Sapevo che prima o poi questa cosa mi sarebbe toccata: accompagnare Lasàurit ad un gara della MOTO GP. Il mio interesse per le moto (soprattutto da cross) svanì nel momento esatto in cui scoprii definitivamente la musica rock. Fino ad allora compravo riviste di Motocross, fantasticavo di comprare uno SWM (o Svum, come la chiamavamo noi) e di diventare un campione. Dopo l’arrivo del rock, l’interesse scemò quasi del tutto, solo con l’avvento di Valentino – più di 12 anni fa – tornai ad interessarmi, ma in modo molto blando. Contemporaneamente iniziai a provare un certo fastidio per i motociclisti, soprattutto per i bikers. Mi è bastato suonare qualche volta in motoraduni per sentirmi lontano anni luce da quelle persone.
A furia di stare con Lasaùrit però il mio corpo ha assorbito alcune leggi ben precise: la Yamaha è la moto più toga, Valentino è il numero uno (ma questo già lo sapevo), la Ducati fa cagare, Simoncelli è un grande, Biaggi una merda.
Sveglia alle 5, colazione, cappellino giallo e si parte. Grazie al poco traffico e al piedino pesante della SpeedQueen (guida lei, io sonnecchio), alle 7,50 siamo a Misano. Alle 8,15 siamo alla tribuna Brutapela, quella dove si assiepano tutti i fan di Valentino. All’entrata ci consegnano dei gadget.
Non faccio nemmeno in tempo ad ambientarmi che è già ora del Warm Up delle 125. Poco dopo tocca alla Moto 2 e infine alla MotoGP. Ogni volta che Valentino passa davanti a noi la folla impazzisce. Lo vedo passare e salutare i suoi amati tifosi, mi vengono i brividi. Roba da matti. Quando lo speaker del circuito non parla, passano il Rolling Stones: BROWN SUGAR, MISS YOU, DON’T STOP… Credevo di annoiarmi e invece la cosa non è male. Mangio qualche panino e scambio sms con Picca, Liso, Jay, Lorenz, Lalalli e Riff. Con il Dickey Betts di Quariegh ci battibecchiamo per una buona mezzoretta. Riff ….diciamo così…non è amante degli spagnoli e della Spagna, quindi tifa contro tutti i piloti iberici, mentre io mi sento vicino a quelle genti e quindi (Lorenzo a parte) ho in simpatia Terol, Marquez, Pedrosa e compagnia. Sono gli inglesi a non starmi simpatici (che invece Riff adora). Terol vince la 125, Marquez la Moto 2 e Riff da in escandescenze, mentre io gli ridacchio alle spalle.
(Tribuna Brutapela – Misano 4/9/2011 – Foto di TT)
Quando parte la MotoGP la cosa si fa davvero interessante. Anche per un non appassionato come me lo spettacolo è elettrizzante. Lorenzo, Pedrosa, Stoner, Sic, Dovizioso…non è niente male vederli in azione, e che rombi che fanno quelle moto. Poi c’è Vale. Sebbene quest’anno guidi una moto lofi e non salga mai sul podio, la gente lo ama in modo commovente e anche io partecipo al rito: ogni volta che passa e la gente gli fa un gran festa sento salire le lacrime. Incredibile. Che belle sensazioni però.

(nelle due foto: Vale – Misano 2011 – foto di TT)
Verso la fine Sic e Dovi mettono in scena un gran bel duello, chi la spunta è il Sich. Valentino arriva settimo. Vince Lorenzo davanti a Pedrosa e Stoner. Rossi viene sotto alla tribuna a salutarci.

(Vale passa a salutare e la tribuna in festa – foto di TT)
La corsa finisce alle 14,40, alle 14,58 siamo al parcheggio e alle 15,11 siamo in autostrada. Sono basito, temevo di perdere almeno un ora nell’imbottigliamento. Vigili dovunque, percorsi alternativi, indicazioni ogni 100 metri, che super organizzazione. Questa è l’eccellenza emiliano-romagnola. In autostrada ci sono rallentamenti, penso dovuti al rientro, esco a Faenza e mi faccio la strada normale. Dal car stereo esce JEFF BECK LIVE AND EXCLUSIVE FROM THE GRAMMY MUSEUM, i GENESIS e COME E’ PROFONDO IL MARE di LUCIO DALLA.
MotoGP a Misano…bella esperienza.


Ci sono motociclisti e motociclisti.
O meglio, ci sono i motociclisti e ci sono i bikers.
I motociclisti sono quelli, come me, che amano le moto, che amano le gare, che amano le strade di montagna, le mangiate in compagnia, il ritrovo sacro del sabato pomeriggio, e per cui la moto significa libertà, velocità, emozioni e brividi sulla pelle. Brividi che ti possono venire anche a veder passare sotto di te il tuo pilota preferito.
Poi ci sono i bikers. Sono quelli che indossano le casacche, indossano i colori. Senza la loro casacca, senza il loro colore, non sono nessuno. Per loro la parola moto significa appartenenza ad un gruppo, e guerra al gruppo opposto. Per loro la parola moto significa ribellione a tutto quello che non gli aggrada, che siano cose ingiuste, ma anche giuste. Poi anche loro hanno i loro momenti di aggregazione, che possono essere più o meno piacevoli. Anche io ho suonato a vari motoraduni, ho assistito a scene che mi sono piaciute, e ad altre che mi sono piaciute meno.
Loro sono così. E il loro modo di vivere la moto non mi è mai appartenuto.
Io non vorrei mai dovermi adattare a rispettare le regole del gruppo di appartenenza. Non vorrei mai dover far guerra ad un gruppo solo perché ha i colori diversi dal mio.
Queste cose proprio non le capisco.
Per questo, quando qualcuno mi chiama biker, io sottolineo che sono una motociclista, non una biker.
Sono due cose profondamente diverse.
Ecco, ieri, a Misano, in tribuna Brutapela, la maggioranza delle persone, se non tutte, erano motociclisti.
Persone legate dall’amore per le moto, per le gare, e per Valentino Rossi, che in 15 anni ha saputo creare attorno a sé un movimento tale di persone (oltre che di affari) che quando smetterà non oso pensare a come si ridurranno le corse in moto.
Ma dato che il Vale ha ancora intenzione di continuare (e di vincere) godiamocelo così. Con una moto che non sta ferma nemmeno sul dritto, figuriamoci in staccata e in piega.
E godiamoci anche Stoner, che guida da paura, e Lorenzo, che ha una moto che sembra fissata su un binario (chissà come mai???), e godiamoci anche quel pazzo di Simoncelli, perchè il Sic è un pazzo furiosio, quando vedi che sta per sorpassare non si sa mai come andrà a finire…
Però che bello… che boati, queste moto… che scuotimento che ti provocano quando passano… ti scaravoltano proprio l’anima…
Che spettacolo…
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