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The 1969 Memphis Country Blues Festival | Full Documentary

10 Ago

Qualche giorno fa la Fat Possum Records ha pubblicato su Youtube il documentario sul Memphis Country Blues Festival del 1969, non potevo dunque che scrivere due righe a tal proposito; è vero che per noi il termine Uomo di Blues ha una valenza più ampia e dunque non solo musicale, ma è indubbio che il Blues è la musica (almeno nella sua versione rurale) che più inquieta le nostre anime.

memphis country blues festival 1969

Diversi i nomi poco noti e accanto a questi giganti come Bukka White, Mississippi Fred McDowell e Johnny Winter. Riguardo quest’ultimo devo dire che mi ha un po’ sorpreso la versione di Memory Pain suonata senza la Gibson Les Paul. Il brano comparve sull’album Second Winter uscito alla fine d’ottobre del 1969 e registrato in otto giorni tra luglio e agosto dello stesso anno, e si contraddistinse per il suono pieno e caldo della chitarra Les Paul, appunto.

Sentirgliela fare al Memphis Country Blues Festival nel giugno del 1969 con una chitarra diversa e dal suono pulito mi ha meravigliato, l’attacco non è ovviamente lo stesso, ma per uno come me vedere un filmato fino ad oggi inedito di Johnny Winter nel 1969 è sempre un evento.

Ad ogni modo è un documentario davvero notevole.


03:14
Rufus Thomas with The Bar-Kays

08:01 Bukka White

09:58 Nathan Beauregard

12:01 Sleepy John Estes & Yank Rachell

14:00 Jo Ann Kelly & “Backwards” Sam Firk

17:20 Son Thomas 20:20 Sleepy John Estes & Yank Rachell

22:07 Lum Guffin

23:21 Rev. Robert Wilkins & Family

26:09 John Fahey

28:56 Sid Selvidge with Moloch

30:53 John D. Loudermilk

35:43 Furry Lewis

42:35 Bukka White

43:53 Piano Red

47:05 Jefferson Street Jug Band with John Fahey and Robert Palmer

50:26 Insect Trust

52:25 Moloch

56:22 Johnny Winter

01:02:40 The Salem Harmonizers

01:05:34 Mississippi Fred McDowell

https://www.fatpossum.com/

FILM: “The Rover” di David Michôd (Aus-Usa 2014 – Prime Video) – TTTT

14 Giu

Su Prime Video è disponibile questo asprissimo road movie, ambientato in Australia in una realtà post apocalittica: paesaggi polverosi e desertici, esseri umani allo sbando, solitudini totalizzanti. Un uomo è alla ricerca della sua automobile, rubata da una banda di criminali in fuga, per questo percorre intere fette del deserto australiano con una determinazione assoluta. L’attore Guy Pearce veste perfettamente i panni di questo uomo dal passato drammatico, senza più nessuna empatia, senz’anima, spietato. E’ un film a tratti molto lento, regia essenziale (e magnetica), colonna sonora ipnotica, fotografia satura e incredibile. Non è per tutti, ma di sicuro è un gran film.

The Rover film 2014

SERIE TV: “La ferrovia sotterranea” (Usa 2021 – Prime Video) – TTTTT

5 Giu

Serie TV tratta dal romanzo del 2016 di Colson Whitehead (con cui vinse un Pulitzer per la narrativa) che racconta le vicende di una schiava in fuga dalla Georgia in un passato in qualche modo alternativo, e per questo il termine ucronico è legato a doppio filo a questo titolo. Su Prime Video la serie ha una valutazione di tre stelle su cinque, ma io arrivo fino al massimo perché è vero che è molto lenta, a volte al limite dell’apatia narrativa, ma è una scelta consapevole: per raccontare storie così drammatiche e profonde è necessario creare disparità d’animo e indolenza emotiva per reggere la rappresentazione di tutto l’orrore patito dai neri negli Stati Uniti del sud.

 

SERIE TV La ferrovia sotterranea

La Georgia del 1800 è raffigurata in maniera magistrale, i colori sono quelli della copertina di Brothers And Sisters degli Allman Brothers, e dunque per noi è facile ritrovarsi in quelle sfumature. Cora, la protagonista, è intrepretata da Thuso Mbedu, attrice straordinaria, capace di rendere la storia straziante raccontata lungo i dieci episodi con grande realismo.

Come sempre cerco di non svelare nulla, ma è palese che la ferrovia sotterranea che permetteva agli schiavi fuggiaschi di provare a raggiungere il Canada non è mai esistita o meglio quel nome era usato per descrivere la serie di sentieri e  rifugi che a volte permetteva loro di raggiungere il grande nord.

Serie di grande spessore e di immenso impatto emotivo. Da vedere.

SERIE TV: Snabba Cash (Svezia 2021 – Netflix) – TTTT

26 Apr

L’attrice svedese di origine armena Evin Ahmad è la indiscussa protagonista di questa bella serie svedese tratta in qualche modo dalla Trilogia di Stoccolma di Jens Jacob. Siamo appassionati di Nordic Noir, dunque non poteva non piacerci  questa nuova serie TV, un crime/thriller ambientato in Svezia appunto. I protagonisti sono in massima parte immigrati o comunque svedesi di etnia non nordica. Sei episodi davvero riusciti. Confido in una seconda stagione.

Unico neo la musica che fa da colonna sonora: il rap che sfortunatamente rappresenta la realtà in cui viviamo oggi.

L'attrice svedese Evin Ahmad

L’attrice svedese Evin Ahmad

'attrice svedese Evin Ahmad

L’attrice svedese Evin Ahmad

SnabbaCash serie tv

SERIE TV: “Che fine ha fatto Sara?” (2021 Messico – Netflix) – TT½

5 Apr

Di questi tempi guardare Serie TV è quasi d’obbligo, il covid ci costringe a casa, l’apatia generale ci incatena davanti ai teleschermi, l’offerta è tanta. E’ ovvio che quando ne esce una a marchio Netflix ci si tuffa guardarla. Questo almeno è quello capitato a me. Il problema è che già alla seconda puntata ho avuto una sorta di repulsione e mi son detto: “ma che differenza c’è tra le telenovele che criticavamo tanto e questa serie TV?”.

Non sono il solo ad aver fatto quanto pensiero, su serialminds.com scrivono “La verità, la dura verità, è che prendevamo in giro le nostre nonne perché guardavano le telenovele sudamericane su Rete4 e siamo finiti a guardare le telenovele sudamericane su Netflix”. 

Di solito non leggo recensioni o pareri prima di scrivere le mie sciocche riflessioni, ma stavolta sono inciampato su di esse ed ho notato che il termine telenovela viene sempre usato per parlare di questa serie.

Sono comunque arrivato sino alla fine (10 episodi), il finale ovviamente è apertissimo, già si parla di una seconda stagione, ma la sensazione è quella di aver gettato via del tempo. Serie TV sconsigliata. Il segno dei tempi è che è una delle più guardate su Netflix. 

SERIE TV “Sky Rojo” (Netflix – 2021 Spagna) – TTT¾

25 Mar

Nuova serie TV spagnola di Netflix dai creatori di La Casa Di Carta e Vis A Vis. Il canovaccio riflette in qualche modo quello tipico del genere creato da Alex Pina. Questa volta la vicenda si snoda attraverso le avventure di tre prostitute in fuga dal bordello in cui lavoravano.  Serie che si fa guardare con piacere, è veloce, sboccata, furente … non arriva ai livelli di La Casa di Carta, ma è piacevole. 

Otto puntate che si guardano e si gustano tutte d’un fiato in uno di quei sabati da zona rossa.

FILM: “Notizie dal mondo (News of the World)” (USA 2020) – TTTT

24 Mar

Film del 2020 tratto dal romanzo del 2016 News of the World scritto da Paulette Jiles. Da qualche settimana disponibile su Netflix.

Siamo nel 1870, l’ex Capitano Confederato Jefferson Kyle Kid- reduce della Guerra Civile – si guadagna da vivere girando di città in città leggendo le notizie prese dai pochi giornali disponibili. In uno dei suoi spostamenti, in Texas, lungo un sentiero incontra un carro rovesciato … da quel momento si sviluppa una storia dai risvolti crudi e al contempo delicati.

Western denso di sentimento blues, di nobili tentativi di smussare gli angoli più impervi dell’animo umano nel tentativo di portare un po’ di giustizia  su questa terra.

L’interpretazione di Hanks mi pare di valore, così come quella dell’altra protagonista, di cui non voglio parlare per non svelare nulla di più della trama. Anche i personaggi minori sono delineati con i contorni giusti. L’ho guardato molto volentieri e lo consiglio agli uomini e alle donne di blues che fanno parte di questa comunità. Paesaggi, musiche e atmosfere che ben si adattano al mood & groove di questo blog.

FILM & SERIE TV: “La Nave Sepolta”, “Il Primo Re”, “Una Notte Di Dodici Anni”, “Sylvie’s Love”, “Sanpa”.

31 Gen

Una veloce carrellata degli ultimi film e serie TV visti.

FILM

La Nave Sepolta (The Dig) di Simon Stone (2021 UK – Netflix) – TTTTT

Tratto dal libro di John Preston questa pellicola narra la storia vera di un ritrovamento di due cimiteri anglosassoni medievali risalenti al VI-VII secolo nel Suffolk ed in particolare della nave funeraria di re Raedwald, sovrano anglosassone dell’Anglia orientale del VII secolo. Fu una scoperta sensazionale che portò a nuove considerazioni su quei quattro secoli intercorsi tra la ritirata dei romani e l’arrivo dei vichinghi, periodo di cui si sapeva pochissimo.

Ho trovato questo film meraviglioso, denso di una poetica  blues magnifica, merito anche dei due protagonisti, Ralph Fiennes e Carey Mullingan, entrambi bravissimi. Da vedere assolutamente.

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Il Primo Re di Matteo Rovere. (2019 Italia / Belgio) – TTTT

Avendo amato molto la serie TV Romulus (di cui abbiamo parlato qui sul blog non troppo tempo fa) non potevo certo perdermi anche il film da cui è stata originata; film che non mi ha deluso e che anzi mi ha appassionato parecchio. La trama la sapete, 750 avanti cristo, i popoli che vivono intorno al Tevere cercano un equilibrio tra battaglie e voglia di primeggiare, equilibrio da cui nascerà Roma.

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Una Notte Di Dodici Anni (La noche de 12 años) di Álvaro Brechner (2018 Uruguay, Spagna, Argentina, Francia, Germania-) – TTTT

La trasposizione cinematografica dell’imprigionamento di tre uomini appartenenti ai Tupamaros da parte della dittatura militare in Uruguay  nel 1973. 12 anni di torture piscologiche e fisiche in completo isolamento. Altro film da non perdere.

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Sylvie’s Love di Eugene Ashe (2020 USA – Prime Video) – TTT½

Harlem fine anni cinquanta, un sassofonista pieno di talento lavora di giorno in un negozio di dischi, lì conosce la figlia del proprietario e finisce per restarne affascinato. La sua carriera inizia a decollare e … niente spoiler qui sul blog. Filmetto carino: strade di New York bagnate a tarda notte, i lampioni che riflettono sull’asfalto, il jazz, l’amore tribolato e una trama a tratti scontata ma che si fa seguire.

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SERIE TV

SanPa – Luci e tenebre di San Patrignano di Carlo Gabardini, Gianluca Neri e Paolo Bernardelli – regia di Cosima Spender  (2020 Italia / Netflix) – TTTT

Non pensavo che una docu-serie del genere potesse avere il successo che ha avuto questa, ma dopotutto è fatta molto bene e tratta un argomento non facile ma di grande impatto. Personalmente dopo averla vista sono rimasto con la stessa idea che avevo da giovinetto quando iniziai a cercare di capire di cosa si trattava. A differenza di quello di tanti, il mio personalissimo giudizio rimane sospeso, il risultato non si sblocca, i lati positivi e negativi sono ancora più o meno in equilibrio per me, non sono in grado di formulare un pensiero esaustivo a riguardo. La docu-serie va guardata, comunque la si pensi.

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SERIE TV “Romulus”, “Messiah”

5 Dic

ROMVLVS – (Italia – Sky 2020) – TTTTT

10 episodi per narrare la leggenda della fondazione di Roma. VIII secolo a.C, Lazio antico, trenta tribù della lega latina cercano di convivere in un mondo difficile, brutale e primitivo. La serie è prodotta da Sky, Cattleya e Groenlandia, è scritta e diretta dal regista Matteo Rovere ed è girata in  proto latino, la lingua parlata dai fondatori della città e ricostruita grazie a linguisti e glottologi. Non si hanno ovviamente testimonianze della lingua in oggetto, ma immagino che il risultato ottenuto nella creazione di tale idioma da usare nella serie Tv sia quantomeno plausibile. E’ dunque altamente consigliato guardare la serie con l’audio originale e i sottotitoli in italiano.

Le prime quattro puntate fungono in pratica da introduzione, è con la quinta e la sesta infatti che la storia inizia a delinearsi, e le ultime quattro poi consacrano la serie in modo definitivo.

Il personaggio Wiros, interpretato da Francesco Di Napoli, mi sembra il più stupefacente, ma ce ne sono parecchi altri (in primis Lupa/Silvia Calderoni) davvero notevoli. E’ una serie da non perdere. I presupposti per una seconda stagione ci sono tutti, vediamo se Matteo Rovere troverà la giusta sintonia per concretizzarla.

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MESSIAH – (USA – Netflix 2020) – TTT½

Un uomo che apparentemente compie miracoli appare in modo misterioso, prima in medio oriente e quindi negli Stati Uniti, il suo nome è Al-Massih. Spetta alla CIA capire di chi si tratta.

Questa in breve la trama. Dieci episodi. Niente male.

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SERIE TV “Barbari”, “La Regina Degli Scacchi”, “Suburra”

18 Nov

BARBARI (Barbaren) – (Germania – Netflix 2020) – TTT¾

2011 anni fa, i Romani alle prese con le tribù germaniche e dunque con la battaglia di Teutoburgo del 9 d.C. La serie vibra intorno alla figura storica di Arminius, principe e condottiero dei Germani Cherusci, ex prefetto di una corte cherusca dell’esercito romano. 6 episodi pieni di azione per descrivere fatti storici, qui riprodotti con parecchie libertà. Nella serie i barbari parlano in italiano, i Romani in latino. Il punto di vista messo in scena è quello dei Germani, io però simpatizzavo per i Romani. Se non si pretende una accurata riproposizione storica, la serie è godibile.

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LA REGINA DEGLI SCACCHI (The Queen’s Gambit) – (USA – Netflix 2020) – TTTT+

Sette episodi per raccontare la vita di una orfana, una bambina prodigio destinata a diventare una campionessa degli scacchi. Il titolo originale fa riferimento ad una apertura scacchistica chiamata il gambetto di donna. La serie – ambientata negli anni 50 e 60 –  è tratta dall’omonimo romanzo del 1983 di Walter Tevis. La protagonista dovrà districarsi tra orfanatrofi, famiglia affidataria inadeguata e dipendenza da alcol e psicofarmaci. Una meraviglia.

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SUBURRA – (ITALIA – Netflix 2017 – 2020) – TTTT+

C’è voluta l’uscita della terza serie per farmi scoprire definitivamente Suburra, la serie italiana tratta dal romanzo omonimo di Giancarlo De Cataldo e Carlo Bonini. Forse è stata una fortuna, potersi guardare i 24 episodi uno dopo l’altro nel giro di due settimane è stato infatti uno spasso.

Dopo Gomorra pensavo che non mi sarei più appassionato più di tanto ad una serie italiana drammatica a tema gangster, e invece …

Lo sceneggiato è davvero splendido e va dunque visto. Consiglio l’ausilio dei sottotitoli, indispensabili per non perdersi le batture in romanesco; tra l’altro ho trovato molto interessante sentire parlare i personaggi di etnia Sinti nella loro lingua romani.

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