Pascal Chabot “L’uomo che voleva comprare il linguaggio” (Lit Edizioni/Castelvecchi 2019) – TTTTT

13 Feb

Tutto sta scritto nelle righe del retrocopertina:

In questo libro brillante, a metà tra la sceneggiatura e il dialogo platonico, i personaggi di Pascal Chabot analizzano la società contemporanea: ne impersonano l’alienazione e informatizzazione, ma anche i valori da salvare e preservare per un futuro che può ancora essere riscattato, confidando nell’umanità.

Questo è un libro (breve, solo 51 pagine) stupefacente. Qui sotto qualche stralcio. Da leggere.

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Descrizione

Confinati nell’aeroporto di un’isola una sera in cui imperversa un uragano, un uomo e una donna si rincontrano per caso. Dopo gli studi di filosofia, che li hanno prima uniti e poi separati, lui sta cercando di concretizzare il suo progetto: brevettare il linguaggio. È convinto, infatti, che non sia lontana l’epoca in cui gli umani dovranno «abbonarsi alla logosfera» affinché alle loro parole seguano degli effetti. In questo libro, a metà tra la sceneggiatura e il dialogo platonico, i personaggi di Pascal Chabot analizzano la società contemporanea: ne impersonano l’alienazione e informatizzazione, ma anche i valori da salvare e preservare per un futuro che può ancora essere riscattato, confidando nell’umanità.

Pascal Chabot è un filosofo belga, insegna allo IHECS (Institut des Hautes Études des Communications Sociales) di Bruxelles ed è un profondo conoscitore dell’opera di Gilbert Simondon. È autore de La philosophie de Simondon (Vrin, 2003), Après le progrès (Puf, 2008) e de Les sept stades de la philosophie (Puf, 2011). Le Edizioni San Paolo hanno pubblicato Burnout globale. La malattia del secolo (Global burn-out, 2014).

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