte che devo fare un concerto.Dovessi suonare non dico al Madison Square Garden ma al Palapanini di Mutina capirei, ma visto che si tratta di uno dei nostri soliti concertini (come li chiama la Siae) mi chiedo davvero se sia il caso che ogni volta che sto per affrontarne uno mi debba sempre capitare qualche blues fisico di origine (credo) spirituale.

Fatto sta che è venerdì sera, sono a casa da solo (la pollastrella è naturalmente al palasport per la semifinale di Eurocup di basket) e nonostante gli acciacchi do una controllata alle chitarre. Con la doppio manico ripasso Stairway To Heaven seguendo la versione live del 1973 dei LZ.

Prendo poi in mano la Les Paul Cherry Red Sunburst; ogni volta rimango incantato, per me è forse l’oggetto più bello che esista sulla Terra. Infilo il jack nell’amplificatorino Orange, ripasso i passaggi più impegnativi, accenno a qualche riff della Bad Company e della Cattiva Compagnia, la pulisco per bene e la ripongo nella custodia. A domani amore mio.

Checking the guitars: The Cherry Red Sunburst beauty – foto TT

Mi metto poi alla chitarra acustica, almeno un’oretta di esercizi, di scale e di accordi particolari. L’anulare continua a farmi male. Un volta adempiuto il dovere del bravo chitarrista, cerco di rilassarmi. Metto la Mahavishnu Orchestra sul giradischi. Dopo un po’ mi chiedo se sia una buona idea, perché sì, ascoltare uno come John McLaughlin è di certo inspiring ma anche depressing

Sul giradischi Mahavishnu Orchestra – photo TT

Sabato partiamo verso le 17,30. La blues mobile è piena come un uovo, come al solito. Le terre basse di Regium Lepidi hanno sempre quel fascino un po’ dismesso che sa di malinconia, di blues insomma. La stradina che conduce al locale sa suggestionare ogni volta, mentre la percorri e ti guardi intorno ti aspetti di vedere apparire un chitarrista nero vestito di tutto punto mentre canta di incroci, di cani dell’infermo e di scope da tirare fuori dal ripostiglio…

Driving into Il Livello – photo TT

Montiamo l’attrezzatura, facciamo il soundcheck, mi bevo la birra bianca che mi offre Yurj, il titolare de Il Livello, e scruto gli argini dei fiumi non troppo lontani da qui.

The Equinox – Circolo Il Livello 24/3/2018

Mentre ceniamo iniziano ad arrivare gli amici e i primi avventori. Insieme a Mario e Patty trovo con mia grande sorpresa un mio vecchio amico, Luca. Con lo stesso grande piacere rivedo Gianluca & Eleonora, Francesco & Teresa, la Simonetta Iotti Blues Band e The Peita, la sorella della Saura. Il Livello è pienissimo, c’è tantissima gente a cena, quasi impossibile girare tra i tavoli. Sono molto felice per Yurj e penso che è così che si porta avanti un locale: ottimo cibo, musica rock e buone vibrazioni. Il Livello è fuori mano, molto fuori mano, dunque non ci capiti di passaggio, qui bisogna venire intenzionalmente. Hats off to Yurj.

Saura si cambia nel bagno delle donne, Pol nella stanza antistante ai servizi, io nell’angolo più buio del corridoio che porta alla toilette. Sono quei momenti sempre un po’ deprimenti, quando aneli ad uno straccio di camerino ma sai benissimo che il tuo stato da operaio del rock non te lo permette. Sono le 22,50 si parte.

The Equinox – Circolo Il Livello 24/3/2018 – photo TT

Iniziamo con un nuovo medley composto da Custard Pie-Over The Hills (la parte rock, che Pol canta divinamente)-Immigrant Song. Alla fine mi pare sia stata una bella botta di rock. Proseguiamo con Black Dog, Heartbreaker, Dazed And Confused e What Is. Saura quindi passa al piano e alla pedaliera basso per Misty Mountain Hop e Sibly, durante la quale io e Lele per un attimo siamo sul punto di perderci. Seguono Nobody’s Fault But Mine, Moby Dick/Bring It on Home, I’m gonna Crawl, Gallows Pole  e The Song Remains The Same.

Mentre parto col riff iniziale di Hot Dog mi dico una volta di più quanto sia duro dal punto di vista chitarristico questo sciocco country & western… riff e assolo sono suonati a gran velocità e affrontarli nel modo giusto non è semplicissimo (almeno per me). In Kashmir io e Lele torniamo a deconcentraci e finiamo per fare la stessa figura che fecero i LZ  a Zurigo il 29-6-1980 (minuto 2:30 del video qui sotto).

Entrambi guardiamo Saura, la vediamo contrariata; non c’è niente da fare è lei la nostra musical director. Io posso anche essere quello che dà certi stacchi, ma alla fine il pilastro su cui tutti facciamo affidamento è lei. Che razza di musicista e che donna! La nostra arma segreta, proprio come fu John Paul Jones per i LZ.

Finito il buraccione di Kashmir è tempo per la doppio manico: Stairway To Heaven. Segue il piombo Zeppelin: Whole Lotta Love, (dove aggiungiamo Goin’ Down come fecero i LZ a San Diego il 28/5/1973),

Communication Breakdown, Rock And Roll. Noi saremmo già a posto, siamo un po’ cotti, ma ci chiedono il bis: The Ocean. 

Facciamo l’inchino e ringraziamo. “Grazie della bella serata, Baton Rouge … goodnight”

The Equinox – Circolo Il Livello 24/3/2018

Gente sconosciuta ci viene a stringere la mano, amiche bionde ci vengono a dire: “siete fantastici”… beh, sono le nostre piccole soddisfazioni. Suonare in una tribute band è sempre un po’ strano per me (e Lele), sono da sempre concentrato più sui pezzi che scrivo, sarebbe bello avere l’opportunità di suonare dal vivo proponendo materiale originale e inoltre di solito le tribute dei LZ non le reggo, ma devo venire a patti con la mia condizione, se voglio ancora provare l’ebrezza del suonare dal vivo gli Equinox sono la mia unica possibilità, e suonare con musicisti del livello di Lele, Saura e Pol è comunque un privilegio, lo stesso dicasi per i pezzi con cui ho a che fare, che sono quelli della mia band preferita in assoluto.

Smontiamo l’ambaradan, carichiamo le macchine, abbracciamo Yurj e ci inoltriamo nella notte nera. Siamo sul confine dell’ora legale, così di colpo ci troviamo  immersi nelle ombre delle tre di notte, attraversiamo campagne desolate e scure, passiamo vecchie case di campagna diroccate, entriamo nel territorio della metafisica, dell’esistenzialismo, dell’esoterismo. Io la pollastrella ci guardiamo sorridendo, è l’ora giusta per Death Wish 2.

Arrivati alla Domus Saurea il solito blues legato allo scaricare e alla sistemazione degli strumenti. Una doccia, una tisana (anche se per un minuto valuto se non sia il caso di farmi un rum) e a letto. Sono le 4,15.

 Domenica mattina, durante la colazione leggo su facebook una considerazione di Gianluca a commento del post da me pubblicato per pubblicizzare il concerto:
 .
“Prima del concerto esco a fumare e un altro cliente del locale mi chiede: ma questi sono bravi? Non è mica facile fare cover degli Zeppelin.
La mia risposta è stata: sono sempre bravi, ma se stanno bene fisicamente possono scartavetrare chiunque. Dopo il concerto ho pensato che sono molto felice che stiate tutti bene.”
.
Con questa sono a posto per tutta la settimana. Thank you man.

♦♦♦

PROSSIME DATE:
14 luglio 2018 – MILLY BAR – Parco Ferrari – Modena
02 agosto 2018 – AREA 24 ROCK STATION – Rio Saliceto (RE)
20 ottobre 2018 – CIRCOLO IL LIVELLO – Gualtieri (RE)

 

The Equinox, Bottega dei Briganti, Montecavolo (RE) 24/1/2018

27 Gen

Suonare di mercoledì sera ci vuole tanto, troppo coraggio ma alla Bottega è quella la serata dedicata alla musica dal vivo. I ritmi della vita odierna fan sì che sia una faticaccia e che il mattino del giorno dopo al suonar della sveglia nomi di animali da cortile vengano accostati a divinità cristiane (@matteo pedrini).

Al mattino Lele è alle prese con l’ennesima area cortiliva da sistemare, Pol si adopera per mantenere efficiente il magazzino della ditta in cui lavora e Saura sgobba per sistemare e controllare eventuali incongruenze dei pagamenti degli utenti della società multiservizi di cui è dipendente. Io amministreggio la piccola ditta di cui sono socio. La pausa caffè la passo al telefono con Gianni Della Cioppa. Lo scriba di Verona mi chiede se andrò a vedere l’Inter a Ferrara, in caso verrebbe volentieri anche lui, ma domenica per me è impossibile, ci diamo così appuntamento alla prossima occasione. Mi chiede anche due dritte su un tema a me conosciuto, a breve terrà un conferenza su Jimmy Page, e visto due cosette sugli assoli del Dark Lord le so, mi chiede un piccolo aiuto. Meno male che ogni tanto ho la possibilità di ritagliarmi 10 minuti per estraniarmi dal lavoro e parlare di ciò che mi preme. Saluto GDC, mi rimetto alla scrivania. Nel primo pomeriggio lascio l’ufficio e poi seguo il solito iter: viaggio in macchina fino alla Domus, caricamento del nostro equipaggiamento, doccia e via verso il locale. Attraversare la città verso le 17/17,30 è uno sport estremo, tangenziali piene, code, scie dei fari posteriori delle macchine che obnubilano i pensieri.

L’arrivo a Mountcabbage (Montecavolo insomma) è sempre inquietante, sulla sinistra c’è una azienda che ha una grande statua di padre pio di fianco all’entrata. I throw a madonna as usual. Scarichiamo l’armamentario, nel frattempo arrivano Lele e Pol, prepariamo la strumentazione sul palco, poi è già tempo poi di soundcheck e della cena.

The Equinox – Bottega dei Briganti, Montecavolo (RE) 24/1/2018 – foto TT

Saura, che è vegetariana, mangia verdure grigliate e patate, mentre noi tre ci diamo alle specialità tipiche di questa bella hambugheria. Mi bevo in tranquillità una buona birra belga bianca mentre vago con i miei pensieri. Per noi essere qui alla Bottega è un po’ come per i LZ essere al Forum di LA. E’ ormai il quarto concerto che facciamo qui, la sala è sempre piena, l’entusiasmo del pubblico sempre concreto, le vibrazioni sempre ottime. Con Valerio, il titolare, ci siamo sempre trovati bene, e anche stasera il feeling è evidente.

The Equinox – Bottega dei Briganti, Montecavolo (RE) 24/1/2018

Il pubblico è numeroso, tutti i tavoli sono occupati e in fondo alla sala e intorno al bancone ci sono persone in piedi. Con Lele commentiamo il fatto che qui nel reggiano per queste cose la gente ha una marcia in più, le persone escono anche il mercoledì sera per vedere un concerto rock, c’è più trasporto per la musica dal vivo, mentre a Modena sembra quasi che si sia tutti un po’ troppo fighetti e choosy. E’ sempre stato così, qui nella Regium county l’atteggiamento è più ruspante, c’è un background blues che non si trova mica dappertutto, qui spesso ci si sente nel bayou, nelle barrelhouse e nei jukejoint della Louisiana e del Mississippi.

Non mi sento particolarmente brillante stasera, mi sono preparato a dovere, ho la mano sciolta e calda – limitatamente al mio modo di essere chitarrista – mi sono preparato a dovere, ma arranco un po’ sotto i colpi del blues. A fine concerto Riff mi dirà: “ho visto che hai sofferto molto, siamo proprio uomini di blues”.

Non ho ricordi particolari della mia esibizione, non ho idea di come abbiano cantato e suonato Pol e Saura, proprio non li sentivo, mentre posso dire che Lele – che avevo di fianco – ha suonato da par suo. Che batterista, ragazzi!

Train Kept A-Rollin e Nobody’s Fault But Mine come inizio.

The Equinox – Bottega dei Briganti, Montecavolo (RE) 24/1/2018 – foto Patrizia Manzotti

Segue Black Dog, di cui mia cugina Patty filma gli ultimi secondi.

Heartbreaker, che mi par venuta bene, e quindi Dazed And Confused. Con quest’ultima gli Equinox raggiungono lo zenit, deve essere una sensazione comune perché alla fine riceviamo uno degli applausi più fragorosi che la nostra versione del brano – brano non certo per mammolette – abbia mai ricevuto. Il resto mi scivola addosso senza troppi clamori … What Is, MMHop, SIBLY, Ramble On, Moby Dick/Bring It On Home, I’m Gonna Crawl, The Song Remains The Same. In SIBLY, dopo l’assolo, la pedaliera basso di Saura fa le bizze, una nota resta fissa, si è “incantato” qualcosa. Siamo costretti a fermarci qualche secondo, Saura spegne e riaccende e tutto si sistema.

Fa la comparsa in scaletta Hot Dog, prima volta che la suoniamo con questa formazione. Un up tempo che potrà anche sembrare un country & western un po’ gnocco ma che dal punto di vista chitarristico è molto impegnativo. Il riff principale e l’assolo sono suonati ad alta velocità, la diteggiatura non è così semplice come sembra, occorre dunque essere preparati a dovere. Do un’occhiata al pubblico, in molti si muovono a tempo. Cambio chitarra per Kashmir dove nel finale mi perdo un po’. Non è un pezzo difficile, ma bisogna essere costantemente concentrati per prendere tutti i cambi, e io son perso nei miei pensieri, il divagare è deleterio se lo fai mentre stai suonando.

Imbraccio la doppio manico. It’s Stairway time. Sento a malapena Saura, spero di andare a tempo con lei. Allungo l’assolo più del solito, ci infilo la raffica di bicordi tipici del tour del 1975 dei Led Zeppelin, chissà se qualcuno lo nota. Alla fine alzo la chitarra, la doppiomanico riceve sempre una standing ovation. Whole Lotta Love con la sezione funk e il theremin, poi Communication Breakdown con altro break funk con tanto di presentazione (e dove accenno a Jam Sandwich dall’album Death Wish 2 di Jimmy Page) e infine Rock And Roll.

Il pubblico, bontà sua, ci tributa un caldo applauso. Qualche minuto di decompressione e poi inizia lo smontaggio della strumentazione. E’ un momento desolante, faccio la spola tra il palco e la macchina parcheggiata fuori per caricare le nostre cose, quando vorrei essere al banco a bermi un buon rum e chiacchierare con delle groupie. Questa faccenda dell’armamentario che ci portiamo in giro sta diventando un chiodo fisso per me, anche Lele mi chiede come faccio, sa che poi una volta alla Domus, dobbiamo scaricare e portare parte degli strumenti su in soffitta. L’umore vira sul grigio cenere, in sequenza mi chiedo: perché mi sono messo con una musicista, perché la musicista con mi sono messo suona con me, perché la musicista con cui mi sono messo e che suona con me suona sia il basso, sia le tastiere, sia la pedaliera basso, sia il mandolino. Un conto sarebbe andare in giro con amplificatore, pedaliera e un paio di chitarre, un conto è andare in giro con la strumentazione che avevano gli Emerson Lake & Palmer nel tour del 1977 con l’orchestra…

ELP 1977 tour entourage & gear

La blues mobile è di nuovo piena come un uovo, sono accaldato sotto alla giacca a vento, il ghiaccio sul tetto delle macchine brilla alla luce dei lampioni, sto precipitando in un buco nero, avrei bisogno di una scala per risalire, mi sa che chiamerò il tour degli Equinox di quest’anno “Get Me A Ladder Tour”. Arriva Saura, mi chiede se tutto è ok, “Senti, ti lascio, non voglio più fare questa vita” vorrei dirle, invece piego il capo e accenno ad un “sì, sì, tutto bene”.

Salutiamo Valerio e i ragazzi della Bottega, si torna a casa. E’ l’una, la Sigismonda rolla placida attraverso la notte, dalla radio arriva “Black Velvet“di Alannah Miles, mi torna in mente la canzone di Robert Plant a lei dedicata, “29 Palms“, i due ebbero una liaison amorosa.

Arriviamo alla Domus Saurea, finiamo di sistemare tutto verso le 2, doccia e a letto. La pollastrella crolla quasi subito, io ho ancora un po’ di adrenalina in corpo così leggo Greg Iles, spengo la luce alle 3.

Sveglia alle 7. Con la stessa eleganza di un leone marino arenato sulla spiaggia, mi trascino in bagno. Non faccio colazione. Entro in macchina e parto per Stonecity. E’ da un paio di giorni che sto ascoltando il cd3 della nuova super deluxe edition dell’album dei Fleetwood Mac del 1975. E’ il dischetto dedicato al tour di quell’anno dove ancora si soffermavano sui pezzi del primo e secondo periodo del gruppo; la loro versione di Station Man con quel gran figo (nonché chitarrista supremo) di Lindsey Buckingham con la Gibson Les Paul mi rimette al mondo.

Arrivato al lavoro, mangio un po’ di frutta, mi faccio un caffè e mi metto a lavorare. Sulla chat whatsapp del gruppo arriva un autoscatto di Lele con tanto di commento: “Zio can che blues!”. Come posso lamentarmi, qui al calduccio del mio ufficio mentre Mr Tamburino è li ci dà di escavatore?

LELE – The day after The Equinox at Bottega dei Briganti, Montecavolo (RE) 24/1/2018

Poco dopo Saura manda il suo office blues …

SAURA – The day after The Equinox at Bottega dei Briganti, Montecavolo (RE) 24/1/2018

seguita da Pol col suo warehouse blues…

POL – The day after The Equinox at Bottega dei Briganti, Montecavolo (RE) 24/1/2018

infine invio il mio administration blues.

TIM – The day after The Equinox at Bottega dei Briganti, Montecavolo (RE) 24/1/2018

La sera arrivo a casa un po’ stanchino, Saura fa giusto in tempo a raccontarmi che ha telefonato Valerio per farci ancora i complimenti e dirci che parecchi avventori del locale si sono raccomandati di far sapere al gruppo che hanno molto apprezzato la proposta, che alle 21,30 è già letto. La raggiungo verso le 22,30, un Southern Comfort a mo’ di sonnifero e “L.A. goodnight“.

NEWS: THE EQUINOX dal vivo alla BOTTEGA DEI BRIGANTI – MONTECAVOLO (RE) mercoledì 24 gennaio 2018

8 Gen

Col nuovo anno si torna in pista.

THE EQUINOX dal vivo alla BOTTEGA DEI BRIGANTI
via Salvador Allende 1/A  – MONTECAVOLO (RE)
24 gennaio 2018 –  ore 22

 

THE EQUINOX Circolo Il Livello, Gualtieri (RE) 21 ottobre 2017

25 Ott

Il Circolo Il Livello è un locale della bassa reggiana sito sugli argini di Po e Crostolo, impossibile sfuggire dunque alle vibrazioni blues quando lo si frequenta, sembra proprio di essere in un juke joint nei pressi di Helena o di Baton Rouge. Io e Riff ci sguazziamo in questa iconografia, ma queste atmosfere sanno rapire anche Saura, Lele e Pol.

E’ sabato mattina, prima la spesa alla Coop, poi le operazione di carico.

Heavy Load – The Equinox – Circolo Il Livello Gualtieri (RE) 21/10/2017 – foto TT

Pranzo, doccia, breve relax e alle 17 circa siam pronti per partire per Walters (Gualtieri insomma). Inoltrarsi nella bassa reggiana in un tardo pomeriggio di ottobre ha il suo fascino, percorrendo tangenziali che attraversano la campagna sotto un cielo color perla

Driving thru’ the low lands – The Equinox – Circolo Il Livello Gualtieri (RE) 21/10/2017 – foto Saura T

osservo vecchie costruzioni tipiche della terra da cui provengo, edifici che ci riportano a inizio del secolo scorso mentre dai finestrini passano acquitrini e terre incolte tanto che mi par d’essere nella regione Acadiana della Louisiana

Driving thru’ the low lands – The Equinox – Circolo Il Livello Gualtieri (RE) 21/10/2017 – foto Saura T

Tra me e me inizio anche a pensare in francese suggestionato come sono da quei territori francofoni,

così cerco – nelle chiavette – un po’ di musica che mi riporti su quelle sponde…

Raggiunta Walters, svoltiamo a destra per Level road e ci inoltriamo nella dimension delle MississipPO, dove il blues emiliano sgorga dalle paludi.

Driving thru’ the low lands – The Equinox – Circolo Il Livello Gualtieri (RE) 21/10/2017 – foto Saura
T

Di lì a qualche minuto arriva anche Lele, ci mettiamo in attesa di Yurj, il titolare.

Lele & Tim – The Equinox – Circolo Il Livello Gualtieri (RE) 21/10/2017 – foto Saura T

Il palco è posto nella veranda invernale, una dépendance riscaldata niente male. Montaggio, soundcheck e cazzeggio pre concerto. Do un’occhiata al palco apparecchiato, il riflesso delle luci colorate sulle pareti del tendone dona all’ambiente un tocco molto blues, molto cajun.

The Equinox – Circolo Il Livello Gualtieri (RE) 21/10/2017 – foto Saura T

Da qualche settimana ho l’animo in subbuglio, mi interrogo sul mio futuro e annuso qualche cambio di rotta, anche stasera mi sento così, obnubilato e confuso. Ci mettiamo a tavola, ci raggiunge anche Riff. Sembriamo una gruppo di cajun che torna dalle paludi e che si raccoglie intorno ad un piatto di roux. La cena offerta dal locale è ottima. Arrivano alcuni amici di Saura e gli immancabili Mario & Patty, Giovanni & Maura, amici e fan degli Equinox che ci seguono in tutte le “trasferte”. Accendo il tablet, c’è Napoli – Inter, non posso perdere l’occasione di vedere come si comporta la beneamata alle prese con una delle migliori squadre europee. 0 a 0, l’Inter regge, contiene il Napoli e in alcune occasione va vicinissima al goal. Bene, possiamo cominciare a sognare. Ore 22,45, si va in scena.

Train Kept-a Rollin’ e Nobody’s Fault But Mine. Il locale si è riempito, il pubblico sembra caldo, l’Equinozio prende il volo. Segue Black Dog. Durante l’assolo di Heartbreaker qualcuno inizia ad urlare. Bella sensazione. Il gruppo è caldo, Pol, Saura e Lele fanno il loro porco lavoro. Dazed And Confused fila via liscia, seguita da What Is And What Should Never Be.

The Equinox – Circolo Il Livello Gualtieri (RE) 21/10/2017 – foto Giovanni Sandri

La Valentino Rossi del rock and roll passa alle tastiere e alla pedaliera basso per Misty Mountain Hop. In Sibly sento la mano sinistra andarsene per i fatti suoi, sembra quasi che qualcuno abbia preso possesso delle mie funzioni. Alla fine Riff mi dirà che è stata una versione molto buona.

SIBLY – The Equinox – Circolo Il Livello Gualtieri (RE) 21/10/2017 – foto foto Federica P.

SIBLY – The Equinox – Circolo Il Livello Gualtieri (RE) 21/10/2017 – foto Federica P.

Ramble On, giro di Moby Dick a mo’ di intro e poi via con Bring It On Home. Sulle ali dell’andamento blues la gente batte il tempo. Dai c’andòm, ragàs. (dai che andiamo ragazzi). Mi pare venuta benino anche I’m Gonna Crawl. Federica riprende la parte finale col cellulino.

The Equinox – Circolo Il Livello Gualtieri (RE) 21/10/2017 – foto Federica P.

The Song Remains The Same è la solita cavalcata elettrica, ci divertiamo sempre molto a suonarla. Lele e Saura scatenati e Pol che raggiunge note altissime.

Per quanto Bigly (Babe I’m Gonna leave You insomma) sia un pezzo davvero fantastico nella versione dei LZ, suonarlo dal vivo mi dà sempre da fare, devo prendere una sedia, suonare da seduto e con una chitarra elettrica. Cerco di arricchire il suono della chitarra con un po’ di riverbero ma non sono mai soddisfatto del risultato. Non è un caso che anche il LZ dopo i primi mesi la accantonarono per sempre.

Per quanto suonare Kashmir non sia esattamente eccitante per me e Lele, il pubblico apprezza ogni volta. Quando parte l’incedere ci sono sempre ululati di approvazione. Finito il momento epico, imbraccio la doppiomanico per Stairway To Heaven.

La Patty filma la prima parte col suo cellulare.

The Equinox – Circolo Il Livello Gualtieri (RE) 21/10/2017 – foto Giovanni Sandri

Solita chiusura col piombo zeppelin, Whole Lotta Love, Communication Breakdown e Rock And Roll. Durante la parte del Theremin la gente si elettrizza, stavolta parte anche l’applauso. Che spasso. Divertente vedere Yurj ballare durante Rock And Roll.

Noi avremmo finito, siamo stanchini ma ci chiedono un paio di bis. E allora chiudiamo con How Many More Times e Custard Pie.

The Equinox – Circolo Il Livello Gualtieri (RE) 21/10/2017 – foto Giovanni Sandri

Scendo dal palco soddisfatto, la dimension de Il Livello ci ha fatto divertire, pubblico magnifico, vibrazioni positive, tanto positive che Yurj ci prenota per una data anche per il prossimo marzo. Una ragazza mi viene a chiedere lumi circa il Theremin, l’aggeggio infernale – come lo chiama Pol – attira anche le pollastrelle. La ragazza ascolta rapita quelle poche cose che so, mi ringrazia per la serata e conclude con “ne ho viste diverse di tribute band dei LZ, ma nessuno è come voi”. Mi sciolgo in un sorriso, non perché sia una gara a chi è più talentuoso tecnicamente, ma perché capisco che è il “senso” che abbiamo che arriva alle persone, e di questo ne vado orgoglioso.

Gio – che Page lo benedica –  ha filmato tutto ( prima o poi qui sul blog la pubblicazione di qualche filmato  come si deve).

La gente inizia ad andare, abbracciamo tutti. Mi stringo anche a Yurj e alla combriccola del Livello, li ringrazio per l’ospitalità.

Con la Sigismonda carica ci inoltriamo nella notte. Arrivati alla Domus Saurea scarichiamo, facciamo una doccia e poi a letto. Spengo la luce alle 4 precise (e alle 8 sarò già in piedi). Chiudo gli occhi e nel breve passaggio tra la veglia e il sonno, come rintocchi lontani di campane, sento le note di Stairway dal quarto album, New York … goodnight.

 

 

NEWS: THE EQUINOX al Circolo Il Livello – Gualtieri (RE) – sabato 21 ottobre 2017 ore 22

2 Ott

Sabato 21 ottobre 2017 ore 22

Circolo IL LIVELLO – via Livello 32 – Gualtieri (Reggio Emilia) 

per prenotazioni  tel 346 648 7983

 

THE EQUINOX – live alla Festa Della Musica di Nonantola 2017 – video

17 Ago

THE EQUINOX live at FESTA DELLA MUSICA – Nonantola (MO) Italy – 16 June 2017

Pol Morigi – Vocals
Lele Morselli – Drums
Saura Terenziani – Bass/Keyboards/Pedal Bass
Tim Tirelli – Guitar

Filmed by Giovanni Sandri

The Equinox – Festa Della Musica – Nonantola 16/6/17 – foto Giovanni Sandri

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