Il presepio laico, l’albero di natale, Brian alla riscossa e i FREE dell’ultimo periodo

11 Dic

Sabato, di buon ora: sul car stereo l’album HEARTBREAKER  (1973) dei Free, i Free dell’ultimo periodo, quelli senza Andy Fraser e con un Paul Kossoff a mezzo servizio, capace  solo di tirare qualche nota lancinante sulla chitarra trattata col leslie. Sono però sempre i Free, e sono sempre gli anni settanta, gran disco quindi e grandissimo cantante. Quando parte la canzone che da il titolo all’album rabbrividisco, in questa livida mattina di dicembre è quello che ci vuole, che gran pezzo…tzé… altroché MISTREATED dei Deep Purple…e Paul Rodgers…come cantava…  era il numero uno. L’edizione è quella giapponese naturalmente, ho solo il cdr, il cofanetto originale prima o poi arriverà.

…Well the sun is shining  But it sure don’t seem to reach my heart 

I’m wasting my whole life  Tryin’…..to make a new start 

Make a new start  Make a new start  Make a new start  Make a new start…

Brian mi accoglie con la sua solita verve mattutina…è tremolante, e a 82anni se sei tremolante li senti tutti i rigori che la vita ti assegna contro. Ma Brian è Brian, è un po’ il Balottelli della vecchiaia, non sai mai come finirà la partita con lui, infatti dopo un bella doccia calda si riprende alla grande e ridiventa il Brian esuberante che tutti conoscono.  In macchina verso Ninentylands diventa un attivista di Greenpeace “Tutte le fabbricazioni  (intende gli edifici in genere ndtim) sono la rovina del mondo e della natura”. In paese in molti lo salutano e per lui è sempre motivo di soddisfazione e di gran godimente, un po’ come sarebbe per me suonare (le mie canzoni) al Madison Square Garden davanti ad un pubblico ben disposto. Al K2 due caffè macchiati, un cannolo e un kràfen. Incontriamo Peter, amico di Brian, col quale discuto un po’ di Inter ..(.”Mo’ ‘spol savèr sa gal cal Poli lè?” “E Snaider, ma dio canta, l’è sempèr rot“).

(Peter & Brian al K2 – foto di TT)

Tappa quindi al Minibar, dove Brian  si fa un pizzetta col crodino.

(Brian al Minibar – Foto di TT)

Brian ormai tende a scordarsi tutti e tutto, ma sa gestirsi alla grande e se non si approfondisce, nessuno capisce che fatica a ricordarsi nomi e facce. E’ un gran attore Brian, è osservarlo mentre cerca di far finta di nulla, di far credere che è ancora in gamba, mi commuove. Lo riporto a casa e rimango un po’ con lui. Domani me lo cucco di nuovo, così devo spiegarli più volte come si svolgerà la nostra domenica insieme. Commentiamo poi la situazione politica ed economica italiana ed europea “Beh, Tim, a me cal Monti lè am piès. L’è un po’ dura per tòt, mo al dev fer acsè,  l’è un brev om. Per fortun che clèter bon da gnint l’è andè via…”. Lo saluto mettendolo alla prova: alzo il braccio sinistro, chiudo il pugno e gli dico ” Ciao Brian, viva il comunismo viva la libertà” a cui lui risponde “Democrazia Cristiana“. Bon, con questa chiudo la porta e me ne vado.

(Brian legge Repubblica – foto di TT)

In centro incontro Julia, il tempo per un thé o poco più e le nostre chiacchiere profonde. Ad un certo punto le dico “Sì sono in un periodo discreto, vado avanti anche se continuo a guardare indietro…musicalmente, dal punto di vista dell’arte, dell’umanesimo, del calcio (Josè…sigh) e per le cose della mia vita in generale…ho sempre nostalgia per le cose passate…mi sto facendo dei problemi a tal proposito…” e lei, con il suo algido e al contempo passionale eloquio, mentre sorseggia il thé e inclina leggermente la testa in modo che i lunghi capelli neri le scivolino sulla spalla, mi dice: “Beh, per andare avanti, per guidare, bisogna guardare anche lo specchietto retrovisore…”. Ecco, una frase così mi risolve la giornata. Che superfiga che è Julia. Le parlo poi del presepio e dell’albero che ho fatto, ma non riesco a dire albero, per due volte mi esce la parola “album”…questo è un vero lapsus  freudiano “Ho fatto l’album...” “Ho fatto un gran bell’album“…ah, non riuscirò a far smettere il mio animo di volare così in alto, in una dimensione dove siamo io e i miei amici i chitarristi,  i cantanti,  i bassisti,  i tastieristi, i batteristi delle grandi rock band mondiali…LORENZ che era nei GUSTO ed ora è un artista solista in vetta alle classifiche con la edizione deluxe di  EMILIA ROMAGNA TOUR 1974, PICCA che con i suoi PICCA, LISONI, MINELLI & SUTO ha fatto un album storico chiamato GIA’ VISTO, Biccio che con il gruppo progressive LA GENESI ha fatto furore con l’album VENDENDO L’ITALIA AL CHILO, Lasàurit che come esponente del rock duro/sinfonico/maanchecommerciale con i suoi REGINA sta per far uscire il cofanetto rimasterizzato di UN POMERIGGIO ALLE CORSE (In Moto), Lele che con i suoi CENERENTOLA ha appena concluso il tour del 25nnale proponendo per intero l’album LA STAZIONE DEL CUORE SPEZZATO e io che come chitarrista della CATTIVA COMPAGNIA sto per preparare il bluray del CORRI COL BRANCO TOUR del 1976…ma aspetta un attimo, io sono davvero il chitarrista della CATTIVA COMPAGNIA…cazzo, inizio a confondere sogno e relatà…

Torno verso Regium Lepidi ascoltandomi FREE AT LAST dei FREE (1971)

(Questa versione di TRAVELLING MAN è in versione remixed purtroppo e non remastered)

Travellin’ man goes anywhere  I don’t stay nowhere long  travellin’ man don’t turn your back  before you know I’m gone 

Don’t ask me where have I been  or if I’m staying long  ‘cos till I find a love that’s real  I’m gonna keep on travelin’ on 

Di nuovo l’epica Rodgersiana che tanto mi infonde nel cuore.

Appuntamento in Coop con Lasàurit. Faccio la spesa, peso i rapanelli e mi dico come al solito che “an s’è mai vèst John Lee Hooker fer la spesa a la Coop”

(Tim e il Pesare i rapanelli alla coop – foto di LS)

Ritorno verso Borgo Massenzio. Lasaurit naturalmente mi deve superare, quando ha un motore sotto al culo il suo animo da Nuvolari prende il sopravvento. Con la sua Clio mi sfreccia a sinistra, la vedo far stridere le gomme sul cordolo della rotonda e passare davanti a tutti per poi immettersi sulla strada che porta fuori città.

(Lasàurit ormai lontana e io perso nei miei blues quasi invernali – foto di TT)

(Borgo Massenzio bound – Foto di TT)

(The long and winding road…la mia personale strada lunga e tortuosa – foto di TT)

Di nuovo alla domus saurea. Pranzo che è ormai pomeriggio: tartara, rapanelli, lambrusco reggiano, cachi, paste  e frutta secca…roba da uomo di blues che ha bisogno di mettersi in forze.

(L’uomo di blues mangia la carne cruda – foto di TT)

L’ultimo tocco al presepio: la ghiaina bianca. Ecco, è finito. Già, cosa ci faccio io – ateo – con un presepio? Bella domanda. Credo sia un inno alla mia infanzia, tutto sommato felice. Mia madre mi abituò fin da piccolissimo al presepio, all’albero, alla magia del natale, alla neve. Sarà che dicembre è il mio mese, sarà che son nato nel solstizio d’inverno, sarà che con la mente si ritorna ai giorni felici della nostra infanzia, sta di fatto che sento moltissimo questo periodo, allo scambiarsi un dono, un augurio. D’altra parte, mica è un festa religiosa. Già 5000 anni fa gli uomini avevano capito che intorno al giorno che noi chiamiamo 21 dicembre, le giornate tornavano ad allungarsi e  quindi si festeggiava il ritorno del sole e le genti erano solite scambiarsi un dono come buon auspicio per la nuova stagione, il nuovo anno.

Beh, e poi il mio è un presepio laico: al posto del bambinello c’è Jimmy Page…

(Il presepio di Tim, particolare: “9 gennaio 1944 – l’avvento” –  foto di TT)

…inoltre è un presepio politicamente schierato: il CHE e FIDEL fanno buona guardia…

(Il presepio di Tim, particolare: “Betlemme Libre” –  foto di TT)

(Il presepio di Tim, particolare: “Night In The Ruts” –  foto di TT)

(Il presepio di Tim, particolare: “Betlemme Skyline” –  foto di TT)

Le groupie che mi hanno accompagnato nel corso degli anni mi guardavano e mi guardano con sorpresa e con affetto materno mentre costruisco il presepio, mentre addobbo l’albero, mentre fisso per lunghissimi momenti le lucine ad intermittenza… mi viene in mente l’ultima, che l’anno passato mi sorprese a guardare (per l’ennesima volta) la neve che scendeva lieve sulla campagna ed esclamò, a mo’ di titolo di film, “L’uomo che guardava cadere la neve”. Sì, mi riconosco, sono proprio io, Tim Tirelli, o come direbbe Lorenz: Tim “fucking” Tirelli.

PS:

INTER – FIORENTINA é finita 2 a 0, Muntari e Pazzini hanno sbagliato un paio di goal gnocchissimi, ma abbiamo vinto. Ne avevamo bisogno. Non sono del tutto felice perché il REAL di Mou ha perso contro le merde blaugrana. Pazienza. Ho visto la partita con Dennis: ha di recente dato una scossa alla sua vita lavorativa. La sua nuova avventura è appena iniziata e già domattina parte per Hong Kong e quindi la Cina. Happy trails, amico mio.

(Tim & Dennis – foto di LS)

2 Risposte to “Il presepio laico, l’albero di natale, Brian alla riscossa e i FREE dell’ultimo periodo”

  1. Avatar di mauro bortolini
    mauro bortolini 11/12/2011 a 22:02 #

    I Free, un gruppo immenso di cui e’bello sentire parlare.
    Paul Kossoff un grandissimo chitarrista scomparso troppo presto
    ma indimenticato
    Dei Free ricordo brani in cui la solista ed il basso si scambiano
    le parti con risultati epici.
    Cosi’ fecero poi anche i Mountain!!!!!!

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  2. Avatar di picca
    picca 12/12/2011 a 12:09 #

    Piuttosto di fare un disco con Minelli avrei fatto l’assaggiatore di caffè di Sindona.

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