The dark night, il Nonantola state of mind e il chiedersi da dove viene tutto questo blues

15 Nov

Sera che scivola sul tardi, mi trovo quasi per caso a Nonantola. Nebbia e luci gialle dei lampioni. Atmosfera che ho saggiato migliaia di volte, ma stasera al primo sentore delle bollicine di nebbia che mi frizzano nel naso mi ritrovo impantanato in ricordi che mi tirano giù. Io e Biccio, diciamo ben più di 30 anni fa, in giro per il paese.  Sabato sera passato in un circolo culturale (gli anni settanta, cazzo…) a filosofeggiare sul niente, sbirciando dalla finestra che di sbieco dà sul centro e immaginare che al di là della nebbia dove poggia l’Abbazia ci sia un porto e noi a nemmeno 17 anni già pieni di nostalgia. L’ultima fetta degli anni settanta, i nostri sogni di rock and roll, lo sceneggiato JAZZ BAND di Pupi Avati con la sigla di Henghel Gualdi, le prime ragazze e quell’impellente bisogno di blues. I nomi della nostra band erano  (in inglese) La Banda Del Salice Piangente o i Forestieri. C’era sempre quest’aria da epopea malinconica…

Lo risento mio, stasera, questo paese e ora che lo ho lasciato ripiombo in una malinconia cupa e  fredda. E’ un riflesso involontario ma questa notte scura mi tira giù verso l’abisso. E mi chiedo da dove viene tutto questo blues, dove si nasconde, dove sta…sono pelle e  ossa, sono magro come un uscio, dove lo tengo tutto questo blues? Perché sono malinconico? Perché starei ore a fissare la neve che cade? Perché le vigne d’autunno si attorcigliano al mio animo? Perché cavolo trovo così struggente la luna che trapela dalla foschia riflessa nei fossi?

Mi stringo nel giubbotto, sono ormai le 10 e mezza di sera. Do una occhiata alla torre dell’orologio, alla curva della provinciale che da piccolo mi sembrava enorme, ai posti dove da piccolissimo ho vissuto l’alluvione del novembre 1966. Ricordo l’alluvione…roba da matti…

Notte scura, notte nera e mi viene in mente il MUDDY WATERS di BLACK NIGHT…

In macchina il riscaldamento cerca di rabbonirmi l’animo, ma sono in modalità deep down in the blues e le tenebre hanno vita facile nella mia worried mind. Incrocio macchine i cui fari non riescono ad illuminare il mio umore cupo.

(fari nella notte – foto di NNT Slim)

Passo Modena, mi getto negli svincoli industriali di Campogalliano. Poco dopo mi inoltro in quella che da tre anni a questa parte chiamo la campagna nera. Sono in preda al blues, ho l’istinto di scappare, in un minuto pianifico la mia nuova vita ma mi accorgo subito che non posso mortificare così la mia intelligenza, so che non scapperò, so che non riuscirò a fare quello che voglio, ma le catene le sento tutte e mi danno un gran tormento. A Molino di Gazzata passo in mezzo ai due pioppeti e lo sento il diavolo, e mi sembra di vederlo… gigantesco, scuro in volto, con gli occhi rossi. Li sento lì dietro i cani dell’inferno sulle mie tracce…

In macchina c’è ROBERTO CIOTTI con SUPER GASOLINE BLUES del 1978.

Percorro strade che sanno di nebbia e di metallo, mi sembra persino che la blues mobile alzi il muso e vada a dissolversi in cometa.

Arrivo, mi sembra che la riva del posto in riva a l mondo stia franando, ma sarà solo un’impressione. Mi gira la testa, mi sento instabile e pallido…avrei bisogno di un Southern Comfort, ma domani dovrò di nuovo fare la fila per tre, risponder sempre di sì e comportarmi da persona civile e così opto per un infuso caldo.

Sono a casa solo, vado davanti allo stereo, oramai è mezzanotte…metto su BECAUSE dei BEATLES, TEN YEARS GONE dei LED ZEPPELIN e TIME di JOHN MILES… così, tanto per mettermi a piangere.

Sotto alle coperte. Canticchio … Because the sky is blue, it makes me cry because the sky is blue…

4 Risposte to “The dark night, il Nonantola state of mind e il chiedersi da dove viene tutto questo blues”

  1. Avatar di DoC
    DoC 15/11/2011 a 09:43 #

    Caro amico di matita, stamattina ore 7 e 15 more or less, mentre aspettavo di capire se i ragazzi dopo la mia sveglia sarebbero effettivamente usciti per andare a scuola (ti ho ben detto dell’ambaradan che stiamo vivendo in questo particolare momento) mentre barbellavo un pò intirizzito in salotto ho fatto la mia consueta navigazione in rete con l’iPhone ho consultato il Sito del Maestro di Spade il Signore del Liuto il Servo della Gironda come di consueto nella ormai stupida speranza che possa lanciare qualche nuova potente saetta delle sue e squarciare magari per poco ma finalmente la coltre che ci sovrasta…beh, mi sono imbattuto nella tua prosa, a volte poesia, intrisa di quello spirito un pò così, sospeso, tra il romantico, l’autoironico, mai autocommiserativo, certo spesso un pò…tristanzuolo, che si chiama blues. Fantastico, Tim, vecchia quercia, peccato solo, l’ho già detto ma colgo volentieri l’occasione per ripeterlo, l’unico vero peccato è che siamo lontani di quel troppo che ci frega ! Comunque, siamo solo noi…visto le immagini del Ritz l’altro giorno ???

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  2. Avatar di Jeff
    Jeff 15/11/2011 a 17:04 #

    In una giornata come questa, con i cani dell’inferno alle calcagna, a costo di apparir banale, ti dedico Amazing degli Aero….dalla prima all’ultima parola….così….perchè quel blues lì ce l’abbiamo nel sangue da sempre e in fondo ci fa sentire vivi….. e non è poco.
    Un bacino
    Jeff blues sister

    Life is journey, not a destination

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  3. Avatar di Pol
    Pol 15/11/2011 a 21:56 #

    Questo blues insito in noi ci permette di vivere profondamente, e non, semplicemente, di esistere. E di suonare, my friend…..tieni botta Nonantolaslim (o smilzo di Nonantola), non sei solo.

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  4. Avatar di JayPee
    JayPee 16/11/2011 a 09:24 #

    Coraggio AmicoTim
    Non chiederti perchè sei malinconico e perchè hai tutto ‘sto blues addosso.
    Senza di questo non saresti quello che sei, usalo come sai fare, nella tua musica e nei tui scritti,
    non puoi sopprimerlo, quindi trasformalo in qualcosa di potente, non annegarci dentro, ma cavalcalo e domalo.
    Keep on rockin’!

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