Notte tra lunedì e martedì: mi metto a letto, leggo qualche pagina di APATHY FOR THE DEVIL di Nick Kent e poi lo sento arrivare, come una marea nera e profonda che avvolge tutto. Un cupo battito d’ali, un ombra tenebrosa, una luce spenta che ti si pianta nel cervello…è lui, il demone della notte senza sonno. Nelle notti pesanti che descriviamo agli amici o ai colleghi il mattino seguente, quelle che “stanotte non ho chiuso occhio” si finisce comunque per dormire almeno due/tre ore, ma questa notte no, il demone è spietato, ogni volta che sto per cedere una botta di non so cosa mi risveglia con un sussulto. Non dormire nemmeno un minuto per una notte intera è terribile. Fino alle 2 ci provi, ci speri, ti alzi, bevi, torni a letto, ti alzi, vai al computer, ti corichi di nuovo. Alle 3,30 sei preda della disperazione, alle 4 hai un senso di oppressione che ti ottenebra, il cuore batte forte, l’ansia t’incolla e ti scolla, credi di vedere figure poco simpatiche, ogni rumore diventa un’eco spaventosa…ti sembra di scorgere Baldassare in persona, ti porta la mirra, simbolo di morte. Alle 4,15 ti incazzi, smadonni, ti alzi, ti metti in cuffia e fai partire THE E STREET SHUFFLE di BRUCE SPRINGSTEEN e vaffanculo Melchiorre, Gaspare e Baldassarre.
Ore 7,45, in condizioni tutto sommato accettabili sei a Bazvèra per una visita di controllo. Mentre aspetti senti Brian, non è in bolla, avvisi in ufficio che arriverai più tardi. Un paio d’ore dal vecchio, lo rimodelli come fosse un pezzo di creta, colazione, un po’ di chiacchiere, pranzo. In ufficio annaspi ma tieni botta. Verso sera arrivi al posto in riva al mondo. Ceni e riparti verso Mutina: stasera ti ritrovi con Mix, Jay e March a rinverdire certi anni passati, imbracciando una Les Paul…poco tight e molto loose, ma ci si diverte…AIN’T NO LOVE IN THE HEART OF THE CITY, FUOCO SULLA COLLINA e qualche “classico” courtesy of your truly. A mezzanotte sono più o meno a letto, fatico, temo il demone ma poi crollo.
Mercoledì ore 8: ricevo una telefonata e penso “Cazzo, non ho sentito la sveglia, è tardissimo”… nemmeno in tempo di finire il pensiero e svengo sul letto. Riaffioro alle 10,29. Alle 10 avevo un appuntamento in ufficio. Mi butto sotto la doccia. Sono uno straccio ma mi metto in macchina. In ufficio espleto i doveri primari. Alle 13,35 crollo sulla brandina nello sgabuzzino. Ritorno in me alle 17,45. Ringrazio il Dark Lord che mi ha fatto avere due soci comprensivi. Fino alle 20 cerco di sbrigare quanto più lavoro arretrato possibile. Esco e mi dirigo al Kata per un incontro in sordina con la Congregazione degli Illuminati del Blues. Non sono a posto, c’è qualcosa che mi opprime. In macchina mi sento una raccolta della PFM, al momento di DOLCISSIMA MARIA mi metto a piangere…
Serata strana questa con i confratelli, siamo solo in sei. Siamo stanchi, poco dinamici, abbiamo voglia di stare insieme ma portiamo a casa solo un pareggio…proprio come quello della squadra di Milano che è stata due volte in B, contro il Barcellona. Distribuisco le cosette che ho fatto per loro. Picca ad un certo punto esce e torna con un uovo di cioccolato dell’INTER. Un po’ di allegria, finalmente.
(Confratelli da sx a dx: Riff, Jay, March, Tim, Picca, Lorenz – foto del kata)
Alle 23,30 molliamo gli ormeggio e mestamente ognuno torna ai propri blues. Passo attraverso le campagne nere con HARLEQUIN.
Giovedi ore 6,30: sveglia, doccia e poi subito in macchina. Infilo nel lettore STAND IN THE FIRE di WARREN ZEVON…rock contenutistico, rock bello, pieno, tondo, duro seppur sul confine del genere “Americana”
Ore 7,30: mi presento da Brian, passerà la mattina con me in ufficio. Ormai il vecchio me lo cucco anche nei giorni feriali. Colazione, Repubblica (per lui), lavoro (per me).
(Brian in the office – foto di TT)
Ore 13,20 seduti da “Rock” a Stonecity a farci dei tortelloni burro e salvia. Io e Brian da “Rock” a pranzare insieme, chi lo avrebbe mai detto.
(Brian da “Rock” col suo prosecchino – foto di TT)
Accompagno il vecchio a casa, mi fermo dal commercialista e alle 16 sono di nuovo in ufficio a Stonecity. Distrutto. Cerco di tirarmi su con un bootleg dei BOC:
Verso sera ritorno, tra le campagne mentre il sole va giù ascolto uno dei mie dischi preferiti degli AEROSMITH: DONE WITH MIRRORS.
(le mie campagne – foto di TT)
Mi fermo 5 minuti in una strada bassa a contemplare le mie campagne, STEVEN TYLER canta la sua ode a SHEILA, lo sguardo saltella tra querce e peschi in fiore, i pensieri si fanno astratti e leggeri…vorrei tanto che il demone stasera non si facesse vivo…ma ora che guardo meglio mi accorgo che sono praticamente fermo ad un incrocio, non ho speranza…”Asked the (dark )lord above “Have mercy now save poor Tim if you please”













Tim, per l’ insonnia…hai provato con l’ultimo di Gabriel?
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:-)
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Che cos è la tua vita reale o un racconto inventato?
Sarei interessata a saperlo. Ciao
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Ciao Stefania, trattasi di vita reale filtrata attraverso il nostro essere uomini di blues. Tutto qui.
Benvenuta sul blog.
Tim
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