Concerto in un “cafè” all’aperto nella zona sportiva. Niente male il posto e i titolari. E’ una bella giornata dal sapore quasi estivo. Il locale non è dotato di impianto e dobbiamo quindi raccattare da amici e conoscenti un minimo di impianto voce, aste, microfoni. Qualcosa abbiamo noi ma non basta. Riempio la blues mobile come forse mai mi è capitato.
Verso le 18 ci troviamo sul posto e iniziamo il classico rito della sistemazione strumenti e impianto che tanti operai del rock come noi conoscono. Lele è un po’ nervoso, ma dopo una Weiss diventa (più o meno) affabile come sempre. Lorenz è in grande spirito, lo invidio io sono un po’ bluesy. Pol è Pol, Lasaura è la Lasaura.
(Sistemazione palco – foto di TT)
Triboliamo un po’ a sistemare tutto decentemente, ma Lorenz, Lele e Lasaura si danno da fare, se ne intendono e così riusciamo a districarci tra problemi, cavi vari e una situazione sonora che non è certo il massimo. Lorenz nota la differenza tra le nostre due pedaliere e mi fa “Ma vacca boia, la tua è così carina”. Beh, la sua la usa continuamente, chiaro che appaia più vissuta.
(La mia pedaliera – foto di TT)
(Tre delle mie chitarre: da sinistra La Fulvia, Mara e Darlene – foto di TT)
Arriva Riff, è un bel po’ che non mi vede dal vivo, fa sempre piacere averlo intorno. Poco dopo approdano Jaypee e Labetty, Mario e Lapatty, Mauro e Daniele dei Tacchini Selvaggi e consorti, Mimmo e Lapatty e varia altra gente. Dopo la pizza e dopo aver visto i primi esaltanti 20 minuti dell’Inter spegnersi contro errori grossolani di un arbitro inadeguato, mi trovo con Lorenz a fare due chiacchiere. Il guitar-boy di LittleVineyard ha comprato un paio di costosissimi sigari cubani che vuole ci godiamo insieme in santa pace. E allora citando NSU dei Cream cantiamo “Driving in my car, smoking my cigar, the only time I’m happy’s when I play my guitar…”
(Tim & Lor the toxic twins: have a cigar. – Foto di LS)
Il posto si riempie, diversi ragazzi indossano la maglietta dei Led Zeppelin. Una veloce occhiata con Mario che ha l’auricolare sintonizzato sulla partita dell’Inter…il suo sguardo tra l’incazzato e il depresso non fa presagire nulla di buono. Bah, meglio pensare al concerto. I primi pezzi servono a farmi capire che non sarà una serata facile. Non sento proprio Lorenz, ogni tanto lo guardo per intuire a che punto è con l’assolo o con un certo passaggio, ma essendo io quello che ogni tanto da gli stacchi e dovendo fare qualche assolo armonizzato con lui so già che sorgeranno problemi. In fatti è così, ci sono delle sbavature, dei piccoli cali di concentrazione, delle esibizioni un po’ “slabrate”, qualche pasticcio ma portiamo a casa il risultato ugualmente. Buona la risposta del pubblico. In certi momenti capisco che siamo una (hard) rock and roll band mica da ridere.
Era un bel po’ che non risuonavo i Led Zeppelin dal vivo, la sensazione è sempre mistica, specialmente ora che insieme a me oltre a Pol, Saura e Lele ho anche Lorenz. Ah, la sicurezza di avere una sezione ritmica speciale, un cantante che nelle tonalità originali puo’ cantare certi pezzi arditi e un guitar partner che pochi possono vantare di avere. Dopo il concerto come sempre ho qualche paturnia, per certe cose sono un perfezionista, uno che non è mai contento, vorrei aver suonato meglio, vorrei che tutto fosse filato nella maniera giusta, ma si sa questo idealizzare non fa bene alla salute, la vita…è un altra cosa. Mi basta Jaypee che con la solità sobrietà e sicurezza mi dice: “Bel groove, bel senso, bel rock”…e il titolare del cafè, che come compenso ci da di più di quello che avevamo pattuito. Mai sentita una cosa del genere…di solito bisticci perché vogliono farti pagare le birre di troppo che ti sei bevuto. Ah, …“San Martino…goodnight!
(La Cattiva Compagnia a San Martino, da sx a dx: Tim, Lorenz, La Saurit, Pol e Lele – Foto Jaypee)

Bravi ràgaz, confermo che siete una gran band
ma…non c’era anche un pezzo dei Deep Purple all’inizio?
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