Breve considerazione sulla chitarra dei Black Sabbath – di Lorenz Mocali
Caro TIM, divago un attimo perche’ ho appena finito di leggere la 2a parte dell’intervista a Beppe Riva (MOLTO INTERESSANTE) e visto che descrive Tony Iommi come una persona molto gentile ed educata, mi è tornato alla mente un aneddoto che ho sentito l’altro giorno alla radio e mi e’ piaciuto talmente tanto che già te lo volevo raccontare giorni addietro, nel caso ti fossi perso la cosa.
L’ altro giorno stavo guidando (tanto per cambiare…) e l’autoradio del furgone dalle 14,30 in avanti e’ inchiodata su Radio Capital perche’ c’e’ Mixo che mi piace molto, be’ stava parlando dei Black Sabbath, un ciclo di due puntate dedicate, e ad un certo punto chiama un suo amico che negli anni ’80 ha avuto la fortuna di aprire il concerto dei Sabbath al palazzetto di Torino con il suo gruppo (diceva abbastanza conosciuto nel nord Italia ai tempi ma non ricordo il nome).
Questi inizia a raccontare e dice che erano riusciti ad avere quell’occasione perche’ avevano pagato… cioè, i promoter gliel’ hanno proposto e poi gli hanno detto ” pero’ se volete davvero aprire per i Sabbath bisogna cacciare la lira” ( va che l’ Italia fa proprio cagare… pardon, L’ ITALIANO) e questi poverini hanno pagato.
Fanno il sound check, Toni assiste (!) e dopo li aspetta nel back stage per fare due chiacchiere (!!) e quando impara la faccenda si infuria, chiama i promoter li obbliga a restituire i soldi minacciando che in caso contrario i Sabbath non avrebbero suonato (!!!).
Ora, gia’ cosi sarebbe stato un paladino mica da ridere ma il buon Antonio si spinge oltre e invita tutto il gruppo per la serata successiva, il giorno dopo a Reggio Emilia, gli mette a disposizione i suoi tecnici per fare i suoni come si deve, gli fa fare i 20 minuti standard e poi e li rimanda sul palco per il bis…
A questo punto stavo saltando sul sedile del furgone come un matto… dico, ma che personcina e’ il Black Tony? Sono rimasto senza parole, che signore!
Come tu sai, non amo particolarmente i Sabbath, a parte quel paio di album obbligatori, ma ho sempre rispettato il chitarrista sia per il gusto che mette negli assoli (almeno negli album in mio possesso) e sopratutto per la forza di volonta’ che ha dimostrato di avere continuando a suonare dopo l’incidente alla mano, e se non sbaglio non era ancora nessuno quando gli successe, roba da far mollare chiunque altro (tranne Django).
Mi è piaciuto molto questo aneddoto, alla faccia di tutti quelli che ancora nel 2011 vedono il rock come una musica satanica (poche settimane fa vedevo un trasmissione dove ancora se la menavano con i dischi al contrario… ma che palle! ) e i rockers come bifolchi depravati.
Ligabue avrebbe preteso la sua parte dai promoters ciucciando dalle tasche dei malcapitati.
Toni Iommi, miglior chitarrista di tutti i tempi…
(Lorenz – aprile 2011)

Caro Lorenzo, no. Non credo che Ligabure avrebbe fatto quel che tu presumi. Evidentemente non conosci Luciano. Ma il problema è un altro, al di là della cortesia dell’italiano Iommi : sarebbe stato interessante sapere chi fosse il promoter. Con anno esatto, tutto sommato, non dovrebbe essere difficile arrivarci. Tu passami il nome che io ti aggiungo, magari, qualche altro aneddoto…I problemi, di solito, non provengono dai vecchi musicisti che, consapevoli e consumati giramondo, sanno come vivere. Quando lo vogliono e non lo vogliono sempre. Il problema sono i promoter italiani. Ma non credere che all’estero sia tanto diversa, la musica…
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Guardi il nome del promoter non lo dice, io ho sentito tutto, come dicevo, alla radio durante una puntata di Master Mixo su Radio Capital della settimana scorsa.
Io volevo solo sottolineare come un uomo che ha raggiunto certe vette nel suo campo rimanga una persona cosi’ affabile e, ripeto, non sono neanche un fan dei Sabbath, ho solo trovato il suo comportamento molto carino, che nella mia, ridicola certamente, esperienza nel settore non mi e’ mai capitato di vedere.
Per come l’ho conosciuto io Ligabue mi ha fatto una bruttissima impressione.
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Iommi e’ uno di quei pochissimi musicisti ad aver creato un sound.
Generazioni di chitarristi hanno seguito la sua ombra.
Un suono che a distanza di piu’ di 40(!) anni resta assolutamente attuale.
Per non parlare delle canzoni dei Sabbath, bellissime e immortali, ma non solo, anche incredibilmente non datate. Un miracolo in nero.
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Assolutamente d’accordo…Amen.
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