Ero qui in ufficio affaccendato nelle mie cose quando ricevo da Polbi questo sms:
La solitudine. Non conosco nessuno a cui piaccia gran parte della musica che ascolto in questi ultimi anni. Stasera a Roma show degli ELECTRIC WIZARD e nessuno che voglia venire. Che tristezza, mi consolerò ascoltando i NAAM … se Margaret non mi spacca lo stereo. Che vita!.
Certo che di amici blues ne ho, eh?

Ho comprato ieri il nuovo lavoro di robert plant in cd.
Solo stasera ho potuto trovare il tempo di ascoltarlo in cuffia.
Ascolto un po’ frettoloso devo dire.
il disco è come me l’aspettavo.
E spiega bene il perchè robert plant sia distante dallo zeppelin e da page.
Un album molto raffinato ma distante da quello che cerco.
E’ gia’ il terzo album consecutivo che conferma, secondo me, lo stacco
definitivo dagli zeppelin.
Qualche sprazzo di chitarra psichedelica.
Carry fire, che da’ il titolo all’album, é una bella canzone.
Ma sullo sfondo lo zeppelin è sempre piu’ lontano.
Non lo scorgo quasi più.
E citando il film ritorno dal futuro, qualsiasi foto dei led zeppelin insieme
sta sempre più sbiadendo.
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Carry fire é una grandissima canzone ed é comprensibile che titoli l’album.
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Continuando gli ascolti di Carry fire, e mi riferisco alla sola canzone, non
all’intero album, ritengo che Plant non abbia mai saputo condensare in
una canzone sola, da tanti anni, come in Carry fire, la sua essenza come
musicista post-zeppelin.
Un resumé del suo meglio lontano da Page.
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