LED ZEPPELIN MUST HAVE BOOTLEGS – Led Zeppelin: “The European Championships” June 29th, 1980 The Hallenstadion Zurich, Switzerland

15 Mar

Credo sia ora che io affronti l’argomento bootleg dei LZ, per vari motivi:

Motivo A: è una delle poche cose di questo mondo su cui sono sufficientemente preparato.

Motivo B: la descrizione in alto a sinistra nella home page dice: LED ZEPPELIN, ROCK MUSIC, F.C. INTER, BLUES, e dei LZ mi sa che ne parlo poco.

Motivo C: mi piace da matti scrivere dei LZ.

Motivo D: la dimensione live creata dai LZ è senza dubbio uno dei punti più alti mai raggiunti dalla musica rock. Nessuno come loro forse ha dilatato la struttura rock, ingarbugliandola a volte, ma ancor più spesso arricchendola di contenuti, sensazioni, emozioni che stanno al centro dell’essere. Graffiti spirituali e fisici che ruotano intorno all’asse dei nostri animi.

Invece di iniziare dai classici, che so BLUEBERRY HILL 04/09/1970, SAN FRANCISCO APRILE 1969, LISTEN TO THIS EDDIE 21/06/1977, THREE DAYS AFTER 03/06/1973, parto dal tour più difficile, quello quasi inascoltabile, ma interessante se non altro dal punto di vista della scaletta, dell’approccio e del momento storico. Il tour dell’ultimo respiro dei LED ZEPPELIN.

TITLE: Led Zeppelin:  “The European Championships”  June 29th, 1980 The Hallenstadion Zurich, Switzerland

LABEL: Bluecongo Production

TYPE: matrix (soundboard + audience)

SOUND QUALITY: TTTTT-

PERFORMANCE: TTT1/2

BAND MOOD: TTTT

Aprile/Maggio/Giugno 1980: si ha notizia del tour europeo dei Led Zeppelin, inizialmente programmato per maggio ma poi posticipato di circa un mese. Carmine Vaccaro, local promoter modenese organizza un pullman dalla mia città. Sono ancora uno studente, frequento un istituto tecnico commerciale, gli studi che mi tocca affrontare mi annoiano a morte e non destano nessun interesse in me. Il mio cammino scolastico è faticoso, sono uno scapestrato, mi sento un ribelle, ma mi sento anche un po’ in colpa con i miei genitori ai quali non ho animo di chiedere le 50.000 lire per andare a vedere i miei adorati Led Zeppelin. Sarà per la prossima volta mi dico, immaginando che sarebbero tornati in zona nel 1981.

Picca, che avrei conosciuto qualche mese più tardi, e Menny , che avrei conosciuto qualche anno più tardi, erano su quel pullman. Menny, noto amante del rock della nostra zona e uno dei primi ad avere una lista bootleg già in quegli anni, attrezzatissimo, registrò il concerto. Qualche settimana più tardi quella registrazione arrivò a me tramite un amico di un amico. Ottima qualità audience, Menny sapeva il fatto suo. Aiutato forse dal fatto che le registrazioni audience nascondono un po’ le magagne, non mi accorsi dello stato in cui versava Jimmy Page. Certo, capivo che non erano più gli stessi Zeppelin, ma d’altra parte era il rock a non essere più lo stesso. Punk e New Wave avevano proiettato tutto verso un mondo cupo, rabbioso, dove pochi sapevano suonare, dove non potevi ascoltare vecchi gruppi senza essere tacciato di essere un retrogrado. Oltre a questo, c’erano i Police, Blondie, le prime increspature della NWOBHM e gli AC/DC.

Pochi anni dopo divenni molto, molto amico con Pop, fratello di Menny, e dunque iniziai a frequentare spesso casa loro. Parlando del concerto Menny mi disse una volta “Sai, ricordo che quando iniziarono STAIRWAY TO HEAVEN rimasi lì in piedi con una faccia inebetita, intontito dalla leggenda stessa”. Esco un attimo dal racconto per ricordare, commosso, Pop ( e Laura), che se ne andarono qualche anno più tardi.

(LZ a Zurigo 1980)

In un commento alla recensione del DVD Bootleg della durata di tre minuti del concerto in oggetto, pubblicata in ottobre del 2011, Picca scrisse le sue impressioni:

“Arrivato all ‘Hallenstadion scendo dal pullman e mangio un gigantesco wurstel color pene inserito in un ottimo panino, mentre attorno ci sono caroselli di ridicolissimi Hell’s Angels Switzerland sulle Harley rombanti. Entro nel velodromo e, con massimo orrore, mi viene preso tutto il biglietto dal cioccolataio all’entrata (si sospetta di riciclo di tagliandi). In breve, non avrò il ricordino/ticket. Conquisto facilmente un posto in piedi a una decina di metri dal palco grazie alla tranquillità diffusa del pubblico, che è quasi tutto tricolore e quando va all’estero si comporta per bene. Prima dello show dal P.A. viene sparato tutto Waiting For Columbus dei Little Feat, che io canticchio a memoria essendo uno dei miei albums preferiti. Ogni tanto qualcuno mi chiede di che disco si tratti e prende nota. Sono un PR sedicenne dei Little Feat. Quando escono gli Zeps è il tripudio, anche se i 4 non si danno assolutamente arie da rockstars, niente salamelecchi, niente enfasi, prendono gli strumenti pronti a partire con Plant che sorride e lancia saluti. Page è trasparente e notiamo che porta gli occhiali da vista (erano da sole ndTim). Partono con Train Kept…che io non riconosco perchè forse non l’avevo mai sentita prima (ho 16 anni, qualche lp a casa, zero bootlegs), Delusione cocente (avrei voluto RnR o Immigrant Song, lo so che dico cazzate ma avevo 16 anni ed ero lì inviato da una divinità cattiva al posto di Tim Tirelli). Segue Nobody’s Fault but Mine con JPP che ha un flangerazzo sulla chitarra che tramortisce i padiglioni auricolari, una roba piena di frequenze medio alte che picchiano in fronte. Delusione part. II (avrei preferito Heartbreaker o Black Dog). Terzo pezzo Black Dog (oplà). Presenta Page in un Londinese stretto incomprensibile (Page che parla al microfono?!?) smollando un paio di cazzate sui suoi occhiali che capisco addirittura io. Volume dal palco tremendo (ma non avevo molta esperienza di concerti quindi forse era un’ impressione). Da qui in poi i ricordi si incasinano, perché scesa l’adrenalina si è fissata meno roba. Ricordo l’attacco di Kashmir dopo White/BMS, e non ho ricordi di quell’orrendo casino che combinarono a metà di Kashmir stessa che ho poi sentito nei boots. Ricordo Achille’s come una cosa molto confusa, e ricordo Stairway con grande tenerezza per via degli accendini e del battito nel petto che saliva e cresceva in attesa dell’assolo. Sapevo che non avremmo avuto WLL perchè una settimana prima avevo letto sul Melody Maker comprato in stazione a Modena che non la suonavano quasi mai. Alla fine tutti fuori a smaltire il dirigibile (egil wurstel). Mi fermo davanti all’official merchandising ma le grafiche del periodo (In through the Out Door) non mi attirano, quindi niente maglia (una stupidaggine, a pensarci adesso). Io volevo una felpa con un Zoso grande come una casa, mica uno al bar con il cappello… Il concerto fu così così e l’unico che mi sembrava in salute era Bonzo. Pensa te…”

Lo stato della band in quell’inzio estate non è buono. Il momento di confusione del mondo musicale, l’album uscito un anno prima non certo memorabile (ma io lo amo molto) ma vendutissimo, Jones che porta le tastiere in primo piano, Page un po’ sfuocato sullo sfondo. Plant, ancora scottato dalla morte del figlio avvenuta tre anni prima e deciso a cambiare modo di relazionarsi con il suo stato di superstar, cerca di aiutare il gruppo a superare lo stato di confusione e ad allinearsi con l’umore di quegli anni. Via dalla scaletta i lunghi pezzi dalle interminabili improvvisazioni, via i vestiti da scena con draghi e segni zodiacali, dentro un approccio più immediato e un atteggiamento più down to earth. Jones e Bonham come sempre in forma, musicisti di altissimo livello che quasi mai perdono un colpo (sebbene Bonham fosse quello più prossimo a Page per quel che riguarda droghe e soprattutto alcol). Page è in uno dei punti più bassi della sua carriera: innamorato dell’eroina, svogliato nei confronti della chitarra, pallido ricordo del magnifico chitarrista che fu. Modo scolastico di suonare gli assoli, impreciso, senza dinamica…nell’analizzarlo col senno di poi si arriva ad un giudizio impietoso.

(RP a Zurigo 1980)

Zurigo tuttavia rimane probabilmente la data più riuscita di tutto il tour e questo bootleg che mescola le due fonti (il soundboard secco e un’audience grassa e tonica) rende l’ascolto possibile. In alcuni momenti sembra addirittura che il gruppo non fosse niente male.

I soliti due o tre colpi sul rullante di Bonham (sempre uguali nel corso degli anni), qualche strambo fraseggio di Page e si parte con l’intro a wah wah di TRAIN KEPT A ROLLIN’. L’Alembic di Jones da un tocco metallico ad una performance rabbiosa e piena di spirito. Benino Page negli assoli, anche se più che il grande chitarrista rock adorato da milioni di fan sembra di ascoltare Tim Tirelli al tempo degli Zeppelin Express. Il pezzo si collega con NOBODY’S FAULT BUT MINE da cui viene tagliata l’introduzione voce/chitarra. Di nuovo grande impeto, il gruppo sembra più tight che loose. Il suono, il cantato, le atmosfere…i LZ sembrano al passo coi tempi. L’assolo di chitarra è un po’ strambo e impreciso ma ci puo’ stare.

(LZ a Zurigo 1980)

Page (per la prima volta nella storia dei LZ) si avvicina al microfono, saluta il pubblico e introduce il prossimo pezzo (come dice Picca, con un spiccato accento londinese…quello che trasforma Jimmy Page in Jimmy Poige, per intenderci):

Good evening. I said, good evening! Yeah, right, right, right, right, right. Well you might have noticed, I just took me glasses off so I can see the guitar a bit better and see you a bit better, too. Yeah, right, right. Ok, we got an old one. I hope you can remember it ‘cuz it’s quite an old one. It’s called ‘Black Dog.’

Qualche secondo dedicata all’intro di OUT ON THE TILES e il celebre riff di BLACK DOG riempie l’Hallenstadion. L’hard rock blues dei LZ si fa rauco e spietato. Gruppo ancora concentrato. Il pubblico risponde in massa al giochino Ah Ah – Ah Ah. Assolo di chitarra accettabile e buon finale stile 1973.

Robert Plant  “Well! Uh, guten tag, I mean, uh, good evening. Everybody ok? Sorry about the, uh, small delay, unforseen things. Very nice to be back in Switzerland again. Uh, been quite a long time I think since Montreux. Anybody remember Montreux? Showing your age, kids. Well since we hit the road last time we managed to make, create and put out an album complete with artwork called In Through the Out Door. This is, uh, one track from it. It’s called ‘In The Evening.’

Introduzione impreziosita da tocchi di batteria sintetizzata, arie misteriose ….parte durissima IN THE EVENING con Jones contemporaneamente alle tastiere e alla pedaliera basso. Page sembra riprendere quota (con la Fender Stratocaster Blu Lake Placid) durante l’assolo. Nuovo disegno di Jones nella la parte lenta. A sentirli così sembrano quasi un macchina ben oliata i LZ. Assolo finale col wah wah. Bislacche geometrie musicali courtesy of Pagey. Esibizione decisa e buona. Il pubblico gradisce un sacco.

Plant prova a ringraziare le migliaia di italiani presenti con un paio di “Grazies” che fanno partire il coro di “Italia, Italia, Italia…”

RP: ” Grazies. Grazies. Ah, good evening, good e, uh, buenas(era), uh. Uh, yes, yes. We want to teach you one thing. Take your right hand, and put it in the air, right hand. Right hand, you fool. Cup the hand like that. Take it to your nose, and go. And then, Eye thank yew. After three. One, two, three. Eye thank yew. Good evening. This is a slow one. It’s got nothing to do with being silly. It’s called ‘The Rain Song.’

(JP a Zurigo 1980)

Page inizia i graziosi fraseggi di RAIN SONG e il pubblico si lascia andare in un applauso di gratitudine. Pur con i toni meno poetici del 1980, RAIN SONG risalta e risulta invariabilmente come una delle più dolci cose mai scritte in ambito rock. Le tastiere moderne di Jones fanno un po’ rimpiangere il caro vecchio e caldo suono del mellotron, ma l’effetto è comunque coinvolgente. Entra Bonham e con un fine lavoro di batteria ricama i contorni di quelle melodie così pure.

I primi cinque pezzi passano dunque veloci e ben diretti, non saranno più gli Zep dell’immaginario collettivo, ma in questa prima parte del concerto di Zurigo appaiono se non altro uniti e determinati.

RP: “Alright! Grazies, danke, merci bien. Thank you very much. Well that was one from a while back. This is one that relates to, uh. No, close. It relates to the rigors of relationships in Texas. Hard time in Texas. It’s called ‘Hot Dog’. Eye thank yew.”

Con HOT DOG, il gruppo inizia a sfaldarsi. Dal punto di vista esecutivo questo brano sciocchino e spensierato è difficile sia per Page che per Jones. John Paul deve mantenersi in pieno controllo per suonare un complicato giro honky tonk mentre con la pedaliera tiene un giro di basso impegnativo. Il riff di chitarra non è per nulla semplice e l’assolo (quello su disco) è di elevata difficoltà. Dal vivo Page non la ha mai suonata bene,  sostituendo le parti più veloci e obbligate dell’assolo con note tirate allo spasimo con il B-Bender (meccanismo montato sulla sua Fender Telecaste che mediante un movimento del manico tira la corda del SI).

Dopo HOT DOG la registrazione sfuma e allo stesso modo rientra con ALL MY LOVE (niente Plantation dunque). Il pubblico applaude mentre di Jones introduce la canzone. Jones ancora impegnatissimo nel suonare le tastiere e contemporaneamente la pedaliera basso. A volte con questa suona dei giri cosi articolati che mi chiedo che razza di controllo debba avere negli arti. Jimmy pasticcia con l’assolo che è semplice e composto da poche note. Mah. La registrazione sfuma dopo il finale e riprende con RP che dice: “It’s called, it’s called ‘Trampled Underfoot.'”

(LZ a Zurigo 1980)

TRAMPLED UNDERFOOT, col suo incedere funk e cattivo intontisce il pubblico con la sua atmosfera monocorde. Buona prova anche questa. Page sempre un po’ in bilico nell’assolo, ma le cose che suona e che “dice” non sono affatto male.

RP: “Grazies. Danke shun. Thank you very much, ta. Ooh.”

SINCE I’VE BEEN LOVING YOU. Sesto pezzo consecutivo con Jones alle tastiere. Il piano ha sostituito l’organo dei primi anni e il piano effettato del secondo periodo. Il pezzo è un mezzo disastro. Page è fuori. Sfasato, confuso e impreciso. L’idea di allungare l’assolo di un ulteriore giro (come già avvenuto nei 4 concerti del 1979) con un Page in queste condizioni non è stata una gran idea.

RP: “Jimmy Page, guitar. Jimmy Page.”
JP:”Thanks very much.
RP:This is more like the European championships than a gig. Alright?!

Dal pubblico richieste di “Moby Dick!”

In ACHILLES LAST STAND in bella evidenza il basso di Jones. Pezzo di ardite architetture ritmiche e chitarristiche, da suonarsi con la band al top. Non esiste infatti una sola buona versione live (1977/1980). Lo sferragliare del basso Alembic di Jones cerca di evitare che Page finisca del tutto nell’abisso in cui sembra cacciarsi ad ogni fraseggio.

RP “Ok folks. Ok folks? Eye thank yew. Right now it’s Jimmy Page, guitar.” Il pubblico parte col coro “Jimmy Jimmy Jimmy”

WHITE SUMMER (a cui viene attaccata BLACK MOUNTAIN SIDE) riesumata nel tour del 1977 non è male ma è lontana dalle versioni dei primi tour dove serviva a Page per inerpicarsi verso vette di personalissimo ingegno strumentale; le ultime battute servono come introduzione a KASHMIR (entrambi i pezzi sono suonati con la stessa accordatura aperta DADGAD). La KASHMIR di Zurigo è famosa per l’errore nella parte centrale. Dopo le due strofe iniziali complete di riff principale e riff discendente, dopo un giro di riff e un giro di riff discendenti invece di passare al ponte in LA Jimmy passa alla sezione successiva creando un minuto e mezzo di imbarazzanti tentativi di rientrare in carreggiata. Finalmente Bonham riporta ordine e riparte così dall’inizio tutta la parte centrale. Senza questo pasticcio sarebbe stata una buona versione.

RP: “John Bonham on drums. If anybody’s bootlegging that you’ll have to scratch that number ‘cuz it wasn’t completely correct. Never mind. We got through it. Heavens it’s warm. Alright? Ok? Eye thank yew.”

Il bootleg contiene anche la version di Kashmir corretta (chi ha messo insieme questo bootleg, mediante un edit,  ha tagliato la parte con l’errore). La traccia 3 del CD2 contiene quindi le due KASHMIR una attaccata all’altra.

(LZ a Zurigo 1980)

Page indossa la doppio manico, il pubblico capisce e applaude. Parte STAIRWAY TO HEAVEN. Quando Plant inizia a cantare mi prende sempre un senso di commozione. Che pezzo leggendario. Jones al piano, Robert ispirato, Bonham sempre pronto. Una volta accettato il fatto che il Dark Lord non è quello di una volta, questa versione è godibile. Nelle sue stramberie, nelle sue insicurezze quel diavolo di un Page riesce ugualmente ad incollarti all’ascolto…se non altro per capire se deraglia del tutto o se resta sul sentiero. L’Hallenstadion comunque apprezza, applaude, batte i piedi.

RP: “Thank you. Thank you everybody from everywhere! It’s been a good hot one. Good night.”

Claude Nobes ripresenta il gruppo per il bis.

CLAUDE NOBS “Robert Plant! John Bonham! John Paul Jones! And Jimmy Page! Led Zeppelin!”
RP: “Claude Nobs! Good evening! Buenos dias. Alright?! Eye thank yew. Excellent. Excellent.”

In certi momenti  nell’ascoltare ROCK AND ROLL sembra di sentire i DAMNED. Versione, dura, sporca, cattiva, punk, acida.

RP: “Alright?! Eh? It’s been a very nice evening in Zurich. Thank you for coming from Italy, and France, and Switzerland, and Germany and England, and America and, uh, Wolverhampton. See you soon. Bye.”

HEARTBREAKER segue e chiude il concerto. Anche qui piglio aggressivo e credibile. Nell’assolo senza accompagnamento Page avrebbe dovuto evitare di portarsi la chitarra sopra ala testa e fare il solito giochetto con quei trilli fatti solo con la sinistra. Già nel 1973 non riusciva mica tutte le sere, figuriamoci nel 1980. Prova comunque dignitosa comprensiva di quell’intermezzo di stralunato blues ritmato/honky tonk accompagnato dal battimani dei 20.000 presenti e da BOURREE. Nella parte accompagnata se la cava piuttosto bene nella sezione del botta e risposta tra licks e ritmiche con accordi. La cosa che sorprende è che pur con tutte le difficoltà esecutive, non rinuncia mai a percorrere strade diverse e a sperimentare diverse soluzioni.

RP: “Thank you for being great. Thank you! Eye thank yew! See you again one day. Thank you very much. Jimmy, Jonesy, Bonzo, and meself. Tada”

(LZ a Zurigo 1980)

Sono stato forse un po’ troppo crudo nel giudicare gli Zep di questo periodo, ma essendo un fan in senso stretto preferisco eccedere nel mantenermi il più obbiettivo possibile e valutare il tutto  anche secondo le orecchie del casual fan. Credo che tuttavia un bootleg di questo periodo si possa avere per i motivi descritti all’inizio, e  questo è senza dubbio il migliore (pur non avendo in scaletta WHOLE LOTTA LOVE).

© Tim Tirelli 2012

29 Risposte to “LED ZEPPELIN MUST HAVE BOOTLEGS – Led Zeppelin: “The European Championships” June 29th, 1980 The Hallenstadion Zurich, Switzerland”

  1. Avatar di Maurizio Dell'Ali
    Maurizio Dell'Ali 15/03/2012 a 16:53 #

    Commenti non ne ho.. vorrei solo acquistare disco, magari in proprio in LP !!!
    E’ disponibile in negozio?
    Grazie , Maurizio

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    • Avatar di timtirelli
      timtirelli 15/03/2012 a 17:45 #

      Maurizio, trattasi di bootleg, molto difficile di questi tempi reperirli nei negozi (se non nei due storici nel centro di Tokyo), men che meno in vinile.
      Questo poi è una produzione fatta da un fan che ha sapientemente mescolato le due fonti di cui parlo. Difficile quindi reperirlo anche nelle fiere del disco. Avvertenza: si potranno trovare altre versioni da fonti solo soundboard, ma io consiglio questa…
      Non troppo complicato scaricarli in qualità flac (lossless) da internet. Non è download illegale considerato che è materiale non ufficiale.
      Con un po’ di pazienza ricercando il link su google non dovrebbe essere impossibile trovarlo.

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      • Avatar di Lorenzo Stefani
        Lorenzo Stefani 16/03/2012 a 02:03 #

        Quindi Tim non hai mai visto i LZ dal vivo, e per questo sei rimasto segnato a vita? Io putroppo nel 1980 ero troppo giovane per andarmene a Zurigo, ma ugualmente mi è rimasto il rammarico di aver perso il treno. Ho cercato di rifarmi con Plant e ovviamente Page & Plant: anche se non è la stessa cosa, mi hanno fatto vivere bei momenti rock e mi hanno fatto intuire come dovevano essere gli Zeppelin con Bonzo e JPJ. E’ andata così anche per te?

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      • Avatar di timtirelli
        timtirelli 16/03/2012 a 07:53 #

        Lorenzo, sì purtroppo non ho mai visti i LZ. Segnato a vita? Mah, non credo. Se mi fossi perso quelli di Los Angeles 1973 forse, ma questi…ad ogni modo resta un gran rimpianto, avevo il pullman sotto casa e non sono salito…che errore. Sensazione simile alla tua per Page and Plant. La prima volta, Sonoria, Milano 1995, sotto l’acqua e nel fango…partono con SIBLY (Since I’ve Been Loving You) e mi dico tutto emozionato “Questo doveva essere vedere i LZ”. Se non altro nella mia vita ho visto Jimmy Poige suonare (bene!) Sibly.

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  2. Avatar di Danilo63
    Danilo63 15/03/2012 a 20:50 #

    Avendo visto il concerto, non sono la persona più indicata in fatto di obiettività circa la performance del gruppo. Nel senso che l’emozione mi ha sempre fatto vedere il concerto come eccezionale e privo di sbavature. Mi complimento con Picca per tutti i particolari che ricorda. Avevo 17 anni, e a parte il fatto che conoscevo The Train Kept A-Rollin’ per via degli Yardbirds, il ricordo più nitido resta quello di John Bonham investito da una luce bianca durante “In the Evening”. Oltre al blocco allo stomaco per “Stairway to Heaven”. Mi permetto anch’io di consigliare a Maurizio la versione “Matrix” anche perché contiene la versione completa (non tagliata alla fine) di Kashmir.

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    • Avatar di MAURIZIO
      MAURIZIO 15/03/2012 a 21:54 #

      Grazie Danilo63 per il consiglio , se 63 sta per l’anno di nascita , be anchio sono del ’63, e anchio avevo 17 anni, ma in quel momento ero più preso ad ascoltare i Pink Floyd, era da poco uscito The Wall e penso che sia stato tra i primi ad acquistare LP , in quegli anni certo mi piacevano anche i LZ …ma cominciavano alle superiori a discriminarti se ti piacevano quelle cose ritenute già antiche, c’era la wave…il punk..e frequentando anche l’Istituto d’Arte e se non eri Moderno…allora pian piano con i Police , U2, Depeche Mode…ho ceduto. Adesso è un pò di tempo che ho ripreso ad ascoltare i LZ dal primo album e proprio rigorosamente in vinile, cercando anche le prime stampe made in UK rare …poi ho anche reperito un The dark side of the moon originale QUADRIFONICO dei Pink Floyd e devo dire eccezionale per la strumentazione all’epoca a disposizione. Loro sempre all’avanguardia …penso sempre troppo avanti con i tempi…già da prima di Ummagumma.
      Ma tornando ai Led Zeppelin , ho reperito da poco una prima stampa made in Great Britain del 4°…plum/red con l’errore di stampa nell’etichetta in cui era presente come produtttore anche Peter Grant…oltre che Page, il quale si incazzo con l’Atlantic non poco e successivamente fece applicare degli stickers a correzione dell’etichetta con solo il suo
      nome come produttore appunto. Comunque sempre grandi anche dopo tutti questi anni.
      Se qualcuno ha del materiale in vinile dei Led Zeppelin io ne sono sempre interessato !!!
      Grazie , Maurizio

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  3. Avatar di mauro bortolini
    mauro bortolini 16/03/2012 a 07:40 #

    Questo é Tim Tirelli. Quando scrive dei Led é il migliore di tutti.
    Un articolo superbo e dettagliatissimo.
    Continua cosi’ !

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    • Avatar di timtirelli
      timtirelli 16/03/2012 a 07:46 #

      Grazie mille Mauro. Troppo gentile. Cercherò di continuare con un certa frequenza l’argomento LZ.

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  4. Avatar di Clod_60
    Clod_60 16/03/2012 a 13:22 #

    Ri-complimenti, Tim: io starei ore, incantato a bocca aperta, a leggere le tue storie di rock, soprattutto quelle riguardanti quegli anni, in cui io stesso mi affacciavo (ingenuo) all’ascolto di questa musica.
    Io purtoppo i LZ dal vivo me li sono fatti mancare. La cosa che più ci si avvicina, se può servire, è un concerto di R. Plant+band a un Pistoia Blues di qualche anno fa. Concerto non malaccio, con parecchi pezzi LZ in scaletta, che si concluse con la patetica consegna a RP di un attestato (tipo premio alla carriera o simile) da parte di un assessore del comune. Ricordo un Plant gentile, molto imbarazzato e con un’evidente voglia di tornarsene in albergo.
    Continua così…

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    • Avatar di timtirelli
      timtirelli 16/03/2012 a 13:28 #

      Grazie Clod. Non sai quanto bene mi facciano questi commenti, il blog va avanti – oltre che per il mio bisogno di raccontare – proprio per questi feedback. Gli “altri” mi interessano – come dice Julia – e questi scambi di affettuosità, di sensazioni, di esperienze sono essenziali per un blog blues come questo e sono orgogliosissimo della comunità che è nata intorno ad esso.

      Stay with us for more rock and roll :-).

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      • Avatar di Lorenzo Stefani
        Lorenzo Stefani 16/03/2012 a 20:19 #

        Beh allora devo aggiungere anch’io che il resoconto del bootleg di Zurigo mi è piaciuto un sacco, sinceramente un dettaglio di questo genere non l’avevo mai riscontrato (forse perché non ho mai letto quelle riviste super-fighe che leggete voi, tipo Mojo, o le riviste per chitarristi).
        Se penso a che livello penoso è ormai il Corriere della Sera quanto a recensioni di dischi e concerti … per i dischi si limita spesso a fornire dettagli di contorno ma non si azzarda a prendere una posizione decisa, per i concerti (JLO, Madonna e simil fango) descrive la “fauna” dei fans o particolari secondari, con il risultato che non si capisce se il concerto sia stato buono o meno. Anche se Mario Luzzato Fegiz ha scritto un articolo che mi è piaciuto molto sulla reunion della 02 Arena con tanto di pagella ai LZ: voto 9 a Jimmy e 8,5 a Plant, fin troppo generoso, mentre fu spietato con JPS – 7 meno se ricordo bene – e proprio cattivo col buon Jason (addirittura 6 meno). Bravo Tim, dalla tua decrizione mi è sembrato d esserci stato, a quel concerto del 1980!!

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      • Avatar di timtirelli
        timtirelli 16/03/2012 a 23:26 #

        Grazie mille anche a te Lorenzo, davvero. Non sono in cerca di adulazioni,ma il confronto con la comunità è essenziale e mantiene vivo il blog. Al di la della qualità o dello stile che può piacere o meno, mi fa piacere che sottolineiate la natura dettagliata di questo articoletto su Zurigo 1980. More to come.

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  5. Avatar di saurafumi
    saurafumi 16/03/2012 a 23:22 #

    Ero anche io a Pistoia Blues nella serata in cui ci fu Plant, nel 2003. Ero in terza fila.
    E concordo su quello che dice Clod_60; la premiazione (il riconoscimento di miglior cantante rock di Pistoia Blues, dopo che quello di miglior cantante blues era andato l’anno precedente a Johnny Winter, mi pare…) fu veramente una pagliacciata.

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  6. Avatar di Giancarlo T.
    Giancarlo T. 17/03/2012 a 12:43 #

    C’ero anche io a Zurigo. Amavo così tanto gli Zep che non avrei mai potuto esprimere un giudizio negativo. Un ricordo lo vorrei aggiungere: dopo il bis si spensero le luci e rimase uno spot giallo sulla batteria di Bonham, come una sorta di presagio. Più realisticamente era l’indizio che avrebbe portato al secondo bis, Moby Dick, e da lì a Whole Lotta Love, il finale. Ma gli svizzeri se ne andarono. Sempre detto che sono un popolo del cazzo, a cominciare dalla mia signora. Svizzera.

    PS : …i “piedini” rules… ;)

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  7. Avatar di Leo
    Leo 18/03/2012 a 02:03 #

    Grandioso, con i dettagli che piacciono a me… grazie soprattutto per le Plantations dettagliate, spesso incomprensibili nella foga dell’ascolto del concerto. A presto con altri concerti, speriamo! (New Orleans.73 il mio preferito per le Plantations e gli aneddoti di quel tempo)

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    • Avatar di timtirelli
      timtirelli 18/03/2012 a 08:54 #

      Grazie Leo. Fra non molto un altro episodio. Per quanto riguarda il 1973 come saprai ci sono molti soundboard di buona qualità relativi a buone esibizioni dei nostri. Probabile che nel corso del tempo diverse date verranno prese in esame, magari anche THE WITCH QUEEN OF NEW ORLEANS (Tarantura 2007). Stay with us.

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  8. Avatar di Riccardo
    Riccardo 19/03/2012 a 16:59 #

    Da buon studioso di Jimmy Page a cosa devi queasta involuzione tecnica? A me sembra che abbia problemi alle dita,già nel disco con Coverdale non fa assoli,però rimane un buon album poi negli ultimi tempi è veramente peggiorato infatti non credo all’uscita di nuovo materiale :(

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    • Avatar di timtirelli
      timtirelli 19/03/2012 a 18:45 #

      Riccardo, è un argomento che magari affronterò in un post apposito. Che vuoi che ti dica, sono anni, lustri, decenni che sui forum dei fan dei LZ si dibatte la questione. Io credo che essenzialmente sia pigrizia, mancanza di disciplina, accidia.Da fine luglio 1973 ha iniziato a perdere interesse nella chitarra, si è adagiato sugli allori…luogo comune questo, frase fatta, ma che ben si adatta al caso del nostro. In qualche data del 1975 l’ha sgammata, nei concerti di NY e LA del 1977, nei warm up e nella prima data di Knewbworth non è stato malaccio, ma non era più Jimmy Page. Per non parlare poi della seconda data di Knewborth, del tour del 1980 e delle angoscianti date dell’Arms 1983…la figura di merda all’Atlantic’s 40th e via così. Coi Firm, con Coverdale, coi Black Crowes fece il minimo per arrivare ad una condizione chitarristica alla bene meglio. Con i tour di Page and Plant tornò su buoni livelli (ma nelle prime date dei tour era comunque in difficoltà). Solo nelle date di fine ottobre e novembre dell’Outrider tour del 1988 tornò ad essere Jimmy Page. (Si mormorava che stesse per uscire il video ufficiale della data al Ritz di New York…). Quindi, caro Riccardo, edonismo sfrenato, intontimento da droghe pesanti, mancanza di volontà. Poi, se vuoi, potrà anche avere qualche problema alle mani, ma non è quello il problema principale. Il fatto è che non suona, che non si esercita a sufficienza, che ama il dolce far niente, il lasciarsi cullare da una fama che ancora lo sostiene forse più del dovuto. Guarda, la smetto perché sono già incazzato…un musicista della sua statura, uno con le sue possibilità…potrebbe fare quel che vuole, suonare con chiunque, godersi quella meraviglia che è stare su un palco a condividere musica con un pubblico adorante…avrei io la cura per il nostro caro amato Jimmy Poige…desdòt vac da mònzer e se mèes ed sibéeria…po’ et vedrèe cl’as cambia anc per lò!

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      • Avatar di Riccardo
        Riccardo 20/03/2012 a 14:16 #

        A parte l’incomprensibile frase finale ;) ti ringrazio per l’esaustiva risposta certo rimane un senso di tristezza vederlo ridotto così,ps ho acquistato il libro di Charles Cross “shadows taller than our souls” molto bello e diverso dai soliti sugli zep con riproduzioni di memorabilia e documenti dell’epoca te lo consiglio,certo è un pò triste ne esce un gruppo verso la fine praticamente spaccato in 2 e con una sconvolgente rivelazione sul fatto che Robert odia stairway to heaven..A presto Tim e grazie ancora

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      • Avatar di timtirelli
        timtirelli 20/03/2012 a 20:00 #

        “Diciotto vacche da mungere e sei mesi di Siberia, e poi vedrai che cambia anche per lui”…ma il Dark Lord non ha bisogno di soldi, il darsi da fare non è un problema per lui. Viaggi in oriente insieme a Ross Halfin (c’è anche in questo momento, lui, Ross Halfin e il bassisto dei Tesla), partecipare a serate di gala dove gli danno premi alla carriera, qualche apparizione come ospite con la chitarra in mano a fare il meno possibile in modo che la gente veda che è ancora vivo ma che non capisca se sa suonare ancora o no, stare in casa a sentire i dischi della sua giovinezza.

        Posseggo il libro di Charles Cross. Beh, che Plant non sopportasse più suonare STH in verità è cosa nota da 25 anni.

        Grazie a te Riccardo e Page on! Nonostante tutto.

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      • Avatar di Lorenzo Stefani
        Lorenzo Stefani 20/03/2012 a 14:29 #

        Il giudizio finale (e consiglio filosofico di vita) in mudnes è proprio un capolavoro, anche se è da iniziati quasi come Lucifer’s rising e Death Wish II!
        Ma cosa ne pensi della performance in occasione della reunion alla 02 Arena nel 2007, inclusa la vicenda del dito rotto che fece slittare di qualche settimana l’esibizione? A me in alcuni video su Youtube mi è parso di sentire assoli decenti, a partire da quello di Good Times Bad Times in apertura e nonostante qualche fischio nei microfoni (soprattutto al momento dell’attacco di voce da pare di Robert)… ma non ho mai sentito una registrazione di buona qualità.
        E per caso l’hai visto a Milano nel 1998 con Plant, nel tour di Walkin into Clarksdale? Io c’ero, e mi piacque. Certo che non sono rimasto particolarmente impressionato dagli assoli in sé, è stato un bel concerto nel suo insieme (per i miei gusti). Ciao! A toren a mònzer le me vac

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      • Avatar di timtirelli
        timtirelli 20/03/2012 a 20:08 #

        Lorenzo: il concerto dell’O2 esiste solo in audience, sia audio che video, mentre le prove sono uscite in soundboard. Page ha fatto il compitino, meglio che in altre occasioni, ma avrebbe dovuto spaccare il culo sapendo che era un cosa in mondovisione. La faccenda del mignolo mi sa che è stata solo una scusa per avere qualche altre giorno di tempo per (non) allenarsi a sufficienza. Performance dignitosa, ma se poi aggiungiamo che certi pezzi sono stati abbassati di un tono pieno per permettere a Plant di cantarli, e che lo stesso non è parso dell’umore giusto, in sè e una reunion da 6/6+. Con un Plant in uno spirito diverso e un Page un pelo più pronto, ci saremmo divertiti molto, molto di più.

        Doveva uscire il bluray ufficiale, ma poi i tre sclerotici si sono incazzati e non se fa più nulla. Sembra che i rapporto adesso siano tesissimi.

        Certo, c’ero al forum di Milano il 19 novembre del 1998 ( e c’era anche Polbi). Buono show. Mi sono divertito. Tin dùur.

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  9. Avatar di mauro bortolini
    mauro bortolini 21/03/2012 a 14:02 #

    Nella mia Bron- Y- Aur a 30 km da Pistoia, nel luglio 1984 non credevo ai miei
    occhi leggendo in manifesti appesi in piazza che jimmy suonava al festival.
    La gioia fu grande nel vederlo dal vero anche se mi parve non al top.
    Nel giugno 1995 all’Acquatica di Milano una pioggia gelida imperverso’ per
    tutta l’esibizione di Page e Plant e non me la potei godere al meglio.
    Finalmente nel 1998 mi resi conto di quello che poteva essere vedere i Led
    dal vivo perché il concerto fu appagante.
    Ad essere sincero pero’ nel 1990 a Firenze, nel 1993 a Pistoia e nel 2005
    a Firenze, Plant con i suoi vari gruppi ha sempre toccato i tasti giusti per
    farmi gustare appieno il succo zeppelin.

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  10. Avatar di luca82
    luca82 19/05/2012 a 00:02 #

    Ciao Tim condivido pienamente le tue opinioni sul Page post 73 , mi fa incazzare pure a me (anche se amo tantissimo) , del fatto che di un artista come Page non solo chitarrista ma compositore , siano rimaste le sue mossette e una manciata di apparizioni . Sembrerebbe quasi una punizione divina …
    Il bootleg in questione ce l’ho intitolato Conqueer europe . Meglio Frankfurt Special , secondo me Jimmy dovrebbe rispolverare del materiale live 75-80 diciamo il meglio di quello che ci potrebbe essere , io ho il dvd seattle 77 che contiene una delle mie versioni preferite di STH mah saranno gusti … che ne pensi ?

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    • Avatar di timtirelli
      timtirelli 19/05/2012 a 00:19 #

      Luca, Seattle 77 è un concerto mica tanto buono,uno dei peggiori di quel tour e naturalmente è l’unica data del 77 provvista di filmato bootleg proshot. Ah.

      Continuo a pensare che Zurigo sia stato il miglior concerto (o meglio il meno peggio) del tour del 1980,

      Del periodo in questione, da quel che si sa, ci sono registrazioni multitracca e filmati professionali solo di Earls Court 75 e Knebworth 79, entrambe le cose presenti – in parte – sul DIVUDI ufficiale del 2003. Non aspettarti null’altro…sempre che Page non trovi nei suoi bunker segreti registrazioni multitraccia di una data del 1977 di cui non ricordava l’esistenza…ma se anche esistesse, la pubblicherebbe viste le misere performance? Di certo si sa che possiede tutte le registrazioni soundboard. Se solo si decidesse a far uscire dei cd live del tipo OFFICIAL BOOTLEG SERIES!!! Non ci vuole mica tanto: prende le sei date newyorkesi e le sei losangeline del giugno 1977, le porta in studio da un buon ingegnere del suono, fa un matrix con le registrazioni audience e fa felici milioni di fan. Poca spesa, gran guadagno, la felicità dei fan di avere finalemnte quei 12 concerti completi, i migliori del tour. Il carattere bootleg giustificherebbe anche qualche sbavatura. Ah, ma che sto facendo…di nuovo a sognare…

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      • Avatar di Luca82
        Luca82 19/05/2012 a 16:15 #

        Ciao Tim , si intendevo proprio questo non altri dvd , e nemmeno un nuovo How The West .. magari uno meno felice della serie “abbiamo conquistato l’ovest e adesso ?” . Purtroppo hai ragione riguardo al non sperarci troppo perchè ricordo un’intervista del 2003 , dove Jimmy ammetteva chiaramente di non avere altro materiale (ma si sa i grandi tendono spesso a contraddirsi..) al quale attingere per nuove pubblicazioni . Per quanto riguarda Seattle , concordo sul fatto che sia un concerto non esattamente memorabile , ma trovo la versione di Stairway .. maestosa , molto vicina a quella edita su DVD (trattasi chiaramente di parere personale) .
        Posseggo una vecchia copia del libro “anni di fuoco” (1990) di Dave Lewis (dove tral’altro cita la tua Oh Jimmy tra le varie fanzine) è strano come questo studioso zeppeliano possa trovare performance come Heartbreaker (zurigo 1980) una delle migliori fatte dalla band ! Si limita a liquidare the song remains the same (album e film) come un live mediocre e che i concerti dei tour 75-77 e Knebworth fossero assai più spettacolari e creativi . Dieci dodici anni fà non avendo bootleg e dovendo affidarmi al suo autorevole giudizio pensavo potesse avere ragione , ma così non è stato . C’è della buona roba live ma raramente si grida al miracolo .

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      • Avatar di timtirelli
        timtirelli 19/05/2012 a 19:35 #

        Luca, come puoi immaginare sono stato in contatto con Dave Lewis per molti anni. La storia di TSRTS mediocre è insopportabile. E’ uno live della madonna, punto e basta. Giusto? Per Dave Lewis i migliori LZ sono quelli del 1975, e ama anche quelli di Knebworth…guarda caso concerti a cui lui era presente (stessa cosa per diverse date del tour Europeo del 1980). Il fatto è che sono capitoli importanti della sua vita, non della storia del rock. Voglio dire …io ascolto più volentieri ITTOD piuttosto che il primo, ma mai mi sognerei di dare una importanza storica all’album del 1979 in questione. Lewis ha fatto sempre un ottimo lavoro tra fanzine e tutto il resto, ma il suo giudizio non sempre vale la pena di essere preso in considerazione (questo naturalmente lo si può dire di tanti altri, me compreso).

        Oltre a possibili uscite sotto forma di OFFICIAL BOOTLEG non vedo grandi prospettive. Servono registrazioni multitraccia e non pare ce ne siano.
        C’è Southhamton 1973 ma esiste già il bootleg fatto con un rough Mix di Kevis Shirley…in pratica lo abbiamo già il disco ufficiale. Ci sono date del tour giapponese del 1971 che la Warner nipponica registro dal palco sembra su un due piste ma la qualità non è eccezionale.

        Poi, c’è il mio sogno segreto, l’holy grail: gli 11 inediti dal periodo 1971/75. Se sono stati scartati e se non sono stati inclusi in CODA nel 1982 forse non saranno granchè, ma per un fan in senso stretto sarebbe davvero un nuovo disco dei LZ con il Bonham originale. Tremo solo al pensiero.

        Inoltre si parla di concerti del 1977 filmati dal personale delle sale concerto che prevedevano l’uso dei maxischermi già allora. Si è quasi certi esista quello del SILVERDROME di PONTIAC del 30/04/1977 e si suppone esista anche quello di HOUSTON …vado a memoria…direi il 21/05/1977.

        Credo in definitiva che dovrà morire Jimmy Page (intendo Leopold o Jimmy Washington…chiunque esso sia) per poter godere di nuove uscite dei LZ, dei Firm, dell’Outrider tour, di Coverdale Page etc etc.

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  11. Avatar di Luca82
    Luca82 19/05/2012 a 19:57 #

    La prima volta che ho ascoltato TSRTS sono rimasto estasiato dalla potenza dei Led Zeppelin sul palco (lo preferivo al Paris theatre del 71) e in effetti l’ho persino ascoltato più volte rispetto How The West (che rimane comunque superiore .. forse..) . Spulciando sul sito di Lewis ho visto un suo nuovo libro Feathers in the wind sul tour europeo del 1980 . Purtroppo è solo in inglese ma lo acquisterei per ripagare il mio feticismo zeppeliano ..

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  12. Avatar di Simone
    Simone 13/02/2025 a 22:24 #

    Brividi nel leggere di quella serata. Avevo 16 anni, partii in pullman da Verona verso l’incontro con il mio gruppo preferito. Arrivammo a concerto iniziato. Un guasto al mezzo, pensavamo che non saremmo mai arrivati, invece….. che corsa per entrare sentendo il suono dei miei idoli, non era con me il mio grande amico e musicista Alberto Bonomi. Avevi la febbre Alberto. Mi manchi e nei ricordi belli della nostra stupenda amicizia mi manca di non poter ricordare quella sera con te.

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