La PICCA’s GUIDE alle grandi canzoni in ordine sparso – WITH A LITTLE HELP FROM MY FRIENDS – Joe Cocker 1969

18 Gen

Joe Cocker – With A Little Help From My Friends-1969…ovvero colui che migliorò i Beatles. Qualcuno un giorno dovrà spiegarci chi, all’epoca, ebbe l’idea di prendere una innocua marcetta scritta da Lennon/McCartney per Ringo e, cambiando il tempo in un cadenzatissimo 6/8 e sviscerando una impensabile drammaticità, trasformarla in questo urlo scatarrato e catartico grazie  alla cartavetrosa voce di questa specie di Quasimodo scomposto uscito dalla provincia color ghisa di Sheffield. Se John & Paul avessero saputo di avere tra le mani una tale esplosiva bomba atomica  invece del petardo fornito al drummer nasone e baritonale chissà quanto sarebbe mutata la fisionimia di Pepper.


Cocker si presenta come una sorta di Ray Charles freak, con le movenze spasticheggianti a sovrapporsi al pathos ondulatorio della cecità di Brother Ray. Ad accompagnarlo nel disco una pletora di illustri topi di recording studio dell’epoca, primo tra tutti Jimmy Page in pieno petting preliminare Zeppeliniano. Cocker appare in balìa del brano, invaso e invasato sull’ottovolante di soulfulness creato dagli stop-and-go dell’arrangiamento, sbatacchiato dalla tensione angosciante della canzone in controtendeza totale col significato rassicurante e solidale del testo originale, con le pedanti voci delle coriste sguaiate come provocatorie e beffarde Erinni a tentare  il posseduto Joe canzonandolo come il Diavolo nel deserto nell’intenso botta e risposta.

A Woodstock JC passò direttamente alla leggenda, senza mai più toccare simili vette, nonostante fosse quasi sconosciuto, nonostante i ridicoli coretti in falsetto dei coraggiosi membri della Grease Band che l’accompagnava e nonostante la maglietta Tie Dye psichedelica, ottenuta probabilmente rotolandosi su una pizza.
Mi sarebbe piaciuto verificare le condizioni del microfono dopo la performance del vecchio Joe.

 

(da Mad Dogs & Englishmen, con Leon Russell alla chitarra, Jim Gordon
& Jim Keltner on drums e un casino di gente pelosa in giro. A 1’57
circa appaiono nello split-screen Rita Coolidge (destra) e Claudia
Lennear (sinistra) ai cori. La prima causerà lo scioglimento
anticipato della ditta Crosby Stills & Nash flirtando prima con Steve
e poi con Graham; la seconda ispirerà Brown Sugar degli Stones, che in
origine s’ intitolava Brown Pussy. Chissà come mai.)

 

(Live at Woodstock. Presentata in inglese ‘working class’ come With a
little help from ME friends. Straordinario il momento di regia a 4’30
dall’inizio quando dietro al chitarrista Henry McCulloch appare sul
palco un uomo peloso a petto villano che, prima diffidente, va dentro
alla musica all’incalzare del ritornello. Yeah man, dig it! L’autopsia
al microfono andava fatta a 5’15 dall’inizio).

 

(L’indimenticabile imitazione di Cocker da parte di John Belushi in
qualità audio-video pessima).

Parole, ricerca fotografica e video di Stefano Piccagliani – (C) 2012

4 Risposte to “La PICCA’s GUIDE alle grandi canzoni in ordine sparso – WITH A LITTLE HELP FROM MY FRIENDS – Joe Cocker 1969”

  1. Avatar di timtirelli
    timtirelli 18/01/2012 a 11:39 #

    Claudia Lennear eh? Mi hai fatto affiorare qualche ricordo. Che superfiga! Oltre che Brown Sugar mi par di ricordare che anche Bowie scrisse qualcosa dedicata a lei. Dagli archivi della mia worried mind giunge l’ipotesi che Claudia sia anche l’ispirazione per la figura femminile cantata da Paul Rodgers in ALL RIGHT NOW. Potrebbe essere la bellezza di zucchero marrone che Rodgers un bel dì vide insieme a Jagger e da cui fu molto colpito tanto da inserirla nel suo successo del 1970.

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  2. Avatar di mauro bortolini
    mauro bortolini 18/01/2012 a 12:43 #

    Keith Richards racconta che da giovane andava ai concerti dei
    Crusaders per jimmy page, ma é nel 1968 che il session men
    é al massimo grazie all’ esperienza Yardbirds e la canzone
    cantata da Joe gode di una grandissima chitarra,
    Per rendersi conto a che livelli fosse giunto consiglio
    LAST RAVE UP IN L A – YARDBIRDS maggio 1968.

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  3. Avatar di mauro bortolini
    mauro bortolini 20/01/2012 a 18:20 #

    Sicuramente una versione della canzone che non fa rimpiangere
    l’originale.
    Nel periodo attorno al 1968 sono molti gli artisti che si fanno belli
    con la chitarra di Jimmy.
    Vedi AL STEWART con la suite love chronicles impreziosita da
    Page, vedi DONOVAN con hurdy gurdy man
    Jimmy e’ veramente pronto ad esplodere.
    In un album di P, J. PROBY c’é una canzone JIM BLUES dove
    per la prima volta suonano su disco i led zeppelin prima
    che sia uscito il loro primo disco.
    .

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  4. Avatar di mikebravo
    mikebravo 18/11/2015 a 07:36 #

    Nel quarto tour di jeff beck group negli usa in una data di maggio 1969
    condividono il palco con joe cocker ancora sconosciuto negli usa.
    Joe si unisce al gruppo di jeff per alcune canzoni.
    Rod stewart conosce la grandezza di cocker che diventera’ famoso
    per l’esibizione di woodstock.
    Le recensioni del concerto tenuto al filmore east esaltano Joe Cocker
    ma stroncano il JBG.
    JEFF BECK IS DEAD scrive un giornale di boston.

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