Glenn Cooper, quello de LA BIBLIOTECA DEI MORTI, IL LIBRO DELL ANIME e de LA MAPPA DEL DESTINO. Romanzo questo che segue lo stile dell’autore, quella archeologia intrisa di thriller che saltella tra passato e presente. La Roma del 1100, l’Inghilterra di Marlowe e Shakespeare, la Roma attuale… Cooper costruisce una storia tenebrosa, avvincente, spesa tra demonio e santità con colpi di scena riusciti. Il finale forse soffre un po’, troppi avvenimenti spalmati in un numero di pagine forse insufficienti, ma è comunque palpitante.
A me è proprio piaciuto.
Citazioni a casaccio:
“Dunque, prima di tutto la fede in Dio è una sciocchezza naturalmente…”
“Malachia regna ave o lemure”
“Quello che sto dicendo è che sono pericolosi: esseri del tutto incapaci di provare rimorsi o sensi di colpa. Hanno emozioni più superficiali. Si comportano in modo antisociale e sono spesso violenti. Capiscono la differenza tra giusto e sbagliato, ma non se ne curano. Esiste un nuovo campo della neuroscienza che mette in relazione specifiche anomalie genetiche dei neurotrasmettitori cerebrali, come la serotonina e la dopamina, con stati antisociali o psicopatici.”

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