Questo libro parla del tour americano del 1975 ed è scritto dal giornalista statunitense Stephen Davis, autore di Hammer Of The Godes (1985), il libro sui Led Zeppelin che più ha venduto e che a tutt’oggi è uno dei best seller per quanto riguarda l’editoria rock. Davis non è ben visto né dagli Zeppelin stessi né dai fan che anche in questo caso lo accusano di aver fatto errori grossolani circa date e riferimenti “tecnici”. Questo è vero: se sei un fan dei LZ in senso stretto trovi fastidiose queste cose, ma io penso che sia un libro gustoso. E’ chiaro che Davis fa uso di notizie e fatti presi da altri libri, da articoli e dai tanti bootleg di eccellente qualità relativi al tour in questione, ma è anche vero che Davis andò in tour nel 1975 con il gruppo e che stette con l’entourage diversi giorni in più occasioni e che durante quei giorni raccolse materiale in tre bloc notes, bloc notes ritrovati solo recentemente … ecco il perchè del libro.
L’autore aveva buoni rapporti con Danny Goldberg, nel 1973 publicist dei LZ e dal 1974 vice presidente della Swan Song, etichetta del gruppo, ed è il resoconto dei rapporti con Goldberg, di come si svolgevano le cose tra un concerto e l’altro durante un tour americano, che mi ha appassionato. Io credo che ogni fan dei LZ troverebbe interessanti certi momenti descritti in questo libro, al di là delle inesattezze e delle storie che abbiamo già letto cento volte, essere fan esperti significa anche saper filtrare il buono e lasciar andare le cose inutili.
Consiglio il libro anche ai casual fan, chi ama il rock non potrà che appassionarsi.
La mia versione è quella americana e dunque in inglese regalatami da Riff, ma esiste anche la edizione italiana a cura dell’Arcana.
Stephen Davis a LA nel 1975 mentre intervista Robert Plant – foto Peter Simon (fratello di Carly)
Robert Plant LA 1975 – “I’m a golden god” photo session – Foto di Peter Simon


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