Troppo tempo che non vedo Polbi, lo sento praticamente ogni giorno ma di persona non lo incontro da un certo numero di orbite che la Terra compie intorno al Sole; prendo così al balzo un’occasione che mi si presenta ed eccomi qui salire su Italo alla Mediopadana, la stazione dell’Alta Velocità nel centro dell’Emilia, giusto a qualche chilometro da casa. Con me vi è la Yamaha Girl, seduta al posto N.46 (e ti pareva). Sono le 7,25 di un soleggiato sabato mattina.
Sonnecchio, rifletto, dal finestrino vedo passare l’Italia ai miei piedi (cit. FDG).
Lei legge un libro, ogni tanto mi dice “ciao Tyrrell”. Poco dopo le 10 scendiamo a Roma Termini, un momento per raccapezzarci e ci dirigiamo verso l’uscita di Via Marsala. A cento metri circa vedo il General Purpose Vehicle del mio amico e in un secondo momento scorgo la sua chioma stagliarsi sull’orizzonte di un traffico caotico e già insostenibile per un uomo di blues che vive in provincia come me. Lo abbraccio forte questo uomo che oramai da trent’anni è una presenza insostituibile nella mia vita. Abbiamo poco più di una giornata da passare insieme, meglio seguire celermente il programma; dato che Roma è la mia, o meglio, la nostra città preferita la abbiamo ovviamente già visitata diverse volte e dunque in questa circostanza scegliamo percorsi più alternativi e meno conosciuti.
Ci fermiamo un momento nel posto dove più di 5 decenni fa vi era lo Studio 1 dell’International Recording, dove alla fine del 1969 i Pink Floyd registrarono i brani per la colonna sonora di Zabriskie Point, film di Michelangelo Antonioni. Ci addentriamo nell’ampio ingresso, ora l’edifico è un hotel.
La Motorcycle Mama gradirebbe virare sulle sfumature esoteriche della città e allora nulla di meglio che iniziare dalla Porta Alchemica, ovvero la Porta Magica, sita dove sorgeva Villa Palombara:
[wikipedia] Dimora di Massimiliano II Savelli, marchese di Palombara (1614-1685), era stata edificata da suo padre, Oddone, su un terreno acquistato nel 1620 dal duca Alessandro Sforza. Massimiliano, uomo di vasta cultura e dedito ad interessi ermetici, vi fece costruire nel 1653 un proprio laboratorio seminterrato per i suoi esperimenti di alchimia, al quale si accedeva per un ingresso secondario che corrisponde all’attuale Porta Magica. La villa divenne così un circolo esoterico culturale, frequentato da vari personaggi tra cui la regina Cristina di Svezia, che allestì un suo gabinetto alchemico anche a palazzo Riario. Fra gli altri esponenti della cultura dell’epoca che vi presero parte, si annoverano alchimisti e scienziati come ad esempio il gesuita Athanasius Kircher, col quale il marchese condivise la conoscenza di antiche dottrine egiziane, l’astronomo Giovanni Cassini, il medico milanese Giuseppe Francesco Borri, e il poeta pesarese Francesco Maria Santinelli.
Siamo all’Esquilino, in Piazza Vittorio Emanuele II, nei giardini pubblici … eccola qui la Porta Magica, per un istante chiudiamo gli occhi e ci pare di essere trasportati lungo i sentieri dei nostri sogni … nelle profondità abissali degli Oceani (Polbi), nella Londra Vittoriana (la pollastrella), al Los Angeles Forum il 3 giugno 1973 (io).
https://it.wikipedia.org/wiki/Porta_Alchemica
Prossima tappa, Villa Torlonia.
https://it.wikipedia.org/wiki/Villa_Torlonia_(Roma)
Ci concentriamo sulla Casina delle Civette, in qualche modo un sorta di ex casino dove l’esoterismo era libero di concretizzarsi.
Mi faccio immortalare col mio pard, è nella fase “niente sorrisi nelle foto”, in tutte risulterà un vero e proprio badass, d’altra parte la sua t-shirt dice tutto.
Usciamo dal parco e di nuovo sono rapito dai maestosi pini marittimi, una ossessione romana che mi porto dietro da sempre.
Per il Pranzo torniamo all’Esquilino, al Macchiavelli 64, niente male davvero.
Ci dirigiamo poi verso Piazza di Spagna, abbiamo le prenotazioni per assistere ad un reading di una poetessa inglese nella Keats-Shelly house. Cerchiamo di avvicinarci, ma trovare un parcheggio in questo caldissimo sabato di Aprile è impossibile. Polbi guida col suo solito appiglio funk, ha un approccio impassibile nell’impossibile traffico della capitale. Mi dice che il turismo di massa sta soffocando la città, ha ragione, è davvero troppo … file di bus vomitano turisti, mandrie di stranieri in braghette corte che seguono senza crederci troppo i sentieri che portano dentro alla storia della civiltà occidentale. Finiamo per parcheggiare in un breve raccordo tra due strade, sopra ad un marciapiede. Io non riuscirei mai, il mio rigore settentrionale semplicemente non me lo permetterebbe, ma Polbi mi dice che “guarda che se tu vivessi qui ti adegueresti alla cosa per istinto di sopravvivenza”.
Percorriamo la magnifica via Margutta per avvicinarci alla Spanish Square,
uso l’inglese perché sembra la lingua più parlata in questa zona in questo sabato pomeriggio, la piazza è strapiena, sembra di essere ad un concerto dei Pink Floyd degli anni ottanta. Di fronte alla Keats-Shelley House incontriamo Frank e Marina, amici di vecchia data anche loro qui per il reading di cui sopra.
I locali sanno di vecchia Britannia, Saura è al settimo cielo. Ci fanno accomodare, una piccola introduzione per presentare la poetessa che poco dopo entra con garbo, eccola qui Scarlett Sabet.

Scarlett Sabet Reading 2 – Keats-Shelley House – Roma 13aprime 2024 – Photo courtesy of Scarlett Instagram Account
Il reading è interessante, ammetto di cogliere poco delle poesie lette, ma quando Scarlett tra un poema e parla o chiacchiera col pubblico la cosa si fa molto più comprensibile. Parla persino dei suoi gusti musicali e tra gli altri cita Bob Dylan, Led Zeppelin e Van Morrison.
Le foto le traggo dall’account Instagram di Scarlett … curioso vedere il primo piano tra il pubblico la crestina bionda di Saura e di fianco a lei l’uomo di blues che sono.

Scarlett Sabet Reading – Keats-Shelley House – Roma 13aprime 2024 – Photo courtesy of Scarlett Instagram Account
Un ultimo applauso alla poetessa, una saluto agli amici e via che si torna verso L’EUR, a casa di Polbi. Ci rinfreschiamo, un salto in pizzeria per la cena e poi quella vecchia volpe di Barone ci porta a piazza Mincio, altro angolo di Roma che non conoscevamo, pieno di edifici “esoterici” e set di un paio di film Horror.
Cinquanta metri più su c’è il Piper, lo storico locale, negli anni sessanta/settanta vi sono passati nomi leggendari … Procol Harum, Byrds, John McLaughlin (quando suonava con Herbie Goins & The Soultimers), Pink Floyd, Screaming Lord Sutch, Genesis, Sly and the Family Stone, Duke Ellington, etc etc
Domenica mattina facciamo una capatina al cimitero Acattolico.
Posto memorabile, il rumore del traffico è un eco lontano contrastato dalla pace spirituale del luogo.
La piramide di Gaio Cestio,
la Tomba di Keats,
quella di Gramsci
quella di Camilleri e di Shelley, e poi qualche momento spesi a contemplare il destino dell’uomo.
Pranzo a casa di Mino, padre di Polbi, e Claudia, insieme a Maria Teresa, sorella di Polbi e le sue due magnifiche figlie, Flavia e Matilde, … amo tutte le persone che sono a questo tavolo su questa terrazza romana, mi sento parte della famiglia.
Corsa a Roma Termini, un ultimo abbraccio all’unholy diver che ci scarica al volo dato che il traffico è di nuovo molto intenso nei pressi della stazione, mentre mi allontano gli urlo ” ciao Paole’ ” … , poco dopo saliamo sul treno del ritorno. Io e Saura concludiamo dicendoci che è stato un weekend fantastico e che tutto è girato per il verso giusto. Ma il blues è sempre dietro l’angolo. A pochi minuti dalla Medipadana di Regium Lepidi il treno è costretto a fermarsi, in stazione un treno ha avuto un guasto, occorre trasbordare i passeggeri su un altro convoglio con conseguente blocco dell’intera stazione e di tutti i treni ad alta velocità in arrivo e in partenza. Rimaniamo fermi un paio d’ore, nulla per cui infiammarsi, un po’ di fastidio, ma cose che capitano, non fosse per le due gatte malate che abbiamo lasciato al cat sitter a Herberia e che dobbiamo prelevare entro una certa ora perché il tipo ha un altro impegno – stavolta in trasferta – di cat-sitting. Trovare qualcuno libero di domenica sera che le vada a prelevare e le porti a casa nostra non è esattamente un passeggiata, ma alla fine grazie a Page risolviamo. Arrivo alla Domus alle 22, mi metto in macchina e corro a Nonatown a prendere gli altri due gatti che sono parcheggiati da un’ amica.
Verso mezzanotte una doccia, un thè, e finalmente a letto. Magnifico weeekend, thank you old boy… Caput Mundi goodnight.
























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