Caro diario & il potere taumaturgico di John Miles

26 Giu

Caro diario, domenica sera me ne tornavo a casa dopo aver passato la giornata a fare il badante a Brian, mio padre. Avevo ormai oltrepassato le porte del bosco di pioppi di Molino di Gazzata e percorrevo a media velocità la blue highway che porta al posto in riva al mondo quando, ad un incerto punto,  mi accorsi che stavo iniziando a sospirare sempre più forte. In breve mi parve di essere precipitato in un dirupo dell’anima da dove non riuscivo più a risalire. Il fine settimana che stava finendo era stato uno di quelli difficili; sabato avevo dovuto affrontare un imprevisto, uno di quelli che razionalmente sapevi che potevano capitare, ma nel trovarcisi in mezzo poi capivi quanto complicato fosse gestire la situazione.

Caro diario, credo di avere fatto il mio dovere in quel frangente, avevo reagito in modo fermo, razionale, pur senza perdere la tenerezza. Mi ero anche sentito dire un “ma come fai ad essere così forte?”, a cui avevo risposto minimizzando la cosa…“ma sai, un uomo è programmato diversamente rispetto ad un donna ad esempio”. Ma in definitiva lo sapevo di avere certe caratteristiche, sapevo di essere “uno che non si perde”, come diceva Julia.

Caro diario, a proposito di Julia, mentre tornavo domenica sera mi avrebbe fatto piacere avere ancora Julia con cui fare due chiacchiere, confrontarmi con lei mi aveva sempre aiutato a mettere in ordine i miei pensieri e i miei sentimenti, a piegare i miei blues e riporli con cura nei cassetti.. Domenica sera invece ero lì da solo, guidavo, e mentre guardavo la luna piena alla mia sinistra capii che mi ero messo a piangere…

Luna piena su Molino Di Gazzata - foto di TT

Luna piena su Molino Di Gazzata – foto di TT

Caro diario, mi vergogno un po’ a dirlo, ma poi penso che piangere sia un riflesso pieno di umanità, è l’accettare il momento di tristezza e renderlo noto agli altri, il recepirlo ed elaborarlo. Ma domenica sera ero lì da solo, con la luna e la musica. Sì, stavo ascoltando una compilation che con l’aiuto di un amico avevo messo insieme nei giorni precedenti…è con A SALTY DOG che iniziai a piangere, con EUROPA mi ripresi un po’,  LANDSLIDE mi fece franare di nuovo ma poi arrivò MUSIC e grazie ad essa fui in grado di risalire il dirupo dell’anima in cui ero precipitato. Percepivo in modo netto il grande potere taumaturgico della MUSICa, sapevo che grazie ad essa mi sarei rimesso in piedi ancora un volta, che come diceva quella gran figa della Terry “Si ricomincia”.

Caro diario, domenica sera arrivai finalmente nel posto in riva al mondo, la luna era sempre lì, ma il cielo aveva preso una una sfumatura di blu scuro deciso, là dove l’indaco si scioglie nella grande tavolozza del cielo notturno. Caro diario, come vedi sono un poetuncolo da strapazzo, ma anche queste cose mi servono a smarrire i fiotti di tristezza della mia piccola anima blu. Sì, blu, per una volta blu e non blues.

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Luna piena nel cielo indaco del posto in riva al mondo – foto di TT

Me ne stavo a rimirare la luna mentre MUSIC volgeva al termine, mi sentivo tutto un fremito, come se un raggio pieno di speranza e di forza proveniente dagli abissi siderali mi centrasse in pieno. Risentire l’ultima strofa portata in trionfo dall’orchestra mi fece di nuovo piangere, ma erano lacrime piene di vita, di accettazione della condizione umana, di risolutezza per e nel continuare a testa più o meno alta il cammino. Caro diario, spero di non averti annoiato, lo so che sono sempre i soliti blueselli di Tim Tirelli, ma che vuoi farci, tuffarmi tra le le tue pagine è piacere a cui non so resistere, lo scriverti è un balsamo senza pari per questo mio vecchio cuoricino di rock and roll, cuoricino che vorrebbe tanto battere all’unisono con quello di qualcun altro.

…To live without my music
Would be impossible to do
‘Cause in this world of troubles
My music pulls me through…

2 Risposte to “Caro diario & il potere taumaturgico di John Miles”

  1. Sandro Kata 27/06/2013 a 01:33 #

    Caro Tim sono situazioni nelle quli mi ci ritrovo spesso anche io , dopo forti sress e non mi vergogno di dirlo . Il bello o il grave è che a volte mi risollevano brani come Epitaph dei K C … Il guaio però è dopo la crisi che mi domando come potrei mai vivere senza R’N’R

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  2. Eli 28/06/2013 a 15:46 #

    Per fortuna c’è la musica a rifiondarci nella vita quando prende certe “gradazioni” di colore che stridono con l’anima….e fanno quel suono strano…una specie di “skreeeeek” che graffia dentro da morire….ma quella, la musica, non ce la toglie nessuno….e dopo le lacrime, dopo lo sgorgare del fiume nascosto in grotte sotterranee, finalmente il sospiro che ci fa guardare il cielo senza più temerlo..un bellissimo e calmo cielo blu, appunto..

    Musica e amici: binomio insostituibile.

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