She Caught the Katy (And Left Me a MOSCOW MULE to Ride)

5 Set

“Lei ha preso la Caterina e mi ha lasciato qui a dorso di un mulo…” è a questo bel blues che penso mentre sto bevendo il terzo Moscow Mule della serata. La Katy era il nomignolo dato alla ferrovia Missouri–Kansas–Texas Railway. Costruita intorno al 1865 fu la prima ferrovia ad arrivare in Texas dal nord. Negli anni novanta del 1800 era cosa comune chiamarla “The K-T”, perché era considerata la divisione Kansas-Texas della Missouri Pacific Railroad. KT era la sigla con cui appariva nei tabelloni degli orari ferroviari e da lì il passo a KATY fu inevitabile.

Missouri–Kansas–Texas Railroad - Extent-of-the-Katy-Railroad

Missouri–Kansas–Texas Railroad – Extent-of-the-Katy-Railroad

The KATY railroad. jpg

Mentre il terzo Moscow Mule scende negli abissi della mia anima canticchio il blues in questione che Taj scrisse per la sua cavallona: 

“Man my baby’s long, great god she’s mighty, she’s tall
You know my baby’s long, great god she’s mighty, my baby she’s tall
Well my baby she’s long, my baby she’s tall
She sleeps with her head in the kitchen and her big feet out in the hall
And I’m still crazy ‘bout her, that hardheaded woman of mine”

“Amico, la mia ragazza è lunga, buon dio, lei è possente, è alta
Sai che la mia ragazza è lunga, buon dio, lei è possente, è alta
Bene, la mia piccola è lunga, la mia piccola è alta
Dorme con la testa in cucina e i suoi grandi piedi fuori nel corridoio
E sono ancora pazzo di lei, di quella testa dura della mia donna”

Son qui in un tavolino all’aperto della Festa dell’Unità di Reggio Emilia insieme ai miei inseparabili amici, pur restando al mio posto mi assento un attimo con la mente … sorseggio il Moscow Mule, anzi ci faccio l’amore, come canta Billy Joel in Piano Man riferendosi ad un cliente alle prese con un Gin Tonic nel bar in cui intrattiene gli avventori.

Moscow Mule alla Festa dell'Unità di Reggio - 2/9/22 - Foto TT

Moscow Mule alla Festa dell’Unità di Reggio – 2/9/22 – Foto TT

Mi immergo nel sentimento blues, vedo la donna salire sul treno, prendere posto e lasciare a terra l’uomo di blues ormai avvolto in un mantello di crepe nere, vedo le luci blu e rosse della stazione raccontate così bene dal nostro padre putativo Robert Leroy Johnson in Love In Vain.

Ritorno in me, torno a canticchiare le parole di Taj Mahal…

She caught the Katy, and left me a mule to ride
She caught the Katy, and left me a mule to ride
Well my baby caught the Katy, left me a mule to ride
The train pulled out, and I swung on behind
I’m crazy ‘bout her, that hardheaded woman, hardheaded woman of mine

Mi concentro poi sul Moscow Mule …

moscow-mule

La Russia non c’entra niente con la storia del Moscow Mule se non per l’utilizzo della vodka: il cocktail è nato nel 1941 a New York, in un bar gestito da due imprenditori alle prese con i debiti. Un giorno, tra i clienti, capita John G. Martin, distributore della vodka Smirnoff che non riesce ad essere apprezzata negli Stati Uniti. Le coincidenze, però, non capitano da sole perché, dall’altra parte del tavolino, c’è Jack Morgan, il proprietario del locale più frequentato di Hollywood, che sta provando a lanciare il suo Ginger Beer, un drink a base di zenzero. I due hanno un’idea geniale che dà origine al Moscow: combinare i due ingredienti aggiungendo un po’ di lime per creare un long drink unico. La leggenda, però, continua con un aneddoto molto affascinante: pare che il nome “Moscow Mule” derivi da un’imprenditrice, seduta a quel tavolino, che doveva smaltire uno stock di tazze mug con su stampato un asinello ed è, probabilmente, la prima tazza in cui fu bevuto questo cocktail. Le ragioni della tazza di rame potrebbero essere molto diverse: il rame si raffredda velocemente perché è un ottimo conduttore e, in secondo luogo, l’interazione con il lime conferirebbe quel gusto particolare e unico che ha il Moscow Mule. ( https://www.cookist.it/moscow-mule-ricetta-originale/).

Dopo tre anni torna la Festa dell’Unità a Reggio Emilia e dunque insieme ad alcuni illuminati del blues ritorno nella comfort zone. Niente baracconi, niente dispersione di spazi, tutto è più raccolto, organizzato, pulito. Solo le solite baracche dedicate ai piccoli ristoranti sudamericani creano scompiglio, con quella loro musica di melma ad alto volume e l’ossessione per la carne grigliata. La zona del Campo Volo dedicata alla festa adesso si chiama Iren Green Park e ovviamente lambisce la grande RCF Arena, l’immenso spazio concerti finalmente inaugurato quest’anno. Sono in compagnia del Pike boy, del mio canale streaming preferito LIZN, del Carmine Appice di Marano Sul Panaro e del Centurion boy, Lollo Zakk Wylde Stevens. Tra i tre grandi ristoranti disponibili scegliamo quello con meno coda e dunque il tradizionale che offre i piatti tipici della nostra zona. I volontari che servono ai tavoli hanno tutti la maglietta rossa, piccola sfumatura che ci riporta al tempo che fu. Ma il sentimento da festa dell’unità rimane anche in altri piccoli particolari: ad esempio l’unica birra nel menu è la Forst. Io me ne sparo due, il companero che ho alla mia destra tre, gli altri una a testa. Questi ultimi non li riconosco più.

Con i ragazzi discutiamo di politica, siamo tutti preoccupati dei risultati ormai scontati che si avranno dopo le elezioni imminenti, tuttavia siamo in cinque al tavolo e voteremo per tre partiti diversi. Chiaro che nessuno dovrà oltre passare un certo fossato, il nostro gruppo di amici non è una democrazia, o così o si è espulsi. Niente “dio patria e famiglia” né colori della squadra di calcio sbagliata nel Team Tirelli. Solo il pensiero di dovere dire addio alla legge 194, alla fecondazione assistita e alla sepoltura del dibattito sul fine vita mi schiaccia verso il basso. Per non parlare della visione generale della società che i partiti che vinceranno le elezioni hanno. E’ difficile rassegnarsi, ormai tutti propendono per quei partiti, d’altra parte se senti la gente dire che Trump ha fatto molto meglio di Obama (di cui comunque io non ero esattamente un fan) cosa vuoi stare a discutere.

Parliamo poi di come gira il mondo oggi, ne siamo tutti affranti, io il più basito e incazzato, infatti vado spesso sopra le righe, come scrivevo sul blog non troppo tempo fa non ho più filtri, non me ne frega più un cazzo di come appaio, è che non tollero la deriva corrente. Chissà, magari sto diventando una macchietta, chissà se gli amici mi prendono ancora sul serio … perché è vero, il Team Tirelli si sta trasformando in Scream Tirelli, ma davanti al mondo odierno non posso che indignarmi. La  Nato che oltre ad abbaiare davanti al cortile dello zar ora lo fa anche davanti al cancello del “grande” timoniere mi sembra una cosa da pazzi. Stiamo per innescare qualcosa di pericolosissimo. Poveri noi.

E poi la concezione pompata dal turbo liberismo e dal capitalismo senza regole che vuole che The Winners Takes It All sempre e comunque, che l’avversario vada asfaltato … l’imporsi sugli altri come unica matrice della società. Va beh, meglio finirla qui.

Nei campi intorno alla Domus dal 1 settembre hanno riaperto la caccia dopo 10 anni di divieto. A parte il disagio di sentire sparare a poche centinaia di metri da dove viviamo e la paura che ci prendano sotto i nostri gatti e chissà cos’altro, è una vergogna che nel 2022 sia ancora legale la caccia. Umani che per divertirsi uccidono animali. Degrado spirituale, morale, etico. Io la visione antropocentrica non la reggo più. Verrebbe voglia di aprire la caccia ai cacciatori. E dire che ho un grande amico che è un cacciatore, uno solo (e tra l’altro tifa anche per la squadra che è la mia nemica calcistica) è vero, ma ce l’ho. Vuol proprio dire che gli voglio un gran bene. Ad ogni modo aboliama per dio!

Ci si mette il derby a peggiorare le cose, la mia squadra del cuore, forse l’unica ragione della mia vita, entra in campo senza gli Eyes Of The Tiger e viene battuta dai cuginastri. Al 95esimo devo scendere e vagare per la campagna almeno mezz’ora prima di ritornare in me. Ho le braghette corte, le infradito e una felpa della Puma … e questa la dice lunga,  quando non indosso capi sportivi della mia marca preferita è chiaro che qualcosa non va. Respiro l’odore della campagna, il cuore riprende il suo battito regolare, la disperazione si placa un minimo, a fatica rifaccio le scale e risalgo la china che porta ad un comportamento accettabile. La devo smettere con il calcio, soffro troppo, non posso giocarmi la buccia spirituale in questo modo. E dire che venerdì un collega prima di partire mi aveva lasciato un bigliettino d’amore sul PC.

Bigliettino di un collega - settembre 2022 - foto TT

Bigliettino di un collega – settembre 2022 – foto TT

Il weekend è ormai corrotto, sopportare ilo sorrisetto della Pollastrella, pensare a quelli dei miei colleghi e quello di LIZN e come sopportare lance nel costato. La sera di domenica vado al Badlands Cafè località Boglioni, ho appuntamento con LIZN appunto e Wilko dei Rats, fratello di fede calcistica e musicale. Io e Ulde (va beh, Wilko) anneghiamo il dolore calcistico nella birra. Ci diciamo che siamo al tavolino col nemico e io aggiungo “Lo sai che anche la Saura è rossonera, la devo mollare…”, al che Wilko prontamente risponde: “NO! La Saura è immollabile!!!” Va bene, se lo dice Wilko allora la tengo ancora per un po’.

Tim-Wilko-LIZN – Badlands Cafè settembre 2022 – foto Saura T.

Siamo qui per vedere il tributo ai Clash dei Controllo Totale, dove alle tastiere suona – per quanto bizzarro sia – il mio amico di sempre Joe…Bèsi…Simòn… Biccio insomma, il Tony Banks di Villa Nona. Anche loro sono uomini di una (in)certa età, ma la grinta che hanno, il senso (punk) Rock che mettono nella loro esibizione è di altissimo lignaggio.

Controllo Totale – Badlands Café settembre 2022 – foto TT

Dopo il concerto chiacchierare con gente simile fa bene al cuore, le affinità elettive sono quelle giuste. Questo è il mio mondo, quello degli operai del rock, come dico sempre, gente che continua imperterrita a spendersi nel nome del Rock, quello vero. Un saluto a Suto dei Tacchini Selvaggi e ad Antonio dei Willi Betz anche loro qui al concerto e poi via ad inseguire la morbida scia che porta a Borgo Massenzio.

NOTIZIE DAL MONDO DEL ROCK

_Nuovi video amatoriali dei Led Zeppelin.

Dal nulla approdano su Youtube un paio di video amatoriali mai visti prima.

Baltimora 1972 è uno spettacolo, l’ultimo minuto dove il tutto si fa più chiaro è magnifico.

Non avrei mai pensato sarebbe uscito qualcosa del genere anche per il famosissimo concerto del 4 settembre 1970 al Forum di Los Angeles, il cui bootleg audio Live On Blueberry Hill fu uno dei primissimi  ad essere pubblicato.

_Al Taylor Hawkins Tribute si  sono rifatti vivi i Them Crokeed Vutures, rivedere John Paul Jones mi ha emozionato. E’ invecchiato certo, 76 anni non sono pochi, ma quelle linee di basso sono ancora stratosferiche.

Mi è piaciuto anche Wolfgang Van Halen, musicista davvero fuori dall’ordinario.

Mainstream ma ben più che dignitosa la prova dei Queen (finalmente senza Adam Lambert).

GATTI DALLA DOMUS

Nell’articolo del 27/08/2022 ho parlato di Ozzy, il randagio gravemente malato a cui stiamo dando una seconda opportunità. Oramai è diventato un gatto addomesticato, la notte dorme in soffitta al sicuro e di giorno segue la pollastrella in ogni dove, e quando lei fa smart working lui per starle accanto si sdraia sulla scrivania. Ozzy deve aver capito che c’è qualcosa che non va e che se sta ancora conducendo una vita soddisfacente lo deve a lei. Dai pippistrellino nero, tieni botta.

Ozzy ... still holding on - Domus Saurea settembre 2022 - foto Saura T.

Ozzy … still holding on – Domus Saurea settembre 2022 – foto Saura T.

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SERIE TV – KLEO – Netflix 2022 – TTTT

Kleo è un antieroina e un’anima perduta. Questo è ciò che ha reso così eccitante per me interpretarla. Mi sono completamente innamorata di lei e oggi fa parte di me”. Jella Haase è la protagonista della serie e in questa sua dichiarazione spiega il fascino della ex agente segreto della DDR Kleo Straub: una antieroina e un’anima perduta che il polo blues di questo blog non potrà che amare. Siamo nella DDR tra la fine degli ottanta e l’inizio degli anni novanta, scottata da certe inimmaginabili fregature, Kleo diventa una scheggia impazzita. Per i diversi lettori di questo blog affetti da Ostalgie questa è una serie TV da vedere.

Kleo_Netflix Serie tv

OUTRO

Bene, con la tipica insoddisfazione che lo contraddistingue, il vostro uomo di blues – che bontà vostra ancora continuate a leggere – vi saluta. In questa malinconia da fine estate pensatemi non come l’uomo di blues miserello che sono, bensì come… che so… uno spirito libero come Jerry Drake, Mr No insomma, che si gioca la sua vita in Amazzonia, a Manaus.

Puxa vida, che volete farci, in questi ultimi tempi sono un po’ fissato col portoghese, sarà  colpa di un mio collega nato là con cui interagisco nella lingua di Magellano.

Até breve homens e mulheres de blues, seu Estevão Tirellao os saúda calorosamente.

TT in amazzonia – settembre 2022

 

 

4 Risposte a “She Caught the Katy (And Left Me a MOSCOW MULE to Ride)”

  1. lucatod 07/09/2022 a 13:05 #

    Mai come in questo momento il sentimento di Ostalgie è tanto forte. Almeno voi potete godervi un poco di quella sensazione con la Festa dell’Unità che dalle mie parti ( fino a venticinque anni fa in prevalenza Rossa) è stata completamente rimossa. Oggi tante robe organizzate dalla chiesa, ma tante tante tante.. e il prete ingrassa alla faccia di quei poveracci che gli stanno dietro. La serie Kleo la inizierò stasera.

    Mi permetto di segnalare , a chi fosse interessato , il documentario “Ancora in fuga – La storia di Jeff Beck” , disponibile in streaming su raiplay. Certo , un compitino celebrativo , ma è comunque piacevole ascoltare gli aneddoti di Page (definito dalla sorella di Beck un secchione con una chitarra uguale alla tua), Clapton , Gilmour , Rod , Perry , Slash , Woodie. Oltre a godere di qualche filmato d’epoca che mostra l’immenso talento di JB.

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    • Tiziano il V° cavagliere dell'apocalisse 14/09/2022 a 17:42 #

      visto volentieri, ben fatto. Certo il Beko neanche farlo apposta si è sempre visto il successo internazionale sfuggire per un soffio, anche se dubito che se Supertition non l’avesse incisa Steve Wonder sarebbe diventata quel successo che é stato. Ah, ad un certo punto compare la foto della mitica sorellina di Jeff…a meno che non si siano sbagliati e in realtà la foto ritrae Jeff giovincello, mi sembra abbastanza bruttina ,non l’avrei detto…

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      • lucatod 17/09/2022 a 12:03 #

        Io mi sono fatto del male da solo ragionando sul fatto che alcuni di quei nomi (Clapton, Gilmour, Wood) non avrebbero mai parlato così bene di Jimmy Page.

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  2. Claudio Marsilio 08/09/2022 a 13:05 #

    Quando ho visto Blueberry Hill mi sono davvero commosso, ripensando ai tempi del granitico “Oh Jimmy”, unica fanzine italiana dove potevo leggere le recensioni dei bootleg… Tanta bella roba. Vederli in azione, anche se sgranati e mossi, sono sempre un’emozione.
    Grazie

    Piace a 1 persona

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