CALCIOPOLI – DELITTO E CASTIGO

18 Giu

Giovedì, al mare, stavo leggendo Repubblica dopo aver letto la Gazza. Una delle notizie del giorno era la radiazione di Moggi, Giraudo e Mazzini dalla FIGC. Pensai che dopo  le amministrative, i referendum  si aggiungeva questo, e mi chiesi se davvero l’Italia stava lentamente cercando di tornare un paese civile. A pagina 65 c’era questo articoletto di Crosetti, lo lessi e decisi di pubblicarlo sul blog. Nel tardo pomeriggio scoprii che Settore aveva avuto la stessa idea e lo aveva già pubblicato sul suo (http://settore.myblog.it/) così decisi di rimandare la pubblicazione. Lo faccio oggi, anche se ogni volta che si parla di calciopoli sto male, perché sono un grande appassionato di calcio, ma se non altro la giustizia riesce a dare un po’ di sollievo.

CI VUOLE CORAGGIO A CHIEDERE INDIETRO QUELLO SCUDETTO

Non erano balordi di provincia, non erano un fruttivendolo, un dentista, un ex centravanti malato di scommesse. Erano l´amministratore delegato e il direttore generale della Juventus, e il vice presidente della Federcalcio. Erano il massimo del potere possibile. Erano un enorme nucleo di pressioni, complicità, clientele. Erano i piloti occulti di arbitri e arbitraggi. Erano un´associazione a delinquere (sentenza di Napoli su Giraudo, tre anni di galera in primo grado). Erano: e non saranno mai più. Il calcio sporco di oggi prende atto di una grave, importante, attesa sentenza sul calcio sporco di ieri. Perché sporco è sempre. Ma quella era sporcizia di sistema, era “la cupola”. Aberrante, altamente inquinante: citiamo il giudice. Meglio tardi che mai. «Mi hanno rubato l´anima», disse Lucianone. Quasi peggio che rubare le partite. Se non eri loro amico, diventavi un nemico. Se non accettavi favori e resistevi alle intimidazioni, eri fuori dal gioco. Perché volevano giocare solo loro, truccando le carte. Questa Italia dalla memoria corta ha ancora permesso a Moggi di fare l´opinionista: patetico, qualche sera fa al Tg1, ascoltarlo dissertare di scommesse, dopo avere perso per sempre la sua. Eppure la Juve rivuole indietro uno degli scudetti di questa banda: serve del coraggio anche solo per chiederlo.

(Maurizio Crosetti – La Repubblica di giovedì 16 giugno 2011)

AGGIORNAMENTO DEL 20/06/2011 – La discussione si fa profonda, dunque sollecitato da GCT aggiungo al post questo articolo di Oliviero Beha, cosa che avevo già intenzione di fare, mandatomi da Giancarlo via email. La discussione naturalmente è delicata, Interisti e Juventini la sentono molto questa cosa, ma scriverne e confrontarsi in questi termini non può che essere utile. Dubito che raggiungeremo mai punti comuni, ma non bisogna rinunciare a elaborare certi pensieri.

Sono in ansia per quel che succederà a Pontida, con Bossi, Maroni e il popolo verde della Lega: nel frattempo mi domando se la spianata storica di cui si riferisce e si mitizza da oltre vent’anni non sia in parte occupata da tempo (5/10 anni?) da un supermercato. Guardare il video per credere. Certe volte val più un’immagine di mille commenti sedicenti politologici. Sono anche in angoscia per sapere se qualcuno, eventualmente chi, e quando, abbinerà la vicenda dell’arresto di Luigi Bisignani, il faccendiere in pista da sempre nei misteri italiani, con le nomine Rai di questi anni. Si passava o non si passava per lui per esempio nell’era Masi? Ditecelo, per favore, siate gentili…Tra ansie e angosce, almeno una certezza: sul caso Calciopoli, così come sul caso Scommettopoli, ci stanno prendendo per i fondelli. Moggi, Giraudo, Mazzini radiati dalla Disciplinare dopo che la richiesta di radiazione era stata fatta nel luglio del 2006 ai tempi della giustizia sportiva “presto e bene”. Radiati il 15 giugno 2011: non bastano le date per capire? Tra un mese sarebbero scaduti i termini. Perché hanno aspettato tanto? Per gettare in pasto all’opinione pubblica una polpetta avvelenata che la distraesse da Scommettopoli? Per far vedere che alla fin fine il Procuratore Federale del calcio, l’accusa, il PM del pallone, Stefano Palazzi, comunque porta a casa qualcosa? O altrimenti perché, dopo ben cinque anni? Trovate la risposta continuando a leggere…Si obietta: ma un colpevole è un colpevole. Rispondo: certamente. Ma il processo prima che a Moggi va fatto al potere calcistico, a come funziona la giustizia sportiva, a come vengono usate le sentenze, ai giochi di potere che ci sono dietro. La conferma ce l’avete da Scommettopoli, in cui lo stesso Palazzi svolge il medesimo ruolo: indaga e rinvia a giudizio, oggi come nel 2006. E sta venendo fuori che Palazzi in Federazione insabbia (cfr.lo scandalo di “Premiopoli” sul web, per facilitarvi la comprensione della faccenda, o i miei scritti sul Fatto, o l’Espresso in edicola) tutto quello che può insabbiare. Nel caso di Moggi, Giraudo e Mazzini, chi mi dice che Palazzi non sapesse già nel 2006 che nello scandalo erano coinvolte tante altre figure importanti del calcio, come è venuto fuori nel processo penale in corso a Napoli?

Perché mi devo fidare di Palazzi dopo quello che è documentato su di lui? E da chi dipende Palazzi se non da Abete, presidente federale? E nel 2006 Abete non era il vice del presidente Carraro? E non ci sono intercettazioni su Carraro (poi ovviamente prosciolto con urgenza da quella stessa giustizia sportiva da lui superveduta) del tenore di quelle su Moggi e soci? Quindi l’obiezione fasulla e amplificata dai media collusi, “intanto giustizia su Moggi, liberiamoci di un colpevole”, si scontra con la logica e la natura di chi lo ha giudicato.

I latini dicevano “summum ius, summa iniuria”, massimo diritto, massima offesa, o giù di lì. Per quello che avete letto finora, e senza tifo juventino pro o contro Moggi, è chiaro che qui di ius ce n’è pochissimo e invece c’è una gigantesca presa per il di dietro dell’opinione pubblica italiana. Mentre fioccano le notizie dalla Procura di Cremona, e Palazzi dovrebbe indagare su tutto ciò e cominciare gli interrogatori. Mi domando come, e con che faccia. In altri campi, questa mole di sospetti peserebbe come un macigno su chi amministra la giustizia assai più che su eventuali colpevoli scelti nel mazzo, a quel che si è visto e sentito nel Tribunale di Napoli, nel mazzo e con cura… Invece qui la stampa dimentica tutto ciò e archivia il caso con la “discarica Moggi”. Io me ne vergognerei…

OLIVIERO BEHA

7 Risposte to “CALCIOPOLI – DELITTO E CASTIGO”

  1. Avatar di Danilo63
    Danilo63 19/06/2011 a 12:30 #

    Sono d’accordo con Crosetti, vedere Moggi su Italia 7 Gold dissertare sul calcio italiano fa leggermente schifo. Quasi come quelli che per giustificare tutto ciò dicono che era il sistema ad essere marcio non solo loro: come dice Travaglio un ladro più un ladro fanno due delinquenti e non due persone oneste. E che si leggano il libro “Scudetti dopati” di Petrini prima di parlare.

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  2. Avatar di Giancarlo T.
    Giancarlo T. 19/06/2011 a 18:55 #

    Io credo che un uomo che legge ne valga due. Ed un uomo che legge di tutto ne potrebbe valere anche di più. Ecco perché mi permetto di suggerire a questo “covo” di interisti dal dente avvelenato e dal robusto conto bancario presidenziale, questo articolo di un personaggio al di sopra di ogni sospetto, Oliviero Beha ( http://notizie.tiscali.it/opinioni/Beha/1287/articoli/Caso-Moggi-non-fatevi-fregare-Il-processo-va-fatto-al-potere-calcistico.html ).

    E se qualcuno ne avesse il coraggio, perché per essere interisti e farlo ce ne vuole, leggerei anche “Farsopoli” ed il resoconto stringato di 170.000 (leggesi centosettantamila) intercettazioni di cui solo 21 (leggesi ventuno) sono finite in un processo ancora in corso a Napoli. Leggerei le dichiarazioni agli atti di chi le ha effettuate, leggerei come una fetta di calcio ha deciso di tagliarsi una gamba. E da juventino aggiungerei anche una bella fetta della proprietà della Juventus, se quel che emerge tra le righe ha un senso.
    Come? Se leggo Travaglio? Sì, certo. E se ho letto “scudetti dopati”, sì, e senza vomitare. Ma ridendo. Ora vi chiederei di fare altrettanto.

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    • Avatar di timtirelli
      timtirelli 19/06/2011 a 20:31 #

      Ho ho avuto molto da fare, la settimana di ferie è stata assai salutare ma mi ha fatto rimanere indietro con tante troppe faccende, blog incluso. Entro stasera però avrei risposto alla tua email e ti avrei chiesto il permesso di pubblicarla aggiornando l’articolo in questione. Mi hai preceduto scrivendo questo commento e hai fatto bene. Contraccambio quanto hai scritto all’inizio dell’email, lo sai che sono sincero. Probabilmente abbiamo visioni diverse su quanto è successo, tu pensi di essere nel giusto, io faccio altrettanto (anzi, io so di essere nel giusto ;-)). Ciò non toglie che pubblico sempre volentieri uno scritto degno di questo nome, a maggior ragione se a tua firma. Ti sbagli su una cosa: (purtroppo :-))questo non è un covo di interisti. Danilo, ad esempio, proprio non lo è (è un ducale bianco crociato).
      Quello che voglio è che la discussione sia civile. C’è abbastanza odio in questo mondo, c’è già abbastanza odio nel mondo del calcio, c’è già già abbastanza odio tra juventini e interisti. Io cerco di non scrivere (e ragionare) con la pancia, vorrei che tutti facessimo così. A me – e l’ho sempre detto – è dispiaciuto moltissimo che la Juve sia andata in B, che le siano stati tolti due scudetti, e che il calcio italiano si sia sputtanato, tuttavia credo che Moggi e Giraudo siano colpevoli ed è giusto che paghino. Mi chiedo anche come fece la dirigenza juventina a lasciare che accadesse quello che è accaduto. Giancarlo, parli di Interisti dal dente avvelenato. Interisti dal dente avvelenato? Hai idea della violenza verbale degli juventini? Sono ancora scandalizzato per quello che successe sugli spalti di Juve – Inter di alcuni anni fa. Tutto lo stadio, tutto, a urlare promesse di morte a Balotelli (e all’Inter in generale), senza nessuno che intervenisse, senza che il vostro capitano (capitano, tsè) facesse un gesto nobile nei confronti di Supermario. Capirai che son cose difficili da dimenticare, come sono difficili da dimenticare i 12 anni in cui Moggi era il gran burattinaio del calcio italiano. Lo so, per te sono chiacchiere da bar, ma per me, proprio no.

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  3. Avatar di Giancarlo T.
    Giancarlo T. 20/06/2011 a 09:42 #

    …Ecco…interessante la domanda sulla società Juventus. Se leggessi arriveresti alle medesime conclusioni cui sono giunti gli juventini. Non vado mai allo stadio e l’unica volta cui sono andato ho rischiato la vita (Fiorentina – Juve 2-1 1985, dopo l’Heysel!) e non conosco la vicenda di Balotelli. Ma ammazzarlo mi parrebbe troppo. Un bel paio di calci nel culo, però, male non farebbero ;) . Ciao, Tim…

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  4. Avatar di Giancarlo T.
    Giancarlo T. 20/06/2011 a 11:45 #

    …dimenticavo…pubblicalo l’articolo di Beha, se vuoi, no? Fa sempre riflettere…

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  5. Avatar di Abraham Zapruder
    Abraham Zapruder 22/06/2011 a 10:13 #

    Purtroppo il virus travaglio ci ha attaccati tutti; sempre alla ricerca della forca accontentandosi di quello che ci propinano la gazza e repubblica………..peccato, non cambieremo mai

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    • Avatar di timtirelli
      timtirelli 22/06/2011 a 17:34 #

      Secondo me i virus che ci attaccano sono ben altri (questo centro destra, giornalacci tipo Libero, Il Giornale e Tuttosport) ad ogni modo credo che non arriveremo mai ad un accordo, se si considera forcaiola la semplice voglia di giustizia e di correttezza e se si giustifica l’operato di Moggi e Giraudo, non credo sia possibile un confronto.

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