NICK KENT ” Apathy For The Devil” (Arcana 2011)TTTT ½

13 Apr

Romanzo/resoconto di un decennio della vita  – passato negli anni settanta –  di questo grande giornalista musicale inglese. Kent si fuse insieme alla grandezza e alle miserie di quel periodo. In giro tra Londra, New York, Detroit e Los Angeles, ci racconta il panorama e la fauna che incontrava. Storie di rockstar e di tossici senza speranza, tra suite di alberghi a cinque stelle e tuguri. Molti dei nomi trattati sono di quelli che ci interessano. Seguo Kent dagli anni settanta, grazie a quelle pochissime copie del NEW MUSICAL EXPRESS che riuscivo a reperire, dove lui, tra gli altri, scriveva dei LZ. Ho sempre ammirato il suo modo di scrivere, il suo coraggio, le sue prese di posizione. Alcune delle sue opinioni proprio non le condivido, come la sua ammirazione sconfinata per Iggy Pop e gli Stooges, personaggio e gruppo per me insignificanti dal punto di vista musicale, ma capisco ciò che intendeva (e con lui anche il nostro Polbi). Anche il suo ardore per il punk e la new wave mi lascia perplesso, ma Kent fece parte – per qualche tempo – dei Sex Pistols ed è comprensibile. Anche io vissi in diretta l’avvento di quella musica, certo non da Londra ma da un paese della provincia emiliana, ma benché giovanissimo capii ben presto che a parte un paio di nomi e poco più, si trattava di pessimi musicisti,di pessimi esseri umani e troppo spesso di ‘pessima musica. Tuttavia consiglio vivamente questo libro (e ringrazio pubblicamente Polbi che me lo ha regalato). L’edizione della Arcana è molto spartana.

Citazioni sparse:

” Fu lì, in quell’esatto momento, che sentii che io e il nuovo decennio eravamo fatti l’uno per laltro.”

“I Rolling Stones la fronte non l’avevano. Solo capelli, labbra turgide e un’insolenza collettiva senza limiti”

“I Grand Funk Railroad, un power trio superficiale e roboante che suonava stoner rock populista…i loro stramaledetti dischi nei primi anni settanta sembravano stazionare indefinitivamente ai gradini più alti delle top ten, inquinando le onde radio. Impossibile liberarsi di quel baccano da incapaci. Era peggio dell’Herpes.”

“Solo Ronnie Wood fu impressionato dallo spettacolito (Greg Allman ubriaco al piano a cantare qualche strascicato blues durante un party, ndtim). Seduto di fianco a me, era strabiliato e balbettava frasi incoerenti a proposito di quanto fossimo fortunati a essere in presenza di un personaggio così incredibilmente dotato. Fu in quel momento che realizzai che Ronnie Wood non era esattamente l’uomo più intelligente del mondo. Ma d’altra parte, non devi essere uno scienziato nucleare per fare il chitarrista rock di successo”.

“(A proposito dei Led Zeppelin) “A metà degli anni settanta l’America era diventata il loro regno personale. Nessun altro era remotamente paragonabile a loro in termini di popolarità. E a Los Angeles in particolare, la mania che li circondava era così diffusa e capricciosa da provocare piccoli terremoti ogni volta che suonavano da quelle parti. Gli Zeppelin e la loro musica avevano un strano effetto ultraterreno, laggiù, che bisognava osservare con i propri occhi per poterci credere. Gli indigeni impazzivano, solo al pensiero che la band fosse nelle vicinanze.”

“(Dichiarazione di Bowie) “Adorerei essere primo ministro, e sì, credo fortemente nel fascismo. L’unico modo per liberarci da questo liberalismo che ci opprime al momento è accelerare il passaggio verso una tirrania di destra, totalmente dittatoriale, e farlo il più in fretta possibile. La gente ha sempre risposto bene sotto ad un regime. Anche le rockstar sono fasciste. Adolf Hitler è stata una delle prime rockstar”.

Nell’attesa il rock inglese era stato preso in ostaggio ancora una volta dalla brigata del testosterone: cantanti stretti in jeans strizza-coglioni con le voci stucchevoli che vomitavano a tutto spiano clichè blues, sempre impegnati a utilizzare la musica per berciare a proposito del loro machismo e delle loro qualità di amanti focosi. L’ex cantante dei Free – più tardi nuovamente una star con i Bad Company – era il più rappresentativo di questa cricca irsuta. La leggenda vuole che Rodgers fosse così virile che gli cresceva la barba durante i concerti. Una ben misera ricompensa per la mancanza di coraggio musicale che lui e quelli della sua schiatta avevano installato nel panorama rock di metà anni settanta. Lo potevo annuire dagli sguardi annoiati del loro pubblico londinese. Sembravano tutti stremati, come me.”

(Chrissie Hynde & Nick Kent)

6 Risposte to “NICK KENT ” Apathy For The Devil” (Arcana 2011)TTTT ½”

  1. Avatar di alexdoc
    alexdoc 13/04/2012 a 09:57 #

    Sapeva scrivere, ma uno che ha quelle opinioni di Grand Funk. Free e Bad Co. non fa per me. Bella la foto di una giovanissima Chrissie, una delle mie rock women preferite.

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  2. Avatar di mauro bortolini
    mauro bortolini 13/04/2012 a 12:02 #

    La questione é sempre la stessa. Un seguace del rock che attraversa piu’
    decadi puo’ amare gruppi hard rock, punk, grunge ?.
    Certamente.
    inoltre negli anni alcuni gruppi vengono riconosciuti dalla critica come
    seminali o capiscuola .
    E’ il caso di Stooges, Led Zeppelin, Black Sabbath tra i tanti.
    Ed é normale che a qualcuno non piacciano..
    . I grand funk erano solo un grande gruppo e nulla di piu’.

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  3. Avatar di Sara Crewe
    Sara Crewe 13/04/2012 a 19:35 #

    Grazie per la segnalazione, visto che in questo periodo di decadenza e barbarie mi era sfuggito…sono libri che leggo sempre con estremo piacere e curiosità… :-)

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  4. Avatar di Paolo Barone
    Paolo Barone 14/04/2012 a 22:01 #

    grande libro, insieme alla bio di Keith fra le cose migliori in questi ultimi tempi. un piacere doppio nel condividerlo! Più passa il tempo e più mi accorgo quanto la musica, oltre che ascoltarla, mi piace “leggerla”…Non necessariamente condividendo al 100% gusti ed opinioni, ma quando ho fra le mani Kent, Lester Bangs, Bertoncelli…Ho quando mi perdo nel Blog con Tim, Picca, Riva & Trombetti…Che meraviglia ragazzi, e so che mi capite.

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  5. Avatar di Giancarlo T.
    Giancarlo T. 15/04/2012 a 20:07 #

    Ciao Tim…magari me lo leggerò, ma dalle poche anticipazioni che hai dato, mi pare un lavoro in linea con la presunzione e la spocchia del caro Dario Salvatori : pura provocazione. Resto dell’opinione che se spari certe sentenze devi saper volare chilometeri al di sopra dei giudicati. E non mi pare il caso di Kent.

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    • Avatar di mauro bortolini
      mauro bortolini 16/04/2012 a 07:50 #

      Non so se qualcuno di voi ha letto una trentina di anni fa il
      libro SU E GIU’ CON I ROLLING STONES di Tony Sanchez.
      Spacciatore del giro degli Stones, non musicista , ha scritto
      il piu’ bel libro che abbia letto su rock, secondo solo al
      MARTELLO DEGLI DEI.

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