Ecco, uno passa una settimana un po’ così…spesa girando con un’ auto sostitutiva (Fiat Idea col cambio manuale). Uno poi pensa che il cambio automatico è una delle cose fondamentali della vita. Più di una persona ha commentato che con quel tipo di cambio ci si annoia, che non c’è gusto, che ci si addormenta…uno capisce se si tratta della speed-queen, una che deve sentire il motore rombare ad ogni cambiamento di marcia, ma tutti gli altri? Non sanno quel che dicono.
Poi uno passa un martedì sotto i duri attacchi della dispepsia. Uno rimette quattro volte, una di queste mentre sta guidando ed è in tangenziale e non può fermarsi. Di solito quando capitano queste giornate, uno si rintana per 24 ore sul divano – senza toccare nè acqua nè cibo – divorato da un senso di nausea nauseabondo e un mal di testa ai massimi livelli. Ma a uno può capitare di avere il martedì un incontro con un patronato per pratiche relative al vecchio Brian. Così uno – con sforzo immane – porta in porto la cosa e appena uscito dall’edificio rimette per la terza volta, assistito dalla solerte sorella. Uno poi si ferma a casa dal vecchio Brian, crolla sul divano fino a sera per poi, con molta sofferenza, ripartire, con la Fiat Idea tutta scassata, verso Borgo Massenzio. Uno poi arriva, non fa nemmeno in tempo ad aprire il portello del garage che rimette per la quarta ed ultima volta sotto gli occhi della gatta Raissa.
Uno passa un mercoledì al lavoro con ancora i postumi del dispepsia blues alle prese con faccende lavorative da sbrigare ad ogni modo.
Uno si accorge che arriva il giovedì, cerca di fare mente locale su quello che ha ascoltato nel corso della settimana nel lettore (lofi) della Fiat Idea e sul PC al lavoro…roba senza continuità…intuizioni rinfrescanti o schizofrenia?
BOB DYLAN con THE BAND…
Una compilation progressive della Rhino dove uno non può fare a meno di accorgersi che la canzone n.2 non è quella riportata sulla copertina ma un’altra (AND YOU AND I), mica un errore da poco, e dire che è un boxset della Rhino…
FIRST STEP dei FACES…
e il LIVE FROM LOS ANGELS del 1967 della BIG BAND di OLIVER NELSON…
Uno poi alla mezza di quel giovedì corre da Brian. Arriva alle 13 passate, apparecchia la tavola e prepara il pranzo per se stesso e per il vecchio: tagliatelle asciutte preconfezionate, le immancabili svizzere, una insalata, banane, yogurt magro, sughi d’uva (fatti in casa dalla Lucy) e per finire caffè, corretto per Brian. Uno poi saluta Brian, si ferma a Mutina dal commercialista e si rimette in tangenziale verso Stonecity. Gradi 28. Uno accende l’aria condizionata della Fiat Idea. Uno poi si ritroverà verso sera col mal di gola e col torcicollo. Finalmente verso sera uno riceve la telefonata della autofficina, i pezzi sono arrivati, finalmente la blues mobile è pronta. Così, uno arriva finalmente nel posto in riva al mondo. Ma è uno di quei giovedì che la bassista preferita ha le prove con i Wild Turkeys. Così uno cena in fretta e verso le 21 si ritrova solo.
Vediamo un po’…è una di quelle sere che anche su SKY sembra non ci sia nulla…così un’oretta di chitarra, venti minuti di ginnastica, sistemazione degli archivi musicali e ascolto del bootleg dei GENESIS live in Reggio Emila il 20 gennaio del 1973. Oh Josè, la piacevolezza di questo tipo di serate nel posto in riva al mondo mi arriva all’improvviso così…io immerso nella campagna, solo, ad ascoltare ad un discreto volume i GENESIS dal vivo a pochi km da qui 39 anni fa, senza paura di disturbare nessuno…
…fare la doccia verso mezzanotte, girare in accappatoio accompagnando col corpo gli stacchi musicali di THE MUSICAL BOX, sistemare i cd che avevo lasciato sul lettore dello stereo, contare quanti bootleg dei Genesis ho…(16, uhm, mica male calcolando che mi interessano solo quelli fino al 1978 e che del tour di THE LAMB non voglio nulla)…è in semplici serate così che per qualche momento scordo le mille paturnie blues che sempre mi irretiscono l’animo…thank you, place on the edge of the world…
Play me my song.
Here it comes again.
Play me my song.
Here it comes again.









Il live di Dylan con la Band, che meraviglia! Il ricordo di un viaggio di notte – io poco più che un ragazzino, con mio fratello sul sedile posteriore della vecchia 850 Fiat, la prima auto di mio padre – e alla radio, era PopOff credo, danno questo ben di Dio, proprio mentre ce ne stiamo andando in vacanza! E’ da allora che non ho più abbandonato Bob, Robbie, Levon, Rick, Garth e Richard.
P.S. Mi sa che la prossima auto la prendo col cambio automatico…
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Francesco, anche per mio padre la 850 fu la prima macchina. Non ho dubbi che per uno come te DYLAN/BAND sia una accoppiata fondamentale.
Potendo permetterselo, naturalmente, il cambio automatico è uno dei piaceri di questa porca vita blues. Go for it, mate.
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Da queste parti si guida solo con l’automatico, e devo dire che e’ una cosa discretamente piacevole. Cambio automatico, cruise control, autostrada e un cd che si adegua al tuo stato d’animo del momento, e’ una forma di meditazione meccanica…
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Il cambio è la cosa più inutile e rompipalle dopo il dente del giudizio.
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Povere le mie orecchie, cosa tocca loro sentire… :-D
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Calmati Niki Saura…
Il cambio rompipalle a parte in ambito sportivo, s’intende.
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