Ieri sera prove con la CATTIVA nella sala prove di Lele senza ventilatore. 4 operai e 1 operaia del rock in una calda serata estiva chiusi dentro il ventre di una sala prove che ribolle di aria calda, di amplificatori bollenti e di blues atavici.
C’è una strana “sala prove daze” nell’aria: Lorenz impreca perché non trova più il suo bottleneck, dice che lo aveva messo l’altra sera dentro alla “case” della pedaliera (gli faccio notare che è esattamente lì, nella pedaliera). Io cerco di accordare ma il tuner non funziona, controllo i collegamenti tra l’ampli, la pedaliera e la chitarra ma non succede niente (Lorenz mi fa notare che deve essere il jack…lo prende in mano e scopre che il mio jack è in condizioni pietose…mi fa un sorrisino di compatimento). Sempre io, dopo aver accordato la chitarra, mi accorgo che non esce nessun suono dall’ampli. Ricontrollo i collegamenti, ma non trovo l’inghippo, Lorenz mi guarda armeggiare con lo sguardo un po’ spaurito, si avvicina con l’aria di uno che ha già capito tutto, si piega, tocca il volume (che era sullo zero) dell’effetto MXR boost/overdrive e torna la felicità. Scuoto la testa, mi chiedo che razza di chitarrista io sia, Lorenz capisce e mi dice che questo dimostra che sono un vero chitarrista …. che ha visto un filmato di Brian May dove ad un certo – sul palco – la chitarra non funziona più, Brian non capisce cosa succede, è in preda al panico…arriva il suo tecnico, gli spinge bene il jack dentro alla figa della chitarra e tutto si risolve. Sarà, ma continuo a sentirmi un po’ imbecille.
Iniziamo con un paio di pezzi dei CHEAP TRICK. Non male ma siamo contratti, mi accorgo subito che non è una di quelle serate dove brilliamo. Cerchiamo di carburare con gli YARDBIRDS/ AEROSMITH e poi con gli AC/DC. Lele inizia a farsi sentire e quando lo fa, il suo drumming mi da alla testa, è una specie di droga per me. Inizio a sentirsi meglio. POL chiama un pezzo della BAD COMPANY, entro in territori famigliari… la band prende quota, Pol mi sorprende e non è facile sorprendere Tim Tirelli quando si tratta di Paul Rodgers e la BAD COMPANY. Io e Lorenz facciamo l’assolo armonizzato, la Saura tiene le fila con linee di basso che mi scaldano il cuore. Bene, pur in una serata non particolare il gruppo continua ad avere il suo perché. Continuiamo con un po’ di altri pezzi e poi arriva il momento dei BOSTON.
La Saura dice che non li sopporta, Lorenz stravede per Tom Scholtz, Pol si commuove al solo pensiero di A MAN I’LL NEVER BE, Lele osserva la scena e io mi chiedo se riuscirò a convincere Lorenz a fare le parti di lead guitar mentre io mi occupo degli accordoni che ci son sotto. Proviamo MORE THANA FEELING un paio di volte con le chitarre armonizzate ma non succede granché, Lorenz così acconsente a fare ciò che dico io e finalmente il pezzo parte. C’è ancora qualche imperfezione ma funziona: “chorus” a manetta, mi sento Barry Goudreau mentre coi miei accordi spingo Lorenz verso quegli assoli melodici, Lele e la Saura che sono senza dubbio la miglior sezione ritmica della zona e Pol che arriva dove arrivava Brad Delp. Suggerisco un finale un po’ rindondante e Aor, ma ci sta.
(Tom Scholz dei Boston)
Proviamo anche A MAN I’LL NEVER BE, tutta fino alla fine seppur in maniera provvisoria. Beh, niente male. Certo, non è un pezzo dal lignaggio intellettuale rock particolarmente alto, ma vedere Pol contento e emozionato nel realizzare uno dei suoi piccoli sogni musicali mi da una gran soddisfazione. Alla fine, sotto sotto, anche la southern rock girl lì al basso pare compiaciuta. Riascoltando questo pezzo più volte in questi ultimi giorni mi sono accorto da dove ha tratto ” l’ispirazione” Maurizio Solieri per l’assolo di ALBACHIARA di VASCO.
Anche per stasera è andata. Ricarichiamo tutto nelle macchine, ci inoltriamo nell’afa emiliana e torniamo a casa. Ripenso al fatto che A MAN I’LL NEVER BE era il pezzo preferito di POP, un mio grande amico che non c’è più ormai da 24 anni. Un pensiero anche per lui stasera.
“Guardavo fuori stamattina e il sole se ne era andato, ho messo su un po’ di musica per far iniziare il giorno, mi son perso in una canzone famigliare, ho chiuso gli occhi e mi son lasciato andare…”
I looked out this morning and the sun was gone
Turned on some music to start my day
I lost myself in a familiar song
I closed my eyes and I slipped away
It’s more than a feeling
(More than a feeling)
When I hear that old song they used to play
(More than a feeling)
I begin dreaming
(More than a feeling)
‘Til I see Marianne walk away
I see my Marianne walkin’ away
So many people have come and gone
Their faces fade as the years go by
Yet I still recall as I wander on
As clear as the sun in the summer sky
It’s more than a feeling
(More than a feeling)
When I hear that old song they used to play
(More than a feeling)
I begin dreaming
(More than a feeling)
‘Til I see Marianne walk away
I see my Marianne walkin’ away
When I’m tired and thinking cold
I hide in my music, forget the day
And dream of a girl I used to know
I closed my eyes and she slipped away
She slipped away
It’s more than a feeling
(More than a feeling)
When I hear that old song they used to play
(More than a feeling)
I begin dreaming
(More than a feeling)
‘Til I see Marianne walk away





Confesso che, nonostante i Boston non mi vadano del tutto giù, le linee di basso di Fran Sheehan mi prendono, e quella di A Man I’ll Never Be in particolare… quindi, bè sì… alla fine non sono poi così male come pensavo! :-)
Ah, riguardo ai sorrisini di compatimento di Lorenz… mi fanno cappottare!! :-) :-) :-)
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ç°#@ can io Tom Scholtz lo adoro… ma come immagine ….mamma mia se era poco rock…
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