Ecco qui il nuovo Van Halen, un nuovo album con Diamond Dave dopo tutti questi anni, chi l’avrebbe detto? Ho già parlato del singolo TATTOO, confermo: trattasi di un bel rock non banale con una bella melodia. SHE’S THE WOMAN, così come altri brani dell’album, proviene dal passato: un’idea presa da scampoli di canzoni esistenti e mai pubblicate a suo tempo. Questa ha il tipico incedere dei primi due album del gruppo. Buona anche YOU AND YOUR BLUES, dove DLR canta di una communication breakdown. CHINA TOWN e AS IS sono due di quei tempi velocissimi che si trovano ogni tanto nei dischi dei VH, a me non sono mai piaciuti tanto. Di nuovo melodia in BLOOD AND FIRE. E’ bene specificare però che non si tratta di melodie tipo AOR, i disegni melodici di questo album sono a a tratti accattivanti ma mai ruffiani.
Eddie suona molto bene, sembra meno prigioniero delle sue bizzarrie, quelle che avevano reso assai discutibili l’ultimo disco da studio (VH III) e l’ultimo tour insieme a Sammy Hagar. Non riesco a valutare il basso. Nulla di estremamente fuori posto, ma quel che fa Wolfang tende a non piacermi. Temo di rimpiangere Michael Anthony, il che è tutto dire.
BULLETHEAD, HONEYBABY SWEETDOLL e OUTTA SPACE le trovo un po’ così, senza nessun brivido particolare, certo però che quando EVH suona alla fine qualcosa di speciale poi lo trovi sempre.
THE TROUBLE WITH NEVER nella scrittura riporta a galla vecchie formule VH. Assolo di Eddie col wah wah. Ascoltarlo è sempre una gioia. Il cantato di David Lee Roth in tutto l’album non è affatto male. Non è mai stato un cantante dotatissimo, ma ha sempre saputo, almeno su disco, cavarsela con personalità. Alex rimane sui suoi livelli.
STAY FROSTY è la nuova Ice Cream Man, un rock blues tirato, moderno e un po’ bislacco. Ah, che bello risentire questi VH e per un momento ritornare il 18enne colpito dai loro primi due album. Ancora classic VH in BIG RIVER e BEATS WORKIN’.
Questo è un buon disco rock, rock in senso stretto: voce, chitarra, basso e batteria. Costruzioni interessanti, rifiniture di pregio, un bel mood di fondo, nessuna deriva commerciale, nessun rock senile. Forse mancano un paio di brani melodicamente più incisivi però non va sottovalutato il fatto che l’album è credibile, indiscutibilmente rock e davvero niente male.




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