Dicembre: tra ELPMANIA e BLACK CAT BLUES

19 Dic

Potrei copiaincollare uno dei post scritti un anno fa a proposito di questo periodo color pastello che tanto mi influenza, perché finirò per usare le stesse parole, le stesse sfumature di blu, le stesse circumnavigazioni mentali. Mi ci vorrebbe un argano per sollevare dal mio animo la confortevole malinconia in cui immancabilmente mi trovo ogni anno in dicembre. Quel soffuso tepore di stufe immaginarie che rischiarano e scaldano tutti i miei blues ghiacciati, quelle lucine ad intermittenza che della mia vita invernale imprimono la cadenza, quell’inno alla festa del sole (il natale insomma) che è dietro l’angolo, e con essa il bilancio di un anno passato e il tentativo di tenere alto il sorriso in vista dell’anno che sta arrivando.

Xmas Time Blues

E come ogni ogni anno, questo è il periodo in cui la ELPMANIA prende il sopravvento su tutto. La preferenza, chissà perché, va agli ELP dell’ultimo periodo, quelli di WORKS 1, di WORKS 2 e di WORKS LIVE, o come cavolo hanno chiamato la versione expanded di IN CONCERT. Oltre a questi, si aggiunge spesso THE RETURN OF THE MANTICORE, un cofanetto ormai vecchio di vent’anni.

Mi metto in macchina nelle mattine di neve e ascolto il PIANO CONCERTO…

Stiolo crossing, dicembre 2012 - foto di TT

Stiolo crossing, dicembre 2012 – foto di TT

Vado da Brian e mi sento BARRELHOUSE SHAKE-DOWN, MAPLE LEAF RAG, HONKY TONK TRAIN BLUES…

…mi prendo cura del mio vecchio con più energia se EMERSON mi suona il ragtime…

S

(Brian balla il blues – foto di TT)

Torno nel posto in riva al mondo, mi godo la seconda leggera nevicata e mi sento WORKS LIVE…

Il posto in riva al mondo dic 2012 - foto di T

Il posto in riva al mondo dic 2012 – foto di T

Works Live ELP

Cerco di staccare ogni tanto, ma con musica che sento comunque attinente al periodo, tipo i FREE di FREE AT LAST…

Poi arriva venerdì, verso sera mi chiama la groupie, è allarmata: “non trovo più Palmiro”. Palmir vive con noi dalla scorsa estate, ha ormai sette mesi, è abituato a stare giù in cortile o nei campi limitrofi  insieme agli altri nostri 4 gatti per un oretta o due, ma per il resto vive, dorme, mangia, guarda l’Inter, ascolta gli ELP (i LZ e gli Yes) insieme a noi. Stavolta la groupie lo ha lasciato solo soltanto venti minuti ma adesso non si sa più dove sia. Non si è mai allontanato prima, non ha mai dormito fuori…siamo preoccupati. Fino a tarda sera alterniamo le ricerche. L’ultima la faccio verso mezzanotte, fa un freddo cane, c’è buoi pesto, col cappuccio del giaccone stretto in testa e i moonboot, tra foschia gelata e qualcosa che continua a cadere, con una torcia in mano in mezzo ai campi a cercare e a chiamare Palmir.

E’ strano, pur mantenendo le giuste prospettive con le faccende del mondo, siamo accartocciati su noi stessi, non abbiamo testa che per quello che ci sta capitando…siamo alle prese con un doloroso distacco e con una tristezza infinita. Palmir fa parte della famiglia, è un mammifero di una specie diversa ma anche lui compone questo nucleo di esseri viventi che condividono un pezzo di cammino di questa porca vita. Battiamo i dintorni con metodo, scrutiamo dalle finestre ogni 5 minuti, niente da fare. La groupie singhiozza un pianto dirompente e sincero, io cerco di fare quello che mantiene il controllo, cerco di ragionare sul fatto che sono cose che bisogna mettere in preventivo con i gatti, perché questi possono prendere su e andarsene, perdersi o partire e rifarsi una vita. E’ già successo qualche anno fa con un altro nostro gatto, ma era uno di quelli che vivono fuori e non in casa, e la faccenda è diversa. Persi nella più nera disperazione pensiamo che un auto potrebbe averlo investito, oppure che uno di quei satanisti squilibrati lo abbia preso; si sa, quei delinquenti sono sempre a caccia di gatti neri. Ma poi cerco di ragionare: la stradina in cui viviamo è lunga due km ma è una strada chiusa, passano pochissime macchine e vuoi che in quei venti minuti in cui è stato lasciato solo sia passato un satanista?

Mi sembra più verosimile pensare che si sia spinto troppo in là, Palmir è un temerario, si butta senza pensare alle conseguenze…e che si sia perso, magari che abbia trovato un anima gentile che lo ha accolto e lui, che si adatta a tutto e a tutti, si sia adeguato alla nuova realtà.

Sarà, ma alla domus saurea si soffre, siamo ormai rassegnati all’idea di aver perduto Palmir per sempre. La groupie passa la notte a piangere, e anche io fatico a dormire…pensare di non vedere più quel muso nero è dura.

Arriva il mattino, devo andare da Brian, avrei ancora un po’ di tempo per starmene rannicchiato sotto le coperte, ma mi alzo, non so nemmeno perché, ma c’è qualcosa, il blues probabilmente, che mi spinge ad alzarmi. Così, faccio tre passi nel corridoio e dietro la vetrata della porta vedo una sagoma nera… gioisco, chiamo la groupie, apro la porta…Pàlmir ha trovato la via di casa…torna la felicità.

Dopo un pasto abbondante e una bella lavata, Pàlmir passa la giornata a sonnecchiare – sfinito – davanti alla stufa o a stretto contatto con noi. Ci abbraccia, infila il muso intorno al nostro collo, vuole essere sicuro di starci vicino vicino. Il ragazzo ha passato la notte fuori, capisco che non deve essergli piaciuto molto…

Palmìro sonnecchia davanti alla stufa - foto di TT

Palmìro sonnecchia davanti alla stufa – foto di TT

Passo il sabato pomeriggio sul divano, con Pàlmir addormentato sul petto, fuori c’è una giornata grigia e fredda, ma io sono al caldo delle lucine del nostro albero…adesso chiamo la groupie e le chiedo di mettere su un divudi degli ELP, ah…è così che si tiene a bada il december blues.

Domus Saurea Xmas Tree - foto di TT

Domus Saurea Xmas Tree – foto di TT

8 Risposte to “Dicembre: tra ELPMANIA e BLACK CAT BLUES”

  1. Pol 19/12/2012 a 13:16 #

    Beh magari Palmiro ha fatto la sua Out On The Tiles!
    Avrà fatto baldoria con qualche amico, o in compagnia di qualche micina ammiccante :-)
    Comunque sono contento che sia andata bene.
    Ah: d’accordo sul fatto che Works sia un album perfettamente adatto all’astmosfera natalizia, almeno come la intendiamo noi uomini di blues.

    Mi piace

  2. Eli 19/12/2012 a 17:43 #

    La frase “adesso chiamo la groupie e le chiedo di mettere su un divudi degli ELP” mi lascia perplessa… :-)
    Saura ribellati.
    …e bentornato Palmiro!

    Mi piace

  3. bodhran 19/12/2012 a 17:55 #

    Suvvia, alzandosi “lui” avrebbe svegliato Palmiro (giusto per alzare un po’ di polverone….)

    qui un’intervista a Greg “Round” Lake
    http://www.ondarock.it/interviste/greglake.htm

    Mi piace

  4. Eli 19/12/2012 a 18:08 #

    E va bene…per questra volta gliela diamo buona solo per amore del piccolo Palmiro….
    ciao brother :-)

    come atmosfera natalizia ok per gli ELP ma io poi vado sul classico: tony bennet, b. crosby, nat king cole. Per natale si fa fatica a farne a meno.

    Mi piace

  5. Danilo63 19/12/2012 a 20:09 #

    Caro Timoteo, visto che è il tuo gatto sarà un pazzo ma non fesso, nel senso che una nottata dicembrina, all’addiaccio col culo al freddo lo deve aver “segnato”. Quindi difficilmente ripeterà l’esperimento.
    Alle Christmas songs aggiungo i classici Elvis Presley e Frank Sinatra.

    Mi piace

    • saurafumi 20/12/2012 a 19:35 #

      Caro Danilo, ti posso assicurare che la domenica dopo, cioè dopo solo un giorno dalla brutta avventura, era già là che s’avventurava lungo la nostra strada, incurante di freddo, fame e pericoli… è un gatto, d’altronde…

      Mi piace

  6. LucaT. 20/12/2012 a 17:32 #

    Mi piace leggere di persone come te che amano gli animali e si preoccupano per loro , anche io sono esattamente così . L’anno scorso uno dei miei due gatti super casalinghi è sparito per quattro giorni , cadendo a notte fonda da una finestra del secondo piano , con conseguenti ricerche per metà del mio paese .. nessuna traccia . Quando stavo cominciando a non sperarci , il figlio di buona gatta è tornato tutto sporco e puzzolente .. Da allora quando ci sono i gatti in giro chiudo le finestre …

    Premettendo che non sento affatto l’aria natalizia , in questi giorni le mie preferenze vanno verso il primo dei Firm e Red dei King Crimson . Più ascolto l’album di Page&Rodgers e più penso quanto sia stato sottovalutato senza ragione ; due leggende del rock anni ’70 che con grande coraggio si sono allontanati dal loro glorioso passato , sperimentando nuove soluzioni musicali . Io queste cose le apprezzo davvero tanto , poi la faccia da furbetto di Jimmy nella busta interna del vinile , la dice lunga …

    Ah , Pirates è un CAPOLAVORO .

    Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: