La prescrizione, quella squadra di Torino e quell’individuo che hanno come presidente.

17 Set

Quell’individuo che è il presidente di quella squadra di calcio di Torino parla sempre di prescrizione (riferita all’Inter naturalmente,) fa richieste di indagini all’Uefa affinché valuti la regolarità dell’iscrizione dell’Inter alla Champions ‘ League, cerca di togliere lo scudetto del 2006 all’Inter e rivendica la riassegnazione dei due scudetti tolti a quella squadra di Torino di cui lui è presidente. E’ proprio vero che il calcio è lo specchio della società, come questo governo dedito al mercimonio, quell’individuo e la sua squadra si votano al populismo più bieco, certi di irretire il popolo bianconero e di scaravoltare la realtà a loro piacimento. Mettere sullo stesso piano le telefonate di Giacinto Facchetti con quello che aveva messo in piedi la triade bianconera è roba da gente senza senso civile e io sono indignato all’inverosimile. Una squadra e una dirigenza che andava radiata nei secoli dei secoli è ancora lì che ha il coraggio di parlare, confortata da tifosi che  nel loro stadio urlano il loro odio a Moratti invocando che raggiunga PEPPINO PRISCO e GIACINTO FACCHETTI nel’aldilà, o che augurano per 90 – minuti  – 90 a quello “sporco negro di Balottelli” di morire. Che le curve delle varie tifoserie siano più o meno tutte da biasimare lo si sa …  anche quella dell’Inter, capace di sventolare svastiche, di gettare motorini giù dalla gradinate e urlare cori razzisti nei confronti dei giocatori neri. Atteggiamenti non condivisi però dalle altre sezioni dello stadio e dagli stessi giocatori interisti che sempre hanno consolato gli avversari di pelle nera oggetti di tali ignobili offese. Quelli della squadra di Torino in questione no, sono capaci di urlare per, ripeto, 90 – minuti  – 90, insulti pesantissimi a sfondo razzista che di umano non hanno niente tutti insieme: curve e tribune, mentre nessun loro giocatore va perlomeno a mettere una mano sulla spalla del malcapitato avversario, tanto meno il loro capitano, quell’Alessandro Del Piero di cui in tanti cercano di santificare. Questa è la cosa che mi fa più male, nemmeno lui a dare un cenno di buon senso. Evidentemente è sopravvalutato anche come uomo, oltre che come calciatore. Il sistema Moggi, il doping, la rovina del calcio italiano…che schifo.

PS: e comunque non mi arrendo…viva l’Inter, viva l’Italia, viva il sol dell’avvenire.


Travaglio provoca Agnelli: “Perchè non restituisce i trofei dopati?”

DI MARCO TRAVAGLIO
C’era una volta lo ”stile Juventus”. Quello di Gianni Agnelli e Boniperti, Trapattoni e Platini. Poi, al seguito di Umberto Agnelli, arrivò la “triade” Giraudo-Moggi-Bettega. Risultato: il processo per doping, lo scandalo Calciopoli, due scudetti annullati e retrocessione in serie B (la prima della storia). Nel 2006 John Elkann affida il club a due manager gentiluomini, Giovanni Cobolli Gigli e Jean-Claude Blanc, con il compito di recuperare lo stile e la serie A: missione compiuta su entrambi i fronti. La Vecchia Signora accetta con signorilità il verdetto sportivo, giusta espiazione per i maneggi di Moggi & C., e si rimette all’onor del mondo.
Ma due anni fa il ramo cadetto degli Agnelli si riprende il giocattolo con il giovane Andrea, figlio di Umberto e vecchio sodale di Moggi e Giraudo. Risultato: zero titoli sul campo, ma centinaia sui giornali, cavalcando il revanscismo della parte più becera della tifoseria, convinta che retrocessione e scudetti perduti non siano colpa di chi commise gli illeciti, cioè Moggi e Giraudo, radiati dal mondo del calcio, ma di chi li ha scoperti (la Procura di Napoli) e sanzionati (la giustizia sportiva e il commissario Figc Guido Rossi). Un complotto delle toghe: non rosse, ma nerazzurre.
Ora Andrea Agnelli, per non passare alla storia come l’unico presidente juventino che non ha vinto neppure la Coppa del Nonno, rivuole addirittura indietro i due scudetti di Calciopoli e minaccia ricorsi al Tribunale di arbitrato dello sport e perfino alla giustizia ordinaria. A suo dire, il titolo del 2005-2006, uno dei due viziati dalla manovre moggiane su arbitri e designatori, dunque assegnato all’Inter seconda classificata, non sarebbe “lo scudetto degli onesti” come lo definì Moratti, ma “dei prescritti”. E questo perché il pm sportivo Stefano Palazzi ha dichiarato prescritti i sospetti sul coinvolgimento dell’Inter in Calciopoli, “a meno che l’Inter non rinunci alla prescrizione e si lasci processare”. Moratti non rinuncia e sbaglia di grosso.
Ma la prescrizione, in casa Juventus, è materiale infiammabile da maneggiare con estrema cautela. L’Agnellino dovrebbe dare una ripassata alle 49 pagine della sentenza del 10 marzo 2006 con cui la Cassazione, ribaltando le assoluzioni d’appello, dichiarava i vertici bianconeri colpevoli di aver “dopato” i giocatori con sostanze proibite oppure lecite ma usate in dosi e con metodi vietati, dal luglio ‘94 al settembre ’98 (l’età dell’oro di Marcello Lippi), alterando le prestazioni e dunque truccando ben quattro stagioni sportive. Colpevoli, sia Giraudo sia il medico sociale Riccardo Agricola, di un unico “disegno criminoso” a base di frode sportiva e somministrazione di farmaci in modo pericoloso per la salute; ma salvi per prescrizione, in quanto i reati si erano estinti pochi giorni prima a causa della lunghezza del processo. Sia per Giraudo, assolto in primo e in secondo grado, sia per Agricola, condannato in tribunale e assolto in appello, la Suprema Corte dava ragione al pm Raffaele Guariniello e disponeva l’annullamento dell’ultimo verdetto perché “questo collegio ha ritenuto che la condotta degli imputati integri il delitto di cui all’art.1 della legge 410/89” (frode in competizioni sportive).
Il reato insomma c’era, ma era “estinto per prescrizione”. Il medico, su mandato dell’amministratore delegato, imbottiva i calciatori di “sostanze vietate” come i “corticosteroidi”, e anche di farmaci non vietati ma somministrati ad atleti sani per potenziarne il rendimento, “in modo pericoloso per la salute”. E anche per la genuinità delle classifiche, violando – ricordano i giudici – la legge che tutela “la regolarità e la correttezza delle competizioni, poste in pericolo dalla sleale alterazione chimica delle prestazioni”.
La Juve che oggi sfida l’Inter a restituire “lo scudetto dei prescritti” e a rinunciare alla prescrizione nel processo sportivo si guardò bene dal rinunciarvi in quello penale. Anche perché, dopo la sentenza di Cassazione, il nuovo processo sarebbe finito con condanne sicure e la conseguente revoca di tutti i trofei vinti nel quadriennio dello scandalo: tre scudetti, una Champions, due Supercoppe italiane, una Supercoppa europea e un’Intercontinentale. Questi come li vogliamo chiamare, dottor Agnelli: i “trofei dei prescritti”? E perché, per dare il buon esempio all’Inter, non li restituisce?

Marco Travaglio da “Carta Canta” L’Espresso – Agosto 2011

CALCIOPOLI – Cellino: “Anch’io telefonavo come Facchetti”

© foto di Giacomo Morini

Msssimo Cellino, patron del Cagliari, uno dei 25 membri del Consiglio Federale, dice la sua sulla richiesta di revoca dello scudetto 2006 e ‘scagiona’ in toto Facchetti: “Lo scudetto è bello vincerlo in campo ma quello 2006 è stato dato all’Inter per quello che ha fatto la Juventus. Non può essere rimesso in discussione per intercettazioni prive di rilevanza. Facchetti era un po’ un bambinone, in certe cose anche sprovveduto, ma era una persona semplice e leale. Più che essere dato all’Inter, quel titolo è stato tolto alla Juve. All’epoca io ero reggente in Lega e Moratti mi disse che accettava con piacere quello scudetto, ma che non l’aveva chiesto lui. Anch’io ho fatto telefonate senza malizia come quelle di Facchetti, magari mi lamentavo per certe designazioni di arbitri per gare importanti per la salvezza. Chiamavo Bergamo perché lo consideravo al di sopra di ogni sospetto, non sapevo la storia delle sim svizzere. Ora l’importante è iniziare a guardare al futuro, al bene del calcio italiano, non focalizzarsi sul passato. Serve buon senso”.

Massimo Cellino – Presidente del Cagliari – 08/07/2011

Jacobelli: “Ok la revoca, ma Facchetti non si tocca”

08.07.2011 16:02 di Fabrizio Romano   articolo letto 547 volte
© foto di Antonio Vitiello

Dalle frequenze di Radio Sportiva, il direttore di QN Xavier Jacobelli torna a parlare di Calciopoli: “Nel 2006 fu fatto un errore da Guido Rossi, assegnando quel titolo: in caso di manifestata irregolarità, la Federazione aveva la facoltà di non assegnarlo. Il 28 luglio la Federcalcio prenda una decisione, ma a mio parere quello scudetto non deve essere assegnato. Inoltre è sbagliato utilizzare la memoria di Facchetti, è in corso una campagna denigratoria nei suoi confronti, nessuno può permettersi di sindacare sulla sua correttezza”, conclude Jacobelli.

Palazzi: “Moggi, elementi gravi. Niente prescrizione”

08.07.2011 17:46 di Fabrizio Romano   articolo letto 74 volte
Fonte: Repubblica.it

Il procuratore federale, Stefano Palazzi, ha ribadito la sua richiesta di radiazione per Luciano Moggi, nel corso del suo intervento presso la Corte di giustizia federale: “La particolare gravità dei comportamenti di Moggi è stata evidenziata da due gradi di giudizio e resta attuale ancora oggi, giustificando così la scissione del vincolo associativo, e rendendo attuale l’interesse della federazione nel ribadire la richiesta di radiazione. Quei comportamenti non devono più capitare, e questa sentenza deve servire a dare memoria storica di quei fatti”. Ribadita anche l’inammissibilità delle nuove prove emerse nel processo di Napoli, mentre sulla prescrizione della radiazione chiesta dai legali di Moggi ha spiegato: “Non ci sono norme che prevedono una prescrizione della proposta di radiazione. Respingiamo questa richiesta. La prescrizione è infondata, e l’oggetto del giudizio di oggi resta la gravità di quei fatti già accertati.

Anche attualizzandoli ad oggi, le loro posizioni (Moggi, Giraudo e Mazzini) non si sono modificate, e non sono mai state rimosse da alcuna sentenza. Tutti gli elementi nuovi, legati alle questioni delle altre società, non possono essere presi in considerazione. Quanto è emerso da quegli atti era chiaro, non c’era solo una rete, ma una molteplicità di reticoli, per favorire la Juve. Nel 2006 tra gli incolpati non c’erano solo questi 3, ma tanti soggetti istituzionali e società. Affidarsi al grido di tutti colpevoli nessun colpevole, o di così fan tutti, non leva gravità a quei fatti già accertati”.

06.07.2011 10:50 di Alberto Casavecchia
Fonte: Gazzetta dello Sport

Dalle colonne de La Gazzetta dello Sport, Umberto Zapelloni, vicedirettore del quotidiano rosa, fa un ripasso a tutti sulla figura di Giacinto Facchetti, il quale, con toni garbati ed educati, cercava di ripulire un mondo marcio: “Le sue intenzioni, umanamente, non sono da condannare. Basta leggere le sue intercettazioni e magari riascoltarne l’audio per capire, anche dal suo tono di voce, che ciò che chiedeva era ben diverso da quello richiesto da Moggi. Ripassatevi anche le cose non certo gentili che Bergamo e della Fazi dicevano. Giacinto era vittima non carnefice”.

Basta questo stralcio di editoriale per capire che il Cipe voleva giustizia e parità, in un mondo totalmente sbilanciato e proteso verso l’illegalità. Giacinto poteva solo essere ‘colpevole’ del fatto di essere diverso, di essere un uomo onesto, retto e senza nulla da nascondere.


5 Risposte to “La prescrizione, quella squadra di Torino e quell’individuo che hanno come presidente.”

  1. Avatar di Sara Crewe
    Sara Crewe 17/09/2011 a 20:05 #

    Io quest’anno il campionato italiano lo boicotto. Guarderò soltanto i risultati, ma nemmeno una partita. Primo, per quella buffonata vergognosa, imperdonabile, che è stato lo sciopero dei calciatori. Secondo, per tutta una serie di rimostranze che ho contro la mia squadra. E dire “rimostranze” è usare una metafora garbata. Dico solo questo: se quella congrega di imbecilli degenerati che sono gli Agnelli restituisse tutti i miliardi in sovvenzioni che per decenni ha scroccato allo stato e se ne andasse dall’Italia, ne sarei solo felice. Mi fanno schifo e li detesto. Farò come alcuni miei amici milanisti, che aspettano che se ne vada il nano malefico per tornare a seguire le partite del Milan. Quest’anno seguirò l’Aiax, il St. Pauli, e il Wolverhampton. E anche se queste ultime due incassano di continuo, non mi importa: almeno giocano un calcio divertente.:-)

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  2. Avatar di Beppe R
    Beppe R 18/09/2011 a 19:07 #

    Tim, sono perfettamente d’accordo con il tuo articolo, anche sul fatto che un certo modo bieco e irresponsabile di interpretare le cose sia tipico dell’inqualificabile sistema italiano attuale. Non parlo di Juve perchè non vorrei urtare la sensibilità di tifosi perbene (mi piace tenere in considerazione la sensibilità delle persone, a differenza di qualcun altro che spara i propri piccati commenti senza preoccuparsi delle conseguenze), ma il parere di Saura sugli Agnelli è da sottoscrivere in toto. Sono molto dispiaciuto che l’Inter decaduta di oggi sia la pallida controfigura di quella tutto-vincente del 2010, ma non mi altero se un probabile rigore su Wes allo scadere di Inter-Roma ci è stato negato. La partita è stata brutta come non era mai successo (negli ultimi anni) fra queste due squadre, quindi lo 0-0 era forse il risultato che meglio ne rifletteva la mediocrità. Tempi duri, in tutti i sensi…

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  3. Avatar di timtirelli
    timtirelli 18/09/2011 a 19:32 #

    Sì, Beppe tempi duri in tutti i sensi. Una cosa, hai confuso Saura con SaraCrewe…il commento è di MissCrewe, una juventina doc, tifosa e persona perbene, illuminata e anche lei arrabbiata per gli squallidi spettacoli (di qualsiasi parte e colori siano) a cui siamo costretti.

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  4. Avatar di Danilo63
    Danilo63 19/09/2011 a 19:57 #

    La mia risposta la sai già, ti lascio quella di questo ragazzo di 64 anni, Zdenec Zeman:

    Giornalista: “Non ha vinto niente, dovrebbe stare zitto”: Luciano Moggi la invitava al silenzio”.
    Zeman: “Quel qualcuno non ha spiegato che metodi ha usato per vincere. Non sono vittorie quelle. Rappresentano altro”.

    Per l’intervista completa:

    http://espresso.repubblica.it/dettaglio/zeman-calcio-ancora-malato/2160118

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  5. Avatar di mikebravo
    mikebravo 22/09/2011 a 16:52 #

    E’ facile parlare male della Juve.
    E’ molto difficile parlarne bene.
    Anche ieri sera a Torino
    ha pareggiato col Bologna
    con una punizione con palla in movimento!!!!!
    MOGGI O NON MOGG
    RUBI IERI RUBI OGGI !!!!!!

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