Sì, il boccolone da pastorello è pazzesco…ma anche nelle ultime due – “superfigo” e “Frate Francesco” -il nostro non scherza…
(meglio la chioma selvaggia di Plant o il codino argento di Page!…):-)
In questi giorni l’ascolto dei due cd della reunion dei led del 2007 e la
recente scomparsa di jack bruce, mi hanno fatto venire in mente alcune cose.
Nel 2005 i cream si sono riuniti alla grande ed é stato bello che l’abbiano fatto.
Nel 2007 l’hanno fatto per una volta sola i led zeppelin.
Bruce e Clapton non hanno risparmiato critiche ai led ed al loro inspiegabile
successo.
In realta’ penso che lo stesso clapton si renda conto benissimo che il suo
vecchio amico jimmy ha uno stile di chitarra unico.
E se eric é god, jimmy é GOD scritto heavy, hard,pesante.
E sentirlo suonare nel 2007 é ancora un grande piacere.
Le cose che ti sono piaciute da giovane ti piacciono ancora 40 anni dopo ?
In questi giorni sto leggendo il libro sui CREAM di dave thompson.
Immergermi in un libro ben fatto riesce a farmi partecipe di un periodo
fantastico che per questioni di eta’ e di locazione non ho potuto vivere.
Ma ricordo che, apertomi alla musica rock , a 18 anni, quando li ascoltai per la
prima volta, mi resi conto subito che il trio inglese aveva fatto nei sixties musica
per le generazioni a venire.
E senza quel gruppo, i led zeppelin non sarebbero stati i led zeppelin.
Non ho mai studiato inglese a scuola e non lo parlo.
Ma la musica rock, negli anni, mi ha portato a comprare libri made in uk o usa.
Col tempo ho imparato a scoprire da solo una lingua che prima del rock mi era
sconosciuta.
Ora, tra la versione italiana e quella inglese, propendo per la seconda.
Autodidatta per passione.
Il libro dei cream di thompson é un gran andare per me.
Fa luce sulla storia del piu’ grande supergruppo della storia del rock.
Si’, ce ne sono stati tanti di supergruppi.
Ma nel 1966 i Cream ( vedi il nome che si sono scelti ) erano quanto di meglio
c’era in inghilterra per chitarra, basso e batteria.
Tenendo conto che l’album con john mayall & bluesbreakers doveva ancora
uscire al momento in cui i CREAM si misero assieme, questo dà l’dea della
febbricitante ascesa del clapton.
E se il primo album, ascoltato oggi, può non sembrare FRESH, tornando a
quel 1966, lo scossone che dette jimi hendrix sbarcando in inghilterra, fu
un vero terremoto e propulsione anche per i cream.
DISRAELI e WHEELS sono lavori fondamentali per la musica rock.
Leggendo il libro si avverte nettamente lo stupore dei 3 musicisti che si
accorgono tra una trasmissione tv ed un concertino di 15 minuti con altri
gruppi, che la loro musica si sta espandendo e straripa dai consueti
contenitori dell’epoca.
Diventa una musica di improvvisazione e loro stessi non sanno dove li
porterà.
Sara’ l’apoteosi ma anche la loro fine.
Perché 3 enormi solisti entreranno col tempo in collisione.
Tantissimi sono gli episodi che mi hanno colpito.
E il libro lo sto ancora leggendo.
Ne cito qualcuno.
I LISTEN di ROBERT PLANT aprirono per i cream.
Fu AHMET ERTEGUN che li senti’ suonare in inghilterra e li volle nella
sua etichetta ed negli usa.
Quando suonano al fillmore rimangono scioccati dal fatto che la gente balla
con la loro musica….
I cream girarono un film con un regista che ebbe la bella idea di montarli
su un camion in giro per una citta’ europea.
Bruce e baker si misero a litigare violentemente.
Volarono parole durissime tanto che clapton si mise a piangere.
I cream diventano idoli anche in america.
Qui eric clapton ascolta MUSIC FROM BIG PINK e resta fulminato sulla strada
di bob dylan.
Da quel momento inizia la fine non solo dei cream ma anche del clapton che
piace a me.
L’ultimo album con alcune canzoni in studio, GOODBYE ne é la prova.
I cream mi piacevano da ragazzo e li adoro 40 anni dopo.
Bisogna che prima o poi lo leggo questo libro, grazie mikebravo!
Che strana questa cosa dell’esordio della Band. Hanno colpito tantissimo quasi tutti i musicisti del periodo, la loro influenza e’ citata in innumerevoli biografie e articoli.
Per me un piccolo mistero, non sono mai riuscito a sentire nulla di particolarmente originale nella loro musica, al di la’ del fatto che possa o meno piacere.
Ma qui ci vorrebbe un intervento dei nostri americanisti Francesco Prete e Picca.
Leggendo il post di mikebravo mi viene da fare anche un altra riflessione da condividere con la comunità del Blog.
Avete mai fatto caso a come i musicisti rock quasi sempre NON ascoltano il genere di musica che fanno? Ad esempio, Page nei suoi ascolti sembra essere lontano anni luce dal grande Hard Rock inglese, John Lydon non credo abbia speso un minuto della sua vita ad ascoltare Punk, Lemmy il metal nemmeno per sogno, Ozzy super fan dei Beatles, Roger Waters della Band, Syd Barrett dei primi Stones, Henry Rollins dei LZ e la lista potrebbe continuare all’infinito!
Ma non vi sembra strana questa cosa? Mah!
Forse la grandezza della loro musica viene anche dal fatto di non sentirsi parte di un genere musicale, di non ascoltarlo e non averlo necessariamente come orizzonte di riferimento. O forse ci pigliano per il culo dandosi delle arie, e poi Page a casa non ascolta Link Wray in vinile come vorrebbe farci credere, ma si spara i cd dei Whitesnake a palla!
Devo dire pero’ che per quanto riguarda i pochi musicisti famosi che ho avuto modo di conoscere personalmente, la regola e’ rispettata al cento per cento.
Ascolti totalmente diversi dal genere che suonano.
Vedi mikebravo parlando di Cream e della conversione di Clapton sulla strada della Big Pink dove mi hai fatto finire….
……….leggevo oggi su internet un articolo di giornale inglese della
prima meta’ dei sixties.
Era su jimmy page che dichiarava quale artista preferito un certo
bob dylan.
Era poi il periodo in cui grazie alla bella storia con jackie de shannon,
era andato con lei negli usa per la prima volta.
Tutti all’epoca scimmiottavano lo stile di dylan.
Ma se l’incidente in moto e la convalescenza hanno dato vita a Music from big pink e, negli anni a venire, all’americanizzazione di clapton,
a loro volta i cream hanno fatto nascere in america gruppi come i
mountain, discendenti diretti dei cream e del loro produttore felix
pappalardi.
Nella terza è terrificante… :-)
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Era il periodo Cream quando si era fatto fare la permanente un pò per Bob Dylan e un pò per Hendrix…
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Sì, il boccolone da pastorello è pazzesco…ma anche nelle ultime due – “superfigo” e “Frate Francesco” -il nostro non scherza…
(meglio la chioma selvaggia di Plant o il codino argento di Page!…):-)
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In questi giorni l’ascolto dei due cd della reunion dei led del 2007 e la
recente scomparsa di jack bruce, mi hanno fatto venire in mente alcune cose.
Nel 2005 i cream si sono riuniti alla grande ed é stato bello che l’abbiano fatto.
Nel 2007 l’hanno fatto per una volta sola i led zeppelin.
Bruce e Clapton non hanno risparmiato critiche ai led ed al loro inspiegabile
successo.
In realta’ penso che lo stesso clapton si renda conto benissimo che il suo
vecchio amico jimmy ha uno stile di chitarra unico.
E se eric é god, jimmy é GOD scritto heavy, hard,pesante.
E sentirlo suonare nel 2007 é ancora un grande piacere.
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Le cose che ti sono piaciute da giovane ti piacciono ancora 40 anni dopo ?
In questi giorni sto leggendo il libro sui CREAM di dave thompson.
Immergermi in un libro ben fatto riesce a farmi partecipe di un periodo
fantastico che per questioni di eta’ e di locazione non ho potuto vivere.
Ma ricordo che, apertomi alla musica rock , a 18 anni, quando li ascoltai per la
prima volta, mi resi conto subito che il trio inglese aveva fatto nei sixties musica
per le generazioni a venire.
E senza quel gruppo, i led zeppelin non sarebbero stati i led zeppelin.
Non ho mai studiato inglese a scuola e non lo parlo.
Ma la musica rock, negli anni, mi ha portato a comprare libri made in uk o usa.
Col tempo ho imparato a scoprire da solo una lingua che prima del rock mi era
sconosciuta.
Ora, tra la versione italiana e quella inglese, propendo per la seconda.
Autodidatta per passione.
Il libro dei cream di thompson é un gran andare per me.
Fa luce sulla storia del piu’ grande supergruppo della storia del rock.
Si’, ce ne sono stati tanti di supergruppi.
Ma nel 1966 i Cream ( vedi il nome che si sono scelti ) erano quanto di meglio
c’era in inghilterra per chitarra, basso e batteria.
Tenendo conto che l’album con john mayall & bluesbreakers doveva ancora
uscire al momento in cui i CREAM si misero assieme, questo dà l’dea della
febbricitante ascesa del clapton.
E se il primo album, ascoltato oggi, può non sembrare FRESH, tornando a
quel 1966, lo scossone che dette jimi hendrix sbarcando in inghilterra, fu
un vero terremoto e propulsione anche per i cream.
DISRAELI e WHEELS sono lavori fondamentali per la musica rock.
Leggendo il libro si avverte nettamente lo stupore dei 3 musicisti che si
accorgono tra una trasmissione tv ed un concertino di 15 minuti con altri
gruppi, che la loro musica si sta espandendo e straripa dai consueti
contenitori dell’epoca.
Diventa una musica di improvvisazione e loro stessi non sanno dove li
porterà.
Sara’ l’apoteosi ma anche la loro fine.
Perché 3 enormi solisti entreranno col tempo in collisione.
Tantissimi sono gli episodi che mi hanno colpito.
E il libro lo sto ancora leggendo.
Ne cito qualcuno.
I LISTEN di ROBERT PLANT aprirono per i cream.
Fu AHMET ERTEGUN che li senti’ suonare in inghilterra e li volle nella
sua etichetta ed negli usa.
Quando suonano al fillmore rimangono scioccati dal fatto che la gente balla
con la loro musica….
I cream girarono un film con un regista che ebbe la bella idea di montarli
su un camion in giro per una citta’ europea.
Bruce e baker si misero a litigare violentemente.
Volarono parole durissime tanto che clapton si mise a piangere.
I cream diventano idoli anche in america.
Qui eric clapton ascolta MUSIC FROM BIG PINK e resta fulminato sulla strada
di bob dylan.
Da quel momento inizia la fine non solo dei cream ma anche del clapton che
piace a me.
L’ultimo album con alcune canzoni in studio, GOODBYE ne é la prova.
I cream mi piacevano da ragazzo e li adoro 40 anni dopo.
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Bisogna che prima o poi lo leggo questo libro, grazie mikebravo!
Che strana questa cosa dell’esordio della Band. Hanno colpito tantissimo quasi tutti i musicisti del periodo, la loro influenza e’ citata in innumerevoli biografie e articoli.
Per me un piccolo mistero, non sono mai riuscito a sentire nulla di particolarmente originale nella loro musica, al di la’ del fatto che possa o meno piacere.
Ma qui ci vorrebbe un intervento dei nostri americanisti Francesco Prete e Picca.
Leggendo il post di mikebravo mi viene da fare anche un altra riflessione da condividere con la comunità del Blog.
Avete mai fatto caso a come i musicisti rock quasi sempre NON ascoltano il genere di musica che fanno? Ad esempio, Page nei suoi ascolti sembra essere lontano anni luce dal grande Hard Rock inglese, John Lydon non credo abbia speso un minuto della sua vita ad ascoltare Punk, Lemmy il metal nemmeno per sogno, Ozzy super fan dei Beatles, Roger Waters della Band, Syd Barrett dei primi Stones, Henry Rollins dei LZ e la lista potrebbe continuare all’infinito!
Ma non vi sembra strana questa cosa? Mah!
Forse la grandezza della loro musica viene anche dal fatto di non sentirsi parte di un genere musicale, di non ascoltarlo e non averlo necessariamente come orizzonte di riferimento. O forse ci pigliano per il culo dandosi delle arie, e poi Page a casa non ascolta Link Wray in vinile come vorrebbe farci credere, ma si spara i cd dei Whitesnake a palla!
Devo dire pero’ che per quanto riguarda i pochi musicisti famosi che ho avuto modo di conoscere personalmente, la regola e’ rispettata al cento per cento.
Ascolti totalmente diversi dal genere che suonano.
Vedi mikebravo parlando di Cream e della conversione di Clapton sulla strada della Big Pink dove mi hai fatto finire….
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……….leggevo oggi su internet un articolo di giornale inglese della
prima meta’ dei sixties.
Era su jimmy page che dichiarava quale artista preferito un certo
bob dylan.
Era poi il periodo in cui grazie alla bella storia con jackie de shannon,
era andato con lei negli usa per la prima volta.
Tutti all’epoca scimmiottavano lo stile di dylan.
Ma se l’incidente in moto e la convalescenza hanno dato vita a Music from big pink e, negli anni a venire, all’americanizzazione di clapton,
a loro volta i cream hanno fatto nascere in america gruppi come i
mountain, discendenti diretti dei cream e del loro produttore felix
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