I MOUNTAIN live, Real Madrid contro Manchester City, i sughi d’uva e i blues di fine estate

19 Set

Mattina di tardissima estate, direzione Scandillius. Nuvoloso, temperatura gradevole, colori neutri, velo di accidia su tutto quello che vedo, sento e faccio. Saltello da RADIO CAPITAL a MODENA RADIO CITY per cercare di intercettare gli interventi di Picca, ma fallisco nell’impresa. Finito LATERAL su CAPITAL, schiaccio il pulsantino CD del car stereo e partono i MOUNTAIN LIVE. La versione che ho è chiamata  MOUNTAIN MILLENIUM COLLECTION, titolo brutto e fuorviante per il concerto del 31 dicembre 1971 della band al Fillmore East. La copertina è orrenda, tanto che ne cerco un’altra, anche se relativa ad un bootleg…

Tra l’altro – musicalmente parlando –  in questi giorni sto rispolverando i primi tre album dei DEEP PURPLE, quelli che seguivano le orme dei VANILLA FUDGE, prima che BLACKMORE fosse folgorato da PLANT ad un concerto dei LED ZEPPELIN ed imponesse al gruppo una decisa sterzata di formazione e di distorsione. Beh, li sto rivalutando, mica male davvero…

Con i MOUNTAIN in sottofondo mi fermo da un fotografo con cui collaboriamo…la scena è sempre quella: nei capannoni set fotografici in fase di montaggio, gente che arriva, che va…F – uno dei due titolari  – mi accoglie con fare amichevole. Sbrigate le formalità lavorative ci mettiamo a parlare della situazione in generale, per una volta sento qualcuno che non si lamenta, che dice che tutto sommato le cose gli vanno abbastanza bene e che recentemente ha persino assunto tre persone. Discutiamo di clienti, di fatturati, di strategie imprenditoriali. Poi scivoliamo sulla politica – entrambi guardiamo decisi al sol dell’avvenire – e sul Rock…come ho già scritto F vide i LED ZEPPELIN al Vigorelli il 5 luglio del 1971. Ah.

Risalgo in macchina, Stonecity bound. Non è successo nulla di particolare ma l’umore è bluesy, cerco di tirarlo un po’ su ma i MOUNTAIN mi tirano gù…

I MOUNTAIN  li vidi il 13 luglio del 1985 all’Hallenstadion di Zurigo, aprivano per i riformati DEEP PURPLE. LESLIE WEST è un chitarrista con un gusto incredibile, mi ha sempre colpito molto. In macchina attraverso paesi e quartieri industriali, sono sulla tangenziale Scandillius-Stonecity. Al telefono sento come sta Brian; povero vecchio… sta cercando di fare il possibile per non farsi risucchiare del tutto dai  pantani in cui sta sprofondando. Penso alla CHAMPION’S LEAGUE che è iniziata ieri sera, oltre allo spento 0 – 0 della seconda squadra di Milano, c’è stata REAL MADRID – MANCHESTER CITY, due squadre a cui sono molto legato, si sa, amo profondamente (specialmente) Mou e il Mancio.

Partita memorabile. In svantaggio per due volte i ragazzi di José sono riusciti a ribaltare il tutto e a vincere con merito. 4 goal negli ultimi venti minuti. Spettacolo. Oh (Dark) Lord, quanto amo il calcio.

Non vedo l’ora sia giovedì sera per vedere l’INTER in EUROPA LEAGUE, coppa che da quest’anno è diventata importantissima.

Malgrado questo bel pensiero, i blues continuano a saltellare al mio fianco, maledetti diavoletti azzurri. Penso alla Congregazione degli Illuminati, chissà cosa stanno facendo i ragazzi adesso? Picca avrà finito il suo turno alla radio? Con che polizze Liso sarà alla prese? E Athos, su cosa starà puntando il suo ingegno? Riff starà smadonnando causa uno dei suoi clienti? In che paese Jaypee starà informatizzando? E Mixi, starà relazionando quello che ha preparato fino a tarda notte o sarà su un aeroplano in giro per il mondo? Marcello starà salmodiando le sue conoscenze shiatsu, Suto recapitando lettere canticchiando motivetti country-sudisti, Lorenz seguendo una spedizione per un suo cliente mentre nel cervello ha il riff di HELL’S BELLS a tutta manetta…e io son qua che sono ormai arrivato con LONG RED in sottofondo.

In ufficio, un caffè con Lakèrlit (è il suo compleanno), i nuovi Imac che hanno dei problemi, un po’ di scartoffie da evadere sulla scrivania, lo sguardo immalinconito che scappa fuori dalla finestra, sospiro, mi arrendo all’idea che questo è un giorno di ordinaria bluesìa. Va beh, allora mi mangio i sughi d’uva che ha fatto la Lucia e il resto verrà da sè…

(I sughi della Lucy – foto di TT)

26 Risposte to “I MOUNTAIN live, Real Madrid contro Manchester City, i sughi d’uva e i blues di fine estate”

  1. Avatar di mauro bortolini
    mauro bortolini 19/09/2012 a 19:26 #

    Concordo. I primi album dei Deep Purple hanno un sapore strano ed
    affascinano.( psichedelici ? )
    Per non parlare dei Mountain.
    Gruppo grande come Leslie senza dimenticare Felix Pappalardi.
    produttore dei Cream e grande bassista ammazzato dalla moglie.
    Dei Mountain ammiro le lunghe cavalcate live dove chitarra e basso
    si scambiano le parti in improvvisazioni memorabili.
    In studio lo sentito fare anche da Kossoff e Fraser in qualche
    canzone ( travelling man ? little bit of love ? i don’t remember )..
    Anche i Free che gruppo FANTASTICO!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
    i

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  2. Avatar di Paolo Barone
    Paolo Barone 19/09/2012 a 20:08 #

    I primi tre album dei Deep Purple sono bellissimi….Cosi diversi da quello che verra’ dopo ma anche diversi dalla musica che girava in quel periodo. Sono un piccolo mondo a parte, ricco di sfumature e differenti stati d’animo, sempre in equilibrio precario ma bello proprio per questo. Specialmente il terzo, veramente un bel disco nella sua totale imperfezione.

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  3. Avatar di mauro bortolini
    mauro bortolini 20/09/2012 a 08:05 #

    Errata corrige : scusate ma era ” l”ho sentito fare in studio”.
    Aggiungo, relativamente a Leslie West, che ho letto in un intervista
    di un’amputazione ad una gamba che il chitarrista avrebbe subito
    forse a causa del diabete.

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  4. Avatar di Giancarlo T.
    Giancarlo T. 20/09/2012 a 19:04 #

    Mountain sono uno dei miei gruppi rock preferiti. I riff di West sono stati saccheggiati da chiunque, le due voci di Leslie e Felix erano ruvide, perfettamente rock, grondavano blues. Pochi li hanno veramente conosciuti anche se molti hanno fatto finta di averli amati, specialmente dopo essersi letto la storia di Gail Collins…da…”qualche parte”… ;) Chi ama e apprezza i Muli di Haynes sa che lui cita West a ogni piè sospinto. Ho fatto i salti mortali, tre vite fa, per recuperare Twin Peaks, quando era davvero solo giapponese. I Purple? Splendidi, raffinati, potenti e grandi compositori per gran parte della loro vita. Ma non fa fico parlarne. Meglio scoprire gli Schiekle Grueber ed il loro unico album postumo. Capisci, Tim, perché sto diventando sempre più incazzato con questo mondo di cacca?

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  5. Avatar di Beppe R
    Beppe R 20/09/2012 a 20:26 #

    Sapevo che al solo sussurrare il nome MOUNTAIN si sarebbe ridestato dal letargo (sul blog, non altrove…) l’impareggiabile dinosauro Giancarlo, però amico mio (non ti offendi se ti chiamo cosi, vero?) non mi sembra che i Deep Purple siano un gruppo dimenticato a livello di stampa, anzi di osanna ne ricevono ancora a tutto spiano, ed il Tributo a Machine Head è d’attualità e farcito di rockstars, anche troppo. Inoltre, perchè prendersela con gli Schiekle Grueber, uno sconosciuto gruppo di inimmaginabile levatura? Sorridi GC, a maggior ragione dopo che la squadra più antipatica del mondo ha strappato un meritato pareggio a Stamford Bridge, e già la moltitudine dei cori giornalistici inneggia ai colori bianconeri. Noi comunque, Tim, non troppo tempo fa, contro un Chelsea più forte di quello attuale a Londra andavamo a vincere sterilizzandoli completamente. Ricordi? P.S.: A proposito di primi Purple, onore al cantante Rod Evans e al bassista Nicky Simper…Silurati per far spazio a Gillan e Glover, reagiranno alla grande fondando rispettivamente i Captain Beyond ed i Warhorse. Questi si che sono rimasti gruppi di nicchia, eppure per quanto mi riguarda, erano fantastici. Bye, vado a vedere l’Inter “provinciale” in Euro-League…

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  6. Avatar di mauro bortolini
    mauro bortolini 21/09/2012 a 07:59 #

    Flowers of evil è stato tra i primi dischi che ho comprato nel 1971 e,
    Leslie West l’ho seguito anche quando si è messo con Jack Bruce.
    WEST BRUCE & LAING.
    Qualcosa di buono c’era anche nei loro dischi.
    CREAM e MOUNTAIN , pappalardi e bruce.
    Storie che si intrecciano ed il rock é bello anche per quello.
    Mitologia rock che a me piace tanto.
    Al di sopra delle nefandezze e delle schifezze che appartengono
    pure al mondo del music business.

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  7. Avatar di timtirelli
    timtirelli 21/09/2012 a 09:51 #

    Giancarlo…i Mountain già, che roba ragazzi. Da chitarrista , come ho scritto, provo una grande ammirazione per West e col gruppo gli paghiamo il giusto tributo con l’immancabile cover di MISSISSIPPI QUEEN. Capisco quello che intendi per i DP, ma credo che Beppe non abbia tutti i torti, tutto sommato ricevono ancora oggi grande considerazione da chiunque si intenda di musica e di rock. Certo, con i loro recenti cambi di formazione, col fatto che non ci sia Blackmore (e Lord, ma quello non ci potrà essere mai più purtroppo), con le uscite discografiche non certo memorabili, insomma con nessuno che si preoccupi più di tanto del controllo qualità, l’immagine è un po’ offuscata, ma le grandi cose del periodo 1968/76 rimangono lassù, incastonate nell’empireo dei beati del rock.

    Beppe, la squadretta di Giancarlo si è saputa riprendere bene a Londra, bisogna dargliene atto, seppur con disappunto :-)
    A noi tocca una squadra “provinciale” alle prese con una coppetta, ma sai che ti dico …a me non dispiace affatto. Ho messo via con grande fatica le immagini del recente glorioso passato e cerco di accordare le mie corde alla tonalità di questo nuovo inizio. Mica facile, ma neppur difficilissimo. Un 2 a 2 in casa con un rognoso Rubin Kazan ci può stare senza troppi problemi e ti dirò, io mi sono anche divertito nel vedere un’Inter, ancora imperfetta, che cerca la sua strada. Chiaro, per la stampa è “crisi Inter”, mentre la Lazio che pareggia a Londra immeritatamente con due goal regolari annullati agli avversari “é impresa”.

    Mauro, West Bruce & Laing: ah…c’era del buono anche lì. Concordo.

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  8. Avatar di Giancarlo T.
    Giancarlo T. 21/09/2012 a 10:27 #

    …Tim & Beppe…dovreste essere abbastanza consapevoli di quanto sia io anziano e polemico… :) Non intendevo dire che non si parla abbastanza dei Purple, ci mancherebbe!, ma che nella New Wave of Italian Writers (copyright Trumpets 2012) si disserta con sufficienza dei vecchi gruppi, iniziando sempre la frase con “…sì…”. Ma tu però ce l’hai il cd singolo quattro tracce del progressivo Dark Metal acoustic grunge dei Brotzeitband? No? Aaaaaahhh non sai cosa ti perdi !
    Ecco, in quei momenti a me vien sempre in mente il caro adorabile Gaber. “Cosa mi sono perso”…andatevelo a riscoprire se non lo rricordate; io da quando lo sentii la prima volta, ne ho fatto il lume del mio cammino…
    PS : Beps, tu sei uno dei pochi interisti (Tim included) che oso chiamare amici. Per restanti ho cartucce a sale pronte sul comodino…

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  9. Avatar di timtirelli
    timtirelli 21/09/2012 a 11:30 #

    Giancarlino, ripeto capisco benissimo, diciamo che fa figo sfoggiare il sapere relativo ad oscuri gruppi (spesso gruppunculi) di cui solo in 3 o 4 hanno l’introvabile primo EP (pubblicato solo in scandinavia) contenente gemme di assoluta bellezza.

    John Charles tu sei uno dei tre o quattro J**entini a cui voglio un gran bene, per tutti gli altri ho la Les Paul pronta a sparare piombo (zeppelin) :-)

    New wave of italian (metal) writer è bellissimo :-)

    PS: che Trombetti e Riva commentino sul mio blog mi rende assai felice.

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  10. Avatar di Pol
    Pol 21/09/2012 a 19:08 #

    Rod Evans e Nick Simper (rispettivamente primo vocalist e primo bassista dei DP)sono praticamente degli idoli per me. Nonostante non potessero competere tecnicamente con fuoriclasse come Ian Gillan e Roger Glover, il loro contributo a quei primi tre album rimane davvero degno di nota. Il buon Simper suona tuttora in piccoli club come agli esordi, spesso con musicisti giovani (ho visto alcuni video sul “Tubo” in cui ripropongono i primi brani dei DP, tipo Mandrake Root, Hush e altri), mentre sarei curioso di sapere che fine ha fatto Evans. Credo si sia ritirato definitivamente dal mondo della musica dopo una pessima figura datata 1980, quando formò i New Deep Purple (ormai la band si era sciolta 4 anni prima)e fece alcune date in cui gli arrivò addosso ogni genere di ortaggi….
    Poteva evitarlo, ma quei 3 album restano per me unici e ancora gradevolissimi. Sicuramente da rivalutare.

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  11. Avatar di alexdoc
    alexdoc 21/09/2012 a 19:56 #

    Io vado controcorrente e nell’ultimo periodo non riesco più ad apprezzare tanto “quei” DP originari, che più che in passato sento privi di una reale identità e personalità, e specchio di un’attitudine a rifarsi al modello Vanilla Fudge. I tre dischi si ascoltano ancora bene, ma senza la trasformazione necessaria in un’altra band con lo stesso nome ad opera del duo “G&G” rubati agli Episode Six dubito che avrebbero lasciato un segno nella storia e che adesso parleremmo ancora di loro. Avevo letto che Rod Evans era diventato un medico. Piuttosto durante gli ultimi mesi ho rivalutato e parecchio l’epopea del Gillan solista, sospesa tra sogni di jazz, abbracci al metal e sguardi al pop. Ma del resto i Deep Purple non sono una band, ma molto di più: sono un concetto, un’idea. Lo testimonia il fatto che solo Ian Paice, drummer tanto potente quanto versatile, abbia attraversato tutte le epoche e i “Marks” dei 44 anni di storia in Porpora.

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    • Avatar di Pol
      Pol 21/09/2012 a 23:43 #

      Ah, la Ian Gillan Band e ,successivamente, solo Gillan!Già, quella fu una sorpresa anche per me, sentire lo storico singer dei Purple lanciarsi in un contesto jazz/rock/prog mi fece restare a bocca aperta. Ricordo che acquistai curioso Clear Air Turbulence in vinile in uno stand della festa dell’unità a Reggio Emilia nell”ormai remoto 1987, e la mattina dopo lo suonai….che sorpresa. E conosco molto bene anche i lavori successivi, avendoli ricercati praticamente tutti. Gillan creò un originale tipo di hard rock che strizzava l’occhio alla NWOBHM, senza rinunciare alle tastiere(un superbo Colin Towns) e reclutando addirittura un chitarrista con trascorsi punk-rock (Bernie Tormè)!!
      La famiglia Purple in effetti è smisurata col suo albero genealogico, i suoi singoli componenti, coi loro gruppi personali fondati al momento dell’uscita dalla band madre, hanno poi generato musicisti che hanno fatto storia a loro volta. Forse nessuna altra rock band al mondo è stata così influente….

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      • Avatar di alexdoc
        alexdoc 22/09/2012 a 00:54 #

        Di Ian in tutte le sue incarnazioni li possiedo tutti e di recente li ho riscoperti, con le sue fughe in avanti e a ritroso. I Deep sono per me il più grande “collettivo” del rock, un’incredibile nascita di grandi personalità, un’entità astratta più forte della somma dei suoi singoli elementi, e durante la loro “pausa di riflessione forzata” durata 9 anni (1975-84) sono stati una fantastica araba fenice musicale. Whitesnake, Rainbow, Gillan, Dio… Alla faccia del luogo comune che vuole la rivoluzione (?) punk aver fatto dimenticare ai fans nemmeno i nomi delle colonne Hard, quei campioni continuarono imperturbabili a riempire stadi e arene e collezionare dischi d’oro e platino. I “DP Friends and Relatives” sono un universo, anzi tanti. Ognuno di loro a modo suo e unico creò una continuazione dell’originale con altri mezzi, i propri, creando qualcosa di nuovo e speciale, una personale rielaborazione dell’identità Purpleiana.

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  12. Avatar di Paolo Barone
    Paolo Barone 22/09/2012 a 11:03 #

    Giusto per fare due chiacchiere fra amici…
    A me sembra che i DP dopo lo scioglimento della band nel 75 siano un discorso concluso.
    Ricordo la reunion dell’84 con simpatia, il disco era carino, il tour pure, ma niente di più. Certo, sono felice di averli visti in quella circostanza, con la formazione storica, ma ricordo anche il momento in cui Blackmore suonava da solo con il laser che disegnava Beethoven (?!) o chi era lui, come una cosa alquanto imbarazzante, un po’ oltre il limite del buon gusto. Whitesnake, Rainbow, Gillan solo….per carità in ambito Hard sono state tutte proposte valide, ma non mi sembra abbiano aggiunto molto alla musica già prodotta dalla casa madre. Certo riempivano gli stadi, vendevano da matti, ma nel quadro generale della musica rock, hanno lasciato più il segno i Ramones con il primo disco che tutta la filiazione Purple messa insieme, reunion incluse.
    Al di la’ dei gusti personali, ovviamente.
    O no?!?!?!

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  13. Avatar di alexdoc
    alexdoc 22/09/2012 a 11:28 #

    D’accordo sulla reunion post-scioglimento (salvo poche eccezioni un discorso che può valere per chiunque sul tema), e sui giudizi su disco (assai valido) e tour (molto meno) del 1984. Non d’accordo invece sull’altra metà del discorso: improponibile un parallelo tra l’importanza seminale dei Ramones (che personalmente da anni faccio fatica ad ascoltare) e quella della “filiazione Purple”, regge altamente invece quello con i Deep “in persona”. Qui al di là dei gusti personali il segno lasciato mi sembra ugualmente forte, andandosi a iscrivere entrambe alla ristretta schiera di band che hanno creato (o contribuito a creare) una scena prima inesistente. E qui oltre al “grande fiume” viola, piaccia o no, vanno ricondotti anche i tanti “affluenti” nei “prima e dopo” del rock. Solo per fare un semplice esempio per tutti, così come vale per Joey Ramone, nessuno aveva cantato come Ronnie James Dio prima che arrivassero alle masse i primi Rainbow, In seguito, non si contano le legioni di imitatori di quel cantato tenorile che dal solco Gillaniano eliminava ogni residua traccia di blues e pop. Aggiungo che i prodotti della “DiasPor(por)a” si sono tutti differenziati nel proprio settore, in una sorta di “specializzazione” in cui ognuno prelevava un aspetto del marchio di fabbrica che li comprendeva tutti, il sinuoso Hard & Blues del Serpente Coverdaliano, il sinfonico Epic & Power dell’Arcobaleno Blackmoriano e l’impossibile ma affascinante sintesi “Hard Jazz” Gillaniana. E vai con le chiacchiere fra amici!

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    • Avatar di Lorenzo Stefani
      Lorenzo Stefani 22/09/2012 a 18:10 #

      Applausi! Ci metterei dentro anche Glenn Hughes che dai Trapeze ma ancor di più dai Purple del ’74-’78 ha preso il volo per la sua tormentata ma incredibile carriera solista, sempre più intensa negli ultimi anni, sull’onda di un bizzarro ringiovanimento creativo che lo ho portato a sparare fuori gli ormai 3 album dei Black Country Communion con una cadenza pressochè annuale. By the way, a fine ottobre esce “Afterglow” dei BCC, mi sono scaricato il primo singolo che mi pare all’altezza dei precedenti album, quindi con voce e chitarra, ma anche tastiere e batteria di Bonham jr. in grande spolvero. Peccato solo che nella Purple family the man in black si sia un po’ mummificato con la sua musica rinascimentale, anche se ha ancora i suoi estimatori. Ciao!

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  14. Avatar di Paolo Barone
    Paolo Barone 22/09/2012 a 20:30 #

    Ecco, il paragone DP – Ramones ci sta a pennello, entrambi i gruppi hanno creato un sound che nella grande storia del rock avrà un ruolo determinante, di assoluto primo piano. La galassia post Purple pure, per carità, specialmente i Rainbow, sono d’accordo…Ma, qui sta la differenza secondo me, con un rilevanza solo in ambito Hard. Per il resto della “storia del rock” in generale, nulla hanno aggiunto a ciò che già esisteva. Così come in ambito punkrock una band come i Buzzcocks e’ venerata, ma per il resto del grande universo rock, ci siano stati o no poco cambia.

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  15. Avatar di alexdoc
    alexdoc 22/09/2012 a 21:11 #

    Io non riesco a fare questa differenza tra “il solo ambito Hard” e “il grande universo Rock”, come se il primo fosse una scatolina e non l’immenso caleidoscopio che é, o peggio come se fossero due pianeti separati e non l’uno parte integrante e fondamentale dell’altro. Aggiungo che i Purple, nel loro sfidare l’inesorabile legge del tempo e continuare raggiungendo la terza età a dispetto di lutti e cambi di formazione, mi ricordano tanto gli Stones. Mentre i Led Zeppelin mi rievocano i Beatles nel loro significare un decennio ben preciso (rispettivamente i ’70 e i ’60) poi sciogliersi e sancire l’impossibilità di riunirsi a causa della morte di un componente (due John, morti a distanza di pochi mesi di quel 1980) spezzando per sempre il sogno, ma aumentando così a dismisura il proprio fascino per chi non li ha visti all’opera “in diretta”.

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  16. Avatar di timtirelli
    timtirelli 22/09/2012 a 22:18 #

    Grazie ragazzi, è bello vedere che siete tornati a commentare. Questi scambi sono sempre preziosi e interessanti e mi divertono molto. Eye thank yew.

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    • Avatar di Lorenzo Stefani
      Lorenzo Stefani 23/09/2012 a 00:06 #

      Vero, Alex oggi è veramente in palla, il parallelismo Deep Purple – Rolling Stones da una parte e Led Zeppelin – Beatles dall’altra non mi era mai passato per la testa ed ha il suo perché! Lo so che I’m not staying on topic, ma sto guardando un dvd dei Whitesnake uscito a maggio 2012 (“Ready an’ Roll”) quasi tutto basato sui concerto di Donington 1983 e Tokyo 1984. La qualità di suono e immagini non è eccellente, ma che band! Cozy Powell alla batteria era una forza della natura, Ion Lord alle tastiere, ma mi stanno sorprendendo i due chitarristi, infinitamente meglio che in studio! Non molto saggio da parte di Coverdale scaricarli, di lì a poco.

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      • Avatar di alexdoc
        alexdoc 23/09/2012 a 00:34 #

        Grazie per l’ “in palla”, magari lo fossi sempre. Il Serpentone é “roba mia”, e come argomento m’intriga sempre, poi oggi (o meglio, ieri) era il compleanno di Coverdale, quindi ci sta. In quei due live alle chitarre c’erano il “classico” Micky Moody e Mel Galley (ex-Trapeze, sì il power-trio con Glenn Hughes e il futuro Judas Priest Dave Holland) che non faceva per niente rimpiangere Bernie Marsden. Poi a David scattò la voglia di sfondare negli Usa e adeguò oltre alle sonorità l’immagine, cosa meno perdonabile dell’altra. Ma a volte penso che quell’uomo se potesse licenzierebbe anche se stesso per vedere l’effetto che fa. Whitesnake e Rainbow oltre che due grandi band sono state anche una bella gara a chi era bandleader più tirannico e umorale tra lui e Blackmore. In questo modo entrambi oltre che lunatici egomaniaci si sono dimostrati anche abili talent-scout, scoprendo e lanciando soggetti meritevoli.

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  17. Avatar di Paolo Barone
    Paolo Barone 23/09/2012 a 11:16 #

    Ok, arrivo…..!
    Nella mia modesta opinione i LZ e i Beatles hanno creato un mondo sonoro, nei relativamente pochi anni di attività, che travalica i confini spazio temporali. Non riesco a sentirli come rappresentanti del suono di un decennio ben preciso. Dylan, Velvet Underground, Beatles, Stones, Led Zeppelin, Hendrix, Troggs….Sono IL suono della musica Rock.
    Per me, molto amichevolmente, il paragone Stones- DP non regge.
    Gli Stones (dei quali prestissimo torneremo a parlare in questo Blog!) non si sono mai sciolti. Non hanno mai sospeso l’attività e cosa più importante, il loro team creativo Jagger/Richards non si e’ mai separato…In 50 anni! Per dire, hanno avuto un paio di cambi rispetto alla formazione storica e siamo ancora a parlarne, Woody sembra ancora il nuovo arrivato e sono passati qualcosa come 35 anni!
    Oggi come oggi non ho la più pallida idea di chi sia nei DP, Gillan? Coverdale? Credo Ian Paice di sicuro, ma veramente non so chi altro. Gia’ nel loro periodo d’oro cantanti, chitarristi e bassisti entravano e uscivano ogni due tre album…Insomma, dai, una band che mantiene un solo membro della line up originale, mi sembra che più che altro vada in giro a sfruttare un nome. Niente di male per carità, ma diciamo le cose come stanno, cosa c’entra con lo sfidare il tempo degli Stones??? Magari possiamo paragonarli agli Yardbirds, che io ho visto qualche annetto fa, con solo Mc Carty e Dreja, ci siamo divertiti tantissimo, ma sapevamo che quella era una cover band di lusso. Oppure i grandi Iron Butterfly, tuttora in tour con il solo tastierista (credo) della formazione di In A Gadda De Vida, che manco scriveva le canzoni…O No?!?!?!

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  18. Avatar di alexdoc
    alexdoc 23/09/2012 a 11:49 #

    Per me anche i DP hanno creato un mondo sonoro, che poi può benissimo anche non piacere. Non ho mai detto che Beatles e Zeppelin siano “solo” il simbolo dei loro relativi ma li ho voluti accomunare per aver segnato e caratterizzato più di ogni altro una fase non solo musicale ma anche storica. Ma pur non essendo mai stato un fan sfegatato dei Fab Four – definizione che nel mio mondo ideale si adatta meglio ai Led – e in particolare di Lennon (mi é sempre stato molto più simpatico Macca, a proposito di etichette lui sì che sarebbe “The King of Pop”!) la mia passione va agli Stones. Dunque non vedo l’ora di parlare delle Pietre, che di fatto negli ’80 si sono sciolti: oltre ad avere sospeso l’attività live per 7 lunghi anni (1982-89), per caso “Undercover” volete farmi credere che é un loro disco? Ma dai, quello é il primo album solista di Jagger! Ne riparleremo presto…

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  19. Avatar di alexdoc
    alexdoc 23/09/2012 a 11:50 #

    “Relativi decenni”, I mean…

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  20. Avatar di Paolo Barone
    Paolo Barone 23/09/2012 a 15:17 #

    Grande Alex! Le pietre stanno per rollare in questo Blog, e ti prego dammi una mano con i tuoi commenti, che l’argomento e’ veramente troppo vasto e importante per me da solo…A fra poco!

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  21. Avatar di i wanna be sedated
    i wanna be sedated 23/09/2012 a 19:56 #

    Gabba gabba hey hey !
    I Led non erano di questo pianeta.
    I Deep Purple si’.

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