FOR THOSE ABOUT TO ROCK & MALGHETTI BLUES

3 Lug

Venerdì sera Lorenz è venuto qui alla House Of Blues, dopo la cena e una gradita telefonata di Beppe Riva (e scusate se è poco!) io e il guitar hero di Littlevineyard ci siamo messi  più o meno diligentemente a tirar giù ed arrangiare le parti di chitarra di MORE THAN A FEELING e A MAN I’LL NEVER BE dei Boston. Pol, il cantante della CATTIVA COMPAGNIA, vuole farli assolutamente quindi dobbiamo rimetterci al suo volere :-).

(Tim & Lorenz – hard rock blues brothers)

Lorenz stravede per TOM SCHOLTZ e anche io sono legato allo spilungone del  Massachusetts (ma in realtà è nato a Toledo, Ohio): i primi due album dei Boston usciti quando ero ragazzino hanno contribuito a formare il mio cuoricino rock. Nonostante questo, riprodurre in maniera convincente pezzi dei Boston – e questi due in particolare – non è per niente facile, vedremo in seguito se riusciremo nell’impresa. Tra un cosa e l’altra, un arpeggio, un assolo, un aneddoto sul tour del 1975 dei LZ, un Jim Bean, una tisana depurativa e Lorenz che mi fa provare un assolo su uno dei nostri pezzi e mi dice “Bello Tim, questo lo fai tu perché hai centrato il senso meglio di me” (ed è un po’ come se Beppe Riva e Giancarlo Trombetti mi dicessero rispettivamente: “Tim, gli articoli sugli ELP e su Frank Zappa li fai tu perché ti vengono meglio”), spengo la lucina sul comodino alle 02,30.

Sabato mattina la sveglia suona alle 06,30 ed inizia uno dei miei sabati piuttosto pieni con poche ore di sonno alle spalle. Termino le tribolazioni alle 18,30, mi metto sul divano e invece di dormire un po’ mi sparo il nuovissimo bluray LIVE AT WEMBLEY (aprile 2010) della (o dei, come direbbbe Polbi) BAD COMPANY. Son lì che mi godo il ritorno in Inghilterra della mia band preferita in assoluto (beh,…una delle tre) e mi viene in mente che stasera Lorenz suona in provincia di Verona con gli Ecromad (Ac/Dc tribute band) … pazza idea…

Porto con me la mia navigatrice preferita (Lasàurit) e alle 20,30 entro in macchina. Passiamo l’autostrada del Brennero al tempo di DOWN TO EARTH dei Rainbow e NURSERY CRYME dei GENESIS. Alle 21,40 siamo ad Arbizzano, frazione di Negrar a nord di Verona. Lorenz non se l’ aspetta, lo vedo lì al tavolo con gli altri membri della band, si gira, mi vede, corre ad abbracciarmi e dichiara ai suoi amici con fare solenne “ragazzi, questo è il mio fratellone”. Andiamo al bar, ho bisogno di un caffè, Lasaurit prende un succo alla pera e Lorenz un whiskino. Nei 40 minuti che separano dall’inizio del concerto parliamo di rock naturalmente, non ne abbiamo mai abbastanza.

L’OFFICINA DEGLI ANGELI è un Live Music Bar piuttosto grande con un ampio cortile in una zona industriale, i ragazzi suonano all’aperto … ci sono 18 gradi, fa un freddo porco lì fuori, ma con un paio di thè caldi e lo spettacolo degli ECROMAD riusciamo a scaldarci. Il cantante del gruppo sembra un vero PROBLEM CHILD, e si immedesima perfettamente nella parte … più Bon Scott che Brian Johnson. Il gruppo più che proporre i successi della band australiana (che comunque ci sono), si appoggia ai pezzi meno scontati dei primi album…e per un momento mi immagino gli AC/DC nei bar australiani nel 1974. Il senso sembra quello. Bravi ragazzi. Vedere Lorenz suonare è sempre una emozione: quei suoi assoli, le sue mosse, la chitarra suonata coi denti, quell’innato senso rock, come si veste… … che spetàcol! Durante SHOOT TO THRILL lego alla sedia Lasàurit, notoriamente incapace di trattenersi al suono di quel pezzo.

(Gli Ecromad ieri sera ad Arbizzano – Lorenz è il secondo da sinistra)

(Lorenz forefront)

Il concerto finisce, dopo 15 secondi è di nuovo da noi. Parliamo del concerto per due minuti e poi di nuovo a discutere di Rock. Poco dopo ci rimettiamo in macchina e via di nuovo verso Reggio Emilia.

Sulla Brennero Highway Làsaurit si addormenta. Rimango solo con i miei pensieri. La Croma Blu è sui 130 km/h. Il termometro esterno segna 13 gradi, la notte è calma, non c’è traffico e le luci degli autogrill ogni tanto sfrecciano alla mia destra. Sono stanco ma sveglio. Mi interrogo sulla forza del rock, quella che malgrado le poche ore di sonno delle notti precedenti e del sabato piuttosto pieno mi spinge a fare 125 km (e altrettanti al ritorno) per andare in un posto in culo al mondo a vedere una tribute band degli AC/DC … sì, certo, ci suona Lorenz ma questa cosa va anche al di là. C’è un bisogno rock di fondo che mi scuote.

Riflettevo dunque sul fatto che – almeno per quanto riguarda me – è il rock che mi fa muovere e che più vado avanti con l’età e più ho bisogno di Hard Rock, mentre molti dei miei coetanei si avvicinano a cose più soft, più etniche, più world music, più jazz, più acustiche …insomma cose insopportabili.

Penso a Lorenz, cosa gli resterà del comunque magro compenso che ha ricevuto stanotte, dopo aver tolto la autostrada, la benzina, l’usura della macchina? Gli resteranno 25 euro?Ma come dice lui, “non lo faccio per questo, lo sai” già, è il brivido di una serata in cui ha suonato rock a tutto spiano che conta, e fa niente se è una tribute band. (Tra l’ altro, stasera – intendo domenica sera – Lorenz replica sempre in provincia di Verona con l’altra sua band, i PAWNDEG – che pronunciato all’emiliana significa “Topastro”-, in cui suona anche Jay Pee).

Il bip del telepass al casello di Campogallo,  altri venti minuti e parcheggio la macchina in garage. Leggo due pagine dell’ultimo Dylan Dog e spengo la luce. Sono le 3,30.

Alle nove mi sveglio, e invece di trovare me stesso in uno stato pietoso, sono piuttosto arzillo: ho il rock ancora in circolo. Faccio colazione, ascolto SANDY DENNY, scendo a dar da mangiare ai gatti e mi immergo ancora una volta nel senso blues che hanno i malghetti intorno a casa. Come ho già scritto, dalle mie parti per “malghetti” si intendono le coltivazioni di Mais.

(prugne e malghetti – foto TT)

Sono ormai nel loro splendore massimo: infinite e alte chiome verdi tutto intorno con le pannocchie ormai pronte.

(malghetti – foto TT)

(Fichi e malghetti – foto TT)

Ho un rapporto carnale con la mia terra, con l’Emilia Romagna, con Modena e Reggio in particolare, queste campagne piatte,  proletarie e imperfette, questi malghetti, questi campi di erba spagna, questi vigneti che come l’edera sono avvinghiati al mio animo mi pongono in uno stato di blues febbrile che mi porta spesso all’ autocombustione.

(Dai Patuzzo, tieni l’Inter!)

Scatto qualche foto, ringrazio Lasàurit che mi ha dato riparo in questo posto in riva al mondo, cerco di convincere il gatto Pato (ma come sapete io lo chiamo Patuzzo) – che è milanista coma la sua umana di riferimento – a tenere L’Inter e poi torno qui, nella stanza dello stereo, metto su il II dei BLACK COUNTRY COMMUNION e torno a veleggiare nel mare del rock. Cazzo, che bello!

For those about to rock …. I salute you. Fire!

9 Risposte to “FOR THOSE ABOUT TO ROCK & MALGHETTI BLUES”

  1. Avatar di Danilo63
    Danilo63 03/07/2011 a 20:56 #

    Ciao Timoteo, posso approfittare del tuo sito per ricordare che sono 40 anni oggi che è morto Jim Morrison?

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  2. Avatar di lorenz
    lorenz 04/07/2011 a 08:21 #

    Caro Tim vederti nelle terre Veronesi è stata un’inaspettata e graditissima sorpresa, ti ringrazio molto e sono contentissimo che la serata ti sia piaciuta anche se non usavo la Les Paul :-)
    Bella la foto che ci hanno fatto in Louisiana vicino a quella piantagione di watermelons…

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  3. Avatar di saurafumi
    saurafumi 04/07/2011 a 10:33 #

    Ecco, appunto, nonostante tutte le vostre paranoie sul southern rock, in quella foto lì voi due sembrate due southern rockers in a cornfield … specialmente te, Lorenz… sembri Gary Rossington ai bei tempi… :-)

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  4. Avatar di JayPee
    JayPee 04/07/2011 a 12:06 #

    Si…proprio due “rednecks” nel cornfield prima dell’esibizione alla festa del patrono di yazoo city Alabama. :-)
    Non vedo l’ora di vedervi dal vivo, Rock on!

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  5. Avatar di timtirelli
    timtirelli 04/07/2011 a 12:27 #

    Guarda un po’ cosa devono sentirsi dire due chitarristi rock di scuola inglese che hanno come influenza principale Mick Ralphs (io) e Rory Gallagher (Lorenz)… mah. :-)

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  6. Avatar di saurafumi
    saurafumi 04/07/2011 a 14:25 #

    A questo punto mi aspetto anche di vedere un crop circle… magari quello più famoso, con una strana e inquietante ombra dirigibilesca sopra… :-)

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  7. Avatar di Sara Crewe
    Sara Crewe 04/07/2011 a 18:53 #

    Due chitarristi vagano tra le piantagioni del Delta di un fiume un po’ così e un po’ cosà, uno all’insaputa dell’altro, alla ricerca del Crocicchio Ideale, con tutti gli annessi e connessi che un bravo chitarrista ben conosce . È buio pesto, di notte senza luna; i due si perdono, confondono i sentieri, non sanno più quanto tempo è passato – e quando infine lo trovano, il loro Crocicchio, alle prime luci dell’alba, si accorgono che lì non c’è nessuno, a parte loro due. Così, rassegnati, fanno le presentazioni, si stringono la mano, si scambiano i rispettivi blues , le loro due chitarre fanno conoscenza e, già che ci sono, i musicisti si fanno scattare una foto da un tipo strano che passa di lì, diretto al fiume per pescare i pesci gatto. Il pescatore è buffo di aspetto: maglietta nera con un simbolo strano, bermuda a tulipani gialli e blu, un paio di sandalacci da bagnino, occhiali neri a specchio con una lente un po’ scheggiata, una barbona alla ZZ Top dall’aria posticcia e un curioso codino di cavallo color argento vivo. Il pescatore posa i suoi attrezzi – una vecchia latta da bibite marcata “Tangerine”, un bottiglione di intruglio fatto in casa e dei cordini legati alle esche – e scatta loro una foto col cellulare che uno dei due chitarristi gli ha prestato. Poi abbozza un sorriso lupino, estrae dalla latta la foto dei due, già bell’e che stampata, la consegna a quello più vicino e scompare tra il granturco. I due chitarristi si guardano esterrefatti: e in quel momento sentono un rumore frusciante, come di sabbia che scorre dentro a una clessidra, e una vocina che canticchia in falsetto: “… in the corn you will find the road…”
    A questo punto, il film può cominciare veramente, mentre sullo schermo compare la scritta “in the future”…

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  8. Avatar di Lorenz
    Lorenz 04/07/2011 a 19:04 #

    Proprio Gary Rossington…

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