Con Picca a commentare i 5 video dei FIRM

28 Apr

Sulle ali del blues dell’extraterrestre, per una fortunata coincidenza (o meglio, per uno di quei segni blues che ci capitano ogni tanto nella vita) i pianeti si allineano e mi ritrovo in un cinegiappo a Regium Lepidi ieri sera in compagnia di Picca. Due uomini di blues che prelevano piatti dal buffett cine-asiatico-internazionale-emiliano confusi in mezzo a compagnia di ragazzine, di ragazzotte, di signorotte. Ripenso al fatto che con Picca ho un sacco di affinità elettive: la musica rock, l’Inter, l’illuminismo, l’aver suonato alla prima edizione di Modena Rock nel 1981, la chitarra, lo scrivere canzoni, l’appartenere alla stessa generazione, l’aver avuto a che fare nella maturità giovanile con album tipo CUT LOOSE di Paul Rodgers e il primo dei FIRM, l’aver battuto sentieri (con più o meno pietre su di essi) più o meno uguali.

Trovo molto appagante uscire con qualcuno con cui posso parlare di musica senza la paura di stancare o di apparire monotematico. E’ la cosa che più ci interessa. Dopo circa un’oretta di chiacchiere rock fitte fitte tra rane fritte, spaghetti di riso e sushi ci trasferiamo nel posto in riva al mondo. Arriviamo, la bassista preferita sta ripassando i pezzi della scaletta…TRAIN KEPT A-ROLLIN. Beviamo qualcosa, il discorso cade sulle vecchie glorie degli anni settanta alle prese con i video anni ottanta. Il loro approccio, il loro disperato inconscio tentativo di stare al passo coi tempi e con MTV. Iniziamo a ridere… il primo a prenderci sotto è Robert con il video di IN THE MOOD…ragazzi neri che ballando la breakdance, ROBBIE BLUNT in tuta, Robert con la maglietta senza maniche, Robert con in mano un limone…come direbbero Balbontin e Ceccon “quanto ridere”.

Il discorso scivola sui FIRM, sui loro cinque video…tre dei quali Picca non aveva mai visto.  Io naturalmente ho il DVD di FIVE FROM FIRM, la videocassetta ufficiale uscita negli USA negli anni ottanta. Un mio contatto americano ha riversato con cura la VHS su DVD.

Si ride di gusto nel vedere PAUL RODGERS vestito alla Spaundau Ballet nel video ALL THE KING’S HORSES con una pettinatura anni ottanta e sempre nello stesso video guardare i “modellini” usati dal regista per evocare un villaggio giapponese del passato. Ci immaginiamo un dirigente della Atlantic dire a Page di indossare la doppio manico nel girare il primissimo video della band, RADIOACTIVE. Ce li vediamo volentieri, un po’ perché ci riportano indietro di 25 e passa anni, un po’ perché Page era comunque figo, un po’ perché SATISFACTION GUARANTEED ci è sempre piaciuta molto e il relativo video anche. Picca si mette a cantarne il testo parola per parola…oh, credo sia l’unico italiano a saperlo (oltre a me).

Su youtube mancano i video ufficiali di TEAR DOWN THE WALL e LIVE IN PEACE, ma questi tre qui sotto possono bastare per rendere l’idea.

Finiamo poi per guardarci il DVD bootleg dell’ARMS a San Francisco il 2 dicembre del 1980. Picca è forse l’unico con cui posso farlo. Chiunque altro si scandalizzerebbe riguardo il bassissimo livello di performance chitarristica di Page, Picca no, lui conosce bene il personaggio, conosce la storia, ne approfitta anzi per studiare di nuovo la cosa. Ci divertiamo un mondo comunque nel contemplare la aristocrazia rock inglese degli anni settanta aggirarsi sperduta nei primi anni ottanta. La maglietta di Joe Cocker poi è il pezzo forte…attillata infilata dentro ai pantaloni, lo rende ancora più buffo.

Della data in questione, quella del 2, su youtube non sembra esserci altro:

Chiudiamo la serata dedicata ai video strambi, con HEALING HANDS di Andy Fraser, dove lo storico bassista dei miei adorati FREE mette a nudo la sua nuova identità gay davanti alla moglie e alle figlie. Video da due soldi, canzone bruttina, figura imbarazzante …lui palestrato, col trapianto in testa a rincorerrere disperatamente la giovinezza…

 E’ l’una e venti, un abbraccio e Picca si infila nella notte nera Mutina bound. Nell’autoradio JJ CALE.

PS: nel cercare su youtube le cose dei Firm mi imbatto in alcuni video che avevo dimenticato: quelli della tribute band dei FIRM, gruppo guidato da Jimmy Sakurai, quel matto e incredibile chitarrista giapponese che suona e impersonifica Jimmy Page soprattutto con i MR JIMMY. Un tribute band dei Firm…di gente matta ce n’è.

23 Risposte to “Con Picca a commentare i 5 video dei FIRM”

  1. Avatar di alexdoc
    alexdoc 29/04/2012 a 21:58 #

    E invece c’é anche “Live in peace”: http://www.youtube.com/watch?v=NZdmwd6n_Uk

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  2. Avatar di picca
    picca 30/04/2012 a 09:49 #

    Rivaluto con veemenza i Firm d’allora. Live in Peace è dell’84 e tutto sommato resiste bene alle ingiurie del tempo. Non fosse per i suoni bombastici di batteria, per la phonatura del mullet di Paul Rodgers, per l’esubero di toni alti e per l’ aspetto da Kajagoogoo del bassista, direi che la bazza è meglio oggi di allora, è invecchiata benone insomma. Jimbo è sempre figo (a meno che non ci sia Coverdale nei paraggi). Dando un occhio al classic rock pubblicato da classic rockers nell’84 scorgo Rod the Mod con Camouflage, che è un mio guilty pleasure ma nulla più, i noiosetti Pros e i Cons di Rog Waters, il modesto Civilized Man di Joe Cocker, il mediocrissimo Breaking Hearts di Sir Elton, il devastante Right By You di Stills, il vituperato Tonight di Bowie, l’appena sufficiente Under Wraps dei Tull, l’inspiegabile Broad Street di Macca e il compitino di Perfect Strangers dei Purple. Mean Business è almeno almeno in zona chiampions nella classifica ‘classic’ di quel lontano campionato, almeno mi pare.

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    • Avatar di Lorenzo Stefani
      Lorenzo Stefani 30/04/2012 a 18:57 #

      Sul compitino di Perfect Strangers avrei qualcosa da ridire, sarà che l’ho atteso con trepidazione ma secondo me contiene alcune canzoni di prima, “Knocking at your back door”, la stessa “Perfect Strangers”, “Wasted Sunsets” con i suoi assoli di chiarra nitidissimi così come “A gypsy’s kiss” (altro grande assolo). Bella anche “Nobody’s home”. Invece I Firm mi sono sembre sembrati un po’ tromboni. Ciao!

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  3. Avatar di picca
    picca 30/04/2012 a 09:58 #

    Ecco…per dire: rispetto a I’m In The Mood di Plant, (Percy goes Wang Chung) Live in Peace è Stairway to Heaven.

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  4. Avatar di timtirelli
    timtirelli 01/05/2012 a 11:28 #

    I Firm probabilmente non erano e non sono granché, al di là di quello che può pensare e scrivere un fan in senso strettissimo come me, però anche io sono convinto come Picca che oggi li si possa considerare sotto una luce diversa. Quando uscirono ci si aspettava troppo, d’altra parte erano due nomi di primissimo piano del rock classico, ma la la loro situazione non era brillantissima. Confusi, un po’ spenti creativamente, costretti a farsi largo in un panorama musicale che era completamente cambiato.

    Eppure se rileggiamo alcune delle recensioni di allora, i pareri non furono tutti negativi. Basta vedere la recensione di Trombetti che fece su Rockerilla e che abbiamo ripubblicato nel blog non troppo tempo fa, oppure le due di Mick Wall su Kerrang: MEAN BUSINESS si prese quattro K e mezzo su cinque, il primo forse meno ma lo stesso Wall scrisse nel recensire il secondo che la bassa valutazione del primo fu un errore.

    I Firm, allora, apparirono tutto sommato “moderni, non nella scrittura ma nella confezione…suoni diversi rispetto alle cose dei due leader fatte nei settanta, il basso fretless di Franklin, un atmosfera differente che forse non sfigurava in quegli anni, Jimmy con la Telecaster con lo stringbender.

    Io ero eccitatissimo quando uscì il primo. Pur non essendoci internet era dai tempi dell’Arms tour in America (dicembre del 1983) che si sapeva, che si sospettava che Page avrebbe fatto qualcosa con Rodgers. Qualcuno, se ben ricordo Trombetti stesso, lo confermò quando fece una veloce chiacchierata /intervista (poi pubblicata)a Page in occasione del Pistoia Blues Festival del luglio 1984. In molti però pensavamo che alla batteria ci sarebbe stato COZY POWELL.

    Io mi incazzai un po’ quando ascoltai il secondo, non capivo perché avessero incluso LIVE IN PEACE (da CUT LOOSE di Paul Rodgers del 1983), la sperimentale CADILLAC non mi piaceva, e FREE TO LIVE suonava come uno scarto della cose della BAD COMPANY. Poi, anche io rivalutai molto il disco.

    Oggi mi sembrano invecchiati abbastanza bene. Certo, riguardando i video il look di PAUL RODGERS appare discutibile, ma il tutto nel suo insieme non è male. E i suoni rimangono accettabili, molto, molto meglio dei loro coetanei di allora.

    Lorenzo scrive che gli sembravano tromboni. Curioso, io ho sempre pensato il contrario. Avendoli seguiti per bene, con bootleg audio e video, mi sembra invece che fossero (soprattutto Paul Rodgers) piuttosto timidi e insicuri.

    Mi piacerebbe sapere cosa ne pensate voi, lettori (e lettori è un parola che non vi rende giustizia, siete di più) del blog, come li avete vissuti. Mi piacerebbe anche sapere cosa ne pensa Beppe Riva. Lui e voi probabilmente avete una visione più distaccata e obiettiva…io ero e sono troppo di parte. Se vi va, scrivete due righe. Grazie. Viva i Firm.

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  5. Avatar di alexdoc
    alexdoc 01/05/2012 a 14:01 #

    Io ero un bimbo, ma li ho vissuti se non proprio in diretta in differita di qualche anno, grazie ai recuperi da cugini e loro amici. Concordo con Tim: tutto si può dire dei Firm tranne che tromboni, anche a me sono sembrati più timidi e insicuri. Nel complesso, un’occasione persa. Ma é altrettanto sbagliato giudicare “Perfect strangers” dei DP un compitino: per me é tutt’altro, fu un ottimo “comeback” che personalmente trovo superiore ai dischi dei Firm. Inferiore ai Firm é invece “The house of the blue light”, una grande delusione visto il precedente, come inferiori in tema di “classic rockers” sono tutti i dischi citati da Picca (il Bowie di Tonight é vituperato più che giustamente, una volta tanto).

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  6. Avatar di Beppe R
    Beppe R 01/05/2012 a 15:33 #

    Buongiorno Tim, siccome mi tiri in ballo trovo corretto rispondere. Ho già scritto che quando commentate tu e il Signor Picca su Zeppelin ed affini, di cui conoscete ogni sfumatura, mi pare superfluo. Ovviamente sono un grande fan di Page e Rodgers al vertice dei loro poteri, ma non altrettanto della loro opera negli anni ’80. I Firm mi sono piaciuti, si, ma senza considerarli “groundbreaking” e mi dispiace ammettere che non ricordo come davvero memorabili canzoni nate dal loro sodalizio. Aggiungerei che sono lungi dal considerare immutabili le mie posizioni con il passare del tempo, e quello che mi è piaciuto, specie negli ’80, non sempre ha retto il test d’invecchiamento…Però, a proposito dei temi di cui sopra, reputo tuttora “Perfect Strangers” dei Deep Purple un disco di notevole livello, puntellato da alcuni classici. Inoltre, a proposito di argomenti recenti, temo che il fatto di non aver vissuto certe epoche incida su alcune valutazioni…Infatti hai trattato come un disco medio “YS” del Balletto di Bronzo. Scusami, ma per me è un tesoro (neppure tanto) nascosto del progressive italiano, uno dei pochi generi che dalle nostre parti è stato di livello internazionale (a meno che, come sui TG, si pensi che Vasco e Ligabue siano il massimo del rock). E “YS” vale almeno quanto i migliori dischi di PFM, Banco e Orme. Nessuno me lo toglie dalla testa. E non dimenticate il loro primo LP “Sirio 2222”: completamente diverso, all’incrocio fra suono sixties e “nascente” hard rock. Mi domando come i fans dei Led Zepp possano non amare gemme ivi contenute, ad esempio “Neve Calda”…e qui chiudo il cerchio.

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  7. Avatar di mauro bortolini
    mauro bortolini 01/05/2012 a 15:59 #

    I Firm erano la nuova scommessa di Jimmy Page.
    Un chitarrista che era atteso da milioni di fans e che a Pistoia mi era apparso
    un po’ frastornato.
    Ho amato tutti e due gli album anche se, paragonati ad un qualsiasi disco dei
    Led, non reggono minimamente il confronto.
    Ma a noi, veri fans di Jimmy, interessava rivederlo in azione e cosi’ fu.
    Riguardo il concerto Arms del 1983, Jimmy si stava liberando dall”eroina e
    tanto non si poteva pretendere.
    I suoi amici lo aiutarono.
    Riguardo Perfect strangers, é senza dubbio un bel disco..

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  8. Avatar di timtirelli
    timtirelli 01/05/2012 a 18:25 #

    Beppe, seppur fan nemmeno io considero i FIRM groundbreaking e penso che nessuno dei due musicisti in questione abbia fatto cose importanti per il rock finite le loro esperienze con LZ e FREE/BAD CO. Detto questo, stimolavo il dibattito solo per curiosità, per vedere cosa ne pensavano gli altri di una cosa in sé superflua ma che ho ascoltato tanto. Canzoni memorabili nei Firm forse non ve ne sono, tuttavia SATISFACTION GUARANTEED e MIDNIGHT MOONLIGHT (che risale ai tempi delle session di Physical Graffiti e che era intitolata SWAN SONG) credo siano canzoni di valore.

    Ho vissuto PERFECT STRANGERS in diretta con tanto di viaggio a Zurigo nel 1985 per vedere una tappa della tournée relativa. Lo reputo un album solido, ma ricordo0 che non mi impressionò moltissimo. Capisco però che possa essere considerato un buon album. A me non dispiaceva anche THE HOUSE OF THE BLUE LIGHT, ricordo che apprezzai il coraggio del gruppo nel cercare nuove strade nel lato A dell’ellepi, ma devo essere stato l’unico perché non ho mai sentito nessuno parlarne bene.

    Di sicuro hai ragione, non avendo vissuto in diretta certe epoche incide sui miei giudizi, che sono spogli dall’impatto che certi dischi possono aver avuto. E’così per il BALLETTO DI BRONZO, è così per i BLACK SABBATH è così per i LZ. Il primo non è certo il mio disco preferito. Dovrei forse essere capace di capire il botto che hanno fatto certi album, al di là dei miei gusti personali…non sempre è così. I miei gusti mi portano ad amare cose più musicali, complete, orchestrate…non mi sono sufficienti la carica, l’agonismo, il sound. Preferirò sempre HOUSES OF THE HOLY al primo, DARK SIDE OF THE MOON agli album con Barret, MACHINE GUN ETIQUETTE a DAMNED DAMNED DAMNED. Non pretendo di aver ragione, è che son fatto così.

    Grazie a tutti per aver colto il mio invito a commentare.

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  9. Avatar di Beppe R
    Beppe R 01/05/2012 a 19:22 #

    Tim, spero proprio di non passare per uno che ama l'”agonismo” musicale e poco altro (nemmeno nel calcio…) tanto più che fra i miei dischi preferiti in assoluto c’è “Brain Salad Surgery” degli ELP che a detta dell’eccezionale professore di musica (e autore della loro biografia “Endless Enigma”) Edward Macan, è uno degli album più complessi mai registrati da un gruppo rock. Per me un conto è la freschezza (non la carica tout court) ed un altro la “completezza” musicale. In realtà si possono abbinare benissimo entrambe le cose. Personalmente preferisco vari debut-albums per la portata innovativa, che non altre opere più elaborate. Effettivamente, stando al tema a te più caro, fino alla morte mi starà più a cuore Led Zeppelin Uno rispetto ad Houses Of The Holy. Mi hai chiesto cosa ne pensavo dei Firm, e te l’ho detto. Ma anch’io ero molto ansioso negli ’80 di ascoltare la loro proposta. Comunque da tempo ho ben poca voglia di scrivere perchè a differenza di tanti altri, non me ne frega nulla di aver la presunzione di “istruire le masse”, quindi quel che ho detto non era certo polemico verso chi la pensa diversamente da me. Se dovessi preoccuparmi del fatto che la maggioranza del pubblico ama gruppi rock di m… e non ha mai ascoltato degli autentici fenomeni, non vivrei più. E se qualcuno ama i Firm, non faccio altro che applaudire costoro. I due leaders restano degli immortali del rock, per quel che hanno scolpito…prima. Un pò di meno…dopo.

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  10. Avatar di Giancarlo T.
    Giancarlo T. 01/05/2012 a 21:49 #

    Mi infilo nella dialettica…Credo che abbiate scampoli di ragione un po’ tutti. Personalmente, sarà perché siamo entrambi due carrette sbandate, ho oggi una visione simile dell’oggetto inquadrato da Beppe. Ricordo che i Firm mi piacquero e forse proprio per la stessa sensazione di attesa che aveva Tim. Riascoltati oggi mi paiono non certo tromboni, bensì incompleti; non impacciati ma lontani dall’essere all’interno di un cerchio chiuso. E’ vero: non ricordo neppure io un singolo pezzo da nominare a memoria, mentre ne ricorderei almeno due o tre da da Perfect Strangers. Forse , davvero, si fu accondiscendenti con loro perché tanta era la voglia di avere un disco del genere tra le mani. Certo, sorvolare su Page e Rodgers sarebbe folle. Esattamente proprio come addottorare le masse su nullità assolute…senza mai aver ascoltato gruppi essenziali a capire tutto. …ed adesso che hai due pareri identici, Tim, il mio e quello dell’interista mio amico, che te ne fai? :)
    PS : Mentre scrivo mangio gelato, ottimo, e ascolto l’infame concerto del Maggio. Fino al momento ho visto e sentito troppe cose rubate e nulla saprei giustificare se non con mancanza di creatività, ma i Nobraino mi hanno colpito, mentre Caparezza (playing live right now) pur non essendo la mia tazza di tè, non mi dispiace…

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  11. Avatar di timtirelli
    timtirelli 01/05/2012 a 23:59 #

    Giancarlo, me ne faccio…me ne faccio:-) Mi piace parlare di musica con persone illuminate. Mi piace proprio. E’ bello il confronto, raccontarsi le passioni, confessarsi le piccole manie, accaldarsi per questo e per quello.

    Mi sembra di essere stato sufficientemente chiaro: io dei Firm ne penso quello che pensate voi due, poi siccome sono un superfan sia di Page che di Rodgers, conosco a memoria ogni titolo, ma ciò non toglie che non riesca a mettere il tutto – credo – nella giusta prospettiva.

    Beppe, io scrivo perché mi piace anche a me non interessa certo indottrinare qualcuno…provo piacere nel farlo, nel tradurre in parole certi miei pensieri sghembi…condividere pensieri con amici o semplicemente con gente con cui evidentemente ho affinità elettive. E’ tutto per il piacere che mi da la musica. Non mi stancherei mai. Naturalmente c’è pure dell’altro, come dice Julia sono uno a cui interessano gli altri, quindi il contatto, il confronto mi sono essenziali.

    Ed essere qui a mezzanotte, a chiacchierare con Giancarlo, Beppe, Mauro, Lorenzo, Alex, Picca mentre i CARNASCIALIA girano in sottofondo, mi piace proprio.

    Ciao.

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  12. Avatar di picca
    picca 02/05/2012 a 09:10 #

    Negli anni ’80 avevi due strade: o lisciare il pelo di MTV investendo il budget su parrucchiere, Tenax, completo lilla Miami Vice con polsini da tennista e scarpa ginnica, comprare un synth DX7 e una drum machine Roland, assoldare tre breakdancers e due fidanzate di Prince seminude per i video e magari sfagiolare un discomix con ridicola extended version bombardona di Radioactive prodotta da Arthur Baker) oppure ti accomodavi in una nicchietta ad aspettare che passasse la burana e tornasse il sereno. Tutto sommato mi pare che l’operazione Firm sia stato un tentativo dignitoso di tenersi a galla da parte di due carismatici dei seventies senza dar via troppo il didietro smollando ogni sera in scaletta Whole Lotta Love o All Right Now. All’epoca fu una mezza delusione, ma a distanza di quasi 30 anni mi pare una scelta genuina. Del resto, nel bel mezzo di quell’età in cui non sei più ‘giovane brillante’ e non ancora ‘venerato maestro’ ma soltanto ‘solito stronzo’, l’appeal dei due nostri eroi era già bello scarico (Cut Loose? Death Wish?), e con il fardello pesantissimo dell’ ‘abbiamo già dato’ (Zep & Free) da portare in spalla. In quagli anni era quasi inevitabile buttare tutto in vacca (fa impressione rilevare la difficoltà inspiegabile di allora a registrare dischi rock da un punto di vista di produzione sonora), o abbandonare le radici e reinventarsi in favore di MTV (Owner of a lonely heart/Radio Gaga/Against All Odds/Born In The USA/Gimme All Your Lovin’/We Built This city degli Starship…) o allinearsi al sgomitante scena Hard ‘n Heavy dividendo palchi e camerini con Night Ranger/Ratt/Motley Crue/Anvil/Magnum/Loudness/Lee Aaron. Oppure accomodarsi ad attendere l’inevitabile voglia di revival, gli unplugged, l’effetto collaterale del grunge e della riscoperta dei ‘padri’ e l’opera di remaster del modernariato rock di Mojo, Uncut & Classic Rock che arriverà nei nineties.

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  13. Avatar di alexdoc
    alexdoc 02/05/2012 a 10:36 #

    Bellissima la citazione dal grande Berselli, Picca.

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  14. Avatar di alexdoc
    alexdoc 02/05/2012 a 10:40 #

    Tuttavia per me non c’era bisogno del grunge dei 90s e della voglia di unplugged per “riscoprire i padri”. Quelli sono sempre stati noti, i nineties hanno ucciso i “fratelli maggiori” degli ’80, come il punk fece col prog. Detto questo, spezzo una lancia a favore del Plant solista di quegli anni, che video a parte (ma il limone in mano poteva essere una citazione di “Squeeze my lemon”) non era così male musicalmente nel tentativo di avventurarsi in nuove strade, e non mi sembra abbia mai prodotto niente di inascoltabile.

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  15. Avatar di mauro bortolini
    mauro bortolini 02/05/2012 a 12:27 #

    Sono d’accordo.
    Robert Plant mi é piaciuto molto in manic nirvana e fate of nations.
    Inoltre quel chitarrista, DOUG BOYLE, era grande.

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  16. Avatar di timtirelli
    timtirelli 02/05/2012 a 13:27 #

    Io invece penso che le cose di Plant siano invecchiate male. All’epoca difesi NOW AND ZEN, oggi non lo rifarei. MANIC NIRVANA poi è proprio bruttino, e Doug Boyle non mi pare sia un chitarrista speciale, un bravino session man, forse ma nulla più. SHAKEN N’ STIRRED piuttosto lofi. Anche FATE OF NATIONS, album che tutti considerano grande, non mi fa effetto…Robert che torna all’ovile, rimasticature hippy e zeppy. No, a parte BURNING DOWN ONE SIDE e HONEYDRIPPERS, di RP non mi piace granché.

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  17. Avatar di mauro bortolini
    mauro bortolini 02/05/2012 a 20:00 #

    Now and zen riapri’ agli zeppelin citandoli ed a page partecipe al disco.
    Manic nirvana tour riporto’ nei teatri le led zep songs.
    E page e plant si incrociarono a knebworth.
    Pure il fate of nations tour era pregno di succo zeppelin.
    E si preparo’ cosi’ il page plant comeback.
    Anche grazie ad outrider e coverdale page. . .

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    • Avatar di Lorenzo Stefani
      Lorenzo Stefani 03/05/2012 a 01:09 #

      Sono d’accordo, Now and Zen aveva sonorità molto eighthies, un sacco di tastiere ed una voce poco naturale, molto meglio gli album successivi; ma comunque “Tall cool one” ha un ritmo che ti resta dentro (a parte le citazioni Zeppelin). Mi rendo conto che con la mia affermazione azzardata secondo cui i Firm sarebbero un po’ tromboni devo aver punto sul vivo quanti di voi conoscono quel gruppo molto meglio di me e soprattutto hanno vissuto in diretta le loro uscite discografiche, con grande speranza e trepidazione, cosa che non vale per il sottoscritto che invece ha vissuto in quel modo l’uscita di Perfect Strangers.
      In effetti non conosco abbastanza bene i Firm per sparare certe affermazioni con reale cognizone di causa: ho provato a risentirmi le loro canzoni su YouTube ed effettivamente ha ragione Tim sul punto della “timidezza” dell’approccio, non sono molto incisivi. Però dal vivo erano molto meglio che in studio, dove invece (secondo me) i suonazzi anni ’80, plasticosi, freddi e artificiali, me ne rendono attualmente l’ascolto molto difficoltoso: a me “Radioactive” ricordo troppo i Duran Duran, con il povero Chris Slade che fa la faccia feroce
      e picchia disperatamente sulla sua mega batteria con doppia cassa mentre le convenzioni dell’epoca gli impediscono di fare una rullata che sia una e gli impongono di tenere il tempo come un noioso metronomo. Hasta luego!

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  18. Avatar di mauro bortolini
    mauro bortolini 03/05/2012 a 08:08 #

    Se i Firm avessero continuato a fare dischi, a me avrebbe fatto piacere
    Rodgers e Page erano un bel paio.
    Mi sarei goduto anche il connubio Coverdale Page ..
    Ma il peso dello Zeppelin ha schiacciato tutto.
    L’unica cosa che rimprovero a Plant é aver sciolto il sodalizio con Page
    nel 2000 per mettere su una cover-band.
    Jimmy ha risposto bene con i Black Crowes.
    . Ma ormai sono secoli fa.

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  19. Avatar di alexdoc
    alexdoc 03/05/2012 a 14:12 #

    A ben vedere, l’unico disco veramente “confuso e infelice” del “Percy” solista é “Shaken and stirred”. Prima e dopo, una versione Pop ma mai disprezzabile del suo mondo.

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    • Avatar di mauro bortolini
      mauro bortolini 03/05/2012 a 19:37 #

      Fu il disco che fece scappare Robbie Blunt
      Nonostante tutto LITTLE BY LITTLE mi piace e fu num 1
      in classifica sia pure per poco.
      Tutto si puo’ dire di Plant ma non che non abbia una rara
      propensione a comporre ( scoperta da solista ),
      Ma chi puo’ dire quale era il suo reale contributo alle
      canzoni dei led zep.
      Solo testi ? Non credo proprio..

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