TOM PETTY& The Heartbreakers – Live in Lucca, Piazza Napoleone 29/06/2012 – di Stefano Piccagliani

3 Lug

Il 29 giugno Picca era a Lucca per vedere Tom Petty. Gli ho chiesto di farmi un resoconto del concerto…lo trovate qui sotto…aggiungo a mo’ di intro i gustosi sms che Stefanino mi ha inviato prima del concerto:

PICCA: ” Sono a Lucca a vedere Trombetti and the Hearbreakers. Non sopporto gli uomini di mezza età con magliette di gruppi che non sono quello previsto sul palco”

TIM: (Uhm, penso a me a Lucca un paio di anni fa a vedere JEFF BECK, indossavo una maglietta di JOHNNY WINTER) ” Allora non sopporti neanche me :-)”

PICCA: “ Era per segnalare la mia sclero. Intendo commercialisti con la maglia dei SKYNYRD. Età media 54. Panza ingobbita. Gente tirata su da Paolo Carù.”

TIM: ” Posso portare il tutto sul blog?”

PICCA: “Certo. In libreria a Lucca lo Stephen Davis LZ Live 75 in lingua originale. Sto leggendo il volume di Max Stefani. Bel volume. Scritto in modo…particolare…ma è il suo bello.”

PICCA: “ Mi aggiro a caccia di Vip. Tipo Aldo Pedron. Ci sono quasi solo americani.”

PICCA: “Apre tale Jonathan Wilson. Du maròn. Gente in prima fila che filma con l’ipad. Gli americani sono già tutti stonati o ubriachi.”

————————————————————————————————————-

Primo concerto in Italia per Tom Petty, arrivato nel Belpaese per promuovere il suo trentacinquennale passato artistico visto che non era mai venuto prima…

Beh, ci fu quel delizioso mini set di 40 minuti nel lontano ’87 proprio qui a Modena prima che salisse sul palco un devastato e devastante Bob Dylan per il quale gli Heartbreakers funsero da backing band, ma non è la stessa cosa.
Lucca è organizzatissima per accogliere lo show, atmosfera rilassata, pubblico per la maggior parte di mezz’ età e panciuto infilato in magliette di Skynyrd, Black Crowes, Wilco e Springsteen, molti turisti americani, birrette a costo contenuto, ottimi negozietti di dischi del centro che sparano in vetrina vinile di Damn The Torpedoes o ristampe/box sets/rarità da baffo leccato. Invidia.
Temevo poca gente e invece la piazza è piena.
Musica diffusa dal P.A. prima dello show: mixtape con anticaglie Chess (Muddy/Wolf/Berry/SonnyBoy/Little Walter), Fab TBirds, Blasters, Lobos. A un certo punto mini-boato quando scatta For You Blue dell’ amicone George Harrison.
Alle 21’00 sale sul palco Jonathan Wilson, secondo i fin troppo entusistici Mojo e Uncut la ‘nuova speranza del sound di Laurel Canyon’, ovverosia un giovane emulo di CSN&Y, Jackson Browne, Warren Zevon…
 (Johnathan Wilson)
Look perfetto compresa la band,chitarre meravigliose (Jonathan, 1 disco all’attivo molto apprezzato ma venduto così così, ha una vera passione per le chitarre vintage. Gibsons acustiche degli anni ’30, Fender pre-CBS, Diavolettos pre-scoperta dell’elettricità, Firebirds pre-Neanderthal…ma chi cazzo le paga?! si domanda il sottoscritto).
Musica molto bassa-California, qualche psichedelicatezza, suoni naturali, voce noiosa e priva di guizzi, chitarrismo diligente.
Musica per farsi un cannone sulla veranda della casa di Venice con il golden retriever che dorme sotto la rocking chair.
Visto che io sto a Modena e non ho un cane e non mi faccio spinelli, non mi interessa.
Se questo è il nuovo sound di Laurel Canyon allora mi tengo il vecchio tutta la vita.
Alle 21’45 fine della boring new sensation, i roadies di Tom (età media 60) iniziano ad approntare il palco.
Alle 22 e qualcosina la band sale sul palco: poco sfoggio, zero sceneggiate, qualche saluto a fans speciali in prima fila che reggono o evidentemente sono andati a tediare i ragazzi in albergo per foto e autografi (già su E-Bay?).
One Two Three Four e si inizia: suono perfetto, sorrisi, rilassatezza.
Evitando di spappolare le balle dico solo che si vede lontano un miglio che Tom e la band si sono abbastanza rotti dei loro hits storici, che eseguono con precisione e diligenza, mentre si divertono come pazzi a suonare i brani bluesati dell’ultimo Mojo (che riascolterò con rinnovato interesse perché dal vivo funzionano molto bene) e soprattutto una fantastica cover di Oh Well di Peter Green, con Mike Campbell che con la Les Paul Standard assoleggia che è un piacere.

Inoltre non vedono l’ora di slabbrare all’inverosimile alcune loro canzoni lanciandosi in infinite menate chitarristiche che fanno la gioia sia dei fans più nostalgic/fricchettons sia di quelli che vogliono andare a farsi una birra.
Molto divertente e insieme toccante vedere M.Campbell e il tastierista Benmont Tench guardarsi e lanciarsi piccole provocazioni per tutto lo spettacolo, sottolineando assoli e svisate con faccette di soddisfazione o presaperilsedere manco fossero a un concertino alla High School.
20 canzoni per due ore di spettacolo.
Chitarre usate da TP per le 20 canzoni:
Fender Strato 1
Fender Strato 2
Fender Tele
Gibson Firebird
Gibson SG 1
Gibson SG 2
Rickembacker 6 corde
Rickembacker 12 corde
Gibson 335
Guild acustica
Chitarre usate da Mike Campbell
Gretsch White Falcon
Gretsch Country Gentleman (mi pare)
Coral sitar
Fender Strato
Fender Tele
Gibson Les Paul Standard (oh yeah, ndtim)
Rickembacker 6 corde
Gibson Firebird (oh yeah yeah, ndtim)
Setlist:
Listen to Her Heart
You Wreck Me
I Won’t Back Down
Here Comes My Girl
Handle with Care
Good Enough
Oh Well (Fleetwood Mac cover)
Something Big
Don’t Come Around Here No More
Free Fallin’
It’s Good To Be King
Carol
Learning to Fly
Yer So Bad
I Should Have Known It
Refugee
Runnin’ Down a Dream
Encore:
Mary Jane’s Last Dance
Two Men Talking
American Girl
Un biasimo a promoters vari e, magari, a Tom Petty stesso: debuttare in tour da headliner in Italia a 61 anni dopo 35 a fare dischi di notevole successo internazionale è una colpa che andrebbe lavata col sangue.
La band è apparsa sinceramente stupita dai vari ritornelli cantati in coro da migliaia di presenti, quasi non immaginassero di avere un minimo di popolarità in Italia.

Un po’ più di fiducia, eccheccazzo….

Stefano Piccagliani © 2012
.
PS: la white falcon di M. Campbell in realtà dovrebbe essere una Duesenberg di cui non so un cappero….

3 Risposte to “TOM PETTY& The Heartbreakers – Live in Lucca, Piazza Napoleone 29/06/2012 – di Stefano Piccagliani”

  1. picca 03/07/2012 a 10:29 #

    Evinco dal video di Don’t Come Around Here No More di dover aggiungere una Gibson SG all’arsenale di mr. Campbell. Quanto guadagna il guitar technician degli Heartbreakers? E che mazzo si fa?

    Mi piace

  2. Riccardo 03/07/2012 a 12:58 #

    Io c’ero ho trovato una band ottima e con un Ferrone in gran spolvero.. Più che stanchi di suonare le solite hits, mi sono sembrati un po’ stanchi in generale, il tutto poi mi è sembrato sulle spalle di Campbell che a parte l’improbabile capigliatura ha retto praticamente da solo il palco.

    Mi piace

    • picca 03/07/2012 a 15:53 #

      Anche il caldo atroce non aiuta

      Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: