A seguito del recente buraccione (durato un paio di giorni) del blog a proposito degli indimenticabili autori di EPITAPH (i Camaleonti appunto), mi son preso la Rhino Collection, un digipack economico con cui trastullarmi (qualcosa del grande Tonino Cripezzi bisogna pur averlo).
Arriva il pacchetto, prendo il cd, mi soffermo sulla foto della cover e mi chiedo: ma come si fa a mettere quella foto in copertina? La foto sarà del 1984 circa, c’è quello in giacca e cravatta, quei due dietro il divano vestiti da giovani (secondo la orribile moda del periodo) e Tonino seduto sul divano con dei pantaloni blu da pelle d’oca (e calzino amaranto). Guardate poi la stoffa del divano, le tende, la palma che si scorge dietro…ma dico io, come si fa a usare una foto così brutta per una copertina?
Guardo nei credits: la foto viene dagli archivi della CGD. Cioè, la CGD ha nei suoi archivi delle foto così? Poi ci si domanda perché in Italia siamo messi come siamo messi. Guardo meglio: l’artwork è opera di uno studio grafico, dal cui sito si intuisce che è specializzato in realizzazioni musicali. Uno studio grafico, addirittura; pensavo che il progetto fosse stato creato da Gigino, il figlio dodicenne del portiere della CGD.
Mettere una foto dei CAMALEONTI scattata nel loro periodo d’oro no? Versione fine sessanta o inizio settanta, anche perché i pezzi di questa compilation vanno dal 1968 al ’76.
‘azzo c’entra una foto degli anni ottanta, peraltro bruttissima? I visual, come le parole, sono importanti, cazzo.


I casi sono due: o qualcuno alla CGD ha assoldato un team di graphic designers/neurologi/persuasori occulti/architetti/programmatori neurolinguistici/fashion bloggers/style consultants/copywrighters/marketing gurus i quali, dopo attento esame della situazione esistenziale del potenziale ascoltatore medio dei Camaleonti e del suo livello di preparazione socio/culturale/estetico, hanno pensato che una cover del genere potesse titillare al punto giusto le sue papille gustative olfattive e auditive, oppure chi decide questo tipo di confezioni e di grafiche è un idiota totale. Propendo per la seconda ipotesi, ma avrò sempre dei dubbi.
Una volta ho chiesto a un discografico della Polygram come mai nessuno in italia (minuscolo) non producesse,nel caso di best ofs gruppi o solisti ‘storici’, dei booklets con note informative e foto d’epoca ad un livello non dico Rhino U.S.A. ma almeno che vi ci si avvicinasse. La risposta è stata che in italia (minuscolo) non li legge nessuno e che il grande pubblico è formato da cazzoni e che quindi è tempo perso.
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Grandi. Sono riusciti a battere anche i Blue Oyster Cunt che come “visual” alle volte erano più trash dei Queen anni ’80…A questo punto Paul Rodgers in kimono nella copertina di un disco Bad Co. non entra nemmeno più in classifica.
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Che copertina di merda … Sono le classiche orribili cover delle antologie da supermarket , e ne ho viste anche peggiori !! L’abito fa il monaco ..
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Orribile. Sembra la foto in posa dei parenti che non vedi da anni, in pieno abbiocco post pranzo di nozze, quando non si sa più cosa dire e ci si fa una foto per tirar sera…. Che tristezza.
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In questi giorni, avendo ancora sigillate le ultime tre uscite dei led zep
e minima voglia di ascoltarle,, ho seguito il consiglio di Barone
e altri.
Ovvero ascolto in macchina i cd dei KYUSS che mi danno molto conforto
in un periodo in cui la mia fede in page ha raggiunto il minimo storico.
E proprio da pochi giorni ho attaccato BLUES FOR THE RED SUN.
Devo dire che è musica per le mie orecchie.
In contemporanea a questo ascolto mi è successo un fatto strano.
Mi è capitato di canticchiare a piu’ riprese una canzone di Zucchero
di qualche tempo fa..
Ed ho pensato al buon vecchio Zucchero che tanto piace alle mie figlie e
a mia moglie.
E pure a me.
Stamattina ascoltavo per la ventesima volta un brano dei KYUSS che mi ha
ammaliato.
Ed mi si é accesa la luce.
Il brano si intitola APOTHEC….. WEIGHT, non ricordo bene.
Gli accordi che sostengono il bellissimo brano sono quelli della canzone di
ZUCCHERO SUGAR FORNACIARI che mi ronza in testa.
Della canzone di ZUCCHERO non ricordo il titolo né l’album da cui è
tratta.
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La canzone di zucchero è Back 2 u .
Quello dei kyuss è un bel rock, quella di zucchero una bella canzone d’amore.
Pero’ l’una mi ha ricordato l’altra.
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Ho visto che John Garcia (voce dei Kyuss) suonerà a dicembre a Pisa, in acustico, chissà ora che combina.
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Beh, vi devo ringraziare perché con i Kyuss sto passando bei momenti.
Poi ascoltero’ i Queens of stone age.
Poi ho diversi CD postumi di Hendrix.
Senza la musica non si puo’ stare.
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