THE SMOKERS, IL BLUES E IL TOUR DE FORCE DELL’AMICIZIA

11 Lug

Venerdì sera appuntamento con Lorenz e Jaype alle Notti Rosse a Villalunga di Casalgrande per il ritorno dei Rats; quel rock italiano non è esattamente il nostro genere preferito, ma Wilko e Lor (rispettivamente cantante-chitarrista e batterista del gruppo) li conosco da 3 decenni e non voglio mancare. Sono stato contento di vedere che anche dopo tutti questi anni la band ha un buon seguito che si ammassa sotto al palco e canta le canzoni. Prima di loro hanno suonato gli SMOKERS, gente del posto: Lorenz mi aveva già parlato del cantante ma non sapevo cosa aspettarmi. La locandina diceva “garage & sixties” e io pensavo “ah, un gruppo adatto a Polbi non a me” e invece mi son dovuto ricredere: la migliore band locale che io abbia visto negli ultimi anni. Il repertorio non supera il 1971, MC5, Neil Young, Creedence, FREE (Fire & Water e The Stealer) e la convinzione della band è commovente. Tutto gira intorno alla figura di DAVIDE COCCONCELLI , cantante e chitarrista ritmico. Daniele ricorda nelle sembianze il RORY GALLAGHER dei primissimi settanta e ha un voce che ti scuote e ti coinvolge sin da subito. Immaginate il PAUL RODGERS del 1969/70. Letteralmente FANTASTICO!

Sabato sera passato con i ragazzi che ogni tanto tornano in città, March non ce la fa e anche Liso da forfait all’ultimo ma gli irriducibili ci sono: yours truly, Sutus (come lo chiama Picca), Picca (appunto), Mixi, Jaypee e Dickey Betts…cioè, Riff. Fritto misto alla Festa Dell’Unità di Gavassa (frazione di Reggio), una di quelle feste dell’unità che tra un po’ scompariranno, fatte in una specie di grande cortile tra alcune case. Atmosfera da vecchia Emilia Romagna etichetta rossa.

(The boys are back in Gavassa)

Prendiamo il caffè alla baracchina del bar e per un momento contempliamo la situazione e riflettiamo sul fatto che la media dell’età  della gente è over 65. Finita questa generazione queste feste spariranno. Ognuno di noi immortala col telefonino la Festa di Gavassa.

(La festa di Gavassa)

(bands a Gavassa)

Verso le 22 ci spostiamo alla House Of Blues: un paio di tavoli, qualche sedia, la cuca (la cocomera), birre fredde, Southern Comfort  e fino alle 02 siamo ininterrottamente a parlare di musica rock. La serata caldissima, i campi di malghetti lì intorno (sì, lo so che li cito sempre), l’odore della campagna che suda e trasuda e Radio Capital che passa gli ZZTop ci portano ad inoltrarci in discussioni sul blues profondo, quello nero, quello che mica tutti saprebbero sostenere una conversazione a proposito.

La notte è nera e stellata, e noi ci appoggiamo sul suo ventre…notte che ci parla di blues e di rock dunque, con  accenti che arrivano fino a tematiche ancestrali e umanistiche. Guardo le facce di Suto, di Mixi, di Jaypee  e di Riff…tutti attenti alle teorie e riflessioni di Picca che sono sempre illuminanti. Lui non vuole che lo dica, ma io credo che Picca sia un genio. Io certi ragionamenti sul rock li ho sentiti solo da lui, ragionamenti che mi lasciano a volte a bocca aperta…e insomma, non è che io sia un rocker alle prime armi. Io dovrei filmarlo Picca mentre si lancia in congetture, storie, studi, ipotesi rock e poi mettere il video su youtube. Poi penso a noi, sei uomini maturi dell’Italia settentrionale (tra l’altro tutti interisti tranne Riff che tiene la Samp) che una sera d’estate in mezzo alla campagna dentro ad un pentacolo formato da ciotole di citronella anti zanzare accese, son lì che parlano seriamente di cose e di musiche successe nel sud degli Stati Uniti 80 anni fa nelle comunità nere. Che cosa potente il blues, che solido ponte temporale … capace di mettere in contatto vecchi ragazzini bianchi del nord italia con degli uomini spesso pericolosi che cantavano dei tizzoni ardenti di canzoni dalle parti di Helena o Rosedale. Ah.

Domenica a pranzo invece appuntamento al ristorante cinegiappo di Reggio con Jaypee, Lorenz, LS, LG e LB. La giornata è caldissima e soleggiata, il gatto Patuzzo è senza forze e comincio ad esserlo anche io. Tre uscite consecutive il venerdì, il sabato e la domenica si fanno sentire. Penso al fatto che sono appunto uscito tre volte con Jaypee questo weekend (e due con Lorenz), un bel tour de force dell’amicizia.

(Pato sfatto dal caldo)

(Tres Hombres: da sx a dx  Jay, Lorenz & Tim)

2 Risposte to “THE SMOKERS, IL BLUES E IL TOUR DE FORCE DELL’AMICIZIA”

  1. daniele 13/11/2012 a 18:49 #

    Ciao, riguardo a questo:THE SMOKERS, IL BLUES E IL TOUR DE FORCE DELL’AMICIZIA – volevo dirti che il nome del cantante dei The Smokers è DAVIDE COCCONCELLI e non Daniele Coccapani! Visto che è bravo è giusto far sapere come si chiama :) con tutto il rispetto per il tuo bellissimo articolo:)

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