In questi giorni sto leggendo CHARLES SHAAR MURRAY un giornalista musicista
che ama il blues nero e non quello fatto dai bianchi.
Nel libro si narra come SONNY BOY WILLIAMSON si appoggio’ per i tour in Uk a
yardbirds e animals per poi parlarne con disprezzo.
I bianchi capivano i trucchi vocali e i colpi di chitarra del blues nero, ed i migliori
erano in grado di riprodurli a piacere ma il contesto culturale da cui queste musiche
erano scaturite per loro restava un mistero.
L’effettivo contatto con i neri americani li aveva lasciati storditi e confusi.
Un altro argomento del blues trattato a fondo é quello della sessualita’ dei testi.
Partendo da I’M A MAN di bo diddley che gli yardbirds incisero 2 volte, prima con
clapton, poi con beck,lo scrittore afferma che la sessualita’ espressa attraverso
il blues si tramuto’ nella demenza fallica del rock heavy- metal.
Hard-rocker quali david coverdale legittimano la loro enfasi sessuale citando
precedenti blues.
You need love del 1963 viene trasformata 6 anni piu’ tardi in whole lotta love
dai led zeppelin.
Il primo brano è una seduzione in tono condiscendente e vagamente paternalistico.
Il tono di voce di muddy waters é caldo e partecipe: egli suggerisce che la donna
alla quale sta cantando é sessualmente inesperta e desiderosa d’affetto, e si offre
di porre rimedio alla sua inesperienza.
L’effetto globale è intimo, rilassato, assolutamente sensuale.
I led zep paiono al confronto una gang di stupratori.
La donna, che nella canzone di M W é evocata come una persona reale, qui é ridotta
a un puro e semplice ricettacolo, una presenza interamente passiva la cui sola fun-
zione é quella di ricevere il grande zeppelin con un’ adeguata dose di venerazione
e gratitudine.
L’amore in questo contesto é un eufemismo per qualcosa che si misura col righello.
Il termine tecnico per questa musica é COCK ROCK.
La carnalita’ bonaria e il mesto realismo sociale del blues nero tradotto nella florida
indulgenza delle potenti fantasie del maschio adolescente.
Alla fine pero’ charles shaar murray ammette che i testi blues dei neri sono sessisti.
E’ una tesi. Pornoblues insomma, con Coverdale che prende Blind Willie Johnson e lo trasforma in Rocco Siffredi. Può darsi. Che l’Heavy Metal (spesso di impianto blues) sia una musica da pugnettari non c’è dubbio, ma Charles Shaar Murray dovrebbe sapere che i pugnettari al mondo sono legioni e qualcuno dovrà pur rappresentarli. Nel ’63 il Muddy Waters di You Need Love aveva circa 50 anni quindi il suo tono paternalistico sexy era perfettamente giustificato mentre il Plant di Whole Lotta Love ne aveva 20 scarsi perciò il testosterone aveva naturalmente la meglio. Per qualche oscuro motivo i bianchi inglesi avrebbero preso il blues dei neri e l’avrebbero corrotto, ma tutto questo parlare di bianchi e neri è davvero razzista. L’idea che un giovane bianco delle Midlands prenda la musica di un nero sharecropper del Mississippi e l’adatti alla sua sensibilità mi pare molto interessante e vitale.
Sonny Boy Williamson è stato un grandissimo bluesman ma era anche un rompicoglioni micidiale e, parlando di plagi, uno che in un modo o nell’altro si era appropriato non di qualche canzone ma di un’ intera identità (!!!) di un suo collega più anziano.
Se lo fa un nero del Mississippi è ‘pittoresco’, se lo fa un grezzo di Birmingham invece è un disonesto.
Non esiste una forma artistica che rimanga ‘pura’ e scevra di contaminazioni o storture (un concetto davvero razzista questo) e Murray si vada a leggere il libro Escaping The Delta: Robert Johnson & The Invention of The Blues dove il musicologo Elijah Wald (http://www.elijahwald.com/rjohnson.html) spiega che la percezione che noi abbiamo dei bluesmen della prima ora sarebbe totalmente errata in quanto si trattava di entertainers (pianobaristi?) con un repertorio che andava da ‘novelty songs’ grevi a doppio senso (metti il tuo biscotto nel mio caffelatte’ ‘il mio pennello si è seccato’…) fino a successi di Bing Crosby o di spettacoli di Broadway (Robert Johnson compreso).
Impeccabile, Picca! Charles Shaar Murray deve andare a farsi dar nel culo se – col nome che ha – arriva a conclusioni così superficiali. Che su questo blog si arrivi ad approfondimenti così eruditi e interessanti mentre libri e riviste di gente assai conosciuta ripropongono spesso le solite e stupide considerazioni è uno dei quei blues che non riesco a smacchiare.
Fat ‘mo in là Charles Shaar Murray che chè a gh’è Stefano Picca Piccagliani.
Beh il libro l’ho pagato 5 euro ( usato) da tosi dischi a reggio emilia.
Sembra quasi abbia subito un inizio di immersione in materiale infiammabile
( tipo benzina ).
Il possessore poi ha optato per un’ altra soluzione, venderlo, regalarlo o
scambiarlo da tosi dischi.
Per i fans incalliti degli yardbirds c’é una raccolta
degli anni duemila che presenta per la prima volta le
sessions dell’aprile 1968 mai pubblicate prima.
Si intitola CUMULAR LIMIT ed é stato tirato in poche copie.
Di quelle sessions non appare una sola canzone.
Si puo’ ascoltare cercandola su google.
Si intitola KNOWING THAT I’M LOSING YOU.
Qualcuno si oppose alla pubblicazione.
Ho letto nel sito ufficiale che la formazione degli yardbirds é cambiata a
causa della malattia di CHRIS DREJA.
Al suo posto IL PRIMO CHITARRISTA degli yardbirds TOP TOPHAM.
Il prox anno saranno in tour con MAGGIE BELL.
Sono un sacco di date 2014 in uk con gallinacci, animals, zombies, farlowe , spencer davies group e maggie bell.
La nota negativa é che DREJA é ammalato.
Quella positiva che lo sostituisce TOP TOPHAM, il primissimo chitarrista.
Che somiglianza tra Dreja e Beck……stessi occhi, stesso naso….
Bellissima la seconda foto con un Jimmy stupendo…
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Che band ragazzi, che band da sogno…!
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In questi giorni sto leggendo CHARLES SHAAR MURRAY un giornalista musicista
che ama il blues nero e non quello fatto dai bianchi.
Nel libro si narra come SONNY BOY WILLIAMSON si appoggio’ per i tour in Uk a
yardbirds e animals per poi parlarne con disprezzo.
I bianchi capivano i trucchi vocali e i colpi di chitarra del blues nero, ed i migliori
erano in grado di riprodurli a piacere ma il contesto culturale da cui queste musiche
erano scaturite per loro restava un mistero.
L’effettivo contatto con i neri americani li aveva lasciati storditi e confusi.
Un altro argomento del blues trattato a fondo é quello della sessualita’ dei testi.
Partendo da I’M A MAN di bo diddley che gli yardbirds incisero 2 volte, prima con
clapton, poi con beck,lo scrittore afferma che la sessualita’ espressa attraverso
il blues si tramuto’ nella demenza fallica del rock heavy- metal.
Hard-rocker quali david coverdale legittimano la loro enfasi sessuale citando
precedenti blues.
You need love del 1963 viene trasformata 6 anni piu’ tardi in whole lotta love
dai led zeppelin.
Il primo brano è una seduzione in tono condiscendente e vagamente paternalistico.
Il tono di voce di muddy waters é caldo e partecipe: egli suggerisce che la donna
alla quale sta cantando é sessualmente inesperta e desiderosa d’affetto, e si offre
di porre rimedio alla sua inesperienza.
L’effetto globale è intimo, rilassato, assolutamente sensuale.
I led zep paiono al confronto una gang di stupratori.
La donna, che nella canzone di M W é evocata come una persona reale, qui é ridotta
a un puro e semplice ricettacolo, una presenza interamente passiva la cui sola fun-
zione é quella di ricevere il grande zeppelin con un’ adeguata dose di venerazione
e gratitudine.
L’amore in questo contesto é un eufemismo per qualcosa che si misura col righello.
Il termine tecnico per questa musica é COCK ROCK.
La carnalita’ bonaria e il mesto realismo sociale del blues nero tradotto nella florida
indulgenza delle potenti fantasie del maschio adolescente.
Alla fine pero’ charles shaar murray ammette che i testi blues dei neri sono sessisti.
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E’ una tesi. Pornoblues insomma, con Coverdale che prende Blind Willie Johnson e lo trasforma in Rocco Siffredi. Può darsi. Che l’Heavy Metal (spesso di impianto blues) sia una musica da pugnettari non c’è dubbio, ma Charles Shaar Murray dovrebbe sapere che i pugnettari al mondo sono legioni e qualcuno dovrà pur rappresentarli. Nel ’63 il Muddy Waters di You Need Love aveva circa 50 anni quindi il suo tono paternalistico sexy era perfettamente giustificato mentre il Plant di Whole Lotta Love ne aveva 20 scarsi perciò il testosterone aveva naturalmente la meglio. Per qualche oscuro motivo i bianchi inglesi avrebbero preso il blues dei neri e l’avrebbero corrotto, ma tutto questo parlare di bianchi e neri è davvero razzista. L’idea che un giovane bianco delle Midlands prenda la musica di un nero sharecropper del Mississippi e l’adatti alla sua sensibilità mi pare molto interessante e vitale.
Sonny Boy Williamson è stato un grandissimo bluesman ma era anche un rompicoglioni micidiale e, parlando di plagi, uno che in un modo o nell’altro si era appropriato non di qualche canzone ma di un’ intera identità (!!!) di un suo collega più anziano.
Se lo fa un nero del Mississippi è ‘pittoresco’, se lo fa un grezzo di Birmingham invece è un disonesto.
Non esiste una forma artistica che rimanga ‘pura’ e scevra di contaminazioni o storture (un concetto davvero razzista questo) e Murray si vada a leggere il libro Escaping The Delta: Robert Johnson & The Invention of The Blues dove il musicologo Elijah Wald (http://www.elijahwald.com/rjohnson.html) spiega che la percezione che noi abbiamo dei bluesmen della prima ora sarebbe totalmente errata in quanto si trattava di entertainers (pianobaristi?) con un repertorio che andava da ‘novelty songs’ grevi a doppio senso (metti il tuo biscotto nel mio caffelatte’ ‘il mio pennello si è seccato’…) fino a successi di Bing Crosby o di spettacoli di Broadway (Robert Johnson compreso).
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Impeccabile, Picca! Charles Shaar Murray deve andare a farsi dar nel culo se – col nome che ha – arriva a conclusioni così superficiali. Che su questo blog si arrivi ad approfondimenti così eruditi e interessanti mentre libri e riviste di gente assai conosciuta ripropongono spesso le solite e stupide considerazioni è uno dei quei blues che non riesco a smacchiare.
Fat ‘mo in là Charles Shaar Murray che chè a gh’è Stefano Picca Piccagliani.
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Beh il libro l’ho pagato 5 euro ( usato) da tosi dischi a reggio emilia.
Sembra quasi abbia subito un inizio di immersione in materiale infiammabile
( tipo benzina ).
Il possessore poi ha optato per un’ altra soluzione, venderlo, regalarlo o
scambiarlo da tosi dischi.
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Per i fans incalliti degli yardbirds c’é una raccolta
degli anni duemila che presenta per la prima volta le
sessions dell’aprile 1968 mai pubblicate prima.
Si intitola CUMULAR LIMIT ed é stato tirato in poche copie.
Di quelle sessions non appare una sola canzone.
Si puo’ ascoltare cercandola su google.
Si intitola KNOWING THAT I’M LOSING YOU.
Qualcuno si oppose alla pubblicazione.
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Già, la prima versione di TANGERINE….
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Ho letto nel sito ufficiale che la formazione degli yardbirds é cambiata a
causa della malattia di CHRIS DREJA.
Al suo posto IL PRIMO CHITARRISTA degli yardbirds TOP TOPHAM.
Il prox anno saranno in tour con MAGGIE BELL.
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Oh Mike, con Maggie Bell bisogna andare a vederli!
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Sono un sacco di date 2014 in uk con gallinacci, animals, zombies, farlowe , spencer davies group e maggie bell.
La nota negativa é che DREJA é ammalato.
Quella positiva che lo sostituisce TOP TOPHAM, il primissimo chitarrista.
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