Springtime on your clips: BLACK MOUNTAIN “The Hair Song”

23 Gen

Il nome di questa nuova rubrichetta viene da una frase di ROBERT PLANT tratta dal testo di LIKE I’VE NEVER BEEN GONE (1982), il sapore della primavera sulle tue labbra di cui canta il biondo di Birmingham è una faccenda poetica, mentre questa invece serve solo ad introdurre e a segnalare video clip presi da youtube in cui noi del blog incappiamo. Video clip in un modo o nell’altro particolari, interessanti, con un certo senso.

Iniziamo con una segnalazione giunta da  Beppe Riva:

“mastro Tim, guardati questo…anni fa su Rockerilla recensii il debut-album; il brano inoltrato mi sembra abbastanza Zeppelinesco e Black Croweggiante da destare il tuo interesse, se già non lo conosci…Il video, specie nel finale, fa venire in mente “old hippy-country stuff”…Giudica tu.”

I BLACK MOUNTAIN me li fece conoscere Polbi. Non ho mai approfondito. Di solito i pezzi che fanno il verso ai LZ non mi piacciono molto, ma questo mi pare fighissimo.

2 Risposte to “Springtime on your clips: BLACK MOUNTAIN “The Hair Song””

  1. Avatar di Lorenzo Stefani
    Lorenzo Stefani 25/01/2012 a 01:37 #

    Beh, i Black Mountain hanno un bel suono vintage, e questa canzone con relativo video è carina, hippy ed effettivamente più Zeppelinesca che Sabbathiana. Ho scaricato il primo album dei Black Mountain dal sito di Dada, qualche tempo fa, usando i codici promozionali stampati sul retro delle etichette della birra Becks (non propriamente paragonabile ad una Japanese Blue Ray Luxury Edition, mi rendo conto), ma la voce è carente di grinta, spesso filtrata e non naturale, e i ritmi sono piuttosto lenti. Così quando l’Ipod mi propone I Black Mountain nella selezione random, mentre corro, inevitabilmente rallento perché mi tolgono le energie con quella loro atmosfera pop-indie-doom (mi ricordano vagamente i Gomez mischiati con i Black Sabbath). Se si vuole stare sulla musica derivativa tanto vale ascoltarsi i The Answer: li ho visto venerdí scorso al Tunnel di Milano, locale microscopico, massimo 200 persone (95 per cento braga), energia a fiumi. Si vede che sono abituati a suonare davanti a platee ben piú numerose, avendo fatto da spalla agli AC/DC nel tour di Black Ice, sono molto precisi e molto seventies. Un cocktail a mio parere ben riuscito di Led Zep, per l’appunto Accìdiccì, Black Crowes, con una voce ottima anche nei toni più bassi e blues ma tendenzialmente molto acuta, senza cali di rendimento (l’esibizione é durata 1 ora e mezza per 15 euro, tariffa da recessione). Peccato che – come ha detto un mio amico che era con me al concerto – sono arrivati con 30 (o anche 40) anni di ritardo, adesso vanno Rihanna e Lady Germanotta.

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  2. Avatar di mauro bortolini
    mauro bortolini 02/02/2012 a 14:54 #

    Effettivamente é un bel brano di sapore Led Zeppelin.
    Altro dei Black Mountain non ho sentito.
    Ma se il loro stile é questo, forse in comune coi Black
    Sabbath hanno solo il Black del nome……………
    IMa ribadisco che non conosco altro del gruppo.

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