(nella foto – la torta fatta preparare dal mio amico Roberto S. – foto di TT)
Pieno di sonno per ‘essere rincasato tardi stanotte grazie alla festa del trentennale del diploma fatta con i miei ex compagni e compagne del Barozzi, mi sveglio a fatica, inserisco il pilota automatico e inizio a vivere un altro dei miei sabati. Mi chiedo subito se poi varrà la pena scriverne qui nel blog, d’accordo che è un diario personale ma non vorrei annoiare troppo con questi resoconti di cose non importanti, ma poi ripenso al fatto che la “saga di Brian” ormai ha i suoi fedeli seguaci tra i lettori. Sono le sette, mi stringo nella felpa mentre sono al volante della mia blues mobile heading Modena. La tangenzialina campagnola che costeggia la ferrovia, il sole in fronte e GEMS degli Aerosmith che pompa nel car stereo.

Arrivo in centro a Modena e mi viene in mente HERE COMES THE FLOOD di PETER GABRIEL: il pezzo centrale della via Emilia è allagato, deve esserci una grossa perdita, vigili, poliziotti e camioncini di tecnici specializzati sono già sul posto. Costeggio l’Emilia Street River e raggiungo l’edicola sotto la Ghirlandina. C’è ancora il CLASSIC ROCK con Roger Waters in copertina che ho già, quindi Gazza Dello Sport e La Repubblica grazie. Incontro Julia, quattro chiacchiere e mi avvio verso Brian.
(nelle due foto: l’Emilia Street River – foto di TT)
Come ogni sabato arrivo da Brian, la portinaia mi dice che lo ha visto andare via in macchina. Mi preoccupo, sono anni che tutti i sabati lui mi aspetta in casa per poi andare a fare i nostri giri. Gli telefono e capisco. Non ricordava che oggi fosse sabato ed era partito come fosse un venerdì qualunque a fare un po’ di spesa e a prendere un caffè nel solito bar. Oggi, il vecchio Brian è meno presente del solito. Cerco di non arrabbiarmi, ma lo esorto ad stare concentrato e lui un po’ se la prende “An sun menga fora ed testa come et pens te” (non sono mica fuori di testa come pensi te). Cerco di riportarlo sulla terra, ma non ricorda quando sono nato, quanti anni ho e nemmeno che 5 minuti prima aveva parlato al telefono con mia sorella. Rifletto sulla vecchiaia e se l’essere umano è programmato per raggiungere una certa età (Brian è a quota 81) e se questo prolungarsi della vita tipico di questi ultimi tempi sia alla fine una cosa positiva. Chissà cosa penserò quando avrò la sua età (se ci si arriverà e se si sarà in grado di pensare).
Ninetylands (Nonantola), Mini Bar: due paste con la marmellata, due caffè macchiati e un crodino per Brian. Parlo, appoggiato al bancone, con Angelo il barman dei nuovi acquisti della sua squadra (Pirlo e Conte), lo vedo non proprio convintissimo. Parliamo d’altro, mi volto a controllare il mio vecchio e lui mi stringe l’occhio, chissà perché. Brian quindi interviene nella discussione tirando in ballo il Milan ed Emilio (è così che chiama Berluskoni da qualche settimana a questa parte). Io glisso e gli faccio cambiare discorso. Dopo poco al tavolino mi leggo la Gazza mentre sorseggio il caffè, Brian – rifacendosi al fatto che a casa lo avevo ripreso perché sembrava un po’ confuso – d’improvviso mi dice : “non tutti posso capire i grandi geni come me“. Recupero il mio vecchio ampli Marshall a casa di Lasìmo e poi riporto Brian a casa. Scende dalla macchina, controlla 5 volte se nella borsa ha le chiavi (le ha in mano), controlla ancora una volta e “Ciao Tim, grazie di tutto“. Sale i pochi gradini che portano al cortile del suo condominio e senza voltarsi mi saluta con la mano. Con la sua camicia a quadretti azzurri e bianchi, i jeans e le scarpe Cult che gli ho preso sembra un giovane vecchio. Mi fa tenerezza.
(nella foto il grande Brian mentre pensa – foto di TT)
Di nuovo in macchia verso Regium Lepidi. Ora lo stereo passa il bootleg dei GENESIS LIVE IN RAINBOW THEATRE (Londra 3 gennaio 1977). Verso mezzogiorno, come tutti i sabati mi chiama Dan, solito punto della situazione sui torrent di bootleg varii. Io credo che se qualcuno ci sentisse parlare faticherebbe a capire:
TIM ” Ma a quanto lo stai scaricando il bootleg dvd di Jeff Beck al Sun Fest di West Palm Beach del primo maggio di quest’anno su dimadozen?“
DANF: “A quasi 500 k, va a buco” “
TIM “Dio canta che culo, io stamattina ero sui cento k. Hai visto gli screenshot? Bella qualità eh?”
DAN ” Figa che lavòr. Qualcuno ha postato anche la cover. Adesso ci sono 125 seeders e 31 leechers. Hai già ringraziato l’uploader?”
TIM “Hai visto che c’è una update version di Vuze?”
Seguono considerazioni sulla finale di Champions League di stasera, sulla finale di Coppa Italia di domani sera, sulla versione italiana appena pubblicata dalla Arcana del libro di Stephen Davis sul tour del 1975 dei Led Zeppelin e del fatto che io ho l’originale in inglese regalatomi dal Riff, sul recente sceneggiato in due puntate passato da Sky tratto da MOBY DICK di Melville.
TIM: ” Va beh, adès a vag. Adìo pramsàn, fa a mot” (Va bene adesso vado. Ciao Parmigiano, Fai a modo)
DAN ” Ciao Lomaccio, ten dur. Ciao Tim0′.
Mi fermo a ridosso del centro a salutare l’alchemista Betty e a prendere accordi per domani (pranzo a Sant’ilario insieme a lei e all’amico Jaypee). Scambio di sms con Kerlo sul fatto che pur di prendersi qualche voto Berluskoni in piazza a Napoli ha dichiarato che non comprerà Hamsik dal Napoli (e che come già detto il governo non farà abbattere le case abusive).
Pranzo a casa della Lucia, che oggi in comune ha festeggiato insieme a Dante i 50 anni di matrimonio. Anche se è ormai estate, cappelletti in brodo e arrosto. To mo’.
Alle 15,30 ritorno alla domus saurea. Ore 15,31 crollo sul letto.
Mentre scrivevo questo post la colonna sonora era il remaster regalatomi da Picca di OGDEN’S NUT GONE FLAKE degli SMALL FACES. Molto bello.
Vado a vedermi la finale della Champions.
La “SAGA DI BRIAN” continua il prossimo sabato.



Ammetto che la vecchiaia mi spaventa (da bambina non volevo dormire perchè pensavo che avrei perso i contatti con la vita e sarei invecchiata di colpo se mi fossi addormentata) ma le persone anziane mi fanno tenerezza: le vedo così indifese di fronte a questa società di m…..
Il mio amico P., odontoiatra, è solito dire che l’essere umano è una specie di scimmione programmato per vivere circa 45 anni; quel che viene dopo, a chi tocca tocca.
Mia zia M. ha 93 anni. La sua memoria può ancora viaggiare senza intoppi, alla velocità di un processore, da quando, poco più che neonata, assisteva ai comizi socialisti tra le braccia di sua madre, fino alla mia telefonata di mezz’ora fa; riesce a fare a memoria calcoli che io faccio con la calcolatrice o contando sulla punta delle dita, ma quando esce di casa deve rassegnarsi, umiliata, incazzata e impotente, a farsi spingere su una sedia a rotelle pieghevole. Lei Silvio lo chiama ancora Silvio, con l’aggiunta di una quantità di altri nomi e aggettivi che non otterrebbero mai il visto di censura. E profetizza. Tempo fa, vedendolo in tv, gli urlò “Spèr che te sbrèghen la ghègna” (spero che ti rompano la faccia) e il giorno dopo gli arrivò la statuetta. Ieri, ascoltando il notiziario, ha sbottato: ”Stavolta et dàn un bel pè int’al sedere” (questa volta ti danno un bel calcio nel didietro), ma era distratta perchè stava tagliando le forme dei tortelli con la rotellina… vediamo se ci azzecca.
Tim…per me stai facendo un bel regalo a tuo papà con questi piccoli ritratti. Brèv!
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Ciao Timoteo, mi hai fatto ricordare della versione di “Here comes the flood” sul disco solista di Robert Fripp “Exposure” ed era una vita che non l’ascoltavo. Salutami sempre tuo padre.
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