Archivio | luglio, 2011

INTERVALLO: Led Zeppelin – Soundcheck a Sydney 1972

4 Lug

L’Inter, il 2006 e i pensieri di Francesco.

3 Lug

Sto leggendo un interessante articolo di Roberto Torti sull’Inter (vedi sotto) quando mi arriva questo sms da Polbi da Scilla:

Fra un’immersione e l’altra Francesco Prete (amico e lettore del blog) parla di calcio e dice -L’Inter non è solo una squadra come tutte le altre, no, è una filosofia di vita“.

Non mi piace prendere articoli completi da altri blog o siti, ma questo devo condividerlo. Grande Settore!

Tratto da: http://settore.myblog.it/

TORINO, ITALIA

CInque anni di storia straordinariamente italiana, nel senso più deteriore del termine. Naturalmente era molto italiana anche la storia pre-Calciopoli, una storia di furbi, di prevaricatori, di disonesti. Ma dal 2006 in poi non è cambiato nulla, siamo rimasti italiani e la storia è rimasta di conseguenza italiana.

Italiano è l’epilogo, una bella non-decisione riparandosi dietro l’istituto della prescrizione che in Italia – la vicenda, rammento, è italiana – ha risolto (tra 10mila virgolette, è chiaro) un sacco di rogne. Non-decisione con rinvio di al 18 luglio, dove probabilmente assisteremo a un’altra non-decisione (ma non precorriamo i tempi, gli italiani hanno fantasia a bizzeffe e magari si inventano una decisione).

Italiano era stato l’avvio, italiano e anche un po’ americano, un inizio hard-boiled, un pelino splatter, pena di morte alla Juventus, ma no, radiamola, ma no, C2, ma no, C1, ma no B con 470 punti penalizzazione così retrocedono in C, e via via di questo passo con l’italianissima tendenza a fare le sentenze col bilancino e con il contentino. Dopo qualche mese emergeva già una sottile tendenza al revisionismo che, come una valanga, ha preso corpo di mese in mese. Nel 2006, la Juventus doveva essere sciolta nell’acido. Nel 2011, Facchetti comprava le partite. Italiani, tzè.

In mezzo all’inizio molto italiano e al finale molto italiano, ci sono 5 italianissimi anni dove giorno dopo giorno ci si è sforzati di dimenticare, specialità italiana come la pizza e la polenta taragna. Sentendo lo stesso nastro, ascoltavamo voci diverse. Ma sant’iddio! Del resto, l’ex presunto sinistro Pansa da cinque libri ci dice che i partigiani erano tutti assassini: perchè non dire che la Juventus è stata la sola a pagare in un mondo in cui tutti facevano come lei?

Resta questo il risvolto più pietoso: invece di fare uno sforzo e, cedendo alle evidenze, voltare pagina tutti assieme, no, si continua a ripetere la stessa menzogna perchè tutti la metabolizzino come una cosa ragionevole. Del resto, Berlusconi racconta palle su palle da anni e non mantiene una promessa che è una: perchè non far passare il messaggio che la Juve, in quanto parte di un sistema sbagliato all’origine, non sbagliava perchè sbagliavano tutti?

Nutro – l’ho già detto un sacco di volte, me ne scuso – per lo scudetto 2006 due sentimenti contrapposti. Sportivamente (o tecnicamente, insomma) è una non-emozione: sono della vecchia guardia, mi piace andare a Madrid a ritirare il premio, voglio dire. Sostanzialmente (o eticamente, insomma) è importantissimo, così come lo scudetto non assegnato la stagione prima. E’ una linea di demercazione: prima funzionava così, da adesso in poi facciamo che funzioni cosà. Nel rispondere a ragioni tecnico-burocratiche (bisognava dare una classifica al campionato 2006 per dare una fisionomia alla stagione successiva) si operava un risarcimento a carico di una società oggettivamente, pesantemente, clamorosamente penalizzata dal sistema Moggi, depredata e defraudata per anni non in teoria, ma nella pratica di una serie di situazioni di cui grondano rassegne stampa, almanacchi e YouTube.

Per questo, non bisogna transigere su quello scudetto. Perché ha un significato – un significato generale – ben più alto della retrocessione in B della Juventus. Se quell’anno fosse arrivato terzo il Chievo, lo scudetto sarebbe andato al Chievo e nessuno avrebbe detto più niente. Ma è andato all’Inter, e non va bene, non è andato bene dall’inizio, perchè l’Inter doveva solo perdere ed era un bel divertimento per tutti. Che la perdenza dell’Inter avesse cause oggettive – e non solo Pancev, Vampeta o Sergio Conceicao – è un particolare che a non tutti interessa. Poi, in Italia, dopo qualche mese non interessa più niente di default. Dopo qualche mese è già ora di rigirare la frittata. A ripensarci, se lo scudetto l’avessero assegnato al Chievo, l’associazione l’Ego di Verona ci avrebbe sfrantumato il cazzo dicendo che Campedelli manda i pandori a casa degli arbitri.

Alla Juve, che dice che non è finita qui e che il palmares non si prescrive, trasmetto solo il senso della mia profonda pena, umana e sportiva. La nuova giovane dirigenza ha gli stessi rancori di quella vecchia. Ma ve bene così. Continuino a occuparsi dello scudetto 2006, se gli fa piacere. A comprare giocatori decenti e a vincere qualche partita, vabbe’, ci penserà magari Oceano, presidente del 2030.


FOR THOSE ABOUT TO ROCK & MALGHETTI BLUES

3 Lug

Venerdì sera Lorenz è venuto qui alla House Of Blues, dopo la cena e una gradita telefonata di Beppe Riva (e scusate se è poco!) io e il guitar hero di Littlevineyard ci siamo messi  più o meno diligentemente a tirar giù ed arrangiare le parti di chitarra di MORE THAN A FEELING e A MAN I’LL NEVER BE dei Boston. Pol, il cantante della CATTIVA COMPAGNIA, vuole farli assolutamente quindi dobbiamo rimetterci al suo volere :-).

(Tim & Lorenz – hard rock blues brothers)

Lorenz stravede per TOM SCHOLTZ e anche io sono legato allo spilungone del  Massachusetts (ma in realtà è nato a Toledo, Ohio): i primi due album dei Boston usciti quando ero ragazzino hanno contribuito a formare il mio cuoricino rock. Nonostante questo, riprodurre in maniera convincente pezzi dei Boston – e questi due in particolare – non è per niente facile, vedremo in seguito se riusciremo nell’impresa. Tra un cosa e l’altra, un arpeggio, un assolo, un aneddoto sul tour del 1975 dei LZ, un Jim Bean, una tisana depurativa e Lorenz che mi fa provare un assolo su uno dei nostri pezzi e mi dice “Bello Tim, questo lo fai tu perché hai centrato il senso meglio di me” (ed è un po’ come se Beppe Riva e Giancarlo Trombetti mi dicessero rispettivamente: “Tim, gli articoli sugli ELP e su Frank Zappa li fai tu perché ti vengono meglio”), spengo la lucina sul comodino alle 02,30.

Sabato mattina la sveglia suona alle 06,30 ed inizia uno dei miei sabati piuttosto pieni con poche ore di sonno alle spalle. Termino le tribolazioni alle 18,30, mi metto sul divano e invece di dormire un po’ mi sparo il nuovissimo bluray LIVE AT WEMBLEY (aprile 2010) della (o dei, come direbbbe Polbi) BAD COMPANY. Son lì che mi godo il ritorno in Inghilterra della mia band preferita in assoluto (beh,…una delle tre) e mi viene in mente che stasera Lorenz suona in provincia di Verona con gli Ecromad (Ac/Dc tribute band) … pazza idea…

Porto con me la mia navigatrice preferita (Lasàurit) e alle 20,30 entro in macchina. Passiamo l’autostrada del Brennero al tempo di DOWN TO EARTH dei Rainbow e NURSERY CRYME dei GENESIS. Alle 21,40 siamo ad Arbizzano, frazione di Negrar a nord di Verona. Lorenz non se l’ aspetta, lo vedo lì al tavolo con gli altri membri della band, si gira, mi vede, corre ad abbracciarmi e dichiara ai suoi amici con fare solenne “ragazzi, questo è il mio fratellone”. Andiamo al bar, ho bisogno di un caffè, Lasaurit prende un succo alla pera e Lorenz un whiskino. Nei 40 minuti che separano dall’inizio del concerto parliamo di rock naturalmente, non ne abbiamo mai abbastanza.

L’OFFICINA DEGLI ANGELI è un Live Music Bar piuttosto grande con un ampio cortile in una zona industriale, i ragazzi suonano all’aperto … ci sono 18 gradi, fa un freddo porco lì fuori, ma con un paio di thè caldi e lo spettacolo degli ECROMAD riusciamo a scaldarci. Il cantante del gruppo sembra un vero PROBLEM CHILD, e si immedesima perfettamente nella parte … più Bon Scott che Brian Johnson. Il gruppo più che proporre i successi della band australiana (che comunque ci sono), si appoggia ai pezzi meno scontati dei primi album…e per un momento mi immagino gli AC/DC nei bar australiani nel 1974. Il senso sembra quello. Bravi ragazzi. Vedere Lorenz suonare è sempre una emozione: quei suoi assoli, le sue mosse, la chitarra suonata coi denti, quell’innato senso rock, come si veste… … che spetàcol! Durante SHOOT TO THRILL lego alla sedia Lasàurit, notoriamente incapace di trattenersi al suono di quel pezzo.

(Gli Ecromad ieri sera ad Arbizzano – Lorenz è il secondo da sinistra)

(Lorenz forefront)

Il concerto finisce, dopo 15 secondi è di nuovo da noi. Parliamo del concerto per due minuti e poi di nuovo a discutere di Rock. Poco dopo ci rimettiamo in macchina e via di nuovo verso Reggio Emilia.

Sulla Brennero Highway Làsaurit si addormenta. Rimango solo con i miei pensieri. La Croma Blu è sui 130 km/h. Il termometro esterno segna 13 gradi, la notte è calma, non c’è traffico e le luci degli autogrill ogni tanto sfrecciano alla mia destra. Sono stanco ma sveglio. Mi interrogo sulla forza del rock, quella che malgrado le poche ore di sonno delle notti precedenti e del sabato piuttosto pieno mi spinge a fare 125 km (e altrettanti al ritorno) per andare in un posto in culo al mondo a vedere una tribute band degli AC/DC … sì, certo, ci suona Lorenz ma questa cosa va anche al di là. C’è un bisogno rock di fondo che mi scuote.

Riflettevo dunque sul fatto che – almeno per quanto riguarda me – è il rock che mi fa muovere e che più vado avanti con l’età e più ho bisogno di Hard Rock, mentre molti dei miei coetanei si avvicinano a cose più soft, più etniche, più world music, più jazz, più acustiche …insomma cose insopportabili.

Penso a Lorenz, cosa gli resterà del comunque magro compenso che ha ricevuto stanotte, dopo aver tolto la autostrada, la benzina, l’usura della macchina? Gli resteranno 25 euro?Ma come dice lui, “non lo faccio per questo, lo sai” già, è il brivido di una serata in cui ha suonato rock a tutto spiano che conta, e fa niente se è una tribute band. (Tra l’ altro, stasera – intendo domenica sera – Lorenz replica sempre in provincia di Verona con l’altra sua band, i PAWNDEG – che pronunciato all’emiliana significa “Topastro”-, in cui suona anche Jay Pee).

Il bip del telepass al casello di Campogallo,  altri venti minuti e parcheggio la macchina in garage. Leggo due pagine dell’ultimo Dylan Dog e spengo la luce. Sono le 3,30.

Alle nove mi sveglio, e invece di trovare me stesso in uno stato pietoso, sono piuttosto arzillo: ho il rock ancora in circolo. Faccio colazione, ascolto SANDY DENNY, scendo a dar da mangiare ai gatti e mi immergo ancora una volta nel senso blues che hanno i malghetti intorno a casa. Come ho già scritto, dalle mie parti per “malghetti” si intendono le coltivazioni di Mais.

(prugne e malghetti – foto TT)

Sono ormai nel loro splendore massimo: infinite e alte chiome verdi tutto intorno con le pannocchie ormai pronte.

(malghetti – foto TT)

(Fichi e malghetti – foto TT)

Ho un rapporto carnale con la mia terra, con l’Emilia Romagna, con Modena e Reggio in particolare, queste campagne piatte,  proletarie e imperfette, questi malghetti, questi campi di erba spagna, questi vigneti che come l’edera sono avvinghiati al mio animo mi pongono in uno stato di blues febbrile che mi porta spesso all’ autocombustione.

(Dai Patuzzo, tieni l’Inter!)

Scatto qualche foto, ringrazio Lasàurit che mi ha dato riparo in questo posto in riva al mondo, cerco di convincere il gatto Pato (ma come sapete io lo chiamo Patuzzo) – che è milanista coma la sua umana di riferimento – a tenere L’Inter e poi torno qui, nella stanza dello stereo, metto su il II dei BLACK COUNTRY COMMUNION e torno a veleggiare nel mare del rock. Cazzo, che bello!

For those about to rock …. I salute you. Fire!

PAGE RISING (www.jimmypage.com – 2a parte)

2 Lug

Miss Sara Crewe mi scrive che:

“Tim…Page ha messo come sfondo per il suo conto alla rovescia l’orologio del diavolo: Ruota dello zodiaco secondo il codice sumero=666! Mah…”
(JP – foto Ross Halfin)
Puro Jimmy Page direi. Ancora XII giorni e vedremo che succede. Io e Doc siamo stati al telefono almeno un’ora a fare congetture su quel che succederà fra 12 giorni. Abbiamo quasi litigato perché naturalemente non siamo mai d’accordo quando si parla di Page (e siamo due dei suoi più grandi fan ad avere camminato sulla terra! :-))
Vedremo un po’. Con questa ultima notizia di Mis Crewe (sempre pronta su questi argomenti un po’ esoterici e magici) mi aspetto che esca la colonna sonora mai usata (e mai uscita ufficialmente) di LUCIFER RISING.
Ah, diavolo d’un Page.

SCRIVERE CANZONI

1 Lug

Di solito alzarmi al mattino è cosa problematica: ho l’animo cupo, ho ancora del sonno arretrato, sono di pessimo umore, non sorrido, non parlo, scendo dal letto strisciando e sui gomiti arrivo al bagno, mi lavo, faccio colazione in silenzio, guardo la rassegna stampa su LA7, se mi si chiede qualcosa non rispondo, il pensiero di affrontare un altro giorno di vita normale mi getta in una sorta di silente disperazione indifferente … insomma non sono un bel vedere ( d’altra parte come recita BLU “già lo sai, se stai con me, l’inferno è preferibile“).

Stamattina invece mi sono alzato di buon umore. Vedere i malghetti (coltivazioni di mais) intorno a casa, sentire il silenzio della campagna, vedere il camion del latte che esce dal cortile dei vicini allevatori di bestiame, scorgere in lontananza alcune lepri,  sentire il fagiano Gustavo che come sempre sfagiana nei campi lì intorno … beh, mica male.

(Malghetti nei pressi della House Of Blues)

Esco di casa, sono le 7,45, il sole arranca tra le nuvole, in fondo alla scala – in paziente attesa del loro primo pasto – i 4 gatti: Patuzzo, Spavve, Ragni e Raissa. Alzo le braccia, cone le mani faccio le corna e canto “CARRY ON MY WAYWARD SON” dei KANSAS.   Patuzzo mi guarda con il suo solito sguardo attonito.

(Patuzzo)

Monto in macchina, ho una buona scelta di CD da ascoltare visto il pacchetto di Amazon dell’altro giorno, ma è più forte di me: tolgo il pur bellissimo NURSERY CRYME dei Genesis ed inserisco nel lettore il CD “Tim & Lorenz: demo provvisori 2011”. Guarda un po’ che effetto mi fa tornare a scrivere o comunque a lavorare sulle mie canzoni  con un’altra persona… stamattina l’aria sembra più pulita, gli altri automobilisti più bravi, il lavoro che faccio neanche tanto male…

Scrivere canzoni (soprattutto se a quattro mani) è sempre stata la cosa che mi piace di più fare nella vita. Mi sembra di esserci portato o comunque mi è sempre venuto naturale scrivere sequenze di accordi, testi, riff, frasi musicali, idee di arrangiamenti. Ho sempre pensato che lo scrivere a quattro mani sia la soluzione ideale, la percentuale di belle canzoni scritte a quattro mani è più alta di quella relativa a canzoni scritte a due. Lennon-McCartney / Jagger-Richards/ Plant-Page gli esempi più semplici e più alti. E’ chiaro che si possono scrivere belle canzoni anche da soli, Paul McCartney lo ha fatto anche dopo i BEATLES con gli WINGS (che cazzo di gran pezzo è, ad esempio,  BAND ON THE RUN?!), Billy Joel da solo ha scritto due album bellissimi (THE STRANGER e 52ND STREET) e ci sono tanti altri esempi, ma la magia dello scrivere una canzone insieme  ad un altro per me va oltre tutto.

Ho sempre pensato che la partnership ideale fosse quella chitarrista  – cantante, ora non ne sono più certo. Un po’ perché dei cantanti non ti puoi mai fidare fino in fondo, un po’ perché in Lorenz – chitarrista – ho trovato il mio partner ideale. E chi se lo aspettava? Dopo averlo voluto come altro chitarrista come condizione sine qua non per far ripartire la CATTIVA COMPAGNIA, ho cominciato timidamente a inviargli registrazioni chitarra-voce di mie canzoni…  lui mi diceva le sue impressioni, mi aggiungeva qualcosa, un’apertura, una nuova strofa e in pochi giorni registrava su PC voci, chitarre, basso, batterie elettroniche …  il tutto fatto nei pochi ritagli di tempo che ha o a notte fonda. Gli chiedo come fa e lui mi scrive:

“… io faccio così perchè è l’unica maniera di vivere per me, mi piace lavorare su queste cose non riesco a lasciarle  da parte, per fare cosa? Guardare la tv?  Lavorare, arrivare a casa, divano, tv, letto… che tristezza. We are rockers (segue imprecazione che non posso pubblicare ndtim)Lorenz”

Pezzo numero 1 del CD: BELLEZZA D’ARIA PURA. La avevo già registrata in sala prove con Mixi e Jaypee, ma quell’arrangiamento non ha mai convinto gli altri (in primis Saura e Lele) e anche Lorenz mi dice che non funziona. Poco tempo fa ascoltando SHAKE MY TREE di COVERDALE-PAGE mi viene una idea. L’idea a Lorenz è piaciuta molto ed ora il pezzo ha il giusto movimento. Hard Rock – naturalmente cantato in italiano – con ritornello arioso.

(Bellezza D’Aria Pura)

Pezzo numero2: BLU. Avevo il testo, due strofe e relativi ritornelli/ponte. Lorenz ha aggiunto uno special (one), un po’ di testo ed una strofa in più. ROCK particolare e frizzante.

(Blu)

Pezzo numero 3: QUEL CHE CANTAI. La vedo un po’ come la nostra TEN YEARS GONE. Chitarre acustiche, intermezzi e chorus deciso. E’ un lento/tempo medio di buon impatto. Riflessione sulle cose che passano, sugli amori che finiscono e sul dolore profondo e tangibile che questi portano, con la speranza di un nuovo inizio che ogni tanto fa capolino. Sullo sfondo i magnifici colori autunnali delle nostre campagne.

(I vigneti che s’intrecciano di Quel Che Cantai)

Pezzo numero 4: VENTO DI MAESTRALE. Strofa costruita su accordi assorbiti 30 anni fa da ALDO STANZANI (altro gran chitarrista modenese).Per  ritornelli e  stacco lento stesso mood: hard rock senza compromessi, dai toni un po’ epici e seriosi.

(Vento Di Maestrale)

Lorenz mi ribadisce sempre che sono demo provvisori e di non far caso alle sbavature, ma pur capendo ciò che intende, dentro c’è tutta la maestria del mio amico.

Ora non ci resta che prepararne altrettanti, trovare un po’ di soldi e andare in studio. Ci sarà da convincere gli altri, ma magari riusciamo davvero nell’impresa.

Resta il fatto che in pochi giorni abbiamo già 4 canzoni più o meno pronte, Lorenz ci riflette su e mi manda questo sms:

“appena riformata la band e siamo già in preproduzione (di un album ndt), zio can se siamo scomodi!”

(Lorenz)

(TT)

Io e lui amiamo giocare ad andare sopra le righe e a tirare qualche madonna, così nascondiamo una pura e vera ammirazione per quello che stiamo facendo insieme dietro a qualche iperbole alla prima apparenza un po’ autoironica … sempre Lorenz a proposito di BELLEZZA D’ARIA PURA:

“Allora ti dico subito che per me questo pezzo è un hit, (segue imprecazione che non posso pubblicare ndtim). Adesso andiamo in studio, la registriamo, poi come secondo singolo BLU, e terzo singolo (quello della consacrazione) QUEL CHE CANTAI, e poi droghe, fighe, tour… cosa? non siamo in America? Zio can che Blues…

(droghe, fighe, tour….)

Ecco, quando ci scambiamo queste email, il mondo mi sembra meno ostile.

Certo, ce le suoniamo e ce le cantiamo (tra l’altro letteralmente!), ma che altro possono fare due uomini di blues, con una forte predisposizione al rock, con un gran talento (Lorenz) e una manciata di canzoni rock?