VAN HALEN “A Different Kind Of Truth” (Interscope 2012) TTTT

21 Feb

Ecco qui il nuovo Van Halen, un nuovo album con Diamond Dave dopo tutti questi anni, chi l’avrebbe detto? Ho già parlato del singolo TATTOO, confermo: trattasi di un bel rock non banale  con una bella melodia. SHE’S THE WOMAN, così come altri brani dell’album, proviene dal passato: un’idea presa da scampoli di canzoni esistenti e mai pubblicate a suo tempo. Questa ha il tipico incedere dei primi due album del gruppo. Buona anche YOU AND YOUR BLUES, dove DLR canta di una communication breakdown. CHINA TOWN e AS IS sono due di quei tempi velocissimi che si trovano ogni tanto nei dischi dei VH, a me non sono mai piaciuti tanto. Di nuovo melodia in BLOOD AND FIRE. E’ bene specificare però che non si tratta di melodie tipo AOR, i disegni melodici di questo album sono a a tratti accattivanti ma mai ruffiani.

Eddie suona molto bene, sembra meno prigioniero delle sue bizzarrie, quelle che avevano reso assai discutibili l’ultimo disco da studio (VH III) e l’ultimo tour insieme a Sammy Hagar. Non riesco a valutare il basso. Nulla di estremamente fuori posto, ma quel che fa Wolfang tende a non piacermi. Temo di rimpiangere Michael Anthony, il che è tutto dire.

BULLETHEAD, HONEYBABY SWEETDOLL e OUTTA SPACE  le trovo un po’ così, senza nessun brivido particolare, certo però che quando EVH suona alla fine qualcosa di speciale poi lo trovi sempre.

THE TROUBLE WITH NEVER nella scrittura riporta a galla vecchie formule VH. Assolo di Eddie col wah wah. Ascoltarlo è sempre una gioia. Il cantato di David Lee Roth in tutto l’album non è affatto male. Non è mai stato un cantante dotatissimo, ma ha sempre saputo, almeno su disco, cavarsela con personalità. Alex rimane sui suoi livelli.

STAY FROSTY è la nuova Ice Cream Man, un rock blues tirato, moderno e un po’ bislacco. Ah, che bello risentire questi VH e per un momento ritornare il 18enne colpito dai loro primi due album. Ancora classic VH in BIG RIVER e BEATS WORKIN’.

Questo è un buon disco rock, rock in senso stretto: voce, chitarra, basso e batteria. Costruzioni interessanti, rifiniture di pregio, un bel mood di fondo, nessuna deriva commerciale, nessun rock senile. Forse mancano un paio di brani melodicamente più incisivi però non va sottovalutato il fatto che l’album è credibile, indiscutibilmente rock e davvero niente male.

15 Risposte to “VAN HALEN “A Different Kind Of Truth” (Interscope 2012) TTTT”

  1. Avatar di alexdoc
    alexdoc 21/02/2012 a 12:32 #

    Sono d’accordo con le tue parole. This is real Van Halen, quello che volevo da loro da tanti anni, quello che immagino quando penso a loro. Niente ballate, niente AOR, solo Hard’n’Roll con tocchi Blues e Southern. Sono stati una delle Band della mia vita, e lo sono ancora. Non mi aspetto molto dal vivo: Wolfanghino er Trota fa rimpiangere Michelantonio (che a me è sempre piaciuto), e “Davidiamante” che non è mai stato un virtuoso del canto ora non è più neanche l’acrobatico performer che si faceva perdonare le lacune vocali. Mi tengo e gusto un insperato buon disco. Sulle critiche per il fatto che siano vecchi pezzi rivisitati dico solo: niente di male, il risultato suona fresco e genuino come se fossero scritti adesso. Ci avessero pensato anche altri artisti della “vecchia guardia”, compreso il mio eroe di Freehold, Asbury Park, capace ancora di scrivere ottimi testi, degni però di miglior causa musicale.

    "Mi piace"

  2. Avatar di Beppe R
    Beppe R 21/02/2012 a 18:54 #

    Questo “tipo di verità” non mi emoziona per niente ed i Van Halen 2012 a mio avviso perdono vistosamente il confronto con i Chickenfoot Il debut-album del 78 è stato epocale, ma il forte dei VH è sempre stato nell’acrobatico impatto strumentale ed ovviamente nelle magie della chitarra, molto più che nella qualità melodica delle composizioni. Qui di “canzoni” di livello non si parla proprio…Gioite perchè non “scivolano” nell’AOR (perchè dovrebbero? E’ fuori moda…) ma se ci fosse un brano del calibro dei classici Journey, Toto, Foreigner, sarei molto più confortato. Solo “Jump” valeva tanto savoir faire melodico, ma gli ho sempre preferito “Hold The Line”… Trovo che “Tattoo” sia invece un singolo mediocre. Inoltre aggiungo un dettaglio: il lavoro di Anthony nelle backing vocals a supporto di un cantante straordinario solo come showman era essenziale. Comunque ho voluto semplicemente partecipare alla discussione, lungi da me emettere sentenze…Certo, non riesco a capire come si possa trovare cosi valido quest’album, e magari sottovalutare musicisti (si parla sempre di hard rock, non sto pensando a Miles Davis) che hanno prodotto ben altro, ma tant’è. E ora mi aspetto un bel commento entusiasta (al disco, non alle mie parole) dell’amico Giancarlo…

    "Mi piace"

  3. Avatar di timtirelli
    timtirelli 21/02/2012 a 19:56 #

    Mi avevi già anticipato che il nuovo VH non ti entusiasmava troppo. Il giudizio su questo album ha ballato un po’ tra le tre T e le quattro. Ho deciso di dargliene quattro perché di questi tempi una vecchia band che si rimette insieme di solito fa uscire cose più brutte, invece questo nella sua interezza mi sembra un disco assai dignitoso. Insomma, vale 4 “stelle” in questo momento storico così gramo per il rock. Certo, non ci sono brani sensazionali, ma una band, un artista da il meglio di sé in 5, massimo 10 anni. Passato quel periodo non ci si deve aspettare poi chissà che.

    Sì, mancano i cori di Michael Anthony, ancor di più dal vivo come dimostra il bootleg del 18/02/2012 che ho appena ascoltato.

    "Mi piace"

  4. Avatar di alexdoc
    alexdoc 21/02/2012 a 22:18 #

    “una band, un artista da il meglio di sé in 5, massimo 10 anni. Passato quel periodo non ci si deve aspettare poi chissà che.” Parole sante Tim, da scolpire nel… Rock!

    I Van Halen sono sempre stati la classica entità molto superiore alla somma dei singoli elementi. Insieme quei 4 erano dinamite. E’ per questo che l’assenza di Mike, uno dei più grandi coristi della storia del rock oltre che efficacissimo bassista, pesa come prevedevo. Non ho apprezzato come speravo i Chickenfoot, ma quelle armonie vocali che aiutano anche una voce potente come Hagar, figurarsi quanto potevano servire a Roth. Che è tutto sommato simile a Ozzy: un frontman – personaggione che riesce con carisma e “showmanship” a sopperire e compensare i limiti di una voce non eccezionale, ma comunque unica, inconfondibile e adattissima al sound del gruppo. Sammy e Ronnie hanno avuto ruolo analogo: il cantante tecnicamente ineccepibile che trasforma col suo arrivo il suono della band (peccato che RJDio nei Black Sabbath sia durato molto meno). Curioso il filo che lega due band dallo stile e attitudine così differenti, ma infinitamente innovative e influenti: i VH hanno esordito dal vivo surclassando come supporters del tour US 1978 proprio gli ultimi, stanchi Sabs dell’era Osbourne, e quest’anno entrambe le band affrontano un’inattesa reunion. .

    "Mi piace"

  5. Avatar di mauro bortolini
    mauro bortolini 21/02/2012 a 22:18 #

    Non ho ascoltato il disco ma sono contento che Van Halen sia tornato.
    Leggo invece, come avevo previsto, che i Sabbath rinunciano.
    Mi auguro che Iommi ce la faccia a vincere la malattia.

    "Mi piace"

  6. Avatar di Giancarlo T.
    Giancarlo T. 22/02/2012 a 12:09 #

    Ho ascoltato solo il singolo. Mi ha messo tristezza. I Van Halen non fanno un buon disco da una vita, per quel che mi riguarda e credo che se uno decide di basare la sua forza sulla fisicità e sull’esuberanza, quando entrambe vengono a mancare, son cazzi. Anche se ti chiami Eddie.

    "Mi piace"

    • Avatar di mauro bortolini
      mauro bortolini 22/02/2012 a 14:11 #

      Tutti i guitar heroes che hanno attraversato molte decadi hanno perso
      per strada la fisicita’, l’esuberanza e spesso pure la tecnica.
      Hendrix, Kossoff e altri sono morti giovani e sono ricordati per la loro
      grande musica .
      Clapton is god scrivevano sui muri ma da decenni vederlo in concerto
      non è entusiasmante come al tempo dei Cream, forse é anche un po’
      noioso..
      E’ virtu’ di pochi grandi restarlo anche in eta’ avanzata.
      Jeff Beck, nonostante recenti prove in studio discutibili, dal vivo è
      capace di regalare serate memorabili.
      Poi azzardo Neil Young che la fisicita’ non l’ha ancora persa e dalla
      chitarra in taluni concerti tira fuori di tutto.
      E’ o non é il padre del grunge?

      "Mi piace"

  7. Avatar di Paolo Barone
    Paolo Barone 22/02/2012 a 20:26 #

    Neil Young e’ stato, e spero ancora sia ma non ne sono sicuro, un chitarrista Fantastico. Specialmente nella dimensione live elettrica, un gigante. Tecnicamente non ho idea, anima & cuore mille. E si sente, eccome se si sente…
    A me pure il singolo dei VH ha messo tristezza, concordo con Giancarlo.

    "Mi piace"

    • Avatar di Lorenzo Stefani
      Lorenzo Stefani 23/02/2012 a 00:05 #

      Tra i chitarristi in età avanzata Tony Iommi è il migliore, secondo me. Tira sempre fuori dei riff da paura anche se le canzoni più doom (ce ne sono piú di una in The devil you know degli Heaven and Hell) mi annoiano un po’. Speriamo guarisca e torni, ma in ogni caso non mi aspetto grandi cose dalla reunion dei Sabbath Mark I, Ozzy è sfiatato e tende a latrare più che cantare. Chissà che invece i Soundgarden si siano ricaricati senza imbolsirsi, a primavera dovrebbe uscire il nuovo album e il 4 giugno sono a Milano. Good night, and good rock!

      "Mi piace"

  8. Avatar di Paolo Barone
    Paolo Barone 23/02/2012 a 00:10 #

    Torno sul mio post qualche ora più’ tardi, in preda al rimorso.
    In realta’ l’interesse per i VH fini’ in me con il quarto disco, secoli fa.
    Sono io quindi a non essere adatto alla musica dei VH, sicuramente valida, sicuramente valida anche oggi. Semplicemente non tocca le mie corde.
    In questo caso e’ veramente solo una questione di gusti.

    "Mi piace"

  9. Avatar di alexdoc
    alexdoc 23/02/2012 a 00:30 #

    Mi associo agli in bocca al lupo Tony, per lui non per la reunion del Sabba Nero. La frase di Lorenzo su Ozzy si può adattare benissimo a Dave. Spero anch’io nei Soundgarden, che in mezzo a tutti questi attempati signori sono ancora dei giovinastri. Il “guitar hero” che ha più resistito al tempo? Se parliamo di live nessuno batte l’eterno piccolo diavolo Angus, capace ancora di fare spettacolo da solo.

    "Mi piace"

  10. Avatar di timtirelli
    timtirelli 23/02/2012 a 10:58 #

    Apprezzo il tuo ripensamento Polbi. Non dico che sia valida anche oggi la musica dei VH, ma di sicuro è dignitosa. Non vedo cosa ci sia di triste nel singolo TATTOO. Se non piace nessun problema, ma mi pare che sia un pezzetto di musica viva, godibile, meno banale del previsto. Non scaravolterà certo la storia della musica rock, ma d’altra mi sembra inopportuno aspettarsi una cosa del genere.

    Mi sembra un album migliore rispetto ad esempio agli ultimi lavori di Whitesnake e AC/DC.

    MI fai tornare alla mente il quarto dei VH, Fair Warning…cristo, che album…meno immediato dei precedenti ma con una ferocia spettacolare. Io ho goduto anche con DIVER DOWN e 1984 e pure con i primi due dei Vah Hagar, ma sai che rispetto a te io sono meno “alternative”.

    Per quanto riguarda i chitarristi…sai che reputo N.Young un gran personaggio, autore sopraffino, ma gran chitarrista elettrico proprio no. Abbiamo idee diametralmente opposte, ma probabilmente è proprio questo il bello.

    Ti lascio con un pezzetto della prosa di DLR…

    Stammi bene, Michigan Boy.

    “….I found the simple life ain’t so simple
    When I jumped out, on that road
    I got no love, no love you’d call real
    Ain’t got nobody, waitin’ at home

    (Ah, yeah-ah!)
    Runnin’ with the devil
    (God damn it lady. You know I ain’t lyin’ to ya)
    (I’m only gonna tell you one time-ya!)
    Runnin’ with the devil
    (Yes I am! Yeah!)…

    "Mi piace"

  11. Avatar di mauro bortolini
    mauro bortolini 23/02/2012 a 10:58 #

    Capisco che mi attirero’ gli strali di molti, dato il personaggio spesso criticato
    da tanti, ma negli ultimissimi anni ,dal vivo, il chitarrista che mi ha regalato piu’
    emozioni é stato Pete Townshend che vidi all’arena di verona credo nel 2007.
    Il concerto subi’ una tempesta di pioggia, Daltrey era senza voce e voleva
    abbandonare. Interruppe a meta’ la stupenda BEHIND BLUE EYES e fuggi’
    nel backstage dove fu raggiunto da un inferocito Pete che lo costrinsw a
    forza a tornare sul palco. Townshend si carico’ anche le parti vocali e suono’
    con un’incazzatura ed una carica nervosa che mi stupi’.
    Caccio’ le mitiche pennate a 360 gradi e volo’ come un uccello.
    La band era eccezionale con Pino Palladino al basso, Bundrick tastiere,
    il figlio di Ringo Starr, Zak Starkey batteria.
    Non posso immaginare cosa fossero i veri Who dal vivo!

    "Mi piace"

  12. Avatar di alexdoc
    alexdoc 23/02/2012 a 13:08 #

    Hai ragione Mauro, io non c’ero ma ho sentito il tuo identico racconto dai tanti fortunati che c’erano. Immagino quel dialogo tra Pete e Roger “Oh ciccio, tutti questi hanno pagato, devi uscire. Poi fai finta e muovi le labbra, tanto i pezzi li ho scritti tutti io. Fuori, a calci nel culo!”

    Sui VH sto con Tim: “ADKOT” è molto meglio degli ultimi 2 Whitesnake e dell’ultimo Ac/dc messi insieme. E Dave Lee non è stato solo un atleta da palco, ma anche un grande autore di liriche “di strada”, secondo per me solo all’incommensurabile Ronald Belford “Bon” Scott (rest in peace).

    I live my life like there’s no tomorrow
    and all I’ve got, I had to steal
    least I don’t need to beg or borrow
    yes I’m livin’ at a pace that kills

    Uno dei migliori inizi di album (e di carriera) di tutti i tempi. Quasi una dichiarazione d’intenti in quattro strofe.

    "Mi piace"

  13. Avatar di mauro bortolini
    mauro bortolini 28/02/2012 a 08:16 #

    Bon Scott é stato un grandissimo e HIGHWAY TO HELL un capolavoro e
    sicuramente un album che rappresenta gli AC DC al loro massimo.
    Back in black é un disco molto bello ma si rimpiange la voce di Bon Scott.
    FOR THOSE ABOUT TO ROCK ha 3 canzoni belle e segna l’inizio di una
    lunga serie di album minori.
    Dal vivo hanno ancora un alto standard.
    Io abito a 2 chilometri dal Palamalaguti di Casalecchio di Reno ed a piedi
    mi sono recato al concerto degli ac dc ai tempi di BALLBREAKER.
    Sul palco era costruito un enorme castello.
    All’inizio del concerto una gru con palla di ferro e rumore assordante .
    ha tirato giu’ tutto il castello e dietro c’era il palco con i musicisti,
    tra cui PHIL RUDD che era rientrato nei ranghi.
    Durante un assolo ANGUS é precipitato in una botola tra le fiamme
    ma l’assolo continuava , infatti ci siamo ritrovati nel parterre a seguire
    il chitarrista dentro una gabbia trascinata dai roadies ancora preso
    dall’assolo.

    .

    "Mi piace"

Scrivi una risposta a Lorenzo Stefani Cancella risposta

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.