CARTA CARBONE: i Led Zeppelin, gli Small Faces e Muddy Waters

12 Set

MUDDY WATERS “You Need Love’ ” 1962

SMALL FACES “You Need Lovin’ ” 1966

LED ZEPPELIN “Whole Lotta Love” 1969

2 Risposte to “CARTA CARBONE: i Led Zeppelin, gli Small Faces e Muddy Waters”

  1. Avatar di mauro bortolini
    mauro bortolini 13/09/2011 a 08:43 #

    Tim sei grande!!!!! Anch’io ho di recente comprato il primo vinile degli Small Faces.
    I detrattori dei Led parlano sempre dei loro plagi, ma la loro musica si ascoltera’
    anche tra mille anni, plagio o non plagio!!!!!!!!!!!
    In realta’ Robert e Jimmy amavano il grande Steve Marriott .
    Come amavano Muddy.
    Di sicuro Jimmy era disinvolto a prendersi i credits dai tempi degli Yardbirds,
    ma WHOLE LOTTA LOVE é stupenda ed irripetibile!!!!!!!!!!!!!
    .

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  2. Avatar di Giancarlo T.
    Giancarlo T. 13/09/2011 a 17:28 #

    …mah…è l’antica e complicata vicenda dell’uovo e della gallina. Le note sono e restano sette e credo che esistano pochissimi musicisti che abbiano davvero “inventato” un suono dal nulla se non estraendolo dalle loro menti visionarie. La base del suono degli Zep è essenzialmente il blues ed il rock and roll, che esistevano già molto prima di loro. Con la differenza che nessuno aveva un Page o un Plant a indicare la strada in modo così originale e personale (che non vuol dire necessariamente unico!) da apparire secoli avanti a chiunque altro….e suonare ancora così attuale oggigiorno. Ti dirò una cosa, Tim: io adoro i dischi live. Tutto mi affascina maggiormente, l’improvvisazione, la possibilità di dilatare i tempi, l’errore, l’attimo fuggente di creatività, la possibilità di uscire dagli schemi…il non dover terminare un pezzo sfumando… In studio ho sempre pensato che tutto poteva essere più facile. Ma se c’è un disco di studio che ho sempre ascoltato come se fosse un live, beh, questo è stato LZ 1. E ben prima di venire a sapere che era stato registrato in poche ore…dal vivo, quindi.
    Io non sarei così critico, anzi! Penserei alla tragedia attuale: nei sessanta, in sette anni, abbiamo potuto registrare un’evoluzione rara. Oggi, dopo quaranta, cosa proporresti come…continuità concettuale?

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