Qualche giorno fa in macchina mi sintonizzo su Radio Capital mentre stanno intervistando Angelo Branduardi. Apprendo che è appena uscito un cd di 6 nuovi pezzi. Fan sentire IL LUNGO ADDIO, uno di quei pezzi che mi colpisce subito, arrivando dritto all’animo neutralizzando eventuali filtri. Compro il CD. Molto, molto buono.
Come si può definire la musica di Branduardi? Musica buona direi, musica che trae spunto dalla musica medioevale, o comunque antica, italiana ed europea. Che bello poi il fatto che il cd contiene solo 6 pezzi, senza riempitivi inutili, ed è venduto ad un prezzo speciale. Due dei pezzi sono riletture di un brano di Elvis Costello (che se non sbaglio derivava da una melodia tradizionale irlandese) e di uno dei Pogues. Il primo è appunto IL LUNGO ADDIO, struggente e malinconico, uno dei dei due pezzi super dell’album. L’altro è GIRA LA TESTA scritto da Branduardi insieme al poeta paroliere Pannella, con un testo riuscitissimo ed un andamento figlio di una allegria lontana nel tempo. Questi due pezzi sono di gran spessore, ma è bene che vi dica che anche gli altri quattro non sono troppo distanti da quell’eccellente livello. Gran album.



Stavo ascoltando anch’io la stessa intervista, a parte lui come uomo che è fenomenale, un’arguzia e una calma nelle risposte fuori dal comune, e la sua musica mi piace parecchio (ho sempre avuto un debole per il violino), medievale si ma tanto più pimpante di molta musica odierna.
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Withesnake, Branduardi…continuaiamo cosi, facciamoci del male!
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Vedo che siamo in “sincronicità” …anch’io ho ascoltato l’intervista su R.Capital ed ero incuriosito dalla nuova opera del menestrello, grazie Tim per la recensione.
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