Eccolo qui l’inverno, cielo coperto, brina nei campi e malinconia confortevole nell’animo. Oggi mi son preso un giorno di ferie, compio gli anni (e poi non ci si sorprenda se la meno col fatto che sono un uomo di blues…son nato in una fredda stazione ferroviaria nella notte più lunga dell’anno…che altro sarei potuto diventare?) e non mi dispiace stare un giorno con me stesso, ascoltare musica, scribacchiare qualcosa per il blog, crogiolarmi della nostalgia tipica di questo periodo legato alla festa del solstizio d’inverno, insomma quello che l’altra gente chiama natale. C’è ancora EMERSON PLAYS EMERSON sullo stereo…BALLAD FOR A COMMON MAN e quel piano che pur non dando risposte ai grandi quesiti della vita te la rende sopportabile.
Tra un po’ metterò il WINTER ALBUM di quest’anno.
Sfoglio facebook e mi accorgo che già un sacco di persone mi hanno fatto gli auguri. Laròby poi mi telefona mentre ordina una pasta con la marmellata in chissà quale bar di Milano, Lalàlli, Biccio, Riff e March mi mandano affettuosi messaggi. A proposito di March, il suo regalo mi ha fatto sorridere, trattasi del libro di Patrick Graham IL VANGELO SECONDO SATANA…Suto mi ha fatto avere un bel quadro-locandina dei BEATLES e Lasìmo un paio di CD giapponesi versione ristampa mini Lp appena usciti: EDGAR WINTER “SHOCK TREATMENT e COVERDALE-PAGE in versione Blu-spec CD…queste persone conoscono il loro pollo, non c’è dubbio.
Marco C, romano di Toscana, mi manda invece un dirigibile di auguri…
Ieri sera assemblea della CONGREGAZIONE DEGLI ILLUMINATI DEL BLUES. Esco dall’ufficio verso le 19,30, ho tutto il tempo che voglio, ma voglio arrivare presto e fare le cose con calma. In macchina alterno un ottimo bootleg del 1975 degli AEROSMITH e i DICKEY BETTS’ GREAT SOUTHERN…
Alle 20,10 sono già al mio posto. Sandro del Kata e la sua collega indaffarati, io lì al tavolo, da solo, a pensare al Madison Square Garden. C’è un albero di natale fatto con dei long playing e c’è quella gran figa di Tina Turner sullo schermo…
(Ieri sera al Kata – particolare: albero di dischi e quella sex bomb di Tina – foto di TT)
Gli altri arrivano alla spicciolata: Mixi, March, Jaypee, Liso, Suto e quindi Picca, Riff e Lorenz. Siamo in nove, ci siamo tutti. Ci mettiamo in cerchio e intoniamo i sacri versi di mastro Gregorio Lago:
Are you confused
To the point in your mind
Though you’re blind
Can’t you see you’re wrong
Won’t you refuse
To be used
Even though you may know
I can see you’re wrong
Please, please, please open your eyes
Please, please, please don’t give me lies
I rule all of the earth
Witnessed my birth
Cried at the sight of a man
And still I don’t know who I am
Ci togliamo il cappuccio, la tensione si scioglie e ci prepariamo a passare insieme quella che diventerà una gran serata. Pizza e birre (per gli altri, io naturalmente ordino la mia fedele compagna ACQUA NATURALE FUORI FRIGO…). Ci raccontiamo a vicenda, ci abbracciamo, ci tocchiamo (virilmente s’intende, non siamo mica finocchi)…bello stare in compagnia degli illuminati del blues. Qualche battuta sul calcio, poche perché se no Lorenz si rompe e Liso potrebbe innervosirsi (unico milanista tra un schiera di interisti), ma Lorenz è ancora un adepto del primo livello, quindi dovrebbe tacere e subire…ma siamo magnanimi, quindi solo veloci accenni alla mia teoria del BARCELLONA come esponente dell’anti calcio, alla modesta Inter di questa stagione e al Milan che sta vincendo 2 a 0 col Cagliari.
Parliamo del fatto che secondo noi i KING CRIMSON sono sopravvalutati. Hanno fatto un bellissimo primo album, importante e suggestivo ma noi pensiamo (su concetto di Picca) che fosse essenzialmente un album di Greg Lake. Infatti, aggiungo io, andatosene Lake, che altri album fondamentali per la storia del rock hanno pubblicato? Nessuno. Per non parlare degli album davvero bruttini fatti con Tony Levin e compagnia. Che bello poter parlare di queste cose senza che nessuno si scandalizzi.
Da lì arriviamo a TRILOGY degli EMERSON LAKE AND PALMER, Paolino Lisoni pronuncia le parole magiche THE ENDLESS ENIGMA, Picca urla “in piedi” in segno di reverenza e tutti ci alziamo con gli occhi lucidi di commozione e rispetto per questa suite che è così bella che ci fa girar la testa.
Adempiamo poi al dovere civico di tirare qualche madonna e quindi passiamo al momento dello scambio dei doni. Io li guardo i miei amici, allegri, sorridenti, pieni di blues e di voglia di stare insieme. Un pacchetto a te, due a me, eccone altri per tutti…il rito vecchio 5000 anni di scambiarsi un augurio di buon auspicio per la nuova stagione che verrà, festeggiando il sole che da oggi torna a splendere di più grazie all’allungarsi delle giornate. I miei amici…Paolino Lisoni cresciuto con Dylan che ora si infiamma per gli ELP e che mi scrive che riguardo JOHN MILES ho ragione io, Picca che si è fatto tutta la discografia dei FREE e di EDGAR e JOHNNY WINTER, March che sta pensando di rimettere insieme insieme i TRENI LOCALI mentre io, Jaypee e Mixi non sappiamo se scherza oppure no, sempre March che ci parla della sua nuova vita a Roma, Riff che arriva trafelato dopo un impiccio (come direbbe Polbi) di lavoro ma che si presenta vestito di tutto punto con le sue camicine fighissime modello DICKEY BETTS, Suto che sorride al pensiero che giovedì 29 ci si possa ritrovare al concerto dei TACCHINI SELVAGGI a Dinazzano, Lorenz che mi spaventa ipotizzando di andare a vivere in Nuova Zelanda (Don’t Live me this way, bro’!), i miei amici..quelli con cui discuter di negozi di dischi ormai rarissimi, di Amazon, di cd in special edition, quelli con cui posso parlare di ENDLESS ENIGMA appunto o dei WHITE TRASH di Edgar Winter o del nuovo vinile di DEATH WISH II che deve arrivarmi direttamente dal sito di Page senza essere preso per un tipo strano.
(The brothers of the Confraternity of the Blues, da sx a dx circumnavigando il tavolo: March, Mixi, Tim, Riff, Liso, Picca, Sutus, Lorenz, Jaypee – foto di Elkata)
Come farei senza di loro? Certo, ci sono sempre Trombetti, Riva e molti altri con cui parlarne ma il contatto fisico e visivo è determinante e io in mezzo ai miei amici mi sento al sicuro, al riparo dai rigori della musicaccia che si sente oggi in giro e dei blues che questa porca vita ci fa arrivare puntualmente tutti i giorni
Che il signore dell’oscurità, il Dark Lord, ci benedica tutti fratelli e viva i Led Zeppelin, viva l’Inter, viva il sol dell’avvenire.











Reverendissima Congregazione,
permettetemi di spendere due parole sulla questione crimsoniana, mentre nel freddo del Michigan ascolto i Roxy music del ’73…
Secondo me quando parliamo di K.C. parliamo di tante band, diverse fra loro, a volte anche divise da grandi spazi temporali.
Il primo disco (e’ questione di gusti) per me ha una magia inarrivabile, imprescindibile, che piaccia il progressive o no, continuo ad ascoltarlo e a parlarne con persone alle volte lontanissime da queste sonorita’, ma a loro volta stregate da questi solchi. Prodotto di un collettivo in uno spazio temporale breve ma intensissimo, non penso si possa accreditare a Lake o a McDonald o allo stesso Fripp. Nessuno di loro ha più tirato fuori cose simili (dico simili, non voglio dire meglio o peggio, altrimenti non ne usciamo). Secondo me rimane un gioiello unico di una band unica vissuta pochi mesi.
Poi si entra in una fase di mezzo in cui i K.C. hanno prodotto dei dischi belli con formazioni diverse, sempre sperimentando suoni ed atmosfere, fino ad arrivare al periodo Wetton, Bruford e Cross e qui, a mio parere, tornano i capolavori. Larks e Red su tutti, aprono strade nuove al rock, inventano suoni, rimescolano le carte. Come per in the court, anche questi dischi ascoltati oggi non perdono un grammo del loro fascino. Dai Tool ai Porcupine T. agli Ozric Tentacles, tutta la scena neo progressive degli anni a venire sara’ influenzata da questi K.C.
Così ancora nei primi ’80, in quel periodo triste e fiacco per il rock, Discipline e i due dischi a seguire riaprono il discorso, ancora una volta su basi e sonorità’ del tutto diverse.
King Crimson, Soft Machine, Van der Graaf, Robert Wyatt, Gong, Area e tante tante altre band hanno portato il progressive su territori più sperimentali, meno pop, sicuramente con minor successo commerciale di altri. Ma producendo dischi fantastici, che rimangono per sempre nel cuore di tanti esploratori sonici in tutte le latitudini del pianeta.
Yes, Genesis, ELP, PFM piacciono a più persone, hanno avuto più successo e non ci vedo nulla di male, li ascoltiamo tutti in un modo o nell’altro.
Credo pero’ che le due anime del progressive siano entrambe un patrimonio di assoluto valore della musica rock.
Almeno per me…
Buone feste a tutti, e dopo tutto ‘sto progressive mi vado a sentire Bo Diddley!
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Liso ha gli stessi occhi di Page mentre è in riva al laghetto in TSRTS… Demoniaco…
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Precisazione sulla sclerata a proposito dei King Crimson. I KC sono sempre stati catalogati, abbastanza stucchevolmente, come la band ‘di’ Robert Fripp, il quale ha goduto e gode di una sorta di ‘sottoculto’ messianico in alcune prog-heads. Tutto ok per carità… Solo che, ascoltando The Court Of The Crimson King, che è il loro album più celebrato e, volenti o nolenti, il disco che tuttora risolve gran parte dei modelli 740 di alcuni tra i coinvolti, mi par di sentire un fortissimo contributo melodico da parte di Greg Lake, spesso considerato ‘gun for hire’, un cantante a servizio che prende ordini, da più di un inFrippato. Basta ascoltarsi EL&P per capire che quel disco ha molto più a che fare con le linee melodiche del trio che con la successiva discografia dei K.C. Almeno mi pare…
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Hello, all the time i used to check webpage posts here in the early hours
in the daylight, since i love to learn more and more.
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Non sono sicuro che la vostra congregazione sia ancora attiva, ma senza alcuna intenzione di polemizzare, vi dico la “breve mia”:
al tempo del progressive ero molto più “piskello” di voi adesso; me la menavo con un paio di amici e cercavamo di riprodurre almeno in parte le meraviglie dei mostri di allora …gli spartiti servivano a poco perchè riportavano al massimo gli accordi di base e parte della melodia…spesso i testi erano assenti.
In ogni caso anche gruppi più dotatidi noi (sia per abilità che per “armamentario strumentale”) non riuscivano a riprodurre atmosfere e sonorità in stile KC, PF, GG, VDGG o Genesis (sebbene questi fossero un pò più cantabili)…in genere mancavamo di Know How….non capivamo come dagli strumenti si potesse estrarre “quei” suoni.
ELP erano associati all’idea del mago Emerson e molti di noi ritenevano che avesse messo qualche elfo all’interno del pesante Hammond…quindi solo i tastieristi più provetti tentavano qualche “fuga” per poi rientrare nei più abbordabili repertori pop.
Insomma tutto cambiava ad un ritmo estremo e se si riusciva ad essere informati delle “nuove uscite” attraverso canali più o meno ufficiali, si rimaneva stupiti e sopraffatti dalla mole di musica che veniva prodotta…e che musica.
Non voglio parlare del periodo attuale e della ancor più invadente produzione di “slime” per citare Zappa…… ma a mio avviso In The Court of Crimson King, fu stellare come lo furono In The Wake Of Poseidon e Lizard…. i dischi (anzi gli LP) successivi erano sempre entusiasmanti, ma il lirismo dei primi rimane imbattibile (IMHO).
Furono anni scritti a fuoco nella storia del prog…… con tutti gli altri che venivano eruttati contemporaneamente dal gran vulcano su un pubblico in piccola parte miracolato e per il resto spugna…tanto che quando arrivò il “glam”…se lo bevve ugualmente.
Concordo sulla potenza della voce di Lake, ma non dimenticate Sinfield e Tippett nelle varie associazioni che hanno fatto la storia di KC.
Sono contento che ci sia qualcun altro su questo pianeta…….
Parlando di ELP…..cosa pensate dei Nice?
Questa forse sarà una pietra nel mare…un pò alla B.C….vedremo.
Cordialità
MF
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Ciao Marco e benvenuto. La “congregazione” è ancora attiva (il prossimo sinodo è previsto tra qualche giorno). Non prendere troppo sul serio quello che scrivo, a volte spingo sull’acceleratore, mi piace andare un po’ sopra le righe. Ciò non toglie che qui gli ELP sono quasi al di sopra di tutto e di tutti, e lo ammettiamo: siamo partigiani, e alla fin fine fieri di esserlo. Interessanti i NICE naturalmente, ma preferisco le cose più mature. Grazie per il commento. Prog on.
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Yes…. I saw that you are sided with ELP!
Anche io sono partigianissimo…per Jethro Tull che già nel ’68 allargò il mio orizzonte con i primi blues di This Was; poi nel ’71 ebbi la fortuna di assistere ad un concerto in un piccolo teatro romano e fu la svolta.
JT mi rese molto più sensibile a tutto quello che ho conosciuto dopo…. dal prog, al blues, al jazz e (ultimamente) anche alla musica classica a cui Emerson ha sempre guardato (vedi il bellissimo Five Bridges).
Una domanda che non obbliga a risposta…
la vostra Congregazione spazia anche nel campo dei blues-men neri?
Naturalmente buon prog!!!
Ah…. ho guardato meglio la foto natalizia…
beh a prima vista sembravate più giovani……. ma posso fare ancora il “nonno”.
Seguirò il blog!
Marco
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Bella fortuna aver visto i JT nei primissimi anni. Bravo Marco.
Per quanto riguarda il blues nero, beh…la risposta è nel post di stamattina…e comunque ROBERT JOHNSON è il nostro padre putativo.
Già, non siamo giovani, siamo quasi tutti uomini di una (in)certa età, diciamo che abbiamo fatto appena in tempo a vivere in diretta le ultime cose degli anni settanta.
Sarà un piacere averti qui con noi.
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Eminentissimi Illuminati
Vengo a proporvi un seme che ho recentemente trovato nel “GrandeTubo”… ancora su KC
trattasi di un brano registrato presso una TV Francese nel 1974, ma molto simile a quello che eseguirono al Palasport di Roma nell’estate dello stesso anno (compresi vestiti/costumi…sebbene piuttosto minimal al confronto dei Genesis di allora.)
Ero piuttosto lontano e l’acustica in quel luogo è orribile, ma fui impressionato dalla “profondità” del suono e l’effetto dei grandi Leslie che ruotavano in bella vista era ipnotico ed esaltante al tempo stesso.
Erano i primi esperimenti col Mellotron dal vivo e mi piacque molto.
La voce di Wetton non è paragonabile alle cose migliori di Lake, ma nel complesso tiene botta, anche con l’ottimo “manico”.
Quanto sopra è un piccolo apporto per evidenziare che dopo il distacco di Lake, non tutto fu perso in KC e molto (IMHO) doveva ancora venire….Islands…Earthbound etc.
Poi man mano la parte lirica si spense e presero il sopravvento Fripp e le percussioni con deriva sempre più astratta e sempre meno cantabile, ma molto tosta….anche se mi stancano presto…sono un inguaribile romantico…a volte.
Se ascolterete il brano che vi propongo, fate attenzione alla parte finale (time 8,20) e sentite che razza di “crescendo” tirano fuori nonostante l’impaccio delle telecamere e la ridotta “attrezzatura” da studio più che da “live”.
Spero di averVi fatto piacere e che il Blues (da cui tutto sgorga)…. continui a fluire nel Vostro Spirito.
Marco
PS: l’editor del blog è piuttosto “basic”….
Forse sono imbranato, ma non vedo possibiltà di impaginazione e modifica di stili e caratteri, ma i concetti si esprimono con le parole e quindi può bastare così.
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