ALONE AT HOME con i BLUE ÖYSTER CULT

29 Feb

Settimana che passo a casa da solo; la groupie è partita per uno di quei viaggi della memoria organizzati da Istoreco (Istituto per la storia della Resistenza e della societá contemporanea in Provincia di Reggio Emilia), qui a Regium Lepidi queste cose sono molto sentite (per fortuna). Cracovia, Auschwitz…scomoda la groupie. Sarei dovuto andare anche io ma complicanze nella gestione di Brian mi hanno frenato.

Così eccomi lì a remare da solo lungo il bayou del mio animo. Da vero uomo di blues mi preparo delle cenette alla “porca troia, mo’ sam faghìa da magnèr?”. Lunedì due svizzere con tre carote crude, ieri sera un panino col prosciutto e un thé coi pavesini, stasera un pezzo di pizza e gnocco. Che lavòr ragàs! Stasera poi verso le 21 verrà a fare un salto March, io avrò già mangiato, lui no così gli preparerò l’unica cosa in cui sono specializzato: due uova al tegamino. Devo dire che cenare da solo non è che sia proprio divertente, io seduto a  tavola come se fossi in prestito, la gatta Raissa che miagola qualche blues, l’eco di SkySport24 che mi arriva dalla sala (tengo monitorato il più possibile la situazione dell’Inter).

Devo dire che ho ricevuto diversi inviti  ma me la voglio sbrigare da solo. Troppo comodo trovare una calda cena fumante tutte le sere.

Da un paio di settimane sono prigioniero dei BLUE ÖYSTER CULT, non ascolto quasi altro. Evidentemente da ragazzo non li ho ascoltati a sufficienza e adesso devo fare il pieno. Album, bootleg, best of…macino tutto.

A volte mi impongo di staccare, stamattina alle 08,50 passo dal lettore a Radio Capital proprio quando Luca Bottura decide di trasmettere THE GIRL U WANT dei DEVO…

Anche in ufficio mi sforzo di non ascoltare l’hard rock di New York City, così viro su HOW YOU DARE dei 10CC (japan SHM-CD version of course)…

Scambio di sms con Polbi, ad un certo punto – parlando del bell’articolo sui Pink Floyd che ha fatto sul blog – mi fa: “Però un tuo contributo floydiano sarebbe graditissimo…” e io di rimando “Provo a pensarci, ma vado piano a farlo, sai come la penso, non vorrei scatenare polemiche infinite...” ” E scatena ste polemiche che ci divertimao un po‘.”.

Intendiamoci, i PF mi piacciono molto, però salto a piedi pari il primo periodo con Syd Barrett, a cui non riconosco la genialità che tutto il mondo gli riconosce. Cerco di non pensare alla cosa, ma so come son fatto, una volta che il seme è caduto nel mio cervellino, poco dopo anche se non voglio nascono intere foreste. Infatti il tutto mi porta ad eleborare le mie strambe teorie e preferenze non solo sui  PF, ma su mille altri nomi che non mi toccano, nomi che per milioni di persone (special guests del blog compresi) sono imprescindibili.

l miei pensieri si fanno affollati, difficile dirigere il traffico…e allora penso che invece di fare un semplice commento al post di Polbi sui PF, potrei iniziare un nuovo thread e magari intitolarlo “MA INSOMMA, MI PIACE IL ROCK SI’ O NO?”. Vorrei resistere, cercherò di andare da qualche sacerdote voodoo  per farmi togliere questa cosa, ma se vedrete quel titolo in uno dei prossimi post, abbiate pietà di me.

6 Risposte to “ALONE AT HOME con i BLUE ÖYSTER CULT”

  1. Avatar di Danilo63
    Danilo63 29/02/2012 a 18:24 #

    Ciao Disperato,
    e poi va a dire che non ti voglio bene…

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  2. Avatar di picca
    picca 01/03/2012 a 09:59 #

    Urge un intervento politicamente scorrettissimo sui Pink da parte tua, caro Tim. Don’t fear the reaper.

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  3. Avatar di Paolo Barone
    Paolo Barone 01/03/2012 a 11:04 #

    Avevo detto io…Su, dai, fammi incazzare che non vedo l’ora.

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  4. Avatar di picca
    picca 01/03/2012 a 13:40 #

    fai così: nell’invettiva scrivi sempre Stink Fluid. Chi deve capire capirà. (Io amo i PF. Non fraintendete)

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  5. Avatar di Lorenzo Stefani
    Lorenzo Stefani 02/03/2012 a 02:56 #

    Anche a me sta rinascendo la voglia di Blue Oyster Cult; mi sono risentito Secret Treaties su You Tube, comprensivo di bonus tracks mai ascoltate sino ad oggi (Boorman The Chauffer, Mommy, Mes Dames Sarat) ed è veramente una miniera di idee. Intanto mi diverto a ripensare al concerto a Bologna di 26 anni fa ed a riscostruire la scaletta, proprio una questione di stringente attualità e di capitale importanza: mi è venuto in mente che suonarono anche “Cities on flame (with Rock ‘n Roll)” e “Dominance and submission”, entrambe con lunghi intermezzi di botta e risposta con il pubblico. E poi non poteva mancare E.T.I.: “All praise / He’s found the awful truth, Balthazar / He’s found the saucer news”. Ho ancora un bootleg registrato alla boia d’un cane (con un walkman), pressoché inascoltabile, di cui andavo molto orgoglioso.

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