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Just another night in Gualtieri (The Equinox live al Livello 30/3/2019)

4 Apr

E’ un tardo pomeriggio di sabato, procedo a velocità di crociera sulla mia blues mobile tra le lowlands della pianura in cui vivo. Nel mondo che mi sono costruito nella maruga sono invece seduto su di una balla di fieno con una chitarra dobro a tracolla, nell’angolo più in ombra di una vagone di un treno merci che procede lento e la cui ciminiera sbuffa lampi di fumo. 

Il treno è lungo sedici carrozze, le iniziali del mio nome sono RLJ e sento di avere i cani dell’inferno sulle mie tracce.

Costeggio le rive del canale Bondenus fino a che, parecchi chilometri più in là mi metto a seguire quelle del torrente Crostolo. Siamo a ridosso del MississiPO, nella contea di Gualtieri. Imbocco Level Road, mi infilo nel bosco e, una volta uscito, vado a incontri agli spazi aperti che dilagano tra argini e golene.

C’è una strada nel bosco… – The Equinox, Il Livello 30-03-2019 – Photo Saura T.

The Sun Goes Down at Il Livello – The Equinox, Il Livello 30-03-2019 – Photo TT

Raggiungo il juke joint in cui stasera suonerò con gli Equinox. E’ un locale dove ormai siamo di casa, Yurj, il titolare, ci vuole evidentemente bene. Mentre scarico la strumentazione mi attardo a contemplare il paesaggio ancora una volta. Non vi è molta differenza con la Lousiana o con lo stato del Mississippi.

Il Livello – The Equinox, Il Livello 30-03-2019 – Photo TT

Il Livello – The Equinox, Il Livello 30-03-2019 – Photo TT

The Sun Goes Down at Il Livello – The Equinox, Il Livello 30-03-2019 – Photo TT

Yurj decide di farci suonare nella dépendance esterna, noi naturalmente siamo più che d’accordo, visto il nostro armamentario per noi è d’obbligo preferire uno spazio consono alle nostre esigenze.

Il soundcheck va via senza grossi intoppi, oltre alla voce amplifichiamo la cassa della batteria. Provo la doppio manico … con la temperatura che ci sarà stasera sarà un problema tenerla accordata.

Souncheck – The Equinox, Il Livello 30-03-2019 – Photo Morri

Verso le 20,30 terminiamo. E’ ora di cena.

The Equinox, Il Livello 30-03-2019 – Photo TT

Nella mezz’ora che segue il locale si riempie degli avventori che hanno sfidato strade lunghe e tortuose per venire a sentirci. Sono quasi tutti nostri supporter. Mi sorprendo nel constatare ancora una volta la loro fedeltà: il Livello è sito in un posto assai fuori mano e vedere gente arrivare dall’altra parte di Reggio e da Modena, Bologna e Padova mi scalda il cuore.

The Equinox, Il Livello 30-03-2019 b – Photo TT

Mi cambio, infilo scarpe che in qualche modo ricordano quelle di Page (tour 1972/77), mi infilo la maglietta Marshall Amplifiers, una camicia e il gilet.

Niente sigla introduttiva stasera, io e Saura non troviamo pace a tal riguardo. Ne abbiamo provate diverse (Jupiter di Gustav Holst come usarono i Firm negli anni ottanta, l’intro di In The Light, Shadow In The City di Page da Death Wish II), negli ultimi giorni abbiamo giocato con l’idea di Damask, sempre di Page, tratto dalla colonna sonora di Lucifer Rising, ma poi ci siamo detto che saremmo solo io e lei a inginocchiarci davanti a quelle demoniache disgressioni sonore …

It’s showtime. Parto in maniera diretta col riff di Custard Pie e sia quel che sia. Concerto nella norma per quanto mi riguarda, mi sono preparato bene nelle ultime settimane, ho la mano allenata a dovere ma ho troppi pensieri per la testa, non sono concentrato a sufficienza, mi sento un po’ fuori fase e con poca energia; capisco in fretta che non sarà una serata speciale per me. Non sento bene né Saura né Pol, mentre invece sono stretto contatto con Lele: stasera il tigrotto di Mompracen, Il Sandokan della Sacca, il CR7 delle percussioni è in splendida forma, percuote i tamburi con rinnovata potenza e con la talentuosa eleganza che lo contraddistingue.

Lele nella parte de La Tigre della Malesia

Quando riesco nell’intento di liberare la magnifica fiera hard rock che è il lui, il successo della serata è assicurato. In alcuni momenti si lascia andare a rullate e a stacchi ritmici mai provati prima, sorrido, a tratti sembra il John Bonham del 21 giugno 1977 al forum di Los Angeles …

Per la prima volta stasera presentiamo You’ve Lost That Lovin’ Feeling, il classico degli anni sessanta dei Righteus Brothers, scelta forse azzardata, non è che c’entri molto con i LZ, ma Page ne fece una ottima versione con i suoi Firm nel 1985, e avevo voglia di arricchire la scaletta con un po’ di melodia.

Non facile per Saura replicare il giro del basso fretless (senza tasti insomma) che usò a suo tempo Tony Franklin, ma con l’aiuto di qualche effetto a pedale il risultato è comunque ottimo, d’altra parte è una gran musicista, ci salta sempre fuori …  stasera nella presentazione l’ho anche chiamata “la Hermione Granger di Gavassa” visto che mette sempre un po’ di magia in quello che fa.

Saura as Hermione Granger

Notevole anche l’interpretazione di Pol, lo stallone reggiano, il Pavo Cristatus (il pavone blu insomma … come l’ho presentato stasera), il nostro usignolo d’altra parte ha lo stesso nome di colui che canta nella versione dei Firm (Paul Rodgers naturalmente, mio cantante preferito in assoluto … a pari merito col Golden God).

Pol as Pavo Cristatus

Non facile nemmeno per me cercare di duplicare l’effetto b-bender della Telecaster di Page. Il B-Bender è quel marchingegno che permette di tirare la corda di Si con un semplice movimento della chitarra (muovendo il manico verso l’alto). L’assolo è apparentemente gnocco, semplice insomma, ma l’effetto non è facile da replicare, e comunque la scelta delle note di Page è, come spesso capita, superlativa.

Jimmy Page playing the Telecaster with the B string bender

B Bender

In un modo o nell’altro il concerto termina. Spossato e annoiato dai mie soliti fastidiosi blues interni, mi accingo a ringraziare gli amici che vengono a complimentarsi e a salutare. E’ la notte dell’ora legale, le lancette dello smartphone saltano direttamente alle 3. Rimaniamo solo noi, l’intrepido Riff (road manager extraordinaire, il richard Cole di Cavriago) e qualche ragazza che tira tardi chiacchierando al bar. Mi accomiato da Yurj col solito affetto maschio e vigoroso. Mi colpisce poi l’abbraccio che mi dà Lele prima di salire in macchina. C’è amicizia e premura in quel gesto, non che sia una novità, ma i batteristi di solito sono meno sentimentali e più diretti. Guardo questo pezzo d’uomo a cui voglio un gran bene allontanarsi … per me rimane sempre il giovane ragazzo che conobbi diciassette anni fa e che doveva restare nella band di allora solo per un paio di concerti che avevamo in programma. Dopo più di tre lustri siamo ancora insieme, niente male davvero.

In macchina ripercorro il sentiero che mi riporta alla Domus. C’è una starry night lassù, le campagne sono nere, le strade deserte, i pochi lampioni rimandano una luce sfuocata che cola giallastra sull’asfalto; vecchie case da contadini ormai derelitte stanno lì a ricordarmi l’Emilia che fu, il tempo che fu, il giovane uomo che fui. Immerso nel liquido amniotico della blues mobile vago pur avendo una meta, interrogando il cielo stellato sopra di me, sospinto da una irrequietezza che da sempre mi appartiene, sono un uomo di blues, lo so.

Sono le 4 quando arrivo alla Domus. Scarico e sistemo la strumentazione, mi faccio un thè coi pavesini, mi butto sotto la doccia e poi a letto. Prima di chiudere gli occhi, misuro la serata, giusto un’altra notte da operaio del rock. Sento Strichetto correre su in soffitta, mentre Palmiro, con quel suo muso blues, si stende di fianco a me.

Nel mio animo le luci della città che brillano così forte iniziano a stemperarsi, così come l’eco del pubblico … Baton Rouge goodnight.

THE EQUINOX live al LIVELLO, Gualtieri (RE) 30/3/2019 ore 22

22 Mar

A fine mese saremo di nuovo al LIVELLO.

THE EQUINOX live al LIVELLO, Gualtieri (RE) 30/3/2019 ore 22

https://www.facebook.com/circoloillivello/

Nuovo clip di THANK YOU, filmato da Giovanni Sandri live al Livello 8/12/2018

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Kisaragi blues

20 Feb

Kisaragi era il vecchio nome nipponico di febbraio che significava letteralmente “il mese del cambio delle vesti”; sarebbe un mese invernale ma il cambiamento climatico fa sì che perlomeno alcune delle settimane del mese siano di aspetto primaverile. Mese al contempo neutro e interlocutorio: il lento sciogliersi dell’inverno, folate di aria gelida o primavera in largo anticipo? Mentre cerco di adattarmi a queste ipotesi, rimango come sempre appeso alle mie riflessioni blu.

L’amore al tempo della musica rock

Contemplo un paio di vecchie classifiche, gennaio 1972 e 1974. Oltre ai soliti sospiri mi chiedo dove sia andata a finire la musica. E’ vero, tendiamo a ritenere oro tutto ciò che luccicava negli anni della nostra giovinezza, credo sia un sentimento molto umano e comprensibile, dipingere con colori più vividi di quelli che erano in realtà gli anni più felici e spensierati della nostra esistenza serve a rendere la nostra vita meno opaca di quella che forse fu (o è), un modo del nostro subconscio per non farci cadere in crisi esistenziali.

Detto questo però, pur sforzandomi di essere freddo, razionale e intellettualmente onesto, non posso che meravigliarmi ancora una volta della qualità della musica che andava in classifica in quei primi anni settanta. Album di certo impegnativi e difficili come ad esempio LZ IV, BSS degli ELP o Tales degli Yes arrivavano nelle primissime posizioni. Davvero impensabile oggi.

US album chart january 1972 – photo Dave Lewis

E’ vero che adesso ogni tipo di musica ha la propria nicchia e i proprio “follower”, ma si tratta appunto di nicchie. Album complessi, articolati, densi e pieni di musica avevano un enorme successo commerciale e il Rock era davvero un fenomeno sociale di grandissima portata. Sarà anche una banale conclusione di un uomo di una incerta età, ma come erano belli musicalmente quegli anni.

UK album chart january 1974 – photo Dave Lewis –

SERIE TV: True Detective – Stagione 3 –  TTTT 

HBO – USA 2019 . Bella la terza stagione di True Detective. Con la seconda avevo perso interesse, ma questa qui mi ha di nuovo appassionato.

TRAMA

TRUE DETECTIVE, LA SERIE TV 
Creata da Nic Pizzolatto nel 2014, per conto della statunitense HBO, ‘True Detective’ è una serie TV antologica: prevede cioè che ogni stagione racconti una storia nuova e autonoma, con attori differenti e ambientazioni diverse. 
Il filo conduttore è quello di essere un crime/drama incentrato su storie di detective della polizia: nella prima stagione siamo stati in Louisiana, insieme a Matthew McConaughey e Woody Harrelson, mentre nella seconda ci siamo spostati in California, dove abbiamo seguito le vicende interpretate da Colin Farrell e Rachel McAdams. 

TRUE DETECTIVE, STAGIONE 3 
La terza stagione si sposta nell’altopiano d’Ozark, negli Stati Uniti centrali, e ha per protagonisti Mahershala Ali (premiato con l’Oscar grazie a ‘Moonlight’) e Stephen Dorff (‘Blade’, ‘Somewhere’). 
La trama si dipana attraverso tre differenti periodi e ruota attorno al tentativo di due detective di fare luce sulla misteriosa scomparsa di due bambini: un caso davvero intricato e che metterà a dura prova i tutori dell’ordine. 

Flashes from the Archives of Oblivion:  Il Libro Del Jazz

Pomeriggio spompo di domenica, sistemo i libri musicali nella libreria Ikea che ho di fianco al divano. Me ne capita in mano uno che mi riporta indietro negli anni. Libro regalatomi da mia madre decenni fa per il mio compleanno. Lo apro: stampato da Garzanti nel settembre del 1979. Presumibilmente dunque mi arrivò nel solstizio d’inverno di quello stesso anno. Lo faccio vedere alla pollastrella: “Scomoda tua madre!”. Già, a lei piaceva il Jazz di Benny Goodman, di Glenn Miller e di Henghel Gualdi, aveva una passione per certo swing che mi passò senza alcuna fatica; con questo libro evidentemente cercava nuove chiavi con cui confrontarsi con quel giovane figlio cappellone che le era capitato e che da qualche anno non pensava che alla musica (Rock). Un paragrafo del libro parla anche di blues, di rock blues e di rock, citando grandi nomi e artisti più di nicchia. Lo sfoglio, me lo coccolo un po’, lo spolvero e lo ripongo nella libreria. Bei ricordi.

Prima di metterlo via mi accordo che al suo interno vi è infilato un vecchio adesivo. Sorrido della grafica e mi chiedo se andai o no a quella fiera. Erano gli anni in cui l’Hi-Fi era preso sul serio, avevo amici con impianti stereo per l’epoca incredibili. Gli equalizzatori, i subwoofer, i piatti, le puntine, gli ampli, le casse …  bei momenti.

Flashes from the Archives of Oblivion:  Il Libro “David Crockett in guerra contro i Creek”

Quella scalmanata della (gattina) Stricchi, durante una delle sue corse a tutta velocità per casa, urta contro la libreria. Un libro cade per terra. Lo raccolgo. E’ un vecchio titolo per ragazzi. Sfoglio le pagine dalla carta grezza, annuso l’odore della mia infanzia, cerco di ricordare qualcosa di quella storia;  mi accorgo che all’interno vi è un segnalibro che si prende tutta la mia attenzione …

Flashes from the Archives of Oblivion:  vecchio segnalibro Fila

… un moto di affetto e di chissacché mi pervade. Quando era un bambino questi erano i segnalibri. Ricordo di averne avuti molti altri. Un reperto importante per un uomo di blues come me, un oggetto che mi riporta a quel periodo in cui sono stato anche felice e in cui tutto mi sembrava andasse bene.

Uomo con fisarmonica

Mattino lavorativo. Devo fare qualche commissione in centro. L’ufficio dista da Stonecity downtown un chilometro circa, non spreco mai l’occasione per fare un po’ di moto. Il cielo è sereno, la mattina fredda; cammino spedito sul marciapiede zigzagando per evitare gli alti platani che costeggiano il viale. Mi fermo a prelevare contanti in un bancomat. Ci sono due donne col velo in testa alle prese con la macchinetta, impiegano un po’. Mi guardo intorno, un uomo presumibilmente di origine slava suona la fisarmonica nella speranza di raggranellare qualche spicciolo. La gente passa incurante. L’uomo allora timidamente si fa incontro ad una signora e con la mano chiede la carità; la signora tradisce una smorfia di fastidio e lo evita come si eviterebbe un lebbroso. Assisto rassegnato alla scena. L’uomo torna a suonare. Faccio il prelievo. Tolgo un euro dal portamonete e lo do all’uomo. Mi guarda con un sorriso triste “Grazie. Buona giornata capo.” Vorrei dirgli che non sono il suo capo, ma temo che forse troverebbe incomprensibile il mio inflessibile politicamente corretto. Gli do una pacca sulla spalla “Tieni duro. Arrivederci”. Mi pento di avergli dato del tu ma vado di fretta non ho tempo per spiegazioni in caso non avesse capito il lei.

Petrol Station Man

Un paio di settimane fa mi fermo a fare rifornimento nel distributore in cui sono solito andare. Daniel, il simpatico nigeriano che il titolare ha assunto, mi chiede se voglio la fattura elettronica (certo che la voglio Daniel, lo sai) e nel farlo mi dà del lei. Sebbene sia un po’ in ritardo non resisto e gli spiego che se io gli do del tu, non mi deve dare del lei, altrimenti anche io dovrò dargli del lei. L’italiano di Daniel non è niente male, ma è chiaro che concetti che esulino dalle banalità quotidiane siano un po’ ardui da afferrare. Daniel rimane interdetto. Pensa che il mio discorso verta sulla fattura elettronica e il pagamento con la carta di credito. “No, Daniel, quello che voglio dirti è che io e te siamo amici, e se lo siamo quando ci rivolgiamo l’uno all’altro ci diamo del tu, che è la forma che usano le persone che hanno confidenza. Il lei si dà quando le persone non si conoscono, quando si vuole usare rispetto o in situazioni formali. Se decidiamo di darci del lei a me va bene, ma avevamo detto che si saremmo dati del tu, quindi …”

Daniel appare ancora un po’ disorientato, ma si capisce che sta elaborando. Dopo poco arriva a capire e il sorriso che mi fa mi ripaga della fatica. Il titolare (bianco) ci guarda da lontano e arriva chiedendo spiegazioni in modo scherzoso ma con quei sottintesi che non tollero? “La fa arrabbiare? Combina sempre dei pasticci”. Daniel in realtà è sempre preciso, svelto e puntuale. In questi mesi l’ho visto stoico al lavoro sebbene avesse quasi una paralisi facciale dovuta al freddo e ustioni su una mano dovuta ad una fuoriuscita dalla pompa di GPL. “No guardi, tutt’altro, mi complimentavo con lui perché è sempre pronto, disponibile e gentile. Mi rifornisco da voi proprio perché c’è lui. “ gli faccio. Il titolare mastica amaro, ma io quel modo di scherzare non lo tollero e devo sempre puntualizzare da che parte sto se stimolato a farlo. Lo so, sono un bel rompiscatole.

I Giudizi Tranchant di Ittod Tirelli

Breve scambio su messenger tra me e Polbi. Il Michighan Boy mi chiede che ne penso di un pezzo dei Rossofuoco

Canticchiando i Riff di Tim Tirelli

Mercoledì mattina di febbraio. Mi alzo di buon ora; devo consegnare al poliambulatario di Stonecity campioni biologici per i soliti controlli annuali. La pollastrella ha la giornata di smart working, lavorerà da casa dunque. Mi sveglio per tempo, voglio comunque prepararle la colazione come faccio tutte le volte che lavora da casa. Patetico tentativo di (cercar di) ricambiare tutto quello che lei fa per me nel quotidiano. Thè, spremuta, fette biscottate. Sono più indaffarato del solito, devo correre per arrivare per tempo al poliambulatorio. Sono concentrato, lei dà da magiare ai gatti: per primo Palmiro, poi la Ragni, quindi i due che sono già davanti alla porta d’ingresso ovvero Artemio e Spaventina. A seguire libera le altre due che di notte chiudiamo nel sottotetto, Raissa e Strichetto. Io sono un po’ scontroso come tutte le mattine, lei (benché sotto sotto sia un po’ una tipa alla Saga Norèn) solare e ben disposta verso il nuovo giorno. Va avanti e indietro per il corridoio, la sento canticchiare, tendo l’orecchio … Ehi, ma quello è un mio riff. Non è che lei sia poi così interessata alle mie canzoni, non è una musicista da songwriting, quindi la sorpresa è tanta. Recentemente deve aver sentito il pezzo Avrò La Luna (del 1989 scritto insieme a Tommy Togni) mentre si passavano vecchi nastri live del gruppo in formato digitale. Glielo faccio notare. “Mi piace quel riff, ti rimane in testa e non va più via.”

Mi metto in macchina, attraverso la nebbia che avvolge le campagne, sono meno sconfortato del solito. A volte basta poco.

Cattiva Compagnia “Avrò La Luna” (Tirelli-Togni 1989)

(Tommy Togni – Voce / Tim Tirelli – Chitarra / Luigi Mammi- Tastiere / Claudio Saguatti – Basso / Mixi Croci – Batteria)

(prodotto da Mel Previte – 1991)

 

Otto anni di blog

Il 18 febbraio di otto anni fa acquistai da wordpress il dominio e lo spazio su cui siete ora. Dopo aver sistemato le prime faccende e aver scelto il tema del layout grafico, comparve un primo post automatico, tipo “Welcome World” o qualcosa del genere, che eliminai. Nei giorni successivi iniziai a pubblicare i primi timidi e un po’ sciocchi articoli, dopo otto anni non è che sia cambiato granché, ma mi sorprende non poco essere ancora qui.

727.000 visite, follower da email e wordpress, 1780 articoli scritti. Si passa di 528 del 2011 ai 74 del 2018, ma è sempre così … nei primi anni si hanno tanti pensieri e articoli arretrati da mettere online.

In questo periodo si sono cementati rapporti con quella che chiamo la comunità del blog, uomini e donne di blues che si raccolgono intorno a riflessioni metafisiche mentre il rock batte nelle loro anime.

Tramite il blog ho conosciuto amici con affinità elettive, alcuni sono solo un nickname che appare puntualmente su queste pagine, altri sono figure in carne ed ossa. A questo proposito mi viene in mente Lollo Stevens. Sette/otto anni fa si imbatté su una paginetta di questo blog, ne capì il tenore e si appassionò. Abita in quella che era la mia città, e la sera in cui insieme a qualche altro amico andai al cinema a vedere Celebration Day dei LZ, si presentò di fianco a noi e disse: “Tu devi essere Tim Tirelli, la tua faccia blues ormai la riconosco“. Diventammo amici. Ci siamo visti anche domenica scorsa e tra i tanti discorsi fatti e argomenti trattati uno in particolare mi è rimasto in mente, quello dove candidamente mi diceva che “mi son trovato a leggere anche il tuo ultimo post su Icardi, e mi è pure piaciuto … a me che del calcio non me ne frega nulla.”. Così per farmi perdonare gli ho porto la doppiomanico, lui l’ha indossata, l’ha alzata replicando la mossa del nostro chitarrista preferito e per cinque secondi si è sentito un dio del rock. Ci vuol poco per farsi perdonare dagli amici quando hai una doubleneck.

Oltre a Lollo ringrazio ognuno di voi naturalmente: chi interagisce più frequentemente, chi ci segue nell’ombra, chi collabora o ha collaborato col blog, chi pur avendo visioni diverse ci legge, chi lo fa per trovare riparo dalla inquietante condizione dell’essere umano perduto su un pianeta minuscolo che volteggia nelle profondità siderali.

I love you all, my pretty boys and girls.

 

Immacolata Blues (The Equinox al Livello – Gualtieri 8/12/2018)

12 Dic

Sabato sera al Livello. E’ la terza volta in poco più di un anno, ormai è uno dei locali dove ci sentiamo a casa. Essendo dicembre stavolta suoniamo nel palchetto all’interno del locale e non della dépendance esterna. Dobbiamo stringerci e montare la strumentazione uno alla volta. Ho rinunciato alla Danelectro per evitare di avere altre custodie tra i piedi, vorrà dire che suonerò Kashmir con la Les Paul n.2.

The Equinox – Il Livello – Gualtieri (RE) – 8/12/2018 – Foto TT

Durante il soundcheck ci diamo dentro con Tie Your Mother Down dei Queen, poi ripassiamo un paio di stacchi e cerchiamo il giusto equilibrio sonoro, il locale non è grande, ho il volume del Marshall nemmeno a 1.

The Equinox – Il Livello – Gualtieri (RE) – 8/12/2018 – Foto TT

Una volta finito mi metto a filmare Saura e Pol che improvvisano Bohemian Rhapsody. Essendo un siparietto mai provato prima e nato dal nulla, rimango colpito: Pol la canta come si deve e la Saura la suona con la consueta maestria. Che spettacolo.

Arriva la claque che ormai ci segue imperterrita ad ogni concerto, anche nei posti più lontani e nascosti come questo (siamo sulle rive del MississiPo): la Patty, Blacksmith Mario, Gio, la Maura, Riff. Ci mettiamo al tavolo tutti insieme, è ora di mangiare. A sorpresa Saura ha un regalo per i membri della band. Non ne sapevo niente, apriamo i pacchetti e vi troviamo gli asciugamani da concerto personalizzati Equinox. Rimango a bocca aperta. Quella donna non la ferma nessuno. Riff, il nostro Richard Cole, ne vorrebbe ordinare 50.

Gli asciugamani degli Equinox courtesy of Saura Terenziani – foto TT

Il locale si riempie; sono quasi le 22,30 la gente sta ancora cenando, dobbiamo spostare l’inizio alle 23. Vado sul palco ad accordare le chitarre quando mi vedo arrivare davanti Antonio Catenazzo, un amico della Milano connection a cui appartengo grazie al mio storico amico Doc Marena. Tutti pezzi grossi, tutti amanti del rock e tutti interisti. Sono sbalordito. Antonio viene da Milano da solo per vedersi un concerto degli Equinox. Che razza di amici e che razza di uomini: saremo anche tutti ormai nel club dei 50, ma non ci ferma ancora nessuno! Invece di stare a casa a poltrire davanti a Sky, ci spendiamo nel nome del rock. We are the champions, my friends!

Antonio e Tim – Il Livello – 8/12/2018 foto Saura T.

Ore 23, si inizia. Il concerto scivola via senza troppe magagne. Qualche attimo di panico quando qualcuno spegne le luci del locale, sul palco è buoi pesto, fatico a vedere la tastiera ma penso a Saura: è alle prese con Since I’ve Been Loving You, dunque sta suonando il brano più complicato tenendo conto che agisce contemporaneamente su tastiera (con le mani) e pedaliera basso (con i piedi). La sento maledire qualcosa o qualcuno, poi per fortuna la luce ritorna. Lele fa una The Song Remains The Same da paura, meno male che 9 giorni fa alle prove ci ha detto che è un pezzo che lo ha un po’ stufato. In alcuni momenti mi è sembrato di sentire il John Bonham di Listen To This Eddie (bootleg – Los Angeles Forum 21/6/77) sul brano omonimo.

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Non ci sono spie sul palco, riesco a malapena sentire le tastiere di Saura, la voce di Pol proprio non mi arriva, ma non mi preoccupa, il nostro usignolo non mi delude mai, cantanti di quel calibro ce ne sono pochi in giro.

The Equinox – Il Livello – Gualtieri (RE) – 8/12/2018 – Foto Antonio C.)

Il pubblico è tutto raccolto intorno a noi, l’atmosfera è da Juke Joint della Lousiana.Ci avviciniamo alla fine, Kashmir, Stairway e poi il piombo Zeppelin. Da un po’ di tempo a questa parte siamo soliti legare Heartbreaker a Whole Lotta love, come facevano i LZ nel tour del 1973. Dopo lo stacchetto centrale di batteria, partiamo col riff di Whole Lotta Love e la gente diventa matta. Sorrido e scuoto la testa … mi faccio sempre mille scrupoli riguardo l’aspetto obliquo del nostro tributo, cerchiamo di presentare anche pezzi meno scontati, ma poi, alla fine, la gente vuole Whole Lotta Love. Ci rifacciamo più o meno alla versione del 1973, sezione funk e Theremin inclusi. Per la prima volta io e Pol mettiamo in scena lo scambio voce/chitarra di Boogie Chillum che mi pare venuto benino. Invece di buttarci su Boogie Mama viriamo su Goin’ Down, il brano di Don Nix inciso dal Jeff Beck Group nei primi anni settanta, suonato dal vivo anche dai LZ. Chissà se in sala c’è qualche amante del bootleg Three Days After (LA Forum 3/6/1973) che possa apprezzare davvero questa nostra piccola divagazione.

Communication B e Rock And Roll chiudono la serata. Qualcuno chiede il bis, e allora via con Thank You. Ci rifacciamo alla versione di Page e Plant, col lungo assolo di chitarra finale. E’ uno dei momenti che preferisco, finalmente mi posso lasciare andare, per una volta mi allontano dal seminato pageiano e lascio che Mr Tyrrell (per dirla con Saura e Tomay) salti fuori. Inserisco qualche frase di Jeff Beck e poi ci metto del mio. Chiudo col ricamo di People Get Ready ritornando a Jeff Beck. Sono così preso, o almeno mi sembra di esserlo, che trascino l’accordo finale verso i riflessi elettrici del feedback e della saturazione, sfrego il manico della Les Paul contro il Marshall e lancio nello spazio profondo il mio grido blues disperato.

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Torno in me, per fortuna Lele e Saura mi hanno assecondato con aplomb perfetto.

Scendo dal palco, saluto gli amici, abbraccio Antonio che adesso deve tornare fino a Milano e ringrazio le persone che sono venute a fare i complimenti. Iniziamo a smontare l’attrezzatura, ed è forse il momento meno simpatico delle nostre serate live. Sei lì ancora preso dalle vibrazioni del concerto, sudato e un po’ in bambola e devi metterti a fare il roadie. Che dire poi della gente che non si sposta e che se ne sta ammassata davanti alla porta d’ingresso a parlare e a bere? Tu sei lì che vai avanti e indietro con amplificatori, tastiere, chitarre, valige e loro non di degnano di spostarsi e anzi sembrano infastiditi dal tuo continuo passaggio.

Saluto Yurj e gli chiedo se tutto è andato bene: vuole fissare la prossima data (30 marzo 2019). Direi che – seppur indiretta – la risposta è chiara.

Sono le 2,30 le mattino. Le nere lowlands reggiane sono placide, la blues mobile veleggia a velocità di crociera verso Borgo Massenzio.

Lowlands crossing – foto Saura T.

Sono perso nel mio mood …

Lowlands crossing – foto Saura T.

lo stereo passa musica classica in modalità random … l’animo si distente …

Infilo il muso in garage alle 3 del mattino.

Late night with The Equinox – Il Livello – Gualtieri (RE) – 8/12/2018 –

Una doccia, un thè e via a letto. Leggo qualche pagina del libro Evenings With Led Zeppelin

e poi spengo la luce. Sono le 4. Tra me e me sussurro: “New York, goodnight”

 

NEWS: THE EQUINOX Circolo Il Livello Via Livello 32 – Gualtieri (RE) – Sabato 8 dicembre 2018

5 Dic
Sabato 8 dicembre 2018 ore 22
THE EQUINOX
Circolo Il Livello
Via Livello 32 – Gualtieri (RE)

THE EQUINOX “Hot Dog” (Led Zep cover) Parco Ferrari, Modena Italy 17/08/2018

2 Ott

THE EQUINOX “Hot Dog”
Live at Milly Bar – Parco Ferrari – Modena (Italy) 17 aug 2018
filmed by Giovanni Sandri.

Tim Tirelli – guitar
Pol Morigi – vocals
Saura Terenziani – bass, keyboards, pedal bass
Lele Morselli – drums

 

THE EQUINOX “Communication B. / Rock And Roll” Parco Ferrari, Modena 17/08/2018

26 Set

THE EQUINOX “Communication Breakdown including It’s Your Thing & Jam Sandwich / Rock And Roll”
Live at Milly Bar – Parco Ferrari – Modena (Italy) 17 aug 2018
filmed by Giovanni Sandri.

Tim Tirelli – guitar
Pol Morigi – vocals
Saura Terenziani – bass, keyboards, pedal bass
Lele Morselli – drums