Considerazioni sui BLACK SABBATH

6 Apr

L’aneddoto che ha ricordato Lorenz pochi post fa su Tony Iommi e un paio di vostri commenti, mi ha portato a riflettere sui BLACK SABBATH, gruppo di cui ho quasi tutti gli album, spesso cd in deluxe edition, ma che non mi ha mai preso troppo. Come sempre cerco di distinguere tra “capitoli importanti della propria vita” e “capitoli importanti della storia del rock”, ma con i BS non riesco a trovare il giusto equilibrio.

Sono molto attento a quello che hanno detto Riva e Trombetti recentemente nelle loro interviste, loro c’erano mentre i BLACK SABBATH esplodevano e loro possono capire e testimoniare l’eventuale importanza di quel sound. Io sono entrato in contatto col gruppo di Birmingham nella seconda metà degli anni settanta, a  cose fatte insomma,  anzi nel periodo finale e più loffio dei Sabbath con Ozzy. Non ho colto dunque la oscura freschezza creativa che alcuni di voi pensano che il gruppo abbia portato.

A commento del post POLBI scrive:

Iommi e’ uno di quei pochissimi musicisti ad aver creato un sound. Generazioni di chitarristi hanno seguito la sua ombra. Un suono che a distanza di piu’ di 40(!) anni resta assolutamente attuale. Per non parlare delle canzoni dei Sabbath, bellissime e immortali, ma non solo, anche incredibilmente non datate. Un miracolo in nero.

Doc ammicca:

Assolutamente d’accordo…Amen.

Io mi chiedo, d’accordo sul sound, ma “canzoni bellissime e immortali“? Io a parte l’album PARANOID, il I° e HEAVEN AND HELL del periodo con Ronnie james Dio non sento tutta questa bellezza. Un pezzo non male qua e là, ma troppo poco per credere nel mito che hanno creato. A parte gli album citati, mi sembra che la gamma espressiva dei Sabbath sia davvero ristretta, il sound non certo terrificante (e non parlo del sound da Principi delle Tenebre ma della qualità del suono) e la sezione ritmica davvero mediocre. Inizialmente ho pensato che tendendo a paragonare qualsiasi sezione ritmica ai miei amati JONES e BONHAM (e LAKE e PALMER),  rischio di perdermi momenti comuque godibili… ma non è nemmeno questo il fatto: Kirke e Fraser dei FREE, Kirke e Burrell della BAD CO, Taylor e Deacon dei QUEEN, Carlos e Peterson dei CHEAP TRICK  ad esempio non sono musicisti starordinari, eppure le sezioni ritmiche da loro rappresentate mi coinvolgono completamente…

Le linee di basso di Butler mi fan scappare da ridere tanto elementari e scolastiche sono, e Ward spesso sembra che suoni su dei cartoni, il suono del gruppo mi sembra lontano anni luce da tutto quel parlare che si fa intorno ad esso, e il songwriting è qualitativamente mediocre.

Qualcuno mi spiega cos’è che non colgo? Giancarlo? Beppe? Polbi?  (a Doc non lo chiedo, è uno a cui piace l’ultimo degli Whitesnake, ed è solito seguire il tour dei mortalmente noiosi  Blackmore’s Night … :-)

4 Risposte to “Considerazioni sui BLACK SABBATH”

  1. Avatar di lorenz
    lorenz 06/04/2011 a 20:00 #

    Mio caro amico tendenzialmente io la penso come te e spesso mi sono chiesto il perchè del successo di tanti artisti che a mio avviso non hanno fatto niente di memorabile da meritare i fasti a loro tributati, pero’ tante volte ho visto gente toccata nel profondo da canzoni che io ascoltavo con malcelata sufficienza, posso io dirgli che secondo me e’ robetta? Posso, ma non credo che loro capirebbero… la musica è intangibile e prende vie nei nostri cuori che non possiamo controllare.
    Sono sicuro che tutti hanno una canzone che si vergognano di ammettere che gli piace.
    A volte è solo per associazione e quel suono, quell’atmosfera rimandano a bei momenti.
    Ai Black Sabbath secondo me bisogna dare atto,come del resto fai, di aver inventato una sonorità molto particolare, ed è chiaro che chi si sente attratto propriamente da quella sonorità, da quell’atmosfera cupa, giudica e vive i pezzi diversamente da me e te perchè probabilmente a noi piacciono i pezzi dei Sabbath che rimangono piu’ sui nostri canoni, e magari sono solo un po’ piu’ dark del solito.
    Tim noi siamo blue non black… (oddio nel tuo caso Black and Blue… ma per altri motivi)

    P.s. Per me Bun E. Carlos e’ un gran batterista, il mio secondo preferito di sempre

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  2. Avatar di Paolo Barone
    Paolo Barone 07/04/2011 a 20:23 #

    Nel 1981 usci’, per le edizioni di Frigidaire, Zanardi di Paz, con allegato il questionario per capire se eri un giovane di tendenza.
    Fra le varie divertentissimi domande c’era anche: I Black Sabbath – 1) Ti Schifano 2) Ti Piacciono 3) Mai Coperti. Un punto per la prima risposta, due per la seconda e tre per la terza. Presi due punti…
    Che cosa si puo’ dire sui Sabbath che non risulti banale e scontato?!
    Hanno creato un sound, nel senso che esiste nettamente un Rock prima dei Black Sabbath, e un Rock dopo il loro arrivo in cui le cose non sono piu’ le stesse. Hanno creato un estetica.Tutto, ma dico tutto, il rock con contaminazioni ed interessi occulti palesemente espressi viene da li’. Certo allo stesso tempo c’erano anche Black widow, Coven e magari qualcun altro, ma la potenza del suono Sabbath neanche a parlarne. Hanno prodotto i primi 5 album a livelli qualitativi altissimi, e dico cinque, mica pochi. Ozzy live era un frontman fantastico. Hanno tirato fuori almeno trenta(!) canzoni bellissime, che le ascolti oggi e non sono invecchiate per niente. Dai Metallica agli Sleep fino ad Electric wizard e’ un continuo seguirne le orme. La loro importanza in ambito hard & heavy e’ incalcolabile, forse, se pensiamo al metal, come nessun altro.
    La sezione ritmica, nel contesto della loro musica funziona…eccome se funziona!
    Ovviamente non parlo di tecnica che non mi interessa e non ci capisco una mazza, parlo di come io ( e tanti tanti altri) sento il suono Sabbath.

    Poi esistono i gusti personali, per cui tutte le considerazioni storico-socio-musical-culturali vanno a farsi fottere, e menomale!
    Ad esempio, per me, la vetta creativa dei Floyd e’ Piper at the Gates of Down, ma il mondo stravede per Dark Side…..e potremmo continuare all’infinito.

    Ma spero che Giancarlo e Beppe, da te chiamati in causa insieme al sottoscritto (minchia che onore! Ma ci pensi..!) argomenteranno meglio di me.

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  3. Avatar di giancarlo
    giancarlo 11/04/2011 a 21:05 #

    Forse ti sfugge – ma non lo credo – il fatto che l’Arte, quella con la A maiuscola, quella che inizia un qualcosa e che dà vita a mille altre vite non necessariamente deve includere la tecnica. Spesso bastano la curiosità, la fantasia, la preveggenza, il desiderio di creare. A mio parere i Sabbath lo hanno saputo fare, per un lungo tempo. Così come molti altri, a Dio piacendo.
    Ricordi, Tim, la parabola della fonte del fiume e del suo scorrere a valle?
    Saludos. Gc

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    • Avatar di timtirelli
      timtirelli 12/04/2011 a 09:59 #

      No, non mi sfugge Giancarlo, spesso la tecnica è deleteria per l’arte, la concepisco solo se a totale servizio del pezzo. Certo, a volte faccio davvero fatica a sopportare il dilettantismo (mi vengono in mente certe cose live dei Rolling Stones ad esempio), un minimo di savoir faire nel suonare gli strumenti e arrangiare un pezzo serve, poi è giusto che sia la melodia, il brano, il riff, il senso musicale che conta. Forse come dicono Polbi e Lorenz è proprio questione di gusti e di sensibilità, anche se faccio fatica ad ammetterlo (presuntuosamente mi piace pensare che so essere abbastanza obbiettivo), certo è che i dischi con Ozzy post PARANOID – come ho scritto – non mi sembrano sufficientemente belli. Ma riguarderò il tutto, con la parabola Trombettiana della fonte del fiume e del suo scorrere a valle bene in testa. Grazie per aver risposto, Giancarlino Juventino.

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